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Il riso fritto di Gamera.

Stavo guardando Gamera The Brave ed uno dei protagonisti era padrone di un ristorante. Ha cucinato così tante volte il riso fritto che alla fine m’è venuta voglia e, concluso il film, ho annunciato l’inevitabile.

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Il Riso Fritto, disse il Pizzakaiju, si farà.

Ho girellato un po’ per l’internet per cercare di capire come cucinare il riso di Gamera, ma nessun aiuto. Dato che il web è fan di Coliandro fino al midollo, per lui i musi gialli sono tutti uguali. Cerchi il riso giapponese ed ecco che ti vengono fuori ricette indonesiane, cinesi, coreane. Ed il Giappone?
Il Giappone boh.

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E i Kaiju di tutta Tokyo non l’han presa benissimo, che fossero della Toho o meno.

Quindi ho abbozzato.
Innanzitutto sono andata al discount ed ho trovato il riso con la confezione che trasudava perfezione:

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Pizzakaiju and friend.

Poi era da un po’ che la fruttivendola voleva rifilarmi delle rape bianche, che qui nel Cilento sono una novità che fa esaltare un po’ tutti. Ed io giuro che ho sentito la rapa bianca urlare GOJIRA! dalla sua cassetta e quindi l’ho adottata. Pure se aveva sbagliato film.

Il riso fritto stava per prendere forma. La ricetta cominciava ad apparirmi davanti come, di solito, soltanto la Madonna Sorda.

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Al supermercato ero così, a muovere gli scaffali solo col pensiero.

Purtroppo Gamera The Brave aveva una definizione così bassa che il riso fritto non si riusciva a vedere bene. C’era la carne? Non lo so, ma per me sì.
C’era la salsa di soia? Non lo so, ma per me sì.
E c’era il sakè? Probabile. Purtroppo, però, nel Cilento è una di quelle novità ancora più esaltanti della rapa bianca, quindi per ora non se la sentono di venderlo.

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Gente che vorrebbe il sakè ma vive a Palinuro.

Quindi Go, go, go! e vediamo che ho combinato.

Per preparare il riso fritto di Gamera, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Scegli quello che ti pare, io ho comprato quello Giapponese giusto per il LOL;
  • 30 grammi d’olio;
  • un uovo;
  • 200 grammi di carne di vitello, ridotta a pezzettini piccoli;
  • 200 grammi di rapa bianca. Se non trovi la rapa, puoi usare la verdura che vuoi, basta che la grattugi. Zucchine e carote ce le vedo bene;
  • almeno un cucchiaio di salsa di soia;
  • un cipollotto.

Il riso prima lo dobbiamo lessare, poi lo ripassiamo in padella. Guarda i tempi sulla confezione: se indicano 14-16, tu fermati a 11 e concludi la cottura in padella. 
L’intero condimento necessita circa 10 minuti per essere pronto, quindi regolati un po’ coi tempi in modo da non spegnere la fiamma sotto la padella. Se non ci riesci, limitati a riaccenderla un paio di minuti prima dell’arrivo del riso, che la padella deve essere bella calda. 

Quindi comincia a mettere a bollire l’acqua del riso e, nel frattempo, prepara tutti gli altri ingredienti.

Taglia a pezzetti la carne di vitello.

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Ammira la rapa bianca:

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Scarta le due estremità e con un pela patate togli tutta la parte esterna:

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Riducila a scaglie, usando i fori giganti della grattugia.

In una padella molto capiente fai scaldare 30 grammi d’olio e poi fai soffriggere a fiamma medio bassa il cipollotto tritato in maniera grossolana.

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Appena è colorato aggiungi la carne e la rapa bianca. Fai andare il tutto per una decina di minuti, a fiamma piuttosto alta.

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Gira spesso.
Intanto sbatti leggermente un uovo dentro ad un piatto e, appena la carne è pronta, aggiungi pure lui in padella.

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Sala leggermente (ricordati che aggiungeremo la salsa di soia, quindi non esagerare) e mescola con il cucchiaio di legno fino a quando l’uovo si è rappreso.

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A questo punto caccia dentro il riso che hai lessato, alza la fiamma al massimo, aggiungi un cucchiaio di salsa di soia e concludi lì la cottura.

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All’inizio ho messo un cucchiaino, ma almeno un cucchiaio ci vuole, vai tra.

Gira continuamente, non abbassare la fiamma e fermati quando il riso sarà un po’ colorato e saporito. Io ho cotto intorno ai 5 minuti. L’unica cosa importante è che il riso non si sfaldi.

Prepara i piatti e, sia chiaro, ti tocca mangiare con le bacchette.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

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Ed ecco Godzilla, invitato a cena per l’occasione:

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Ciao e buon appetito!

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Pizzakaiju Approved, Primi, Uncategorized

Caserecce con pomodorini al forno e pancetta fritta.

Dai, accendi il forno che dobbiamo cuocere i pomodorini per ben due ore. 

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Ma no, non reagire così violentemente.

Fidati.
So che sembra uno spreco far appassire i pomodori tutto quel tempo per poi distruggerli in un sugo, ma sappi che il gusto ne guadagnerà. Sarà totalmente differente dalle salse al pomodoro cui sei abituata: più dolce, più delicato.
E poi avrai la casa che profumerà di pomodori per tutto il giorno. Ti giuro, ne vale la pena.

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E se ho convinto Hulk a darmi retta, penso di poter convincere anche te.

A coloro cui non piacciono i sughi pieni di pellette – quei bei sughi caserecci, saporiti, che trasudano contadinità in ogni aspetto – e che quindi si muniscono di mixer ad immersione per combattere le impurità, c’ho solo una cosa da dire:

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Perché il Kaiju è democratico. E sì, la parola sugo verrà ripetuta altre 30 volte nel corso di questo post.

Ho rubato la ricetta a Luca Pappagallo, come spesso accade quando di mezzo c’è tanta ciccia e mondialità insieme.

Premesse fatte, dunque Go, go, go!

Per preparare delle caserecce con pomodorini al forno e pancetta fritta, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di caserecce o altra pasta corta;
  • 500 grammi di pomodorini ciliegini o pachino. Non usare i datterini: non sono adatti;
  • 100 grammi di pancetta tesa. Se riesci a trovare una bella pancetta aromatizzata, magari piccantina, ancora meglio;
  • 30 grammi d’olio;
  • origano, 2 spicchi d’aglio;
  • 50 grammi di parmigiano.

Accendi il forno a 120 gradi.
Metti i pomodorini in una teglia, senza aggiungere grassi, che a quelli ci penseremo dopo.

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Fai cuocere per due ore. Non devono spatasciarsi, solo appassire. Quindi se i tuoi pomodorini fossero leggermente più piccoli e si dovessero iniziare a rompere, spegni prima il forno.
Nel frattempo vai a cazzeggiare in quel modo unico che ti contraddistingue.

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Ti immagino così.

Dopo due ore, ecco che aspetto avranno i pomodorini:

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Ora metti a bollire l’acqua della pasta.
Taglia a listarelle la pancetta. Pezzi non piccoli, perché dobbiamo ottenere croccantezza all’esterno, ma morbidezza all’interno. Tipo così:

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Versa 30 grammi d’olio in una padella e scaldali bene, a fiamma altissima. Esattamente come se dovessi friggere qualcosa.
Appena tutto è caldissimo, adagiaci dentro la pancetta:

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Fai friggere finché diventa bella colorata, girando una volta, sempre usando una fiamma alta. Ci vorrà un minuto scarso.

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La bellezza.

Appena è pronta togli la pancetta con l’aiuto di una schiumarola o di una pinza e falla riposare in un piatto. Allontana anche la padella dal fuoco, per fare abbassare un po’ la temperatura. Anche per un minuto, se occorre.

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Rimetti la padella sul fuoco, usando sempre una fiamma piuttosto vivace, e nell’olio in cui hai fritto la pancetta, aggiungi due spicchi d’aglio interi  (schiacciati) e i pomodorini.

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Cospargi con dell’origano e schiaccia leggermente i pomodorini con la tua fedele schiumarola.

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Questo sugo avrà bisogno di cuocere dieci-quindici minuti, quindi quando vedi che inizia a restringersi (e quindi inizierai a bagnare con l’acqua calda) puoi buttare la pasta, che però dovrai levare 3 minuti prima del tempo indicato sulla confezione.
Fossi in te non aggiungerei sale: i pomodorini sono dolci, ma presto verranno raggiunti dalla pancetta e dal parmigiano, quindi avrai sapori forti a buttare.

Nel caso dovessi prolungare la cottura per qualsiasi ragione, non è affatto grave: limitati ad abbassare la temperatura al minimo e a bagnare con l’acqua della pasta se il sugo dovesse asciugarsi.

Gratta dunque anche i 50 grammi di parmigiano.

Come ti ho preannunciato, mano a mano che il sugo si restringe aggiungi acqua della pasta, che ti aiuterà a formare una cremina. Senza paura di abbondare.

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Leva gli spicchi d’aglio con una pinza e scola le caserecce direttamente nella padella, senza buttare l’acqua di cottura. Concludi lì la preparazione, a fiamma medio alta e bagnando ulterioremente se dovesse evaporare troppo.

La pasta deve assorbire quasi tutto il liquido ed ecco come deve apparire, verso la fine:

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A fiamma spenta aggiungi la pancetta, il parmigiano e mescola benissimo.

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Prepara i piatti ed ammira la bellezza:

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Mezzo pomeriggio per creare una pasta al sugo. Ma che pasta al sugo, eh?
Uno dei capolavori di questa esistenza.

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Sguardi colmi di soddisfazione.

Ciao e buon appetito!

Pizzakaiju Approved, Primi, roba da forno, Uncategorized

Pasta pomodoro e mozzarella al forno.

Sarebbe proprio bello se potessimo usare ricotta e mozzarella di bufala, quando si preparano le robe al forno.

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Andremmo tutti in estasi, tipo così.

Purtroppo la ricotta di bufala cotta è fin troppo pesante e la mozzarella infinitamente carica di latte: rilascerebbe talmente tanto liquido che sputtanerebbe il risultato finale. E poi sì, tristemente pure lei, cotta, diviene piuttosto indigesta.

L’unica cosa che posso consigliarti è di non acquistare mai ricotte e mozzarelle industriali: niente Galbani e cose del genere. Cerca roba fresca, nel bancone formaggeria e salumeria, perché c’è la stessa differenza che passa tra una manzotin ed una bistecca al sangue.

Ti svelo il segreto segretissimo: più le materie di base che acquisti son buone, più il risultato finale del tuo spadellamento sarà mondiale.

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Facendoti sentire così.

Ho rubato la ricetta di oggi a Luca Pappagallo e tra gli ingredienti troverai la mia amica sugna. Ti consiglio di non ometterla, perché conferisce al sugo un unto di fondo irrinunciabile.

Go, go, go!

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La mia dichiarazione d’amore verso questa pasta al forno.

Per preparare una pasta al forno con pomodoro e mozzarella, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta. Ho usato un misto di penne e mezze maniche, secondo me un formato col buco è adattissimo;
  • un barattolo di pelati. Uso Mutti che si comporta sempre benissimo, continuo a consigliarti di seguire il mio esempio;
  • una cipolla bianca (o mezza, se è enorme);
  • 25 grammi di sugna + un cucchiaio d’olio;
  • 150 grammi di ricotta di mucca;
  • circa 200 grammi di mozzarella di mucca. Bisogna coprire l’intero strato esterno, quindi ce ne vuole parecchia;
  • un po’ di foglie di basilico, un po’ di sale, burro per ungere la teglia;
  • 60 grammi di parmigiano, da usare in due momenti differenti.

In una padella metti un cucchiaio d’olio e i 25 grammi di sugna.

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Accendi la fiamma bassa e mentre il tutto si scioglie, trita la cipolla.
Aggiungila in padella.

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Falla stufare per circa 15 minuti, sempre a fiamma bassa, finché diventa caramellata:

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Aggiungi ora il barattolo di pelati ed un po’ di foglie di basilico.

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Schiaccia i pelati con il cucchiaio di legno, fino a spaccarli del tutto. Aggiungi un po’ di sale, senza però esagerare: alla fine ci sarà anche il parmigiano, che insaporirà. Mescola bene.

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Fai cuocere per circa 20-25 minuti, a fiamma medio bassa e girando spesso, fino a quando si sarà formata una salsa bella densa: per creare una buona pasta al forno ci vuole poco liquido, altrimenti si annacqua tutto.

Nel frattempo metti a bollire anche l’acqua della pasta e scolala molto al dente. 4 minuti prima del tempo indicato sulla confezione.

Gratta anche i 60 grammi di parmigiano e taglia a fette la mozzarella, su un piatto.

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Niente tagliere per la mozzarella, che poi rovesci latte ovunque.

Intanto il sugo dovrebbe essere quasi pronto. Ecco come deve apparire alla fine:

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Metti i 150 grammi di ricotta in una ciotola piuttosto grande:

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Aggiungi nella ciotola metà del sugo che hai preparato e mescola bene.

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Ecco cosa devi ottenere:

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Rovescia dentro la pasta e una cinquantina di grammi di parmigiano (lasciane giusto un po’ per spolverare la teglia verso la fine).

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Mescola tutto benissimo, resistendo alla tentazione di assaggiare.

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Inizia ad accendere il forno, 200 gradi modalità statica. 

Imburra la teglia che hai scelto di usare. Io ne ho scelta una piccolina ed è stata perfetta (21x21x5).
Se ti tocca preparare più pasta, dovrai usare una teglia più grande, creando due strati. In tal caso invece di inserire la mozzarella sulla superficie, mettila tra uno strato e l’altro di pasta, insieme ad un po’ di sugo (concludendo quindi solo con sugo e parmigiano).

Ma torniamo alla quantità per due persone.

Inserisci tutta la pasta nella teglia:

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Ricopri con la mozzarella, in modo da foderare l’intera teglia.

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Ricopri con la rimanente salsa che hai preparato:

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Cospargi col parmigiano che hai lasciato da parte:

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Adesso inforna. A 200 gradi per circa 30 minuti: si deve formare una bella crosticina. Controlla ogni tanto, che ogni forno funziona a modo suo.

Ecco la mia:

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Lasciala riposare in forno per 15 minuti, che diventa più buona.
Se tutto è andato come avrebbe dovuto, ecco cosa dovresti avere davanti:

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Siccome sono molto orgogliosa del risultato, ecco un’altra foto:

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Ed un’altra, nella teglia:

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Per essere una pasta al forno non è manco tanto lunga da preparare, dai. Ed il risultato è spettacolare. Lo senti tutto quell’unto, che ti fa sciogliere la roba in bocca? Ringrazia la sugna, è tutto merito suo.

Ciao e buon appetito!

Risotti, Uncategorized

Risotto alla Parmigiana.

Mi rifiuto di scrivere di nuovo il tutorial per imbranati per cucinare il risotto perfetto. Quello lo trovi cliccando qui e lo linkerò ogni volta che parleremo di risotto, non preoccuparti.

In media preparo un risotto a settimana, ma non condividerò con te tutte le ricette poiché tante sono molto simili tra loro e altre fanno proprio cagare, con accostamenti che uno, mentre mastica, non riesce proprio a crederci.

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La mia faccia mentre ripenso al risotto con crema di piselli alla menta e caciotta super saporita.

Questa volta prepariamo un risotto così semplice, ma così semplice, che quasi mi vergogno a parlarne. Ma, al solito, lavoro minimo per massimi risultati e quindi ecco per te quello che chiameremo Risotto alla Parmigiana pure se non so se si chiama così.

Go, go, go!

Per preparare il risotto alla parmigiana per due persone hai bisogno di:

  • un cucchiaio d’olio, un pezzetto di burro (circa 25 grammi, come sempre);
  •  mezza cipolla tritata;
  • 200 grammi di riso Carnaroli;
  • 1,5 litri di brodo di carne. Non lo userai tutto, ma è meglio abbondare;
  • 100 grammi di parmigiano grattugiato;
  • pepe nero.

Non aggiungere, come ho visto che fanno in molti, formaggi spalmabili a caso per creare cremine fantasiose. Deve sapere di parmigiano, la cremina si forma con l’ormai famoso AMIDO contenuto nel cazzo di riso. Il formaggio spalmabile serve solo a fare schifo.

Prepara il brodo. Una volta pronto, spegni la fiamma e lascia il coperchio. Però riaccendi la fiamma al minimo dopo, quando inizieremo col riso, perché il brodo deve essere sempre caldissimo. Altrimenti roviniamo la cottura del risotto.

Nella tua pentola per fare il risotto metti il cucchiaio d’olio, la noce di burro e fai soffriggere la cipolla tritata, a fiamma bassa, fino a quando non sarà bella colorata.

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Compiuta quest’operazione, alza leggermente la fiamma, aggiungi il riso e fallo tostare per un minuto.

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Coprilo col brodo (tutte cose che hai già imparato nella lezione precedente).

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Nel frattempo gratta il parmigiano.

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Il riso impiega, indicativamente, una ventina di minuti per cuocere. Vedrai i chicchi ingrossarsi gradualmente. Aggiungi brodo mano a mano che lo assorbe, stando bene attenta a non abbondare verso fine cottura.

Quando il riso è pronto, controlla il liquido: non deve essere asciutto, ma nemmeno una minestra. Ecco il mio, poco prima di spegnere:

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Spegni la fiamma e versa dentro tutto il parmigiano.

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Mescola bene e poi lascia riposare il risotto dai 3 ai 5 minuti. Senza coperchio.

Ecco il risultato finale:

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Direttamente su piatti cospargi di pepe nero.

Il risotto non è una pappa, deve avere del liquido con sé. Non aspettarti di riuscire ad ottenere la consistenza desiderata al primo tentativo: è un po’ una magia nera, ma prima o poi ci riuscirai.
Ecco il mio piatto. Con la forchetta ho cercato di mostrarti il livello di densità che si dovrebbe ottenere:

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A domani, con un rotolo di frittata al forno!

Cibi che mi fanno schifo (sì, lo so che in Africa muoiono di fame), Uncategorized

Un grande NO alla Scaloppina.

Inauguriamo la rubrica fondamentalissima Cibi che mi fan schifo (sì, lo so che in Africa i bambini muoiono di fame).

Per anni Scaloppina di qua, Scaloppina di là ed io non l’avevo mai mangiata.
Quindi mi sono armata di ricetta ufficiale GialloZafferano e le ho preparate.
Giudizio? LAMMERDA.

Se al posto della fesa di vitello avessimo usato un pezzo di polistirolo ben battuto, cosparso di farina e praticamente fritto nel burro, avremmo ottenuto lo stesso risultato. Ma cristo dio, che spreco scandaloso.

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Ah, ma nessuno pensa ai bambini? Quei poveri bambini che DEVONO (!!!) mangiare carne ma non hanno i dentini né la voglia di una bistecca al sangue?

No, io non ci penso. Ammazzare un vitello per preparare una scaloppina è criminale. Bisogna onorare l’animale che è morto per noi, non offenderlo violando le sue parti più tenere.

Se non vi piace la carne, non mangiate la carne, lasciate stare le fese dei vitelli!

Talmente lammerda che manco il gatto se l’è voluto mangiare. Ecco la reazione di Kimba:

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Ore di strusciamenti alle gambe, finalmente la carne!
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Aspetta, ma siamo sicuri sia CARNE?
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Fanculo, voi e le scaloppine di merda.

UNISCITI AL NOSTRO NO ALLE SCALOPPINE!