Pizzetta KEVIN!

Quella sensazione che ti piglia quando sei a letto e pensi di avere dimenticato qualcosa.
La porta è chiusa? E le persiane? Ho spento tutti i fornelli? Il gatto è dentro o fuori?

Poi l’illuminazione.
Certo che hai dimenticato qualcosa. E quel qualcosa è sempre la stessa, ormai dal 1990 ad oggi:

KEVIN!

Sì, lo so che per voi è davvero Natale quando in televisione trasmettono Una Poltrona per Due. 
Però per me non è così. Anzi, se devo proprio dirlo, a me Una Poltrona per due fa proprio schifo.

E non cominciare ad insultare!

Non festeggio il natale, non addobbo l’albero, non preparo il presepe e manco stappo lo spumante a mezzanotte dell’ultimo dell’anno (di solito, anzi, mi addormento alle dieci).
Nella vita del Kaiju non c’è posto per lenticchie e cotechino (che magari vengono divorati a ferragosto), né per cenoni di famiglia e tombole e pacchi regalo.
Sì, la vita del Kaiju è una vita da Grinch.
Lo stesso, Mamma ho perso l’aereo è uno dei film della vita.

E sì, lo so che pure in una Poltrona per due si mangia la pizza.
Ma vuoi mettere tra ‘sta cosaccia qui…

… e questa qui?

Quindi ho deciso di inaugurare il mio personalissimo rito natalizio e salutare la felice nascita di Gesù Cristo in Croce con la pizza formaggiosa di KEVIN!
Da leggersi sempre urlando, mi raccomando.

Quando scrivo formaggiosa, intendo proprio che ti ritroverai il caglio al posto del sangue.
Fun Fact che non è fun per niente: un quarto di pizzetta ti porterà intorno alle 700 calorie. Quindi sii cauta nella tua pappa, mi raccomando.

Go, go, go! e sigla!

Con questo discorso mi candiderò alla presidenza americana e vincerò.

Useremo una teglia 30×20. 

Per preparare una pizzetta KEVIN!, per due persone, hai bisogno di:

  • 250 grammi di farina per pizze e focacce. Sui sacchi di farina c’è scritto proprio così, se trovi quella con la dicitura macinata a pietra compra quella, che mi è sembrata più decente rispetto alle altre;
  • 7 grammi di lievito di birra fresco;
  • 3 grammi di zucchero o di miele;
  • 125 grammi di acqua tiepida;
  • 5 grammi di sale fino;
  • 25 grammi d’olio extravergine di oliva;

Per condirla hai bisogno di:

  • un filo d’olio;
  • 50 grammi di parmigiano grattugiato;
  • 100 grammi di mozzarella, più asciutta possibile. Se riesci a trovarne che si possa grattugiare, ancora meglio;
  • 100 grammi di fontina grattugiata;
  • 100 grammi di caciocavallo grattugiato;
  • dai 100 ai 150 grammi di gorgonzola, dipende anche da quanto è intenso il suo sapore e da quanto ti piace;

Partiamo dai tempi.
L’impasto che ti ho dato ha bisogno di minimo un’ora e 45′ di lievitazione: la prima ora come palla, i 45 minuti già stesa in attesa del pomodoro. Se vuoi puoi anche allungare la prima lievitazione a due ore: non cambia molto, dipende come ti sei organizzata (a volte un’ora in più può fare comodo). I 45 minuti, invece, rimangono intatti.
Non starò qui a ripetere tutto il procedimento, perché lo trovi qui.
Facciamo finta che tu abbia impastato per dieci minuti, fatto lievitare una o due ore, steso la pasta e fatto lievitare nuovamente per altri 45 minuti.

Mentre ti aspetto, gif da intervallo.

You want me to break something else?

Accendi il forno a 210 gradi.

Con un pennello da cucina (ma pure un Cinghiale va benissimo) spennella la superficie con un po’ d’olio.

Grattugia 50 grammi di parmigiano e mettili in un piatto.
Su un altro piatto metti insieme fontina, caciocavallo e mozzarella grattugiati (100 grammi di ognuno).

Parentesi sulla mozzarella: ovviamente puoi usare una fiordilatte meno schifida di quelle a cui ormai mi sono convertita io, ma più la mozzarella è buona e meno è adatta ad andare in forno. Pesantezza digestiva a parte, quello che scassa davvero le palle è il latte che esce. La cottura si prolunga e, a volte, può addirittura finire malissimo.

Il mio consiglio è, fintanto che dobbiamo cucinare pizzette discutibili come questa, di comprare quella creata apposta per la pizza. Poiché, in fin dei conti, se tu decidessi di comprare la mozzarella buona, dovresti comunque lasciarla in frigo a spurgare, rovinandola del tutto. Tanto vale comprarla già rovinata, non ti pare?

Ti vedo molto interessata.

Cospargi la pizzetta con il mix mozzarella-fontina-caciocavallo.

Metti qui e là dei tocchetti di gorgonzola, stando bene attenta a distribuirlo un po’ ovunque. Quanto? Dipende quanto ti piace e anche da quanto è invadente. Io ne ho messo circa 150 grammi, ma vivo anche in teronia e qui il gorgonzola non è di certo di quelli super saporiti.

Infine cospargi il tutto con il parmigiano.
Metti in forno: 210 gradi per 25 minuti, modalità statica.
Dovrà diventare bella colorata e sbruciacchiosa:

Tuttavia le pizzette ci regalano il loro meglio da tagliate. E possa incenerirmi la Madonna, se pronuncio falsità:

E la Madonna MUTA.

Siccome l’internet è grande e spettacolare, una persona ha guardato la foto che sto per metterti e mi ha chiesto Che cos’è?

Ed io ho risposto l’ovvio: Tortellini al sugo, non si capisce?

Ancora una e basta, si va tutti a casa.

La bellezza. Nelle nostre pance.

Ciao, buon Sant’Ambrogio, buona preparazione al Natale e buon appetito!

MERRY NEW YEAR A TUTTI QUANTI!

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Feta fritta

Sappi che ho intenzione di farti friggere tutti i formaggi del mondo.

È gioia quella che leggo nel tuo volto?

Ho in mente un po’ di esperimenti, tra tipi di formaggi, pastelle e metodologie di frittura. Ma siccome ho già decretato più e più volte che questa bucolica, atavica, ancestrale e soprattutto euforica estate 2018 è l’estate della feta, è con lei che iniziamo.

Sono un servizio pubblico.

Ho rubacchiato la ricetta a Peperoni e Patate, anche se io ho deciso di cuocere il pezzo di feta tutto insieme, che mi dava più soddisfazione.

Non sarà complesso, ma sappi che avrai bisogno di un paio d’ore di congelazione della feta. No, non puoi friggerla senza raffreddarla: toccherebbe l’olio bollente e si scioglierebbe, quindi organizzati per tempo.

Go, go, go ma prima sigla!

Sigla!

Per preparare la feta fritta, per una persona, hai bisogno di:

  • una fetta di feta da 200 grammi. Io compro la Zorbas, così ci capiamo sulle dimensioni;
  • 2 uova e pangrattato per la panatura. 2 uova è indubbiamente una dose un po’ esagerata, ma preferisco abbondare, non si sa mai;
  • parecchio olio extra vergine di oliva per friggere, tipo mezzo litro, ma dipende dalla padella che usi e da quanto vuoi immergere il formaggio. Non friggere con l’olio di semi, che fa schifo e poi non digerisci;
  • marmellata di arance o miele come accompagnamento.

Per prima cosa sciacqua la feta sotto l’acqua corrente e mettila nel freezer per un’ora, appoggiata su un foglio di carta da forno.

In questo tempo fai quel che vuoi.

Per esempio mettiti degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero.

Dopo un’ora sbatti le 2 uova in un contenitore e versa un po’ di pangrattato su di un piatto.

Siccome friggere non è una scienza perfetta, io ho formato ben 3 strati di panatura per essere sicurissima che la feta non si sciogliesse e la panatura non si staccasse.

Prima passa il pezzone di feta nell’uovo, coprendolo in ogni sua parte. Poi lo passi nel pangrattato, compiendo la stessa operazione. 
Poi di nuovo nell’uovo, poi di nuovo nel pangrattato.
Ed ancora nell’uovo ed infine nel pangrattato.

Già che ci sei metti la cera, togli la cera ed impara il Karate.

Il risultato deve essere bello compatto. Come questo:

Rimetti la feta nel freezer per un’altra ora  o fino a quando sarai pronta per friggere. Appoggiala sempre su un foglio di carta da forno.

Prendi il padellino o il wok o la pentola che hai deciso di usare per friggere e riempi di olio quanto basta. Io ho scelto di usare due-tre dita d’olio, ma puoi anche riempire l’intera pentola, se ti è più comodo.

Quello che conta è che devi fare andare in temperatura l’olio: usa una fiamma alta e dopo qualche minuto mettici un pochino di farina per vedere se ci siamo. Se inizia a sfrigolare puoi partire col formaggio.

Facendo attenzione a non bruciarti e a non lanciare olio bollente per la cucina, adagia la feta.

Fai cuocere un paio di minuti, poi girala con l’aiuto di una pinza o spatola. Fai cuocere per altri due minuti scarsi.

I tempi di cottura sono super indicativi: dipende dalla temperatura dell’olio, della feta e dalla quantità di olio. Se l’hai immersa tutta, è probabile che dopo la prima giravolta ci sia bisogno di molto meno tempo.
Comunque è pronta quando tutti i lati della feta sono belli abbronzati:

Togli la feta dall’olio, adagiala su della carta assorbente e lasciala riposare per 30 secondi per dare il tempo all’olio in eccesso di scivolare via.

Adesso te la puoi pappare, cospargendola di miele, di marmellata di arance oppure da sola.
Ecco qui la bellezza del taglio:

Ciao e buon appetito!

Vellutata di pomodorini con formaggio fresco a scelta.

Annoiata? Non sai come riempire questo pomeriggio? Hai provato a vedere un film ed era una merda, hai acceso la ps4 ed il gioco si è buggato e sì, ok uscire, ma adesso fa troppo caldo?

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La noia, versione multirazziale.

Per fortuna c’è il Pizzakaiju qui, che ti riempirà sei minuti e mezzo di questa giornata, insegnandoti una ricetta velocissima che puoi accompagnare con un sacco di formaggetti interessanti.
Hai del formaggio di capra freschissimo? Puoi usarlo.
Hai una voglia di mozzarella di bufala che non ci si crede, ma hai trovato solo bocconcini perché hai dormito troppo e la mozzarellona è finita? Puoi usarla.
E la ricotta di bufala, vogliamo parlare della ricotta di bufala? Puoi usare anche quella.

Se poi sei in vena di cagate alla Formaggini Susanna, puoi pure usare quelli. Però non è la stessa cosa, siamo seri.

Ah, l’idea non è mia: l’ho rubata a noce moscata. Come quasi sempre.

Dai, prendi un coltello che si comincia.

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La gioia di cucinare.

Per preparare una vellutata di pomodorini con formaggio fresco, per due persone, hai bisogno di:

  • un chilo e mezzo di pomodorini. Quelli che vuoi;
  • 100 grammi di panna fresca da cucina. Mi raccomando: fresca. Non quella che scade nel 2030;
  • mezza cipolla bianca, un cucchiaio d’olio + 2 cucchiai aggiuntivi da mettere sui piatti;
  • una decina di foglie di menta oppure una decina di foglie di basilico;
  • formaggio. Io ho usato 150 grammi di formaggio di capra, se vuoi usare la mozzarella di bufala ti consiglio di comprarne 250 grammi e in bocconcini, anche se nella vellutata ne metterai soltanto due o tre. Di ricotta di bufala comprane 300 grammi. Coi formaggini Susanna non ti do dosi perché mi rifiuto.

Innanzitutto ti presento il mio formaggio:

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Ciao.

Viene da Milano nonostante qui abbiamo formaggetti freschi mondiali. Misteri della globalizzazione.

Lava i pomodorini e tagliali a pezzetti.
Trita la mezza cipolla bianca.
Metti tutto in una pentola, insieme ad un cucchiaio d’olio.

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Cuoci a fiamma media per qualche minuto, il tempo necessario per fare ammorbidire i pomodori. Magari metti il coperchio, così velocizzi l’operazione.
Appena riesci, trita tutto con un mixerino ad immersione.

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Rimetti sul fuoco ed aggiungi i 100 grammi di panna fresca.

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Mescola bene e fai cuocere per 20 minuti, con una fiamma sufficiente a fare sobbollire tutto. Il tempo contalo da quando inizia a bollire. E questa volta senza coperchio, così diventa un po’ meno liquida.

Trascorso questo tempo, dai un’ulteriore passata di mixer. Assaggia ed aggiusta di sale, tenendo però conto che metterai del formaggio con un proprio gusto. Quindi non esagerare. E poi ricordati che i pomodori sono buoni così, senza bisogno di roba per insaporirli ulteriormente.

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Versa tutto in due scodelle e concludi: un cucchiaio d’olio a testa, un po’ di foglie di menta spezzettate (o di basilico) ed il formaggio, sbriciolato con le mani. Se si tratta di mozzarelline, cacciane un paio al centro, per coreografia.

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Mamma che buona!

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Ciao e buon appetito!