Pizzetta con ‘nduja

Useremo una teglia 30×20. Altezza 3 cm.

Per preparare una pizza finta, per due persone, hai bisogno di:

  • 250 grammi di farina per pizze e focacce. Sui sacchi di farina c’è scritto proprio così, se trovi quella con la dicitura macinata a pietra compra quella, che mi è sembrata più decente rispetto alle altre;
  • 7 grammi di lievito di birra fresco. Se in casa fa caldo, fermati a 5.
  • 3 grammi di zucchero o di miele;
  • 125 grammi di acqua tiepida;
  • 5 grammi di sale fino;
  • 25 grammi d’olio extravergine di oliva + 5 grammi per ungere la ciotola + 10 per ungere la teglia

Per condirla hai bisogno di:

  • 300 grammi di passata di pomodoro;
  • 50 grammi di ‘nduja;
  • formaggio. La mia pizzetta l’ho divisa in due parti ed ho usato 80 grammi di mozzarelline fiordilatte (no bufala, no mozzarella piena di latte) e 55 grammi di gorgonzola dolce. Se vuoi fare con un solo formaggio, non ti resta che moltiplicare per due (160 grammi di mozzarelline oppure circa 110 grammi di gorgonzola DOLCE). Secondo me un’intera pizzetta col gorgonzola è un po’ noiosa, ma vedi tu. Mi raccomando: DOLCE, altrimenti sputi.

Prendi una tazza e mettici dentro il lievito di birra. Aggiungi un po’ di acqua tiepida (acqua che fa parte dei 125 grammi indicati negli ingredienti) e i 3 grammi di zucchero (o miele). Mescola tutto con un cucchiaino.

In una ciotola grande versa i 250 grammi di farina e i 5 di sale. Mescola tutto benissimo con una frusta, a mano.

Aggiungi i 25 grammi di olio, il lievito con tutta la sua acquetta e l’acqua rimanente.
Mescola con un utensile di legno.

Quando diventa una pappetta malleabile comincia ad impastare a mano. Sposta l’impasto sul tavolo da lavoro e impasta per dieci minuti buoni.

Olia leggermente una ciotola e cacciaci l’impasto dentro. Copri con un panno pulito e umido (mettilo sotto l’acqua e strizzalo bene) e lascia lievitare per un’ora.
Eccolo, esaurito il tempo:

Prendi un foglio di carta da forno e fodera la teglia che hai scelto di usare. Ungi il foglio con 10 grammi d’olio.

Rovescia il tuo impasto direttamente nella teglia e lavoralo con le mani per coprire l’intera superficie della teglia. Devi spingere e non tirare, se noti che l’impasto tende a tornare indietro significa che non è pronto: lascialo riposare altri 10 minuti e ricomincia.

Copri la teglia con un panno pulito e fai lievitare per altri 45 minuti.
Esaurito questo tempo comincia ad accendere il forno: modalità statica, temperatura 210 gradi.

Mentre attendi che vada in temperatura, prepara gli altri ingredienti.
In un pentolino fai cuocere la passata per una decina di minuti, il tempo di farla restringere un po’. Puoi anche saltare quest’operazione e mettere la passata così com’è, però io preferisco farlo così metto il bicarbonato e tolgo un po’ di acidità al pomodoro, che ultimamente mi fa l’effetto di sangue di xenomorfo.

Versa la passata di pomodoro sull’impasto della pizzetta, distribuendolo bene bene per tutta la superficie.

Informa per 25 minuti a 210 gradi. In questo tempo prepara il formaggio (devi tagliare la mozzarella a pezzetti, non è che devi fare chissà che).

Dopo quel tempo la pizzetta è pronta, ma a me piace con la base croccante, quindi proseguo la cottura per altri dieci, ma con degli accorgimenti. Se a te non piace croccante, allora negli ultimi 3 minuti di cottura devi condirla (Leggi sotto per sapere come).

Poi tira fuori la pizzetta, spegni la resistenza superiore.
Metti prima ‘nduja ovunque, a fiocchetti. Puoi usare un cucchiaino.
Poi metti sopra i formaggi che hai scelto. Non stiamo facendo UN LETTO di formaggio, deve fare effetto margherita, a chiazze.

A quel punto metti di nuovo in forno per altri 8 minuti. In questi 8 minuti i formaggi si scioglieranno senza però cuocerci, dato che stiamo cucinando solo sotto.

Togli dal forno, taglia a pezzi e mangia. Non c’è bisogno di aggiungere olio, la ‘nduja ha ingrassato tutto a volontà.
Ciao e buon appetito!

Insalata di riso con mais fresco

Torno per una nobile ragione: ci sono le pannocchie nei supermercati e magari uno non sa che farsene. Non che siano ENORMEMENTE più buone del mais in scatola (non c’è affatto la stessa differenza che troviamo con i legumi, per capirci) ma il lavoro non è immenso e magari ti va di provare. Anche solo per imparare una cosa nuova.
Sì, la pannocchia puoi anche farla sulla piastra, oppure imburrarla, oppure mangiarla con lo zucchero. O ancora friggerla e infilartela nel culo, ma non è questo che stiamo imparando oggi, non è una TESI sulla pannocchia. Oggi prepariamo una stupida insalata di riso (unico cibo commestibile dell’ultimo mese, dato il caldo che fa) e quindi ci serve bollito.

Go, go, go!

Per preparare un’insalata di riso, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso che ti pare. Io uso l’arborio o il Roma;
  • 500 grammi di verdure miste (io ho preso paperoni e zucchine);
  • 250 grammi di simmenthal (ho messo 4 scatolette piccole);
  • 200 grammi di mais (una pannocchia dovrebbe bastare);
  • un cipollotto;
  • 10 grammi d’olio;
  • pepe.

    Prepara il riso, mettilo su un piatto, ben disteso e fallo raffreddare

Partiamo dunque dalla pannocchia. Te la ritroverai coperta di foglie e sotto le foglie ci sarà la barba. Togli entrambe: non ti servono coltelli, solo le mani.
Prepari una pentola di acqua bollente e quando fa le bolle cacci dentro la pannocchia. Se la pannocchia è grande, tagliala in 3-4 pezzi.
Da quando riprende il bollore ci vogliono 30 minuti di cottura. Assaggia, che non si sa mai: se i chicchi sono morbidosi (la consistenza del mais la conosci, non te la devo spiegare io) allora ci siamo.
Scola le pannocchie, mettile in acqua fredda. Quando potrai manipolarle dobbiamo sgranarle, ma non con le mani. Ti serve il coltello. In pratica devi tagliare via i chicchi, partendo dalla radice. Ti invito a guardare il video che ho messo in fondo a questo post: ci metterei due ore di tempo a raccontartelo, invece se guardi capisci al volo.

Detto questo mancano solo le verdure.
In padella versa 10 grammi d’olio, appena è caldo aggiungi il cipollotto.
Fai soffriggere mentre tagli tutte le verdure.
Ora, non so che verdure hai comprato, ma non è che tutte abbiano lo stesso tempo di cottura. Nel mio caso, con peperoni e zucchine, ho messo a cuocere prima il peperone (che impiega 20 minuti circa, pure 25) e poi le zucchine (che impiegano 10).
In questo post qui avevo scritto tutti i tempi di cottura delle verdure, quindi se hai bisogno sai dove andare (no, non a fanculo… anche se…).
Le regole della cottura delle verdure sono sempre le stesse: fiamma sostenuta all’inizio e poi dopo qualche minuto che han preso temperatura abbassi, niente sale perché si ammollano (quindi se ti piacciono morbidose, invece, metti subito il sale) e girale spesso, senza farle bruciare.
Spegni, metti il sale, falle raffreddare.

Ed ora non c’è niente di complicato.
Devi solo unire riso, mais, verdure e simmenthal. La Simmenthal è meglio che la metti prima in una ciotola, la schiacci a parte, e poi la inserisci nella ciotola. Bestemmi meno nell’amalgamarla con gli altri ingredienti.

Sulle ciotole un po’ di pepe e basta, puoi mangiare.
Ciao e buon appetito!

Scialatielli fatti in casa

Da un bel pezzo non imparavo qualcosa di nuovo e non certo per pigrizia: sembra che ormai abbia provato quasi tutto e quello che non ho provato, francamente, fottesega… Non mi va di mangiarla, certa roba, figurarsi prepararla.
Ma finalmente un level up: scialatielli fatti in casa che sono, almeno per la me di questo periodo, meglio delle tagliatelle o di qualsiasi altra pasta fresca.

Facilissimi e non veloci solo perché c’è il solito riposo di 40 minuti di impasto.

Go, go, go!

Per preparare degli scialatielli con i pomodorini, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di farina di semola;
  • 30 grammi d’uovo (mezzo. Poi ti spiego);
  • 3 grammi di sale;
  • 5 foglie di basilico abbastanza grandi;
  • 15 grammi di formaggio grattugiato (pecorino o parmigiano o pure un misto);
  • 85 grammi di latte intero;
  • 10 grammi d’olio;
  • pepe nero;
  • 500 grammi di pomodorini datterini, 20 grammi d’olio, altre foglie di basilico, 2 spicchi d’aglio per il mezzo sugo.

Come sempre, i condimenti devono essere a temperatura ambiente, quindi preparati per tempo.

Grattugia il formaggio, a polvere.
Trita il basilico col coltello (non ha importanza se si ossida).
Rompi l’uovo nella ciotola, sbattilo bene. L’uovo pesa dai 55 ai 60 grammi. A noi ne servono 30 grammi, quindi quando sarà il momento, lo preleverai con un cucchiaio. Semmbra una banalità, ma quando ho scoperto questo sistema a me è esploso il cervello.

Prendi una ciotola, metti dentro 200 grammi di farina, 3 di sale e mescola. Poi il formaggio e mescola di nuovo. Poi pepe, latte, l’uovo, 10 grammi d’olio (extra vergine ovviamente) e infine le foglie di basilico.
Sei pronta ad impastare. All’inizio sarà molto sabbioso, poi piano piano prenderà consistenza. Appen si forma una palla conta 10 minuti: tempo necessario per fare legare l’impasto, quindi non saltare questa parte.
Appena hai finito, metti la palla dentro a della pellicola trasparente e lascia riposare (fuori dal frigo) per 40 minuti.

Esaurito questo tempo dividi l’impasto in due parti, così sarà facile da lavorare. Cospargi il tavolo con farina di semola, così non ti si appiccica l’impasto.
Stendilo col matterello, ma se hai la macchina della pasta appena ha una forma rettangolare (o giù di lì, stiamo cucinando, non studiando geometria) passala col buco più grosso, così ti regola lo spessore.

Esegui la stessa operazione con l’altro impasto.
Tieni conto che dobbiamo formare della pasta lunga dai 12 ai 15 cm e spessa, un po’ meno di un centimetro. Lo so che è da psicolabili, ma sinceramente io ho lavorato col metro di fianco, per avere un’idea vaga di quando fermarmi a stendere (avevo paura di fare sfoglie troppo sottili). Guarda comunque sempre il video di spiegazione alla fine per capire meglio quello che sto dicendo, sai che le foto ormai sono state abolite per mancanza di tecnologia e danaro.

Adesso metti un po’ di semola (poca) su una delle due sfoglie, poi appoggiaci sopra l’altra. Coltellaccio e taglia delle strisce, non sottili, non giganti. Verranno tutte diverse, ma non ha alcuna importanza.

Dividile con le mani ed eccoli lì, hai fatto gli scialatielli.

Che ora dobbiamo condire.
Acqua sul fuoco, salata.
Intanto taglia i pomodorini in 2 parti.
In padella versa 20 grammi d”olio, metti anche due spicchi d’aglio interi ma scamiciati. Accendi la fiamma e appena l’aglio comincia a sfrigolare in maniera super decisa, caccia dentro i pomodorini. Fiamma alta, non stiamo facendo un sugo, devono saltare per 4, 5 minuti AL MASSIMO. In pratica deve uscire un po’ di liquido, ma loro devono essere integri.
Quando sono pronti puoi spegnere, aggiungere il sale e attendere la pasta.

Gli scialatielli hanno un tempo di cottura un po’ più lungo delle tagliatelle (che cuociono in 30 secondi). Io ho fatto due minuti di bollitura, poi li ho fatti saltare a fiamma altissima in padella, insieme al sugo. Ovviamente tu assaggia, perché io non è che mangio la pasta al dente… ma cruda.

Direi che ci siamo.
Impiatta, cospargi di pepe, aggiungi qualche foglia di basilico spezzettata con le mani e basta, puoi mangiare.

Ciao e buon appetito!