Gnocchi di patate con cipolle all’aceto balsamico e gorgonzola.

Devo dire che la ragionatissima decisione di non provare più – almeno per il prossimo decennio – a preparare gli gnocchi con le mie manine di merda forse non mi sta rendendo una persona migliore, ma di sicuro me li sta facendo mangiare più spesso. Mi son liberata della paranoia e del senso di colpa che provavo ogni volta che acquistavo il Giovanni Rana.

Reazione tipiche di quando devi preparare gli gnocchi e te ne porti a casa un pacco della Garofalo.

Che poi io fallisco ancor prima di fare l’impasto, proprio litigo con le patate e lo schiacciapatate e trasformo la cucina in un vietnam personale.

Ecco.

Quindi partiamo con un bel Go go go! che prevede solo la preparazione del condimento. In 20 minuti scarsi abbiamo la pappa, contenta?

Tutti ai posti di manovra, forza.

Hai lavato i piatti? Pulito le superfici? Lucidato i fornelli? Brava, neanch’io.

Per preparare degli gnocchi con cipolle all’aceto balsamico e gorgonzola, per due persone, hai bisogno di:

  • 500 grammi di gnocchi di patate;
  • 300-350 grammi di cipolle bianche. Pesate già pulite;
  • 2 cucchiai d’aceto balsamico (intorno ai 20 grammi);
  • 20 grammi d’olio;
  • 100 grammi d’acqua a temperatura ambiente;
  • 5 grammi di zucchero (un cucchiaino circa);
  • 100 grammi di gorgonzola piccante, al massimo 120. Consiglio di assaggiare e poi aggiungere, nel caso, poiché altrimenti la cipolla sparirebbe;
  • pepe e prezzemolo tritato;
  • un pizzico di sale per le cipolle. Facoltativo.

Una cosa che non scrivo mai perché la do per scontata ma non lo è affatto è che tutti gli ingredienti che si usano per cucinare è meglio che siano a temperatura ambiente, a meno che non sia specificato il contrario. Il formaggio si scioglie meglio, le verdure si cuociono prima, non si abbassa la temperatura dell’olio e via dicendo.
Questo vale pure per gli gnocchi confezionati, il gorgonzola e la cipolla. Un paio d’ore fuori dal frigo sono più che sufficienti, di solito.

Anche l’Hypnotoad la pensa così sulla roba nel frigo, quindi è vero e basta.

Metti a bollire l’acqua per gli gnocchi. Quando bolle ricordati di salarla. 

Sbuccia le cipolle e tagliale a rondelle. Se la cipolla è gigante, tagliala prima a metà e poi a rondelle.

Togli la parte esterna del gorgonzola (la crosta, per capirci) e riducilo a dadini.

Metti 100 grammi d’acqua del rubinetto in un bicchiere.
Trita il prezzemolo.

Tutti gli ingredienti sono pronti, quindi partiamo sul serio.

In un pentolino non tanto grande (tieni conto che le cipolle perderanno volume, quindi anche se stanno strette all’inizio, dopo la cosa si aggiusterà) versa 20 grammi d’olio. Fallo scaldare a fiamma medio alta e, dopo qualche minuto, aggiungi poca cipolla per vedere se è arrivato alla giusta temperatura.

Appena inizia a sfrigolare, caccia dentro anche il resto.

Usa una fiamma medio alta, girando di continuo. Le cipolle dovranno ammorbidirsi e colorarsi, se vedi che si colorano troppo in fretta abbassa la fiamma perché è evidentemente una temperatura troppo alta. 

La questione delle fiamme è piuttosto difficile da spiegare, quasi sempre: dipende quale fiamma stai usando, quale padella e comunque le reazioni di ogni verdura sono differenti da sessione di cucina a sessione di cucina. In questo caso non devono stufare, ma devono cuocere con una fiamma viva: regolati di conseguenza.

Ci dovrebbero volere circa 10 minuti per raggiungere un risultato ottimale: non risulteranno sfatte, bensì compatte ma morbide.

Eccole:

Metti dentro 5 grammi di zucchero, mescola bene e prosegui la cottura per 30 secondi circa, sempre a fiamma piuttosto alta.

Ora versa i 2 cucchiai d’aceto balsamico e i 100 grammi d’acqua a temperatura ambiente.
Abbassa la fiamma a media e continua la cottura per 5 minuti. 

Esaurito questo tempo, ecco quale sarà il risultato:

Lasciale riposare ed appena riesci ad assaggiarle vedi se aggiungere il sale. Tieni sempre conto che dopo aggiungeremo il gorgonzola che è super sapido e che l’acqua degli gnocchi è salata.

Prepara gli gnocchi e, piano piano che salgono a galla e quindi sono pronti, raccoglili con una schiumarola, scolali leggermente e cacciali in una ciotolona.
Aggiungi anche le cipolle all’aceto balsamico.

Mescola molto bene ed aggiungi un po’ di pepe.

Prepara le porzioni.
Su ogni piatto metti un po’ di cubetti di gorgonzola e del prezzemolo tritato. Il gorgonzola si scioglierà leggermente a contatto con gli gnocchi, sempre se lo hai lasciato fuori dal frigo.

Il mio consiglio è di mettere circa 40-50 grammi di gorgonzola a testa, poi aggiungerne durante la cena nel caso risultasse poco. Il gorgonzola è bello prepotente e distruggerebbe tutto il lavoro che hai fatto sulla cipolla, invece di esaltarlo.

Ecco qui una porzione:

E soprattuto ecco il Kaiju, paparazzato proprio durante la sacra pappa:

Ciao e buon appetito!

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Gnocchi alla ciccia.

Avevamo già cucinato una roba simile, parecchio tempo fa. Che poi cucinato è una parola esageratissima: era agosto, già è tanto se accendevo i fornelli. Se ti ricordi – e ti ricordi, lo so – ci siamo limitati a buttare roba grassa in una padella e l’abbiamo fatta sciogliere tutta insieme. Burro, gorgonzola, panna, parmigiano. E ringrazia che ancora non avevo scoperto l’esistenza della sugna.

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Gente che si esalta solo a sentirla nominare, la sugna.

Catia in cucina, che è una persona più seria di me, ne ha proposto una versione un po’ più elaborata con gli gnocchi di patate. Non poteva che essere buonissima, quindi dovevo provarla.
Però, memore del mio esperimento di agosto, ho modificato soltanto due particolari: io, il burro, non ce l’ho messo ed ho però inserito come primo elemento la panna. Che lei è cicciosa di suo, secondo me non serve aumentare le dosi di grasso.

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Eh sì, cara Clara ButtFace, pure io ogni tanto ho delle idee culinarie.

E quindi iniziamo a cucinare gli Gnocchi alla Ciccia.

Go, go, go!

Per preparare gli gnocchi alla ciccia, per due persone che combatteranno strenuamente contro la digestione, hai bisogno di:

  • mezzo chilo di gnocchi di patate;
  • 150 grammi di gorgonzola (io abito in teronia, quindi il gorgonzola è solo dolce);
  • 50 grammi di edamer;
  • 100 grammi di panna;
  • qualche noce;
  • pepe.

Metti l’acqua degli gnocchi a bollire, che tanto è tutto velocissimo.

Spezzetta con le mani le noci, in modo molto grossolano. Quante? A tuo gusto. Io credo di averne messe, in tutto, una decina. Ma non le ho contate.

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Taglia a pezzetti l’Edamer. Se non trovi l’Edamer o non sai cosa sia, te lo faccio vedere in foto. È quello coi buchi, quello dei cartoni animati.

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Realistico anche l’effetto del dopo pappa.

Nella vita vera si reincarna con questo aspetto:

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E ne serve la metà di questa porzione qui.

Taglia a pezzi pure il gorgonzola. Non provarci manco a tagliarlo a pezzetti piccoli, tanto si scioglie ugualmente.

Ora che hai tutti gli elementi pronti, prendi una padella e caccia dentro i 100 grammi di panna. Scaldala a fiamma medio bassa.

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Il resto della panna regalala al gatto.

Quando è caldissima (tipo che quasi fa le bolle) metti dentro anche il resto dei formaggi. Abbassa la fiamma e falli sciogliere bene.

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Tieni la fiamma bassissima, in attesa degli gnocchi.
Appena vengono a galla, tirali fuori con la tua fedele schiumarola ed aggiungili alla crema.

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Mescola bene, spegni la fiamma e caccia dentro pure le noci.

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Mescola nuovamente e siamo pronti per il piatto finito.
Piatto che devi cospargere con un po’ di pepe.

Se sono riuscita a spiegarmi come si deve, dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Siccome ho comprato una macchina fotografica nuova e le foto sono tutte belle, te ne metto un’altra che mi fa venire fame:

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Ed il sale, chiederai tu?
Non si mette. Con che coraggio aggiungi il sale nel Regno del Gorgonzola?

Ti metto pure un’altra foto, scattata senza il flash, perché così mi va:

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Ciao e buon appetito!

Gli gnocchi bombetta.

Gorgonzola e ‘nduja non dovrebbero incontrarsi mai.
Potrei anche finirla così, mandare a casa tutti subito, ciao, ci sentiamo domani. Ma so che il mondo può imparare dai miei errori e dato che in questo periodo le sperimentazioni fallite non sono state poche, è giusto condividerle per fermarvi in tempo.
Ricordo ancora con orrore il Risotto alla cazzo, dove elementi ottimi di per sé hanno formato una melma verde orripilante. Ricordare però non basta: bisogna DENUNCIARE!

Quindi eccoci con la rubrica Tu lo chiami cibo, ma io sto vomitando che l’universo tutto stava aspettando da tempo.

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Quando il Kaijutelefono suona, Pizzakaiju risponde. Sì, pronto intervento cibodimmerda, dica pure.

Tutto è iniziato malissimo.
Dove abito la ‘nduja te la vendono col giornale del mattino, ma per il gorgonzola c’è da bestemmiare. Solo roba che assomiglia più a mascarpone con delle finte muffe, dolce ed insapore. Siamo al sud, i formaggi con le muffe sono quasi illegali.
Quindi quando il salumiere mi stava per rifilare la solita stracchinata con su scritto GORGONZOLA ho detto no, grazie, dammi quella roba là. Ecco cosa ho comprato:

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Quella roba là.

Non ricordo manco come cazzo lo chiamino, quella roba là, qui. Non Gorgonzola, se è questo che ti stai chiedendo.
Il gusto comunque gli somiglia parecchio, anche se ha una punta di amaro sul fondo che distrugge un po’ tutto.
Il salumiere, un po’ controvoglia, mi ha tagliato un paio d’etti di questo formaggio affermando più e più volte che Il gorgonzola nasce dolce, strizzando l’occhio verso la caciottina fresca gorgonzolata che stavolta si mangia lui.
Al Il gorgonzola nasce dolce ho tirato fuori la mia faccia da poker migliore, reprimendo i vaffanculo interiori.

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Poker Face.

Il piatto nefandezza da preparare erano degli gnocchi di patate con una crema di ‘nduja e gorgonzola.
Quindi ho comprato gli gnocchi e mi sono messa al lavoro.
Ho mescolato i due ingredienti in padella, mangiandone a volontà durante la preparazione, realizzando questa crema che è pure invitante:

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Ed eccomi qui, pochissimi minuti dopo, mentre preparo le parti.

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Quando arriva il momento dell’assaggio, al primo gnocco siamo quasi soddisfatti.
Poi però arriva il secondo. Ed il terzo. Al quarto abbiamo lingua e palato massacrati dai sapori troppo violenti, troppo amari, troppo piccanti, troppo unammmerda per poterci credere. Presi dallo sconforto assaltiamo il frigorifero e tiriamo fuori una crosta di formaggio, per cercare di risolvere la situazione.

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Gratta che smorziamo.

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Di più, cazzo, di più.

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A costo di grattarsi le dita.

Niente. Neppure così. Neanche col parmigiano. Abbiamo mangiato tutto, cercando di isolare gli gnocchi dal sugo obbrobrioso, con le lacrime agli occhi per il sapore troppo intenso.
Sui piatti vuoti e nei cuori gonfi di tristezza, la parola fallimento riecheggiava (e nei cuori riecheggia ancora).
Quando non si fa la scarpetta e non si rutta, la cena è andata di certo a fanculo.

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RIP scarpetta.

Bene, ripetete con me ancora una volta.

Gorgonzola e ‘nduja non dovrebbero incontrarsi mai. 

MAI.

A domani, con il grande mistero del purè in scatola.