Zuppe

Bisogna sempre fare attenzione ai gremlins.

Oggi roba semplicissima, la cui unica difficoltà sta nel dover maneggiare il mixerino ad immersione.

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Con gli elettrodomestici si possono avere brutte esperienze.

Quindi guarda bene sotto il tavolo, dentro le credenze ed apri pure quello sgabuzzino in cui non entri dal 1918: se un gremlin dovesse aggirarsi per casa, cucinare diventa impossibile.

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E controlla pure l’albero di Natale! Che tanto lo so che non l’hai ancora levato di mezzo.

Il menù di oggi prevede una bella vellutata di zucca e carote, con dentro l’orzo. Un comfort food multivitaminico, direbbero quelle che ci stan sul cazzo.

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E noi risponderemmo così, prontissimi.

Cominciamo subito.
Go, go, go! 

Per preparare una vellutata di zucca e carote con orzo, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di orzo;
  • circa 700 grammi di zucca (ma chiedine di più, poiché devi pulirla);
  • un fascio di carote (circa 300 grammi);
  • mezza cipolla rossa, una costa di sedano;
  • rosmarino, 2 cucchiai d’olio, peperoncino.

Metti una pentola piena d’acqua a bollire.
Il mio consiglio è di aggiungere l’acqua man mano che serve, quando si cucinano robe del genere, di modo da non dover passare anni a cercare di far evaporare l’evaporabile.

Mentre attendi che l’acqua sia pronta, pulisci la zucca e tagliala a pezzetti.
Leva la parte esterna delle carote con l’aiuto di un pelapatate e fai lo stesso con la costa di sedano. Lava poi entrambi e taglia a pezzetti pure loro.
Infine trita la mezza cipolla.

In una pentola piuttosto capiente, di cui possiedi il coperchio, caccia tutte le verdure che hai appena tagliato. Metti anche un cucchiaio d’olio, del peperoncino e delle foglie di rosmarino (senza rametto, che dopo frulliamo).
Non ricoprire completamente d’acqua, ma raggiungi circa la metà del livello delle verdure, usando l’acqua che hai scaldato.

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Metti il coperchio e fai cuocere, con fiamma medio bassa, per 20 minuti.
Tieni il coperchio anche nell’acqua che hai scaldato a parte, poiché potrebbe servirci ancora quando arriverà l’orzo. E ci servirà calda, quindi riaccendi la fiamma qualche minuto prima della fine della cottura di zucca e carote.

Scaduto quel tempo controlla se le verdure sono pronte:

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Col mixer ad immersione trita tutto (e tieni lontano Gizmo da eventuali schizzi, sai come reagisce ai liquidi). Se occorre aggiungi dell’acqua calda.

Butta dentro l’orzo.

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Mescola bene e, se la vellutata è troppo densa, aggiungi una mestolata di acqua calda.
Fai sobbollire per altri 15 minuti, senza coperchio, a fiamma bassissima. Se ti piace più minestrosa, aggiungi altra acqua.

Alla fine prepara le porzioni ed aggiungi un cucchiaio d’olio su ogni portata. Dovresti avere ottenuto un risultato del genere:

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La prossima volta prepareremo una pasta al sugo di piselli e carote. Io di fasci di carote ne avevo comprati due, per essere sicura, quindi in qualche modo dovevo pur riciclarli.

Ciao e buon appetito!

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Ditali rigati sugna e basilico

Ho trascorso l’ultima settimana in compagnia della sugna. Siamo andate a fare lunghe passeggiate, abbiamo visto film, persino letto dei fumetti. Poi, dopo tanto divertirsi, ci siamo pure scattate una foto insieme.

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La sugna ed io.

Sugna è un’ottima giocatrice di scala quaranta ed è bravissima con lo skate. Però la sua migliore dote ce l’ha – e chi l’avrebbe mai detto? – in cucina.

Io e Sugna siamo state presentate da Luca di CookAround (i cui video sono sempre utilissimi per imparare un sacco di trucchi culinari, pure le rarissime volte in cui il piatto in sé magari non mi interessa) ed è grazie a lui che ho mangiato una minestrina tanto grassa e semplice, quanto mondiale.

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Chissà se a Paperopoli si trova la sugna.

Da quel poco che ho googolato, dalla sugna si crea lo strutto. Per farti capire che stai per usare una roba così cicciosa, ma così cicciosa, che più cicciosa di così mi sa poche cose nella vita.

‘sti cazzi, aggiungerei, ma magari tu sei fedele alla linea.

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Ecco.

Per gli standard del Kaiju, questa è stata una cena addirittura dietetica.

Cominciamo.
Go, go, go!

Per preparare i ditali rigati sugna e basilico, per due persone, hai bisogno di:

  • 60 grammi di sugna;
  • 180 grammi di ditali rigati (o tubetti o qualcosa di simile);
  • basilico;
  • un cipollotto (o una mezza cipolla), pepe;
  • dai 30 ai 50 grammi di parmigiano.

Metti l’acqua della pasta a bollire e apri il barattolo di sugna.

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Ci sono modi più eleganti, ma ok.

Caccia la sugna in una padella.

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Falla sciogliere a fiamma molto bassa.
Quando sarà diventata del tutto trasparente, aggiungi anche il cipollotto (o la cipolla, nel mio caso) tritata e fai stufare.
Ci vorrà parecchio tempo, dai quindici ai venti minuti, ma non alzare mai la fiamma. È pronta quando è colorata.

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Mentre attendi taglia il basilico a pezzetti e grattugia il parmigiano.

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Pezzetti piuttosto grandi.

Quando la cipolla è quasi pronta, butta la pasta in acqua.

A fiamma spenta, aggiungi il basilico nella sugna. Sala e pepa (la sugna non è salata, per la cronaca).

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Cuoci i ditali al dente, tirali fuori con una schiumarola tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione e finisci la cottura in padella.

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Aggiungi anche un po’ d’acqua di cottura della pasta e, quando questa è in gran parte evaporata, aggiungi anche il parmigiano. Mescola bene.

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Regolati tu con la quantità di parmigiano che vuoi aggiungere. Deve formarsi una bella cremina, ma si sa che io abbondo sempre con le dosi (soprattutto quando si tratta di formaggio).
Trenta grammi è comunque il minimo consentito dalla legge.

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L’aspetto verso la fine.

Quando la pasta è pronta spegni la fiamma ed aggiungi altro basilico spezzettato.

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Siamo prontissimi!
Prepara i piatti e mangia. Ecco la mia:

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La prossima volta parleremo di sandwich all’americana. Ma quelli veri, eh: con burro di arachidi e stronzate immani.

Ciao!

Zuppe

Pasta e fagioli (con borlotti secchi)

Abbiamo preparato la pasta e fagioli ben due volte.
Una volta l’abbiamo cucinata col metodo di Rick Grimes, l’altra invece c’abbiamo aggiunto la ‘nduja spacciandola per una finezza culinaria cultissima.

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Perché nella vita quel che conta è sapersi vendere bene.

Oggi la ripetiamo ancora creando un po’ la ricetta definitiva, usando i borlotti secchi.

Ho messo a bagno i fagioli la sera prima e li ho cucinati verso le cinque del pomeriggio. Tipo 20 ore di ammollo e secondo me ho fatto bene: un’ora di bollitura è bastata per prepararli, proprio come indicato sulla confezione. Dalla regia mi dicono che di solito i tempi sono molto elastici e che non bisogna fidarsi.
Per evitarti problemi, ti faccio vedere che marca di fagioli ho comprato:

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E mi sono trovata bene.

Iniziamo. Go, go, go!

Per preparare una pasta e fagioli, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di borlotti secchi (mettili a bagno la sera prima);
  • 180 grammi di ditali;
  • 4 cucchiai di passata di pomodoro;
  • un cucchiaio d’olio, mezza cipolla;
  • rosmarino;
  • una cinquantina di grammi di parmigiano.

Ripetiamolo per la centesima volta: metti i borlotti a bagno la sera prima, che tanto almeno 12 ore di ammollo ti servono.

Scola i fagioli dall’acqua di ammollo e mettili in una pentola molto capiente, di cui possiedi il coperchio. Riempi la pentola d’acqua (l’acqua ti servirà per fare la zuppa, quindi che sia abbondante), chiudi col coperchio e fai cuocere per un’ora, a fiamma bassa. Ogni tanto apri e gira, per vedere che succede.

Dopo un’ora i miei erano anche troppo pronti: li ho cotti troppo ed alcuni si sono sfaldati. In teoria questo non deve succedere, quindi tu spegni la fiamma prima di raggiungere il punto di rottura. Nel mio caso, credo che mezz’ora di cottura sarebbe stata sufficiente. Peccato.

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Erano buonissimi, leggera sadness per la mancata perfezione.

In un’altra pentola metti un cucchiaio d’olio e fai soffriggere la cipolla tritata.

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Con la schiumarola prendi tutti i fagioli e cacciali insieme alla cipolla. Accendi di nuovo la fiamma dell’acqua dove hanno cotto, poiché ci servirà a temperatura di ebollizione.

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Aggiungi anche 4 cucchiai di passata di pomodoro.

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Belli pieni, eh.

Fai insaporire per un paio di minuti in attesa dell’ebollizione dell’acqua dei fagioli. poi butta dentro anche la pasta, il rosmarino e copri tutto con l’acqua che hai scaldato.

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Segui i tempi di cottura della pasta ed usa una fiamma medio bassa. Verso la fine, leva il rosmarino.

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Al solito, devi regolarti tu per la brodososità o la papposità della tua cena. Aggiungi acqua se la vuoi più brodosa, ma non proseguire troppo la cottura per fare evaporare il liquido in eccesso poiché sennò la pasta diventa colla.
A me piace così:

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Aggiungi dai 30 ai 50 grammi di parmigiano (secondo tuo gusto), mescola bene e siamo pronti. Aggiusta anche di sale, se occorre.

Se sono riuscita a spiegarmi dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Buon appetito!
La prossima volta andrà meglio e non li sfalderemo neppure, vedrai.

Prossima ricetta: tagliatelle all’uovo con ragù veloce, il tutto ripassato al forno con mozzarella e parmigiano. Ci vorrà del tempo (mezzo pomeriggio), ma sarà una cena spettacolare.

Ciao!

Pizzakaiju Approved, Zuppe

Vellutata di carciofi (+ tutorial per pulire i carciofi + tutorial per pulire i porri).

Oggi ben due tutorial vitali – non come quello dei fagiolini, sia chiaro – di cui uno giusto per metà, che si sa che qui si fanno le cose un po’ alla cazzo.

Sarò lunghissima, prolissa, ti riempirò di foto e alla fine ce la faremo: impareremo a pulire i carciofi e persino i porri, lasciando finalmente perdere le buste Orogel e allargando gli orizzonti nel mondo del cipollame.

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Altri tutorial semplici ma efficaci.

Ti confermo quello che già stai pensando: i carciofi freschi sono carissimi e pure un po’ una rottura di palle. Si scarta tantissimo e si paga leggermente di più che comprando quelli Orogel. Perché avventurarsi? Perché il gusto non è proprio paragonabile. Mi è sembrato di non mangiare carciofi da sempre, talmente l’abisso era incolmabile (e l’ho fissato per un bel pezzo, eh. E lui ovviamente ha fissato me. L’abisso, intendo).

Ho già scartato i fagiolini e i funghi surgelati, è la volta buona che il Mai più! riecheggi pure per i carciofi. Ormai si salvano ancora le fave surgelate (perché le conosco, quelle bastarde, e non ci casco più) e gli asparagi (più che altro perché qui trovo solo quelli selvatici).

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Anche Batman dice no alle fave fresche.

Perché uno dei tutorial è un po’ alla cazzo? Perché non so indicarti esattamente quando fermarti nello scartare le foglie esterne. So che la mia vellutata, per quanto fosse spaziale, era piena di materiale fibroso. Forse i carciofi che ho comprato erano particolarmente coriacei, tuttavia ho senz’altro troppo risicato nel buttaggio. È che c’ho l’animo tirchio.

Per il resto è facilissimo ed indolore.

Quindi – indovina? – go, go, go!

Ho rubato la ricetta a Misya, che mi allieta ogni domenica con la sua newsletter, colma di roba mangereccia sempre super invitante.

Per cucinare una vellutata di carciofi per due persone (da accompagnare a salumi e formaggi, nel nostro caso) hai bisogno di:

  • 10 carciofi. Pesavano 1,5 chili circa, ho ottenuto 600 grammi;
  • 400 grammi circa di patate;
  • 1 porro;
  • una noce di burro, un cucchiaio d’olio;
  • 30 grammi di parmigiano;
  • 1,5 litri di brodo vegetale.

Che il tutorial per pulire il carciofo inizi ORA! 

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Indovinate chi dei due è il carciofo?

Inizia staccando tutto il gambo.

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Taglia tutte le punte del carciofo.

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Leva le foglie esterne. Quelle più dure e scure, a quanto ho capito. Dalla foto già noto che ne ho tolte troppo poche:

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Taglia il rimanente prima a metà, poi in quarti:

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In ogni pezzetto c’è una specie di barba. Rasa il carciofo a zero:

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Finito! Facilissimo. Ci vogliono dieci minuti scarsi.
Mentre prepari le altre cose, immergi i carciofi in acqua e limone.

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Adesso ti presento il porro:

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Pizzakaiju googola come si puliscono i porri.

È molto più facile del carciofo, che già è una boiata.

Taglia il culo al porro.

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Taglia anche tutti i capelli (che la gente normale chiamerà erba?).

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Incidi tutto il corpo del porro. Dobbiamo levare i primi strati:

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Prima incidi.
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Poi togli i primi strati.

Il resto in teoria è mangiabile. Ma ciò che è verde secondo me non va usato (di solito non c’è tutto quel verde, questo era enorme, magari è maturato in maniera diversa?).

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Un porro, mediamente, lo puoi usare almeno per un paio di volte. È gigante.
Io ho cucinato solo questo che vedi in foto e l’ho tagliato a rondelle (cosa che devi fare pure tu):

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Abbiamo il carciofo, abbiamo il porro. Non ci resta che tagliare anche le patate a dadini, dopo averle lavate e sbucciate:

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Cretinata: io uso il pelapatate, ma nel caso usassi il coltello non tagliare a dadini la patata con lo stesso coltello con cui l’hai sbucciata. So che l’hai lavata, ma so anche che sicuramente del residuo di sporco sarà rimasto.
Non lavo (quasi) mai niente, però non so perché con le patate sono un po’ schizzinosa.

Prepara il brodo vegetale, che quando è pronto finalmente si cucina.

In una pentola capientissima e di cui possiedi il coperchio metti un cucchiaio d’olio, fallo scaldare, e poi soffriggi il porro. Scola i carciofi dall’acqua e limone e caccia dentro in pentola pure loro:

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Fai insaporire per 5 minuti, poi aggiungi anche le patate. Copri tutto col brodo:

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Cuoci 15 minuti col coperchio, poi altri 15 senza coperchio. Fiamma media all’inizio, abbassala quando il brodo è evaporato un po’.
A questo punto tutto dovrebbe essere abbastanza morbido da poter essere tritato col mixerino:

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Occupati della consistenza. A me piace morbida, non liquida. Fai evaporare o aggiungi altro brodo, a seconda dei tuoi gusti. Quando hai raggiunto ciò che desideravi spegni la fiamma, butta dentro una noce di burro e i 30 grammi di parmigiano.

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Il parmigiano si è già inabissato.

Mescola bene e chiudi con il coperchio. Fai riposare per tre minuti, esattamente come fai durante la mantecatura del risotto.

Dovresti avere ottenuto questo risultato, se sono riuscita a districarmi nel bordello vegetale:

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La prossima volta impareremo a fare un risotto alternativo, usando il Parboiled invece del Carnaroli. 

Ciao!

Contorni, Pizzakaiju Approved, Zuppe

La crema di piselli dell’Immangiabile Bulk.

Vi immagino, in questa domenica lunghissima, a divertirvi senza freno.

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Il tipico divertimento domenicale.

Così, mentre ti sfracelli i ciglioni, io so che non vedi l’ora di trovare una nuovissima ed entusiasmante ricetta.
Per fortuna io non riposo mai, così ti posso presentare una crema di piselli e lattuga che merita per davvero ed è persino presentata dall’Immangiabile Bulk.
Che uno che si chiama così, forse, non ha tanta credibilità in cucina. Ma forse non vi conviene lamentarvi, facendolo incazzare fortissimo.

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Minacce pesanti.

Se non sai chi è l’Immangiabile Bulk(*) non ti preoccupare: è normale.

Passiamo alla ricetta, che ai Trivia sulle creazioni cagose della Marvel penseremo poi (sì, ci metto l’asterischino e ti spiego chi è Bulk, ma tanto non lo leggerai mai perché è un fumetto tremendo).

Bulk ha preso spunto (diciamo che ha copiato del tutto) dalla ricetta di Zenzero e Limone. Però fate finta di niente, che sapete che non ha un carattere proprio docile e magari poi smasha tutto.

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Hanno molto in comune, questi due.

Per preparare la crema di piselli dell’Immangiabile Bulk, per due persone, hai bisogno di:

  • 450 grammi di piselli surgelati;
  • 300 grammi di lattuga;
  • uno scalogno;
  • 1,5 litri di brodo vegetale;
  • sale, se occorre.

Per non farci mancare niente, abbiamo anche una decorazione di uova che io ti consiglio. Per farla hai bisogno di:

  • 2 uova;
  • 20 grammi di parmigiano;
  • 4 cucchiai di latte;
  • sale, un cucchiaio d’olio.

Go, go, go!

Prepara il brodo vegetale.

Appena è pronto, metti lo scalogno tritato e i piselli ancora surgelati in una pentola piuttosto capiente (di cui possiedi il coperchio) e copri tutto col brodo. Tieni in caldo il brodo che ti è avanzato, potrebbe servirci.

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Cuoci con il coperchio per 20 minuti e, mentre aspetti, lava la lattuga e tagliala a pezzi.

Trascorsi i 20 minuti di cui sopra, aggiungi anche la lattuga nella pentola:

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Come vedi esce quasi dalla pentola, ma tanto non importa: si sgonfierà e, soprattutto, noi tra un po’ tritiamo tutto.

Prosegui la cottura per altri 15 minuti e, se vedi che il liquido evapora troppo, bagna ancora col brodo.

Mentre attendi, possiamo iniziare a pensare di preparare la decorazione all’uovo.
Prendi una ciotola e metti tutti gli elementi che ti ho elencato prima: 2 uova, 4 cucchiai di latte, 20 grammi di parmigiano ed un po’ di sale.

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Con una forchetta mescola bene tutto quanto.

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Ora lascialo lì, perché in tutto il tempo in cui hai tirato fuori la roba che ti serviva ed hai formato la crema, sicuramente 15 minuti sono passati. E piselli e lattuga dovrebbero assomigliare a questa roba:

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Spegni per un attimo la fiamma e trita tutto col mixer ad immersione. Otterrai una crema omogenea che ti ricorderà moltissimo le disavventure di Regan nell’Esorcista:

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Lo sai cos’ha fatto quella stracciacazzi di tua figlia?

Mescola tutto bene, aggiusta di sale (se occorre, ricordati che hai usato il brodo e se ti conosco è stato preparato col dado) e, se la crema dovesse risultare ancora troppo liquida, prosegui la cottura per qualche minuto. Se invece è troppo papposa non temi niente, poiché hai il brodo tenuto da parte. Devi ottenere una vellutata.

Spegni la fiamma, metti il coperchio per tenere la crema di Bulk in caldo e torniamo ad occuparci  delle uova.

Metti in una padella piccola un cucchiaio d’olio, fallo scaldare e cacciaci dentro la crema di uova.

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Muovila in continuazione (per far sì che non s’attacchi) con un cucchiaio di legno per qualche minuto, finché non si sarà rappresa.

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Ci siamo quasi, dobbiamo solo formare i piatti.
Versa prima la crema di verdure e poi mettici sopra il composto di uova che hai preparato. Se sono riuscita a farmi comprendere, dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Sì, non ci ho cenato, l’ho usata come contorno.

Buonissima!

La prossima volta prepareremo della pasta con calamari, seppioline e zucchine. Calamari freschi e seppioline fresche, naturalmente.

Ciao!

(*) L’immangiabile Bulk è una parodia davvero fin troppo cretina dell’Incredibile Hulk. In Italia è stato pubblicato dalla Corno negli anni settanta ed era inserito nel giornalino targato Hulk e i Difensori. Giornalino che non consiglierei perché a parte le storie di Hulk (tra l’altro stampate non in ordine cronologico) è piuttosto da buttare. I Difensori (a me) fanno schifo, Bulk è da pietà. Ma, hey, provare non ti costa niente. Qualcosa di divertente ovviamente c’è.

Zuppe

Vellutata di zucca con speck croccante e granella di pistacchi.

Siccome ormai sono entrata nel tunnel della sperimentazione culinaria (ed un po’ è anche colpa tua, perché prima di aprire ‘sto blog mangiavo pizza almeno 2 volte a settimana e pollo arrosto anche tre) oggi prepariamo sì una vellutata di zucca, ma una vellutata con un paio di fighettate dentro.

Che ti sarebbe piaciuto prendere la zucca, metterci il brodo, frullarla e mangiarla. E invece no, invece lavori.

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Contieni lo sdegno, per favore.

Ne vale la pena, tutte le piccole aggiunte sono state perfette e quindi è una cena che ti consiglio. Come ogni volta che preparo una vellutata, non è stato piatto unico ma d’accompagnamento per della carne alla griglia. Quindi vedi tu se pensi ti debba servire altro per riempirti la panza.

Cominciamo. Go, go, go!

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Vedrai che poi sbavi.

Gli utensili che ti serviranno:

  •  una padella antiaderente dove fare croccare la speck;
  •  una griglia dove posare lo speck caldo, per farlo raffreddare;
  • una pentola piuttosto capiente, di cui ti servirà il coperchio;
  •  una pentola (sempre col coperchio) per preparare il brodo;
  •  un mixerino ad immersione.

Per preparare la vellutata di zucca, per due persone, hai bisogno di:

  • un chilo di zucca (calcolata già senza buccia);
  • un litro e mezzo di brodo vegetale (è probabile che ti avanzi, ma è meglio abbondare);
  • 100 grammi di speck a fettine;
  • un po’ di pistacchi grossolanamente tritati (50 grammi sono anche troppi);
  • sale, una cipolla, un paio di rametti di rosmarino, pepe ed un cucchiaio d’olio da mettere sui piatti;
  • cinquanta grammi di parmigiano grattugiato da mettere sui piatti (da grattare in polvere).

Inizia a preparare il brodo.

Mentre aspetti, scalda a fiamma altissima la padella più antiaderente che hai (quella con cui prepari le uova fritte, immagino) e adagiaci sopra lo speck. Fallo bruciacchiare bene su ogni lato, un minuto per parte (anche meno, regolati col colore).

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Appoggia lo speck ormai cotto su una griglia a sua volta appoggiata su un piatto, per raccogliere il grasso che potrebbe ancora uscire dal salume.

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Così.

Prendi i pistacchi, sgusciali e tritali in modo molto (ma molto!) grossolano.

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Si vede la sfera di controllo Acugrip?

Grattugia il parmigiano. Riducilo in polvere, così si scioglierà nella vellutata senza formare inutili grumi e le darà anche un sapore omogeneo, che non guasta.

Ora abbiamo tutti gli elementi decorativi, quindi possiamo partire con la vellutata.

In una pentola di cui possiedi il coperchio metti un cucchiaio d’olio, la cipolla tritata (nel mio caso rossa) e tutta la zucca tagliata a cubetti. Anche il rosmarino, con tutto il rametto (io ho usato due rametti).

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Accendi la fiamma (a media intensità) e ricopri tutto di brodo.
Il brodo che non usi lascialo nella sua pentola, con il coperchio, e tienilo in caldo. Potrebbe servirti.

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Fai cuocere per dieci minuti con il coperchio. Poi per altri dieci, stavolta senza coperchio.
Questo tempo dovrebbe essere sufficiente per ammorbidire la zucca. Se non lo fosse, continua con la cottura fino a quando, con una forchetta, riesci a trapassarla da parte a parte.

Adesso leva il rosmarino, con l’aiuto di una pinza.

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Spegni per un attimo la fiamma per tritare tutto col mixerino ad immersione.

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Ora devi valutare la corposità della vellutata. È chiaro che è una questione di gusti (ti può tranquillamente piacere più liquida) ma per me il risultato ottimale è una crema densa, ma non troppo. Così:

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Riaccendi la fiamma, aggiungi sale e pepe e mescola tutto molto bene. Se ti pare troppo liquida, continua la cottura finché ti pare (non rovini niente, non si brucia niente, sappi che alla zucca non gliene frega un cazzo).

Una volta che raggiungi la consistenza che desideri, spegni la fiamma e formiamo i piatti.
Prima la zuppa, il parmigiano grattugiato ed un cucchiaio d’olio:

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Poi spezzetta lo speck e adagialo sulla superficie, insieme ad una generosissima dose di pistacchi frammentati.

Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Che bella foto.

Buon appetito e complimenti per questo ennesimo piatto meraviglioso.

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Novanta minuti d’applausi.

La prossima volta prepareremo degli spaghetti con salsa d’acciughe e paté di olive nere. Useremo il paté industriale, quindi impiegheremo sei minuti netti a preparare il sugo. Con un risultato non dico mondiale, ma comunque con tutta una sua dignità.

Ciao!

Zuppe

Minestrina per bimbi grandi, con sugo di pomodoro piccante e spinaci.

Oggi si mangia minestrina.

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Non ti vedo in fibrillazione.

Ma no, non sarà noiosa. Niente pastina insapore con dado annesso, qui facciamo le cose sul serio. È una minestrina per tutti quelli che sì, sono cretini e vogliono metterci il formaggino dentro, ma sono anche grandi intenditori di pietanze in genere (e lo dimostrano con improbabili selfie dove mostrano cibodimmerda).

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Classica foto di intenditore di cibodimmerda.

Per preparare la minestrina con sugo di pomodoro piccante e spinaci, per due persone, hai bisogno di:

  • 400 grammi di spinaci (io surgelati);
  • un barattolo di polpa di pomodoro (continuo a consigliare la Mutti, non perché mi pagano ma perché è la migliore, almeno tra quelle abbordabili da noi poveracci);
  • 180 grammi di spaghetti;
  • uno spicchio d’aglio, un cucchiaio d’olio, peperoncino;
  • caciocavallo da mettere nei piatti;
  • formaggini!

Iniziamo. Go, go, go!

Comincia a spezzettare gli spaghetti. So che viene male solo a pensarci perché è un po’ un sacrilegio, ma per la minestra sono più adatti in questo modo.

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Così.

Se, come me, hai usato spinaci surgelati, ti tocca cuocerli in una pentola a parte. Quando li scolerai, non buttare l’acqua perché la useremo come “brodo” aggiuntivo nella minestra.

Nel caso in cui decidessi di utilizzare spinaci freschi, limitati a mettere una pentola d’acqua a bollire.

Ora prepariamo il sugo.

In una pentola piuttosto capiente (di cui possiedi il coperchio e in cui potrai mettere tutta la minestra) metti un cucchiaio d’olio e fai soffriggere uno spicchio d’aglio tritato e del peperoncino.
Metti il coperchio e cuoci per dieci minuti, a fiamma bassa.

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Trascorso questo tempo, aggiungi spinaci e pasta. Aggiungi adesso anche gli spinaci freschi, nel caso tu abbia fatto questa scelta.

Ricopri con l’acqua che hai preparato e lascia cuocere per il tempo indicato sulla confezione della pasta.

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La quantità d’acqua che vuoi alla fine è una tua scelta. A me non piace la minestra super brodosa, ma nemmeno asciutta. Quel che conta è che, durante la cottura, la pasta sia coperta dall’acqua, poi decidi tu.

Ecco la mia, durante la cottura:

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Dovrai aggiustare di sale ed assaggiare diverse volte per assicurarti del sapore.
Se, conclusa la cottura della pasta, il tutto ti sembrasse troppo asciutto, aggiungi senza problema acqua calda e mescola tutto. Se invece è troppo brodoso temo che avresti dovuto pensarci prima, poiché se continui la cottura più del tempo necessario la pasta potrebbe diventare collosa (anche se hai diversi minuti di margine prima che questo accada, ho provato io stessa – e a me piace al dente).

Alla fine fai i piatti e aggiungi caciocavallo grattugiato a scaglie grandi ed un paio di formaggini cretini.

Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Finito, buon appetito!

La prossima volta prepareremo un risotto all’uva. E sappi che era buonissimo.

Ciao!

Pizzakaiju Approved, Zuppe

Vellutata di zucchine al curry.

Sono così abituata a dover cambiare tutto, delle ricette che trovo su internet, che quando mi capita di seguire religiosamente le istruzioni poi ci rimango male.

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Così, davanti al pc, bestemmiando contro ricette improponibili. Da una vita.

Allora che ci sto a fare qui? Faccio solo da bollino garanzia?
A quanto pare sì, poiché Hanneke sa il fatto suo e mi ha fatto mangiare una roba tanto semplice da preparare quanto mondiale: una vellutata di zucchine al curry, con la finezza e la figata del cucchiaino di yogurt greco che mi fa sbavare ancora adesso.
Che io, nella mia infinita lungimiranza e saggezza, stavo anche pensando Cazzo lo metto a fare, se sapevo manco lo compravo.
E invece l’assoluta bontà.

Quindi da oggi scatta la rubrica Pizzakaiju Approved, che riconoscerai per il canonico sigillo:

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Potrei fare copia incolla della ricetta, quindi se vuoi puoi andare direttamente da lei. Altrimenti continua a leggere le mie stronzate e impariamo la vellutata insieme.

Sigla! Go, go, go!

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Per preparare una vellutata di zucchine al curry, per due persone, hai bisogno di:

– 500 grammi di zucchine;
– 1 cipolla piccola tritata;
– un cucchiaio d’olio;
– un cucchiaino di curry;
– 75 cl di brodo vegetale, preparato con un dado;
– 30 grammi di riso;
– pepe nero;
– erba cipollina. Se l’erba cipollina non esiste, puoi usare la parte erbosa di un cipollotto, come ti ho spiegato qui;
– 2 cucchiaini di yogurt greco (senza zucchero). Io in realtà ne ho usato 125 grammi perché mi piaceva troppo.

Inizia preparando il brodo.
Taglia anche le zucchine a pezzetti piccoli.

In una pentola piuttosto capiente (in cui tu possa usare anche il mixer ad immersione) fai scaldare un cucchiaio d’olio, poi fai soffriggere la cipolla tritata. Non deve colorarsi. Aggiungi anche il cucchiaino di curry e continua a rosolare per altri due minuti.

Ti assicuro che un cucchiaino è stato più che sufficiente pure per me, che mangio parecchio speziato. Ti sconsiglio di aumentare le dosi, poiché sbilanceresti i sapori.

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Aggiungi le zucchine, il riso (che aiuta ad addensare) e tutto il brodo che hai preparato. Abbassa la fiamma (io ho cotto tutto in medio basso) e cuoci per 20 minuti.

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Frulla poi tutto, aggiusta di pepe. Il sale, dato che abbiamo usato il dado, non dovrebbe mancare. Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Nel caso fosse ancora troppo liquida, rimetti tutto sulla fiamma e fai evaporare. In questo caso alza un po’ la fiamma, sennò ci metti una vita.

Fai le porzioni, poi aggiungi almeno un cucchiaino di yogurt greco per provare la mondialità. Sopra il cucchiaino, aggiungi anche l’erba cipollina. Quest’ultima è sacrificabile se, come me, non l’hai trovata fresca, oppure puoi sostituirla coi capelli del cipollotto e tritarli col mixer.

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Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere ottenuto un risultato simile:

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Ora: non ti azzardare a mescolare lo yogurt nella zuppa. Prova ad assaggiarlo insieme e capirai il perché. Dà quel tocco in più, quella figata che si abbina per contrasto. Se lo mescoli, distruggi la magia ed Amon ti punirà.

Secondo me è una zuppa spettacolare e la rifarò molto spesso.
Grazie, Hanneke!

La prossima volta Pizzakaiju Approved ti presenterà degli spaghetti con crema di gorgonzola e parmigiano. Tanta ciccia, ma non invano perché anche questa ricetta è semplice ma spettacolare.

Ciao!

Zuppe

Fagiolata alla Bud Spencer + bruschetta con friggitelli

L’intenzione era quella di cucinare i fagioli all’uccelletto, ma la salvia non c’era quindi ciccia. Ma sempre di fagioli si parla e sempre un piatto alla Clint Eastwood prepareremo: dei fagioli al sugo, che io ho accompagnato con delle bruschette con friggitelli. Ché mi han regalato circa cento sacchi di friggitelli, in qualche modo devo pur usarli.

E inventiamoci i nomi dei piatti, come fanno le fashion blogger, e battezziamo la cena di questa sera come Fagiolata alla Bud Spencer.

Sigla!
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Per preparare la Fagiolata alla Bud Spencer hai bisogno di:

– 2 barattoli di fagioli cannellini;
– un barattolo di pelati;
– uno spicchio d’aglio, 2 cucchiai d’olio;
– rosmarino.

Se vuoi preparare anche le bruschette, ti servono solo del pane e i friggitelli.

In un pentolino capiente e leggermente alto (se non ce l’hai usa una cazzo di pentola qualsiasi, non enorme e che non faccia attaccare la roba sul fondo) metti 2 cucchiai d’olio e falli scaldare. Aggiungi uno spicchio d’aglio tritato, fallo colorare e poi butta dentro anche i fagioli (ma prima scolali dalla loro acqua, che fa schifo) ed un paio di rametti di rosmarino.

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Dopo pochi minuti aggiungi anche i pelati.

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Imposta la fiamma a medio bassa e lascia cuocere per 20 minuti. Vedrai progressivamente il pomodoro asciugarsi. Solo verso la fine aggiusta di sale (e aggiungi anche del rosmarino, se vuoi).

Nel frattempo ecco le istruzioni per preparare le bruschette, ché tanto i fagioli ne avranno per un po’ ed hai tutto il tempo per sporcare altre pentole.

Pulisci i friggiteli come ti ho insegnato ieri. Scalda un cucchiaio d’olio in una padella, falla arroventare bene e poi buttaci dentro i friggitelli. Cuocili a fiamma alta, girando spesso, finché non sono belli bruciacchiati.

Ed ora il pane. Abbiamo già imparato le basi qui, non resta che ripeterle.
Fai scaldare un cucchiaio d’olio su una piastra, a fiamma molto alta. Quando la piastra sarà rovente ci metti sopra il pane e lo giri spesso, finché non sarà abbrustolito.

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Ed ormai ci siamo.
La fagiolata dovrebbe essere pronta ed avere questo aspetto:

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Le bruschette invece saranno così. Se ti piace la ciccia, puoi aggiungere altro olio sopra al pane. Ma non dovrebbe essere necessario, perché i friggitelli sono unti di loro.

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Hai sporcato un po’ di roba ed avrai i pavimenti macchiati di sugo, ma ne vale la pena.
Ecco i nostri piatti:

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Malgrado le critiche, mi sembra che le foto stiano migliorando.

Ed ecco anche Pizzakaiju che s’ ingozza, come ogni giorno.

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La prossima volta prepareremo un risotto con ‘nduja e salsiccia. Ma sarà un risotto un po’ diverso, perché parecchia cottura avverrà nel vino rosso.

Ciao!

Zuppe

Crema di ceci allo zafferano.

Lo sai cosa penso dello zafferano. Quanto lo detesti.

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Ma no, tu non mi ascolti. E allora ripetiamolo.

Probabile che sia tutta colpa del nome del blog culinario più seguito dalle casalinghe di Voghera, che se si fosse chiamato RossoPomodoro le ricette più in voga avrebbero avuto (indovina?) il pomodoro come ingrediente basilare e tutti saremmo stati più felici. Invece no. Invece ci becchiamo GialloZafferano. Poteva andare peggio? Sì, forse, ma solo se avessero scelto il marrone ma non il cioccolato.

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Sì, c’hai ragione anche tu, ma che schifo lo stesso.

Ma andiamo oltre.
Lo zafferano lo tollero in pochissime occasioni. Spesso non lo sento perché ho un palato da camionista e quando lo sento mi fa cagare.
Cosa mi ha portato, quindi, a scegliere una crema di ceci e zafferano? Boh, immagino la noia (e no, non ho detto gioia).

Era buonissima, lo zafferano ci stava benissimo e quindi te la ripropongo. Grazie a Le Ricette di Berry per la ricetta, che ho copiato spudoratamente.

Go, go, go!

Avrei voluto usare i ceci secchi per un level up (come abbiamo fatto con le lenticchie) ma ho scoperto che ci vogliono circa sei secoli e mezzo per prepararli. Sarà per la prossima volta.

Per preparare la crema di ceci e zafferano, per due persone, hai bisogno di:

– 2 vasetti di ceci;
– una bustina di zafferano;
– sale, pepe e del brodo vegetale.

Inizia a preparare del brodo, col dado. Preparane al massimo un litro, tanto non ne userai molto.
In una pentola butta dentro i ceci.

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Frullali con un po’ di brodo direttamente nella pentola, aggiungendo il brodo poco alla volta con un mestolo, fino a raggiungere una crema densa e non troppo liquida (ma comunque della consistenza che piace a te).

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Aggiungi anche lo zafferano, fai sobbollire la crema per pochi minuti e gira bene. Assaggia il tutto, aggiusta di sale e di pepe e niente, è già pronta.

Io l’ho accompagnata ad una cena (l’ennesima!) di carne.
Eccola qui:

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La prossima volta prepareremo un’insalata di orzo, che voi mangiate insalate di riso ma qui non c’è freno alla sperimentazione.

Ciao!