Pomodori ripieni di riso

Tutti nutrizionisti, tutti Azzurri di Sci, tutti con una dieta sana ed equilibrata e tutti personal trainer.
Tutti grandi acquirenti di barrette proteiche pure quando lo sport più praticato è quello del pesaculismo sul divano, perché si sa: le proteine fanno aumentare la massa magra. Fa niente se non riesci manco a salire una rampa di scale senza che le ginocchia ti cedano ed il fiato ti si spezzi (e quelli che ti vedono stan già lì col telefono in mano per chiamare un’ambulanza, che l’infarto più che una possibilità pare una certezza).

Tutti che sanno più di te del tuo corpo pure se – o, oserei dire, soprattutto se – manco sanno come ti chiami.

Tanto io li immagino tutti così.

Ti alleni troppo è il nuovo erede dei secolari Pensi troppo, Che problemi ti fai, Non bevi abbastanza, Il riposo è più importante dell’allenamento, Lo zucchero fa male, Il lavoro nobilita, quando c’era lui i treni passavano in orario. 

Più non fanno un cazzo e più sono coach.
Più vanno in palestra 40 minuti a settimana (per la prova costume, sia chiaro) e più sono nati atleti.

Magari si potesse risolvere tutto così.

Poi ti confronti con quelli che si allenano sul serio e vorrebbero fare di più. Quelli che non hanno un preparatore fisico, quelli che non li contano i macro ma che mangiano e basta, quelli che gli racconti qual è la tua routine quotidiana e si complimentano con te o si stupiscono ma mai, mai, si sognerebbero di dire che non va bene.
Perché chi l’ha deciso che non va bene? Gli stessi che saltano la corda come se dovessero prepararsi ad un round pugilistico e quindi vai con le solite cagate da 3 minuti HIT e poi riposo?

Ma li avete mai fatti 10 minuti di sacco di seguito, nella vostra vita?
Sapete che vuol dire arrivare ai 30 minuti ed essere così stremati che ormai non si riesce manco più ad alzare un braccio? Che più che cazzotti ormai date carezze, talmente non c’è più forza nel corpo?
Ah, ma quello è un allenamento a bassa intensità. Perché così c’è scritto su wikipedia.

Tapparsi la bocca per non bestemmiare.

Il giorno di riposo è poi un grande bluff. Io ho bisogno di più cibo, al massimo, non di stare col culo davanti alla tv per una giornata per ripigliarmi. Il mio corpo sta di merda quando si riposa e ne esce stressato più che mai.
Li inserivo, un tempo, i giorni di riposo.
Li ho tolti dopo che, per la decima volta di seguito, mi sono trasformata in Hulk.

Anche questo è un ottimo modo per risolvere ogni situazione.

Nella mia vita ho sempre fatto tutto TROPPO. Leggi troppo. Cammini troppo. Ridi troppo. Sei sempre troppo arrabbiata. Guardi troppi film.
A seconda del momento storico e della moda imperante, tutto quello che facevo era TROPPO.

Ed io dico che l’unica cosa che è di troppo è il non farsi mai abbastanza i fatti propri. È andare in giro a parlare di sport quando già trascinarsi fino al cesso è una fatica esagerata. Un po’ come quelli che fingono di essere dei fini mangiatori quando si ingozzano al fast food: dai, su, è ovvio che non abbiamo nulla da dirci.

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Le classici frasi fatte che ti rivolgeranno nella vita.

Sì, dico le stesse cose.
E grazie al cazzo, ogni giorno mi tocca sentirle, ‘ste cagate. Da qualche parte mi dovrò pur sfogare, no?

Ma ora facciamo questa ricetta che ho rubato a Luca Pappagallo. Ti consiglio di preparare questi pomodori la mattina per la sera, perché mangiarli da freddi – soprattutto in questo momento  di caldo torrido – è la scelta più saggia.

Go, go, go!

Di corsa in cucina!

Per preparare dei pomodori ripieni di riso, per due persone, hai bisogno di:

  • 8 pomodori grossi. Veramente 8, non c’è bisogno di pesarli. Devono solo essere abbastanza grandi da essere scavati;
  • il succo di un limone. Poi ti faccio vedere la grandezza di quello che ho usato io;
  • 60 grammi d’olio. Sono tanti, in realtà quelli che useremo nelle patate rimarranno nell’acqua;
  • 60 grammi di concentrato di pomodoro. Non lo uso mai, ma temevo che la passata di pomodoro fosse troppo acquosa;
  • una cipolla rossa o una cipolla di tropea;
  • parecchie foglie di menta;
  • 5 grammi di aneto;
  • 5 grammi di paprika dolce;
  • pepe nero, sale;
  • un po’ di peperoncino in polvere;
  • 250 grammi di riso originario;
  • origano;
  • 300 grammi di patate. So che sembrano poche, ma poi ti spiego.

Come ti dicevo, il mio consiglio è di prepararlo la mattina per la sera. Sappi che, qualsiasi sia la tua decisione, comunque ci vorranno un paio d’ore di preparazione. 

Innanzitutto ti presento il pomodoro.

Lo step numero uno consiste nella decapitazione.

Davanti a te ora hai questo pomodoro mozzato:

Dobbiamo togliere tutto il ripieno (che non devi assolutamente buttare, ci serve) e per farlo bisogna scavare il pomodoro con un cucchiaino.

Non usare eccessiva violenta, perché il pomodoro non deve rompersi. Se senti troppa resistenza, incidi la polpa con un coltello e poi scava.
Scava bene bene, fino in fondo ed in ogni centimetro di pomodoro.

Ripeti l’operazione per tutti i pomodori.
Ecco cosa dovresti avere davanti:

Nella ciotola dovresti avere tutto il succo:

Innanzitutto tritalo col mixer ad immersione.

Poi partiamo col condimento.
Metti un po’ di pepe nero, 5 grammi di paprika dolce, un po’ di peperoncino in polvere e 30 grammi di concentrato di pomodoro.
Mescola bene, fino a quando il concentrato sarà bello sciolto.

Trita ora la cipolla con un mixer, poi aggiungi pure lei nella ciotola.

Tagliuzza con le mani la menta ed aggiungi pure lei. Caccia dentro anche 5 grammi di aneto.

Spremi il succo di un limone e poi aggiungilo.
Ecco il mio, così più o meno ti regoli:

Aggiungi un po’ di sale e 30 grammi d’olio.
Mescola bene.

Infine unisci i 250 grammi di riso. Crudo, ovviamente.

Ora dobbiamo lasciare riposare il riso per almeno 45 minuti, quindi occupiamoci delle patate.
Purtroppo le patate non saranno molte e dico purtroppo perché quando le mangerai (soprattutto se le condisci con della paprika, cosa che ti consiglio) saranno così mondiali che ve le litigherete.
Però lo sai che le patate impiegano tanto tempo a prepararsi, quindi se aumenti la dose il rischio è di non riuscire ad averle pronte in contemporanea ai pomodori.

Tagliale a rondelle non troppo spesse ma manco finissime:

Sciogli 30 grammi di concentrato di pomodoro in acqua. Quanta acqua? Quella che servirà per coprire le patate.

Sposta patate ed acqua in una ciotola e condisci il tutto con sale, altri 30 grammi d’olio ed abbondante origano.

Abbiamo quasi finito le preparazioni.
Metti poco olio nella teglia in cui stai per poggiare i pomodori (5 grammi bastano ed avanzano) ed ungila in ogni sua parte.
Adagia poi i pomodori sopra e cospargi ogni pomodoro con un po’ di zucchero. Non tanto, tipo come se mettessi il sale fino.

Ora ci tocca aspettare fino a quando il riso avrà assorbito il liquido del pomodoro e ci vorrà circa 45 minuti-un’ora.

Siamo pronti, quindi accendi il forno a 200 gradi, modalità statica.
Riempi ogni pomodoro col riso. Se avanza non ti preoccupare: cacciane tra un pomodoro e l’altro, sarà buonissimo lo stesso.

Posiziona ora le patate nella teglia. Un po’ sopra, un po’ tra un pomodoro e l’altro. non li devi foderare, sono solo 4 patate sparse.

Portati dietro pure una cucchiaiata del liquido delle patate e bagna la superficie di tutto quanto. Una cucchiaiata abbondante, ma non esagerare che poi annacqui tutto. Tipo così:

Ora si va in forno.
200 gradi per un’ora, più o meno. Ma controlla, che non si sa mai.
Ecco cosa uscirà:

Ora lasciali raffreddare un po’, poi prepara le porzioni.
Ecco un incontro ravvicinato:

Ed ecco quasi tutta la porzione. Dico quasi, perché 4 nel piatto non ci stavano:

Ciao e buon appetito!

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Polpo alla napoletana

C’è chi sogna di fare sesso con Van Damme, chi di diventare un miliardario e chi di essere uno dei Vendicatori.
Io, stanotte, ho sognato di mangiare la pizza più buona del multiverso.

Perché l’unico vero rapporto si può instaurare col cibo, lo sappiamo. C’è qualcuno forse che ti conosce più intimamente di un piatto di spaghetti?

È stato un sogno così intenso che al risveglio mi sono domandata se fosse il caso di aggiornare i macro sull’app del cellulare, perché io me la sono proprio gustata, ‘sta cazzo di pizza.
Un sogno così vivido non l’ho fatto mai, tipo.
E manco una pizza così l’ho mai mangiata, forse, o se è successo è stato talmente tanto tempo fa che chi si ricorda.
Ogni volta che esco da una pizzeria il mio unico pensiero è questo:

pizzaioli incompetenti.

Questo per farti capire quanto l’alimentazione e lo sport mi stiano assorbendo praticamente del tutto.
Non ho molto in testa: guardo film senza concentrarmi (anche perché fan schifo), le serie tv le ho mollate, è sempre brutto e quindi niente passeggiate. L’unica cosa che mi interessa è riempirmi la bocca più possibile senza incamerare grassi e vedere se questo cibarmi mi fa sollevare i pesi.
Spoiler: ho più forza, però alle sette di sera sono così stanca che alle nove già dormo.

e chi lo sa.

E no: non mi sono sognata la pizza perché sto facendo la fame. Sto mangiando pure di più ed in maniera più consistente. Eppure non mi basta mai ed è il mio unico e solo pensiero di tutta la giornata.
Il mondo potrebbe crollare, per quel che me ne fotte.

Pappa. Pappa. E ancora pappa.

Oggi ti propongo la ricetta del polpo al sugo, che dovrebbe chiamarsi alla Napoletana o alla Luciana. Non so se sia la ricetta ufficiale, so che questo è il modo in cui lo preparo io.
Il polpo io lo compro surgelato, perché è più morbido e impiega anche meno a cuocersi. Il gusto, per una volta, non è poi così diverso da quello fresco.

Il tempo della ricetta è quindi circa di un’oretta, se invece decidi di comprarne uno fresco non saprei dirti precisamente. Un po’ di più: quindi preparati per tempo.
Go, go, go!

Sveglia! È ora di andare in cucina!

Per preparare un polpo alla napoletana, per due persone, hai bisogno di:

  • un chilo di polpo, circa. Se lo prendi surgelato compralo più grande, poiché durante lo scongelamento perderà almeno 200-300 grammi di peso;
  • pane per fare i crostini + un filo d’olio per condirli ed uno spicchio d’aglio;
  • prezzemolo. Sia gambi che foglie;
  • 20 grammi d’olio;
  • 80 grammi di olive di gaeta denocciolate;
  • 300 grammi di pomodorini ciliegini o simili;
  • 40 grammi di capperi, ben dissalati;
  • uno spicchio d’aglio;
  • peperoncino secco.

Se hai il polpo surgelato devi scongelarlo. Per farlo mettilo in un recipiente e lascialo riposare in frigorifero per 24 ore. Lo scongelamento migliore è quello a luuuuungo termine, quindi inutile avere fretta.

Erano felici.

Passate 24 ore?
Bene.
Il polpo potrebbe avere occhi e becco. Non ho mai fatto un tutorial perché mi fa schifo fotografarlo, mi spiace non poterti aiutare se non con delle info da Capitan Ovvio: stanno nella testa.

Info così sconvolgenti che uno cade dalla sedia dallo stupore.

Prepariamo tutti gli ingredienti.
Scamicia uno spicchio d’aglio e schiaccialo leggermente.
Dissala bene i capperi: sciacquali infinite volte sotto l’acqua corrente. Non metteremo sale nella cottura del polpo, ma ti assicuro che ti pentirai di non averli lavati bene perché sono sempre TROPPO sapidi.
Denocciola le olive.
Trita del peperoncino.
Taglia a pezzetti i pomodori.
Trita un po’ di prezzemolo e lascia da parte qualche gambo.

In una pentola di cui possiedi il coperchio versa due cucchiai d’olio, metti dentro l’aglio, del peperoncino, i capperi e dei gambi di prezzemolo.

Accendi una fiamma bassa e fai andare il tutto per qualche minuto.
Calaci dentro il polpo, a testa in giù.

Butta dentro pomodorini ed olive.

Chiudi col coperchio e lascia cuocere a fuoco basso basso per circa 25 minuti. Quando dico fuoco basso intendo che devi usare il fornello più piccolo che hai, quello per il ragù. È una cottura lenta e gli unici liquidi che abbiamo sono quelli che tireranno fuori polpo e pomodorini.

Dopo 25 minuti apri la pentola, gira il polpo a testa in su.

Chiudi di nuovo col coperchio e fai cuocere per altri 25 minuti.
Dopodiché apri e concludi la cottura il tempo necessario per fare restringere il sugo, sempre se il polpo ti sembra pronto. Come si capisce? Semplice: i tentacoli non dovranno più avere alcuna rigidità, dovranno essere mollemente appoggiati sul corpo. 
Se noti ancora della rigidità, chiudi col coperchio e prosegui la cottura per altri dieci minuti. Solo quando sarai sicura della sua prontezza fai restringere il sugo.

Ecco più o meno come sarà:

Spegni la fiamma, chiudi col coperchio e lascialo riposare mentre prepari le bruschette.
Accendi il forno a 200 gradi, metti dentro le fette di pane e le fai andare per 10-15 minuti finché sono colorate.
Strofina i bordi di ogni fetta di pane con uno spicchio d’aglio tagliato a metà e poi cospargi il tutto con un po’ d’olio.

Ora puoi preparare i piatti e su ogni porzione spolvera con abbondante prezzemolo.
Ecco cosa dovresti avere davanti:

Ora la tabella nutrizionale!
Facciamo finta che tu abbia mangiato circa 80 grammi di pane.

Nel tuo piatto hai questi valori.
Calorie: 838
Carboidrati: 57g
Proteine: 79g
Grassi: 32g

Ciao e buon appetito!

Il riso proteico del palestrato (+ Pierino Porcospino o Der Struwwelpeter, che il tedesco è sempre una lingua tanto musicale)

Tante, tante le domande che mi pongo ogni volta che vedo una donna con unghie lunghe, immancabilmente laccate con colori improbabili.

A me viene in mente sempre lui.

Dopo lo spontaneo Oh, che schifo! ecco le immagini inquietanti di queste ragazze sedute al gabinetto con in mano la carta igienica e nessuna capacità motoria.
Mi viene da vomitare pensando alle loro dita intente ad impastare, creare polpette, ungere cosciotti di agnello e via dicendo.
Ma la cosa che mi perplime di più, che davvero Cazzo dite è l’unica risposta possibile, è come facciano ad allenarsi.

Perché, vista la temutissima prova costume (che di solito si traduce in Vado al negozio e ne compro un altro, ridendo tantissimo per questa storia di vita che diverrà aneddotone divertentissimo nelle spiagge stracolme di ippopotami spiaggiati) la palestra è diventata (di nuovo) la moda imperante tra casalinghe e donne che, in genere, non fanno altro che attendere l’arrotino.
Sì, sono sessista.

Le donne come le vede Pizzakaiju! Prestissimo, su Rieducational Channel!

Quindi le vedi, tutte tirate, che dichiarano di allenarsi. Fanno le storie su Instagram, scrivono pipponi motivazionali che ti rivelano che scoprirai quanto lontano riuscirai ad andare quando proverai a correre (o cazzate simili) e tutto questo mentre io le immagino sollevare bottigline d’acqua VUOTE che non riescono ad afferrare bene a causa di quelle cazzo di unghie.

La classica tenuta da palestra.

L’unica cosa che mi ferma dal prendere il treno per assegnare loro un colpo sotto personalizzato è la consapevolezza CERTA che questa loro finta corsa (anzi, camminata a passo spedito, che fa tanto bene alla salute… e del fare le scale? Vogliamo parlare di quanto fa bene fare le scale???) verso la spiaggia finirà sotto il solito ombrellone, con le solite quintalate di insalate di riso coi salsicciotti unti, le lasagne fritte conservate nelle borse frigo e i miliardi spesi al bar tra fritture di pesce (schifide) e freselle straunte (senza mozzarelle, perché ai turisti le mozzarelle non si danno).

Ogni anno odio questi pachidermi che riempiono l’internet con le loro menate in cui fingono di dover rimettersi in sesto per andare al mare, come se poi qualcuno le (e li, dai, mitighiamo questo sessismo del kaiju) cagasse di striscio. Scoprono che esiste l’attività fisica e che fa tanto, tanto, ma tanto bene e di colpo divengono salutisti ed evangelizzatori del MAI FERMI. Non solo: vengono pure da te, che ti spacchi il culo da sempre e da oltre ed in modi sempre più fantasiosi, ed osano pure dispensarti consigli per migliorare il tuo allenamento. Loro. Quelle che usano le bottigline di plastica vuote per farsi venire le braccia toniche.

Ma si meritano anche ganci e destri e gomitate, altro che solo colpi sotto. Basta, vado a prendere un treno.

Una vetrina di motivazione sportiva in cui tutti si raccontano cazzate a vicenda, tra una dieta ammazza metabolismo dalla durata di 5 settimane (e perdi 4543543 chili!) ed un non ben precisato workout casalingo di cui si ignorano gli effetti (se non altro da questa parte dello schermo non si vedono).

Ma come, Pizzakaiju, adesso ti lamenti perché la gente ha cominciato a muovere il culo? Non eri tu quella che predicava il movimento, anche minimo, e che diceva che da qualche parte bisogna pure iniziare?

Sono sempre contentissima quando qualcuno mi ascolta, bravo.

Non mi stancherò mai di ripetere che non ci si rimette in sesto ad aprile per il mese di agosto. Inizia pure a muovere il culo, ma farai un po’ meno schifo per l’estate prossima. Questa estate qui, quella del 2019, goditela da ippopotamo perché non esistono i miracoli.
Esiste l’impegno, il sacrificio, l’allenamento costante e quotidiano 365 giorni l’anno.
Ogni volta che vedo una di queste usare la parola ALLENARSI per i loro 6 minuti di ginnastica da camera a me sale il supersayan.

Perché lo sport non serve per andare in spiaggia, non è una cosa semplicemente UTILE per un non ben precisato dimagrimento su cui regna una disinformazione terrificante: il peso della bilancia è solo un numero, se ti massacri con geniali metodi alla vanna marchi l’unica cosa che fai è togliere quei pochi muscoli che hai e massacrare il tuo metabolismo (che già è peggio di quello di Morla, la Tartaruga Millenaria).

Non ci si ricorda di possedere un corpo quando si fa il cambio dell’armadio e non ci si può improvvisare nutrizionisti se si ostentano delle braccia budinose ed altre nefandezze coltivate ad arte, quelle sì, per tutti i giorni in cui il sole ha deciso di sorgere su questo pianeta.

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Ti ricorda qualcuno?

E poi no. Ci si allena in pigiama, con le magliettacce, sudati ed anche un po’ incazzati quando bisogna sollevare roba che manco Stallone in Rocky IV. Ho capito che se il mondo può cambiare tutti possiamo cambiare, ma no, scordatelo: tu figa (o figo) in sei giorni e mezzo non lo diventi.
Ti voglio vedere con i dolori ai muscoli, i calli alle mani per le troppe trazioni ed il culo bruciato per gli addominali.
Altro che unghie laccate e rossetti del cazzo.

Mi sono lamentata abbastanza: mangiamo.

Anche se continuerò a pensare ai mille modi per far tacere certi soggetti.

Oggi ti propongo il riso col pollo e le uova. Classico cibo del palestrato trasformato però dal kaiju in qualcosa di più divertente: intanto si usa il wok e poi un po’ di condimento c’è. Che non è che qui possiamo diventare i più grandi pallavolisti del Giappone senza mangiare come delle persone adulte.

Questa gif non mi stancherà mai.

Go, go, go!

Per preparare il riso proteico del palestrato, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso basmati;
  • 30 grammi di salsa di soia;
  • circa 500 grammi di straccetti di pollo;
  • 3 cucchiai d’olio;
  • 4 uova;
  • un cipollotto;
  • poco sale.

Se non hai mai usato un wok, qui c’è il tutorial per una ricetta di base.
Se non hai un wok e vuoi comprarne uno e bruciarlo a mano, trovi la guida qui.

Come ormai dovresti sapere, quando si usa il wok il riso deve essere già bollito e freddissimo. Quindi preparalo, senza mettere il sale nell’acqua, e tiralo fuori un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione e poi distribuiscilo bene su un piatto. Aspetta che si raffreddi un po’ e poi caccialo in frigo, per poi tirarlo fuori quando sarà ora di ripassarlo nel wok.
Un lavoro che devi fare diverse ore prima del pasto, quindi organizzati.

È ora di cena? Partiamo.

Innanzitutto taglia il pollo a pezzetti, con le forbici.

Rompi le uova e riversale in una ciotola (al solito, consiglio di romperne una per volta in un bicchiere e travasarle sempre una per volta nella ciotola: se ne becchi una marcia almeno salvi le altre).
Versa i 30 grammi di salsa di soia e sbatti il tutto brevemente, giusto il necessario per amalgamarle.

Taglia a pezzotti anche il cipollotto.

Abbiamo tutto. Tira fuori il riso dal frigo e con l’aiuto di una schiumarola o di un cucchiaio ammonticchialo tutto al centro del piattone: ti sarà più facile cacciarlo nel wok durante la fase del cucinamento.

Metti il wok sul fornello più grande che hai, con il fuoco acceso a massima potenza.
Aspetta che diventi rovente e che faccia uscire tutto il fumaccio:

Cucina salubre.

Versa 3 cucchiai d’olio, aspetta che siano belli roventi pure loro e poi caccia il cipollotto.

Subito dopo butta dentro anche il pollo:

Ora ci vorrà del tempo.
Il pollo infatti butterà fuori un sacco di liquido:

Fallo andare finché si asciuga del tutto. A quel punto metti un po’ di sale, poi continua a farlo andare fino a quando sarà bello bruciacchiato. Gira di continuo con una schiumarola, per non farlo attaccare.

A questo punto versa le uova.

Pochissimi secondi dopo (senza aspettare il classico rigonfiamento sui lati, perché il condimento è troppo ed il wok avrà sicuramente perso temperatura) caccia dentro pure il riso.

Mescola energicamente con la schiumarola, per non fare attaccare.

Durante quest’operazione puoi salare un po’, ma quello che conta è che non smetti mai di mescolare.
Quando è pronto? Ci vorranno un paio di minuti di cottura ed il riso dovrà avere assorbito in sé tutto l’uovo. Dovrà essere asciutto.

Qui mancano almeno altri 30 secondi.

Prepara le porzioni e davanti a te dovresti avere una cosa del genere:

Passiamo ora ai valori nutrizionali, per diventare ciccioni con consapevolezza.

I valori sono sempre per una sola porzione, ossia il tuo cazzo di piatto.
Calorie totali: 928
Carboidrati: 91g
Proteine: 84g
Grassi: 25g

Ciao e buon appetito! (ma stai con me, che dopo i titoli di coda c’è Nick Fury).

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Non c’entra niente, quasi, ma come non condividerla?

Oh, che schifo quel bambino!
È Pierino il Porcospino.
Egli ha l’unghie smisurate
Che non furon mai tagliate;
I capelli sulla testa
Gli han formata una foresta
Densa, sporca, puzzolente.
Dice a lui tutta la gente:
Oh, che schifo quel bambino!
È Pierino il Porcospino.