Penne con rucola, pancetta e scaglie di parmigiano

Della rucola abbiamo parlato ampiamente e forse questa ricetta è quasi superflua. Mondiali le trofie con rucola e ricotta di bufala, buonissime le penne con speck, rucola e scaglie di parmigiano. 

E allora perché inserirne un’altra? Semplice: perché l’internet continua a cuocere quella povera ed innocente rucola.

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Unica reazione possibile, quando si è innanzi a certi orrori.

Ora, io non la capisco questa insistenza: non si sono accorti che la rucola sparisce, al contatto col calore? Che a quel punto è proprio inutile metterla, tanto vale mangiarsi una pasta in bianco? Cos’è, solo la rucola che compro io subisce in maniera violenta il caldo?

Perché proprio non capisco, davvero. È normale che la prima volta la cuoci, rovini tutto, bestemmi e chiami la pizzeria.

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Poi magari ti arriva pure la pizza cagosa e tu puoi pure reagire così.

Ma che si ripeta quest’operazione immonda della bollitura della rucola e che – addirittura!!! – si scrivano post lunghissimi, consigliando all’universo tutto di cuocerla (magari tenendo da parte una tazzina dell’acqua di cottura della pasta, per essere proprio SICURI di distruggere la cena), per me è uno dei grandi misteri di questo piano d’esistenza. Oppure è cattiveria gratuita, crudeltà contro gli ortaggi, accanimento culinario?

Quindi oggi impariamo, di nuovo, a preparare delle penne con pancetta, rucola e scaglie di parmigiano.

Go, go, go!

Per preparare le penne con pancetta, rucola e scaglie di parmigiano, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di penne;
  • 50 grammi di rucola (ma comprane un po’ di più, che magari ti piace più abbondante);
  • almeno 50 grammi di parmigiano, a scaglie grandissime + una leggera spolverata da mettere alla fine;
  • 100 grammi di pancetta arrotolata, in una sola fetta. Quella grassa, insomma.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Taglia la pancetta a dadini.

Metti la pancetta in un pentolino, senza olio.

Non c’è bisogno che le stai molto dietro, almeno nelle prime fasi. Usa una fiamma media ed attendi che cambi un po’ colore. Nel frattempo occupati degli altri ingredienti.

Taglia con un paio di forbici la rucola e mettila in una ciotola.

Gratta anche il parmigiano, a scaglie grandissime e più sottili che puoi.

Intanto la pancetta avrà cominciato a cambiare colore ed a sudare. Abbassa la fiamma, girala spesso e intanto butta la pasta.
Fai andare la pancetta fino al suo arrivo, a fiamma bassissima (a meno che tu non l’abbia già mezza bruciacchiata, allora magari spegni, eh).

Il risultato finale deve essere questo:

Scola la pasta e cacciala nella padella con la pancetta. Falla saltare per circa un minuto, giusto il tempo di farle raccogliere tutto il grasso che la pancetta ha tirato fuori. Mentre mescoli, aggiungi del pepe.

Versa ora tutto quanto nella ciotola con la rucola e mescola velocemente.

Prepara i piatti e su ogni porzione aggiungi ancora del pepe, le scaglie di parmigiano enormi ed una leggera grattata di parmigiano ulteriore, a polvere o giù di lì. Se la rucola si fosse un po’ ristretta per il calore, libera di aggiungerne dell’altra.
Dovresti avere raggiunto questo risultato:


Non mi stancherò mai di farti notare che la rucola è ancora verde chiaro, che non si è ammollata, che non è sparita e – soprattutto! – ha mantenuto intatto il suo sapore.

Ciao e buon appetito!

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Cià.

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Riso nero con rucola e parmigiano

Roba nuova oggi: riso nero integrale.

Potrei scrivere romanzi di introduzione, leggende riguardanti il colore del cereale ed aneddotoni su quando mio zio Cleto ci portò questa strana pietanza direttamente dall’india, stupefacendo l’intera famiglia.

Invece no. Invece subito la ricetta, che qui c’abbiamo fame.

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Gente che c’ha fame.

Go, go, go!

Per preparare del riso nero con rucola e parmigiano, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso nero integrale. Puoi usare tranquillamente pure quello bianco, eh, ‘sticazzi;
  • circa 60 grammi di rucola, ma siccome io ne metto una barcata, ne compro due buste così sono sicura (sì, io preferisco quella in busta);
  • 20 grammi di burro;
  • una cipolla bianca, bella grande;
  • 60 grammi di parmigiano grattugiato a polvere.

Già sai che cuocere la rucola è una stronzata. Si ammolla, sparisce e non sa più di niente. Quindi il lavoro sarà breve.

Fai bollire il riso in acqua salata.
Sappi che questo tipo di riso non si gonfia e rimane anche un po’ duretto: è il suo bello.

Mentre attendi, in una padella metti il burro e fai stufare, a fiamma bassa, la cipolla tritata in maniera molto grossolana.
Ci vorranno una decina di minuti, quindi magari regolati i tempi con la cottura del riso.

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Ecco come si presenta la rucola in natura:

Dopo averla lavata un po’ (è piena di insettini) devi levare i rametti e spezzettarla con le mani, lasciandola riposare in una ciotola.

La rucola in busta invece non ha bisogno di alcun lavoro, di solito è minuscola e già pulita.

Qualsiasi rucola tu abbia comprato, il grattaggio del parmigiano è identico per tutti.

La cipolla, a fine cottura, dovrà essere bella colorata. Così:

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A fiamma spenta, aggiungi il riso ben scolato.

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La rucola la aggiungiamo nei piatti, altrimenti perde volume e sapore.

Infine aggiugi del parmigiano grattugiato.

Ecco cosa dovresti avere davanti:

A me è piaciuto parecchio. Ho rifatto il riso nero con un misto di verdure, come con questa pasta qui, ma la mia reazione è stata più o meno questa:

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Non è andata benissimo.

Se dovessi trovare altri accostamenti validi non mancherò di fartelo sapere.

Ciao e buon appetito!