Secondi

Straccetti di pollo fritti.

Ad un certo punto c’era pollo per tutta la cucina.

Ma proprio ovunque.

Dato che – sempre se si vuole friggere in maniera decente – bisogna mettere ogni pezzo fritto ben separato dagli altri su della carta assorbente, avevo tipo dieci piatti colmi di pollo su ogni ripiano.

In questa foto stavo ancora impanando, ma rende l’idea:

Ma ne mancano, nella foto. Eccome se ne mancano.

Ebbene sì: oggi si frigge. E mica si frigge una roba qualsiasi. Facciamo gli straccetti di pollo impanati con i Corn Flakes, prova generale per quando decideremo di immergere nell’olio direttamente le cosce intere (per mangiarle con pane bianco tostato e coca cola, ovviamente).

Non dirlo a me.

Le regole per una frittura decente non sono molte: usare olio extra vergine di oliva e non quello di semi, cuocere pochi pezzi per volta e far riposare la frittura su carta assorbente, per togliere l’unto in eccesso. Mai coprirla con altra carta, mai ammucchiare le robe fritte.
Basta, per il resto puoi andare tranquilla.

Ho rubato anche questa ricetta ad Apriti Sesamo. Sì, lo so, che tengo a fare un blog se copio tutto? Però che comodo, quando una ricetta è perfetta così com’è e tu devi limitarti a mettere gif cretine.

Esempio di gif cretina a caso.

Go, go, go!

Per preparare gli straccetti di pollo fritti, per due persone, hai bisogno di:

  • 500 grammi di petto di pollo;
  • 100 grammi di latte;
  • 1 uovo;
  • 5 grammi di sale;
  • 5 grammi di paprika dolce;
  • Corn Flakes per impanare. Io ne ho usati tra i 200 e i 250 grammi;
  • almeno un litro d’olio extra vergine di oliva per friggere. Ovviamente non usare quello buono, ma il primo che trovi che costi relativamente poco;
  • ketchup, maionese o le salse che desideri.

In una ciotola rompi l’uovo e metti i 100 grammi di latte, i 5 di sale e i 5 di paprika.

Mescola il tutto con una forchetta.

Taglia il pollo in striscioline piccole, con l’aiuto di un paio di forbici.

Ora dobbiamo marinare il pollo per un paio d’ore e per farlo devi trovare un contenitore abbastanza piccolo da riuscire a coprire il pollo col composto che hai preparato. E devi persino possedere il coperchio.
I recipienti da microonde sono adatti. Io ho usato questo:

Quindi chiudi col coperchio e torna qui tra due ore.

Intervallo.

Ciao, ben ritrovata.
Trita i 250 grammi di corn flakes a polvere, con l’aiuto di un mixerino.

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Metti la polvere ottenuta in un piatto largo oppure in una ciotola.

Trita tutto a rate, ché 250 grammi è un fottìo di roba.

Adesso dobbiamo impanare ogni singolo pezzettino di pollo e poi adagiarlo su un piatto.
Come si fa? Facilissimo. Scrolla leggermente dal liquido il pezzettino di pollo, posalo sui corn flakes sbriciolati e ricoprilo in ogni lato di quella polvere magica. 

Dopo un po’ avrai decine di piatti come questo:

Prendi una pentola piccola, che puoi riempire d’olio senza usarne due bottiglie intere.
Alza la fiamma al massimo ed attendi che sia bollente. Per sapere quando l’olio ha raggiunto la temperatura adatta buttaci dentro un pezzetto molto piccolo di pollo. Se inizia a sfrigolare ci siamo.

Prepara un po’ di piatti foderati di carta assorbente e recupera una pinza, che iniziamo.

Come si frigge? Altra operazione facilissima.
Immergi pochi pezzi di pollo per volta (4, 5 massimo). Conta fino a dieci e poi tira fuori i pezzetti, scuotili leggermente con una pinza per far sì che non siano grondanti d’olio e poi lasciali riposare sui fogli di carta assorbente che hai preparato.

Quando scrivo dieci secondi, intendo letteralmente dieci secondi. 
Sei andato a scuola, sai contare?
E friggere e contare insieme lo sai fare? E allora forza, conta e friggi, conta e friggi.

Finito.
Raccatta tutti i piatti, portali a tavola e mangia il polletto accompagnato dalle salse che hai scelto.
Vedrai che, a differenza della frittura con olio di semi, questa roba sarà tanto mondiale quanto digeribile.

Kaiju contenti della cena imminente.

Ciao e buon appetito!

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piatti unici, Roba alla Don Camillo e Peppone, Secondi

Galotìri (feta al latte). Ricetta greca.

L’avevo detto che prima o poi avrei pucciato la feta nel latte.
Ormai manca solo che me la pappi per colazione.

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Lo ammetto.

Da quando questo formaggio è diventato la mia droga dell’estate 2018, Apriti sesamo mi sta riempiendo di idee per utilizzarlo. Questa ricetta a lei ricorda l’infanzia (la nonna, la natura, le caprette che fanno ciao), per me è solo l’inizio di una dipendenza senza fine.

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Sciogliere la feta sul cucchiaino, il nuovo trend di questa estate fantastica.

Questa è una ricetta facilissima, l’unica difficoltà è quella di attendere almeno 24 ore prima di strafogarsi: la crema ha infatti bisogno di un tempo di assestamento.

So che pare un sacrificio terribile, ma ce la possiamo fare.

Dai, almeno 24 ore. Non fare così.

In frigorifero dura almeno 4 giorni e lo so perché al quarto c’ho condito la pasta (pasta di cui ti darò anche la ricetta, ma intanto partiamo con le istruzioni di base). Se non te lo mangi subito, ricordati di mescolarlo con un cucchiaio una volta al giorno.

Go, go, go!

Per preparare il Galotìri, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di feta;
  • 150 grammi di yogurt greco. Io ho usato il Fage, quello con il 5% di grassi;
  • 100 grammi di latte intero di capra. Se hai difficoltà ad usarlo usa il latte intero di mucca, però secondo me quello di capra è più adatto;
  • un pizzico di sale;
  • pomodori, origano, olio buono e pane per accompagnare.

Versa i 100 grammi di latte in un pentolino e portalo ad ebollizione. Lascialo poi raffreddare fino a quando raggiunge la temperatura di 35-37 gradi.
Ci tengo a scrivere ‘sta cosa dei gradi perché ho detto Sì, e va beh, e come cazzo faccio a sapere quando si raggiunge la temperatura? Mica c’ho il termometro.

Io già ero così.

Apriti Sesamo mi ha risposto in maniera concreta: mettici dentro il dito, la tua temperatura è di circa 36 gradi, quindi non dovresti sentire molta differenza.

Quelle cose piccole che uno non ci pensa e ti aprono il mondo.

Mentre attendi che il latte si freddi, sciacqua la feta sotto l’acqua corrente.
In un pentolino di cui possiedi il coperchio spezzetta con le mani la feta. Aggiungi poi i 150 grammi di yogurt greco. Appena il latte di capra è a temperatura, versalo lì dentro.

Aggiungi un pizzico di sale e mescola bene. Mettici il coperchio e lascia riposare in frigo per 24 ore. 
Ecco il giorno dopo come sarà: una crema con i pezzettoni di formaggio, mondiale.

Fotografare le cose bianche non è facile.

Come mangiarlo? Facile.
Innanzitutto ricordati di tirarlo fuori dal frigo un paio d’ore prima dell’utilizzo, giusto perché così i gusti si sentono meglio.

Worf se ne è dimenticato. Ma va beh, è buonissima lo stesso, dai. E poi magari è una fissa solo mia, quella di non volere la roba fredda da frigo.

Poi procurati un olio più buono possibile, dei pomodori rossissimi e dell’origano. Anche un pane che sia decente: io, per l’occasione, l’ho preparato in casa con questa ricetta qui.

Condisci le fette di pane con l’olio e l’origano:

Spalma sopra abbondante galotìri e, se vuoi, aggiungi anche i pomodori.
Ecco qui la bellezza:

Ciao e buon appetito!

Secondi

Pollo al sugo.

Se l’anno scorso mi avessero detto che nel futuro prossimo avrei preparato un pollo al sugo con dentro succo di limone ed acciughe, avrei inventato al volo la macchina del tempo per andarmi a prendere a calci nei denti (e nel culo).

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Avrei anche inventato una cura contro l’imbecillità e me la sarei iniettata.

Non è che fossi contro la sperimentazione, ma la mia titubanza sul mescolare sapori che avrei definito improbabili vinceva quasi sempre.
Però come fai a non fidarti di Luca Pappagallo? Lui dice che è buono, sarà pur buono per davvero.
In fin dei conti non ci ha fatto scoprire la sugna? Non ci ha fatto passare un pomeriggio in cucina per creare degli involtini di verza e di patate che erano la fine del mondo? E non ci ha persino fatto rivalutare il riso e latte?

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Rendersi conto dell’assurda realtà. Se Pappagallo dice che è buona la ricotta cagliata, uno deve provare.

Ti posso dire che è stato il miglior pollo al sugo mangiato da sempre e da oltre e che quindi non cambierei proprio niente, non sia mai che roviniamo la magia.
Quindi go go go! e vediamo un po’ che bisogna fare per cenare da dio, questa volta.

Per preparare il pollo al sugo, per due persone, hai bisogno di:

  • 3 cosce e 3 sovracosce di pollo;
  • 2 spicchi d’aglio;
  • 3-4 rametti di rosmarino, sale e pepe;
  • 50 grammi di capperi;
  • 2 acciughe;
  • il succo di un limone piccolo;
  • circa 500 grammi di passata di pomodoro;
  • 40 grammi d’olio.

Inizia a sciacquare i capperi.
Devi metterli in una tazza, immergerli in acqua fredda, e poi rovesciare tutto in un colino a maglie fitte. Poi ricominci. 3-4 volte, fino a quando non vedi più granelli di sale.

In una padella molto capiente, in cui puoi mettere tutto il pollo ed il resto degli ingredienti, versa i 40 grammi d’olio e due spicchi d’aglio interi, senza la camicia.

Appena l’olio è caldo, adagia il pollo.

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Usa una fiamma media e fallo rosolare bene, girandolo spesso.
In questa fase aggiungi anche un paio di rametti di rosmarino interi.

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Trita il resto del rosmarino in maniera grossolana e caccia dentro pure lui.
Sala anche il pollo, in tutte le sue parti (sopra e sotto, per capirci) e cospargi con pepe nero.

Appena il pollo è colorato, aggiungi due acciughe, posizionandole al centro della padella. Si scioglieranno.

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Infine butta dentro i 50 grammi di capperi che abbiamo dissalato.

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Continua a far rosolare, sempre a fiamma media, ed intanto spremi il succo del limone. Un limone piccolo, non ne serve in abbondanza.

A questo punto aggiungi la passata di pomodoro, il succo di limone e mescola bene.

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Usa una fiamma sufficiente a fare sobbollire il tutto e fai cuocere per circa un’ora, girando di tanto in tanto tutti i pezzi di pollo.

Il sugo dovrà divenire densissimo e sì, rassegnati, avrai passata di pomodoro per tutta la cucina.

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Ma no, non reagire così, non è poi tanto grave.

Dopo un’ora dovresti avere raggiunto questo bellissimo risultato:

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Con annessi tutti quei meravigliosi schizzi di sugo che vedi un po’ ovunque.

Prepara i piatti e divora il pollo più buono che la storia ricordi.
Guarda parte del mio pasto e no, non invidiarmi perché tanto te lo stai mangiando pure te ed è uguale uguale uguale al mio.

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Ciao e buon appetito!

Roba alla Don Camillo e Peppone, Secondi

Strapatsàda: uova, feta e pomodoro. Piatto greco!

Uova, pomodori, feta. Praticamente i cibi che preferisco nella vita.

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Quando ho trovato la ricetta ero tipo così, bretelle comprese.

Ancora una volta una ricetta rubata ad Apriti Sesamo, ancora una volta pochissimo lavoro per una cena a dir poco mondiale.

Ogni volta che capito davanti a questi piatti che non sono contadini, ma di più, io proprio sbavo senza ritegno. È ormai noto che adoro la cucina povera, che non tollero le arie da MasterChef e che non c’è niente di meglio che sbafarsi un paio di uova al tegamino, magari con del pane casereccio, in giardino. Bestemmiando per i troppi gatti che cercano di rubarti il cibo e con le vespe che rompono i maroni, ma sono i rischi del vivere in campagna. L’importante è il sano ottimismo rustico.

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Chi becca la citazione ha tutta la mia stima.

Apriti Sesamo svela anche tutti i segreti per ottenere un connubio di sapori perfetto ed io ho seguito quasi tutti i consigli. Quasi perché un olio veramente buono – nonostante viva in terra di ulivi – ancora non l’ho trovato.
Però i pomodori spettacolari ce li avevo e le uova freschissime le ho trovate. O almeno così mi ha assicurato Don Alfonso.

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Eh, può essere pure.

Quindi ti presento le uova paesane, quelle ricoperte di merda.

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Ho detto chiaramente a Don Alfonso, il mio fruttivendolo: se non c’è la cacca, non le voglio.

Non ho intenzione di cambiare il nome alla ricetta, come ho fatto con il Buyurdì. Un po’ perché questi nomi greci sono facili da imparare ed essere meno ignoranti non ci fa male, un po’ perché questa mattina non mi viene in mente proprio niente.
Quindi che Strapatsàda sia: go, go, go! 

Per cucinare la strapatsàda, per due persone, hai bisogno di:

  • 50 grammi di olio extravergine di oliva. Non scrivo mai che uso l’extravergine, perché per me è scontato. Io friggo anche con questo, cosa che ti consiglio caldamente;
  • 4 pomodori belli rossi e maturi;
  • 2 peperoni friggitelli;
  • 6 uova freschissime;
  • un po’ di pepe nero, poche foglie di menta;
  • 200 grammi di feta;
  • un po’ di pane da accompagnamento.

Ecco intanto gli ingredienti. Come hai notato non ho pesato né pomodori né friggitelli, ma puoi regolarti tranquillamente dall’immagine:

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Decapita i friggitelli, togli loro i semi e tagliali a pezzetti.
Riduci a pezzi anche i pomodori.

Scalda i 50 grammi di olio in una padella e poi cacciaci dentro i friggitelli.

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Usa una fiamma medio-alta e falli saltare per due o tre minuti, girando spesso per non farli annerire.

Aggiungi poi i pomodori.

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Fai andare a fiamma media, gira ogni tanto e spacca i pomodori con un cucchiaio di legno. Nel frattempo occupati del resto degli ingredienti. I pomodori avranno bisogno di 10, 15 minuti al massimo.

Sciacqua la feta sotto acqua corrente (fredda).

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Rompi le uova in un bicchiere e poi travasale in una ciotola capiente. Doppio passaggio, come sempre, per evitare di far finire gusci d’uovo nella cena, nel caso la nostra forza possente ci faccia sbagliare a spaccare le uova.

Sbriciola dentro alla stessa ciotola la feta, grossolanamente, con le mani.

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Lo so, viene sempre un po’ male a spaccare uova e feta, che sono un miracolo che solo a guardarle ci si commuove. Ma è per un bene superiore.

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Bravo, diglielo.

Mescola un po’ gli elementi, giusto per farli amalgamare e per fare spaccare le uova. Usa una forchetta, non azzardarti a tirare fuori le fruste elettriche. Bastano pochi secondi.

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Intanto i pomodori dovrebbero essere quasi pronti.
Non devono essere asciuttissimi, ma devono essere ad un passo dal formare il sugo.
Ecco qui una foto fumosa che forse ti riuscirà ad illustrare meglio di mille parole:

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Versa il composto di uova:

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Mescola bene e fai andare il tutto a fiamma alta, per un minuto o due. 
L’uovo deve cuocersi ed il formaggio sciogliersi.

Ecco come deve apparire alla fine:

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Direttamente sui piatti spolvera con pepe nero e decora con qualche foglia di menta. Menta che dovrebbe essere decorativa, ma che ci sta da dio. 

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Mentre mangiavo, ecco l’unica esclamazione possibile.

Davanti a te dovresti avere questa bellezza:

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Ho fame.

Buono, spettacolare, da sbavo, mondiale, bestiale, squisito, gnamme.
Ne avrei mangiato un altro piatto e ne mangerei uno pure adesso, alle otto del mattino, per colazione. Proprio come fanno in Grecia.
Attenzione: la strapatsàda può dare dipendenza e rendere aggressivi.

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Reazioni normali, quando si sta divorando la strapatsàda.

Ciao e buon appetito!

Secondi

La feta piccante al forno del draghetto Grisù.

Se potessi viaggiare nel tempo avrei parecchie cose da dire alla vecchia Pizzakaiju.

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E non sarebbero cose carine.

Le informazioni utili scritte qui sopra e che si sono poi rivelate sonore stronzate sono innumerevoli: imparare a cucinare è un processo infinito e lento ed i miei metodi di preparazione sono così cambiati che mi ritrovo a modificare vecchi post bestemmiando ed insultandomi senza sosta.

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No, caro Pippo, io non sopporto manco la mia.

Tutto questo per dirti che la feta è ormai uno dei miei formaggi preferiti, insieme alla mozzarella ed alla ricotta di bufala. Scoprirlo solo nel 2018, dopo circa 15 anni di mangiamento professionista, è un po’ triste. Triste perché bastava sciacquarla con l’acqua. E sai quante ricette con la feta ti ho passato, senza che io avessi appreso questa conoscenza fondamentale? Incalcolabili. E che figure di merda, se ci penso.

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Dedicato a Pizzakaiju del passato.

Comunque oggi prepariamo la feta al forno, ma sappi che menerà parecchio: ho infilato ben tre tipi di peperoncino differenti. Bocca in fiamme, ma senza coprire i gusti. Spettacolare, ma piuttosto esplosivo.

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Se non reggi il piccante, potresti reagire così.

Sei ovviamente libera di modificare la piccantezza a tuo gusto, sia chiaro.
Ho rubato la ricetta ad Apriti Sesamo, che ormai sta diventando una garanzia (ed ho talmente tante sue ricette segnate a mente che sentirai parlare di lei molto spesso).

Se possiedi delle piccole teglie monoporzione è meglio. Io non ce l’avevo e mi sono arrangiata, come quasi sempre.
Le quantità dei vari ingredienti utilizzati non sono pesabili, poiché bisogna ricoprire la feta a strati. Ci vuole poco di tutto e, per una volta, si va ad occhio.
Diventa pure subitissimo Kaiju food, perché non posso che dedicare questo piatto a Grisù, il draghetto pompiere.

Go, go, go! e mi raccomando: tieni un estintore vicino, che qui la bocca sputerà fuoco.
Sigla!

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Anche un draghetto pompiere può essere d’aiuto.

Per preparare la feta al forno del draghetto Grisù, per due persone, hai bisogno di:

  • 2 confezioni di feta (400 grammi);
  • 5-6 friggitelli oppure un peperone verde piccolo;
  • un paio di pomodori grandi;
  • pochissimo olio;
  • peperoncino in polvere, secco e pure fresco;
  • pepe, origano;
  • formaggio. Io ho usato un pecorino sardo fresco, ma puoi usare anche cacioricotte di latte misto, provole secche, formaggi misti semistagionati. 

Innanzitutto sciacqua la feta sotto l’acqua corrente, fredda. Togliamo così il sale in eccesso e l’acquetta di go go go governo.

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Accendi il forno a 200 gradi, modalità statica. La preparazione non sarà lunga ed il forno dovrà essere bello caldo, per accogliere il formaggio.

Fodera con della carta da forno la teglia e mettici sopra la feta. Se sei fortunata e possiedi due piccole teglie monoporzione, limitati a poggiarci sopra la feta, senza carta.

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Spolvera la feta con abbondante pepe nero:

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Taglia i friggitelli a striscioline (togli tutti i semi) e ricopri la feta:

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Cospargi con abbondante peperoncino in polvere e spezzetta pure un paio di peperoncini secchi, se li hai ed il tuo palato li regge:

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Irrora con un po’ d’olio, a occhio:

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Taglia i pomodori a fette piuttosto sottili. Ecco quanto sottili:

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Adagia le fette di pomodoro sulla feta:

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Ricopri con origano ed altro olio, sempre ad occhio:

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Ora è la volta del secondo formaggio.
Come ti ho detto, ho comprato un pecorino sardo fresco, molto friabile e dal sapore deciso, senza essere però invadente. Te lo faccio vedere:

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Bisogna tagliarlo a fette piuttosto spesse e poi appoggiarlo sulla feta:

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Infine cospargi con del peperoncino fresco tagliato a pezzi, lasciando i semi:

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Inforna a 200 gradi per circa 20-25 minuti.
I formaggi si scioglieranno e sul fondo della teglia ci sarà un po’ di liquido. Ecco cosa è accaduto alla mia feta:

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Un primo piano per farti vedere che no, non è che la feta diventerà magicamente stracchino. Si ammollerà, ma sarà ancora possibile spostarla dalla teglia ad un piatto, con la dovuta attenzione:

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Con un paio di utensili piatti travasa il formaggio in piattini, versando poi sopra tutto il liquido rilasciato.
Ecco la mia bruciantissima porzione, con forchetta che ti mostra la morbidezza raggiunta:

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Finito!

Ciao e buon appetito!

Panini, Secondi

Tortillas con pollo e salsa piccante.

Ho scoperto che preferisco le tortillas alle piadine.

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Shock!

Sto parlando di roba preconfezionata, non fatte in casa, quindi se c’è qualche cultore della piadina preparata con le manine di merda della mamma non me ne voglia. So solo che le piadine sono pesanti, troppo pesanti per la soddisfazione (scarsa) che danno al mio palato.
Le tortillas sono più sottili, meno caloriche e quindi questo significa che dove c’era posto per una piadina, oggi c’è posto per due tortillas. E per noi magnaccioni questo ha molta, molta importanza.

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La gioia di chi vede una tortilla.

Tacos? Burritos? Francamente non ho approfondito e ancora non ho capito se si tratta solo di un modo di chiudere la tortilla (in due o arrotolata).
Chiudila un po’ come ti pare, tanto quel che conta è ciò che ci mettiamo dentro. Ed oggi impariamo a preparare una salsa piccante, semplice semplice. E secondo me è un level up mica da poco.

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Sapevo avresti apprezzato l’idea della salsa piccante.

Ho rubacchiato la ricetta a Luca Pappagallo, anche se ho cambiato un paio di cose perché sono contraria allo scottare le verdure in acqua. Però le dosi sono sue, precise precise.

Go, go, go!

Per preparare delle tortillas con pollo e salsa piccante, per due persone, hai bisogno di:

  • 4 tortillas;
  • 600 grammi di pomodori (quelli grandi, da sugo);
  • 500 grammi di petto di pollo a fettine;
  • 4 peperoncini piccanti freschi. Io c’ho la piantina e i peperoncini non menano in maniera particolare. Dovrai aggiustare le dosi a seconda del tipo di peperoncino che usi e della tua tolleranza al piccante;
  • una cipolla bianca, non troppo grande;
  • uno spicchio d’aglio;
  • 40 grammi d’olio;
  • un paio di birre, che dove c’è tortilla deve esserci la birra.

Intanto ecco gli ingredienti.

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Ciao, siamo gli ingredienti.

Per prima cosa dobbiamo tritare col mixerino ad immersione i pomodori e i peperoncini.
Tagliali dunque a pezzi (e non levare i semini ai peperoncini, che sono quelli che menano) e cacciali in un contenitore dove puoi usare il mixer. Se non ne hai uno troppo grande, non ti preoccupare: basta che triti un po’ per volta, aggiungendo pomodori mano a mano che vengono spappolati.

Inizia dai pomodori.

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L’arte di arrangiarsi.

Poi aggiungi i peperoncini.

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Trita la cipolla con il mixer normale, che la dobbiamo avere fine fine.
Versa i 40 grammi d’olio in padella e fai soffriggere leggermente la cipolla ed uno spicchio d’aglio schiacciato con lo spremiaglio.

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Aggiungi quasi subito la salsa. Salala leggermente.

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Fai cuocere, con una fiamma sufficiente al sobbollore, per circa 30 minuti. Dovrà molto addensarsi.
Ecco come dovrà essere alla fine:

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Nella foto non si vede, ma quando spegnerai la fiamma ci sarà inevitabilmente dell’acqua che si separerà dal pomodoro. Basta che mescoli il tutto e la questione si risolve, non accendere la fiamma per fare evaporare altrimenti diventa troppo densa.

Mentre attendi che la salsa sia pronta, prepariamo il pollo.
Accendi una fiamma altissima e appoggiaci la piastra. Falla diventare rovente, poi adagiaci le fettine di pollo. Senza aggiungere grassi.

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La cottura dipende dallo spessore delle fettine, ma in linea di massima sono sufficienti 5 minuti per lato. Girale spesso e cerca di striare ogni lato.
Se le fettine fossero troppo sottili, attenta invece a non esagerare con la cottura, perché poi la carne diventa secca.

Quando il pollo è pronto spostalo su un piatto e salalo.
Taglialo poi a pezzetti.

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Con le forbici fai prima.

Abbiamo tutti gli ingredienti pronti, quindi passiamo alle tortillas.
Il mio consiglio è di cuocere e farcire una tortilla per volta, tanto non vanno mangiate bollenti.
Le confezioni indicano un tempo di cottura di un minuto per lato, in realtà un minuto è tanto poiché tendono a seccarsi.
Io le scaldo appena, 30 secondi a lato, usando una pentola antiaderente (senza aggiungere grassi, mi raccomando).

Appoggia la tortilla scaldata su un piatto e versa un paio di cucchiai di salsa:

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Metti anche un po’ di pollo. Diciamo che la protagonista deve essere la salsa, più che il pollo, quindi non esagerare col ripieno.

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Poi chiudila. Puoi arrotolarla su se stessa, così:

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Oppure limitarti a chiuderla in due, tipo sofficino, ma dà un po’ meno soddisfazione:

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Quel che che conta è che ti siedi e te la pappi, perché è buonissima:

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Gnamme.

Ciao e buon appetito!

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Gnamme2.

 

Contorni, Insalate, Secondi

Melone e Feta

Ora lo dico: al duetto prosciutto e melone io preferisco, senza proprio bisogno di pensarci, feta e melone.

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Marilyn e Pizzakaiju accettano la responsabilità delle loro idee shock!

Fino a ieri manco sapevo che si potevano mangiare insieme, ma grazie al post di Apriti Sesamo mi si sono aperte tante di quelle dimensioni gustative che levati.
Cena mondiale e bestiale senza nemmeno dover cucinare: quando ti ricapita?

E poi la frutta in questo periodo ci sta tutta, dai.

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Va bene, va bene, non è che ti può piacere proprio tutta. Ma manco col formaggio?

Inoltre oggi ti rivelo un’altra informazione spiazzante: la feta va sciacquata sotto l’acqua fredda.

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Quante emozioni, oggi.

Ebbene sì, ne acquista in sapore: si leva il viscido e si lava via il sale. Rimane dunque solo il gusto del formaggio, che è molto, molto, ma MOLTO più buono.
Altra informazione che non parte dal mio genio, ma arriva sempre da Apriti Sesamo e che quindi è diventato un altro di quei pochissimi siti di cucina cui affidarsi senza bestemmie.

E dato che Apriti Sesamo si occupa principalmente di cucina greca, Go go go! e sigla!

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Sigla!

Per preparare Feta e Melone, per due persone, hai bisogno di:

  • 2 meloni. Ne avanzerà un po’, magari addirittura mezzo, ma meglio abbondare;
  • 2 confezioni di feta. Hai la fortuna di poterla comprare non industriale? Aggirati intorno ai 400 grammi.

Intanto ecco la feta che trovo io al supermercato.

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Se la trovo io a Palinuro, si trova ovunque.

Apri le confezioni del formaggio e sciacqualo in acqua fredda. Aiutati con un piccolo scolapasta, così raccogli la feta nel caso si spaccasse leggermente durante l’operazione.

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Taglia a metà i meloni.

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Togli, con un cucchiaio o una forchetta, i filamenti interni e tutti i semi.

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Ed ecco che i protagonisti di questa cena si incontrano:

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Ora puoi decidere se passare due ore a tagliare il melone e la feta, creando un piatto del genere:

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Oppure se mangiarlo a pezzetti, un po’ per volta, come ho fatto io:

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Finito, puoi mangiare.

Una roba così buona che potrebbe quasi alternarsi alla mia cena estiva preferita, che è – molto banalmente – mozzarella di bufala e pomodorini. Già detto, ma lo ripeto: mondiale e bestiale.

So che quando l’assaggerai non avrai parole per ringraziarmi.

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E chiamalo niente, il melone con la feta.

Ciao e buon appetito!

Contorni, Secondi

Friggitelli con pomodorini.

Ti avviso subito: quello che ti sto per proporre è buono, ma non ti basterà per cenare. Io l’ho accompagnato con delle salsicce e mi sono trovata benissimo, libera però di raddoppiare le dosi dei friggitelli e sfondarti solo con quelli. Anche se, forse, sarà una cena un po’ noiosetta.
Quel che conta è che ti prepari un piano B, sennò crepi di fame.

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Capitan America non mi ha ascoltato e guarda come si è ridotto.

Ti ho già narrato le vicende dei friggitelli innumerevoli volte, decantando le loro immense virtù e soffermandomi a lungo sulla loro bontà.
Storie appaganti ed avvincenti, in cui abbiamo anche incontrato numerosi cibi leggendari come l’Hulkburger o le fagiolate di Bud Spencer.

Quindi oggi ci possiamo permettere di partire subito ma, se vuoi ripassare la pulizia di questo ortaggio, clicca qui.
Go, go, go! 

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Anche uova fritte o un paninazzo sono un ottimo accompagnamento per il contorno di oggi.

Per preparare dei friggitelli con pomodorini, per due persone, hai bisogno di:

  • 500 grammi di friggitelli, peso calcolato da puliti. Acquistane circa 200 grammi in più.
  • 500 grammi di pomodorini ciliegini o datterini o perini o quelli che vuoi. L’importante è che la quantità di pomodorini sia uguale a quella di friggitelli;
  • 60 grammi di olio;
  • uno spicchio d’aglio, sale.

Decapita i friggitelli, tagliali a metà e leva tutti i semini.

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Se vuoi foto più dettagliate sulla pulizia del friggitelli, ti ho già detto dove devi cliccare.

Metti 60 grammi di olio in una padella capientissima e fai soffriggere uno spicchio d’aglio per un paio di minuti, a fiamma media. Dato che in seguito useremo una fiamma bella alta per cuocere i friggitelli, forse ti conviene inserirlo intero e schiacciato, in modo da toglierlo durante la cottura, altrimenti potrebbe bruciarsi.

Appena l’olio è bello caldo caccia dentro anche i friggitelli.

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Aggiungi il sale e cuoci per dieci minuti a fiamma medio alta. Se hai inserito l’aglio intero, dopo un paio di minuti toglilo con una pinza.
Nel frattempo taglia a metà i pomodorini.

Unisci anche loro in padella.

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Aggiusta di sale e continua la cottura per altri dieci minuti. Non bisogna formare un sugo: i pomodorini dovranno solo appassire un po’.
Ricordati di girare il tutto molto spesso ed usa una fiamma medio alta, abbassando solo nel caso in cui qualcosa si dovesse attaccare sul fondo.

I friggitelli non cuoceranno in maniera uniforme, dato che avranno dimensioni differenti: ma 20 minuti (25 minuti massimo) sono più che sufficienti per la loro preparazione.

Ecco cosa dovresti avere a fine operazione:

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Impiatta ed unisci anche il tuo piano B (nel mio caso ammira le meravigliose salsicce di Norcia).
Ecco qua:

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Ciao e buon appetito!

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Alla prossima!
Contorni, Primi, Secondi

Fresella mozzarella e pomodoro.

L’ultima volta che ho ordinato una fresella fuori casa mi hanno portato un piatto stracolmo di pomodori e tonno sott’olio, con di fianco una mozzarellina striminzita. Tanto stracolmo da formare una montagna.
E la fresella stava sul fondo, inutile, non valorizzata, trattata come un cibo di serie Z.

Ed io? Io così.

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In passato l’ho mangiata inondata di olio allammerda. Oppure era troppo dura. O troppo secca. Poi ho smesso di ordinarla, che tanto ho capito che non c’era un cazzo da fare. O a casa, o niente.

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Ero anche un po’ stanca di bestemmiare pagando, pure.

Quindi, pure se è banale, è tempo di mettere anche questa ricetta, che tanto fa caldo e te la prepari di sicuro questa sera.
Fatta come Amon comanda.

Quindi go, go, go!

Per preparare 4 freselle, sufficienti per fare cenare due persone, hai bisogno di:

  • 4 freselle da 60 grammi ciascuna;
  • 500 grammi di mozzarella di bufala, se decidi di inserire il pesce. Un po’ di più se le vuoi condire solo con mozzarella e pomodoro;
  • 600 grammi di pomodorini che preferisci (a me piacciono i datterini);
  • qualche foglia di basilico, un po’ di origano;
  • facoltativo: tonno. Se fresco, è più che sufficiente 250 grammi (ed un cucchiaio d’olio per cucinarlo). Se sottolio acquista i filetti e non le cagate in scatola, per la stessa quantità;
  • altro condimento facoltativo: acciughe sottolio. Con la mozzarella di bufala stanno benissimo, ma possono non piacere;
  • poco sale, ma solo se non metti acciughe.
  • pochissimo olio (un cucchiaio per condirle tutte e 4).

Se hai deciso di cucinare il tonno fresco, parti da qui.
Metti un cucchiaio d’olio in un padella e fallo scaldare a fiamma alta.
Quando la padella è rovente, appoggiaci il tonno.

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Fai cuocere 3-4 minuti per lato, sempre a fiamma alta, fino a quando l’esterno è bello colorato.
Ecco come deve apparire:

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Taglialo a pezzi e condiscilo con un po’ di sale ed olio, se vuoi. Io l’ho lasciato al naturale.

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Sinceramente, per quanto possa sembrare strano perché il tonno fresco è senz’altro più buono di quello alla fallout, sulla fresella quasi preferisco i filetti sottolio.

Se decidi di usare il tonno alla fallout l’unica cosa che devi fare è scolarlo il più possibile dall’olio, magari lasciandolo riposare in uno scolapasta mentre prepari gli altri ingredienti. Ok mangiare cibo finto, ma poi il fegato si incazza.

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Il mio fegato ha le fattezze di Tom Hardy e se gli girano non è bello.

Taglia i pomodorini.

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Apri la mozzarella e riversala, insieme a tutta la sua acqua, in una ciotola.
Poi preleva la mozzarella e adagiala su un piatto, senza buttare l’acqua, che ci servirà per spugnare le freselle.

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Mozzarelle di una certa importanza.

Dopo aver ammirato la mozzarella di bufala per qualche minuto, raccogli le forze che dobbiamo tagliarla a pezzi.

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Eh, lo so che è un peccato, ma poi così ce la mangiamo.

Puoi tagliarla a fettine o a pezzetti, come ti pare.
Quel che conta è che usi un piatto per sezionarla, perché tirerà fuori un sacco di latte che useremo perché è mondiale.

Ma, hey, mi sono dimenticata di fare le presentazioni. Ecco, questa è Fresella:

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Friseddha per gli amici, con l’acca.

Se non l’hai mai incontrata prima, si tratta di una specie di pane secco. Anzi, tarallo secco, ci insegna Wikipedia. Per renderla mangiabile bisogna immergerla nell’acqua in modo che ne assorba un po’. Si ammorbidirà e a quel punto la si può condire.

Non c’è una regola: c’è a chi piace durissima, a chi mollissima, a chi una via di mezzo. Io, tanto per rompere il cazzo meglio, sono tra quelli che la vogliono una via di mezzo.

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Eh, ma tante proprio.

Come si fa?
Prendi una fresella alla volta ed immergila nel liquido di go go go governo della mozzarella. Così:

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Vai, superGiovane!

Per quanto? Un minuto, un minuto e mezzo già è tanto. Tieni conto che quando la tirerai fuori dal liquido continuerà comunque a spugnarsi fino a quando non la mangerai.

Appoggia la fresella bagnata su un piatto e ripeti l’operazione dello spugnamento con le altre.

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A questo punto bisogna condirle. Condirle significa che devono avere un bel po’ di roba sopra, ma senza essere del tutto sommerse, altrimenti si perdono per strada. Sarebbe come mangiare un cracker con la nutella spalmandoci sopra tutto il barattolo. Facevi prima ad usare il cucchiaino e lasciare riposare quel povero cracker in pace.

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Il gnam triste di chi sbaglia le proporzioni del condimento.

Tornando in topic, il condimento della fresella non è religioso: ci puoi mettere un po’ quel che ti pare.
Nel mio caso ho ricoperto la base con la mozzarella, sopra ci ho adagiato acciughe e tonno e  poi ho messo i pomodorini. Ho condito con origano, niente sale perché avevo già le acciughe e qualche foglia di basilico spezzettato con le mani.
Ho infine bagnato leggermente con un po’ d’olio, ma proprio poco. Quasi ho fatto finta.
Ed ecco cosa avevo davanti:

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Angolo del Capitan Ovvio: più userai condimenti buoni, più la tua fresella sarà da sbavo. Per una volta ho azzeccato sia mozzarella che pomodorini, quindi il risultato è stato un mezzo capolavoro.

Ma non dimentichiamoci del latte della bufala: puoi o usarlo come letto su cui poggiare la fresella una volta che l’hai spugnata, oppure puoi versarlo a cucchiaiate sopra la fresella già condita, come ho fatto io.

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Ciao e buon appetito!

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Ciao!
Secondi

Friggitelli ripieni al forno.

Lo so che predico sempre lo sfondamento da cibo, ma ogni tanto una cena leggera capita anche a me. Di solito in seguito ad un pranzo talmente carico che non salto il pasto giusto perché a me non mangiare la sera fa venire tristezza.
Quindi ti avviso: se stai crepando di fame, magari accompagna questi friggitelli con qualcos’altro. Una mozzarella, un salume a caso, un paio di uova.

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Anche questa è un’ottima idea, bravo Lecter.

È veramente troppo presto per scrivere qualcosa di anche lontanamente intelligente o divertente, quindi passiamo subito alla ricetta, che stamattina non c’ho ispirazione.
Go, go, go!

tenor
Per chi non sapesse l’inglese, ecco una fedele traduzione.

Ho rubato la ricetta a Mangia senza pancia. C’erano un sacco di ricette di friggitelli ripieni, ma la sua mi è parsa la più interessante (e la più leggera, non c’avevo proprio voglia di carne macinata e salsiccia).

Per preparare dei friggitelli al forno, per due persone, hai bisogno di:

  • 15 friggitelli. Ebbene sì, questa volta indicare un peso è assolutamente inutile. Con questa quantità di ripieno riesci a riempirne giusto 15 e devi sceglierli con cura: non curvi, non minuscoli. Non so da te, ma qui la normalità è rappresentata da friggitelli così tanto mignon e così tanto deformi che trovarne 15 è stata una lunga quest dai tanti, tanti punti esperienza;
  • 200 grammi di ricotta di mucca;
  • 20 grammi di parmigiano grattugiato;
  • 100 grammi di provola affumicata;
  • 100 grammi abbondanti di prosciutto cotto, tagliato in una fetta grossa;
  • qualche foglia di basilico;
  • circa 2 cucchiai d’olio;
  • un pizzico di sale.

Ti consiglio comunque di comprare un po’ di più di tutto. Un po’ perché te lo puoi mangiare come accompagnamento, un po’ perché la dimensione di 15 friggitelli non è certo fissa. Qui non si pone tanto il problema, tanto ti vendono tutto quanto in dosi mastodontiche, che tu lo voglia o meno.

Della pulizia del friggitello abbiamo già parlato qui, ma ripetiamo che non fa mai male.
Intanto facciamo le presentazioni:

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Ciao, sono il friggitello.

Decapita il friggitello:

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Con un coltello piccolo leva i semini interni. Ti basta tagliare intorno alla parte bianca. Così:

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Sbatti il friggitello sul tagliere per fare uscire gli ultimi semini rimasti. Ora osserva l’abisso all’interno del friggitello:

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Ma non fissare l’abisso troppo a lungo, che poi lui fissa te.

Ecco i miei 15, a lavoro concluso:

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Ora prepariamo il ripieno.

Taglia il prosciutto a pezzetti piccoli e fai lo stesso con la provola. Non togliere tutto il suo liquido, un po’ di latte ti permetterà di avere un composto più morbido, alla fine.
Metti provola, prosciutto e ricotta in una ciotola, insieme ad un pizzico di sale ed al basilico spezzettato con le mani.

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Mescola tutto quanto. Se ti sembra troppo secco, aggiungi o latte di provola o un goccio di latte normale. Ma proprio un goccio, giusto per permetterti di amalgamare gli ingredienti.

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Con un cucchiaino riempi i friggitelli. Alcuni difficilmente riuscirai a riempirli fino in fondo, perché o troppo piccoli o comunque troppo storti per infilarci il cucchiaino. Ma non ti preoccupare: saranno buonissimi lo stesso.

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Inizia ad accendere il forno: modalità statica, 180 gradi.
Gratta il parmigiano.
Metti della carta da forno su una teglia e cospargila con un po’ d’olio (un cucchiaio circa).
Adagiaci i friggitelli e cospargi pure loro con un po’ d’olio (un altro cucchiaio, sempre circa) e poi copri col parmigiano:

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Infornali per 30 minuti ed ecco cosa dovresti avere davanti a te:

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Se, assaggiando, ti sembra che manchi del sale è meglio aggiungerlo ora: un po’ per evitare di sbagliare la sapidità a causa del ripieno, un po’ perché il sale fa uscire i liquidi delle verdure e quindi temevo che in forno si potesse annacquare il tutto.

Ti do anche un paio di foto dei piatti, per farti venire fame.

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E due:

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Ciao e buon appetito!

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Ciao!