Spaghetti con paté di pomodori secchi e taralli sbriciolati.

E se dico che oggi al posto delle briciole di pane o del pangrattato ci mettiamo i taralli, nella pasta?

Già ti è esplosa la testa, lo sapevo.

Siamo tornati alla normalità. Dopo tre mesi all’insegna di sclero alimentare, qui nella Kaiju Land regna di nuovo l’abbondanza, senza preoccuparsi troppo di proteine e vaccate simili.
Sono anche tornata a fare un sacco di allenamento, lasciando perdere le teorie dei fini palestrati che non fanno per me. Qui ci piace mangiare e sudare. Mangiare e sudare. Mangiare e sudare. Cercando di contenere il Kraken che vive nel nostro stomaco.
Quindi sono tornata a cucinare ed a mangiare con estrema gioia, lasciando le paranoie al resto della rete.
Giuro, qui non si parlerà di fit e di macros. Solo di ciccia, di risotti mantecati col burro e di poco fritto, ma estremamente buono.
E di taralli napoletani con cui condire la pasta.

Torna la felicità su queste pagine.

Ho rubato questa ricetta a Le ricette di marci 13. Ho cambiato un paio di cose, ma niente di significativo.

Go, go, go!

Per preparare degli spaghetti con paté di pomodori secchi e taralli sbriciolati, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghetti;
  • 20 grammi d’olio;
  • 150 grammi di pomodori secchi sott’olio;
  • uno spicchio d’aglio;
  • peperoncino;
  • 100 grammi di taralli napoletani. Forse è una dose un pochino abbondante, ma non si sa mai.

Metti l’acqua della pasta a bollire, non sarà una preparazione lenta.
Innanzitutto le presentazioni. Questo è un tarallo napoletano (industriale): 

Un tarallo è grosso, grasso e friabile e croccante alla stessa maniera. Non stiamo parlando di quelle stronzate confezionate, dure come la pietra, dalle dimensioni di un anello. Questo è più un bracciale, ok?

Solo a me viene in mente questo, se sento la parola “bracciale”?

Dobbiamo ridurlo a pezzetti, possibilmente non troppo piccoli. Il nostro scopo è ottenere delle briciole grossette, così saranno croccanti quando le aggiungeremo nel sugo.
Quindi spezzetta i taralli con le mani per cacciarli in un mixer e usa scariche minuscole per distruggerli. Insomma: trita e spegni, trita e spegni, trita e spegni. Raffiche brevi e precise, come se stessi giocando al primo Wolfenstein.

Metti i taralli in una ciotola, che ci serve di nuovo il mixer.
Sgocciola un po’ i pomodori secchi e cacciali nel mixer.

Ora inizia a tritarli. Qui dobbiamo creare un paté, quindi usa delle scariche lunghe, senza paura. Ma dovrai aiutarti con l’acqua. Io non ho misurato la quantità di liquido questa volta, ma credo si aggirasse intorno ai 70 grammi.
Ecco cosa devi ottenere, una pappa:

Ora siamo pronti per cucinare.
Trita l’aglio e trita il prezzemolo.
Versa 20 grammi d’olio in una padella e falli soffriggere. Puoi anche già calare la pasta.

Appena l’aglio è colorato, aggiungi il paté di pomodori secchi che hai creato con le tue manine di merda:

Adesso dobbiamo scioglierlo. Come? Con l’aiuto dell’acqua della pasta. Non esagerare con il liquido, mezza mestolata alla volta. Usa una fiamma medio bassa, bagna con l’acqua, mescola bene e fermati quando ottieni una crema. Non sarà omogenea – a meno che il tuo mixer sia più figo del mio – ma sempre di crema di tratta.

Non resta che attendere la pasta.
Scolala un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione (senza buttare la sua acqua) e concludi la cottura in padella: fiamma alta, mescola di continuo con pinze e forchettoni e fai inglobare bene il sugo. Bagna con la sua acqua di cottura per rendere il tutto più cremoso.
Poi spegni.

Aggiungi 25 grammi di taralli e mescola benissimo.

Prepara i piatti e su ogni porzione aggiungi i rimanenti taralli.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

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