Risotti, Uncategorized

Risotto alla Parmigiana.

Mi rifiuto di scrivere di nuovo il tutorial per imbranati per cucinare il risotto perfetto. Quello lo trovi cliccando qui e lo linkerò ogni volta che parleremo di risotto, don’t worry.

In media preparo un risotto a settimana, ma non condividerò con te tutte le ricette poiché tante sono molto simili tra loro e altre fanno proprio cagare, con accostamenti che uno, mentre mastica, non riesce proprio a crederci.

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La mia faccia mentre ripenso al risotto con crema di piselli alla menta e caciotta super saporita.

Questa volta prepariamo un risotto così semplice, ma così semplice, che quasi mi vergogno a parlarne. Ma, al solito, lavoro minimo per massimi risultati e quindi ecco per te il Risotto alla Parmigiana.

Per preparare il risotto alla parmigiana per due persone hai bisogno di:

1 – un cucchiaio di olio, un pezzetto di burro (circa 25 grammi, come sempre);
2 – mezza cipolla tritata;
3 – 180 grammi di riso;
4 – brodo;
5 – 100 grammi di parmigiano;
6 – pepe, se ti piace (io non l’ho messo).

Non aggiungere, come ho visto che fanno in molti, formaggi spalmabili a caso per creare cremine fantasiose. Deve sapere di parmigiano, la cremina si forma con l’ormai famoso AMIDO contenuto nel cazzo di riso. Il formaggio spalmabile serve solo a fare schifo.

Comincia col preparare il brodo.
Nella tua pentola per fare il risotto metti il cucchiaio di olio, la noce di burro e fai soffriggere la cipolla tritata. Compiuta quest’operazione, aggiungi il riso e fai tostare per un minuto. Poi coprilo col brodo (tutte cose che hai già imparato nella lezione precedente).

Nel frattempo gratta il formaggio.

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Quando il risotto sarà praticamente pronto (anche questa cosa ormai non dovrebbe avere più segreti, per te) versa tutto il formaggio dentro, mescolalo bene, finisci di fare addensare (aiutati col solito sistema del cucchiaio di legno che deve stare in piedi e fermo all’interno del riso). Dopodiché spegni la fiamma, chiudi tutto col coperchio e lascia riposare il risotto per due o tre minuti.

Finito. Metti tutto nei piatti, aggiungi il pepe se ti va, imbraccia le bacchette e mangia.

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Una foto brutta, ma con tanta personalità.

A domani, con un rotolo di frittata al forno!

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Cibi che mi fanno schifo (sì, lo so che in Africa muoiono di fame), Uncategorized

Un grande NO alla Scaloppina.

Inauguriamo la rubrica fondamentalissima Cibi che mi fan schifo (sì, lo so che in Africa i bambini muoiono di fame).

Per anni Scaloppina di qua, Scaloppina di là ed io non l’avevo mai mangiata.
Quindi mi sono armata di ricetta ufficiale GialloZafferano e le ho preparate.
Giudizio? LAMMERDA.

Se al posto della fesa di vitello avessimo usato un pezzo di polistirolo ben battuto, cosparso di farina e praticamente fritto nel burro, avremmo ottenuto lo stesso risultato. Ma cristo dio, che spreco scandaloso.

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Ah, ma nessuno pensa ai bambini? Quei poveri bambini che DEVONO (!!!) mangiare carne ma non hanno i dentini né la voglia di una bistecca al sangue?

No, io non ci penso. Ammazzare un vitello per preparare una scaloppina è criminale. Bisogna onorare l’animale che è morto per noi, non offenderlo violando le sue parti più tenere.

Se non vi piace la carne, non mangiate la carne, lasciate stare le fese dei vitelli!

Talmente lammerda che manco il gatto se l’è voluto mangiare. Ecco la reazione di Kimba:

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Ore di strusciamenti alle gambe, finalmente la carne!
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Aspetta, ma siamo sicuri sia CARNE?
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Fanculo, voi e le scaloppine di merda.

UNISCITI AL NOSTRO NO ALLE SCALOPPINE! 

Contorni, Uncategorized

Insalata di patate e fagiolini

Se cerchi consigli sulla cottura della bistecca sei nel posto sbagliato perché qui, noi, la mangiamo praticamente cruda.

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Il motivo per cui siamo qui oggi è per iniziare la rubrica dei contorni. Non riesco a mangiare quintalate di carne poiché mi riempio subito, quindi sto optando per aggiungere ortaggi di vario genere per evitare la fame post cena che mi assale ogni volta dopo nemmeno un paio d’ore.
Questa volta ho preparato un’insalata di patate e fagiolini. Veloce, semplice e, imho, buonissima.

Ingredienti per un’insalata per due persone:
– una patata a testa (in totale 500 grammi circa);
– 300 grammi di fagiolini (io uso quelli congelati, non trovo mai quelli freschi);
– prezzemolo, sale, olio abbondante.

Sarà facilissimo ed indolore. Go, go, go!

Inizia a pelare le patate e a tagliarle a tocchetti non troppo piccoli né troppo grandi:

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Dovrai bollire fagiolini e patate in contenitori diversi, poiché hanno tempi di cottura diversi.

Metti a bollire due pentole d’acqua (salata) e in una caccia già dentro le patate. Quando l’acqua inizierà a bollire, conta circa 8 minuti e le patate dovrebbero essere già pronte. Per comprendere quando fermarti (potresti avere bisogno di più o meno tempo, a seconda della dimensione dei tocchetti) infilza dei pezzetti con una forchetta, ogni tanto. Quando non sentirai più resistenza, vorrà dire che le patate sono pronte. Non ti servono sbriciolose, devono rimanere intere.
Per i fagiolini non ho nulla da insegnarti, ci sono già le istruzioni sulla confezione.

Quando avrai scolato tutto, unisci fagiolini e patate in un’insalatiera di plastica. Aggiusta di sale, aggiungi un po’ di prezzemolo tritato e buttaci un po’ d’olio. Le patate lo assorbiranno senza pietà, quindi ti serviranno almeno 4 cucchiai (io poi ne ho aggiunto un altro sui piatti).

E ci siamo, in meno di venti minuti hai il tuo contorno salva fame:

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Quella che vedi è una minima parte del risultato. In realtà avrei quasi potuto cenare con patate e fagiolini, ma non ho una foto disponibile.

A domani, con Fusilli freschi con peperoni e pancetta!

Secondi di mare, Uncategorized

Moscardini alla Luciana

Ricetta facile ma non troppo veloce, poiché il polpo ed i suoi parenti sono coriacei ed hanno bisogno di parecchio tempo di cottura.
Se non trovi i moscardini vanno benissimo i polipetti, tanto la differenza tra questi due animali la conosce soltanto Piero Angela.

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Uomo con Cane.

Io ho mangiato solo questo, quindi la porzione è per due persone ed è abbondante. Se vuoi usarlo come sugo per una pasta, dimezza le dosi.

Ingredienti per due persone:
– 1 kg di moscardini. Falli pulire al pescivendolo;
– uno spicchio d’aglio, peperoncino, olio, prezzemolo e sale;
– 600 grammi di pomodorini;
– un bicchiere di vino bianco.

Parentesi necessaria per la scelta del vino: sono quasi astemia, quindi non me ne intendo. Una cosa però è sicura: evita i vini da cucina, come il Tavernello e derivati. Quando cucini col vino ciò che interessa non è l’alcool (che evapora), bensì il gusto del vino in sé. Se prendi quelle cagate da novanta centesimi alla vino Ronco, l’unica cosa che fai è schifo.

Cominciamo.
In una padella metti un cucchiaio d’olio e fai soffriggere uno spicchio d’aglio tagliato a pezzetti e del peperoncino. Aggiungi poi i moscardini con tutta la loro acqua sporca (fa senso, ma dà molto sapore) ed un bicchiere di vino bianco. Imposta la fiamma a medio-alta e fai evaporare tutto.

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Ci vorrà molto tempo, dai 40 minuti in su, ma non devi temere: polpi e derivati più cuociono e meglio è, poiché devono ammorbidirsi.
Intanto taglia i pomodorini a pezzetti e, quando il liquido dei moscardini sarà quasi evaporato, cacciali nella padella. Aggiusta di sale e fai cuocere finché i pomodorini non avranno formato il sughetto. Così:

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Spegni la fiamma e aggiungi del prezzemolo tritato, mescola bene e servi nei piatti.
Io ho mangiato tutto con del pane abbrustolito.

Buon appetito.

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Uncategorized, Zuppe

Pappa col pomodoro.

La Pappa col Pomodoro. Sembra facile. Poi vai a leggere le ricette del POPOLO DELLA RETE e ti vien da pensare di stare per cucinare il Piatto dei Piatti, la Cucina rinomata da cinque stelle, la finezza estrema. Ed invece, parliamoci chiaro, la sua ragione d’esistenza è solo quella di non buttare via il pane vecchio. Pane, aglio, olio e pomodori cotti insieme. Niente metti aglio, togli aglio, pela i pomodori, usa seimila pentole, togli i pomodori, metti il pane, togli il pane che uno si chiede che cristo state facendo!??

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Poi ti dicono che sei tu che sei un tipo violento…

Adesso la impariamo con UNA pentola. Alla fine ho seguito le direttive di Chez Bibia – con qualche accorgimento – e mi sono trovata bene.

Per preparare la pappa al pomodoro hai bisogno di:
1 – una pentola dai bordi alti per cuocere la pappa;
2 – un mixer a immersione se decidi di usare pomodori freschi. Se usi la passata non ne hai bisogno;
3 – un forno per seccare il pane, nel caso tu non abbia pane secco in casa.

Ingredienti, sempre per due persone:
1 – 250 grammi di pane secco;
2 – pomodori o passata. Se usi i pomodori, un chilo è sufficiente per due persone. Se usi la passata, credo tu ti possa orientare intorno agli 800 grammi;
3 – aglio, basilico, diversi cucchiai d’olio;
4 – acqua calda e/o brodo;
5 – facoltativi: parmigiano grattugiato da aggiungere alla fine e piccantezza a piacere. Il mio cuore urla ‘nduja da tutta la sera e credo abbia ragione a pacchi.

Due parole sulla scelta del pane. In teoria bisognerebbe usare il Toscano, in realtà un qualsiasi pane che ti avanza in casa può fare al caso tuo (magari non molto salato). Io, andando contro alla tradizione, ho comprato il pane apposta e l’ho fatto seccare ed ho usato una specie di ciabatta piuttosto insapore, ma buona. L’ho finito di seccare in forno, a 200 gradi.

Cominciamo!

Metti dell’acqua a bollire. Se vuoi puoi fare proprio il brodo, ma acqua calda è più che sufficiente. Ti servirà ad allungare la zuppa nel caso in cui il pomodoro non fosse abbastanza liquido. Io ho usato due mestoli non grandi.

Taglia il pane a fette non troppo spesse. Se il pane non fosse abbastanza secco, metti le fette in forno a 200 gradi per qualche minuto. A questo punto puoi scegliere se tagliare uno spicchio d’aglio in due e strofinarlo forteforte sulla superficie di ogni fetta o se mettere l’aglio, tagliato a pezzetti, direttamente nelle pentola coi pomodori.

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Il mio consiglio è di strofinare l’aglio se usi i pomodori a pezzi, poiché altrimenti verrà frullato (e sai com’è fatto l’aglio, ha un ego infinito e tenderà a coprire ogni sapore). Se invece usi la passata fai come vuoi, non cambia molto.
Una volta che hai strofinato l’aglio – se così hai deciso – taglia il pane in tanti pezzi, come crostini.

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Adesso passiamo ai pomodori. Taglia i pomodori. Prendi una pentola dai bordi alti, cacciaceli dentro (senza aglio e senza olio) e falli cuocere per circa 15 minuti. Variazione: se ti piace – e a me piace – metti anche un po’ di peperoncino o, ancora meglio, un pezzo di ‘nduja.
Se non sai cosa sia la ‘nduja mi spiace tanto per te e non so come fai a vivere serenamente. Qui a casa ce n’è sempre un quintale in frigorifero ed è una droga. Sbavo solo a pensarci. Se hai la ‘nduja a pezzi, togli la pelle, mi raccomando.

Adesso prendi il mixer ad immersione e trita tutto. A me non infastidiscono né i semi né la pelle (mai compresa la pratica della pelatura del pomodoro), quindi se brami info su come togliere ‘ste cose sei nel posto sbagliato.
Una volta che i pomodori sono stati tritati, aggiungi il pane e mescola i due elementi con un cucchiaio.

Variazione semplificata con la passata: nella pentola metti un cucchiaio di olio, lo fai scaldare e aggiungi l’aglio (e il piccante, se hai scelto di aggiungerlo). Cuoci l’aglio qualche minuto e caccia anche la passata. Basta.

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Il pane deve essere completamente coperto dal pomodoro. Aggiungi un po’ di sale e fai cuocere per una ventina di minuti, girando spessissimo, fino a quando non si forma la pappa. Il pane deve unirsi ai pomodori e per farlo avrà bisogno di un po’ di tempo. Se occorre, aggiungi un po’ d’acqua calda. Un mestolo alla volta, come se stessi cucinando il risotto.
La cottura è indicativa. Io ho impiegato 20 minuti, ma ho usato pomodori veri e pane diverso dal tuo. Non ho idea di quanto possa servire con la passata (quando l’avrò, aggiornerò la ricetta, per ora no info al riguardo).

Pappa: un composto morbido e compatto. E con questo concetto in mente ferma la cottura a tuo piacimento.

All’ultimo, sui piatti, metti un po’ di basilico e senz’altro almeno un cucchiaio di olio per piatto. A me l’olio non piace molto e tendo ad aggiungerne meno possibile, in questo caso però ho versato ben due cucchiai solo nel mio piatto, poiché mi sembrava – wait for it! – che la pappa così fosse meno papposa. Come spiegarlo in parole comprensibili? Non si può, è una sensazione: la pappa al pomodoro è un cibo dell’anima e come tale va trattato.

Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Il colore è indicativo. I pomodori freschi tendono sull’arancione, con la passata avrai un rosso più acceso.

Finito. Se ti va cospargi di parmigiano, altrimenti siediti e mangia.

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A me non ha fatto impazzire, anche se credo proprio che la versione piccante che mi preparerò prossimamente possa soddisfarmi molto, molto di più.
Ma a grande richiesta la ricetta è al tuo servizio.

Nella prossima puntata –spoiler! – spero di riuscire a insegnarti un pasticcio di tagliatelle da cuocere al forno.

Ciao!

Primi, Robe che dovresti proprio prepararti in casa, Uncategorized

Tagliatelle fatte in casa

Te lo dico subito: se non hai la macchina della pasta sei un po’ fottuto.

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È disperazione quella che vedo sul tuo volto?

No, non è che non si possa fare. Però dovrai armarti di grandissima pazienza, cominciare un mini corso di culturismo e dimenare il mattarello come fossimo negli anni quaranta. Raggiungerai uno spessore maggiore di qualche millimetro, ma le tagliatelle saranno buonissime lo stesso. È soltanto meno comodo e avrai bisogno di un tagliapizza per formare le striscioline (ma che casa è una casa senza tagliapizza?).
C’è una differenza abissale tra la pasta all’uovo che ti spacciano in bottega e la pasta all’uovo che preparerai tu, in più non è per niente complesso imparare a farla e ci si impiega una decina di minuti. Quindi il mio consiglio è di provare a farla e poi comprare una macchina della pasta e farti il regalo delle tagliatelle almeno una volta al mese.

Occorrente per preparare le tagliatelle (o reginette o qualsiasi formato lungo):

– un mattarello;
– un coltello;
– una ciotola di plastica (tipo insalatiera);
– un tagliapizza se sei un bimbo povero e non hai la macchina della pasta;
– una macchina della pasta se invece sei un bimbo ricco.

Ingredienti:
– un uovo intero per persona;
– farina 00.

Consiglio di usare uova a temperatura ambiente, sono più facili da lavorare.

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Non ci sono regole sulla quantità della farina, ma ora cercherò di spiegarti come gestire quest’insidia.
In una ciotola di plastica metti dentro le uova (tante quante sono le persone che mangeranno) e circa 80 grammi di farina per ogni uovo. Comincia a lavorare con le mani questi due componenti. Mi raccomando: non aggiungere acqua o sale. 

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Come starai senz’altro capendo, la dose che ti ho dato di farina non è sufficiente. Hai le mani appiccicate? Non sai come levarti quella roba collosa dalle dita? Tutto a posto. Adesso comincia ad aggiungere altra farina, a piccole (PICCOLE!!!) manciate alla volta. L’impasto non dovrà essere appiccicoso, almeno all’esterno, e dovrà risultare uniforme. Così:

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Se dovessi per caso sbagliare (ma devi proprio impegnarti per fallire questa missione, eh) puoi aggiungere un goccio d’acqua, ma sappi che è una di quelle robe che fai solo perché bestemmiare questa volta non ti aiuterà. Il lavoro è mal riuscito, il gusto cambierà e pure la consistenza, ma almeno non butterai tutto. È normale sbagliare, soprattutto se è la prima volta (non ci crederai, ma è capitato perfino a Pizzakaiju!), ma già al secondo tentativo sono certa che l’operazione per te non avrà più segreti.

A questo punto taglia la palla che hai ottenuto in tante parti quante saranno le persone che mangeranno. Nel mio caso, le solite due:

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Come puoi notare, l’interno della palla è ancora umido; ciò è perfettamente normale. Ora dobbiamo appiattire con il mattarello le parti. Lavora sempre con la farina tra le mani e sul tavolo. La sfoglia non dovrà essere bagnata né troppo secca. Nel primo caso si spezzerà e si incollerà durante l’utilizzo, nel secondo sarà ingestibile durante l’operazione dell’appiattimento. Aiutati con la macchina della pasta settata sullo spessore più grande, devi cercare di raggiungere una forma semi rettangolare:

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In realtà la forma è soltanto per comodità, dato che bisognerà inserire la sfoglia nella macchina ed ottenere delle tagliatelle più o meno simili tra di loro. Se non usi la macchina della pasta, qualsiasi forma è grosso modo equivalente.

Chi non usa la macchina dovrà raggiungere, possibilmente, uno spessore minore di quello della foto. Ma non credo che ci riuscirà mai (sì, sono disfattista). Ha importanza? No. Quello che accadrà è che mangerai delle tagliatelle più massicce, no worry.

Chi invece è tanto fortunato da possedere questo prodigio della tecnologia contemporanea, dovrà ripetere l’operazione di appiattimento fino al raggiungimento dello spessore desiderato. Io sono abituata ad usare il livello 5, poiché la mia sfoglia tende sempre ad essere molto morbida e quindi si spaccherebbe a livelli superiori. Regolati tu a seconda dei tuoi risultati (e del tuo gusto, ricordalo sempre).

Ottenuta la sfoglia, bisogna:

  • se non hai la macchina, tagliala con il tagliapizza. Devi ottenere delle strisce, più simili possibile e più dritte possibile. Se ti vengono storte e tutte di dimensioni differenti, non fa niente, grazie per avere partecipato e la prossima volta andrà meglio. Saranno buone ugualmente, solo brutte da vedere.
  • se hai la macchina, la tua vita è facilitata. Dovrai solo accompagnare la sfoglia con il dorso della mano dentro alla forma che hai scelto (tagliatelle, reginette e così via). Così:DSC02302.JPG

Man mano che uscirà dall’altra parte, accompagna la sfoglia col dorso (o con il palmo) della mano. Non devi usare i polpastrelli poiché lasceresti dei buchi sulla sfoglia, che potrebbe rompersi.

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Posa le tagliatelle ottenute sul tavolo e lasciale riposare qualche ora. Più riposano e migliori saranno durante la cottura, ma nulla ti vieta di prepararle anche dieci minuti prima di mangiare. Il mio consiglio è di prepararle il giorno prima per il giorno dopo (coprendole con un panno) o almeno la mattina per la sera stessa. Tenderanno a non incollarsi tra loro, durante la cottura, se sono più secche.

Mentre le posi, le tagliatelle non devono essere ammucchiate una sull’altra, poiché calore e pesantezza tenderebbero a farle appiccicare, formando dei grumi che sputtanerebbero il tuo lavoro. Vendono dei cosi apposta per posare la pasta, ma li trovo inutili e pure poco pratici.
Ti faccio vedere come le faccio riposare io:

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Bordello a parte, se riesci a metterle dritte come una parte di quelle che vedi in foto, perfetto. Altrimenti anche aggrovigliate si seccheranno. L’importante è che non ci siano dei “nodi” all’interno del groviglio, perché si legherebbero tra loro formando i grumi (che noi vogliamo evitare). Importante anche che tutta la pasta sia ricoperta di farina, soprattutto se ti sembra ancora leggermente umida (può capitare).

Metodo di cottura.
Quando metterai l’acqua dove cuocerai la tua pasta, oltre al sale aggiungi un cucchiaio d’olio per commensale. Questo ti aiuterà ulteriormente ad evitare che le tagliatelle si incollino. La durata della cottura è davvero minima: una volta che bolle, ci cacci la pasta, attendi di nuovo le bolle (io rimetto il coperchio per accelerare l’operazione, ti consiglio di fare altrettanto) e poi conta un minuto. Basta. Mentre sono in acqua, con una forchetta di plastica separale tra di loro (ulteriore aiuto per evitare l’incollatura, unico vero problema della riuscita del piatto).

Con tutti questi accorgimenti non dovresti avere alcun problema di pappa collosa. Forse non saranno perfette e senz’altro ad ogni tuo tentativo il risultato sarà differente. Dipende da tante cose: le uova, la farina, la temperatura in casa.

Ultima ovvietà sul lavaggio del tavolo che hai usato per impastare.
Non gettarci l’acqua: raccogli semmai la farina nel contenitore che hai usato per impastare.

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Soltanto quando avrai compiuto quest’operazione lava il tavolo con dell’acqua. Questo perché altrimenti ti ritroveresti farina gommosa insopportabile, quasi impossibile da levare in modo indolore. Stessa cosa per il contenitore di plastica: butta via prima la farina nella spazzatura, POI lavalo.
Sono cazzate che se uno non ti dice ti ritrovi con Blob in casa.

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Non lavare la macchina della pasta con acqua (al massimo usa un pennellino per togliere la farina accumulata) e non lasciare il mattarello nel lavandino (io lo lavo una volta ogni tanto, proprio quando sono costretta).

La pasta all’uovo sta bene un po’ con tutto, di solito io non la uso soltanto per i piatti di pesce.
Nulla ti vieta di costruire maltagliati, invece di pasta lunga.
I maltagliati sono sostanzialmente dei pezzi di sfoglia tagliati a forma di rombo, di media grandezza e sono perfetti per le minestre (per esempio pasta e fagioli).

Bene, hai levellato pure oggi.

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Anche Charlie Sheen è fiero di te.