Dopo la palestra, Primi

Tagliolini Re-Animator.

Ricordi il tempo in cui ti avanzavano le robe in frigorifero, stavano lì per una settimana e niente, ti ritrovavi puntualmente a buttare cipolle ammuffite, speck puzzoni e zucchine mosce?
Gioisci, quel tempo è finito.

Mai più.

Se segui questi piatti al volo, piano piano imparerai a gestire un po’ tutto quello che ti avanza. Lo sai già fare? Bravo, ma non è che devi stare qui a scoattartela troppo.
Hai buttato della verdura, in settimana? Sei nel posto giusto.
Io avevo veramente un fottio di roba che boh, l’ho messa insieme ed ho pappato.

Risultato ottimo.

Alla fine non è tanto difficile. Pensa ad una specie di combo in cui puoi sfoggiare tutte le tecniche raffinatissime che hai imparato in questi quasi due anni di blog. Un po’ il senso del gusto ce l’hai (altrimenti non avresti come primo hobby quello di strafogarti) e quindi non ti resta che svuotare gli scaffali del frigo, posare tutto sul tavolo e riflettere un paio di secondi sul da farsi.

Che fare con quei 35 grammi di pecorino di grotta avanzato?

Ormai hai capito dove voglio arrivare: al nome.
Ho messo insieme talmente tanti piccoli resti di cene che l’unico nome possibile è Tagliolini Re-Animator. Se hai visto il film sai perché, se non lo hai visto te lo consiglio proprio perché non puoi vivere con questa tremenda lacuna.

Ed ora armati di tutto l’occorrente che si parte.
Go, go, go!

La siringa da pasticcere. Una scelta insolita, ma non si sa mai.

È stato un pranzo di resti, quindi ti darò per prime le dosi che ho usato per davvero e subito in successione quelle che dovresti usare nel caso volessi fare la spesa e crearla da capo.

Per preparare dei Tagliolini Re-Animator, per due persone, hai bisogno di:

  • Tagliolini. Per crearli hai bisogno di 2 uova, 200 grammi di farina 00 e questo procedimento qui. In questo ricetta erano solo un rimasuglio, ho usato la pasta rimasta durante la creazione delle lasagne e l’ho trasformata in tagliolini. Non tagliatelle perché così sarebbero sembrati di più, dato che i tagliolini sono sottilissimi;
  • 100 grammi di carote e 200 grammi di piselli. Le carote erano vecchie e molli ed i piselli erano surgelati. Sinceramente ti consiglierei di usare 300 grammi di carote e basta perché a me piacciono un sacco, altrimenti  fai 200 di carote e 150 di piselli;
  • 120 grammi di ricotta di mucca. È poca, me la sono fatta bastare. Alzerei a 250.
  • 60 grammi tra pancetta e guanciale. Compra 100 grammi di pancetta cicciosa e sei a posto;
  • 40 grammi di parmigiano. L’unica dose che non cambia;
  • 2 cucchiai d’olio da mettere nell’acqua della pasta.

Ecco la panoramica degli ingredienti.

Mancano i piselli.

Devi:

  • scongelare i piselli, se hai deciso di utilizzarli. Devi metterli in frigo la sera prima, il giorno dopo saranno perfetti. Se non hai tutto quel tempo a disposizione ti basta passarli sotto l’acqua appena appena tiepida, finché non sono più ghiacciati;
  • preparare la pasta all’uovo. Come sai le uova devono essere a temperatura ambiente e l’impasto deve riposare per 30 minuti prima di poter creare i tagliolini;
  • lavare le carote, raschiare la parte esterna con un pelapatate e tagliarle a rondelle;
  • tagliare a dadini piccoli la pancetta (o il salume che stai usando);
  • grattugiare il parmigiano. A polvere o leggermente più grande: è uguale.

Quando arrivi a questo punto possiamo cucinare per davvero.

L’epicissimo momento della creazione.

Metti l’acqua della pasta a bollire. Versaci dentro 2 cucchiai d’olio (uno per ogni persona che mangia) così aiuterai la pasta a non attaccarsi.

In un pentolino piccolo versa un dito d’acqua e cacciaci dentro le carote. Chiudi col coperchio, fiamma medio bassa, e fai bollire.

Ogni tanto controlla. Le carote saranno pronte quando saranno infilzabili con una forchetta. Però stacci attenta: buone le carote lessate, meno buone le carote totalmente spappolose.

Così.

Mentre attendi le carote butta in una padella la pancetta (o il guanciale).

Fai scaldare a fiamma medio bassa, finché non cacciano tutto il grasso che conservano gelosamente. Gira spesso, sennò si bruciano.

Se hai usato il guanciale sarà parecchio unto, con la pancetta un po’ meno:

Ora unisci i piselli (se hai scelto di usare i piselli). Se non li usi, spegni la fiamma e basta.

Fai andare i piselli per tre minuti, cinque al massimo, poi puoi spegnere ed attendere la pasta.

Hai controllato le carote? Sono pronte?
Allora spegni la fiamma, togli il coperchio, sposta il pentolino dal fornello (che è caldo) e lascia riposare un attimo.

In una ciotola piuttosto grande – grande abbastanza da poterci saltare la pasta dentro – metti la ricotta. Cacciaci dentro anche le carote ed un pochino di acqua della loro cottura (che è piena di roba carotosa ed è roba tanto buona). Poca, meglio aggiungerne un cucchiaio alla volta.
Bisogna creare una crema:

Io non l’ho messo perché mi sono decisa dopo, però tu puoi cacciare dentro anche il parmigiano e concludere la formazione della crema (che deve sempre avere la consistenza della foto qui sopra). Assaggia e metti un po’ di sale.

Perché ti ho fatto riposare le carote e la loro acqua? Perché con troppo calore la ricotta caglierebbe, quindi devi far calare la temperatura.

Riaccendi – bassa bassa – la fiamma della padella con la pancetta.

Appena l’acqua bolle aggiungi il sale, cala i tagliolini, chiudi col coperchio e conta fino a 30. Se la pasta è secca, conta fino a 45. 
Scolala, senza buttare l’acqua di cottura, e poi versala nella padella per concludere la preparazione.

Fiamma alta, mescola di continuo e fai assorbire ai tagliolini tutta la ciccia lasciata dai salumi.

Unisci poi i tagliolini nella ciotola con le carote e la ricotta. Mescola bene e, se occorre, aggiungi altra acqua per aggiustare la cremosità.

Prepara i piatti e tu dovresti avere una cosa simile a questa, solo con molta più ricotta:

Siediti e mangia, che te lo sei meritato.

Ciao e buon appetito!

 

Annunci
Dopo la palestra, Primi

Una stupida pasta col tonno. Al sugo, questa volta.

Lo confesso: la tana del Pizzakaiju altro non è che un covo per esaltati palestrati, dediti ad una dieta bilanciata, sana, gluten free e priva di grassi.

Eccomi mentre mi esibisco in pubblico e dimostro le mie teorie.

Intanto ringrazio l’internet perché oggi non c’avevo proprio niente da dire, invece l’ignoranza ha colpito ancora e mi ha dato nuovi spunti per deriderla.
Luogo: Facebook. Infinito ricettacolo di stronzi.

Mi cacciano da un gruppo di cucina in cui linko le mie ricette, chiedo perché.
Mi rispondono che le mie ricette non vanno bene ed io domando di nuovo perché: che hanno che non vanno le lasagne, le tagliatelle e la pasta col tonno che ho postato?

E mi si risponde che io pubblicizzo diete o principi alimentari oscuri, dato che c’è un legame con la palestra.

Pizzakaiju&GentePrivaDiNeuroni.

Reazione 1: dai, hanno vinto quelli che han voglia di fare un cazzo. Se fai palestra e mangi tutto stai vendendo sicuramente qualcosa. La gente non sta bene.

Reazione 2: beh, su 5000 blog ha controllato solo il mio, quindi in qualche modo spicco in mezzo a quel branco di mamme e mogli analfabete. Ottimo.

Reazione 3: sì, però, seri? Non mangiarsi sei panetti di burro fritti senza sapere quante calorie e grassi si stanno ingerendo sarebbe una roba che fa solo chi vende prodotti dimagranti?

C’è qualche neurone vivo in casa?

Allora mettiamo le cose in chiaro: non vendo niente, non consiglio a nessuno di mangiare come me e per me puoi fare un po’ quel cazzo che ti pare.
Però se poi ti divori il vasetto di burro d’arachidi, insieme a sei banane fritte con contorno di besciamella col cheddar dentro senza leggere le mie raccomandazioni (che si riassumono in MUOVI IL CULO) non ti lamentare se diventi come la mamma di Leonardo DiCaprio in quel film dove fa finta di essere un minorato mentale.

Erano felici, ma poi lei si è mangiata tutti.

Poi io c’ho l’asperger e nella mia testa ho pochissimi pensieri: palestra, cibo, palestra, videogiochi, palestra, film, palestra, cibo, palestra, fumetti, palestra, cibo, palestra, pizza, palestra, cibo ed ancora cibo.

E qui parlo dei cazzi miei, quindi se la mattina sollevo due frigoriferi, me li caccio sulle spalle e vado a correre 500 km in salita, ovviamente lo scrivo e poi concludo con Sì, e poi ho mangiato sei polli fritti ed una coca. 

Il mio cervello e quello di Deadpool dovrebbero organizzare un gemellaggio.

Ed ora partiamo con la ricetta di una stupida pasta col tonno al sugo, da prepararsi quando non si ha voglia di cucinare e si ha poco tempo perché per tutto il giorno siamo stati in chat a parlare con qualche pirla.
La stupida pasta al tonno in bianco la trovi qui, che non ci facciamo mancare niente.

Go, go, go!

Per preparare una stupida pasta col tonno al sugo, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di rigatoni o altra pasta corta;
  • 350 grammi di passata di pomodoro. Se hai in credenza un barattolo di pelati e lo passi col mixerino ad immersione va bene uguale;
  • uno spicchio d’aglio, un cucchiaio d’olio;
  • 50 grammi di capperi sottosale;
  • 100 grammi di olive nere non condite;
  • 300 grammi di filetto di tonno. Se lo trovi al naturale, meglio.

Metti l’acqua della pasta a bollire ed intanto prepara gli ingredienti.

Denocciola le olive se occorre. Tagliane un po’ a metà, un po’ lasciale intere. A tuo gusto.
Scola il tonno dal suo olio (o dalla sua acqua), tamponalo bene con carta assorbente e poi lascialo riposare su un piatto, sempre sopra carta assorbente.
Sciacqua molto bene i capperi, per almeno tre o quattro volte. Altrimenti sanno solo di sale.
Trita l’aglio.
Trita il prezzemolo.

Aspetta che l’acqua della pasta inizi a bollire, poi partiamo.

In una padella versa un cucchiaio d’olio, fallo leggermente scaldare e poi caccia dentro l’aglio.

Fallo soffriggere per un paio di minuti, fino a quando cambia colore. Poi versa la passata di pomodoro.

Attendi che cominci a sobbollire, poi aggiungi capperi ed olive.
Cala la pasta, tanto ci vorrà poco tempo ancora.

Fai andare per circa 5 minuti, fiamma medio alta e girando spesso. La passata si dovrà restringere un minimo.
Assaggia ed aggiusta di sale, se occorre.

Circa un paio di minuti prima dell’arrivo della pasta puoi aggiungere il tonno: spezzettalo grossolanamente con le mani direttamente nel sugo.

Mescola bene, lascia la fiamma bassa.
Un paio di minuti dopo sarà così.

Scola la pasta 2 minuti prima del tempo indicato sulla confezione (senza gettare l’acqua di cottura, che non si sa mai) e cacciala direttamente in padella per completare la preparazione.

Fiamma alta, gira spesso e se occorre bagna con l’acqua.
A fiamma spenta puoi aggiungere anche il prezzemolo.

Prepara i piatti e goditi il potere delle tue ginocchia:

Buon appetito e canta, balla, rilassati, talla, rilalla, banta, rilanta, tassati, bassati.

Ciao!

Primi, Primi al forno

Lasagne al ragù bolognese.

Non consiglio di mangiarti mezza teglia di lasagna tutta insieme, perché sai quante calorie sono? 2000. Ho fatto i calcoli, non ho sparato un numero a caso: sono proprio 2000.
E, calorie a parte, sarebbe una mazzata per lo stomaco che levati: o ci vai preparato, pronto ad una notte da Pazuzu, oppure te la mangi per due giorni di seguito. Tanto l’indomani è pure più buona.
Oltre al fattore ciccia, c’è pure il fattore tempo: preparare le lasagne al ragù è un lavoro che richiede almeno una giornata di anticipo. Il ragù infatti, come quasi tutto quello che si cuoce lentamente, ha bisogno di riposare per essere al suo meglio.
Quindi un giorno lo dedichi al ragù, il giorno dopo ti dedichi alle lasagne ed a tavola stai pure attenta a non essere invasa dal demone della golosità.

Ti capisco, è un po’ l’unica reazione possibile alle righe appena lette.

Tante insidie, me ne rendo conto, ma ne vale la pena.
E poi è un piatto facilissimo da preparare, bisogna solo decidersi.

In questo post ti mostrerò solo come si assemblano e cuociono le lasagne, poiché il resto già lo hai imparato.
Qui trovi la ricetta della besciamella.
Qui trovi la ricetta del ragù bolognese.
Qui trovi la ricetta per preparare la pasta all’uovo in generale.
Qui come si gestiscono le lasagne preparate da noi.

Eh no, se non hai voglia di fare un cazzo non c’è bisogno di allarmare tutti. Ordina la pizza e stai zitto.

Riassumiamo gli step per arrivare finalmente qui:

  • un giorno prima prepara il ragù;
  • il giorno seguente prepara la pasta per le lasagne. Crea l’impasto, fallo riposare 30 minuti;
  • durante quei 30 minuti crea la besciamella e gratta il parmigiano a polvere;
  • stendi la pasta in sfoglie sottili e larghe, che sarebbero le future lasagne.

Ora hai tutto e quindi partiamo.
Go, go, go! e sigla!

Sigla!

Per preparare una teglia di lasagne, per due persone che mangeranno per 4, hai bisogno di:

  • Lasagne per 3 persone. Ne userai circa la metà, ma è difficile essere precisi. 3 persone significa 3 uova e 300 grammi di farina 00;
  • besciamella creata con mezzo litro di latte, le cui dosi trovi qui. Comunque: 500 ml di latte, 50 grammi di burro, 40 grammi di farina 00, noce moscata, sale e pepe opzionale;
  • la stessa quantità di ragù che abbiamo preparato qui. Non ripeto tutte le dosi perché è troppa roba.
  • circa 40 grammi di parmigiano grattugiato a polvere;
  • un cucchiaio d’olio per ungere la teglia.

La teglia che sto usando è 25X20.

Raccomandazione: una volta completata la cottura, la lasagna deve rimanere nel forno spento per almeno un’ora. Diventa incredibilmente più buona.

Ungi la teglia che userai per le lasagne. Basta un cucchiaio d’olio e poi lo cospargi bene con le mani.

Cospargi con poco ragù, tanto per creare una base per non fare attaccare tutto.

Ne basta poco.

Adagia il primo strato di lasagne:

Parentesi sul come creare gli strati di lasagne. Come vedi dalla foto non è un foglio unico, poiché difficilmente avrai creato una sfoglia larga e lunga esattamente come la teglia che devi usare.
Quindi munisciti di rotella taglia pizza o di coltello e prendi le misure.
Come? Io appoggio la teglia sulla sfoglia, capisco più o meno quanto deve essere larga e poi taglio qualche millimetro più stretto perché sennò poi non ci entra.

Va da sé che la seconda parte dovrai farla un po’ più stretta ancora perché la prima pasta copre ben più di metà della teglia.
Con i culi rabbocchi quello che rimane. Cosa sono i culi? Le parti esterne della sfoglia, quelle che di sicuro non sono venute quadrate:

I culi di sfoglia.

Torniamo alle lasagne.

Se vuoi puoi mescolare ragù e besciamella e creare una crema unica e spalmi quella.
Altrimenti versa qualche cucchiaio di ragù sulla sfoglia:

Sempre col cucchiaio la spargi bene per tutta la superficie:

Poi versi qualche cucchiaio di besciamella:

e sempre col cucchiaio la spandi sopra tutto il ragù:

Crea ora un altro strato di lasagna:

Vedi quella cosa che indico col dito? Quello è il tipico rabbocco creato col culo della sfoglia.

Ripeti le operazioni di lasagna-coperturadilasagna-lasagna-coperturadilasagna fino a conclusione degli ingredienti. Con le dosi che ti ho dato dovresti essere in grado di creare 5 strati di lasagne.
Quando arrivi all’ultimo (che poi sarebbe la superficie) mescola besciamella e ragù insieme e riversa entrambi sulla pasta:

Distribuiscile bene, poi ricopri con il parmigiano grattugiato:

Bisogna infornare!

200 gradi per 20-25 minuti, a seconda del forno. Controlla sempre, poiché i tempi sono indicativi. Il formaggio deve formare una crosticina sbruciacchiosa. Tipo così:

Se dopo 25 minuti non fosse ancora abbastanza bruciacchiato, passa a modalità ventilata ed alza la temperatura a 210.

Ma secondo me la lasagna è davvero bella quando la si taglia a fette:

Falla raffreddare più possibile e, se la devi riscaldare, accendi il forno a 180 gradi, modalità ventilata. 

Ecco qui un Kaiju molto contento del risultato:

Ciao e buon appetito!

Dopo la palestra, Primi

Penne integrali con tonno e ceci.

Mi rendo conto che un sacco di volte cucino roba un po’ troppo elaborata. Non difficile, ma che necessita ore ed ore di lavoro: spesso bisogna iniziare la mattina per la sera e non è che uno c’ha sempre tempo e voglia di stare in cucina.
Per non parlare del fatto che di rado hai tutto quello che ti occorre in credenza, ti tocca pure andare in bottega con la tua lista piena di roba che boh.

Nel Cilento i Funghi di Profondità non sono reperibilissimi. Giusto ad agosto, quando ci sono i turisti.

Siccome è storia che ho iniziato a pranzare dopo la palestra e che cucino con una fame da Goku, finalmente creerò una sezione con tutte quelle ricette che necessitano meno di 40 minuti (il tempo che l’acqua bolla e la pasta si cuocia). Che già attendere le bolle, quando mi metto a spadellare in quelle condizioni, non è facile.

Però io mi sono un po’ stancata di mangiare roba precotta, insapore e che non riempie manco per un cazzo.

Tipo i noodles del discount. Di pollo, di verdura o di maiale ma che in realtà hanno un sapore indefinibile.

Tra l’altro così impariamo pure a mangiare e sperimentiamo cose che normalmente snobberemmo con un Maperfavore (tipo la pasta integrale, che ho usato oggi ed è in effetti molto buona).

Questo tipo di ricette avranno quindi un paio di regole semplici:

  • se hai roba in casa che può sostituire quello che ho usato io, accomodati. Per esempio oggi io userò un peperone. Tu c’hai una zucchina avanzata? Usa quella. Anche le dosi sono molto aleatorie. Peserò tutto, ma non siamo di fronte a formule degne di Heisenberg;
  • useremo scatolame. Perché ok i ceci cotti da zero, ma non abbiamo di certo due ore di tempo per prepararli. Nel caso in cui trovassi scatolame decente, ti scriverò la marca che ho usato. Pure se non mi pagano (ma dovrebbero).

Ringrazio il Mariola (che non mi conosce e probabilmente mai mi conoscerà) perché è grazie ai suoi video da tutti i giorni che ho deciso di segnare i miei pranzi ed è sempre grazie ai suoi video che sto riappacificandomi con la pratica del cucinare, che a leggere in giro sembra sempre che stiamo facendo chissà cosa e invece stiamo solo preparando da mangiare. Che mica è roba da poco, ma dovremmo divertirci nel farlo, mica avere l’ansia.

A volte, per certi piatti, mi verrebbe da reagire così.

E proprio con una sua ricetta iniziamo la rubrica, anche se piano piano linkerò in una sezione tutte le ricette veloci che ho trascritto da quando ho aperto il blog.

Go, go, go! 

Belli carichi, mi raccomando.

Per preparare delle penne integrali con ceci e tonno, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di penne integrali. Libera di cambiare formato, non mi offendo. Ho attualmente due marche di pasta preferite: Rummo e La Molisana;
  • 2 cucchiai d’olio;
  • peperoncino (secco, fresco, quello che ti pare);
  • prezzemolo;
  • un barattolo di ceci. Io compro quelli della Cirio, bei barattoli di vetro: tengono benissimo la cottura e sono buoni;
  • circa 150-200 grammi di passata di pomodoro di datterino (o normale). Ho usato la salsa di datterino Agromonte, che in questo periodo al supermercato la tirano dietro. Buona. Come sai, di solito compro Mutti;
  • circa 200 grammi di peperone verde. Se trovi i friggitelli, meglio ancora che hanno bisogno di meno tempo di cottura. Altrimenti usa quello che ti pare;
  • 300 grammi di filetto di tonno. Se lo trovi al naturale, meglio;
  • uno spicchio d’aglio, sale.

Inizia preparando tutti gli ingredienti.
Trita il prezzemolo, scola i ceci dalla loro acquetta e scola pure il tonno. Se il tonno fosse sott’olio, tamponalo con della carta assorbente e poi lascialo riposare sulla carta fino a quando verrà il momento di usarlo.
Lava il peperone e taglialo a tocchetti.
Trita anche uno spicchio d’aglio ed il peperoncino.

Nella foto c’è del formaggio che viveva nel frigo da due giorni, ma nel frigo è tornato perché non mi andava.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

In una pentola metti due cucchiai d’olio, falli scaldare bene e poi cacciaci dentro l’aglio ed il peperoncino.

Fai soffriggere bene con una fiamma medio bassa (attenzione a non bruciare l’aglio), poi unisci il peperone.

Fai andare fino a quando il peperone è un po’ morbido, ma non cotto del tutto.
Con che fiamma? Ecco, apriamo una parentesi sul tipo di fuoco: tutto dipende dal tipo di materiale che usi. In questo caso io sto cucinando con una specie di wok, quindi si raggiungono temperature molto alte in poco tempo. Quindi io ho usato una fiamma bassa e – addirittura! – ogni tanto dovevo allontanare il wok dal fornello per abbassare ulteriormente il calore. Di sicuro con questo materiale bisogna essere molto presenti e mescolare il cibo spessissimo.

Se usi una padella in pietra, puoi usare una fiamma alta senza quasi preoccuparti. Con una padella antiaderente ma non in pietra, ci devi stare un po’ più dietro ma una fiamma media è ok.

Tieni conto che le verdure a fiamma bassa si stufano e croccanti fuori ma morbide dentro sono molto, molto più buone.

Kathy Bates non segue il blog di Pizzakaiju e si vede.

Appena il peperone è ammorbidito, butta dentro anche i ceci.

Aggiusta di sale, versa anche i 200 grammi di pomodoro: non deve essere molto rossa, deve solo dare un’idea di sugo. Pensala come ad un utilizzo di passate di pomodoro avanzate in frigo. 
Cala anche la pasta e prosegui la cottura fino a quando il peperone è cotto. Fiamma bassa e bagnando con l’acqua della pasta se vedi che il sugo si asciuga troppo.

Scola le penne un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione (senza buttare la loro acqua), cacciale nella padella e concludi lì la preparazione. Fiamma alta, bagna con l’acqua di cottura se occorre, gira spesso ed aggiungi anche il prezzemolo. 

A fiamma spenta aggiungi il tonno, sbriciolando grossolanamente con le mani.

Mescola bene e guarda che bellezza:

Nei piatti dovresti avere una roba così:

Lo sguardo vuoto di chi è rimasto lì a fissare l’acqua senza bolle per quello che era sembrato un secolo e mezzo.

Ciao e buon appetito!

riso

Riso alla cubana.

Se dicessi uova fritte e soprattutto banane fritte?

È sconforto quello che leggo sul tuo viso?

Senti, non l’ho fatto apposta. Stavo cercando qualcosa con cui cenare e trovo questa ricetta in cui c’è del semplice riso bollito al pomodoro con un uovo al tegamino poggiato sopra. Buono, dico, lo voglio.
Poi leggo meglio e scopro che sto per preparare un piatto cubano, così uso quella cosa che in pochi sanno esistere: google.

Perché l’internet serve solo a lasciare stupidi commenti su youtube e facebook, lo sanno tutti.

Capisco solo lì che l’uovo deve essere fritto per davvero e soprattutto bisogna friggere pure una banana a testa. Avrei potuto abbandonare tutto e cucinare qualcos’altro, che di frittura ne abbiamo già ingurgitata fin troppa nell’ultima settimana.

Ma come potevo? Come si può resistere alla tentazione di una banana fritta?

Anche se, diciamocelo, noi non mangiamo affatto per stress.

Quindi innanzitutto ringrazio Mamma che Paella che mi ha fatto scoprire questo piatto degno di Pazuzu e poi partiamo, che qui di roba da fare ce n’è tanta.
Sporcherai un po’ di pentole, ma è tutto sommato molto facile, tranquilla.

Go, go, go!

Per preparare il riso alla cubana, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Arborio;
  • un cucchiaio d’olio e mezza cipolla bianca;
  • 400 grammi di passata di pomodoro;
  • 2 uova;
  • 2 banane non troppo mature. Anzi, se le trovi verdi anche meglio;
  • un po’ di farina per le banane;
  • olio per friggere. Non uso mai l’olio di semi: troppo pesante e si brucia pure facilmente. Ti consiglio di utilizzare un olio extra vergine di oliva industriale, uno qualsiasi.

Siccome c’è parecchio da fare, bisogna organizzarsi un po’.
Ti servirà un padellino per friggere le uova, una padella più grande per le banane (se hai uno wok anche meglio), un piatto per la farina, un paio di tazze per dare la forma al riso, una pentola per bollire il riso, una per scaldare la passata ed uno scolapasta. Più gli utensili vari che usi generalmente: cucchiaioni, robe in legno, schiumarola. Ed anche qualche piatto per appoggiare la roba.

Prendi tutto quello che ti serve, che se pensi di poterlo fare tra una frittura e l’altra mi sa che non hai capito un cazzo.

Noi non siamo così fortunati, noi la magia manco sappiamo che è.

Innanzitutto metti a bollire l’acqua del riso.
Nel frattempo trita la cipolla bianca.
Versa un cucchiaio d’olio in una padella, fallo scaldare e fai soffriggere la cipolla finché è bella colorata.

Aggiungi la passata di pomodoro, sala e fai scaldare fino a quando è abbastanza calda da sbuffare. Se la tua passata fosse del tipo acquoso, ti tocca fare evaporare più possibile l’acqua in eccesso.
Poi spegni, copri col coperchio e lascia riposare.

Attendi che l’acqua del riso sia a bollore, poi mettici il sale e cacciaci il riso. Nel tempo di cottura del riso dovresti essere in grado di preparare tutto il resto (in fondo ci vorrà circa un quarto d’ora, c’è tempo). 

Metti dell’olio in un padellino. Un dito, non dobbiamo friggere a immersione.
Fallo scaldare bene, con una fiamma medio alta. Per vedere se è a temperatura cacciaci dentro un pizzico di farina: se frigge, ci siamo.

Friggiamo un uovo alla volta.
Rompi delicatamente il guscio d’uovo con i bordi del padellino stesso (o di un bicchiere, se non ti fidi) ed apri l’uovo direttamente nell’uovo bollente.
Ci vorranno meno di tre minuti e l’uovo è pronto. Durante questa fase sposta un po’ d’olio sulla superficie dell’uovo per friggere anche quella. L’uovo è pronto quando vedi che i bordi si scuriscono. 

Praticamente pronto.

Preleva l’uovo con la schiumarola ed una spatolina e lascialo riposare su un piatto.
Friggi l’altro uovo, stesso metodo, stessi tempi.

Travasa l’olio che hai usato per friggere in una padella più grande ed aggiungine altro nel caso fosse poco. Stiamo per friggere le banane ed anche in questo caso non dobbiamo immergerle, quindi bastano un paio di dita di olio caldo.

Riscalda l’olio con una fiamma medio alta, nel frattempo infarina le banane.

Assicurati che l’olio sia a temperatura (facendo sempre la prova con un po’ di farina) e adagiaci sopra le banane.

Falle andare per un minuto, poi girale.

Ma non sono pronte: dobbiamo farle scurire parecchio su ogni lato. Quest’operazione serviva solo per fermare la farina.

Ci vorranno diversi minuti per scurire la banana (due o tre minuti per parte, anche di più) e nel caso in cui il riso fosse pronto, ti ci puoi dedicare. Se vuoi in questo tempo puoi anche riscaldare il sugo, ma non è necessario che sia super bollente.

Scola bene il riso e poi mettilo in un paio di tazze.

Non è un’operazione vitale, se vuoi puoi anche disporlo sui piatti a cucchiaiate. Però così è più bello.
In pratica metti il riso nelle tazze e lo schiacci bene sulla superficie, come se stessi giocando con la paletta e le formine, sulla spiaggia.

Nel frattempo ricordati delle banane e girale.

Ora torna alle tue formine di riso.
Prendi un piatto ed usalo come coperchio su una delle tazze. Così:

Con un gesto deciso capovolgi piatto e tazza.

Togli la tazza e dovresti avere una cupolina di riso.

Magia!

Appena le banane sono belle colorate spegni il tutto, prelevale con pinze varie e siamo pronti per assemblare il piatto.

Versa una mestolata abbondante di pomodoro sopra il riso.

Taaaaac.

Sopra alla passata appoggi l’uovo e tutto intorno la banana.

Bello, bello.
Ma come si mangia?

Innanzitutto una cosa: la banana, riso, sugo e uova sta tutto da Cthulhu. Gusti che insieme sono perfetti, quindi non avere paura.
Quindi spacca intanto l’uovo e guarda che perfezione:

Poi mescola tutto quanto. Se vuoi puoi aggiungere la passata che sicuramente ti è rimasta nella pentola, nel caso desiderassi il riso un po’ più rosso.
Ecco il mio piatto:

Ti assicuro che è più difficile spiegartelo che cucinarlo. 30 minuti di lavoro scarso, giuro.

Ciao e buon appetito!

Primi

Riso bianco che più bianco non si può.

Hai appena finito con l’allenamento giornaliero. Che fai?

No, non questo. Almeno non tutti i giorni.

Innanzitutto ti calmi, poi ti metti il grembiule e prepariamo qualcosa da mangiare.
Qualcosa di facile ma buono, che se dobbiamo nutrirci con del tofu con contorno di tofu tanto vale rimanere ciccioni.

Film horror per salutisti.

Oggi ci cuciamo del riso in bianco.
Te lo ricordi quello di Scott Adkins? Bene, dimenticatelo. Questa volta nessuna leggerezza, semmai tanto burro e tanto parmigiano. 

Solo che fotografarlo non è stato per niente facile: il riso è bianco, il burro è bianco, il parmigiano è bianco.

Quindi la Kaiju Division si è subito riunita per cercare un nome adatto a questo piatto, che tanto ormai lo sai pure tu che la prima ed unica cosa da fare quando si avvista una nuova creatura è battezzarla in maniera appropriata.
E la Kaiju Division ha decretato che Riso bianco che più bianco non si può era proprio il nome perfetto.

Chissà come si chiama questo Gorillone Gigante?

Go, go, go!

Per preparare del riso bianco che più bianco non si può, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Quello che ti pare, perché è una ricetta pensata per smaltire le 5000 scatole comprate per sbaglio;
  • 50 grammi di burro;
  • 60 grammi di parmigiano grattugiato a polvere.

C’è veramente pochissimo da fare.
Metti a bollire l’acqua del riso, appena fa le bolle salala e poi, appena fa le bolle di nuovo, cacciaci dentro il riso.
Cuocilo per il tempo indicato sulla confezione: se indica una roba tipo 12-15, o ti tieni sui 13 o assaggi. 

Nel frattempo dedicati al parmigiano. Grattugialo finemente e dividilo in due parti uguali, così ognuno se lo gestisce come gli pare.

Bianco.

Quando il riso è pronto scolalo benissimo e poi caccialo di nuovo nella padella in cui lo hai cotto.
Taglia lì dentro il burro, a tocchetti.

Bianco + Bianco.

Mescola tutto strabene, fino a quando il burro sarà completamente sciolto e assorbito.
Usa la forchetta, con il cucchiaio ti romperesti troppo i coglioni, fidati.

Qui almeno c’è la mia ombra ed un po’ di sporco. Pazuzu benedica lo sporco.

Prepara le ciotole e caccia dentro tutto il parmigiano.

Sempre più bianco.

Ed è davvero tutto qui.
La roba più semplice del mondo, ma anche una delle più buone.

Mangia, che te lo sei meritato!

Almeno qui si vede un Kaiju.

Ciao e buon appetito!

Contorni, Dopo la palestra

Spadellata di patate e verdure varie.

Che faccio palestra ormai lo sanno pure i sassi e pure che ho sempre mangiato un po’ a caso. Mi sono fisicata strafogandomi di Mars e derivati ed i miei pranzi sono sempre stati un miscuglio di cioccolata e schifezze varie.

Gnamme.

Però ultimamente un po’ la palestra è aumentata di brutto e i dolci non mi bastano proprio più per rimanere in vita, un po’ vorrei accelerare i risultati ed un po’ HO SEMPRE MALEDETTAMENTE FAME. Ma una fame che uno non ci vede più, una fame che sbraneresti un ippopotamo intero senza manco cucinarlo.

La fame di Ponyo non rende benissimo l’idea, però quel pezzo di prosciutto è più grosso di lei.

Mi sono trovata costretta a spostare le porcate prima dell’allenamento (che inizia all’alba) e a pranzo ho iniziato a cucinare. Cosa? Quello che c’è. Gli ingredienti di scarto, per ora, la roba che c’è in freezer, gli alimenti che stanno nelle carte stagnole e nessuno si ricorda che esistono finché non fanno la muffa e vengono buttati via.

Quindi incomincio la rubrica di ricette che tanto ricette non sono. Se mangio qualcosa che vale la pena ripetere, ci si mette poco tempo a prepararla e sfama, ti passerò il segreto.
Perché ok il workout, ma la pappa mi sa che è più importante.

E poi ci credo tantissimo. Diventerò come lui.

Detto questo, oggi partiamo con una spadellata di patate e verdure varie che avevo in casa. Una roba che è pronta in mezzora, è buona e riempie la pancia. Per il pranzo principale della giornata (che per me è la cena) non basterebbe: ci vorrebbe qualcosa per accompagnarlo. Per pranzo è perfetto così, a patto che si abbiano un sacco di verdure da cacciarci dentro.

Già che ci siamo, ti do delle indicazioni base per cuocere le verdure usando una padella antiaderente, a fiamma medio alta e con pezzi non molto grandi. 
Il risultato che io tendo a cercare di ottenere sono verdure cotte ma ancora masticabili: non mi piacciono le pappette, i denti ce li ho e li vorrei usare.

A noi ci piace masticare.

Ecco i tempi, indicativi ma abbastanza fedeli, sulla cottura delle varie verdure.
Ricorda, per avere dei tempi simili ai miei le condizioni sono le seguenti: padella antiaderente, fiamma medio alta, niente coperchio. 
Se ti servono i tempi di altre verdure, chiedi e ti sarà dato.

Partiamo dalle patate: la loro cottura si aggira intorno ai 30 minuti e, in generale, sono quelle che hanno bisogno di più tempo.
Fagiolini: 30 minuti
Zucca: 20 minuti se non la vuoi morbidissima, 25 se vuoi che si spappoli un po’.
Carote, zucchine: 10 minuti.
Cipolla: se ti piace mezza cruda, 10 minuti. Altrimenti 20. A rondelle grandi.
Broccoli: 20 minuti. 25 per farli molto spappolosi. In cime piccole, mi raccomando.
Fave e piselli: pochissimo. I piselli son pronti in 8 minuti scarsi, le fave anche in 3.
Carciofi: tanto. Anche 40 minuti. Ma di solito non avanzano mai, quindi credo che il problema non si ponga più di tanto.

Gif divertente per spezzare le righe sennò poi ti spaventi e non leggi più niente.

Per le verdure surgelate è diverso. Indifferentemente dal tipo di verdura scelta, una volta scongelate hanno un tempo di cottura davvero breve: intorno ai 10 minuti. 
Se riesci a scongelarle la sera prima devi metterle in un contenitore, posarlo in frigo ed in 24 ore son pronte. Altrimenti tirale fuori dal freezer e passale sotto l’acqua appena tiepida. In un paio di minuti si scongelano, ma ovviamente il risultato non è proprio identico (meglio lo scongelamento lungo).

Ora che abbiamo le basi possiamo partire col cucinamento.
Go, go, go!

Alfred Hitchcock Workout GIF
Eseguire questo esercizio tutti i giorni, può tonificare i muscoli delle orecchie.

Le dosi sono casuali. Puoi cambiarle come ti pare, così come le verdure.

Per preparare una spadellata di patate, per due persone, hai bisogno di:

  • 40 grammi d’olio;
  • 400 grammi di patate, minimo. Se fai solo patate, raddoppia. Peso calcolato dopo la pulizia;
  • 200 grammi di zucca. Peso sempre calcolato dopo la pulizia;
  • 200 grammi di piselli e 200 grammi di fagiolini, entrambi verdure surgelate fatte scongelare;
  • mezza cipolla rossa;
  • sale, pepe.

Dalle istruzioni che ti ho dato prima sai benissimo che si partirà dalla patata.
Quindi lava le patate, pelale e tagliale a tocchetti.

In una padella versa 40 grammi d’olio e, appena è bello caldo, caccia dentro le patate. Usa una fiamma medio alta.

Ogni tanto girale, ma nel frattempo occupati della zucca.
Taglia i filamenti e la buccia e riduci anche lei a tocchetti.
Dopo che le patate han cotto dieci minuti, puoi unire pure lei. Se la vuoi più morbida, uniscila dopo solo 5 minuti.

Continua a ricordarti di mescolare ogni tanto e se ti sembra che la fiamma sia troppo alta, sei libera di abbassarla un po’. L’importante è che il fuoco sia vivace, perché non dobbiamo ottenere un effetto di bollito.

In questo tempo di attesa taglia la cipolla a rondelle grandi.
Siccome le mie verdure erano surgelate (ma fatte scongelare) e a me le cipolle piacciono crude, quando le patate hanno raggiunto i 20 minuti di cottura ho unito gli ultimi ingredienti.
Nel caso la cipolla ti piacesse più cotta, tu non aspettare e mettila contemporaneamente alla zucca.

A questo punto aggiungi sale e pepe: non l’ho fatto prima perché non volevo che la zucca cacciasse fuori l’acqua, sputtanando il risultato.
Termina la cottura. Dall’ultima aggiunta di verdure ho cotto altre dieci minuti, girando ogni tanto.
Ecco l’aspetto a fine preparazione:

Prepara le porzioni ed ecco cosa potresti avere davanti (in realtà dipende dal tipo di verdure scelte).

Ciao e buon appetito!

piatti unici, Secondi

Frittelle di feta e zucca.

Stasera si frigge.

Lo sguardo di chi ha già sentito questa frase.

Avevo promesso delle frittelle molto più buone di quelle zucchinose e sono qui per mantenere il giuramento solenne.
Sappi che dentro c’è la zucca, certo, ma soprattutto c’è la feta.
Più che frittelle sono delle bombe che ti si piazzeranno sullo stomaco e non se ne andranno tanto facilmente.
A differenza di quelle zucchinose, infatti, ti consiglio di usarle come cena, perché qualsiasi cosa tu volessi ingerire prima o dopo ti farà pentire di essere nata.

E puoi inventarti tutti gli esercizi strani che vuoi, sei destinata a fallire contro le bombe di feta.

Ho rubato la ricetta ad Apriti Sesamo, usando però il procedimento imparato ieri per far cacciare l’acqua dalla verdura.
E sappi che la zucca è composta al 99 per cento di acqua, a quanto pare.

Ora basta anticipazioni: Go, go, go!

Una gif che vuole simboleggiare quello che sta lì e pensa Ecco, l’ennesima giornata di palestra buttata. 

Per preparare delle frittelle di zucca e feta, per due persone, hai bisogno di:

  • 2 uova;
  • 200 grammi di feta;
  • 350 grammi di zucca;
  • 100 grammi di farina;
  • sale;
  • olio per friggere. Non mi stancherò mai di ripetere che non uso l’olio di semi, bensì l’olio extra vergine di oliva. È meno pesante, più sano e poi raggiunge delle temperature più elevate, che non guasta. Non usarne uno buono, va benissimo un qualsiasi olio industriale.

Pulisci la zucca: togli i semi e i filamenti e tutta la buccia.
Grattugiala con i fori grandi della grattugia e mettila in una ciotola: caccia un po’ di sale e mescola. Lasciala riposare mentre prepariamo tutti gli altri ingredienti.

Apri la feta e sciacquala sotto l’acqua corrente fredda. Dobbiamo togliere il liquidino in cui risiede dalla notte dei tempi.

Rompi le uova e mettile in una ciotola. Come dico sempre, spaccane una per volta in un bicchiere e poi travasale, sempre una per volta, nella ciotola grande: eviterai spiacevoli conseguenze con i gusci.
Sbatti brevemente le uova, poi sbriciola lì dentro la feta, con le mani e in maniera grossolana.
Mescola bene.

Nel frattempo la zucca avrà cacciato un po’ d’acqua. Scolala più possibile, poi mettila sopra ad uno strofinaccio pulito. Chiudi lo strofinaccio e strizza il tutto finché non uscirà più liquido.

Ci vorrà qualche minuto ed un po’ di forza.

Quando riaprirai la zucca avrà dimezzato il volume e sarà diventata così:

Spezzettala con le mani dentro la ciotola e mescola bene il tutto.

Versa anche 100 grammi di farina e mescola ancora, fino ad incorporarla del tutto.

Siamo pronti per iniziare a friggere.
In un pentolino versa un paio di dita d’olio: non è una frittura ad immersione, le frittelle devono essere coperte giusto per metà. 
Lascia andare a temperatura l’olio per qualche minuto, a fiamma media.

Prendi due cucchiai: con uno raccogli un po’ d’impasto dalla ciotola, con l’altro spingi l’impasto dentro all’olio caldo. Fai la prova con una frittella per vedere se l’olio è pronto: se quando l’appoggi frigge, si può partire ufficialmente.

Friggi pochi pezzi per volta, altrimenti la temperatura dell’olio si abbassa. Ci vorranno 5-6 minuti a frittella, forse anche qualcosa di più: la feta è molto umida e così la zucca.
Ogni tanto girale per farle dorare bene su ogni lato.
Appoggiale poi su un piatto coperto da carta assorbente per fare colare via l’olio in eccesso.
Un paio di minuti di riposo bastano, poi puoi impiattare.

Ecco cosa dovresti avere davanti:

Ciao e buon appetito!

Contorni

Frittelle di zucchine

Stasera si frigge.

E giù subito con l’allenamento, che per smaltire il fritto ce ne vuole.

Ho ben due ricette di frittelle di verdure da regalarti, ma sappi che non sarà facile per il tuo corpo. Mentre ti scrivo ho ancora acidità di stomaco, l’intestino disturbato e continuo a ruttare.
Nonostante, giuro, ci ho provato a buttare fuori tutto quell’unto in eccesso.

Go, go, go!

Puoi saltare la corda quanto ti pare, nuotare sei ore e mezza e pure partecipare al Kumite: il fritto sarà sempre lì a ricordarti della sua presenza. Farà il tifo per te, come  ogni fedele compagno di allenamento, ma per quanto correrai non riuscirai a lasciartelo indietro. Sarà sempre lì, con te, a scorrere nelle vene.

Lara ci prova, ma manco lei nulla può contro le frittelle di feta.

Però inutile che ci diciamo cazzate: il fritto sarà indigeribile ma è buono, quindi fanculo.
Due post di seguito di frittelle: oggi di zucchina, domani non te lo spoilero ma saranno pure meglio.
Questa prima ricetta l’ho rubata a Luca Pappagallo, ormai mio Maestro di Ciccitudine felice.

Go, go, go!

Sìsì, inutile che continui ad allenarti, già te l’ho detto. Il Fritto regna.

Nota bene: queste frittelle di zucchina non sono sufficienti per cenarci, devi per forza accompagnarle con qualcosa. Io avevo preparato un pollo arrosto ed invece delle classiche patate al forno ho mangiato ‘ste frittelle.

Per preparare delle frittelle di zucchine, come contorno per due persone, hai bisogno di:

  • circa 300 grammi di zucchine;
  • 2 uova;
  • 70 grammi di farina;
  • sale, pepe, basilico;
  • 50 grammi di parmigiano grattugiato;
  • 50 grammi di emmenthal grattugiato;
  • olio per friggere. Io non uso l’olio di semi, ma quello di oliva. Perché? Perché è più sano e soprattutto più digeribile. Ovviamente non usare un olio di oliva buono, ma uno qualsiasi industriale. 

Lava le zucchine, taglia loro il culo ma lascia in pace il picciolo. 
Grattugia le zucchine usando i fori grandi della grattugia. Perché ti ho fatto lasciare i piccioli? Perché li userai come manici durante l’operazione del grattugiamento. Quando sarai arrivata quasi a fine zucchina, infatti, ti sarà utile:

La tieni dal picciolo e concludi così l’operazione, senza sprecare un grammo di zucchina e senza spaccarti le mani.

Caccia le zucchine grattugiate in una ciotola ed aggiungi un po’ di sale. Mescola bene con le mani. Lasciale riposare mentre prepari il resto degli ingredienti, in questo tempo butteranno fuori un po’ d’acqua.

Grattugia 50 grammi di parmigiano e 50 di emmenthal.

In una ciotola caccia 2 uova e sbattile bene.
Aggiungi i formaggi, un po’ di sale, del pepe e delle foglie di basilico spezzettate con le mani. Amalgama il tutto.

Nel frattempo le zucchine avranno cacciato un po’ di acqua. Scolale e mettile su uno strofinaccio (pulito).

Chiudi lo strofinaccio e strizza molto, molto bene le zucchine. Ci vuole putenza nei bracci, finalmente il sollevamento pesi ti sarà utile anche nella vita vera.

Quando smetterà di uscire acqua hai finito.
Riapri lo strofinaccio e troverai una pappetta:

Incorpora la pappetta alle uova:

Versa i 70 grammi di farina ed incorpora benissimo anche lei. Usa la forchetta, che col cucchiaio è più scomodo. 

L’impasto è pronto.
In un padellino (quello che usi per friggere) versa un dito d’olio. Non è una frittura ad immersione, quindi non c’è bisogno di esagerare.
Scalda l’olio con una fiamma media per un minuto ed inizia a preparare le frittelle.

Prendi due cucchiai: con un cucchiaio prelevi un po’ di impasto, con l’altro cucchiaio spingi l’impasto nell’olio.

Non c’è bisogno che la fiamma sotto l’olio vada a cannone. 
Le frittelle di zucchine hanno bisogno di pochissimo tempo, intorno ai tre minuti complessivi. Dopo un minuto girale con l’aiuto di spatole varie. Sono pronte quando sono belle dorate su ogni lato.

Friggine poche alla volta, altrimenti l’olio perde temperatura. E poi ti sarebbe scomodo girarle se la padella fosse troppo affollata.
Non fare bruciare l’olio, anche, che si traduce in: non alzare a cannone la fiamma, tienila media.

Quando sono pronte falle riposare su un piatto foderato di carta assorbente, così scivola via un po’ d’olio in eccesso.

Prepara i piatti e guarda la bellezza:

Se occorre, salale un po’. Ora siediti e mangia, te lo sei meritato.

Ciao e buon appetito!

 

Dolci, Roba da fare a merenda, mentre guardi Bim Bum Bam

La ricotta freudiana

La mia mente rivolta verso il cibo, il mio corpo che suda e si ammazza.
Addominali e penso al tiramisù.
Flessioni e penso alla crostata di frutta.
Piegamenti e penso alle polpette al sugo di nonna.

Così ogni maledetta mattina.

La mia vita racchiusa in una sola immagine.

Siccome l’allenamento è diventato sempre più duro ed ho passato un mese stanca ed incazzata, ho aumentato il cibo.
Che già mica mangiavo poco, eh.
Ma ora si fa pure la colazione super abbondante tra un sollevamento pesi e l’altro, per ricaricare l’umore ed i muscoli.

La vita di un supereroe si divide tra il salvare Zio Ben e lo strafogarsi di cibo.

Il problema sta solo nel variare la roba da pappare, per non cadere nella noia dei soliti latte e biscotti.
Stavo guardando Sogni d’Oro di Nanni Moretti e ad un certo punto, mentre Michele subisce conversazioni tediose a tavola, c’ha il piatto pieno di roba che boh. Ricotta, cacao, zucchero e latte, dico io.
5 secondi dopo gli chiedono che sta mangiando ed avevo ragione: ricotta, cacao, zucchero e latte.

Non si vede un cazzo, ma ecco la scena:

Ed è vero quel che dice: niente di sofisticato, ma funziona.
Funziona talmente che me ne sono mangiati quasi 400 grammi in una giornata intera. Mi sono portata quella robetta un po’ ovunque: in bagno, a letto, al supermercato. L’ho mangiata mentre facevo gli esercizi, mentre cucinavo, mentre davo da mangiare al gatto, mentre riflettevo sull’amara esistenza.
Se non ci credi, c’ho anche le prove:

Esercizi con una braccio solo. Tutto, pur di mangiare.

Quindi ora ti passo il segreto, come ogni volta che scopro una ciccionata che tutti dovrebbero regalarsi almeno una volta nell’esistenza.
Che poi questa non è manco una ciccionata: se non ne compri 400 grammi è quasi innocua.

Ma, si sa, il Kaiju è eternamente in bilico tra l’ingozzarsi senza ritegno e vergogna ed il desiderare un fisico da Bruce Lee.

Sempre, Sigmund. Sempre.

Go, go, go! 
Chiamerò il piatto Ricotta Freudiana e se non ne capisci il motivo ti consiglio di guardare Sogni D’Oro.

Per preparare una ricotta freudiana hai bisogno di:

  • ricotta di mucca. Quanta ne vuoi, ma io mi fermerei a 200 grammi;
  • cacao amaro. Se preferisci puoi usare quello zuccherato, ma a me piace dosare il dolce secondo mio gusto. Nel caso, ometti ovviamente lo zucchero;
  • zucchero;
  • latte.

Come puoi notare non ci sono dosi ed è giusto così: tutto dipende dal tuo palato e da quanto lo vuoi cacaoso, zuccheroso e ricottoso.

Prendi tutti gli ingredienti e portali a tavola.

Ti consiglio di non usare tutta la ricotta insieme, ma di dosarla in più riprese. Così ti fai più ciotole e puoi anche imparare, piano piano, le dosi a te più idonee.

In una ciotola caccia dentro la ricotta ed ammorbidiscila con un po’ di latte.

Se hai comprato la ricotta confezionata è una fase che forse puoi anche passare, altrimenti: goccio di latte, forchetta, amalgami il tutto finché viene una crema.

Aggiungi il cacao ed un po’ di zucchero. Mescola bene e assaggia.

Aggiungi quello che occorre: cacao se è troppo dolce, zucchero se è troppo amaro.
Versa anche un po’ di latte se il tutto è ancora troppo denso.
Ecco la consistenza che piace a me:

È davvero tutto qui.
Niente di sofisticato, ma funziona.

Ciao e buona merenda!