Lo chef presenta, Pane, Panini, Roba da fare a merenda, mentre guardi Bim Bum Bam

SuperToast con crema di funghi e scamorza, per addormentarsi davanti a Capitan Planet e i Planeteers.

Te lo dico subito: mi sono mangiata questo toast gigante a pranzo e poi praticamente sono arrivata a cena con zero fame.

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Eh, fino ad un certo punto: a me piace cenare.

Non so manco il motivo, perché pure se era un bel paninazzo non è che fosse colmo di roba. Do la colpa alla scamorza affumicata cotta. O quello o non sono più la mangiatrice di un tempo e non voglio arrivare a certe conclusioni devastanti.

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Il Pizzakaiju digerisce anche ogni roba del multiverso, non scherziamo.

Il mio consiglio è di pappartelo a cena, una di quelle sere in cui non c’hai voglia di fare niente senza però arrenderti di fronte alla spinacina scaduta da 15 giorni.

Quindi Go, go, go! con una ricetta facilissima.

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Non facile come questa, ma quasi.

Per preparare tre SuperToast giganti con crema di funghi e scamorza hai bisogno di:

  • fette di pane. Ho usato gli American Sandwich della Morato e mi sono trovata bene;
  • 300 grammi di funghi. Quelli che ti pare, basta che siano freschi. Io ho scelto i Pleurotus;
  • circa 130 grammi di scamorza affumicata. Misura ovviamente soggetta a modifiche, va a gusti;
  • prezzemolo, sale, pepe;
  • 20 grammi di burro;
  • 150 grammi di latte.

Ti ricordo che ogni tipo di fungo ha una gestione differente. Gli champignon e i pleurotus non devono essere sciacquati sotto l’acqua, al massimo puoi tamponarli con uno straccio umido. Con gli altri devi googlare, poiché non sono azzurra di funghi.

Taglia a pezzetti i funghi.

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In una padella metti 20 grammi di burro, falli sciogliere a fiamma medio bassa, poi caccia dentro i funghi.

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Fai cuocere a fiamma media. Non ci vorrà molto, intorno ai 10 minuti. 
Nel frattempo trita il prezzemolo e taglia a pezzetti piccoli e piuttosto sottili la scamorza.

Ecco che aspetto hanno i funghi da cotti:

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Abbassa la fiamma al minimo e preleva metà dei funghi con un cucchiaio. Mettili in un contenitore adatto all’utilizzo del mixer ad immersione.
Aggiungi nel contenitore anche i 150 grammi di latte.

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Frulla tutto.
Rovescia la crema ottenuta nella padella dove stanno continuando a cuocere i funghi.

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Mescola bene e prosegui la cottura a fiamma bassa, giusto per un paio di minuti. Il tempo di fare amalgamare bene gli ingredienti e di fare evaporare un po’ di liquido nel caso la crema fosse troppo morbida.

Spegni la fiamma ed ecco cosa dovresti avere davanti:

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Assaggia ed aggiusta di sale e di pepe.

Prima di assemblare i panini, prendi una padella antiaderente e scaldala a fiamma alta.

Spalma la crema di funghi su una fetta di pane. Non esagerare tantissimo con la quantità, perché poi fuoriesce dal panino durante la tostatura. Cospargi con del prezzemolo.

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Ricopri con la scamorza a fettine o a pezzetti.

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Richiudi con un’altra fetta di pane semplice.
Ripeti l’operazione per tutti i panini.

Adagia i panini ottenuti sulla piastra, che ormai sarà rovente.

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Fai pressione con una mano, per fare aderire bene le due parti del panino.
Con l’aiuto di una spatola gira il pane un paio di volte, basteranno  un paio di minuti di cottura per parte (ma anche meno, dipende quanto lo vuoi bruciacchiato). Usa sempre una fiamma alta.

Ecco il mio:

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Mangiatelo caldo, che poi il pane si ammolla ed è un peccato.
Poi vai davanti a Capitan Planet e i Planeteers per addormentarti durante la digestione.

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Go, go, go!

Ciao e buona merenda!

Un’altra foto, perché è bella.
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Insalate, Primi

Rigatoni alla caprese.

In chat è arrivata la superlamentela nonostante siamo solo al venti di aprile.
Una lamentela che suonava più o meno così:

Mi è stato detto che fa un caldo della madonna, che non se ne può più di cuocere roba, che meglio morire di fame che accendere il forno.

E va bene, dico io. E facciamo un’insalata di pasta, se davvero non c’hai già più voglia di combinare un cazzo.

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Il balletto in canottiera.

Tra l’altro Luca Pappagallo aveva appena girato questa nuova videoricetta e ne ho approfittato subito. Per una volta mi sono ritrovata in disaccordo con le dosi, ma forse è che io quando si parla di mozzarella di bufala non capisco più una ceppa.

Quindi armati di coltello che cominciamo.

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Ma non ce li hai i MasterChef?

Go, go, go! 

Per preparare i rigatoni alla caprese, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di rigatoni;
  • 300 grammi di mozzarella di bufala. Se vivi nel mondo della sfiga e trovi solo quella normale, benissimo quella normale. Se vivi nel mondo di merda dove esiste solo quella confezionata, almeno non farmelo sapere;
  • 300 grammi di pomodorini. Quelli che vuoi, i più buoni che trovi;
  • un po’ di basilico, un cucchiaio d’olio (o due, se la mozzarella e i pomodori non sono il massimo), un po’ di origano, pepe e poco sale.

Te lo dico subito: l’acqua della pasta la devi mettere a bollire. Caldo o non caldo. E fallo subito, così prepariamo il resto.

Taglia la mozzarella sopra un piatto. Non usare il tagliere: se la mozzarella è buona come spero, dovrebbe rilasciare un sacco di latte. Latte che userai. Con il tagliere si rovescerebbe solo sul tavolo e faresti anche un gran casino.

Una volta che hai tagliato la mozzarella a dadini piccoli, mettila in una insalatiera bella grande.

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Taglia anche i pomodorini a pezzi piccoli (ora puoi usare il tagliere, vai tra) e aggiungi anche loro nella ciotola.

Spezzetta del basilico con le mani e butta dentro pure lui, infine cospargi il tutto con l’origano.

Caccia dentro un cucchiaio d’olio, un po’ di sale (ma poco) e mescola tutto molto bene.

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Attendi la pasta, scolala e versala bella calda nella ciotola con tutto il condimento.
Aggiungi del pepe e mescola bene. Se vuoi puoi aggiungere un altro cucchiaio d’olio, ma se la mozzarella è lattosa come dico io e i pomodorini sono maturi al punto giusto, secondo me è del tutto superfluo.

Fai riposare per 5 minuti.

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Incredibile ma vero: abbiamo già finito.
Prepara le porzioni e su ogni porzione, se lo ritieni necessario, aggiungi altro origano e pepe. Sicuramente decora con un paio di foglie di basilico.

Ed ecco qui cosa dovresti avere ottenuto:

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Mi raccomando: non buttare tutto quel meraviglioso liquido che troverai sul fondo della ciotola. Versalo equamente sui due piatti e pappatelo, che è mondiale.

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Mondiale e bestiale.

Ciao e buon appetito!

Roba da fare a merenda, mentre guardi Bim Bum Bam

Yogurt con dentro tuttecose, ideale per una merenda davanti a Capitan Planet.

Per fortuna che esiste la merenda, perché il risultato delle sperimentazioni per cena sta oscillando tra ora mi mangio stammmerda e l’arrendersi a troppa nefandezza, scongelando pizze immonde che dimorano nel freezer.

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Ecco cosa farei a tante cuochine dell’internet maledette.

Però prima del Go, go, go, volevo renderti partecipe di questo quesito interessantissimo, che non mi ha fatto dormire negli ultimi due giorni.

Pronta?
Ecco:

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Ed il quesito è: perché manca l’opzione Sai il cazzo che mi frega?

Sì, forse la mia è antipatia gratuita. Ma sono del tutto stanca di questi blog di cucina del menga che han deciso che tutto deve essere vegetariano (pure se stai cucinando una innocua pasta col pomodoro) o vegano o senza lattosio. Sono stanca dell’atteggiamento delle cuochine che si credono tutte Martha Stewart o giù di lì, che se le nomini su facebook o twitter perché per una volta la ricetta non si è rivelata la solita chiavica allucinante ti rispondono con un Continua a seguirmi! E grazie a mia mamma, a Spielberg e spero che il mio blog risolva la fame nel mondo! 

Ma vaffanculo, veramente. Non le sopporto più.

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Sì, hai capito bene: è un post di vaffanculo, questo.

Quindi non linkerò più nessuno, a meno che non riesca a trovare persone decenti, dietro all’elenco degli ingredienti ed ai vari procedimenti culinari.

Oh, quando uno si rompe il cazzo, si rompe il cazzo.

Detto questo Go, go, go! con la merendina da fare davanti a Capitan Planet.

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Sigla!

Per preparare una ciotola di yogurt con dentro tuttecose, per una sola persona, hai bisogno di:

  • uno yogurt greco. Io uso quello Fage con i grassi, che pesa 170 grammi;
  • frutta di stagione. Ho usato mezza banana abbondante, un po’ di fragole ed un kiwi;
  • un cucchiaino e mezzo di miele. Ti consiglio quello di castagno, che è meno dolce del millefiori;
  • una decina di grammi di semi di zucca o di girasole. Puoi ometterli, però ci stan bene;
  • 10 grammi di nocciole tritate;
  • 30 grammi di frutta mista secca;
  • 30 grammi di orzo soffiato. Puoi ovviamente sostituirlo con quello che ti pare, anche i Rice Krispies o addirittura i Coco Pops.

P.S. La ricetta l’ho presa da MangiaSenzaPancia. Sì, non dovevo più linkare nessuno, ma a me questo blog piace. Ed è pieno di consigli per stare in forma, che non guasta mai.

Prendi tuttecose e mettile sul tavolo. Prendi anche un tagliere, un paio di cucchiaini, un coltello, magari pure una forchetta. Ed una ciotola dove mangiare. Pure la bilancia, che devi pesare la roba.

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Versa nella ciotola lo yogurt ed il miele.

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Mescola bene.

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Indecisa tra l’usare la forchetta o il cucchiaino. Dilemmi da chef.

Taglia la frutta a pezzetti piccoli.
Sguscia le nocciole e tritale con un coltello. Non a pezzi piccolissimi.

Ora possiamo unire tutto. Un po’ di frutta secca:

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L’orzo soffiato:

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Infine la frutta:

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Mescola tutto quanto ed ammira la bellezza:

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Una vera bomba. Ero reduce da una sessione fin troppo lunga di palestra e questa roba mi ha rimesso al mondo.

Ciao e buona merenda!

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Fai come Gohan. Scegli il cibo.
Primi

Linguine alla bruschetta di acciughe.

Poche cose mi piacciono come le bruschette burro ed acciughe.
Solo la pizza, gli spaghetti, le tracchie, la mozzarella di bufala, la ricotta, la burrata, i formaggi in generale, le bruschette al pomodoro, le polpette al sugo, le crostate, un po’ tutti i dolci, la mortadella coi pistacchi, il pesto alla genovese, la focaccia, il pollo arrosto con patate, le rotelline di liquirizia e mi fermo perché mi sta venendo fame.

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Oh, non ci posso fare niente. È che mi piace proprio mangiare.

Ok, ok. Rettifico.
Un sacco di robe mi piacciono come le bruschette con il burro e le acciughe. Però rimangono mondialissime e cucinare una pasta con questi due elementi era una cosa che non avevo mai fatto, chissà perché.

Come dici? Non hai mai mangiato le bruschette con il burro e le acciughe? Qui bisogna subito rimediare.
Tanto la ricetta è facile, quasi quanto quella della Nuka Cola:

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Ti do anche quella, così oggi levelli in maniera indicibile.

Per preparare delle bruschette con burro ed acciughe hai bisogno di:

  • Fette di pane. Del tipo e dello spessore che vuoi;
  • burro a temperatura ambiente;
  • acciughe sott’olio.

Il procedimento è banalissimo.
Accendi il forno a 200 gradi ed inforna le fette di pane. Tirale fuori quando saranno colorate e seccate: ci vorranno meno di dieci minuti.

Spalma il burro o, se ancora non è troppo cremoso, basta che tagli delle fettine sottili e le adagi sopra:

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Appoggia sul burro una o due acciughe.

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Mangia.

Quando l’avrai assaggiata forse capirai il mio entusiasmo all’idea di un piatto di pasta con gli stessi elementi. Quindo Go, go, go! con la vera ricetta della giornata.

Per preparare delle linguine alla bruschetta di acciughe, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di linguine;
  • 60 grammi di burro;
  • un barattolino di acciughe sott’olio (40 grammi circa);
  • pepe;
  • 50 grammi di pangrattato. Non lo userai tutto, ma è la quantità standard di pangrattato che faccio tostare, poi mi regolo ad occhio. Preferisco buttarne anche la metà piuttosto che ritrovarmi senza quando mi serve.

Metti l’acqua della pasta a bollire. Salala molto poco, poiché le acciughe sono fin troppo saporite.

Scola bene le acciughe sott’olio. Mettile in un colino a maglie strette, appoggiato sopra una ciotola. Lasciale lì fino a quando l’acqua della pasta inizierà a bollire.

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Nel frattempo tosta il pane in un padellino.
Per gli analfabeti della tostatura, ecco il procedimento: versi la quantità di pangrattato in un padellino, accendi una fiamma medio bassa e fai scaldare il tutto fino a quando diventa colorato e profumato. Gira continuamente.

Tienilo da parte, servirà alla fine.

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Appena l’acqua della pasta bolle, cacciaci dentro la pasta.

In una padella metti i 60 grammi di burro e i filetti di acciughe che hai scolato.

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Scalda il tutto a fiamma medio bassa, fino a quando gli elementi si saranno ben amalgamati.

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Spegni la fiamma, riaccendila solo un minuto prima dell’arrivo della pasta, per avere la padella calda.

Scola la pasta al dente (due minuti prima del tempo indicato sulla confezione) e buttala in padella.

Concludi lì la cottura, mescolando con una pinza ed usando una fiamma media.

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A fiamma spenta aggiungi il pangrattato e mescola ancora.
Non molto: deve solo dare una consistenza leggermente sabbiosa, non devi mangiare pane e pasta.

Dei 50 grammi che ti ho indicato se ne ho usati 20 è tanto.

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Fai le porzioni e spolvera ogni piatto con del pepe nero.

Ecco qui cosa dovresti avere davanti:

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Mondiale e bestiale.

Ciao e buon appetito!

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Gnam!
Zuppe

Vellutata di zucchine e feta.

Ormai non dovresti avere più bisogno di me per preparare le vellutate. Dovrebbe essere uno di quei procedimenti che conosci a memoria e di cui hai imparato ogni segreto.
Mi piacerebbe anche che tu, insieme a me, finalmente ignorassi chi ti dice che bisogna usare il dado per cucinarne una. Perché tu sai che la verdura è buona e che gli insaporitori non servono ad un beneamato cazzo.

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Domande lecite, quando si sente parlare di dado.

Abbiamo già imparato una vellutata di zucchine ed in quel caso avevo usato il riso per addensare.
Questa volta ho voluto provare senza addensanti ed il risultato è stato ugualmente ottimo.
Quindi armati di mixerino ad immersione che si parte.

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Da usare un po’ meglio di così.

Go, go, go! 

Per preparare una vellutata di zucchine e feta, per due persone, hai bisogno di:

  • 600 grammi di zucchine (peso considerato dopo aver eliminato le estremità);
  • prezzemolo, 2 cucchiai d’olio;
  • un porro, uno spicchio d’aglio;
  • 200 grammi di feta;
  • pane per preparare i crostini (quindi ti serve uno spicchio d’aglio ed un cucchiaio d’olio).

Go, go, go! 

Metti una pentola d’acqua a bollire.
Mentre attendi le bolle, prepara gli altri ingredienti.
Trita il prezzemolo.
Taglia il porro (se è un porro gigante, non usarlo tutto).  Del porro non si usa soltanto la parte bianca, ma anche quella verde. Non tutta, quando comincia a diventare un albero puoi fermarti a tagliare. Ma non fare come quelli che si comprano il porro da sei metri e ne usano due centimetri, che è da sfigati.

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Questa quantità è più che sufficiente.

Riduci a dadini le zucchine.

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Taglia a pezzetti pure la feta, pezzetti più piccoli possibile:

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A questo punto l’acqua dovrebbe essere pronta, quindi possiamo partire.
In una pentola dai bordi alti fai scaldare due cucchiai d’olio. Schiaccia uno spicchio d’aglio (con tutta la camicia) e mettilo nell’olio. Inclina la padella in modo che l’olio sia tutto concentrato in un punto e fai soffriggere l’aglio per un paio di minuti. Poi levalo con una pinza:

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A cosa serve? Ad aromatizzare l’olio senza dovere tenere l’aglio più del necessario: dopo bisognerà frullare e l’aglio prevarrebbe troppo. Il porro e la zucchina hanno gusti leggeri, non potrebbero competere. In più se è un periodo in cui l’aglio fa piuttosto schifo, si evitano problemi di digestione.

Una volta levato l’aglio, caccia dentro sia il porro che le zucchine.
Immergi tutto con l’acqua che sta bollendo.

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Il livello dell’acqua non deve superare quello delle zucchine, altrimenti il risultato sarà troppo liquido. Sei comunque in tempo ad aggiungere acqua nel corso della preparazione.

Fai cuocere con una fiamma che permetta l’ebollizione per 20 minuti.

Durante questo tempo, prepara i crostini di pane con questo procedimento qui. Lo riassumo per i pigri: taglia il pane a fette, inforna le fette a 200 gradi per circa 10 minuti o comunque fino a quando saranno seccate e colorate. Levale dal forno, strofina i bordi di ogni fetta con uno spicchio d’aglio tagliato a metà ed infine irrorale con un po’ d’olio.

Torniamo alla vellutata. Sono passati 20 minuti? Trita tutto col mixerino ad immersione.
Ecco il risultato:

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La consistenza devi deciderla tu, ovviamente. Se la vuoi più liquida aggiungi acqua. Se la desideri meno liquida basta che rimetti la pentola sulla fiamma e fai evaporare. 

Assaggia e, se vuoi, sala un po’. Però ricordati che stiamo per aggiungere la feta, che è bella sapida. Io non ne ho aggiunto, per la cronaca.

Prepara le scodelle e su ogni porzione metti 100 grammi di feta (spargila bene, di modo che non si ritrovi tutta in un punto) e cospargi con un po’ di prezzemolo.
Accompagna col pane che hai preparato con le tue belle manine di merda.

Ed ecco cosa dovresti avere ottenuto:

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Ciao e buon appetito!

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E complimenti vivissimi da tutti gli scarafaggi che vivono nella tua cucina, che hanno potuto vedere l’artista all’opera.
Primi, Risotti

Il riso in bianco di Scott Adkins.

Ogni giorno mi alleno come Goku.
Alle otto del mattino sono già in pieno impegno da palestra, con cavigliere, polsini, pesi, salto di corda e addominali.
Sto meditando anch’io su un modo per aumentare la gravità di 100 volte quella terrestre, ma per ora con scarso successo.

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Eccomi in una gara di corsa con Shenron. Ovviamente ho vinto io.

Dopo 4 ore di fatica, di solito non capisco più un cazzo e mangio tutto quello che trovo.
Tranne le rare volte in cui vengo posseduta dallo spirito di Bruce Lee o di Scott Adkins. Allora ci provo e parto con il pranzo salutista.

In questo caso avevo appena visto il film spaccaculi Ninja II: Shadow of a Tear e Scott Adkins mangiucchiava una ciotola di riso in bianco che non mi ha fatto dormire la notte.
Quindi il giorno dopo prima ho urlato BOYKA! BOYKA! BOYKA! davanti allo specchio ad ogni sollevata di pesi, poi ho cucinato del riso bollito buonissimo.

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Boyka vi saluta tanto.

La ricetta è davvero banale, ma tanto c’è chi mette di peggio.
Tipo questa:

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Quindi Go, go, go!

Per preparare il riso in bianco di Scott Adkins, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Della varietà che vuoi;
  • 20 grammi di burro;
  • un po’ di foglie di salvia.

Metti l’acqua a bollire, ricordati di salarla leggermente.

In una padella fai sciogliere i 20 di grammi di burro, poi aggiungi le foglie di salvia e falle appassire per qualche minuto.

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Spegni la fiamma in attesa del riso, accendila solo un paio di minuti prima del suo arrivo (per avere la padella calda).
Lessa il riso per il tempo indicato sulla confezione, scolalo molto bene e poi fallo insaporire in padella, a fiamma bassa, per un minuto. Mescolalo per tutto il tempo.

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Prepara le porzioni ed aggiungi un po’ di foglie di salvia spezzettata.
Ecco qui cosa dovresti avere ottenuto:

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Buono, leggero, piuttosto veloce e per oggi niente barattolo di sei chili di nutella, dai. Per una volta non abbiamo vanificato tutti gli sforzi mattutini.

Ed ecco il Kaiju che mangia con le bacchette, come dovrebbero fare tutti gli esseri umani:

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Non si vede, ma indosso la maglietta di Gojira vs Attack on Titan. Peccato.

Ciao e buon appetito!

 

Dolci, Roba da fare a merenda, mentre guardi Bim Bum Bam

Mr. Hankey, The Christmas Poo (di cioccolata).

Finalmente il kit più importante che l’internet può regalarti, dopo quello per diventare Buffalo Bill:

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Salvatelo tra i preferiti, che può sempre servire.

Da oggi non solo potrai dunque ballare Goodbye Horses nel modo giusto, ma potrai anche costruire un Mr. Hankey tutto tuo, proprio come diceva la pubblicità.

 

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Spot importanti.

È noto ai più come Salame di cioccolato e generalmente viene ignorata la sua evidentissima somiglianza con la Cacca del Natale. Ma Pizzakaiju non teme di denunciare le grandi verità dell’Esistenza e non si nasconderà sotto una patina di zucchero a velo: ti insegnerà a fabbricare il tuo stronzo di cioccolato in meno di venti minuti. Più tre ore di freezer.

Se dopo avrai anche il coraggio di mangiartelo, vedi tu. Ma sappi che è molto buono.

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Bambina coraggiosa.

Go, go, go!

Per preparare il tuo amico Mr. Hankey (The Christmas Poo), hai bisogno di:

  • 100 grammi di cioccolata fondente. Io ne ho usata una al 50 per cento;
  • 100 grammi circa di biscotti secchi. Ho usato gli Oro Saiwa;
  • 30 grammi di zucchero a velo. Se decidi di usare una cioccolata più fondente, puoi aumentare la dose (ma non superare i 50, sennò diventa troppo dolce);
  • 50 grammi di burro;
  • 50 grammi di latte.

Innanzitutto, per evitare fraintendimenti, ti dico che ho usato per davvero la cioccolata:

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Per dimostrarti che è vero.

In una ciotola adatta ad entrare nel microonde metti il cioccolato spezzettato con le mani ed il burro.

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Infila nel microonde e fai andare a massima potenza finché tutto sarà ammorbidito (due o tre minuti massimo).

Mescola con un cucchiaio di legno.

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Versa i 50 grammi di latte.

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Mescola ancora e unisci anche i 30 grammi di zucchero a velo.

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Mescola, mescola e mescola fino ad ottenere un composto omogeneo.

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Spezzetta con le mani i biscotti, cacciandoli un po’ alla volta nel composto. Io ne ho usati un po’ meno di 100 grammi, tu regolati a vista. Dobbiamo formare un composto, quindi i biscotti devono essere tanti, ma senza prevalere che poi diventa troppo secco.
Dunque spezzetta:

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e poi mescola:

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Rompili anche ulteriormente con il cucchiaio di legno e fermati quando ottieni la consistenza che desideri. Non superare i 100 grammi, ma non metterne manco 50. Io mi sono aggirata sugli 85 circa, se non ricordo male.

Ancora pochi minuti e potrai incontrare di persona Mr. Hankey!

Prendi della carta da forno e fodera uno stampo da plumcake.
Versa il composto sopra la carta, spalmandolo con un cucchiaio. Devi formare una specie di rettangolo.

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Arrotola su se stessa la carta da forno, chiudendola ai lati:

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Adesso ci vuole un po’ di pazienza. Metti questa roba nel freezer (senza stampo plumcake, serviva solo come appoggio) e lascialo lì tre ore.

Quando lo toglierai, lo spirito del Natale pervaderà la tua casa. Pure se siamo a Pasqua:

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Ciao, sono Mr. Hankey!

Ora i più deboli di stomaco spolverizzerebbero tutto con lo zucchero a velo e legherebbero come un salame il nostro povero Mr. Hankey. Pizzakaiju non è così crudele.

Però l’ho tagliato a fette:

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Puoi conservarlo in un frigorifero, dentro ad un contenitore chiuso, per qualche giorno.
Io l’ho messo in un piatto e l’ho coperto, ma tanto è finito dopo 24 ore scarse.

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Tanto buono.

Come dici?

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Sempre a lamentarti…

Ciao e buona merenda natalizia!

Zuppe

Vellutata di pomodorini con formaggio fresco a scelta.

Annoiata? Non sai come riempire questo pomeriggio? Hai provato a vedere un film ed era una merda, hai acceso la ps4 ed il gioco si è buggato e sì, ok uscire, ma adesso fa troppo caldo?

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La noia, versione multirazziale.

Per fortuna c’è il Pizzakaiju qui, che ti riempirà sei minuti e mezzo di questa giornata, insegnandoti una ricetta velocissima che puoi accompagnare con un sacco di formaggetti interessanti.
Hai del formaggio di capra freschissimo? Puoi usarlo.
Hai una voglia di mozzarella di bufala che non ci si crede, ma hai trovato solo bocconcini perché hai dormito troppo e la mozzarellona è finita? Puoi usarla.
E la ricotta di bufala, vogliamo parlare della ricotta di bufala? Puoi usare anche quella.

Se poi sei in vena di cagate alla Formaggini Susanna, puoi pure usare quelli. Però non è la stessa cosa, siamo seri.

Ah, l’idea non è mia: l’ho rubata a noce moscata. Come quasi sempre.

Dai, prendi un coltello che si comincia.

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La gioia di cucinare.

Per preparare una vellutata di pomodorini con formaggio fresco, per due persone, hai bisogno di:

  • un chilo e mezzo di pomodorini. Quelli che vuoi;
  • 100 grammi di panna fresca da cucina. Mi raccomando: fresca. Non quella che scade nel 2030;
  • mezza cipolla bianca, un cucchiaio d’olio + 2 cucchiai aggiuntivi da mettere sui piatti;
  • una decina di foglie di menta;
  • formaggio. Io ho usato 150 grammi di formaggio di capra, se vuoi usare la mozzarella di bufala ti consiglio di comprarne mezzo chilo e in bocconcini, anche se nella vellutata ne metterai soltanto due o tre. Di ricotta di bufala comprane 250 grammi massimo, ma giusto perché tanto te la mangi al cucchiaino. Coi formaggini Susanna non ti do dosi perché mi rifiuto.

Innanzitutto ti presento il mio formaggio:

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Ciao.

Viene da Milano nonostante qui abbiamo formaggetti freschi mondiali. Misteri della globalizzazione.

Lava i pomodorini e tagliali a pezzetti.
Trita la mezza cipolla bianca.
Metti tutto in una pentola, insieme ad un cucchiaio d’olio.

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Cuoci a fiamma media per qualche minuto, il tempo necessario per fare ammorbidire i pomodori.
Appena riesci, trita tutto con un mixerino ad immersione.

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Rimetti sul fuoco ed aggiungi i 100 grammi di panna fresca.

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Mescola bene e fai cuocere per 20 minuti, con una fiamma sufficiente a fare sobbollire tutto. Senza coperchio, così diventa un po’ meno liquida.

Trascorso questo tempo, dai un’ulteriore passata di mixer. Assaggia ed aggiusta di sale, tenendo però conto che metterai del formaggio con un proprio gusto. Quindi non esagerare. E poi ricordati che i pomodori sono buoni così, senza bisogno di roba per insaporirli ulteriormente.

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Versa tutto in due scodelle e concludi: un cucchiaio d’olio a testa, un po’ di foglie di menta spezzettate ed il formaggio, sbriciolato con le mani. Se si tratta di mozzarelline, cacciane un paio al centro, per coreografia.

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Mamma che buona!

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Ciao e buon appetito!

Secondi

Costine di agnello alla piastra.

Quando torni a casa con due chili di agnello, hai la gioia negli occhi ma anche la sicurezza di non poterlo cucinare proprio tutto nel burro.

In più per me è stato pure impossibile aspettare fino a cena, che la carne chiamava tantissimo e bisognava assaggiarla.

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Ma no, è che sono carnivora dentro… pure se in questo particolare periodo storico non si può dire.

Quindi ho selezionato quelle che la gente normale chiama costine ma che i Kaiju di ogni dove chiamano tracchie (pure quando non sono di maiale) e le ho cucinate alla piastra. Le tracchie con meno carne, quelle che trasudano ciccia ma che alla fine c’han poca sostanza.
Però cotte sono spettacolari, fidati. E sono sfiziose da spolpare.

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Tipo questa qui, per capirci.

Non è che ci siano tanti misteri, nella cottura delle tracchie. Tra l’altro un post sulla carne già l’avevo scritto qui, pur se oggi mi pare un po’ incasinato.

Alla fine l’unica vera difficoltà sta nel non bruciarsi durante l’operazione, che il grasso può scivolare sul fornello e creare fiammate inaspettate.

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E ti ritrovi così.

Una volta che hai imparato a preparare queste costine di agnello, puoi seguire grosso modo le stesse istruzioni per cuocere quasi tutta la carne.

Go, go, go! 

Per cucinare delle costine di agnello alla piastra hai bisogno di:

  • costine di agnello;
  • un cucchiaio d’olio;
  • rametti di rosmarino;
  • sale, pepe.

Versa un cucchiaio d’olio sulla piastra ed accendi una fiamma molto alta.
Mentre attendi che prenda temperatura (ci vorranno circa 5 minuti), con una pinza passa il rosmarino per tutta la superficie per aromatizzare sia l’olio che la piastra stessa.

A questo punto adagia le costine.

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Falle cuocere per due o tre minuti, poi girale e cuoci altri tre minuti. Lascia pure il rosmarino sulla piastra, spostandolo ogni tanto per non farlo carbonizzare.

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A questo punto le abbiamo solo scottate, ma non sono ancora pronte.
Girale ogni due o tre minuti, fino a quando all’esterno saranno belle colorate.

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Al lavoro.

Se stessi cucinando dei pezzi di carne molto spessi, ad un certo punto ti troverai costretta ad abbassare la fiamma: fuori non deve essere carbone, ma dentro deve essere cotta.

In questo caso il problema non sussiste: colore e cottura vanno di pari passo.
Se invece – e questo è un consiglio gratis a caso, per tutta un’altra ricetta – ti servisse una bistecca al sangue, limitati a dare una scottatura di due minuti per lato e poi toglila.

Tornando alle nostre costine, ecco come devono apparire conclusa l’operazione (operazione che non supererà i dieci minuti di cottura):

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Secondo me sono belle.

Sui piatti aggiungi del sale e, se vuoi, anche del pepe.

C’è gente che preferisce fare una specie di marinatura con olio e rosmarino prima di cacciarla sulla piastra, ma a me piace più così. Nel caso fossi di quest’altra idea, non hai nessuna ragione al mondo di aggiungere grassi sulla piastra, né di mettere i rametti durante la cottura.

Eccomi, durante lo spuntino:

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E pure il piatto, che farebbe invidia a Ragnar Lodbrok:

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Che fame.

Ciao e buon appetito!

Secondi

Agnello alla mugnaia.

Di cucinare piatti di carne fighetti, qui da noi, la possibilità proprio non c’è.
Ma mica perché non c’è la materia prima o perché sono un’imbranata cronica o checazzoneso.
È che io ed il mio macellaio siamo così ignoranti, ma così ignoranti, che ci capiamo subito benissimo.

Vado da lui, domando delle costolette di abbacchio. Lui mi guarda e mi serve due chili di agnello casuale, pezzi misti, dalla coscia alle orecchie.

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Una piccolissima parte dei due chili.

Tutto mondialissimo. Ma le costolette? Quelle con le ossicine di fuori, tanto coreografiche? Quelle che le food blogger sono tante preoccupate di non annerire, ricoprendole con la carta stagnola?
Boh, mica capisco se ci sono, in quel mucchio di roba.

Però il macellaio mi guarda, io guardo lui ed io penso Ma si fottano i piatti fighetti, stasera ci si ammazza di agnello in ogni modo.

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Te lo ricordi il mio macellaio, no?

Quindi oggi ricetta rubata da Noce Moscata, ma usando tutto quello che avevo a disposizione. Mangeremo agnello alla mugnaia: infarinato e cotto in quintalate di burro, come se stessimo preparando una cotoletta.
Ti ritroverai a divorare della carne morbidissima e di una bontà inaudita. Sappi che era la mia prima volta con l’agnello e ne vale proprio la pena: non assomiglia al maiale, non assomiglia al pollo, non assomiglia al vitello. Buono e basta, poverino lui.

E la ricetta è davvero semplice semplice e pure brevissima.

Quindi go, go, go! 

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In 20 minuti potrai unirti a loro.

Per preparare l’agnello alla mugnaia, per due persone, hai bisogno di:

  • un chilo e mezzo di agnello. Costolette o quel che trovi;
  • farina;
  • 120 grammi di burro + un cucchiaio d’olio;
  • circa 150 grammi di vino bianco.

Versa la farina in un piatto ed infarina tutti i pezzi di agnello che hai, su ogni lato.

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In una padella antiaderente (ed io ti consiglio sempre quelle rifoderate in pietra, che ti creano pochissimi problemi) caccia dentro il burro e l’olio.
Il cucchiaio d’olio non ometterlo: serve a fare alzare il punto di fumo del burro, che altrimenti si potrebbe bruciare.

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Usa una fiamma media ed attendi che il burro cominci a soffriggere bene:

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Adagia ora i pezzi di agnello infarinati:

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Falli rosolare per circa 3 minuti, poi girali e fai rosolare l’altro lato.

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Adesso devi versare il vino, ma fallo nei bordi della padella, non sopra la carne:

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Abbassa leggermente la fiamma e prosegui la cottura per 20 minuti, girando i pezzi di agnello dopo dieci. 
Se hai dei pezzi particolarmente spessi, verso la fine bucali con un coltello per verificare se la carne è ancora rosa (e quindi non pronta). In quel caso prolunga un pochino la cottura (fino a quando hai del burro in padella puoi proseguire tranquillamente).

Ecco cosa dovresti avere ottenuto:

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Guarda la bellezza:

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Il sale ti consiglio di metterlo direttamente sui piatti, così non sbagli.

Se ti ritrovi dei pezzi di agnello con poca carne, non gettarli: li impareremo a cucinare alla piastra. Ci vorranno meno di dieci minuti e saranno buonissimi. Però non oggi, oggi goditi il burro che scorre nelle vene.

Ciao e buon appetito!

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Buon appetito!