Tagliolini al limone

Tanti anni che scasso le palle con la pasta all’uovo e non avevo mai cucinato i tagliolini.

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Non mi chiamo Sandy, però c’hai ragione.

Un po’ perché le tagliatelle danno più soddisfazione, un po’ perché temevo di non essere capace di cuocerli al dente.
E invece, tanto per cambiare, la mia paura di non saper fare un cazzo è sempre esagerata.
Sia chiaro: non c’è alcun tutorial decente. Alla fine la pasta all’uovo già l’hai imparata e se hai comprato la macchina della pasta come ti ho consigliato più di un anno fa, dovresti avere l’attrezzo che taglia la tua sfoglia in tagliolini. Se non l’hai fatto mi spiace per te, non deve essere facile sbavare davanti alle foto del Kaiju e non poterle riprodurre con le tue manine di merda.

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Risposta: perché nessuno ascolta i consigli di Pizzakaiju. Mai.

Stiamo per mangiarci dei tagliolini al limone. E quando dico al limone, intendo al limone: nessuna aggiunta superflua e soprattutto nessuna panna.

Go, go, go! 

Per preparare dei tagliolini al limone, per due persone, hai bisogno di:

  • Tagliolini per due persone. Quindi 2 uova (a temperatura ambiente) + 200 grammi di farina 00. Il procedimento per la sfoglia all’uovo è qui, come sempre;
  • 60 grammi di burro. Consiglio sempre di prepararlo in casa, con questo procedimento qui;
  • la buccia di due limoni belli grandi. Se trovi quelli di Sorrento sono perfetti;
  • il succo di un limone bello grande. Io uso regolarmente 130 grammi di succo di limone, ma si tratta di limoni di Sorrento. Se non trovo quelli, cambio ricetta. Se usi i limoni piccoli potrebbe essere molto più concentrato e quindi più forte, quindi questa quantità è molto indicativa. Ma molto, eh;
  • foglie di menta per decorare i piatti + una decina di foglie da mettere in padella;
  • abbondante pepe.

Ti ricordo che l’impasto per i tagliolini necessita di un’ora di riposo. Quindi preparalo per tempo.
Poi fai come già ti ho insegnato e crea la magia.

Metti l’acqua della pasta a bollire, insieme a due cucchiai d’olio per aiutare la pasta a non attaccarsi. Appena bolle ricordati di salarla.

Lava bene i limoni e poi, con l’aiuto di un pelapatate, taglia tutta la buccia. Cerca di prendere meno parte bianca che puoi, perché è amarognola.

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Taglia a pezzi grandi la buccia e mettila nel mixer.
Riducila in polvere.

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Spremi il succo dei limoni.

Prendi le foglie di menta e spezzettale con le mani.

Abbiamo tutti i componenti pronti, ma prima di iniziare aspettiamo che l’acqua stia quasi per bollire: per preparare il condimento ci vorranno 5 minuti scarsi, quindi tanto vale aspettare.

Quando l’acqua è quasi pronta, metti 60 grammi di burro in una padella.

Fai sciogliere a fiamma bassa, poi caccia dentro tutta la buccia dei limoni che hai grattugiato e le foglie di menta.

Fai andare, sempre a fiamma bassa, per un paio di minuti, girando spesso. Versa più della metà del succo di limone in padella, continuando a fare cuocere a fiamma bassa per altri tre minuti.

Se sei in vena di pepe, questo è il momento di aggiungerne un po’. Lo metteremo anche sui piatti, ma qui si unirà al limone in maniera più decisa e lo esalterà.

Trascorso questo tempo, continua a fare cuocere limone e burro, ma caccia anche i tagliolini nell’acqua. Conta fino 20 e i tagliolini sono già pronti (e quando dico 20, intendo proprio 20), ma mentre conti dividili bene con un forchettone o una pinza: non preoccuparti se l’acqua non fosse più a bollore, l’acqua quasi bollente basta ed avanza per cuocere la pasta all’uova.

Caccia i tagliolini in padella, senza scolarli in maniera perfetta: un po’ d’acqua male non fa. 

Alza leggermente la fiamma, aggiungi il resto del succo di limone e, se lo desideri, altra menta e pepe. Gira i tagliolini con una pinza, se occorre bagna con l’acqua di cottura della pasta. Fai amalgamare bene il condimento con la pasta per un minuto scarso (il tempo che serve per far assorbire alla pasta il limone e far scattare unpo’ di cremosità).

Siamo pronti.

Prepara le porzioni e spolvera i piatti con abbondante pepe e decora con qualche fogliolina di menta.
Ecco cosa dovresti avere davanti:

Ciao e buon appetito!

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Pasta fresca con pomodorini scattarisciati.

La parola scattarisciati non fa parte del mio vocabolario, ma ho ormai imparato ad apprezzare forme dialettali di ogni genere per identificare robe particolari che in italiano si perderebbero nella traduzione.
A me la parola scattarisciati fa già venire voglia di sbranare almeno sei bufali purpurei. E so che non faccio testo poiché vivo con la fame perenne, ma tanto so che sei uguale a me.

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Tutti così.

Che poi, per la cronaca, scattarisciato credo significhi scoppiato e pomodorini scoppiati vero che fa cagare, come espressione?

Risultato? Cena perfetta, mondiale, incredibile e pure facile da preparare, che non guasta mai.

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Sicuramente, ma a confronto dei pomodorini scattarisciati non sei niente, mia cara Mary Poppins.

In teoria i pomodorini scattarisciati si dovrebbero mangiare con una bella bruschetta o con delle friselle, ma nessuno ci vieta di condirci anche una pasta. E siccome nessuno ce lo vieta, iniziamo. Go, go, go!

Attenzione: la pasta può provocare gioia incontrollabile ed inaspettata.

Ti metto anche il procedimento e l’occorrente per la bruschetta, perché sono un Kaiju previdente e buono.

Per preparare della pasta con i pomodorini scattarisciati, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta a tua scelta. Secondo me corta è meglio;
  • 500 grammi di pomodorini. Oltre a scegliere quelli buoni (che significa un cazzo), sceglili non troppo maturi né troppo duri. Non prenderli troppo grandi, sennò ti ritrovi tre pomodorini a testa. 
  • 50 grammi di capperi;
  • 30 grammi di olio;
  • qualche foglia di basilico, uno spicchio d’aglio ed origano;
  • peperoncino facoltativo;
  • cacioricotta da mettere sui piatti (nel mio caso cilentana). Ci sta benissimo anche la mozzarella di bufala, il pecorino fresco e pure la ricotta salata fa il suo mestiere.

Se vuoi preparare le bruschette, devi aggiungere:

  • olio e pane.

Premessa: questo condimento viene diversamente ogni benedetta volta che lo preparo. Un po’ dipende dal tipo e dalla grandezza dei pomodorini, un po’ dalla stagione, un po’ dal tipo di padella che usi per cuocere. Non prendere dunque come vangelo i tempi che ti dirò: troppe variabili che manco il Kiaju riesce a prevedere. 

Metti a bollire l’acqua della pasta.

Lava i pomodorini ed asciugali bene. Io non li ho lavati perché boh.

In una pentola di cui possiedi il coperchio metti 30 grammi d’olio, l’aglio tritato e il peperoncino (se ti piace). Appena l’olio sarà caldo aggiungi i pomodorini.

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Metti il coperchio e fai cuocere a fiamma medio bassa per 8 minuti. Ho provato sia col coperchio con lo sbuffo…

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… che con quello senza:

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Il risultato è stato praticamente lo stesso, quindi non farti troppe menate.

Mentre attendi sciacqua infinite volte i capperi, sennò sanno solo di sale. Devi immergerli in acqua dentro una tazza, poi sciacquarli, poi riemetterli nella tazza e poi risciacquarli ancora. Tutto finché non vedi più granelli di sale. Comunque non meno di 3-4 volte.

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Trascorsi gli 8 minuti, aggiungi anche i capperi ai pomodorini.

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Fai cuocere per altri 8 minuti, sempre a fiamma medio bassa e sempre col coperchio. Se però i pomodori si fossero già un po’ sfaldati, magari abbassa leggermente la fiamma.

Mentre attendi, gratta il formaggio. Usa sempre un buco grande della grattugia, che il risultato è più buono.
Ecco la mia cacioricotta. Non mondiale, ma ha fatto il suo mestiere:

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Scaduti gli 8 minuti spegni la fiamma. Aggiungi del basilico a pezzetti, dell’origano ed attendi la pasta. Il sugo dovrebbe essere così:

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Come puoi vedere, ogni pomodorino avrà cottura a sé: alcuni saranno quasi spappolati, altri interi. Dipende dalla grandezza, dalla qualità del singolo pomodorino e dal fato. Prendila così, non possiamo farne un dramma.

Appena la pasta sarà pronta, caccia dentro pure lei, mescola bene, senza essere violenta, altrimenti spacchi tutti i pomodori. Ora prepara i piatti.

Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Un’altra:

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Cospargi con abbondante cacioricotta.

Nel caso invece volessi prepararti le bruschette, devi seguire tutto il procedimento dei pomodorini (origano e basilico compresi).
Nel frattempo accendi il forno a 200 gradi, modalità statica. Taglia il pane a fette e spennellalo con un po’ d’olio.

Inforna il pane e fallo andare fino a quando diventerà un po’ abbronzato. Il tempo è variabile: dai dieci ai 15 minuti.

Cospargi ogni fetta con i pomodorini e con tutto il sugo che avran tirato fuori.

E sopra della cacioricotta,  che ci sta benissimo. Ecco qui:

Ciao e buon appetito!

Pasta con ricotta e rucola

Non mi fare inorridire cuocendo la ricotta. Lo abbiamo già fatto questo discorso ma da quel post nulla è cambiato e tutte le casalinghe della rete (persino quelle di Voghera!) persistono nel cacciare in padella quella meraviglia creata dall’uomo e dalle bufale, per formare deliziose cremine immonde.

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Le senti le mie urla di terrore?

Anche della rucola abbiamo già discusso lungamente e quindi oggi sai che la sofferenza culinaria è inesistente: niente fiamme, niente caldo, se non quello necessario per bollire la pasta.

Per preparare una pasta con ricotta e rucola, per due persone, hai bisogno di:

  • 300 grammi di ricotta. Di mucca, di bufala, di tricheco… quella che vuoi;
  • 180 grammi di pasta;
  • 60 grammi di rucola complessiva;
  • 50 grammi di parmigiano a scaglie grosse;
  • sale, pepe.

Inizia mettendo l’acqua della pasta a bollire.

Sposta la ricotta in una ciotola abbastanza grande da poter contenere anche la pasta.

Comincia a lavorarla, usando l’acqua calda della pasta. Copio ed incollo dalla mia ricetta precedente, perché mi pesa il culo: una volta messa la ricotta nella ciotola, con un mestolo prendi un po’ di acqua della pasta e cominci a creare una cremina. Aggiungine poca per volta, poiché qui se sbagli non si può più tornare indietro. Devi arrivare ad avere una consistenza cremosa ma non liquida.

Aggiungi anche del sale e del pepe.

Taglia 30 grammi di rucola con le forbici.

Fai pezzi abbastanza piccoli, senza star lì ad essere maniacale.
Butta la rucola nella ricotta.

Mescola bene.

A questo punto puoi buttare la pasta.

Mentre attendi taglia con le forbici gli altri 30 grammi di rucola e riduci il parmigiano a scaglie, usando il foro più largo della grattugia.
Se non hai la grattugia puoi farlo con un coltello, però che palle.

Appena la pasta è pronta buttala nella ciotola.
Mescola bene e se vedi che è troppo papposa aggiungi dell’acqua della pasta.
Senza esagerare perché – l’ho detto ma è meglio ripeterlo – non si torna più indietro se crei una crema acquosa.
Ecco più o meno la consistenza che io penso sia ideale:

Impiatta e su ogni porzione metti la rimanente rucola e le scaglie di parmigiano appoggiate sopra.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!