Pizzakaiju Approved, Torte rustiche

Guarda che la mozzarella di bufala non si mette in frigorifero.

Anche tu stanca di quest’inverno di merda? Sogni cene a base di mozzarella di bufala e pomodorini, però alla fine ti ritrovi a bere litri di vellutate o minestre per combattere il freddo gelido?
Bene. Oggi mettiamo la caprese in forno e che l’inverno maledetto si fotta.

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SHOCK!

Tranquilla che non roviniamo la mozzarella, quella ce la mangiamo a temperatura ambiente, non mi sono rincoglionita.

L’idea di noce moscata è tanto semplice quanto buona: una torta salata con i pomodorini appassiti al forno, condita successivamente con mozzarella, olio, origano e basilico. Una caprese a tutti gli effetti, solo leggermente calda.

Che poi, cosa cerco di vendertela a fare? Tu, come me, mangeresti di tutto.

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Noi.

Partiamo.
Go, go, go!

Per preparare una caprese in sfoglia, che sfamerà due persone, hai bisogno di:

  • un rotolo di pasta sfoglia rotondo (diametro 32cm);
  • 250 grammi di bocconcini di mozzarella di bufala;
  • 250 grammi di pomodorini;
  • un cucchiaio d’olio, qualche foglia di basilico, origano, poco sale.

Accendi il forno a 200 gradi, che tanto non ci vorrà molto.
Lava ed asciuga bene i pomodorini.

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Stendi la sfoglia, senza togliere la carta da forno cui è avvolta, in una tortiera rotonda di 24-26 centimetri di diametro.
Arrotola la parte in eccesso, creando un bordone.

Dopodiché bucherella tutta la base con una forchetta.

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Con uno stuzzicadenti bucherella i pomodorini. Fai parecchi buchi, poiché dobbiamo fare uscire un po’ della loro acqua per non fare bagnare in modo eccessivo la sfoglia. Se vuoi, puoi anche premere leggermente ogni pomodorino, per fare uscire il liquido. Senza spaccarli, quindi devi praticare una pressione minima, mi raccomando.

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Ora disponi i pomodorini sulla sfoglia. In maniera circolare, a caso oppure a griglia. Come ti pare, basta che ci sia dello spazio tra un pomodorino e l’altro.
Sala leggermente ogni pomodorino.

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Adesso inforna. Duecento gradi per minimo 20 minuti. Io ho proseguito la cottura per quasi quaranta minuti, poiché volevo la sfoglia molto colorata e per essere pure sicura che il liquido dei pomodorini non fermasse la cottura della base.

Mentre attendi, leva la mozzarella dalla sua acqua e lasciala riposare in un piatto.
So che non c’è bisogno di precisarlo, ma non si sa mai: la mozzarella di bufala non va mai messa in frigo. Non mi fare incazzare.

Controlla la torta nel forno e se vedi che si gonfiano le parti tra un pomodorino e l’altro, bucherellale con una forchetta. Ma tanto si sgonfieranno da sole, quindi non mi preoccuperei più di tanto.

Fai uscire la torta quando sarà colorata come la vuoi tu. Come già detto in precedenza, i tempi sono relativi. Ecco la mia:

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Sposta i pomodorini per fare spazio alla mozzarella.

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Ora condisci con un cucchiaio d’olio, dell’origano e qualche foglia di basilico.

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Pizzakaiju prese la caprese in sfoglia, la spezzò  a metà e disse Sbrigati e mangia, che sennò si fredda.

Guarda che spettacolo:

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Madonna, la fame.

Ciao e buon appetito!

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roba da forno, Torte rustiche

Torta rustica con spinaci e ricotta.

Te lo dico subito: oggi non ce n’è per nessuno.

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Ma di brutto!

Io volevo solo fare una torta salata. Con ricotta e spinaci. Giuro, non volevo proprio altro dalla vita che una semplice e buona torta salata.
E invece che cazzo mi ritrovo, in ogni sito in cui sono capitata?
La quiche.

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Che uno ci prova pure a mantenere la calma.

Ovviamente non le vere quiche. Semplici torte salate chiamate a cazzo. Dopo la carbonara sputtanata con la panna e i piselli e spesso confusa con la gricia, la ricotta di bufala orrendamente fatta cagliare per formare allegre cremine, il gateau di patate chiamato gattò e l’utilizzo dell’olio per mantecare il risotto… adesso pure questo?!

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E pensa io.

Ed io che pensavo che l’internet servisse per celare la propria ignoranza. Ed invece no. Invece l’ignoranza regna e per trovare il vero significato di quiche, ormai, bisogna addentrarsi nel deep web. 

Quiche: torta salata che ha una crema con dentro uova e panna acida.
Torta salata: qualsiasi altra torta salata senza i due ingredienti citati sopra.

Esaurita la questione, passiamo alla ricetta.

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Oggi prepariamo quindi una torta rustica con spinaci e ricotta e impariamo pure a crearci una pasta per la base da zero. Brisé? Frolla? Boh, chiamiamola base e smettiamo con le pippe mentali.

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Sappiate che il prossimo che dirà quiche avrà la visita del mio macellaio di fiducia.

Cominciamo.
Go, go, go!

Per preparare una torta rustica con spinaci e ricotta, per uno stampo da 20 cm, hai bisogno di parecchie cose.

Per la base:

  • 180 grammi di farina 00;
  • 90 grammi di burro ammorbidito;
  • 2 tuorli;
  • 2 cucchiai d’acqua fredda;
  • 5 grammi di zucchero;
  • 5 grammi di sale.

Per il ripieno:

  • 300 grammi di spinaci;
  • 300 grammi di ricotta vaccina;
  • 50 grammi di parmigiano;
  • 2 uova;
  • 20 grammi di burro;
  • 2 cucchiai di panna;
  • pepe bianco, noce moscata e sale.

Iniziamo dalla base.

Metti la farina ed il burro in una ciotola.

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Impasta con le mani, fino a quando il burro sarà bello farinoso.

Dividi i rossi dai bianchi (non buttare i bianchi, ci serviranno!) e aggiungi i tuorli nella ciotola. Caccia dentro anche i 2 cucchiai d’acqua, il cucchiaino di sale (5 grammi) e quello di zucchero (sempre 5 grammi).

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Impasta bene con le mani.

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Ad un certo punto ti sentirai stretta a lavorare nella ciotola, quindi rovescia tutto sul tavolo e continua lì con l’impasto.
Dovrai ottenere una palla omogenea.

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Adagiala su della pellicola trasparente e schiacciala bene con le mani. Ricoprila interamente con la pellicola e falla riposare in frigorifero per un’ora. 

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Mentre attendiamo, occupiamoci di tutto il resto.
I miei spinaci erano surgelati, poiché ne avevo ancora in freezer dalla notte dei tempi. Se decidi di usare quelli freschi, ti consiglio una cottura in padella o al vapore. L’abbondante acqua salata serve solo a fare perdere gusto alle verdure, imparalo come l’ho imparato io e vivrai più felice.

Quelli surgelati invece cucinali al microonde:

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Dovrebbero esseri le istruzioni sulla confezione, ma nel caso: chiudi col coperchio e fai andare 4 minuti a potenza massima. Tira fuori gli spinaci, girali, richiudili e fai andare per altri 3 minuti.
Questo è il risultato:

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Tanti cordiali fanculo all’abbondante acqua salata.

Lasciali raffreddare un minimo, poi cacciali su un tagliere e spezzettali più possibile.

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Metti 20 grammi di burro in una padella e, come inizia a sciogliersi, caccia dentro pure gli spinaci.

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Falli andare per dieci minuti, a fiamma medio bassa. Quest’operazione serve a farli insaporire un po’ e soprattutto a fare evaporare il liquido in eccesso. Girali spesso. Alla fine, sala (ma non tanto, mi raccomando).

In un’altra ciotola metti la ricotta, 2 uova e i 2 cucchiai di panna.

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Mescola bene, poi aggiungi anche i 50 grammi di parmigiano.

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Mescola bene bene. Aggiungi un po’ di pepe bianco, del sale e noce moscata abbondante.

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Mescola e caccia pure gli spinaci:

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Mescola di nuovo, formando questa crema:

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A questo punto un’ora sarà passata, quindi puoi tirare fuori la tua pasta dal frigo.
Inseriscila tra due fogli di carta da forno e comincia a darle una forma circolare, con un mattarello.

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Ci vorrà un po’ e sarà pure un lavoro piuttosto faticoso, ma sarai ripagata quando ti siederai per mangiarla.

Imburra la teglia che hai deciso di usare.

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Accendi il forno a 180 gradi, modalità statica.

Con la delicatezza che ti contraddistingue, fai aderire la pasta al fondo della teglia. Mettici tutto il tempo del mondo, l’importante è che non la spacchi.

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Senza fretta.

Una volta che sei riuscita a stendere bene la pasta sulla teglia, spennellala con i bianchi d’uovo.

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Io uso Cinghiale. E tu?

Riversa il ripieno nella tua futura torta rustica:

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Livellalo bene, di modo che sia tutto della stessa altezza.

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Ed ora inforniamo!
A 180 gradi per 35 minuti. Se vedi che sopra scurisce troppo puoi spegnere le resistenze superiori o abbassare leggermente la temperatura.

A fine cottura, dovresti essere fiera creatrice di questa roba qui:

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Un buon non compleanno a me.

Come sempre, ti mostro un po’ di foto per avere un’idea più precisa del risultato finale. Ecco durante il taglio:

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Ed ecco le fette:

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Madonnaccchebbuona:

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Nel caso dovessi scoprire, a fine cottura, che parte della brisé non è perfettamente cotta, non ti preoccupare: bestemmie a parte, qui dentro non c’è lievito e quindi te la puoi mangiare. Limitati, la prossima volta, a prolungare la cottura per altri 5 minuti e vai così, che è una figata.

Ciao e buon appetito!