Zuppe

Vellutata di zucchine e feta.

Ormai non dovresti avere più bisogno di me per preparare le vellutate. Dovrebbe essere uno di quei procedimenti che conosci a memoria e di cui hai imparato ogni segreto.
Mi piacerebbe anche che tu, insieme a me, finalmente ignorassi chi ti dice che bisogna usare il dado per cucinarne una. Perché tu sai che la verdura è buona e che gli insaporitori non servono ad un beneamato cazzo.

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Domande lecite, quando si sente parlare di dado.

Abbiamo già imparato una vellutata di zucchine ed in quel caso avevo usato il riso per addensare.
Questa volta ho voluto provare senza addensanti ed il risultato è stato ugualmente ottimo.
Quindi armati di mixerino ad immersione che si parte.

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Da usare un po’ meglio di così.

Go, go, go! 

Per preparare una vellutata di zucchine e feta, per due persone, hai bisogno di:

  • 600 grammi di zucchine (peso considerato dopo aver eliminato le estremità);
  • prezzemolo, 2 cucchiai d’olio;
  • un porro, uno spicchio d’aglio;
  • 200 grammi di feta;
  • pane per preparare i crostini (quindi ti serve uno spicchio d’aglio ed un cucchiaio d’olio).

Go, go, go! 

Metti una pentola d’acqua a bollire.
Mentre attendi le bolle, prepara gli altri ingredienti.
Trita il prezzemolo.
Taglia il porro (se è un porro gigante, non usarlo tutto).  Del porro non si usa soltanto la parte bianca, ma anche quella verde. Non tutta, quando comincia a diventare un albero puoi fermarti a tagliare. Ma non fare come quelli che si comprano il porro da sei metri e ne usano due centimetri, che è da sfigati.

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Questa quantità è più che sufficiente.

Riduci a dadini le zucchine.

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Taglia a pezzetti pure la feta, pezzetti più piccoli possibile:

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A questo punto l’acqua dovrebbe essere pronta, quindi possiamo partire.
In una pentola dai bordi alti fai scaldare due cucchiai d’olio. Schiaccia uno spicchio d’aglio (con tutta la camicia) e mettilo nell’olio. Inclina la padella in modo che l’olio sia tutto concentrato in un punto e fai soffriggere l’aglio per un paio di minuti. Poi levalo con una pinza:

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A cosa serve? Ad aromatizzare l’olio senza dovere tenere l’aglio più del necessario: dopo bisognerà frullare e l’aglio prevarrebbe troppo. Il porro e la zucchina hanno gusti leggeri, non potrebbero competere. In più se è un periodo in cui l’aglio fa piuttosto schifo, si evitano problemi di digestione.

Una volta levato l’aglio, caccia dentro sia il porro che le zucchine.
Immergi tutto con l’acqua che sta bollendo.

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Il livello dell’acqua non deve superare quello delle zucchine, altrimenti il risultato sarà troppo liquido. Sei comunque in tempo ad aggiungere acqua nel corso della preparazione.

Fai cuocere con una fiamma che permetta l’ebollizione per 20 minuti.

Durante questo tempo, prepara i crostini di pane con questo procedimento qui. Lo riassumo per i pigri: taglia il pane a fette, inforna le fette a 200 gradi per circa 10 minuti o comunque fino a quando saranno seccate e colorate. Levale dal forno, strofina i bordi di ogni fetta con uno spicchio d’aglio tagliato a metà ed infine irrorale con un po’ d’olio.

Torniamo alla vellutata. Sono passati 20 minuti? Trita tutto col mixerino ad immersione.
Ecco il risultato:

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La consistenza devi deciderla tu, ovviamente. Se la vuoi più liquida aggiungi acqua. Se la desideri meno liquida basta che rimetti la pentola sulla fiamma e fai evaporare. 

Assaggia e, se vuoi, sala un po’. Però ricordati che stiamo per aggiungere la feta, che è bella sapida. Io non ne ho aggiunto, per la cronaca.

Prepara le scodelle e su ogni porzione metti 100 grammi di feta (spargila bene, di modo che non si ritrovi tutta in un punto) e cospargi con un po’ di prezzemolo.
Accompagna col pane che hai preparato con le tue belle manine di merda.

Ed ecco cosa dovresti avere ottenuto:

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Ciao e buon appetito!

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E complimenti vivissimi da tutti gli scarafaggi che vivono nella tua cucina, che hanno potuto vedere l’artista all’opera.
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Zuppe

Vellutata di pomodorini con formaggio fresco a scelta.

Annoiata? Non sai come riempire questo pomeriggio? Hai provato a vedere un film ed era una merda, hai acceso la ps4 ed il gioco si è buggato e sì, ok uscire, ma adesso fa troppo caldo?

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La noia, versione multirazziale.

Per fortuna c’è il Pizzakaiju qui, che ti riempirà sei minuti e mezzo di questa giornata, insegnandoti una ricetta velocissima che puoi accompagnare con un sacco di formaggetti interessanti.
Hai del formaggio di capra freschissimo? Puoi usarlo.
Hai una voglia di mozzarella di bufala che non ci si crede, ma hai trovato solo bocconcini perché hai dormito troppo e la mozzarellona è finita? Puoi usarla.
E la ricotta di bufala, vogliamo parlare della ricotta di bufala? Puoi usare anche quella.

Se poi sei in vena di cagate alla Formaggini Susanna, puoi pure usare quelli. Però non è la stessa cosa, siamo seri.

Ah, l’idea non è mia: l’ho rubata a noce moscata. Come quasi sempre.

Dai, prendi un coltello che si comincia.

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La gioia di cucinare.

Per preparare una vellutata di pomodorini con formaggio fresco, per due persone, hai bisogno di:

  • un chilo e mezzo di pomodorini. Quelli che vuoi;
  • 100 grammi di panna fresca da cucina. Mi raccomando: fresca. Non quella che scade nel 2030;
  • mezza cipolla bianca, un cucchiaio d’olio + 2 cucchiai aggiuntivi da mettere sui piatti;
  • una decina di foglie di menta;
  • formaggio. Io ho usato 150 grammi di formaggio di capra, se vuoi usare la mozzarella di bufala ti consiglio di comprarne mezzo chilo e in bocconcini, anche se nella vellutata ne metterai soltanto due o tre. Di ricotta di bufala comprane 250 grammi massimo, ma giusto perché tanto te la mangi al cucchiaino. Coi formaggini Susanna non ti do dosi perché mi rifiuto.

Innanzitutto ti presento il mio formaggio:

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Ciao.

Viene da Milano nonostante qui abbiamo formaggetti freschi mondiali. Misteri della globalizzazione.

Lava i pomodorini e tagliali a pezzetti.
Trita la mezza cipolla bianca.
Metti tutto in una pentola, insieme ad un cucchiaio d’olio.

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Cuoci a fiamma media per qualche minuto, il tempo necessario per fare ammorbidire i pomodori.
Appena riesci, trita tutto con un mixerino ad immersione.

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Rimetti sul fuoco ed aggiungi i 100 grammi di panna fresca.

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Mescola bene e fai cuocere per 20 minuti, con una fiamma sufficiente a fare sobbollire tutto. Senza coperchio, così diventa un po’ meno liquida.

Trascorso questo tempo, dai un’ulteriore passata di mixer. Assaggia ed aggiusta di sale, tenendo però conto che metterai del formaggio con un proprio gusto. Quindi non esagerare. E poi ricordati che i pomodori sono buoni così, senza bisogno di roba per insaporirli ulteriormente.

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Versa tutto in due scodelle e concludi: un cucchiaio d’olio a testa, un po’ di foglie di menta spezzettate ed il formaggio, sbriciolato con le mani. Se si tratta di mozzarelline, cacciane un paio al centro, per coreografia.

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Mamma che buona!

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Ciao e buon appetito!

Secondi, Zuppe

Vellutata di carote con stelline e tuorlo d’uovo.

Che poi tutta questa storia che per fare le vellutate bisogna bollire le verdure, a me sta parecchio sul cazzo. Mica perché diventano insapori, ma proprio perché regolarsi con la quantità di liquido non è poi così automatico.
Mi ricordo che una volta – e qui scatta l’aneddotone – per fare restringere una vellutata di zucca ho impiegato più di un’ora ed alla fine c’ho cacciato dentro la farina per disperazione.

Ho capito, cretina io che ho sbagliato, ma se si potesse risolvere il problema in una maniera così semplice che è incredibile che non ci abbia pensato prima?

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Ti vedo scettica, eppure.

Ieri ho preparato una vellutata di carote e sai come? Cuocendole al vapore. Così a cottura ultimata ho dovuto solo aggiungere la quantità d’acqua che effettivamente mi serviva per rendere la crema cremosa e per farci cuocere la pastina dentro.

Senza porchidii di sorta.

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Ieri tutti così, davanti alla pentola.

Ma partiamo con la ricetta passo passo.
Go, go, go!

Per preparare una vellutata di carote con stelline e tuorlo, per due persone, hai bisogno di:

  • 600 grammi di carote già pulite. Comprane parecchie di più, che della carota si butta parecchio;
  • 180 grammi di stelline (o pastina che ti piace);
  • due cucchiai d’olio;
  • 2 uova;
  • 50 grammi di parmigiano;
  • se vuoi, un formaggino a testa (o due, massimo);
  • un po’ di sale.

L’uovo sodo abbiamo già imparato a crearlo in questo post qui.
Ma, riassumendo: metti le due uova in un pentolino vuoto e poi riempilo d’acqua. Fai bollire l’acqua (mettendo un coperchio, sennò impieghiamo sei secoli) ed appena vedi le bolle conta dieci minuti. 

Appena sono cotte, prelevale e mettile in una bacinella di acqua fredda.

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Aiutandoti con questo coso qui.

Pulisci le carote.
Devi tagliare l’estremità col ciuffo e, se occorre, pure la parte finale (se è marcia, troppo brutta, molto rovinata). Raschia con un pelapatate tutto l’esterno.

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Fatto questo lavale e taglia tutto a pezzi.

Metti una pentola d’acqua a bollire.

Riempi con un po’ d’acqua un’altra pentola e cacciaci sopra il cestello per cuocere a vapore. L’acqua non deve toccare le verdure, ma non metterci manco solo mezzo dito che sennò evapora e bruci la pentola.

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Chiudi col coperchio e fai andare, a fiamma medio bassa, per circa 20-25 minuti. Ogni tanto apri e controlla se l’acqua è evaporata ed anche come stanno le carote.
Quando riesci ad infilzarle con la forchetta sono pronte.

Togli momentaneamente le carote dalla pentola e riversa l’acqua su cui hanno cotto in una bacinella.
Ricaccia le carote nella pentola, a questo punto dobbiamo tritare tutto col mixerino ad immersione. Usa per prima l’acqua di cottura poi, se non dovesse essere sufficiente, aggiungi quella che hai scaldato a parte.

Il risultato deve essere cremoso ed omogeneo:

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Assaggia e sala, secondo tuo gusto. Accendi la fiamma, bassa, che qui dentro dobbiamo cuocere la pastina. Appena le carote iniziano a sobbollire, butta dentro le stelline.

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Attenta che schizza, quando sobbolle.

La pastina ha dei tempi di cottura davvero ridotti, quindi non ha bisogno di molta acqua. Però se il tutto ti sembra troppo papposo, aggiungine una mestolata ulteriore (basta che sia bollente).

Mente attendi, sguscia le uova e tagliale a metà per prelevare i tuorli.

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La vellutata-minestrina dovrebbe essere ormai cotta.
Ecco cosa dovresti avere in pentola:

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Prepara le porzioni. Su ogni piatto sbriciola un tuorlo d’uovo:

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L’albume mangiatelo a parte, non buttarlo!

Poi irrora con un cucchiaio d’olio e del parmigiano.
Ecco qui:

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Se lo desideri, puoi anche sciogliere nel piatto un formaggino per bimbi. Ancora meglio se lo spezzetti, così ti ritrovi dei bocconcini di latte tra una cucchiaiata e l’altra.
Ma questo è facoltativo, mica come il tuorlo d’uovo, che se non lo sbricioli ti arriva la gestapo a casa.

Finito!
Ciao e buon appetito!

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Zuppe

Zuppa di lenticchie al pomodoro.

Anche oggi non incontrerai grosse difficoltà nel preparare la cena. Niente roba da chef stellati, quelli che fan saltare il cibo su settecentoventitré padelle mentre sorridono alla telecamera.

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Difficoltà in cucina.

Oggi ti presento l’ennesima versione di zuppa di lenticchie. Uno di quei piatti caldissimi, che quando hai finito la tua ciotola ti ritrovi in maglietta, dal caldo che ti mette.
Che qui si gela ancora, nonostante domani sia ufficialmente primavera.

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Che fame.

Iniziamo.
Go, go, go! 

Per preparare una zuppa di lenticchie al pomodoro, per due persone, hai bisogno di:

  • 250 grammi di lenticchie secche;
  • 2 spicchi d’aglio, una costa di sedano (se le hai, anche le foglie);
  • sale, peperoncino;
  • un barattolo di pelati (consiglio sempre Mutti e non perché mi pagano);
  • 4 cucchiai d’olio complessivi;
  • pane da crostinare (quindi ti serve un altro cucchiaio d’olio ed un altro spicchio d’aglio).

Metti una pentola d’acqua a bollire.
Rovescia il contenuto del tuo barattolo di pelati in una ciotola e frullalo con il mixerino ad immersione.

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Naturalmente, se vuoi, puoi anche usare la passata.

Se, come sta accadendo a me, ti sta capitando dell’aglio orrendo, estirpagli l’anima.
Dovresti ormai sapere come: taglia gli spicchi d’aglio in due parti e leva quella roba verde/gialla che si trova al centro.

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Trita ora gli spicchi.
In una pentola caccia dentro due cucchiai d’olio e fai soffriggere l’aglio.

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Nel frattempo lava e pulisci il sedano: con un pelapatate togli la parte esterna più fibrosa, poi riducilo a pezzetti. Butta pure lui in pentola.

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Appena l’aglio sarà colorato (ma attenzione a non bruciarlo) rovescia dentro il pomodoro frullato e le foglie di sedano.

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Mescola bene, aspetta che il pomodoro sia un po’ caldino e puoi finalmente aggiungere le lenticchie.

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Le lenticchie, generalmente, non hanno bisogno di ammollo. Controlla bene sulla confezione anche per i tempi di cottura. Le mie hanno impiegato circa 35 minuti, nonostante sulla scatola ci fosse scritto 25. Quindi tienine conto ma assaggia sempre.

Copri le lenticchie con dell’acqua (non abbondantissima, la zuppa finale non deve risultare troppo brodosa).

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Sala un po’ e poi metti il coperchio a metà. Abbassa la fiamma: deve essere sufficiente a fare sobbollire il tutto, non deve essere alta.

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Cucchiai di legno vetusti.

Mescola ogni tanto e se l’acqua dovesse evaporare troppo, aggiungine ancora.

Mentre attendi la zuppa hai tutto il tempo del mondo per crostinare il pane (il cui procedimento trovi qui, ma che ti ripeto brevemente): taglialo a fette, infornalo a 200 gradi per circa dieci minuti. Quando è bello colorato fallo uscire dal forno, strofina ogni fetta con dell’aglio ed infine irrora con un filo d’olio.
Facile facile, ormai dovresti essere una professionista.

Torniamo alla zuppa: assaggia dopo 25 minuti e se occorre aggiungi un po’ di sale e prosegui la cottura.
Quali che siano i tempi, quando le lenticchie sono pronte spegni la fiamma e fai riposare, col coperchio, per qualche minuto.

La consistenza devi deciderla tu, ma a me non piace troppo brodosa. Ecco la mia pentola, alla fine:

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Adesso dobbiamo formare le scodelle.
A me non piace, ma se a te sì puoi adagiare una fetta di pane sul fondo:

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Sempre se lo vuoi, cospargi la fetta di pane di peperoncino.
Detto questo, caccia dentro la zuppa.

Sopra metti abbondante peperoncino (almeno nel mio caso) e un cucchiaio d’olio.
Ecco qui la bellezza:

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Calda, pomodorosa, piccante, spettacolare.

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E voglio ben sperare!

Ciao e buon appetito!

Pane, Secondi, Zuppe

Zuppa di lenticchie e spinaci.

So che avrai la tentazione di aumentare le dosi, perché 200 grammi di lenticchie secche sembrano una poverata.
So che il timore di avere fame dopo cena è così alto che ti fa prendere delle decisioni avventate. Lo so, perché sono come te.

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Però io due volte ho aumentato le dosi e due volte mi sono spanzata che sto ancora qui a gestire i rutti.
Quindi fidati: 200 grammi di lenticchie bastano e sarai sazio. Poi c’è anche il pane, in questo caso, quindi proprio non hai da temere nulla.

E adesso basta, cuciniamo subito, sennò divento logorroica.

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Eh, ma infatti, le matte risate.

Go, go, go! 

Per preparare una zuppa di lenticchie e spinaci, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di lenticchie secche;
  • una carota, una costa di sedano e mezza cipolla bianca;
  • 250 grammi di spinaci freschi;
  • sale, 4 cucchiai d’olio;
  • un po’ di pane da bruschettare (e per bruschettarlo avrai bisogno di un altro po’ d’olio e di uno spicchio d’aglio intero).

Le lenticchie non hanno bisogno di ammollo (almeno non quelle che uso io, controlla comunque la tua confezione) e le abbiamo già imparate a gestire qui. Ma ripeterò le istruzioni basilari, non ti preoccupare.

Inizia scaldando una pentola piena di acqua calda.

Adesso prepara il soffritto. Con un pelapatate raschia la parte esterna della carota e del sedano. Lava le verdure e tritale (ricordati anche della mezza cipolla). Se hai il mixer fai prima.

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In una pentola metti due cucchiai d’olio, falli scaldare e poi aggiunti il trito di verdure.

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Fai soffriggere a fiamma medio bassa per qualche minuto. Nel frattempo sciacqua le lenticchie con l’aiuto di un colino.

Aggiungi anche loro nella pentola:

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Fai insaporire per un minuto, mescolando con un cucchiaio di legno, poi ricopri con l’acqua che hai scaldato. Non ti preoccupare se non è bollente, tanto la cottura delle lenticchie si calcola da quando l’acqua riprende il bollore.

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Come puoi vedere dalla foto non devi riempire l’intera pentola. Se poi l’acqua, durante la cottura, dovesse evaporare, puoi tranquillamente aggiungerne dell’altra.

Copri, porta il tutto a bollore, a fiamma media. Poi continua la cottura semicoperto, con fiamma sufficiente a fare sobbollire la zuppa.

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Il tempo di cottura è piuttosto variabile, dipende dalle lenticchie. Le mie hanno impiegato 25 minuti.

Mentre attendi, pensa agli spinaci. Se li hai freschi, lavali e togli solo i gambi molto duri.
Se li hai surgelati, comincia a cuocerli al microonde, seguendo le istruzioni.

Abbiamo anche del pane da bruschettare, (cosa che dovresti sapere già fare perché ne abbiamo parlato qui): taglialo a fette ed infornalo a 200 gradi. Dovrebbe essere pronto dopo circa dieci minuti, ma dipende dal pane e dal forno. Di sicuro le fette dovranno essere colorate e croccanti.
Sfornale, mettile in un piatto, cospargi con un po’ d’olio (un cucchiaio o due) e poi strofina i bordi di ogni fetta con uno spicchio d’aglio.
Ed anche il pane è a posto.

Quando le lenticchie sono pronte, aggiustiamo di sale e cacciamo dentro gli spinaci (sia che si tratti di quelli freschi che di quelli surgelati).

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Se usi quelli freschi, non ti preoccupare se ti sembra una mole enorme: pochi secondi e perderanno volume. Tu chiudi col coperchio e stai a vedere.
Ecco qui:

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Concludi la cottura (gli spinaci freschi impiegano 5 minuti a cuocere, quelli surgelati in realtà hanno solo bisogno di unirsi alla zuppa). Assaggia, aggiusta di sale ed aggiungi anche dell’acqua, se ti sembra troppo asciutta. La consistenza devi deciderla tu, in fin dei conti.

Fai i piatti, irrora con un cucchiaio d’olio e goditi il tuo pane tostato.
Ecco il mio piatto:

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Secondo me ha una bella faccia. E il tuo piatto com’è venuto?

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Vero, buonissimo!

L’ideale per questi giorni di freddo maledetto: a fine cena ero in maglietta, talmente era bollente.

Ciao e buon appetito!

Zuppe

Vellutata di zucca e carote con orzo.

Oggi roba semplicissima, la cui unica difficoltà sta nel dover maneggiare il mixerino ad immersione.

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Con gli elettrodomestici si possono avere brutte esperienze.

Quindi guarda bene sotto il tavolo, dentro le credenze ed apri pure quello sgabuzzino in cui non entri dal 1918: se un gremlin dovesse aggirarsi per casa, cucinare diventa impossibile.

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E controlla pure l’albero di Natale! Che tanto lo so che non l’hai ancora levato di mezzo.

Il menù di oggi prevede una bella vellutata di zucca e carote, con dentro l’orzo. Un comfort food multivitaminico, direbbero quelle che ci stan sul cazzo.

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E noi risponderemmo così, prontissimi.

Cominciamo subito.
Go, go, go! 

Per preparare una vellutata di zucca e carote con orzo, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di orzo;
  • circa 700 grammi di zucca (ma chiedine di più, poiché devi pulirla);
  • un fascio di carote (circa 300 grammi);
  • mezza cipolla rossa, una costa di sedano;
  • rosmarino, 2 cucchiai d’olio, peperoncino.

Metti una pentola piena d’acqua a bollire.
Il mio consiglio è di aggiungere l’acqua man mano che serve, quando si cucinano robe del genere, di modo da non dover passare anni a cercare di far evaporare l’evaporabile.

Mentre attendi che l’acqua sia pronta, pulisci la zucca e tagliala a pezzetti.
Leva la parte esterna delle carote con l’aiuto di un pelapatate e fai lo stesso con la costa di sedano. Lava poi entrambi e taglia a pezzetti pure loro.
Infine trita la mezza cipolla.

In una pentola piuttosto capiente, di cui possiedi il coperchio, caccia tutte le verdure che hai appena tagliato. Metti anche un cucchiaio d’olio, del peperoncino e delle foglie di rosmarino (senza rametto, che dopo frulliamo).
Non ricoprire completamente d’acqua, ma raggiungi circa la metà del livello delle verdure, usando l’acqua che hai scaldato.

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Metti il coperchio e fai cuocere, con fiamma medio bassa, per 20 minuti.
Tieni il coperchio anche nell’acqua che hai scaldato a parte, poiché potrebbe servirci ancora quando arriverà l’orzo. E ci servirà calda, quindi riaccendi la fiamma qualche minuto prima della fine della cottura di zucca e carote.

Scaduto quel tempo controlla se le verdure sono pronte:

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Col mixer ad immersione trita tutto (e tieni lontano Gizmo da eventuali schizzi, sai come reagisce ai liquidi). Se occorre aggiungi dell’acqua calda.

Butta dentro l’orzo.

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Mescola bene e, se la vellutata è troppo densa, aggiungi una mestolata di acqua calda.
Fai sobbollire per altri 15 minuti, senza coperchio, a fiamma bassissima. Se ti piace più minestrosa, aggiungi altra acqua.

Alla fine prepara le porzioni ed aggiungi un cucchiaio d’olio su ogni portata. Dovresti avere ottenuto un risultato del genere:

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Ciao e buon appetito!

Pizzakaiju Approved, Primi, Zuppe

Ditali rigati sugna e basilico

Ho trascorso l’ultima settimana in compagnia della sugna. Siamo andate a fare lunghe passeggiate, abbiamo visto film, persino letto dei fumetti. Poi, dopo tanto divertirsi, ci siamo pure scattate una foto insieme.

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La sugna ed io.

Sugna è un’ottima giocatrice di scala quaranta ed è bravissima con lo skate. Però la sua migliore dote ce l’ha – e chi l’avrebbe mai detto? – in cucina.

Io e Sugna siamo state presentate da Luca di CookAround (i cui video sono sempre utilissimi per imparare un sacco di trucchi culinari, pure le rarissime volte in cui il piatto in sé magari non mi interessa) ed è grazie a lui che ho mangiato una minestrina tanto grassa e semplice, quanto mondiale.

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Chissà se a Paperopoli si trova la sugna.

Da quel poco che ho googolato, dalla sugna si crea lo strutto. Per farti capire che stai per usare una roba così cicciosa, ma così cicciosa, che più cicciosa di così mi sa poche cose nella vita.

‘sti cazzi, aggiungerei, ma magari tu sei fedele alla linea.

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Ecco.

Per gli standard del Kaiju, questa è stata una cena addirittura dietetica.

Cominciamo.
Go, go, go!

Per preparare i ditali rigati sugna e basilico, per due persone, hai bisogno di:

  • 60 grammi di sugna;
  • 180 grammi di ditali rigati (o tubetti o qualcosa di simile);
  • basilico;
  • un cipollotto (o una mezza cipolla), pepe;
  • dai 30 ai 50 grammi di parmigiano.

Metti l’acqua della pasta a bollire e apri il barattolo di sugna.

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Ci sono modi più eleganti, ma ok.

Caccia la sugna in una padella.

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Falla sciogliere a fiamma molto bassa.
Quando sarà diventata del tutto trasparente, aggiungi anche il cipollotto (o la cipolla, nel mio caso) tritata e fai stufare.
Ci vorrà parecchio tempo, dai quindici ai venti minuti, ma non alzare mai la fiamma. È pronta quando è colorata.

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Mentre attendi taglia il basilico a pezzetti e grattugia il parmigiano.

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Pezzetti piuttosto grandi.

Quando la cipolla è quasi pronta, butta la pasta in acqua.

A fiamma spenta, aggiungi il basilico nella sugna. Sala e pepa (la sugna non è salata, per la cronaca).

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Cuoci i ditali al dente, tirali fuori con una schiumarola tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione e finisci la cottura in padella.

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Aggiungi anche un po’ d’acqua di cottura della pasta e, quando questa è in gran parte evaporata, aggiungi anche il parmigiano. Mescola bene.

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Regolati tu con la quantità di parmigiano che vuoi aggiungere. Deve formarsi una bella cremina, ma si sa che io abbondo sempre con le dosi (soprattutto quando si tratta di formaggio).
Trenta grammi è comunque il minimo consentito dalla legge.

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L’aspetto verso la fine.

Quando la pasta è pronta spegni la fiamma ed aggiungi altro basilico spezzettato.

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Siamo prontissimi!
Prepara i piatti e mangia. Ecco la mia:

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La prossima volta parleremo di sandwich all’americana. Ma quelli veri, eh: con burro di arachidi e stronzate immani.

Ciao!

Zuppe

Pasta e fagioli (con borlotti secchi)

Abbiamo preparato la pasta e fagioli ben due volte.
Una volta l’abbiamo cucinata col metodo di Rick Grimes, l’altra invece c’abbiamo aggiunto la ‘nduja spacciandola per una finezza culinaria cultissima.

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Perché nella vita quel che conta è sapersi vendere bene.

Oggi la ripetiamo ancora creando un po’ la ricetta definitiva, usando i borlotti secchi.

Ho messo a bagno i fagioli la sera prima e li ho cucinati verso le cinque del pomeriggio. Tipo 20 ore di ammollo e secondo me ho fatto bene: un’ora di bollitura è bastata per prepararli, proprio come indicato sulla confezione. Dalla regia mi dicono che di solito i tempi sono molto elastici e che non bisogna fidarsi.
Per evitarti problemi, ti faccio vedere che marca di fagioli ho comprato:

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E mi sono trovata bene.

Iniziamo. Go, go, go!

Per preparare una pasta e fagioli, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di borlotti secchi (mettili a bagno la sera prima);
  • 180 grammi di ditali;
  • 4 cucchiai di passata di pomodoro;
  • un cucchiaio d’olio, mezza cipolla;
  • rosmarino;
  • una cinquantina di grammi di parmigiano.

Ripetiamolo per la centesima volta: metti i borlotti a bagno la sera prima, che tanto almeno 12 ore di ammollo ti servono.

Scola i fagioli dall’acqua di ammollo e mettili in una pentola molto capiente, di cui possiedi il coperchio. Riempi la pentola d’acqua (l’acqua ti servirà per fare la zuppa, quindi che sia abbondante), chiudi col coperchio e fai cuocere per un’ora, a fiamma bassa. Ogni tanto apri e gira, per vedere che succede.

Dopo un’ora i miei erano anche troppo pronti: li ho cotti troppo ed alcuni si sono sfaldati. In teoria questo non deve succedere, quindi tu spegni la fiamma prima di raggiungere il punto di rottura. Nel mio caso, credo che mezz’ora di cottura sarebbe stata sufficiente. Peccato.

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Erano buonissimi, leggera sadness per la mancata perfezione.

In un’altra pentola metti un cucchiaio d’olio e fai soffriggere la cipolla tritata.

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Con la schiumarola prendi tutti i fagioli e cacciali insieme alla cipolla. Accendi di nuovo la fiamma dell’acqua dove hanno cotto, poiché ci servirà a temperatura di ebollizione.

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Aggiungi anche 4 cucchiai di passata di pomodoro.

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Belli pieni, eh.

Fai insaporire per un paio di minuti in attesa dell’ebollizione dell’acqua dei fagioli. poi butta dentro anche la pasta, il rosmarino e copri tutto con l’acqua che hai scaldato.

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Segui i tempi di cottura della pasta ed usa una fiamma medio bassa. Verso la fine, leva il rosmarino.

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Al solito, devi regolarti tu per la brodososità o la papposità della tua cena. Aggiungi acqua se la vuoi più brodosa, ma non proseguire troppo la cottura per fare evaporare il liquido in eccesso poiché sennò la pasta diventa colla.
A me piace così:

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Aggiungi dai 30 ai 50 grammi di parmigiano (secondo tuo gusto), mescola bene e siamo pronti. Aggiusta anche di sale, se occorre.

Se sono riuscita a spiegarmi dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Buon appetito!
La prossima volta andrà meglio e non li sfalderemo neppure, vedrai.

Prossima ricetta: tagliatelle all’uovo con ragù veloce, il tutto ripassato al forno con mozzarella e parmigiano. Ci vorrà del tempo (mezzo pomeriggio), ma sarà una cena spettacolare.

Ciao!

Pizzakaiju Approved, Zuppe

Vellutata di carciofi (+ tutorial per pulire i carciofi + tutorial per pulire i porri).

Oggi ben due tutorial vitali – non come quello dei fagiolini, sia chiaro – di cui uno giusto per metà, che si sa che qui si fanno le cose un po’ alla cazzo.

Sarò lunghissima, prolissa, ti riempirò di foto ma alla fine ce la faremo: impareremo a pulire i carciofi e persino i porri, lasciando finalmente perdere le buste Orogel e allargando gli orizzonti nel mondo del cipollame.

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Altri tutorial semplici ma efficaci.

Ti confermo quello che già stai pensando: i carciofi freschi sono carissimi e pure un po’ una rottura di palle. Si scarta tantissimo e si paga leggermente di più che comprando quelli Orogel. Perché avventurarsi? Perché il gusto non è proprio paragonabile. Mi è sembrato di non mangiare carciofi da sempre, talmente l’abisso era incolmabile (e l’ho fissato per un bel pezzo, eh. E lui ovviamente ha fissato me. L’abisso, intendo).

Ho già scartato i fagiolini e i funghi surgelati, è la volta buona che il Mai più! riecheggi pure per i carciofi. Ormai si salvano ancora le fave surgelate (perché le conosco, quelle bastarde, e non ci casco più) e gli asparagi (più che altro perché qui trovo solo quelli selvatici).

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Anche Batman dice no alle fave fresche.

Perché uno dei tutorial è un po’ alla cazzo? Perché non so indicarti esattamente quando fermarti nello scartare le foglie esterne. So che la mia vellutata, per quanto fosse spaziale, era piena di materiale fibroso. Forse i carciofi che ho comprato erano particolarmente coriacei, tuttavia ho senz’altro troppo risicato nel buttaggio. È che c’ho l’animo tirchio.

Per il resto è facilissimo ed indolore.

Quindi – indovina? – go, go, go!

Ho rubato la ricetta a Misya, che mi allieta ogni domenica con la sua newsletter, colma di roba mangereccia sempre super invitante.

Per cucinare una vellutata di carciofi per due persone (da accompagnare a salumi e formaggi, nel nostro caso) hai bisogno di:

  • 10 carciofi. Pesavano 1,5 chili circa, ho ottenuto 600 grammi;
  • 400 grammi circa di patate;
  • 1 porro;
  • una noce di burro, un cucchiaio d’olio;
  • 30 grammi di parmigiano;
  • 1,5 litri di brodo vegetale.

Che il tutorial per pulire il carciofo inizi ORA! 

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Indovinate chi dei due è il carciofo?

Inizia staccando tutto il gambo.

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Taglia tutte le punte del carciofo.

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Leva le foglie esterne. Quelle più dure e scure, a quanto ho capito. Dalla foto già noto che ne ho tolte troppo poche:

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Taglia il rimanente prima a metà, poi in quarti:

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In ogni pezzetto c’è una specie di barba. Rasa il carciofo a zero:

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Finito! Facilissimo. Ci vogliono dieci minuti scarsi.
Mentre prepari le altre cose, immergi i carciofi in acqua e limone.

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Adesso ti presento il porro:

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Pizzakaiju googola come si puliscono i porri.

È molto più facile del carciofo, che già è una boiata.

Taglia il culo al porro.

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Taglia anche tutti i capelli (che la gente normale chiamerà erba?).

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Incidi tutto il corpo del porro. Dobbiamo levare i primi strati:

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Prima incidi.
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Poi togli i primi strati.

Il resto in teoria è mangiabile. Ma ciò che è verde secondo me non va usato (di solito non c’è tutto quel verde, questo era enorme, magari è maturato in maniera diversa?).

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Un porro, mediamente, lo puoi usare almeno per un paio di volte. È gigante.
Io ho cucinato solo questo che vedi in foto e l’ho tagliato a rondelle (cosa che devi fare pure tu):

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Abbiamo il carciofo, abbiamo il porro. Non ci resta che tagliare anche le patate a dadini, dopo averle lavate e sbucciate:

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Cretinata: io uso il pelapatate, ma nel caso usassi il coltello non tagliare a dadini la patata con lo stesso coltello con cui l’hai sbucciata. So che l’hai lavata, ma so anche che sicuramente del residuo di sporco sarà rimasto.
Non lavo (quasi) mai niente, però non so perché con le patate sono un po’ schizzinosa.

Prepara il brodo vegetale, che quando è pronto finalmente si cucina.

In una pentola capientissima e di cui possiedi il coperchio metti un cucchiaio d’olio, fallo scaldare e poi soffriggi il porro. Scola i carciofi dall’acqua e limone e caccia in pentola pure loro:

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Fai insaporire per 5 minuti, poi aggiungi anche le patate. Copri tutto col brodo:

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Cuoci 15 minuti col coperchio, poi altri 15 senza coperchio. Fiamma media all’inizio, abbassala quando il brodo è evaporato un po’.
A questo punto tutto dovrebbe essere abbastanza morbido da poter essere tritato col mixerino:

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Occupati della consistenza. A me piace morbida, non liquida. Fai evaporare o aggiungi altro brodo, a seconda dei tuoi gusti. Quando hai raggiunto ciò che desideravi spegni la fiamma, butta dentro una noce di burro e i 30 grammi di parmigiano.

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Il parmigiano si è già inabissato.

Mescola bene e chiudi con il coperchio. Fai riposare per tre minuti, esattamente come fai durante la mantecatura del risotto.

Dovresti avere ottenuto questo risultato, se sono riuscita a districarmi nel bordello vegetale:

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Ciao e buon appetito!

Contorni, Pizzakaiju Approved, Zuppe

La crema di piselli dell’Immangiabile Bulk.

Vi immagino, in questa domenica lunghissima, a divertirvi senza freno.

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Il tipico divertimento domenicale.

Così, mentre ti sfracelli i ciglioni, so che non vedi l’ora di trovare una nuovissima ed entusiasmante ricetta.
Per fortuna io non riposo mai, così ti posso presentare una crema di piselli e lattuga che merita per davvero ed è persino presentata dall’Immangiabile Bulk.
Che uno che si chiama così, forse, non ha tanta credibilità in cucina. Ma forse non vi conviene lamentarvi, facendolo incazzare fortissimo.

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Minacce pesanti.

Se non sai chi è l’Immangiabile Bulk(*) non ti preoccupare: è normale.

Passiamo alla ricetta, che ai Trivia sulle creazioni cagose della Marvel penseremo poi (sì, ci metto l’asterischino e ti spiego chi è Bulk, ma tanto non lo leggerai mai perché è un fumetto tremendo).

Bulk ha cercato di prendere spunto da ricette sul web, ma ha incontrato le solite difficoltà che noi conosciamo ormai da tempo: dosi a caso, tempi assurdi, dado un po’ ovunque. Però, a differenza di noi Kaiju dalla pazienza infinita, lui ha un carattere non proprio docile ed ha smashato mezza cucina.

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Hanno molto in comune, questi due.

Per preparare la crema di piselli dell’Immangiabile Bulk, per due persone, hai bisogno di:

  • 450 grammi di piselli. Freschi o surgelati, a seconda della stagione e possibilità;
  • 300 grammi di lattuga;
  • uno scalogno;
  • parecchia acqua;
  • sale.

Per non farci mancare niente, abbiamo anche una decorazione di uova. Per crearla hai bisogno di:

  • 2 uova;
  • 20 grammi di parmigiano;
  • 40 grammi di latte;
  • sale, un cucchiaio d’olio.

Go, go, go!

Metti una pentola piena d’acqua a bollire. Mentre attendi, lava un po’ la lattuga, sennò ti mangi un sacco di insetti.

Appena arrivano le bolle partiamo con la crema.
In una pentola piuttosto capiente metti lo scalogno tritato e i piselli surgelati.

Ricopri con l’acqua che hai scaldato.

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Se stai usando i piselli surgelati, attendi che l’acqua torni a bollore e poi aggiungi la lattuga spezzettata con le mani. Se usi i piselli freschi, puoi mettere le due verdure insieme.

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Usa una fiamma sufficiente a fare sobbollire il tutto ed aggiungi acqua se ti sembra non sufficiente. Tieni conto di una cosa: ad aggiungere acqua ci vogliono secondi, ma se scazzi e ne cacci dentro troppa, ti tocca fare evaporare per ore. Quindi vacci piano e dosa senza fretta, tanto qui non si brucia niente.

I piselli hanno bisogno di circa dieci minuti per cuocere, la lattuga in tre è pronta da un pezzo.

Mentre attendi, possiamo iniziare a pensare di preparare la decorazione all’uovo.
Prendi una ciotola e metti tutti gli elementi che ti ho elencato prima: 2 uova, 40 grammi di latte, 20 grammi di parmigiano grattugiati a polvere ed un po’ di sale.

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Con una forchetta mescola bene tutto quanto.

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Ora lascialo lì, perché in tutto il tempo in cui hai tirato fuori la roba che ti serviva ed hai formato la crema, sicuramente saran passati dieci minuti buoni e siamo pronti per tirar fuori il mixerino.
Ecco la tua verdura prima del trattamento:

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Ed ecco la crema omogenea – che ti ricorderà moltissimo le disavventure di Regan nell’Esorcista – che si formerà grazie all’utilizzo del mixer ad immersione:

Lo sai cos’ha fatto quella stracciacazzi di tua figlia?

Mescola tutto bene, aggiusta di sale e, se la crema dovesse risultare ancora troppo liquida, prosegui la cottura per qualche minuto. Se invece è troppo papposa non temi niente, poiché hai l’acqua tenuta da parte.

A mio parere, le vellutate danno il meglio da tiepide: i gusti si sentono meglio. Quindi fai riposare la crema di Bulk, senza coperchio, per tutto il tempo in cui ci occupiamo delle uova.

Versa in una padella piccola un cucchiaio d’olio, fallo scaldare e cacciaci dentro la crema di uova. Usa una fiamma medio bassa.

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Muovila in continuazione (per far sì che non s’attacchi) con un cucchiaio di legno per qualche minuto, finché non si sarà rappresa. Leggermente: non farla seccare, ma lascia il composto molto morbido.
Ci vorranno pochissimi minuti.

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Ci siamo quasi, dobbiamo solo formare i piatti.
Versa prima la crema di verdure e poi mettici sopra il composto di uova che hai preparato. Se sono riuscita a farmi comprendere, dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Buonissima.

Ciao e buon appetito!

(*) L’immangiabile Bulk è una parodia davvero fin troppo cretina dell’Incredibile Hulk. In Italia è stato pubblicato dalla Corno negli anni settanta ed era inserito nel giornalino targato Hulk e i Difensori. Giornalino che non consiglierei perché a parte le storie di Hulk (tra l’altro stampate non in ordine cronologico) è piuttosto da buttare. I Difensori (a me) fanno schifo, Bulk è da pietà. Ma, hey, provare non ti costa niente. Qualcosa di divertente ovviamente c’è.