Riso con gamberi e limone (versione complicata e versione semplice)

Per preparare un riso con gamberi e rucola, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso che ti pare;
  • 400 grammi di code di gambero (sono surgelate, comprane 600):
  • uno spicchio d’aglio;
  • 10 grammi d’olio;
  • prezzemolo;
  • poca rucola (30 grammi è già parecchia);
  • maionese (35 grammi per piatto, a meno che tu non voglia allenarti per creare il miglior cosplay esistente di Pavarotti);
  • sale, pepe;
  • il succo di un limone (o la buccia di due)

VARIANTE ALTRETTANTO BUONA: togli tutto e lasci solo gamberi, limone, prezzemolo e pepe. Più leggero, riempie uguale ed è strabuono.

Partiamo dallo scongelamento dei gamberi. Hai due modi:

  • Li tieni in frigo per 24 ore, li riporti a temperatura ambiente un paio d’ore prima del tempo di cucinamento;
  • usi il metodo cattivo: li metti (se ce l’hai, con tutta la loro busta… altrimenti anche senza) in una ciotola colma di acqua FREDDA. Cambi l’acqua diverse volte e in un’ora saranno scongelati (due, se in casa si gela). Mi raccomando: acqua FREDDA, altrimenti sputtani veramente il sapore.

Una volta fatto questo, puoi decidere cosa fare del riso. Se lo vuoi preparare in anticipo, basta che lo lessi (magari togliendo un minuto di cottura, perché comunque continuerà a cuocere mentre si raffredderà) e poi lo metti sopra un piatto grande, distribuendolo bene. Lo lasci raffreddare e basta.
Ma se vuoi puoi tranquillamente lessare il riso al momento. Qualsiasi cosa avrai fatto, il riso in padella ci passa lo stesso, perché perdere il “sughetto” dei gamberi sarebbe un gran peccato.

La preparazione è velocissima.
Una volta che hai scongelato i gamberi devi ovviamente pulirli, come ti ho già mostrato altre volte. In pratica, levi il carapace e la merda. Se ti servono istruzioni in più, basta che clicchi qui.
Trita il prezzemolo e si parte.

In padella versa 10 grammi d’olio e fai soffriggere per meno di un minuto l’aglio tritato. Aggiungi poi i gamberi e falli saltare finché saranno pronti: ci vogliono meno di tre minuti, ti accorgi che sono pronti perché diventano bianchi e si arricciano.
A fine cottura aggiungi il sale, il riso, mescola tutto e poi versa pure il prezzemolo.

Prepara le porzioni e su ogni piatto metti la rucola (non in padella, altrimenti il calore la fa sparire) e poi la maionese. Se vuoi del pepe, che ci sta. E sempre se vuoi, una cosa che ci sta proprio bene è il succo di mezzo limone (o la buccia di uno intero, se il tuo limone fosse troppo acido).

Ciao e buon appetito!

Panino con bresaola e stracchino

È stato un anno di merda.
Non posso dire il peggiore, ne ho avuti davvero di tremendi e non voglio manco stare qui a raccontarli, come se ci fosse un lettore interessato (e se anche ci fosse, sai che me ne frega di essere indulgente e fare un riassunto della mia vita).
Comunque sia, non penso mai a ieri. Ci sono cose così sedimentante in me che non è nemmeno necessario rifletterci, semplicemente non passeranno mai. Io sono la costruzione di certe cose negative che manco ricordo, ma che tanto sono indelebili. Mi girano i coglioni per quelle robe lì? Boh, ma anche no, chi se ne fotte. Ma col chi se ne fotte non si evolve: non si affronta il problema, lo si sposta, lo si ignora, ci si finisce insieme nella tomba.
E va beh, posso pure conviverci con questi malesseri eterni.
Non riesco però a convivere con quello che c’è ora (che forse sta passando, ma non posso nemmeno sperarci, perché in altri momenti sembrava che e poi sono ricaduta più in basso di prima).
Quest’anno mi si è chiuso lo stomaco ed il cervello si è bloccato. Non sono riuscita a prendere decisioni di nessun genere ed essere cosciente che le decisioni da prendere riguardano il nulla (eppure non riesco ad agire) mi ha fatto riconsiderare le mie scelte di una vita.

forse.

Pensavo, da ragazza, che la vita fosse LIMITATA perché gli esseri viventi sono LIMITATI. Per colpa loro o meno non ho manco voglia di saperlo, ma è un fatto che questa società fa schifo e la maggioranza delle persone si lamenta, ma alla fine sguazza in questo mare di merda. Pensavo quindi che evitando i passi obbligati (TUTTI, persino il prendere la patente) ci si ritrovasse da qualche altra parte. Pensavo che avendo TUTTO IL TEMPO DEL MONDO (ed ho sempre vissuto cercando di fare il meno possibile) l’esistenza avrebbe avuto un senso.

Spoiler: non ce l’ha. Ma per un cazzo proprio. Alla fine togli tutto (famiglie acquisite, costruite o innate; lavori dimmerda o carriere sfolgoranti; e basta, perché nella vita non c’è un cazzo d’altro) e rimane la televisione. La Nintendo. Andare a fare i turisti in giro fingendo di divertirsi (roba che proprio non ho mai tollerato). Leggere, prendere il sole. Parlare coi gatti. Poco altro. E tu dirai Bello, magari ce l’avessi io, io invece devo fare un lavoro di merda per 45 ore al giorno e a volte non ho manco la forza di respirare il fine settimana.
Sì, ma ti assicuro che all’inizio è tutta gioia. Poi piano piano ti ammorbi lo stesso. Perché – porcodio – può essere davvero tutto qui?

La mia vita in un’immagine


Spoiler: sì. È tutto qui. Quello che siamo riusciti a creare è una società passiva, in cui usufruire (possibilmente da seduti) delle cose significa solo vedersele passare davanti. Da nessuna parte ci viene chiesto di creare qualcosa di NOSTRO. Il divertimento è guardare gli altri che si divertono. Oppure spendere soldi per comprare oggetti che anche boh. Oppure spendere soldi PUNTO. Ma chi sei tu, nessuno te lo chiede. Come realizzarti come individuo, neppure.
Sei in un alveare. Puoi scegliere di farne parte o allontanartene (sempre se ne hai la possibilità), ma in entrambi i casi l’alienazione è l’unica sensazione che dopo un po’ sovrasta il resto.
Erano belli i tempi in cui si aspettava lo Tsunami con qualcosa da dire.
O per lo meno si parlava, di quello Tsunami.
Adesso manco mi importa più se arriva. Anzi, a dirla tutta se si sbrigasse a travolgere tutto mi farebbe pure un favore.

Foto che non c’entra niente ma rende il testo meno pesante

E mentre io sto qui a cercare di non soccombere nella mia inutilità (mentre io sono stata qui tutto l’anno a cercare di non soccombere nella mia inutilità), ho girato video. Ho fatto finta di niente. Ho fatto finta.
Mentre facevo finta preparavo cibo che non scendeva giù, piangevo prima di accendere la fotocamera, stavo male all’idea di fare un video perché dovevo fingere di essere un minimo contenta. E mentre facevo finta e stavo male, un branco di teste di cazzo mi insultava, rompeva le palle o in ogni caso scriveva robe senza senso.

Questa sera ho pubblicato un video di un anno fa, su Instagram e Youtube. Un video dove preparo un hamburger. Me lo ricordo, quel giorno lì. Così come mi ricordo i giorni peggiori dei video che ho girato. In quel giorno lì avevo pianto tutto il tempo e se vedo la prima inquadratura e mi guardo in faccia, si vede che è la faccia di una che non si era alzata dal letto manco per un secondo. Ricordo la fatica per mangiare e per girare quella roba lì.
Stasera l’ho messo perché era materiale “nuovo” per queste piattaforme, era stato pubblicato solo su Tiktok. Mi sono guardata e compatita, ho detto madonna che faccia di merda che ho qui, poi sono passata oltre.
E mentre stavo giocando ad Isaac è arrivato il commento della scimmia di turno. “Sei simpatica, ma pulire un po’ non farebbe male”. Così ho pensato a tutti quei giorni in cui persino andare al cesso è stata un’impresa e nonostante tutto ho cercato di mettere materiale per fare ridere qualcuno. E chi faccio ridere? Le scimmie che manco riescono a fare un salto di immaginazione di pochi centimentri. Perché che cazzo ne sai di come sta una persona che non conosci, che cazzo ne sai dei fornelli sporchi, che cazzo te ne frega, poi. Tu, scimmia, ti meriteresti un internet vuoto.
Tu, scimmia, sei la ragione per cui questa società fa così cagare al cazzo. Perché è stata forgiata per te e tu salti da un ramo all’altro mangiando banane e in fin dei conti sei persino FELICE.
Scimmie del cazzo.

Era un po’ che non scrivevo e comunque son sempre le stesse cose.
La ricetta di oggi è un panino, quindi ci vogliono sei righe (e un tutorialbrutto da meno di 50 secondi).

Per preparare un panino con stracchino e bresaola hai bisogno di:

  • un panino, tipo sfilatino. Circa 100 grammi;
  • 50 grammi di bresaola. Non è poca: inutile che ci facciamo affettare le cose sottili sottili, se poi creiamo delle bistecche assemblando panini che paiono grattacieli;
  • poca rucola. Compra una busta da 80 e vedrai che te ne avanzerà metà;
  • 100 grammi di stracchino;
  • 20 grammi di noci (circa 4).

Taglia il panino a metà. Mettilo su una piastra per tostarlo: fiamma bassa, tosta entrambi i lati, giralo spesso per non farlo bruciare.
Una volta tostato, non è che ci sia molto da fare. Stracchino su entrambi i lati, poi rucola, poi noci spezzettate con le mani.

Chiudi e mangia.
Ciao e buon appetito!

Pasta aglio, olio, peperoncino e stracciatella

Per preparare una pasta aglio, olio e stracciatella, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta;
  • 30 grammi di olio;
  • un cipollotto. Sia la parte bianca che quella verde:
  • uno spicchio d’aglio schiacciato;
  • peperoncino secco. Quanto? A tuo gusto. Io ultimamente sento troppi il piccante, quindi uno secco standard;
  • maggiorana (se ce l’hai, sennò fa niente);
  • 200 grammi di stracciatella;
  • bottarga da mettere sui piatti. Io ti consiglio Callipo;
  • 200-300 grammi di pomodoro non liquido (quelli invernali rugosi, oppure da insalata un po’ indietro nella maturazione). Ovviamente puoi anche omettere il pomodoro.

In alternativa puoi farla solo con stracciatella e allora ti servono:

  • 30 grammi d’olio;
  • 2 spicchi d’aglio;
  • Peperoncino secco;
  • stracciatella (oppure 2 burratine da 125 grammi)

Per capire di quale pomodoro sto parlando fai prima a cliccare play sul video in fondo al post.

Prepariamo tutti gli ingredienti:
metti l’acqua della pasta a bollire;
taglia a dadini il pomodoro;
trita il cipollotto, dividendo la parte bianca da quella verde;
leva l’anima all’aglio (la parte centrale, la radice). Se decidi di non schiacciarlo con lo spremiaglio, tritalo col coltello.

Appena l’acqua bolle siamo pronti per partire. Cala la pasta, che non è lunga.
In padella metti i 30 grammi d’olio, il peperoncino, lo spicchio d’aglio schiacciato con lo spremi aglio e la parte bianca del cipollotto. Fai soffriggere per qualche minuto, finché il cipollotto si sarà ammorbidito. Siccome l’operazione sarà abbastanza lunga, per evitare di bruciare l’aglio aggiungi un pochino d’acqua della pasta. Così tutto cuocerà, sprigionerà il proprio aroma ma senza lasciare retrogusti amari (l’aglio, sto parlando dell’aglio, che è un attimo che sputtani tutto).

Scola la pasta con un minuto di anticipo, cacciala in padella e fai saltare, aggiungendo acqua se occorre.
A fiamma spenta aggiungi il pomodoro, la maggiorana e la bottarga. Senza esagerare, che è salata.
Mescola benissimo.

Sui piatti metti la parte verde del cipollotto, la stracciatella e se vuoi ancora bottarga e peperoncino (ma prima assaggia!).


Se invece vuoi la versione più semplice, il procedimento è più o meno lo stesso, ma ti lascio qui sotto il video: