Primi

Pesto di fave

Prima ti elencano tutti gli ingredienti: basilico, olio, lingue di lucertola, pepe, pecorino, antenne di lumaca e un po’ di mentuccia.

Poi chiedi spiegazioni ed arriva la frase: no, ma fai a occhio. 
Magari aggiungono anche un Quando arriva il colore verde acceso ti fermi, è pronto.
E tu ci provi ed invece del verde acceso ti arriva un arancione fosforescente e non saprai mai dove hai sbagliato.

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Anni che il papà di Kevin tenta di preparare un pesto.

Questa è la breve storia triste di chi cerca di imparare a preparare un pesto.

Ma Pizzakaiju ti viene in aiuto. O, meglio, è Hanneke a fare tutto il lavoro. Io mi limito a sperimentare, a dirti se funziona o meno e a mettere il mio timbro di validità.

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Altro che Bollino Blu.

Quello che stiamo imparando è un pesto di fave, in attesa di passare a quello genovese, per me il più ambito.
Le dosi sono per tre persone, poiché io l’ho mangiato per 2 volte (ma la seconda ero a cena da sola).

Ti serve:

– 150 grammi di fave (come sai, io uso quelle surgelate e ti consiglio di seguire il mio esempio);
– 75 grammi di pecorino toscano semistagionato;
– 1 spicchio d’aglio;
– 70 ml di olio d’oliva;
– 4 foglie di menta;
– pepe nero.

Come pasta di consiglio un formato lungo.

Piccola parentesi per l’olio: dovrebbe essere ovvio, ma è giusto specificare che il peso e il volume non sono la stessa cosa. Quindi se tu mettessi 70 GRAMMI di olio staresti sbagliato. Ti devi troppo procurare un bicchiere graduato.

Parentesi anche per il formaggio: non usare il pecorino romano. È molto salato e completamente diverso da quello consigliato. Io il toscano semi stagionato non l’ho trovato, ma ho acquistato quello sardo (sempre semi stagionato) ed il risultato finale è stato ottimo. Aggiungiamo che pure il formaggio era mondiale di suo, che non guasta.

Che devi fare?
Molto semplice: gratti il formaggio, triti l’aglio e metti tutti gli ingredienti elencati in un contenitore lungo.

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Ora prendi il tritatutto a immersione e triti.
Cosa è accaduto?
Che si è formata una pappetta, troppo densa. Cosa ho fatto? Ho provato ad aggiungere un po’ d’olio, ma era chiaro che avrei dovuto aggiungerne altri sei litri per arrivare ad una consistenza più liquida. Quindi ho cacciato dentro 2 cucchiai di acqua calda (quella in cui stavo cucinando la pasta, che era pure quella in cui avevo bollito le fase).

Ha funzionato? Assolutamente sì. Una quantità minima di liquido per continuare a tritare e poter formare questo:

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Probabilmente aggiungere dell’acqua è una bestemmia, per chi il pesto lo sa fare davvero, ma noi siamo qui per tirare giù santi e madonne, quindi credo sia una soluzione adeguata.

Se tu hai consigli migliori illuminami, ma se il tuo consiglio è Raddoppia l’olio, mi sa che continuerò a fare a modo mio.

Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Aggiungi del pepe direttamente sui piatti  e mangia.

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La prossima volta parleremo di Asparagi e uova, piatto unico secondo me ottimo.

Ciao!

Frullati e centrifughe, Lo chef presenta

Frullato di mela

Alla fine la centrifuga è  stata bocciata: per me la frutta va mangiata tutta, semi compresi.

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Così.

Quindi parliamo solo di frullati, in questa rubrica di roba da bere che rende migliore la merenda.
Ed oggi Lo chef presenta una roba sofisticatissima: il frullato di mela.

Sigla!

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Bella la nuova sigla, eh? Altro che la mia faccia da culo.

Per preparare il frullato alla mela, per due persone, hai bisogno di:

– una mela rossa;
– un bicchiere di latte.

Già dagli ingredienti si evince che sarà un’operazione davvero, ma davvero, ma DAVVERO complessa.

Paura, eh?

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Timore, pure sul volto degli dei.

Innanzitutto taglia a pezzetti la mela. Io non toglierei la buccia, perché è buona e perché nella buccia ci sono un sacco di proprietà di cui non conosciamo un cazzo ma che i saggi ci dicono essere importanti.

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Mettila in un contenitore adatto per frullare (lungo, sennò ti scoppia tutto in faccia) e aggiungi un bicchiere di latte. Frulla per qualche minuto, finché la magica pozione non viene fuori.

Finito.

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20 minuti di applausi.

Adesso apriti una merendina e fai merenda. Ecco la mia:

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Il buondì ricoperto di cioccolato era finito.

Domani torniamo seri e levelliamo, poiché prepareremo il nostro primo pesto. Un pesto di fave, per allenarci e diventare così tanto Azzurri di Pesto da potere finalmente preparare quello genovese, il punto di arrivo TOTALE.

Ciao!

Secondi

Lenticchie e salsiccia al sugo

Com’è andata ieri, senza di me? Hai mangiato spaghetti alla nutella? Cotto ricotte di bufala senza ritegno? Ammollato lo zafferano nella crostata di mele? Oppure hai semplicemente aperto il frigo e ti sei sfogata così?

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Le cose più strane accadono in mia assenza.

Mi faccio perdonare con il level up: oggi prepariamo lenticchie e salsiccia ed imparerai a gestire le lenticchie secche. Perché per pigrizia spesso ho usato quelle in barattolo, ma non è proprio la stessa cosa.

Ti dico inoltre che la salsiccia che ho usato è una salsiccia del menga, iper cicciosa e lontana anni luce da quella di Norcia a cui ero abituata. Quindi il mio metodo di cottura è da pensare per quel tipo di salsiccia lì, per la salsicciallammerda, se ne hai una buona non osare imitarmi.

Iniziamo.
Per preparare salsiccia e lenticchie per due persone hai bisogno di:

– 2 salsicce, piuttosto grandi;
– 200 grammi di lenticchie secche;
– mezza cipolla, una carota, un pezzetto di sedano, una foglia di alloro;
– peperoncino, sale, olio;
– almeno 400 grammi di passata di pomodoro.

Prendi le lenticchie e sciacquale in acqua fredda. Usa uno scolapasta dai buchi piccoli, oppure un colino.

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Taglia le verdure. Se hai una mezzaluna, tritale per fare il soffritto perfetto. La mia mezzaluna giace ancora dentro qualche scatola, quindi ho solo fatto pezzetti piccoli. La foglia di alloro lasciala intera.

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Metti due cucchiai di olio in una pentola e fai soffriggere tutto quanto per qualche minuto. Aggiungi anche le lenticchie e soffriggi un altro minuto.

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Aggiungi anche la passata ed un bicchiere d’acqua. Io sono partita usando 300 grammi di passata, poi ne ho aggiunta ancora per raggiungere il rosso che volevo io (a me le lenticchie piacciono tanto rosse).

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L’inizio della cottura.

Metti il coperchio e lascia cuocere a fiamma medio bassa, girando spesso.
Adesso occupiamoci della salsiccia.

Se hai una salsiccia di merda, come la mia, il mio consiglio è quello di farle bollire in acqua per una decina di minuti scarsi. In pratica le bucherelli e poi le fai bollire, 8-10 minuti. Così parte del grasso se ne va ed il gusto è più buono.

Se invece hai una salsiccia buona e saporita, che bollirla significherebbe essere eretici, la butti intera (o, se preferisci, a pezzetti) dentro le lenticchie. Questo quando le lenticchie sono quasi pronte.
Quand’è che le lenticchie sono pronte? Quando sono morbide. I tempi sulle confezioni sono piuttosto indicativi: la mia diceva 25 minuti, in pratica io le ho lasciate quaranta (contando anche un dieci minuti con le salsicce).  Nel caso di una salsiccia saporita, io la butterei nel sugo esaurito il tempo indicato sulla scatola delle lenticchie e lascerei cuocere a fuoco basso per una quindicina di minuti.

Ma torniamo al metodo di cottura che ho usato io. Ho bollito la salsiccia per otto minuti, poi l’ho messa in pentola con le lenticchie.

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Ho coperto le salsicce col sugo (se occorre, aggiungi altra passata o acqua) ed ho fatto cuocere il tutto per altri dieci minuti, a fuoco bassissimo. Senza coperchio.

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A questo punto abbiamo finito.

Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere raggiungo questo risultato:

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Io l’ho preparata di pomeriggio e l’ho lasciata in pentola per diverse ore. L’ho riscaldata verso sera (fiamma bassa, pochi minuti, gira spesso sennò si attacca) ed era mondiale. Ovviamente più riposa in pentola e più è buona, ma è ottima anche preparata al momento.

Domani è l’ora de Lo chef presenta e ti insegnerò una roba difficilissima: il frullato alla mela!
Ciao!

Primi al forno

Pasta al forno con asparagi

Guardami negli occhi e ripeti con me: non fa caldo, non fa caldo, non fa caldo!

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NON. FA. CALDO.

Ce la puoi fare ad accendere il forno, fidati.
E poi ne vale la pena: questa pasta con gli asparagi secondo me è quasi mondiale, è un peccato aspettare fino ad ottobre per papparsela.
Hai bisogno di un paio d’ore di tempo e soprattutto ti consiglio di prepararla diverso tempo prima di mangiarla: più attende in forno e più migliora.

Cominciamo e sappi che anche questa ricetta l’ho presa da Buonissimo, senza modificare nemmeno una virgola.

Per preparare la pasta al forno con gli asparagi, per due persone, hai bisogno di:

– 180 grammi di penne;
– 300 grammi di asparagi (surgelati);
–  500 ml di besciamella;
– uno spicchio d’aglio, un cucchiaio di olio;
– prezzemolo;
– 50 grammi di parmigiano grattugiato.

Innanzitutto prepara la pasta e cuocila al dente, perché starà anche in forno. Scolala (ma non buttare l’acqua, che ci bolliamo anche gli asparagi) e mettila in una ciotola, insieme ad un cucchiaio di olio (servirà a non farla attaccare).

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Prepara la besciamella, utilizzando la ricetta che ti ho dato un po’ di tempo fa.
Contemporaneamente, metti a bollire gli asparagi nell’acqua della pasta, poi scolali e tagliali a pezzetti. Falli andare in padella per qualche minuto con un cucchiaio di olio ed uno spicchio d’aglio tritato. A fiamma spenta aggiungi il prezzemolo spezzettato.

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Adesso hai tutti i componenti, quindi comincia ad accendere il forno (NON. FA. CALDO.) a duecento gradi.

Imburra una teglia e mettici dentro la pasta. Versaci sopra la besciamella.

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Aggiungi anche gli asparagi (se riesci, non mettere anche l’aglio) e poi mescola tutto insieme.

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Cospargi con i 50 grammi di parmigiano grattugiato.

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Caccia la teglia in forno e lasciala andare per trenta minuti, a 200 gradi, con la funzione ventilata (se ce l’hai). Controlla ogni tanto, poiché i forni non sono tutti uguali e non vorrei che si bruciasse per troppa fiducia nei miei confronti.
Dopo mezzora dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Lasciala riposare nel forno (spento!) fino a quando vuoi mangiartela e poi goditi il tuo lavoro fatto col sudore della fronte (letteralmente).

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La prossima volta prepareremo un altro piatto estivo che avrà bisogno di un po’ del tuo tempo: salsiccia e lenticchie. Non solo: useremo lenticchie secche, quindi LEVEL UP!

Ciao!

Primi

Fusilli alla menta e provolone

Era buono, non mi fraintendere. Però c’avevo quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che ha chi non è convinto che quel formaggio sia da grattugiare. Perché non è che fosse buono: era spettacolare.

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Quella faccia un po’ così.

Si trattava di un provolone locale, Provolone di Grotta per la precisione. Tu puoi sostituirlo tranquillamente con un Auricchio o, se ti senti spendacciona, con un Provolone del Monaco. Ma qui è estate, i turisti sono miliardi, e per l’occasione i banchi del salumiere sono diventati mondiali e si trovano cose che normalmente col cazzo.

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Gente che non la prende bene: perché queste cose solo per i turisti?

Comunque chi ha mangiato con me era veramente euforico, quindi ti do la ricetta. Che si mangia oggi?
Fusilli con menta e provolone.

Per preparare i fusilli con la menta ed il provolone hai bisogno di:

– 180 grammi di fusilli;
– 20 grammi di menta;
– 100 grammi di provolone grattugiato;
– pepe, un paio di cucchiai di olio.

Ciao, mi presento, sono il Provolone di Grotta.

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Ciao, provolone di grotta!

Metti l’acqua della pasta a bollire. Ricordati che, prima di scolare la pasta, devi prelevare un po’ di acqua di cottura. Mettila in un bicchiere, ne userai qualche cucchiaio. Ma a questo arriveremo dopo, è solo uno spoiler.
Grattugia il provolone.

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Spezzetta le foglie di menta e mettile in una ciotola di plastica (grande, la useremo per preparare tutto il condimento).
Mi raccomando: 20 grammi di menta. Che sono tanti. Io purtroppo non ne avevo così tanta, quasi la metà, e la mancanza si è sentita.

Nella ciotola in cui hai messo la menta, aggiungi un paio di cucchiai di olio. Perché? Ero molto titubante su questo passaggio, invece alla fine ringrazierai perché l’unto di fondo ci sta da dio.

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Poca menta e olio.

Aggiungi anche il provolone grattugiato e mescola bene. Aggiusta di pepe.

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Ci siamo quasi.
Prepara la pasta, prima di scolarla conserva qualche cucchiaio di acqua di cottura in un bicchiere.
Caccia la pasta nella ciotola. Mescola bene, aggiungendo un paio di cucchiai di questa benedetta acqua di cottura. Vedrai che il formaggio sparirà quasi del tutto, sciogliendosi.

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Durante l’operazione.

Il risultato non deve essere una zuppa, quindi VAI PIANO con l’acqua. Serve solo a fare sciogliere il formaggio, non dobbiamo fare la scarpetta alla fine. Più o meno devi ottenere questo risultato:

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Impiatta e aggiungi ancora un po’ di pepe, se ti va.

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Domani prepareremo una pasta al forno con gli asparagi. Sarà un po’ laborioso (un’oretta di lavoro), ma niente di complesso. In più ha la mia approvazione al cento per cento, che non guasta.

Ciao!

Contorni

Bruschette al pomodoro

Giornata di level-up, poiché parleremo di bruschette.
In qualsiasi ristorante ti fan pagare miliardi per tre pezzetti di pane conditi, è giunto dunque  il tempo di padroneggiare anche quest’arte. Prezzo totale? Boh, forse 20 centesimi. 

Non avevo il forno, quindi ho usato la piastra per tostare il pane ed è venuto bene. Tutto merito di Misya (nel suo blog troverai tanti altri tipi di bruschette, noi partiamo con quelle al pomodoro perché le basi innanzitutto).

Go, go, go!

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Oggi ricetta da far girar la testa.

Per preparare delle bruschette al pomodoro, per una dose per due persone, hai bisogno di:

– un po’ di pane tagliato a fette (io ne ho preparate 8, ma non molto grandi);
– qualche pomodoro (2 o 3);
– basilico, uno spicchio d’aglio, olio, sale.

Taglia i pomodori a pezzetti.
Mettili in una ciotola con un cucchiaio di olio (o due, se proprio vuoi), del basilico spezzettato e sale. Lasciali insaporire mentre lavori sul pane.

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Taglia il pane a fette, più o meno dello stesso spessore.

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Scalda un cucchiaio di olio su una piastra/griglia e poi, quando è calda, comincia ad abbrustolire il pane. Una delle due superfici abbrustoliscila ben bene (se ti piacciono le bruschette bruciacchiate, bruciacchia!), l’altra superficie lasciala un po’ meno cotta. Su quella meno cotta – mentre sta ancora andando il pane sulla piastra ed attenta a non bruciarti – strofina l’aglio. Non su TUTTA la superficie, segui solo i bordi del pane (le croste, insomma).

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Forse è l’ora di pulire la cucina.

Quando ormai la parte inferiore è pronta, nell’ultimo minuto di cottura aggiungi su ogni fetta di pane un po’ di liquido che troverai sul fondo dei pomodori che hai preparato. Misya dice che questo ti permette di ottenere né bruschette molli, né di far colare il condimento attraverso il pane: ed è stato tutto vero.

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mi è scappato un pomodoro.

E siamo pronti: leva le fette di pane dalla piastra, mettile su un piatto e aggiungi il condimento al pomodoro. Ecco la nostra opera d’arte, contornata da uno spiedino di carne:

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Inutile dire che voglio provare tutte le bruschette di Misya, soprattutto quelle con la mortadella (ma serviva il forno, che era ancora in viaggio per il mondo).

Buone? Buone!

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Gnam.

La prossima volta metterò una pasta che è sì buona, ma non mondiale. Ma chi ha mangiato con me è rimasto molto colpito, quindi la metterò anche se la mia convinzione non supera il settantacinque per cento. Cos’è? Una pasta con menta (tanta menta) ed un provolone mondialissimo (lui sì, quasi sprecato prepararlo come ti insegnerò).

Ciao!

Primi

Riso nero integrale alla rucola

Roba nuova oggi: riso nero integrale.

Potrei scrivere romanzi di introduzione, leggende riguardanti il colore del cereale ed aneddotoni su quando mio zio Cleto ci portò questa strana pietanza direttamente dall’india, stupefacendo l’intera famiglia.

Invece no. Invece subito la ricetta, che qui c’abbiamo fame.

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Gente che c’ha fame.

Per preparare del riso con la rucola, per due persone, hai bisogno di:

– 200 grammi di riso nero integrale;
– 125 grammi di rucola (avevo quella in busta);
– un cucchiaio di olio;
– mezza cipolla;
– parmigiano grattugiato grosso da mettere sui piatti.

Già sai che cuocere la rucola è una stronzata. Si ammolla, sparisce e non sa più di niente. Quindi il lavoro sarà breve.

Fai bollire il riso in acqua salata. Ho messo una dose da 200 grammi, leggermente maggiore di quella solita, perché questo tipo di riso non si gonfia. Quello che vedi è.

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Ti presento il riso nero.

Quando è pronto, lascialo riposare nello scolapasta per un momento.
In una padella metti un cucchiaio di olio, fai soffriggere la mezza cipolla tritata e poi fai saltare il riso nero per qualche minuto.

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Nel frattempo tagliuzza la rucola e gratta il parmigiano.

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Spegni la fiamma della padella col riso e aggiungi la rucola. Mescola bene ed impiatta. Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Aggiungi anche il parmigiano e mangia:

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A me è piaciuto parecchio. L’ho poi rifatto con un misto di verdure, come con questa pasta qui, ma la mia reazione è stata più o meno questa:

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Non è andata benissimo.

Se dovessi trovare altri accostamenti validi non mancherò di fartelo sapere.

Domani ti insegnerò a preparare le bruschette col pomodoro, che secondo me è un level up mica da ridere.

Ciao!

Secondi

Cotolette alla Bolognese

Tagliatelle al ragù, bruschette, formaggetti vari con tigelle e crescentine. Queste circa le robe che ho mangiato in osteria, in tanti anni vissuti a Bologna. Quindi proprio non ho idea se questa che ti sto dando sia la ricetta delle Cotolette alla bolognese. Non so manco se esistono, le cotolette alla bolognese. Quello che so è che erano buonissime, che le rifarò e che sono velocissime. Ho rubato la ricetta da Buonissimo, che ultimamente è il mio blog preferito.

In questo periodo poi non mangerei che carne, quindi aspettati diversi piatti del genere.

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Grigliata tra amici.

La dose che ti do è solo per una persona. Tieni conto che ho mangiato solo questo, sono stata piena e felice.

Per preparare le cotolette alla bolognese, per una persona, hai bisogno di:

– 2 fettine di fesa di vitello;
– 100 grammi di prosciutto crudo;
– un po’ di passata di pomodoro;
– formaggio grattugiato grosso (massimo 50 grammi, non l’ho misurato);
– burro

Inizio subito col dirti che non ho impanato io la carne. Non per pigrizia, è che non c’erano fettine non impanate dal mio macellaio. Avessi voluto maiale o pollo no problem, ma col vitello c’era solo questo:

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Nulla da lamentarmi, ma era solo per dirti che impareremo a creare l’impanatura un’altra volta (nel caso tu voglia provare senza le mie direttive, ti serve giusto un po’ di farina 00 e un uovo).

Iniziamo!

Gratta il formaggio.

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Metti del burro in una padella di cui hai il coperchio. Ho contato circa una quarantina di grammi di burro, ma puoi anche abbondare, se non temi il grasso. Scaldalo. Attenzione: il burro non è l’olio, se lo scaldi troppo brucia e devi rifare tutto da capo. Quindi quando si scioglie, aspetta pochi secondi e comincia pure la cottura. E metti una fiamma media.

Fai dorare entrambe le superfici della carne. Devono essere così da entrambi i lati:

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Adesso cominciamo l’assemblaggio.

Metti un po’ di prosciutto sopra ogni fettina di carne:

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Ne ho messo anche un po’ più di così.

Aggiungi un po’ di parmigiano e poi copri con la passata:

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Aggiungi dell’altro parmigiano, soprattutto per avere un’idea di quando si scioglierà:

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Metti il coperchio, abbassa il fuoco al minimo e lascia sobbollire. La carne sarà pronta quando il formaggio sarà tutto sciolto.

Buonissima.

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Buon appetito a me!

La prossima volta altra cosa nuova: un riso nero integrale (buono) con della rucola. Leggero, dietetico e ottimo.

Ciao!

I vostri contributi

La pasta con crema di zucchine di Mariangela.

La pasta con la crema di zucchine sta avendo un discreto successo. Oggi è Mariangela che mi manda la sua fotina: contentissima di averle salvato la cena.

Eccola qui:

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Mariangela dice che era molto buona e che è piaciuta tanto anche a suo marito (nota di colore necessaria).
Purtroppo non vi è menta in questa crema, ma non per pigrizia: odori freschi, dove abita lei, se ne trovano di rado e piuttosto che metterla secca ha preferito ometterla (e ci credo: gli odori secchi fanno cagarissimo).

Pizzakaiju chiude qui, per ora, in attesa del post serale.
E chiudo con un ringraziamento a tutti quelli che arricchiscono il blog con i loro contributi:

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A più tardi, con le cotolette alla bolognese!

Primi

Maccheroni con la ricotta di bufala

La leggenda racconta che Pizzakaiju, stanca del bullismo verso la ricotta di bufala, abbia aperto il blog per difenderla e gridare un deciso NO! al suo martirio.

Sono già presenti due ricette (una con la rucola ed una con le noci) ma mi sembra quasi doveroso mettere quella base, quella con ricotta e basta. Poi non credo ne inserirò più, possiamo affermare di avere esaurito l’argomento.

Se continui a cuocere la ricotta in padella, però, sappi che il karma ti punirà.

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Karma che non perdona.

Per cucinare i maccheroni con ricotta di bufala, per due persone, hai bisogno di:

– 180 grammi di maccheroni;
– 250 grammi di ricotta di bufala;
– sale, pepe.

Se proprio ci tieni puoi anche aggiungere un cucchiaio di olio, ma io sono contraria.
Iniziamo.

Metti l’acqua della pasta a bollire.
Butta la ricotta di bufala in una ciotola di plastica.

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Con un mestolo, prendi un po’ d’acqua della pasta e mescolala con la ricotta. Aggiungi poca acqua per volta, poiché non deve venire un liquido. Deve venire una una crema densa. Così:

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Aggiusta di sale e di pepe, se proprio ci tieni tanto aggiungi un cucchiaio di olio (ma anche no!).
Prepara la pasta e poi cacciala nella ciotola:

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Mescola bene bene e prepara i piatti, aggiungendo ancora un po’ di pepe. Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Basta. Ora sei preparatissima sulla questione, non puoi più svaccare e ti puoi godere uno dei formaggi più buoni che l’umanità abbia inventato.

Al prossimo appuntamento prepareremo una cotoletta con prosciutto crudo, parmigiano e pomodoro, che mi dicono chiamarsi alla bolognese anche se non so se è vero. So solo che è facile, veloce e molto buona.

Ciao!