roba da forno, Secondi

Cavolfiore gratinato, con besciamella ricottata.

Non ci basterà per cenare, dicevo io. E, continuando a straparlare, Prendiamo quello più grande possibile.

We need a bigger cavolfiore, sbraitavo col fruttivendolo.

Così accade che ho comprato un chilo e mezzo di cavolfiore. Che pulito è diventato un chilo e due. UN CHILO E DUE.

I più saggi potrebbero consigliarmi l’acquisto di un frigorifero, così di certo non sarei obbligata a mangiarmelo tutto. Ma i più saggi non hanno l’asperger del cibo e non sanno che io il frigo ce l’ho pure, ma non conservo quasi niente. Compro e mangio, compro e mangio.

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C’è chi, nel frigo, tiene persino il superfluo perché non si sa mai, magari ci faccio il brodo.  Una testa di Hitchcock, però, nel Cilento non la vendono. Saran prodotti che importano solo al nord.

Avevo in mente di copiare in maniera spudorata la ricetta di Catia: un cavolfiore gratinato al forno, immerso nella besciamella ricottata. Ho cucinato il cavolfiore altre due volte, negli ultimi mesi, ma sempre con risultati piuttosto noiosi. La besciamella ricottata poteva forse deludermi?
No, col cazzo.

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È quel che pensavo leggendo la ricetta di Catia.

Se Catia non si era segnata le dosi perché era andata a braccio, io le mie le ricordo ma ti avviso che ci mangerai due volte. Libera quindi di dimezzare, per limitare i danni.
Quali danni?
I soliti, quelli dello smaltimento del grasso in eccesso.

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Eseguire questo esercizio tutti i giorni, può tonificare i muscoli delle caviglie.

Per cucinare il cavolfiore gratinato con besciamella ricottata hai bisogno di:

  • 1,2 chili di cavolfiore (pulito);
  • 1 litro di besciamella, che puoi preparare usando la ricetta che già ti ho insegnato qui; mi raccomando, non comprare quella confezionata, che fa cagare;
  • 250 grammi di ricotta vaccina (non di bufala, ha un sapore troppo forte per quello che dobbiamo preparare);
  • uno spicchio d’aglio, un cucchiaio d’olio.

Go, go, go!

Come per tutte le cose cotte al forno, ti consiglio di cucinare con un’oretta di anticipo al momento di sbafo, poiché più stanno in forno e più diventano buone. E poi non si spetasciano quando le tiri fuori dalla teglia.

Inizia sezionando il cavolfiore: taglia il gambo e togli tutti i gambetti più duri. Dividi le cimette tra loro, separando i mazzi più grossi.

In una pentola piuttosto grande metti poca acqua e caccia dentro il cavolfiore. Io ho usato un bicchiere e mezzo: lo scopo è avere un paio di dita di liquido in cui appoggiare il tuo cavolfiore. Non devi bollirlo in abbondante acqua salata perché, come Catia insegna ed io ho imparato, le verdure sono molto, ma molto più buone cotte quasi al vapore.

Quindi metti l’acqua e chiudi col coperchio. Fai cuocere per una ventina di minuti, fino a quando il cavolfiore sarà morbido (quando puoi infilzarlo con una forchetta è pronto: cottura più al dente possibile, perché poi lo ripassiamo anche in padella).

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Qui è prima della cottura.

In una padella piuttosto grande fai scaldare un cucchiaio d’olio e poi fai soffriggere uno spicchio d’aglio schiacciato con lo spremiaglio.

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Non aspettare che l’aglio si scurisca ma, appena l’olio sfrigola, aggiungi anche il cavolfiore e fai cuocere per pochi minuti. Il tempo di insaporirlo e di levare l’umidità in eccesso. Gira bene e spesso.

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Prodotto finito.

Aggiungi un po’ di sale, se vuoi, ma poco: ci penseranno ricotta e besciamella ad insaporire.

Prepara la besciamella come giàssai. Quando è pronta spegni la fiamma e aggiungi 100 grammi di ricotta.

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Gira bene con un cucchiaio e, se vedi che non si scioglie a sufficienza, aiutati con la frusta elettrica.

Abbiamo tutti i componenti, quindi accendi il forno a 220 gradi, modalità statica, e prepariamo la teglia.

Copri il fondo con della besciamella:

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Aggiungi metà del cavolfiore.

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Ricopri con metà della besciamella:

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Con le dita metti un po’ di fiocchi di ricotta, poi iniziamo con un altro strato.

Cavolfiore, altra ricotta a fiocchi:

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La restante besciamella ed ancora ricotta.

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Ora inforna per 15, 20 minuti.
Finché, insomma, non avrai raggiunto questo risultato:

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Buonissimo e semplicissimo!

La prossima volta prepareremo degli spaghetti allo scarpariello, che altro non sono che una pasta col sugo di pomodorini ed una quintalata di formaggi.

Ciao!

 

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Pizzakaiju Approved, roba da forno, Secondi

Tortino di fagiolini

Oggi non so cosa scrivere, quindi mi limiterò ad imitare lo stile di Ryan Murphy, confondendovi le idee abusando del grandangolo, cantando canzoni con spiccato accento tedesco ed urlando frasi a caso.

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Funzionato? No, eh?

Ed allora smetto di cercare di stupirti con la mia pessima CGI (che manco la tigre di Walking Dead) e passo subito alla ricetta, tanto siamo qui per mangiare.

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Storie True.

Ho rubato questo tortino di fagiolini da Catia in cucina, la stessa persona che mi ha fatto conoscere gli spaghetti alla Michael Myers e che ormai è fonte continua di ispirazione. Tipo che tra un po’ mi metto a cucinare il seitan al pepe verde e magari ve lo consiglio pure, solo perché lei ha detto Prova.
Ho seguito proprio tutto quello che ha scritto, mi sono trovata da Cthulhu e quindi il mio lavoro oggi è superfluo.

O quasi. Perché siccome siamo tutti degli ignoranti, i fagiolini io li mangiavo surgelati, fino a sei secondi fa. Ma siamo in stagione, il fruttivendolo ce li aveva e li ho comprati. Ma come si puliscono?

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E pure about tutti gli ortaggi in genere!

Facilissimo! Intanto lavali bene e siediti in compagnia del tuo bel tagliere.
Prendi un fagiolino.

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Tagliagli le due estremità.

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Lavori impegnativi.

Stop, finito, tutti a casa!

Tecnicamente ci sarebbe un filetto da levare che dovrebbe correre per tutto il corpo del fagiolino. Peccato che io non l’abbia trovato, neppure in quelli più grandi. Quindi boh, che cazzo dicono tutti io non l’ho capito.

E poi non dire che qui non impari niente di nuovo, eh?

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Inutile che ti spremi il cervello, è proprio come sembra: sono deficiente.

Bene, iniziamo con la ricetta.
Go, go, go!

Per preparare un tortino di fagiolini per due persone (e ci si cena, non c’è bisogno di accompagnamento), hai bisogno di:

  • 700 grammi di fagiolini;
  • 1 uovo;
  • 3 cucchiai di pangrattato + un altro paio di cucchiai durante la messa in forno;
  • 3 cucchiai di parmigiano + un altro paio di cucchiai durante la messa in forno (again);
  • almeno 100 grammi di Asiago (potrei averne usati anche 150, non ricordo più);
  • un cucchiaio d’olio, uno spicchio d’aglio schiacciato con lo spremi-aglio, pepe.

Lava i fagiolini e leva le capocchie, come Pizzakaiju ti ha insegnato. Poi tagliali a pezzetti grandi quanto vuoi.

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In una pentola di cui possiedi il coperchio metti i fagiolini ed un bicchiere d’acqua. Chiudi il coperchio e cuocili così, a fiamma media, fino a quando sono cotti al dente (quando diventano mangiabili, puoi spegnere).

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Un bicchiere d’acqua basta e avanza.

In una padella piuttosto capiente metti un cucchiaio d’olio e fai soffriggere l’aglio schiacciato con lo spremi-aglio. Siccome dovremo tritare tutto il santo padre, è meglio se l’aglio si scioglie per i fatti suoi, amalgamandosi agli altri ingredienti.

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Aggiungi i fagiolini e cuoci per un po’ (una decina di minuti è più che sufficiente), per farli asciugare più possibile e per farli insaporire. Aggiungi pepe ed un poco di sale (poco, perché dopo metteremo dentro anche del parmigiano che insaporirà di suo).

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Buoni.

Rimetti i fagiolini nella pentola che hai usato per lessarli e tritali col mixerino.

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Aggiungi l’uovo, i 3 cucchiai di parmigiano, i 3 di pangrattato e mescola bene.

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Lascia per un attimo i fagiolini nella pentola e prepariamo il resto.
Accendi il forno a 200 gradi.

Taglia a dadini l’asiago.

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Metti un cucchiaio d’olio sul fondo di una teglia, distribuiscilo bene e poi cospargi tutto di pangrattato. Serve per non fare attaccare il tortino.

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Aiutati con un cucchiaio.

Ora versa il composto e livellalo, di modo che sia uniforme in tutta la teglia. Aggiungi sopra l’asiago, schiacciando ogni dadino col cucchiaio per inserirlo nel composto di fagiolini.

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Il ritorno di Spoon Killer?

Spolvera con pangrattato e poi con parmigiano.

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Prima pangrattato.
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Poi Parmigiano.

Inforna a 200 gradi per 15 minuti circa. Sarà pronto quando sarà dorato. Così:

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Il mio consiglio è di preparare il tortino di fagiolini un’oretta prima della cena. Questo perché così gli lascerai il tempo di raffreddarsi un minimo e riuscirai ad impiattare senza che ti si spetasci sui piatti. Io c’avevo una fame tremenda, quindi una parte mi si è quasi sbriciolata in mano, talmente era calda. L’altra parte l’ho fotografata, eccola:

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Mondialissimo, mi fa venire fame solo a guardarlo.

Domani prepareremo una vellutata di carciofi e cercheremo di capire come si puliscono ‘sti ortaggi cagacazzi.

Ciao!

Secondi, Secondi di mare

Zuppa di cozze alla Tarantina

Pronti per la lezione di alta cucina di oggi?

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Saluti e baci.

Nonostante il pane, le cozze e i pomodori, neppure questo piatto ti sfamerà del tutto. Temo dovrai inventarti qualcosa, tipo cucinare l’impepata di cozze come antipasto, come ho fatto io.

Eh no, non fidarti di quello che leggerai in giro: un chilo di cozze, pur con la zuppa, non riempirà la pancia di 4 persone.

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Solite reazioni scaturite dalla lettura di blog di cucina.

Per preparare la zuppa di cozze alla Tarantina, per due persone che rimarranno affamate, hai bisogno di:

– 1 kg di cozze;
– circa un chilo di pomodori;
– prezzemolo, aglio, olio, peperoncino;
– pane per fare i crostini.

Parentesi dei pomodori: questa volta non dobbiamo usarli nella loro interezza. La zuppa non deve avere molto liquido, né i semini. Quindi questa volta sceglili con cura: che siano sodi, ma non troppo duri che poi sono acerbi. Sicuramente scarta quelli mollicci. 

Cosa dobbiamo fare?
Lavarli e tagliarli a spicchi:

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Da ogni spicchio, con l’aiuto del coltello, devi togliere tutto quello che è molle e con i semi:

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La polpa ottenuta però non buttarla: a parte che è un peccato, può servirti nel caso la zuppa venisse troppo poco liquida (e comunque puoi usarla per preparare delle bruschette).

Una volta che hai ottenuto solo l’esterno dei pomodori, tagliali a pezzetti.

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Adesso occupati del pane.
Taglialo a fette ed esegui lo stesso procedimento che ti ho insegnato qui.

Infine dobbiamo aprire le cozze. In una pentola di cui possiedi il coperchio metti un cucchiaio d’olio e adagia le cozze. Chiudi col coperchio e fai cuocere le cozze a fiamma medio alta, fino a che non si saranno aperte.

Non buttare l’acquetta che si sarà formata e togli una parte di guscio da ogni cozza.

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Ok. Hai ora tutti i componenti per formare la zuppa. Ricapitoliamo? Cozze cotte, pomodori tagliati a pezzetti, pane caldo.

In una pentola parecchio grande fai soffriggere, in un cucchiaio d’olio, un po’ di peperoncino e l’aglio tritato.
Dopo qualche minuto aggiungi i pomodori e fai cuocere per una decina di minuti a fiamma medio alta.

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Trascorso questo tempo, metti dentro anche le cozze con il loro mezzo guscio e tutta l’acquetta che hai tenuto.

Fai cuocere per qualche altro minuto (4-5 massimo), sempre a fiamma medio alta. Se ti sembra che il sugo sia un po’ troppo secco, puoi anche aggiungere del liquido di pomodoro che hai tenuto da parte (quello che hai ottenuto togliendo semi e polpa, insomma). Io ne ho messo un cucchiaio scarso.

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Direttamente sui piatti metti del prezzemolo tritato. Accompagna tutto con il pane.
Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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La prossima volta prepareremo dei Paccheri ripieni al forno!

Ciao!

Secondi, Secondi di mare

Impepata di cozze + pane per fare i crostini (da preparare al forno).

A parte ricordarti la storia delle ostrichette curiose, volevo anche informarti sul fatto che no, con un chilo di cozze col cazzo che ti riesci a sfamare.
Anche se blog autorevolissimi spacciano un chilo di cozze come una dose per 5. Sì, hai capito bene ma comunque lo ripeto: CINQUE persone.

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È la stessa faccia che ho fatto io, giuro.

Nella vita vera invece sappiamo quanto gli stomaci siano esigenti e dunque renditi conto che dovrai inventarti qualcos’altro. Un secondo, un antipasto o – come ho fatto io – una zuppa di cozze come rinforzo. E tanto pane.

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Questo per evitare la fame notturna e la consueta tradizione dello Svuotamento di Frigo.

Però l’impepata di cozze va imparata, perché è mondiale ed anche facilissima.
Tieni conto anche che questo non è un buon periodo per i frutti di mare. I grandi esperti di scienza ci ammoniscono: mai comprare cozze nei mesi con la R. OttobRe è un momento infelice. Tu fai tzé, te le compri uguale e poi i molluschi sono striminziti. C’avevano ragione i grandi esperti di scienza, quindi regolati.

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Vero, però ho buttato via tipo mezzo chilo di cozze perché erano vuote. No shame, ma tanti porchidii.

Per preparare l’impepata di cozze, per due persone che poi mangeranno anche sei bufali e mezzo in salsa barbecue, hai bisogno di:

– 1 kg di cozze;
– prezzemolo, 2 spicchi d’aglio, pepe, 2 cucchiai d’olio;
– pane per preparare i crostini.

Go, go, go!

Inizia col pulire le cozze. Lo abbiamo già imparato qui, non ho intenzione di ripetermi.

Adesso occupati del pane.
Taglialo a fette non troppo spesse ed infornalo a 200 gradi per circa dieci minuti. Deve diventare più che altro duretto, se diventa anche colorato tanto meglio. Al solito, il forno è una roba troppo personale, quindi controlla il pane. Io credo di averlo lasciato ben più di dieci minuti. Magari il tuo, dopo appena 5, sta già bruciacchiandosi.

Trascorso quel tempo tiralo fuori dal forno, metti un filo d’olio su ogni fetta e strofina i bordi con dell’aglio.

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Ho usato un cucchiaio d’olio per queste 4 fette di pane. Per fare un esempio di quantità.

Il più è fatto.
In una pentola piuttosto capiente e di cui possiedi il coperchio metti le cozze (adagiale, sennò spacchi i gusci), uno spicchio d’aglio tritato, un cucchiaio d’olio e del prezzemolo tritato. Aggiungi un fottio di pepe (si chiama impepata, ricordatelo).

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Copri con il coperchio e fai cuocere le cozze a fiamma piuttosto alta. Ci vorranno pochissimi minuti e le cozze sono pronte quando si aprono. Ovviamente gira il tutto almeno una volta, così pepe, aglio e tutto il resto vengono mescolati bene tra i molluschi.

Servi nei piatti, con tutta l’acquetta che si sarà formata.

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Togli una parte di guscio per ogni cozza, poi mangia tutto. Aiutandoti con il pane, mi raccomando.

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Cozze di OttobRe.

La prossima volta prepareremo la zuppa di cozze alla Tarantina, che io ho preparato per rinforzare l’impepata.

Ciao!

Contorni, Secondi, Secondi di mare

Zucchine trifolate + tonno alla piastra

Treni, passeggiate forzate, notai, avvocati, napoli, fritture mangiate al volo, fame, altri treni, altri notai, panini con la mozzarella divorati sul treno, ancora fame e notti con 3 ore scarse di riposo.

Giornate lunghe, piene di roba e tutta roba da fare contemporaneamente.

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Tipico esempio di multitasking.

In mezzo al bordello il blog è stato abbandonato, ma sono riuscita a spendere altri 12 euro in pescheria. E con questi 12 euro abbiamo 2 chili di cozze, 300 grammi di pesce spada e 300 di salmone. Che in qualche modo cucinerò e ti darò ogni ricetta possibile.

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Uno dei “miei” pescivendoli.

Oggi intanto sbologneremo del tonno avanzato dalla scorsa gita e lo cucineremo alla piastra. Cazzatissima, ma se non lo sai fare qualcuno deve pur spiegartelo.
Prepareremo anche delle zucchine trifolate, contorno tanto semplice quanto buono.
Ultimamente ho cucinato un sacco ed ho mangiato solo merda, circa: tutta roba fin troppo elaborata ma con un gusto che mi ha lasciato insoddisfatta ed incazzata. Le zucchine trifolate le ricordo con affetto e sono state tanto buone con me.

Quindi, go go go e impariamo questa cena dai 15 minuti di lavoro ma dalla riuscita certa.

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Van Damme garantisce.

Per preparare delle zucchine trifolate, per due persone, hai bisogno di:

– 500 grammi di zucchine;
– uno spicchio d’aglio;
– prezzemolo, sale, pepe;
– 2 cucchiai d’olio.

Per il tonno: hai bisogno solo di una fetta da 300 grammi a cranio e di una piastra. Io ho preparato anche un calamaro a testa, ma ne abbiamo già parlato qui.

Perché il tonno? Perché 300 grammi di tonno sono una bella fetta spessa. Il salmone o il pesce spada hanno forme diverse e sulla piastra tendono ad attaccarsi (causa il poco spessore delle bistecchine). Ti consiglio dunque di cucinarli in padella (o di comprarne di più per ovviare il problema, ma non ho mai provato e non so se funzionerebbe per davvero).

Cominciamo dalle zucchine.
Tagliale a rondelle sottili. Così:

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In una padella fai scaldare due cucchiai d’olio ed aggiungi lo spicchio d’aglio tritato. Dopo qualche minuto caccia dentro anche le zucchine.

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Cuoci le zucchine, con fiamma media, per una quindicina minuti. Girale spesso. Quando qualche rotellina comincerà a sfaldarsi – quelle più sottili, poiché è impossibile che tu sia riuscita a realizzare rondelle identiche – spegni la fiamma.

Aggiungi il sale, il pepe e pure il prezzemolo tritato.
Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Ora che hai finito con il contorno, cucinare il pesce è una stronzata COLOSSALE.
Devi limitarti a mettere un cucchiaio d’olio sulla piastra, lasciare la piastra sulla fiamma altissima ed attendere che diventi rovente.
A questo punto aggiungi le fette di tonno, le lasci cuocere per qualche minuto per lato (3-4) per  cominciare a bruciacchiare un po’ entrambe le superfici. Fatto questo, continui a cuocere a fiamma altissima. Come? 3 minuti per superficie, poi giri il tonno. Altri tre minuti, poi giri il tonno di nuovo. Via, così, fino a quando entrambi i lati non sono belli colorati come li vuoi.

Ci vorranno 15 minuti scarsi e no, dentro non si secca. Volendo, se fuori è troppo bruciato ma non ti sembra cotto all’interno (poiché non abbiamo la stessa cucina, magari tu hai fiamme più potenti delle mie) una volta che le superfici sono colorate puoi continuare la cottura con fiamma bassa.

Ecco la mia cena:

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Facilissimo e mondiale.
La prossima volta impareremo una pasta col tonno fresco. Altrettanto semplice ed altrettanto da sbavo.

Ciao!

roba da forno, Secondi

Polpettone (+ tutorial scemo per cuocere un uovo sodo).

Che quando cucino mi girano di brutto non è solo una licenza poetica umoristica. Io mi incazzo così tanto, ma così tanto, che a volte manco ceno dalla rabbia. Se il risultato non è esattamente quello che dico io, preferisco mangiare merendine che cenare di merda. Soprattutto se, magari, ci sono volute ore a realizzare quell’immondo pasto.

E capita. Non spesso ma capita.

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Eccomi, durante uno dei miei frequentissimi sfoghi di rabbia.

Tutto questo per dire che non ricordo mai come si prepara un uovo sodo perché è una roba che mangio di rado, quindi ho googlato ed ho cercato tipo il PROCEDIMENTO ASSOLUTO DI STOCAZZO.

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ed eccomi mentre mi aggiro per gli angoli più bui dell’internet.

E digitando PROCEDIMENTO ASSOLUTO DI STOCAZZO PER PREPARARE UN UOVO SODO mi è venuta fuori una roba che ho seguito e niente, l’uovo era alla coque.

Poco male, poiché la ricetta di oggi è quella del Polpettone (e ringraziamo Misya per il video perfetto) e l’uovo sodo rappresenta il niente, in questa odissea culinaria che stiamo per intraprendere.

Le istruzioni per l’uovo sodo te le do comunque, però giuste. Fidati di me e non andare a googlare, fatti un favore.

Per preparare un polpettone hai bisogno di un forno, una teglia, 2 ciotole di plastica più un ciotolino piccolo, della carta da forno e di questi ingredienti:

  • 600 grammi di macinato di bovino;
  • 4 fette di pancarré e latte sufficiente per ammorbidirlo (un bicchiere circa);
  • 1 uovo;
  • 20 grammi di parmigiano;
  • sale, pepe e prezzemolo;
  • poco burro, da mettere sulla superficie. Deve essere a temperatura ambiente;
  • 150 grammi di scamorza (non la provola, che è troppo bagnata, mi raccomando);
  • 150 grammi di prosciutto cotto.

Go, go, go!

Iniziamo da questo maledetto uovo sodo.

Prendi un pentolino e riempilo d’acqua. Mettici anche un pizzico di sale fino, se vuoi, per rendere l’uovo più saporito. Adagia l’uovo. Come adagiarlo, senza incrinare il guscio e far uscire tutto l’albume? Io mi aiuto con quell’affare che serve per girare gli spaghetti. Ecco il tutorial difficilissimo:

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INTATTO!

Dopo aver compiuto questa delicatissima operazione, attendi che l’acqua faccia le bolle. Quando fa le bolle conta 8 minuti. Esaurito il tempo, estrai l’uovo dall’acqua calda (sempre usando quell’affare che ti ho consigliato), mettilo in una ciotolina e riempila di acqua fredda. Poi lascialo lì, ci servirà tra parecchio tempo.

Prendi tutto quello che ti ho elencato negli ingredienti (a parte il forno, quello lascialo dov’è) e porta tutto su un tavolo dove potrai lavorare senza sbattere i gomiti negli angoli.

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Metti le 4 fette di pancarré in una ciotola e sommergile di latte.

In un’altra ciotola metti il macinato, il prezzemolo tritato, un po’ di sale, del pepe, 20 grammi di parmigiano (se ne vuoi di più, non superare comunque i 50 grammi).

Strizza bene le fette di pancarré:

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Se vuoi, bevi il latte che avanza lì dentro, sappi che è buonissimo.

Spezzettale dentro all’altra ciotola, insieme a tutti gli altri elementi.

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Ora impasta tutto con le mani, fino a quando non ottieni una palla uniforme.

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La palla. Uniforme.

Ora taglia un pezzo di carta da forno, che dovrai poi mettere nella teglia che hai scelto.

Appiattisci l’impasto che hai creato, formando un rettangolo.

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Così.

Adesso dobbiamo mettere il ripieno.

Con le dosi che ti ho dato forse forse forse il polpettone non si chiuderà in modo ermetico. Misya usa 100 grammi di prosciutto cotto e 100 di scamorza, io ne ho usati almeno 150 di ognuno. Ma sai che a me piacciono le robe che trasudano cibo, quindi vedi tu se seguire il mio esempio caciarone o se ottenere la perfezione estetica seguendo le dosi di Misya.

Adagia il prosciutto al centro del tuo impasto:

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Sopra al prosciutto posa le fette di scamorza, tagliata più sottile possibile.
E sopra la scamorza aggiungi l’uovo sodo, tagliato a pezzetti:

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Ah, quanto sono sode queste uova sode, porcoAmon.

Adesso viene la parte più difficile che difficile non è. Però è quasi impossibile da spiegare a parole. Devi infatti chiudere il polpettone aiutandoti con la carta da forno.

Prima pieghi un lato:

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Poi torni indietro SOLO con la carta da forno e ripeti l’operazione fino a quando l’impasto non è del tutto arrotolato su se stesso:

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Deve venire un rotolo, in sostanza, con la chiusura su di un lato (l’ho fatto due volte, due volte mi è venuto così):

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Siccome, molto probabilmente, non s’è capito un cazzo di quello ho scritto, ti consiglio di andare a vedere il video di Misya (minuto 3.24).

Il nostro polpettone, al momento, è però ancora aperto alle estremità:

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Devi perciò rimboccare l’impasto in quei due punti, chiudendolo.

Ora sposti il polpettone (con la carta da forno) nella teglia che hai scelto e metti del burro sopra la superficie:

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Avvolgi l’impasto con la sua carta da forno:

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Questo servirà a non farlo seccare, durante la cottura.

Inizia ad infornarlo a 180 gradi, con forno ventilato, per 30 minuti.
Poi tiralo fuori per liberarlo dalla carta da forno:

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Dopo che lo hai liberato, lo inforni di nuovo per altri dieci minuti.

Alla fine il risultato sarà questo:

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GNAMME!

Come vedi, il mio s’è leggermente aperto durante la cottura, perché c’è troppo ripieno. Ma a me piace così, quindi sticazzi.

Buonissimo e sufficiente per sfamare tre persone.

La prossima volta prepareremo delle penne con pancetta, rucola e scaglie di parmigiano. Una variante di qualcosa che abbiamo già cucinato, ma non c’è mai abbastanza rucola, in questo mondo.

Ciao!

roba da forno, Secondi

Pollo arrosto con patate (TUTORIAL)

Come accadde per il tutorial per pulire i gamberi, sappi che oggi tante foto ti faranno proprio schifo.
Ti insegnerò a preparare il pollo arrosto, ma per farlo ci saranno buchi da riempire e massaggiare ed immagini orribili da mostrarti. Non dico che sarai di fronte al taglio della tartaruga di Cannibal Holocaust, però poco ci manca.

Peccato non avere avuto Luca Barbareschi come aiutante, durante il set fotografico.

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E ringrazia che non ho messo la foto della macellazione vera e propria.  Hey, dove lo trovi un altro blog di cucina che cita Deodato?

Preparare il pollo arrosto è piuttosto facile e non c’è una sola maniera. Si può usare il burro o l’olio, per fare un esempio, e noi useremo entrambi per scopi differenti. Cercherò di passarti pure la conoscenza per preparare delle patate arrosto, ma sappi che non sono quelle croccanti: quelle che io volevo riprodurre erano quelle della rosticceria. Grasse, unte, da sbavo.
Per il pollo mi sono ispirata a Luca di Cook Around Tv, per le patate invece ho dato un po’ retta a Sonia Peronaci. Ma senza seguire pedissequamente quanto cappena linkato. Questo, infatti, è il pollo arrosto con patate di Pizzakaiju. 

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Pizzakaiju ai fornelli.

Per preparare il pollo arrosto con patate hai bisogno di:

  • un forno;
  • un paio di griglie che dopo ti mostrerò;
  • un paio di grossi stuzzicadenti, quelli da spiedini;
  • un tagliere abbastanza grande da poter ospitare il pollo mentre lo farcisci;
  • un paio d’ore di tempo.

Possiamo iniziare. Go, go, go!

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Vi presento Il POLLO.

Consigli per la scelta del pollo: se ti è possibile acquistane uno che non superi il chilo e mezzo. L’ho preparato due volte in una settimana e  – ovviamente – più è grande e più tempo ci metterai. La seconda volta era addirittura da due chili e seicento grammi ed ho dovuto segargli le zampe per farlo entrare nel forno (l’orrore, signora mia) e soprattutto ha cotto in maniera meno uniforme. Io ho un forno elettrico, non grande, quindi girare le cose è fuori discussione.

Se tu possiedi un forno più grande avrai di certo vita più facile.

Le griglie di cui ti parlavo sono queste:

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Da inserire nel forno esattamente come te le ho mostrate in foto, quella inferiore non solo avrà dentro le patate ma servirà anche a raccogliere tutta la ciccia che il pollo farà scendere. Quindi, pure se decidi di non preparare le patate perché magari ti fanno cagare, metti la parte inferiore. Altrimenti ti toccherà pulire il forno per l’eternità.

Aggiungo inoltre che il metodo patate grasse può essere usato anche per cucinare altre cose. Come salsicce, spiedini o wurstel.

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Mi esalto pensando alla ciccia.

Premesse finite, quindi ecco l’elenco degli ingredienti. Le patate sono per due, il pollo è un pollo. Ci si mangia comodamente in tre.

Per le patate:
– un paio di patate;
– un cucchiaio d’olio;
– sale grosso, pepe, rosmarino.

Per il pollo arrosto:
– un pollo intero;
– 100 grammi di burro sciolto a temperatura ambiente;
– uno spicchio d’aglio, rosmarino, un cucchiaio d’olio, sale fino, pepe.

Go, go, go!

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Dai, che ora si comincia sul serio.

Tira fuori il burro dal frigo.

Taglia le patate a tocchetti. Non togliere la buccia, che tanto si mangia uguale. Però lavale bene, levando tutta la terra.

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Prepara un trito con gli elementi che ti ho detto prima: rosmarino, un po’ di sale grosso (poco!), del pepe nero ed un cucchiaio d’olio.
Trasferisci le patate in un’insalatiera e versaci dentro questo composto, mescolando bene.

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Adesso metti le patate nella griglia inferiore di cui abbiamo parlato ad inizio post e puoi già infilare il tutto nel forno spento, in attesa del pollo.

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Ed ora il pollo.

Ti consiglio di lavorare sopra ad un tagliere, così sporcherai meno possibile.

Il burro deve essere morbido, molto cremoso. Nel caso, mettilo pochi secondi nel microonde. Deve essere così:

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Prepara un altro (questa volta un po’ più abbondante) trito con rosmarino, olio, sale fino, pepe e aglio tritato.
Parte di questo trito sai dove dovrà essere inserito? Ti do un indizio:

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Esatto.

Sì, nel culo.
Ti avevo detto che non avresti assistito ad un bello spettacolo.
Affonda la mano nel trito e inseriscilo nel culo del pollo, massaggiando tutte le pareti. Così:

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Devi andare anche fino in fondo, spalmando tutto l’interno del pollo.

Non usarlo tutto, poiché in seguito ne useremo dell’altro per cospargere la pelle.
Finito questo, devi alzare la pelle del didietro del pollo per poter inserire una quantità proibitiva di burro.
Ti consiglio di farti strada prima con le dita – stando bene attenta a non spaccare la pelle – così:

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Se la pelle fosse ermeticamente chiusa (a me è capitato), incidila con un coltello ed allargala sempre con le mani.
Sotto la pelle di entrambe le chiappe bisogna mettere il burro. Purtroppo fotografare questo evento non è stato possibile. Ti so dire che dei 100 grammi ne ho messi ben più della metà. E che se guardi questo video e vai subito al minuto e 46 secondi, puoi trovare l’operazione e capire meglio.
Mi scuso per l’impreparazione.

Il restante burro spalmalo su tutta la pelle del pollo. Poi mettici anche il rimanente trito di rosmarino (quello che non ha infilato nel culo) e del sale fino. Non salare troppo.

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Infine ti tocca chiudere il culo del pollo, usando gli stuzzicadenti da spiedini. Non deve essere chiuso ermeticamente, solo quel tanto che basta perché il ripieno non vada via col calore.
Se spacchi uno stuzzicadenti gigante in tre parti e lo infili da parte a parte, secondo tre segmenti paralleli, dovrebbe essere più che sufficiente.

Finalmente possiamo infornare.
Infila il pollo nel forno, poi accendi il forno a 190 gradi e cuocilo per un’ora ed un quarto, con forno statico.
La cottura non è fissa, dipende dal pollo. Se dopo quel tempo decidi di continuare la cottura perché non è ancora abbastanza colorato (e per me è stato così), limitati a passare da statico a ventilato e cuoci finché è necessario. Col mio pollo da due chili e sei ho cotto più di un’ora e mezza ed avrei potuto anche continuare, ma avevo troppa fame.

E le patate?
Dimenticale. Non si bruceranno, non si carbonizzeranno, anzi. Verranno investite dal burro e dal grasso del pollo e cuoceranno lì dentro. Più stan lì e meglio è.

Il pollo deve essere colorato almeno così:

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Delle patate ho una foto dove sono state già mezze mangiate, ma rende l’idea:

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L’apparizione delle patate celestiali.

Finito!

Level up assoluto. Spero si sia capito tutto, mi spiace non avere foto del burro sottopelle e dello stuzzicadenti, ma il video di Cook Around Tv che ti linko per la terza volta ti verrà senz’altro in aiuto.
Quando lo rifarò cercherò di fotografarlo ed aggiornerò il post.

La prossima volta prepareremo delle farfalle con zucchine, uova e pecorino che l’internet culinario chiamerebbe – insultandoci tutti – carbonara di zucchine ma che io battezzerò Farfalle alla nuntereggae più, dedicandola a tutte quelle fashion bloggers che ci rendono la vita difficile.

Ciao!

Secondi, Secondi di mare

Cotolette di pesce spada fritte.

Accade che non ho niente da dire. Ma niente, dico. Fisso lo schermo bianco e nulla. Pure girellando su Tumblr le immagini non sembrano essere adatte a questa giornata di incertezze.

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clicco clicco clicco ma un cazzo.

Quindi cuciniamo e basta, in silenzio, muti, con la faccia seria.
Oggi è la volta delle cotolette di pesce spada fritte.

Go, go, go!

Avvertenza: come ho scritto ieri, tra una frittura e l’altra bisognerebbe pulire la padella con della carta assorbente da cucina, poi mettere altro olio, far risalire la temperatura e poi friggere. A me è pesato il culo, quindi le tue cotolette verranno più dorate e saranno più belle a vedersi. Così, se qualcuno si sentisse in dovere di scassare l’anima perché nota del bruciato qui e là ed il suo senso estetico si dovesse sentire offeso nel profondo.

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Per fortuna io li ho chiusi, i commenti, sennò sai che ridere.

Le dosi sono per due, ma non bastano per una cena. Devi accompagnarlo con qualcosa (come ben sai, io ho cucinato le cotolette di patate ed asparagi).
Capitan Ovvio: con questa ricetta puoi friggere qualsiasi tipo di pesce, se non hai il pesce spada puoi anche ripiegare su cose più cretine come il merluzzo, che fritto viene sicuramente bene.

Per preparare le cotolette di pesce spada fritte hai bisogno di:

– 450 grammi di pesce spada;
– 2 uova;
– pangrattato;
– prezzemolo, timo;
– sale, pepe;
– 3 cucchiai d’olio per ogni ondata di frittura (dovrebbe entrare tutto in una spadellata sola, ma non si sa mai).

Comincia a togliere la pelle dal pesce spada, poi asciugalo più possibile usando della carta assorbente. Non deve essere umido perché dobbiamo friggere, il rischio di farsi scoppiare in faccia l’olio è parecchio alto. 

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Asciutte.

In un piatto fondo metti le due uova, un po’ di  prezzemolo tritato ed un po’ di sale. Sbatti tutto con una forchetta.

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In un piatto piano metti del pangrattato, del pepe, altro prezzemolo tritato e del timo. Mescola bene.

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Inizia a mettere tre cucchiai d’olio in una padella e a far scaldare il tutto, a fiamma alta.
Intanto prendi ogni fetta di pesce e prima la passi bene nel composto di uova:

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Mi raccomando, da entrambi i lati.

Poi la passi nel pangrattato, cercando di coprire ogni punto della superficie.

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Siamo pronti per friggere: metti tutte le fette nella padella, fai cuocere due minuti per lato, a fiamma alta.

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Continua la cottura finché non sono belle dorate esternamente, se occorre puoi abbassare un po’ la fiamma.

Dopo pochissimi minuti (non mi sono cronometrata, ma è una cottura davvero veloce) dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Sì, c’è del bruciato.

Finito! Siediti e mangia.
Eccotene una da sola, più puccettosa:

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La prossima volta cucineremo una pasta con le fave che non era mondiale, ma solo buona. Perché passarti la ricetta? Perché così ne approfitto e faccio un mini mini mini (ma MINI!) tutorial per l’utilizzo del cipollotto, mia salvezza dell’ultimo periodo.

Ciao!!

 

Secondi

Cotolette di asparagi e patate.

È giusto ricordare che questo blog è figlio dell’odio. È il rifugio per ogni Kaiju stanco non solo di leggere ricette-stronzate e quindi mangiare dimmmerda, ma anche di sentire patetiche storie sul glutine ed il lattosio. Che mica si capisce perché queste tipe vogliano essere celiache a tutti i costi oppure perché siano convinte che mettere tanto grasso ma usare pangrattato biologico, senza glutine e razzolante (attenti11!!11 non usare pangrattato allevato in gabbie!!!) le renda salutiste e donnine perfette.

Il Kaiju, qui, non le sopporta più. Sono quelle che, in fila dal salumiere, rompono i coglioni coi prosciuttini con poco grasso perché al bambino non piace. Quelle che si fanno tagliare a dadini la pancetta perché evidentemente non hanno ancora imparato a tenere un coltello in mano. Quelle che ti raccontano che la figlia è andata in vacanza in Israele e che non mangia il prosciutto crudo da ben sei ore e che quindi, mi raccomando, che sia tenero tenero che è chiaro che la figlia ebrea ormai è priva di dentatura.
Ah, se fossi un salumiere, quante ne potrei raccontare.

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Giàgià.

Io vi odio, sappiatelo. E vi dedico il panorama che vedo dalla finestra di camera mia:

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Quindi no, questa volta la ricetta di riferimento io mi rifiuto di linkarla. Perché mi sta così sulle palle il sito – ma così sulle palle, dico – che NO.
Aggiungiamoci che le dosi non erano giuste e che – anzi – le dosi quasi non c’erano e che quindi ora ti dovrò scrivere sia quello che ho combinato che quello che invece sarebbe giusto combinare, complicandomi parecchio la vita.

Di che ricetta stiamo parlando? Di cotolette fatte di asparagi e patate. Ottime, quasi mondiali. Peccato che gli asparagi si sentissero appena e che quindi, quando le rifarò, aumenterò le dosi del trecento per cento.

Purtroppo non posso fornirti dosi precisissime, quindi, ma cerchiamo di arrangiarci. E no, tutto questo non è abbastanza per una cena. Al massimo è un secondo (io le ho abbinate a delle cotolette di pesce spada fritte, perché sto accudendo con amore il mio colesterolo).
Go, go, go!

Per preparare 4 cotolette di patate ed asparagi hai bisogno di:

– 350 grammi di patate circa;
– 5 asparagi. Bene, erano pochi. Il mio consiglio è almeno raddoppiare, ma personalmente ho deciso che la prossima volta ne userò 300 grammi (una busta di quelli surgelati).
– 3 cucchiai di parmigiano;
– 3 cucchiai di pangrattato;
– sale, pepe;
– 1 uovo;
– 3 cucchiai d’olio (non di semi ma extravergine d’oliva) per friggere le cotolette.

Capitan Ovvio della situazione: se aumenti la dose d’asparagi, ti verrà fuori un composto molto più bagnato. Va da sé che dovrai quindi aumentare sia il pangrattato che il parmigiano. Il mio consiglio è di aumentarli in maniera uguale: per ogni cucchiaio di parmigiano, aggiungine uno di pangrattato.

Ora vediamo che fare.
Innanzitutto leva la buccia alle patate e poi tagliale a dadini, non troppo grandi. Bolliremo le patate e gli asparagi nella stessa pentola. Per farlo comincia a mettere le patate in una pentola, con acqua fredda e sale grosso (come se dovessi cuocere la pasta, insomma) ed accendi il fornello. Se usi gli asparagi surgelati attendi il bollore, caccia dentro anche loro e poi segui le istruzioni della confezione. Con quelli freschi, una volta messi in acqua bollente devi aspettare dieci minuti circa, con le punte di fuori perché sennò si spappolano.

Infilza le patate con una forchetta. Quando le trapassi senza sforzo vuol dire che sono pronte. Leva tutto dall’acqua usando la schiumarola, dato che difficilmente gli ingredienti avranno lo stesso tempo di cottura.

Fatto questo, schiaccia le patate con lo schiacciapatate (oppure con una forchetta).
Spappola anche gli asparagi, però a mano, aiutandoti con un paio di forbici: sono molto “fibrosi”, non sono morbidi e lisci come le patate, quindi la forchetta non può bastare.

Metti asparagi e patate in una ciotola.

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Aggiungi l’uovo, il sale, il pepe, il formaggio ed il pangrattato ed impasta.

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Il mio consiglio è di aggiungere parmigiano e pangrattato un po’ per volta, per capire quale sia la dose giusta.
Dovrai ottenere un impasto morbido, omogeneo ma non spappoloso.

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Mettilo in frigo per 15 minuti.
Atteso questo tempo, che serve per far compattare l’impasto, forma 4 polpette.

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Se hai usato più asparagi, come ti consiglio di fare, probabilmente ne verranno anche sei.

Metti del pangrattato in un piatto e schiaccia le polpette che hai fatto là sopra, con le mani, e fai in modo che siano del tutto ricoperte.

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Siamo pronti per friggere. In una padella antiaderente metti 3 cucchiai d’olio e falli scaldare a fiamma alta. Adagia quindi le polpette-cotolette e falle dorare da entrambi i lati. Che significa? Che le fai cuocere a fiamma alta per un paio di minuti per lato (girale con una spatola di plastica, non con forchette di metallo: le spappoleresti e rovineresti pure la padella) fino a quando non raggiungi questo risultato:

Se occorre – se hai paura di bruciarle – abbassa la fiamma a medio. Tieni conto che sia patate che asparagi sono già cotti, dobbiamo solo friggere l’esterno.

Se in una spadellata sola non riesci a cuocere tutto, ti consiglio di levare con della carta il pangrattato sbruciacchiato che troverai nella padella. Aggiungi dell’altro olio, fai scaldare da capo e poi parti con la frittura. Perché? Perché sennò sentirai del gran gusto di bruciato, nella seconda ondata. Il gusto sarà un po’ differente ed il colore più scuro (come è accaduto a me con le cotolette di pesce spada, perché mi pesava il culo pulire tutto).

Finito!
Ed eccone una, in tutto il suo splendore:

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La prossima volta prepareremo le cotolette di pesce spada fritte che ho abbinato a queste cosine qui sopra. Ottime entrambe.

Ciao!

Lo chef presenta, Secondi

Hulkburger + tutorial per pulire i friggitelli

Commenterò le inutili e stupide polemiche – tipicissime degli Azzurri di Sci – nate su Facebook con una sola frase: se ti fa cagare quello che cucino vai da qualche altra parte. 
Qui, nella patria del Fanculo, si cucina per mangiare tanto e al meglio possibile. Non ho alcun interesse nella cucina fighetta, né nelle foto con un maccherone + una foglia di basilico con un accenno di sugo: qui ci si sfonda. PUNTO.

Le foto fanno cagare? Crogiolati nella tua bravura e vai a scassare i maroni da un’altra parte, ad un altro Kaiju.

Se invece vuoi imparare a cucinare – bestemmiando – una stupida ma massiccia pasta con le melanzane o un pesto base o delle polpette della nonna, sei nel posto giusto.

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Non farlo Picard!

Bene, possiamo cominciare.
Abbiamo già parlato di Cheeseburger un po’ di tempo fa e ti avevo passato la ricetta della roba più porcosa e cicciosa che la storia ricordi.
Ma non sempre vogliamo morire per il colesterolo, quindi mi sembra doveroso presentarti un’alternativa.

Sigla!

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Sì, ribattezziamolo Hulkburger che ci sta.

Per preparare un paio di Hulkburger hai bisogno di:

– 2 panini. Ne abbiamo già parlato: scegli quelli che ti piacciono di più, poiché non ne ho uno perfetto da consigliarti. Di solito uso rosette o pane normale. Niente pane al latte o Roberto.
– 2 hamburger da circa 200 grammi ciascuno;
– provola di bufala (250 grammi per due è più che sufficiente);
– 4 friggitelli;
– un paio di pomodori;
– un etto di prosciutto cotto.

Per l’occasione niente salse: il panino sarà già molto carico e qualsiasi cosa tu possa aggiungere distruggerebbe la provola.

Iniziamo!

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Un saluto ai panini Roberto.

Innanzitutto dobbiamo imparare a pulire i friggitelli. Scatta il tutorial.

Seguimi passo passo.
Prendi il friggitello.

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Decapitalo.

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Con la punta del coltello leva i semini. Devi percorrere i bordi del friggitello, in circolo.
Due foto dovrebbero spiegare meglio di tanti sforzi dialettici:

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Infila il coltello.
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Sfila il coltello.

Taglia il friggitello in due parti.

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Ecco.
La morte del friggitello è quella di cuocere a fiamma alta in padella o su una piastra, bruciacchiando l’esterno.
Quindi oggi li cuocerai insieme all’hamburger.

Prima però taglia tutti gli altri ingredienti: i pomodori e la provola a fettine, apri il prosciutto cotto e scalda il pane (io uso il toaster).

Nella padella metti un cucchiaio di olio, alza la fiamma al massimo e lasciala andare per qualche minuto. Quando è rovente aggiungi sia i friggitelli che gli hamburger.

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Gira gli hamburger dopo meno di un minuto, falli un po’ annerire su ogni superficie. I friggitelli girali spesso. Tutto sarà pronto quando il colore sarà bello bruciacchiato e l’odore ti farà svenire dalla fame. Se occorre, dopo che le superfici sono colorate puoi abbassare la fiamma per continuare la cottura. Se i friggitelli fossero pronti prima della carne, aiutati con una pinza da cucina e mettili in un piatto.

Quel che conta è che il risultato che otterrai dovrà avere questo aspetto:

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E adesso si assembla.
Devo scriverti un ordine degli ingredienti? Non credo. L’unica certezza è che il formaggio deve essere a contatto sulla carne (se vuoi, puoi tostarlo insieme al pane).

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Finito.
Siediti e divoralo.

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Domani prepareremo una fagiolata al sugo e delle bruschette coi friggitelli (che qui me ne han regalati a chili e quindi li sto usando un po’ ovunque).

Ciao e ricorda: non rompere i coglioni!