Panino con salmone affumicato ed avocado (+ tutti mettono Pizzakaiju in un angolo)

Quando ho deciso di aprire un blog di cucina sapevo che sarebbe stata un’esperienza complessa.

Il Maestro si esprime senz’altro meglio di me.

Ero conscia del fatto che la coesistenza con le blogghine sarebbe stata un casino ma, a dirla tutta, non me ne fregava una ceppa perché non pensavo che avrei continuato per più di due-tre post al massimo.
Invece è trascorso un anno e mezzo ed ormai sto diventando una Pizzakaiju che cerca di vendere l’immagine di quella che si ammazza di fatica con lo sport e poi mangia come un porco perché è una roba che la rende contenta. Così, un po’ perché mi piace, un po’ perché sarebbe bello diventare la Chiara Ferragni dei Mostri.

Quindi via coi social, i video su youtube, IGTV e, purtroppo, lo spam minimo nei gruppi di cucina.

Qui scatta il delirio.

È chiaro che se quelle (le blogghine, intendo) a me stan sul cazzo, loro proprio mi odiano e con tutto il cuore (che è tanto grande, perché KONDIVIDONO un KASINO). Non mi capiscono e mi vorrebbero morta: mi reputano una persona maleducata, che dice le parolacce, che fa foto di merda, che mette gif sanguinarie, che parla di alimentazione e di sport senza pensare al glutine e soprattutto che pronuncia parole come CICCIONI senza vergognarsi minimamente.
Insomma, Pizzakaiju fa schifo e pure se rispetta le nostre regole quando è nel nostro gruppo di frustrate in cucina, non possiamo accettare che sia dei nostri. È una minaccia al nostro stile di vita. NON CE LI VOGLIAMO, QUI, QUELLI COME TE.
Quindi giù di ban pesanti, quasi sempre supportati da manco un messaggio di vaffanculo.

Poi sono io la maleducata.

Il guaio è che ormai questo cazzeggio iniziale è diventato un vero progetto: sto imparando a cucinare, ho migliorato me stessa e pure la parte di scrittura – seppur minima – è tornata fuori.
Insomma, questo sito si è trasformato in qualcosa di più di un giornaletto di ricette e mi piacerebbe che qualcuno lo vedesse.
Siccome odio lo spam fine a se stesso, è chiaro che i gruppi di cucina sono il primo posto dove andare a gettare i semi. Peccato che quei gruppi siano capitanati (spesso) dalle stesse rincoglionite che nascondono gli spinaci nelle polpette al sugo, così il loro maritino diversamentegiovane mangia le verdure senza accorgersene.
Quindi no, non è una strada.

Ultimamente mi domando spesso se esista, una strada, per me.

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Eh, magari.

Dal mio punto di vista, ‘sta roba che faccio porebbe interessare a molti: checcristo, tutti mangiamo e tutti abbiamo cento interessi. Qui trovi un mix letale: dai film ai videogiochi, fino alle storie di vita ed al cazzeggio puro. E poi trovi il cibo, con ingredienti facili da reperire, senza menate sul biologico e sul terrore di prendere il tifo se ti mangi le uova e soprattutto con procedimenti facili e spiegati come se tutti noi fossimo dei bambini di 4 anni (e non lo siamo, in fondo, quando dobbiamo imparare qualcosa?)

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Il mio motto dal 1993.

Invece nessuno mi caga.

Anche il modello ARRIVABILISSIMO che propongo –  quello della persona sportiva che poi si mangia il gelato fritto cinese sbattendosene le palle delle proteine e gli zuccheri buoni e i grassi – credevo fosse una figura in qualche modo vincente.
Girando l’Instagram americano è pieno di (falsi) profili di palestrati che mangiano la merda fritta e poi fanno vedere gli addominali.
In Italia, a farlo, ci sono solo io. O almeno così pare dopo una ricerca senz’altro superficiale.
Possibile che non sia in grado di riempire questo buco?

Spoiler: non esiste nient’altro!

Non ho ancora capito se quello che faccio possa funzionare o possa interessare. Un blog di cucina, sempre e comunque, parla solo di cucina e con una certa impostazione da pubblicitari mancati. Un blog nerd fa la stessa cosa, attingendo a curiosità wikipediose e non molto altro.
Quindi chi cerca le ricette, si ritrova le bestemmie.
Chi cerca roba su Nightmare, viene catapultato in una roba che è puro intrattenimento spicciolo, senza nozioni e curiosità da cinefilo.

Insomma, faccio tutto alla Pizzakaiju e non so mica se questa roba alla fine possa avere qualche attrattiva.

Tipica reazione di una blogger di cucina quando finisce su questa pagina.

Il problema è che ho scelto di aprire un blog di cucina perché mi piace da morire mangiare e mi piace che gli altri mangino le cose buone che mi sono capitate nelle fauci.
Ma essendo un ibrido, pare che un posto per me non ci sia.

Quindi il panino di oggi ce lo mangiamo io e te, che è un anno e mezzo che passi di qui, non rompi manco mai le palle e secondo me te lo meriti. E me lo merito pure io, quindi Go, go, go!

Facciamo un panino, niente bacchette per oggi, dai.

L’ho mangiato per due pranzi di seguito, una volta però senza salmone: era ottimo lo stesso.
Le dosi mi sono sembrate equilibrate e niente, provalo e fammi sapere.

Per preparare un panino con salmone ed avocado hai bisogno di:

  • un panino. Ho usato una puccia salentina (finta, sia chiaro). Tu usa quello che ti pare;
  • 100 grammi di salmone affumicato;
  • 70 grammi di formaggio spalmabile di capra. Puoi usare anche robiola o ricotta o philadelphia o quel che vuoi;
  • 3 noci (15 grammi);
  • 10 grammi di miele di castagno;
  • 100 grammi di avocado.

Partiamo dall’avocado. Come sai deve essere maturo e per assicurarti della sua maturità ti basta toccare l’esterno, soprattutto le estremità: se è morbido, compralo. Se è duro, desisti. Se è pappa, è marcio.

Taglia in due l’avocado, leva il nocciolo e scava la polpa.
Cacciala su un piatto e schiacciala bene con una forchetta, per ridurla in pappetta.

Scalda il panino e taglialo a metà.
Per scaldarlo puoi usare il forno (a 180 gradi, 200 massimo per pochi minuti) oppure una padella, senza aggiungere grassi (accendi la fiamma bassa ed aspetti che si tosti).

Spalma 35 grammi di formaggio su una metà ed altri 35 sull’altra metà.

Ora metti tutto il resto.
Salmone su una metà.
Sull’altra l’avocado, poi le noci spezzettate a mano ed infine il cucchiaino di miele.

Infine chiudi ed ecco la bellezza:

Ed era veramente buono, questo video qui sotto te lo testimonierà.
Quindi buona visione, ciao e buon appetito!

 

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Avocado ripieno (+ pesaculisti alla riscossa)

Tre anni che faccio palestra, tre anni che metto foto e tre anni che mi chiedono Eh, ma come fai ad avere quei muscoli lì?

L'immagine può contenere: una o più persone, spazio al chiuso e primo piano

Pure quando avevo iniziato da sei giorni e mezzo.

La risposta è molto semplice, cari amici followers: qualche tempo fa ho trovato dei bicipiti sotto il comodino, li ho indossati ed ho scoperto essere una roba molto comoda e figa. Quindi da lì è diventato Pizzakaiju Style.

Seriamente: ma che cazzo di domanda sarebbe?

A schiaffi ti piglio.

Cioè, è come se stessi qui a mangiarmi una carbonara a casa e tu, guardandomi, mi dicesti Eh, ma dove l’hai trovata quella roba lì? 
Converrai con me che la cazzo di carbonara me la sarò cucinata io o, se sono proprio fortunatissima, qualcun altro l’avrà cucinata per me (cosa che non accade da mai, tra l’altro).
Secondo te, quindi, i muscoli sono nati dal nulla o forse sono il risultato di un lunghissimo e lentissimo lavoro?

Hai una vaga idea di quanti calci tiri, ogni giorno?

Se tu, in questi tre anni, invece di andare per internet a commentare i corpi che vorresti ti fossi impegnato ad alzare un muscolo (anche uno solo, per davvero), oggi non somiglieresti alla busta di liquami che vedi allo specchio.
Ma tu non puoi. Tu non riesci. Tu non ce la fai. Tu c’hai gli infortuni (nella testa, di solito).

No, tu un cazzo.
TU NON HAI VOGLIA, che è diverso.

Dai, piangi, ora che ti ho scoperto. gnegnegne.

Non è necessario passare tutto il pomeriggio in palestra, a meno che tu non lo voglia. Non è manco necessario praticare gli sport che faccio io. Il mondo è varissimo, soprattutto quello del movimento di culo: c’è senz’altro qualche disciplina che ti piacerebbe.
Ma tu no. Tu passi il tempo su Instagram a guardare quelli con gli addominali di Boika che si scattano fotografie mentre mangiano Oreo fritti enormi e ti dicono che anche tu puoi essere così. In sole tre settimane.

Hai provato la dieta di Gizmo?

Oppure quelle scope in culo che annegano nel formaggio sciolto, divorando hamburger che non riescono manco ad addentare talmente sono giganti. Anche tu puoi essere così. In soli 5 giorni.

In primavera cominci a toglierti gli strati invernali e vedi la panza, le gambone, le braccia flaccide e cominci a correre. Non per strada – non sia mai! – ma per google: cosa farà dimagrire più in fretta? Lo sapevi che sei ore di televisione hanno un consumo calorico pari a 30 minuti di cyclette? Quanti passi in una giornata, andando da qui al cesso per sei volte?

Quante calorie muovere le spalle così, per 50 secondi al giorno?

Queste le tue ricerche, che tentano di trovare una scorciatoia in una roba che una scorciatoia non ce l’ha: il corpo ha bisogno di attenzioni continue, è un eterno impegno tra te e te. Punto.
Il muscolo ce l’hai perché la mattina ti alzi e fai quel che devi, dal sollevamento pesi al tennis, quale che sia la tua passione.
Tutti i metodi da 5 settimane scarse che cercano di venderti non è che non servano a niente: sono semplicemente delle truffe.

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Capito?

E so pure che tutti, dagli psicologi d’infanzia ai dietologi con titoli di studio presi negli ovetti kinder (che non han mangiato, perché il cioccolato fa male!!!) ti diranno che sei grasso mica per colpa tua. È colpa del lattosio, del glutine, delle uova, del lievito, del farro, di tua madre, di stocazzo.

Risultati immagini per ovetti kinder

La verità è che i dietologi mangiano l’ovetto con dentro tutta la sorpresa.

Ma no, mi dispiace. Tutto quel che sei è frutto di ogni tua azione e non esistono malattie, se non per una percentuale ridicola della popolazione. Percentuale a cui, inutile dirlo, non appartieni.

Se pensi di mangiare bene ma sei obeso, non mangi bene.
Se dici di fare esercizio fisico ma sei un secco gobbo che ti vedo da qui, non è vero.
E andare in giro per internet a dire ‘ste cose non ti renderà meno busta di liquame di quel che sei.

Riassunto.

Solo alzare il culo e cominciare un percorso ti aiuterà. E non per questo ferragosto: per tutti i ferragosti che avrai la fortuna di vedere.

Adesso andiamo a mangiare, pure se te non smaltirai un cazzo e ti si accumulerà tutto sulle cosce.

Go, go, go!

Sbrighiamoci, che c’ho da fare.

Da quando girello su Instagram vedo un sacco di belle idee che sto copiando in maniera spudorato. Questo avocado al forno ripieno di uova l’ha preparato  Le mille e una ricetta: bellissima foto, facilissimo da preparare e poi avevo tutto in casa.
Non l’ho usato come cena, ma come accompagnamento ad altre cose. Non credo si possa cenare con una roba del genere, a meno che uno non voglia prepararne almeno un paio a testa.

Per preparare un avocado al forno hai bisogno di:

  • un avocado maturo.
  • 2 uova;
  • pepe, sale, peperoncino.

Come fare a scegliere un avocado maturo? Semplice: tocca l’esterno. Se le estremità sono morbide, ci siamo. Se sono TROPPO morbide, è marcio. Se sono dure, lascia perdere e fai la ricetta tra qualche giorno.

Accendi il forno. 200 gradi, modalità statica.

Taglia l’avocado a metà e leva il nocciolo.

Condiscilo con un po’ di sale ed un po’ di pepe.

Mettilo al forno per 5 minuti, poi tiralo fuori.
A quel punto rompi le uova e cacciale nel buco dove un tempo viveva il nocciolo.

Non ti preoccupare se il bianco uscirà un po’: si cuocerà lo stesso e te lo papperai ugualmente.
Condisci l’uovo con un po’ di sale e del peperoncino in polvere o in fiocchi.

Rimetti in forno per un’altra decina di minuti o comunque finché l’uovo sarà pronto (ossia il bianco deve essere molto bianco).

Con una spatolina metti l’avocado sul piatto e recupera pure tutto il bianco caduto, mi raccomando.

Ecco qui cosa dovresti avere davanti:

Ciao e buon appetito!