La ricotta freudiana

La mia mente rivolta verso il cibo, il mio corpo che suda e si ammazza.
Addominali e penso al tiramisù.
Flessioni e penso alla crostata di frutta.
Piegamenti e penso alle polpette al sugo di nonna.

Così ogni maledetta mattina.

La mia vita racchiusa in una sola immagine.

Siccome l’allenamento è diventato sempre più duro ed ho passato un mese stanca ed incazzata, ho aumentato il cibo.
Che già mica mangiavo poco, eh.
Ma ora si fa pure la colazione super abbondante tra un sollevamento pesi e l’altro, per ricaricare l’umore ed i muscoli.

La vita di un supereroe si divide tra il salvare Zio Ben e lo strafogarsi di cibo.

Il problema sta solo nel variare la roba da pappare, per non cadere nella noia dei soliti latte e biscotti.
Stavo guardando Sogni d’Oro di Nanni Moretti e ad un certo punto, mentre Michele subisce conversazioni tediose a tavola, c’ha il piatto pieno di roba che boh. Ricotta, cacao, zucchero e latte, dico io.
5 secondi dopo gli chiedono che sta mangiando ed avevo ragione: ricotta, cacao, zucchero e latte.

Non si vede un cazzo, ma ecco la scena:

Ed è vero quel che dice: niente di sofisticato, ma funziona.
Funziona talmente che me ne sono mangiati quasi 400 grammi in una giornata intera. Mi sono portata quella robetta un po’ ovunque: in bagno, a letto, al supermercato. L’ho mangiata mentre facevo gli esercizi, mentre cucinavo, mentre davo da mangiare al gatto, mentre riflettevo sull’amara esistenza.
Se non ci credi, c’ho anche le prove:

Esercizi con una braccio solo. Tutto, pur di mangiare.

Quindi ora ti passo il segreto, come ogni volta che scopro una ciccionata che tutti dovrebbero regalarsi almeno una volta nell’esistenza.
Che poi questa non è manco una ciccionata: se non ne compri 400 grammi è quasi innocua.

Ma, si sa, il Kaiju è eternamente in bilico tra l’ingozzarsi senza ritegno e vergogna ed il desiderare un fisico da Bruce Lee.

Sempre, Sigmund. Sempre.

Go, go, go! 
Chiamerò il piatto Ricotta Freudiana e se non ne capisci il motivo ti consiglio di guardare Sogni D’Oro.

Per preparare una ricotta freudiana hai bisogno di:

  • ricotta di mucca. Quanta ne vuoi, ma io mi fermerei a 200 grammi;
  • cacao amaro. Se preferisci puoi usare quello zuccherato, ma a me piace dosare il dolce secondo mio gusto. Nel caso, ometti ovviamente lo zucchero;
  • zucchero;
  • latte.

Come puoi notare non ci sono dosi ed è giusto così: tutto dipende dal tuo palato e da quanto lo vuoi cacaoso, zuccheroso e ricottoso.

Prendi tutti gli ingredienti e portali a tavola.

Ti consiglio di non usare tutta la ricotta insieme, ma di dosarla in più riprese. Così ti fai più ciotole e puoi anche imparare, piano piano, le dosi a te più idonee.

In una ciotola caccia dentro la ricotta ed ammorbidiscila con un po’ di latte.

Se hai comprato la ricotta confezionata è una fase che forse puoi anche passare, altrimenti: goccio di latte, forchetta, amalgami il tutto finché viene una crema.

Aggiungi il cacao ed un po’ di zucchero. Mescola bene e assaggia.

Aggiungi quello che occorre: cacao se è troppo dolce, zucchero se è troppo amaro.
Versa anche un po’ di latte se il tutto è ancora troppo denso.
Ecco la consistenza che piace a me:

È davvero tutto qui.
Niente di sofisticato, ma funziona.

Ciao e buona merenda!

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Torta rustica con spinaci e ricotta.

Te lo dico subito: oggi non ce n’è per nessuno.

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Ma di brutto!

Io volevo solo fare una torta salata. Con ricotta e spinaci. Giuro, non volevo proprio altro dalla vita che una semplice e buona torta salata.
E invece che cazzo mi ritrovo, in ogni sito in cui sono capitata?
La quiche.

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Che uno ci prova pure a mantenere la calma.

Ovviamente non le vere quiche. Semplici torte salate chiamate a cazzo. Dopo la carbonara sputtanata con la panna e i piselli e spesso confusa con la gricia, la ricotta di bufala orrendamente fatta cagliare per formare allegre cremine, il gateau di patate chiamato gattò e l’utilizzo dell’olio per mantecare il risotto… adesso pure questo?!

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E pensa io.

Ed io che pensavo che l’internet servisse per celare la propria ignoranza. Ed invece no. Invece l’ignoranza regna e per trovare il vero significato di quiche, ormai, bisogna addentrarsi nel deep web. 

Quiche: torta salata che ha una crema con dentro uova e panna acida.
Torta salata: qualsiasi altra torta salata senza i due ingredienti citati sopra.

Esaurita la questione, passiamo alla ricetta.

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Oggi prepariamo quindi una torta rustica con spinaci e ricotta e impariamo pure a crearci una pasta per la base da zero. Brisé? Frolla? Boh, chiamiamola base e smettiamo con le pippe mentali.

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Sappiate che il prossimo che dirà quiche avrà la visita del mio macellaio di fiducia.

Cominciamo.
Go, go, go!

Per preparare una torta rustica con spinaci e ricotta, per uno stampo da 20 cm, hai bisogno di parecchie cose.

Per la base:

  • 180 grammi di farina 00;
  • 90 grammi di burro ammorbidito;
  • 2 tuorli;
  • 20 grammi d’acqua fredda;
  • 5 grammi di zucchero;
  • 5 grammi di sale.

Per il ripieno:

  • 300 grammi di spinaci;
  • 300 grammi di ricotta vaccina;
  • 50 grammi di parmigiano;
  • 2 uova;
  • 20 grammi di burro;
  • 20 grammi di panna fresca;
  • pepe bianco, noce moscata e sale.

Iniziamo dalla base.

Metti la farina ed il burro in una ciotola.

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Impasta con le mani, fino a quando il burro sarà bello farinoso.

Dividi i rossi dai bianchi (non buttare i bianchi, ci serviranno!) e aggiungi i tuorli nella ciotola. Caccia dentro anche i 20 grammi d’acqua, il cucchiaino di sale (5 grammi) e quello di zucchero (sempre 5 grammi).

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Impasta bene con le mani.

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Ad un certo punto ti sentirai stretta a lavorare nella ciotola, quindi rovescia tutto sul tavolo e continua lì con l’impasto.
Dovrai ottenere una palla omogenea.

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Adagiala su della pellicola trasparente e schiacciala bene con le mani. Ricoprila interamente con la pellicola e falla riposare in frigorifero per un’ora. 

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Mentre attendiamo, occupiamoci di tutto il resto.

Gli spinaci puoi usarli freschi o surgelati, con i surgelati ci sarà un passaggio in più. Ora ti spiego.

Metodo con gli spinaci surgelati.  Cucinali al microonde:

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Dovrebbero esseri le istruzioni sulla confezione, ma nel caso: chiudi col coperchio e fai andare 4 minuti a potenza massima. Tira fuori gli spinaci, girali, richiudili e fai andare per altri 3 minuti.
Questo è il risultato:

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Tanti cordiali fanculo all’abbondante acqua salata.

Lasciali raffreddare un minimo, poi cacciali su un tagliere e spezzettali più possibile.

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Per gli spinaci freschi: li cucineremo al vapore.
Come si fa? Semplicissimo: versa un dito d’acqua in un pentola piuttosto capiente ed adagia lì il cestino per la cottura a vapore.
Metti tutti gli spinaci. Non ti preoccupare se sembrano tantissimi: si sgonfieranno.

Chiudi col coperchio ed attendi che l’acqua si metta a bollire. Dopodiché abbassa la fiamma al minimo e più o meno in dieci minuti saranno pronti.
Eccoli:

Questi non c’è bisogno di spezzettarli, si romperanno da soli durante il successivo passaggio.

Metti 20 grammi di burro in una padella e, come inizia a sciogliersi, caccia dentro pure gli spinaci.

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Falli andare per dieci minuti, a fiamma medio bassa. Quest’operazione serve a farli insaporire un po’ e soprattutto a fare evaporare il liquido in eccesso. Girali spesso. Alla fine, sala (ma non tanto, mi raccomando).

In un’altra ciotola metti la ricotta, 2 uova e i 20 grammi di panna.

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Mescola bene, poi aggiungi anche i 50 grammi di parmigiano.

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Mescola bene bene. Aggiungi un po’ di pepe bianco, del sale e noce moscata abbondante.

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Mescola e caccia pure gli spinaci:

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Mescola di nuovo, formando questa crema:

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A questo punto un’ora sarà passata, quindi puoi tirare fuori la tua pasta dal frigo.
Inseriscila tra due fogli di carta da forno e comincia a darle una forma circolare, con un mattarello.

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Ci vorrà un po’ e sarà pure un lavoro piuttosto faticoso, ma sarai ripagata quando ti siederai per mangiarla.

Imburra la teglia che hai deciso di usare.

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Accendi il forno a 180 gradi, modalità statica.

Con la delicatezza che ti contraddistingue, fai aderire la pasta al fondo della teglia. Mettici tutto il tempo del mondo, l’importante è che non la spacchi.

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Senza fretta.

Una volta che sei riuscita a stendere bene la pasta sulla teglia, spennellala con i bianchi d’uovo.

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Io uso Cinghiale. E tu?

Bucherella il tutto con i rebbi della forchetta, così l’aiutiamo a cuocersi meglio.

Riversa il ripieno nella tua futura torta rustica:

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Livellalo bene, di modo che sia tutto della stessa altezza.

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Ed ora inforniamo!
A 180 gradi per 50 minuti. Se vedi che sopra scurisce troppo puoi spegnere le resistenze superiori o abbassare leggermente la temperatura.

A fine cottura, dovresti essere fiera creatrice di questa roba qui:

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Un buon non compleanno a me.

Come sempre, ti mostro un po’ di foto per avere un’idea più precisa del risultato finale. Ecco durante il taglio:

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Ed ecco le fette:

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Madonnaccchebbuona:

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Nel caso dovessi scoprire, a fine cottura, che parte della brisé non è perfettamente cotta, non ti preoccupare: bestemmie a parte, qui dentro non c’è lievito e quindi te la puoi mangiare. Limitati, la prossima volta, a prolungare la cottura per altri 5 minuti e vai così, che è una figata.

Ciao e buon appetito!