Secondi

La feta piccante al forno del draghetto Grisù.

Se potessi viaggiare nel tempo avrei parecchie cose da dire alla vecchia Pizzakaiju.

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E non sarebbero cose carine.

Le informazioni utili scritte qui sopra e che si sono poi rivelate sonore stronzate sono innumerevoli: imparare a cucinare è un processo infinito e lento ed i miei metodi di preparazione sono così cambiati che mi ritrovo a modificare vecchi post bestemmiando ed insultandomi senza sosta.

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No, caro Pippo, io non sopporto manco la mia.

Tutto questo per dirti che la feta è ormai uno dei miei formaggi preferiti, insieme alla mozzarella ed alla ricotta di bufala. Scoprirlo solo nel 2018, dopo circa 15 anni di mangiamento professionista, è un po’ triste. Triste perché bastava sciacquarla con l’acqua. E sai quante ricette con la feta ti ho passato, senza che io avessi appreso questa conoscenza fondamentale? Incalcolabili. E che figure di merda, se ci penso.

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Dedicato a Pizzakaiju del passato.

Comunque oggi prepariamo la feta al forno, ma sappi che menerà parecchio: ho infilato ben tre tipi di peperoncino differenti. Bocca in fiamme, ma senza coprire i gusti. Spettacolare, ma piuttosto esplosivo.

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Se non reggi il piccante, potresti reagire così.

Sei ovviamente libera di modificare la piccantezza a tuo gusto, sia chiaro.
Ho rubato la ricetta ad Apriti Sesamo, che ormai sta diventando una garanzia (ed ho talmente tante sue ricette segnate a mente che sentirai parlare di lei molto spesso).

Se possiedi delle piccole teglie monoporzione è meglio. Io non ce l’avevo e mi sono arrangiata, come quasi sempre.
Le quantità dei vari ingredienti utilizzati non sono pesabili, poiché bisogna ricoprire la feta a strati. Ci vuole poco di tutto e, per una volta, si va ad occhio.
Diventa pure subitissimo Kaiju food, perché non posso che dedicare questo piatto a Grisù, il draghetto pompiere.

Go, go, go! e mi raccomando: tieni un estintore vicino, che qui la bocca sputerà fuoco.
Sigla!

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Anche un draghetto pompiere può essere d’aiuto.

Per preparare la feta al forno del draghetto Grisù, per due persone, hai bisogno di:

  • 2 confezioni di feta (400 grammi);
  • 5-6 friggitelli oppure un peperone verde piccolo;
  • un paio di pomodori grandi;
  • pochissimo olio;
  • peperoncino in polvere, secco e pure fresco;
  • pepe, origano;
  • formaggio. Io ho usato un pecorino sardo fresco, ma puoi usare anche cacioricotte di latte misto, provole secche, formaggi misti semistagionati. 

Innanzitutto sciacqua la feta sotto l’acqua corrente, fredda. Togliamo così il sale in eccesso e l’acquetta di go go go governo.

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Accendi il forno a 200 gradi, modalità statica. La preparazione non sarà lunga ed il forno dovrà essere bello caldo, per accogliere il formaggio.

Fodera con della carta da forno la teglia e mettici sopra la feta. Se sei fortunata e possiedi due piccole teglie monoporzione, limitati a poggiarci sopra la feta, senza carta.

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Spolvera la feta con abbondante pepe nero:

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Taglia i friggitelli a striscioline (togli tutti i semi) e ricopri la feta:

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Cospargi con abbondante peperoncino in polvere e spezzetta pure un paio di peperoncini secchi, se li hai ed il tuo palato li regge:

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Irrora con un po’ d’olio, a occhio:

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Taglia i pomodori a fette piuttosto sottili. Ecco quanto sottili:

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Adagia le fette di pomodoro sulla feta:

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Ricopri con origano ed altro olio, sempre ad occhio:

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Ora è la volta del secondo formaggio.
Come ti ho detto, ho comprato un pecorino sardo fresco, molto friabile e dal sapore deciso, senza essere però invadente. Te lo faccio vedere:

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Bisogna tagliarlo a fette piuttosto spesse e poi appoggiarlo sulla feta:

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Infine cospargi con del peperoncino fresco tagliato a pezzi, lasciando i semi:

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Inforna a 200 gradi per circa 20-25 minuti.
I formaggi si scioglieranno e sul fondo della teglia ci sarà un po’ di liquido. Ecco cosa è accaduto alla mia feta:

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Un primo piano per farti vedere che no, non è che la feta diventerà magicamente stracchino. Si ammollerà, ma sarà ancora possibile spostarla dalla teglia ad un piatto, con la dovuta attenzione:

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Con un paio di utensili piatti travasa il formaggio in piattini, versando poi sopra tutto il liquido rilasciato.
Ecco la mia bruciantissima porzione, con forchetta che ti mostra la morbidezza raggiunta:

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Finito!

Ciao e buon appetito!

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Panini, Secondi

Tortillas con pollo e salsa piccante.

Ho scoperto che preferisco le tortillas alle piadine.

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Shock!

Sto parlando di roba preconfezionata, non fatte in casa, quindi se c’è qualche cultore della piadina preparata con le manine di merda della mamma non me ne voglia. So solo che le piadine sono pesanti, troppo pesanti per la soddisfazione (scarsa) che danno al mio palato.
Le tortillas sono più sottili, meno caloriche e quindi questo significa che dove c’era posto per una piadina, oggi c’è posto per due tortillas. E per noi magnaccioni questo ha molta, molta importanza.

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La gioia di chi vede una tortilla.

Tacos? Burritos? Francamente non ho approfondito e ancora non ho capito se si tratta solo di un modo di chiudere la tortilla (in due o arrotolata).
Chiudila un po’ come ti pare, tanto quel che conta è ciò che ci mettiamo dentro. Ed oggi impariamo a preparare una salsa piccante, semplice semplice. E secondo me è un level up mica da poco.

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Sapevo avresti apprezzato l’idea della salsa piccante.

Ho rubacchiato la ricetta a Luca Pappagallo, anche se ho cambiato un paio di cose perché sono contraria allo scottare le verdure in acqua. Però le dosi sono sue, precise precise.

Go, go, go!

Per preparare delle tortillas con pollo e salsa piccante, per due persone, hai bisogno di:

  • 4 tortillas;
  • 600 grammi di pomodori (quelli grandi, da sugo);
  • 500 grammi di petto di pollo a fettine;
  • 4 peperoncini piccanti freschi. Io c’ho la piantina e i peperoncini non menano in maniera particolare. Dovrai aggiustare le dosi a seconda del tipo di peperoncino che usi e della tua tolleranza al piccante;
  • una cipolla bianca, non troppo grande;
  • uno spicchio d’aglio;
  • 40 grammi d’olio;
  • un paio di birre, che dove c’è tortilla deve esserci la birra.

Intanto ecco gli ingredienti.

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Ciao, siamo gli ingredienti.

Per prima cosa dobbiamo tritare col mixerino ad immersione i pomodori e i peperoncini.
Tagliali dunque a pezzi (e non levare i semini ai peperoncini, che sono quelli che menano) e cacciali in un contenitore dove puoi usare il mixer. Se non ne hai uno troppo grande, non ti preoccupare: basta che triti un po’ per volta, aggiungendo pomodori mano a mano che vengono spappolati.

Inizia dai pomodori.

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L’arte di arrangiarsi.

Poi aggiungi i peperoncini.

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Trita la cipolla con il mixer normale, che la dobbiamo avere fine fine.
Versa i 40 grammi d’olio in padella e fai soffriggere leggermente la cipolla ed uno spicchio d’aglio schiacciato con lo spremiaglio.

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Aggiungi quasi subito la salsa. Salala leggermente.

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Fai cuocere, con una fiamma sufficiente al sobbollore, per circa 30 minuti. Dovrà molto addensarsi.
Ecco come dovrà essere alla fine:

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Nella foto non si vede, ma quando spegnerai la fiamma ci sarà inevitabilmente dell’acqua che si separerà dal pomodoro. Basta che mescoli il tutto e la questione si risolve, non accendere la fiamma per fare evaporare altrimenti diventa troppo densa.

Mentre attendi che la salsa sia pronta, prepariamo il pollo.
Accendi una fiamma altissima e appoggiaci la piastra. Falla diventare rovente, poi adagiaci le fettine di pollo. Senza aggiungere grassi.

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La cottura dipende dallo spessore delle fettine, ma in linea di massima sono sufficienti 5 minuti per lato. Girale spesso e cerca di striare ogni lato.
Se le fettine fossero troppo sottili, attenta invece a non esagerare con la cottura, perché poi la carne diventa secca.

Quando il pollo è pronto spostalo su un piatto e salalo.
Taglialo poi a pezzetti.

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Con le forbici fai prima.

Abbiamo tutti gli ingredienti pronti, quindi passiamo alle tortillas.
Il mio consiglio è di cuocere e farcire una tortilla per volta, tanto non vanno mangiate bollenti.
Le confezioni indicano un tempo di cottura di un minuto per lato, in realtà un minuto è tanto poiché tendono a seccarsi.
Io le scaldo appena, 30 secondi a lato, usando una pentola antiaderente (senza aggiungere grassi, mi raccomando).

Appoggia la tortilla scaldata su un piatto e versa un paio di cucchiai di salsa:

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Metti anche un po’ di pollo. Diciamo che la protagonista deve essere la salsa, più che il pollo, quindi non esagerare col ripieno.

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Poi chiudila. Puoi arrotolarla su se stessa, così:

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Oppure limitarti a chiuderla in due, tipo sofficino, ma dà un po’ meno soddisfazione:

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Quel che che conta è che ti siedi e te la pappi, perché è buonissima:

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Gnamme.

Ciao e buon appetito!

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Gnamme2.

 

Contorni, Insalate, Secondi

Melone e Feta

Ora lo dico: al duetto prosciutto e melone io preferisco, senza proprio bisogno di pensarci, feta e melone.

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Marilyn e Pizzakaiju accettano la responsabilità delle loro idee shock!

Fino a ieri manco sapevo che si potevano mangiare insieme, ma grazie al post di Apriti Sesamo mi si sono aperte tante di quelle dimensioni gustative che levati.
Cena mondiale e bestiale senza nemmeno dover cucinare: quando ti ricapita?

E poi la frutta in questo periodo ci sta tutta, dai.

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Va bene, va bene, non è che ti può piacere proprio tutta. Ma manco col formaggio?

Inoltre oggi ti rivelo un’altra informazione spiazzante: la feta va sciacquata sotto l’acqua fredda.

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Quante emozioni, oggi.

Ebbene sì, ne acquista in sapore: si leva il viscido e si lava via il sale. Rimane dunque solo il gusto del formaggio, che è molto, molto, ma MOLTO più buono.
Altra informazione che non parte dal mio genio, ma arriva sempre da Apriti Sesamo e che quindi è diventato un altro di quei pochissimi siti di cucina cui affidarsi senza bestemmie.

E dato che Apriti Sesamo si occupa principalmente di cucina greca, Go go go! e sigla!

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Sigla!

Per preparare Feta e Melone, per due persone, hai bisogno di:

  • 2 meloni. Ne avanzerà un po’, magari addirittura mezzo, ma meglio abbondare;
  • 2 confezioni di feta. Hai la fortuna di poterla comprare non industriale? Aggirati intorno ai 400 grammi.

Intanto ecco la feta che trovo io al supermercato.

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Se la trovo io a Palinuro, si trova ovunque.

Apri le confezioni del formaggio e sciacqualo in acqua fredda. Aiutati con un piccolo scolapasta, così raccogli la feta nel caso si spaccasse leggermente durante l’operazione.

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Taglia a metà i meloni.

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Togli, con un cucchiaio o una forchetta, i filamenti interni e tutti i semi.

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Ed ecco che i protagonisti di questa cena si incontrano:

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Ora puoi decidere se passare due ore a tagliare il melone e la feta, creando un piatto del genere:

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Oppure se mangiarlo a pezzetti, un po’ per volta, come ho fatto io:

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Finito, puoi mangiare.

Una roba così buona che potrebbe quasi alternarsi alla mia cena estiva preferita, che è – molto banalmente – mozzarella di bufala e pomodorini. Già detto, ma lo ripeto: mondiale e bestiale.

So che quando l’assaggerai non avrai parole per ringraziarmi.

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E chiamalo niente, il melone con la feta.

Ciao e buon appetito!

Contorni, Secondi

Friggitelli con pomodorini.

Ti avviso subito: quello che ti sto per proporre è buono, ma non ti basterà per cenare. Io l’ho accompagnato con delle salsicce e mi sono trovata benissimo, libera però di raddoppiare le dosi dei friggitelli e sfondarti solo con quelli. Anche se, forse, sarà una cena un po’ noiosetta.
Quel che conta è che ti prepari un piano B, sennò crepi di fame.

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Capitan America non mi ha ascoltato e guarda come si è ridotto.

Ti ho già narrato le vicende dei friggitelli innumerevoli volte, decantando le loro immense virtù e soffermandomi a lungo sulla loro bontà.
Storie appaganti ed avvincenti, in cui abbiamo anche incontrato numerosi cibi leggendari come l’Hulkburger o le fagiolate di Bud Spencer.

Quindi oggi ci possiamo permettere di partire subito ma, se vuoi ripassare la pulizia di questo ortaggio, clicca qui.
Go, go, go! 

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Anche uova fritte o un paninazzo sono un ottimo accompagnamento per il contorno di oggi.

Per preparare dei friggitelli con pomodorini, per due persone, hai bisogno di:

  • 500 grammi di friggitelli, peso calcolato da puliti. Acquistane circa 200 grammi in più.
  • 500 grammi di pomodorini ciliegini o datterini o perini o quelli che vuoi. L’importante è che la quantità di pomodorini sia uguale a quella di friggitelli;
  • 60 grammi di olio;
  • uno spicchio d’aglio, sale.

Decapita i friggitelli, tagliali a metà e leva tutti i semini.

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Se vuoi foto più dettagliate sulla pulizia del friggitelli, ti ho già detto dove devi cliccare.

Metti 60 grammi di olio in una padella capientissima e fai soffriggere uno spicchio d’aglio per un paio di minuti, a fiamma media. Dato che in seguito useremo una fiamma bella alta per cuocere i friggitelli, forse ti conviene inserirlo intero e schiacciato, in modo da toglierlo durante la cottura, altrimenti potrebbe bruciarsi.

Appena l’olio è bello caldo caccia dentro anche i friggitelli.

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Aggiungi il sale e cuoci per dieci minuti a fiamma medio alta. Se hai inserito l’aglio intero, dopo un paio di minuti toglilo con una pinza.
Nel frattempo taglia a metà i pomodorini.

Unisci anche loro in padella.

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Aggiusta di sale e continua la cottura per altri dieci minuti. Non bisogna formare un sugo: i pomodorini dovranno solo appassire un po’.
Ricordati di girare il tutto molto spesso ed usa una fiamma medio alta, abbassando solo nel caso in cui qualcosa si dovesse attaccare sul fondo.

I friggitelli non cuoceranno in maniera uniforme, dato che avranno dimensioni differenti: ma 20 minuti (25 minuti massimo) sono più che sufficienti per la loro preparazione.

Ecco cosa dovresti avere a fine operazione:

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Impiatta ed unisci anche il tuo piano B (nel mio caso ammira le meravigliose salsicce di Norcia).
Ecco qua:

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Ciao e buon appetito!

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Alla prossima!
Contorni, Primi, Secondi

Fresella mozzarella e pomodoro.

L’ultima volta che ho ordinato una fresella fuori casa mi hanno portato un piatto stracolmo di pomodori e tonno sott’olio, con di fianco una mozzarellina striminzita. Tanto stracolmo da formare una montagna.
E la fresella stava sul fondo, inutile, non valorizzata, trattata come un cibo di serie Z.

Ed io? Io così.

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In passato l’ho mangiata inondata di olio allammerda. Oppure era troppo dura. O troppo secca. Poi ho smesso di ordinarla, che tanto ho capito che non c’era un cazzo da fare. O a casa, o niente.

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Ero anche un po’ stanca di bestemmiare pagando, pure.

Quindi, pure se è banale, è tempo di mettere anche questa ricetta, che tanto fa caldo e te la prepari di sicuro questa sera.
Fatta come Amon comanda.

Quindi go, go, go!

Per preparare 4 freselle, sufficienti per fare cenare due persone, hai bisogno di:

  • 4 freselle da 60 grammi ciascuna;
  • 500 grammi di mozzarella di bufala, se decidi di inserire il pesce. Un po’ di più se le vuoi condire solo con mozzarella e pomodoro;
  • 600 grammi di pomodorini che preferisci (a me piacciono i datterini);
  • qualche foglia di basilico, un po’ di origano;
  • facoltativo: tonno. Se fresco, è più che sufficiente 250 grammi (ed un cucchiaio d’olio per cucinarlo). Se sottolio acquista i filetti e non le cagate in scatola, per la stessa quantità;
  • altro condimento facoltativo: acciughe sottolio. Con la mozzarella di bufala stanno benissimo, ma possono non piacere;
  • poco sale, ma solo se non metti acciughe.
  • pochissimo olio (un cucchiaio per condirle tutte e 4).

Se hai deciso di cucinare il tonno fresco, parti da qui.
Metti un cucchiaio d’olio in un padella e fallo scaldare a fiamma alta.
Quando la padella è rovente, appoggiaci il tonno.

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Fai cuocere 3-4 minuti per lato, sempre a fiamma alta, fino a quando l’esterno è bello colorato.
Ecco come deve apparire:

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Taglialo a pezzi e condiscilo con un po’ di sale ed olio, se vuoi. Io l’ho lasciato al naturale.

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Sinceramente, per quanto possa sembrare strano perché il tonno fresco è senz’altro più buono di quello alla fallout, sulla fresella quasi preferisco i filetti sottolio.

Se decidi di usare il tonno alla fallout l’unica cosa che devi fare è scolarlo il più possibile dall’olio, magari lasciandolo riposare in uno scolapasta mentre prepari gli altri ingredienti. Ok mangiare cibo finto, ma poi il fegato si incazza.

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Il mio fegato ha le fattezze di Tom Hardy e se gli girano non è bello.

Taglia i pomodorini.

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Apri la mozzarella e riversala, insieme a tutta la sua acqua, in una ciotola.
Poi preleva la mozzarella e adagiala su un piatto, senza buttare l’acqua, che ci servirà per spugnare le freselle.

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Mozzarelle di una certa importanza.

Dopo aver ammirato la mozzarella di bufala per qualche minuto, raccogli le forze che dobbiamo tagliarla a pezzi.

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Eh, lo so che è un peccato, ma poi così ce la mangiamo.

Puoi tagliarla a fettine o a pezzetti, come ti pare.
Quel che conta è che usi un piatto per sezionarla, perché tirerà fuori un sacco di latte che useremo perché è mondiale.

Ma, hey, mi sono dimenticata di fare le presentazioni. Ecco, questa è Fresella:

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Friseddha per gli amici, con l’acca.

Se non l’hai mai incontrata prima, si tratta di una specie di pane secco. Anzi, tarallo secco, ci insegna Wikipedia. Per renderla mangiabile bisogna immergerla nell’acqua in modo che ne assorba un po’. Si ammorbidirà e a quel punto la si può condire.

Non c’è una regola: c’è a chi piace durissima, a chi mollissima, a chi una via di mezzo. Io, tanto per rompere il cazzo meglio, sono tra quelli che la vogliono una via di mezzo.

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Eh, ma tante proprio.

Come si fa?
Prendi una fresella alla volta ed immergila nel liquido di go go go governo della mozzarella. Così:

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Vai, superGiovane!

Per quanto? Un minuto, un minuto e mezzo già è tanto. Tieni conto che quando la tirerai fuori dal liquido continuerà comunque a spugnarsi fino a quando non la mangerai.

Appoggia la fresella bagnata su un piatto e ripeti l’operazione dello spugnamento con le altre.

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A questo punto bisogna condirle. Condirle significa che devono avere un bel po’ di roba sopra, ma senza essere del tutto sommerse, altrimenti si perdono per strada. Sarebbe come mangiare un cracker con la nutella spalmandoci sopra tutto il barattolo. Facevi prima ad usare il cucchiaino e lasciare riposare quel povero cracker in pace.

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Il gnam triste di chi sbaglia le proporzioni del condimento.

Tornando in topic, il condimento della fresella non è religioso: ci puoi mettere un po’ quel che ti pare.
Nel mio caso ho ricoperto la base con la mozzarella, sopra ci ho adagiato acciughe e tonno e  poi ho messo i pomodorini. Ho condito con origano, niente sale perché avevo già le acciughe e qualche foglia di basilico spezzettato con le mani.
Ho infine bagnato leggermente con un po’ d’olio, ma proprio poco. Quasi ho fatto finta.
Ed ecco cosa avevo davanti:

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Angolo del Capitan Ovvio: più userai condimenti buoni, più la tua fresella sarà da sbavo. Per una volta ho azzeccato sia mozzarella che pomodorini, quindi il risultato è stato un mezzo capolavoro.

Ma non dimentichiamoci del latte della bufala: puoi o usarlo come letto su cui poggiare la fresella una volta che l’hai spugnata, oppure puoi versarlo a cucchiaiate sopra la fresella già condita, come ho fatto io.

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Ciao e buon appetito!

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Ciao!
Secondi

Friggitelli ripieni al forno.

Lo so che predico sempre lo sfondamento da cibo, ma ogni tanto una cena leggera capita anche a me. Di solito in seguito ad un pranzo talmente carico che non salto il pasto giusto perché a me non mangiare la sera fa venire tristezza.
Quindi ti avviso: se stai crepando di fame, magari accompagna questi friggitelli con qualcos’altro. Una mozzarella, un salume a caso, un paio di uova.

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Anche questa è un’ottima idea, bravo Lecter.

È veramente troppo presto per scrivere qualcosa di anche lontanamente intelligente o divertente, quindi passiamo subito alla ricetta, che stamattina non c’ho ispirazione.
Go, go, go!

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Per chi non sapesse l’inglese, ecco una fedele traduzione.

Ho rubato la ricetta a Mangia senza pancia. C’erano un sacco di ricette di friggitelli ripieni, ma la sua mi è parsa la più interessante (e la più leggera, non c’avevo proprio voglia di carne macinata e salsiccia).

Per preparare dei friggitelli al forno, per due persone, hai bisogno di:

  • 15 friggitelli. Ebbene sì, questa volta indicare un peso è assolutamente inutile. Con questa quantità di ripieno riesci a riempirne giusto 15 e devi sceglierli con cura: non curvi, non minuscoli. Non so da te, ma qui la normalità è rappresentata da friggitelli così tanto mignon e così tanto deformi che trovarne 15 è stata una lunga quest dai tanti, tanti punti esperienza;
  • 200 grammi di ricotta di mucca;
  • 20 grammi di parmigiano grattugiato;
  • 100 grammi di provola affumicata;
  • 100 grammi abbondanti di prosciutto cotto, tagliato in una fetta grossa;
  • qualche foglia di basilico;
  • circa 2 cucchiai d’olio;
  • un pizzico di sale.

Ti consiglio comunque di comprare un po’ di più di tutto. Un po’ perché te lo puoi mangiare come accompagnamento, un po’ perché la dimensione di 15 friggitelli non è certo fissa. Qui non si pone tanto il problema, tanto ti vendono tutto quanto in dosi mastodontiche, che tu lo voglia o meno.

Della pulizia del friggitello abbiamo già parlato qui, ma ripetiamo che non fa mai male.
Intanto facciamo le presentazioni:

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Ciao, sono il friggitello.

Decapita il friggitello:

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Con un coltello piccolo leva i semini interni. Ti basta tagliare intorno alla parte bianca. Così:

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Sbatti il friggitello sul tagliere per fare uscire gli ultimi semini rimasti. Ora osserva l’abisso all’interno del friggitello:

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Ma non fissare l’abisso troppo a lungo, che poi lui fissa te.

Ecco i miei 15, a lavoro concluso:

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Ora prepariamo il ripieno.

Taglia il prosciutto a pezzetti piccoli e fai lo stesso con la provola. Non togliere tutto il suo liquido, un po’ di latte ti permetterà di avere un composto più morbido, alla fine.
Metti provola, prosciutto e ricotta in una ciotola, insieme ad un pizzico di sale ed al basilico spezzettato con le mani.

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Mescola tutto quanto. Se ti sembra troppo secco, aggiungi o latte di provola o un goccio di latte normale. Ma proprio un goccio, giusto per permetterti di amalgamare gli ingredienti.

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Con un cucchiaino riempi i friggitelli. Alcuni difficilmente riuscirai a riempirli fino in fondo, perché o troppo piccoli o comunque troppo storti per infilarci il cucchiaino. Ma non ti preoccupare: saranno buonissimi lo stesso.

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Inizia ad accendere il forno: modalità statica, 180 gradi.
Gratta il parmigiano.
Metti della carta da forno su una teglia e cospargila con un po’ d’olio (un cucchiaio circa).
Adagiaci i friggitelli e cospargi pure loro con un po’ d’olio (un altro cucchiaio, sempre circa) e poi copri col parmigiano:

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Infornali per 30 minuti ed ecco cosa dovresti avere davanti a te:

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Se, assaggiando, ti sembra che manchi del sale è meglio aggiungerlo ora: un po’ per evitare di sbagliare la sapidità a causa del ripieno, un po’ perché il sale fa uscire i liquidi delle verdure e quindi temevo che in forno si potesse annacquare il tutto.

Ti do anche un paio di foto dei piatti, per farti venire fame.

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E due:

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Ciao e buon appetito!

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Ciao!
Secondi, vellutate e zuppe

Vellutata di asparagi

Ad un certo punto è finita la bombola del gas, gli asparagi sono rimasti a mollo per 40 minuti ed io lì, in attesa.

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Diventando anche verde per la fame.

Tutto questo per dirti che quindi non potrò darti dei tempi di cottura precisi come è mia abitudine, perché attendendo l’arrivo del BombolaMan i miei asparagi si sono comunque cotti riposando nell’acqua bollente.
Però niente paura, che la ricetta è facilissima e quindi non ci saranno problemi.
Armati di coltello che cominciamo.

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Go, go, go!

Per preparare una vellutata di asparagi, per due persone, hai bisogno di:

  • un chilo di asparagi;
  • mezza cipolla bianca;
  • 2 cucchiai d’olio;
  • sale, pepe.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: il brodo vegetale non occorre durante la preparazione delle vellutate. Non insaporisce, semmai copre. Ha più senso inserire i sapori che si vogliono sentire in sottofondo. In questo caso abbiamo la cipolla, l’olio ed il pepe e sono più che sufficienti.
Anche l’abitudine di inserire le patate per ottenere una consistenza più corposa è, secondo me, un’abitudine dimenticabile: la patata ha un gusto e coprirebbe le verdure più delicate (come l’asparago). L’asparago poi ha i gambi, belli tosti: pulendolo quindi il minimo indispensabile otterrai parte di verdura che ha un gusto senz’altro flebile, ma che fa massa. Quindi questa vellutata sarà corposa, non liquida, senza bisogno di patate.

Innanzitutto ciao, questi sono gli asparagi:

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Metti una pentola d’acqua a bollire e, mentre attendiamo che diventi calda, occupiamoci della verdura.

Ho già scritto un tutorial dettagliato per pulire ogni tipo di asparago con tutti i metodi possibili e lo trovi qui.
In questo caso il nostro lavoro sarà minimo, poiché ci interessa poco di levare la parte dura. Limitati a tagliare la parte bianca-violetta del gambo, quella finale.

Taglia poi a pezzetti l’asparago, dividendo le punte dai gambi:

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Se l’acqua è pronta possiamo cominciare.
Trita mezza cipolla e mettila in una pentola piuttosto capiente, insieme ad un paio di cucchiai d’olio. Caccia dentro anche i gambi degli asparagi.

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Ricopri con l’acqua calda.

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Fai cuocere con una fiamma sufficiente a far sobbollire fino a quando gli asparagi saranno morbidi e quindi frullabili con il mixerino ad immersione. Come ti ho detto, non ho dei tempi precisi di cottura, ma credo che 25-30 minuti siano un’indicazione accurata.
Appena riesci, quindi, trita tutto.

Adesso aggiungi il sale ed il pepe.

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Mescola bene. Come puoi vedere, la consistenza è piuttosto corposa:

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Se sono rimasti dei pezzi di asparago non tritati benissimo, ripassa con il mixer. Solo a questo punto aggiungi le punte (magari lasciandone qualcuna per decorare i piatti, se devi scattare una fotografia) e continua la cottura per altri 5 minuti, a fiamma bassa.

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In questa fase decidi la consistenza. Se la vuoi più liquida, aggiungi altra acqua calda. Ricordati però di assaggiare e di aggiustare di sale e di pepe.

Prepara i piatti e decora con le punte di asparagi che hai lasciato fuori.
Ed ecco qui cosa dovresti avere davanti a te, se sono riuscita a spiegarmi:

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Ciao e buon appetito!

Secondi

La frittata di Popeye, ovviamente con spinaci.

Ricordo con ansia quei tempi là, quelli in cui preparare una frittata significava far esplodere una bomba H in cucina.

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Scene normali, in quei tempi là.

Ma ormai il tutorial per frittate è in giro da un po’ ed è giusto cominciare a fornirti qualche spunto per altri tipi, perché non si può vivere di sole frittatone di cipolle.
Quest’oggi i protagonisti sono gli spinaci.
Sigla!

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Cooking con Pizzakaiju e Popeye!

Per preparare la frittata di Popeye, per due persone, hai bisogno di:

  • 6 uova;
  • 50 grammi di pecorino romano;
  • 350 grammi di spinaci;
  • sale, pepe, uno spicchio d’aglio;
  • 2 cucchiai d’olio;
  • un po’ di pazienza.

La pazienza, nelle frittate, è la cosa più importante. Fiamma bassa, tempo a disposizione e nessun nervosismo. Che se la giri quando non è ancora tempo, l’unica cosa che fai è rovinare tutto e sei costretta a scongelare la pizza che hai acquistato per i momenti di magra.

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E magari è pure una pizza tonno e cipolla, che fa schifo solo a guardarla.

Go, go, go!

Lava gli spinaci.
Se decidi di usare quelli surgelati (perché non è stagione o perché non ho capito quali ragioni tu possa avere), preparali al microonde. Mi raccomando: nessuna bollitura in acqua, perdono tutto il gusto.

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E gli spinaci sono buoni, sarebbe proprio un peccato.

Recupera la tua fedelissima padella per frittate: super antiaderente, se è in pietra è ancora meglio.
Cacciaci sopra un cucchiaio d’olio e, appena è caldo, aggiungi uno spicchio d’aglio in camicia, leggermente schiacciato.
Inclina la padella in modo che l’olio sia tutto su un punto e fai soffriggere così l’aglio, per due minuti.

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In questa maniera avrai l’olio aromatizzato e potrai togliere l’aglio subito, che nella frittata risulterebbe troppo invadente.
Una volta levato l’aglio, metti in padella tutti gli spinaci.
Non ti preoccupare se ti sembrano una quantità immane: spariranno.

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Fai cuocere a fiamma media, girando ogni tanto. A metà cottura aggiungi anche il sale: un po’ perché il sale ci sta, un po’ perché ti aiuterà a far cacciare l’acqua dalla verdura. Acqua che alla frittata non serve.

Ci vorranno 15-20 minuti ed in quel tempo prepariamo il composto.

Se come me possiedi una putenza nei bracci incontenibile, è consigliabile rompere un uovo alla volta in un bicchiere e poi travasarlo nella ciotola che userai per il composto. In questo modo evitiamo di far cadere nel ciotolone eventuali pezzi di guscio.

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E dopo gli spinaci saremo praticamente invincibili.

Ripeti quest’operazione per tutte e sei le uova, poi aggiungi sale e pepe.

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Mescola il tutto con la forchetta.

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Unisci 50 grammi di pecorino grattugiato.

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Mescola di nuovo ed ecco cosa dovresti avere davanti:

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Nel frattempo gli spinaci dovrebbero essere pronti ed avere questo aspetto.

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Travasa gli spinaci in un piatto e tagliuzzali con un paio di forbici.

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Strizzali con le mani, per eliminare più acqua possibile.

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Dopo queste operazioni gli spinaci dovrebbero essere meno bollenti e quindi puoi unirli al composto di uova.
Mescola bene, sempre con una forchetta.

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Nella stessa padella in cui hai cotto la verdura metti un altro cucchiaio d’olio. Non lavarla, va benissimo così, che sa di spinacio e di aglio. Assicurati che l’olio copra l’intera superficie della padella, altrimenti si attacca tutto.
Metti una fiamma bassissima ed aspetta che la padella prenda temperatura.

Per sapere quando è tempo di mettere il composto, basta che ne cacci sopra una piccola forchettata. Quando si staccherà facilmente, la padella è pronta per ospitare il composto di uova.

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Vedi come si stacca bene da dio?

Versa il composto.

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Chiudi la padella col coperchio e fai cuocere per 8 minuti.
Non devi fare niente, solo aspettare.
Quando riapri devi assicurati di due cose:

  • che la frittata si stacchi completamente dal fondo. Usa la spatolina per muovere i bordi e poi cerca di muovere tutta la frittata;
  • che la superficie non abbia parti liquide.

Ecco la mia, dopo 8 minuti:

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Nel mio caso era ancora liquida, quindi ho chiuso di nuovo col coperchio ed ho fatto cuocere per altri due minuti.
A quel punto era pronta ed ho potuto girarla. Come? Tenendo ben chiusa la padella col coperchio: ribalti la padella, la frittata finisce sul coperchio e tu la fai scivolare di nuovo in padella.

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Così.

Chiudi col coperchio e continua la cottura, sempre a fiamma bassissima, per altri 8 minuti. Dovrebbero essere sufficienti ma questo, purtroppo, lo puoi scoprire solo girandola di nuovo. Operazione che però sarà più semplice, perché ormai stai avendo a che fare con del cibo quasi del tutto solido.

Adagia con delicatezza la frittata su un piatto ed ecco qui il capolavoro:

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Tagliala a fette e mangia con gioia, te lo sei meritato.

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Ciao e buon appetito!

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Sigla finale!
Cibi che mi fanno schifo (sì, lo so che in Africa muoiono di fame), Secondi, Tu lo chiami cibo, ma io sto vomitando

Tutorial per omelette.

Dopo tanti mesi torna la rubrica Tu lo chiami cibo, ma io sto vomitando (sì, lo so che in Africa muoiono di fame).

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Sapevo avresti apprezzato.

Oddio, ancora non ho capito se l’omelette non mi piace per davvero o se è stata tutta colpa degli ingredienti infelici che ho scelto di usare. L’ho preparata due volte in una settimana: nella prima c’ho infilato dentro funghi e mozzarella fiordilatte, nella seconda prosciutto cotto ed Emmenthal.
Se chiedi a me, però, io ho mangiato uova con dentro polistirolo colorato. Nel senso che i sapori non li ho sentiti per niente e non perché la materia prima facesse schifo. Troppo poco contrasto e stanchezza delle fauci dopo un paio di morsi.

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Non dico di avere reagito così, ma quasi.

Però trovo che sia importante imparare a fare le omelette, almeno per assaggiarle una volta nella vita e poi decidere se fan cagare o se meritano.
Quando e se troverò un ripieno che riuscirò ad apprezzare, te lo farò sapere. Intanto apprendiamo le basi.

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Che pure le cose più semplici, se non te le spiegano bene, ti fan bruciare casa.

Ho rubato la ricetta dell’impasto a NoceMoscata ed in parte anche il procedimento. Poi ho trovato un mio metodo, facilissimo, che diventerà il tuo preferito perché – in sostanza – devi fare proprio un cazzo.

L’omelette è una roba pesantuccia, pure se siamo abituati a mangiare cinghiale e nutella. Quindi in teoria una a testa basta, per cenare. Ad esagerare, puoi farne un paio. Di più è follia pura.
Poi fai come credi, eh.

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E fai bene, vai tra.

Ti metto le dosi per una omelette. Il mio consiglio è di usare due scodelle se devi preparare due omelette, così non ti devi manco sbattere a dividere il composto.
E, nel caso dovessi prepararne due, imburra SEMPRE da capo la padella, con la quantità di burro che ti indicherò. Altrimenti si attacca e ti tocca bestemmiare.

Infine – e poi parte il Go, go, go! – un piccolo consiglio pure sulla padella da usare: di pietra e non grande. Più è larga e più avrai difficoltà a piegare l’omelette, quindi è meglio sceglierne una larga esattamente come l’omelette dei tuoi desideri.

Ma, anche qui, libera di non ascoltarmi e costruirne di mastodontiche.

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Quella volta che Picard costruì una Kaiju Omelette e gli diede pure un nome.

Go, go, go!

Per preparare una omelette hai bisogno di:

  • 2 uova;
  • 30 grammi di latte;
  • un pochino di sale;
  • 15 grammi di burro;
  • Un ripieno a tua scelta. Per ora non ti consiglio niente, giàssai il motivo. Ti sconsiglio però prosciutto ed emmenthal e funghi e fioridilatte, visto che mi han fatto cagare.

Se hai scelto un ripieno che necessita cotture particolari (come i funghi), occupati prima di quello. Poi quando hai finito torna qui.

In una ciotola di plastica rompi due uova, versa i 30 grammi di latte e sala leggermente.

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Mescola tutto brevemente con la frusta. Bastano 5, 10 secondi.

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Metti 15 grammi di burro nella padella che hai scelto e falli sciogliere, a fiamma bassa.
Aggiungi poi il composto di uova,

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Le regole dell’omelette sono le stesse della frittata: ci vuole tempo, pazienza e fiamma bassa. Bassissima.
Chiudi quindi col coperchio ed aspetta.

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Ogni tanto apri e guarda la superficie: se è troppo liquida, richiudi ed aspetta ancora.
Quando è rappresa, prendi una spatolina piccola per controllare com’è la cottura della parte inferiore.
Prima sollevi così:

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Poi alzi con le dita, per vedere bene il colore:

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Ovviamente quest’operazione puoi farla quando l’omelette è già a buon punto, altrimenti spacchi tutto. Se alzandola con la spatolina ti sembra troppo presto per giochi di prestigio con le frittate, chiudi col coperchio ed aspetta ancora.

Sappi che per cucinare una omelette ci vorranno minimo 10 minuti. Quindi non ti preoccupare se ti rompi i coglioni: è normale.

Quando la parte inferiore è colorata (un po’ più colorata della foto che ti ho mostrato poco più sopra) puoi iniziare a farcire.
Devi mettere il ripieno che hai scelto su una metà dell’omelette. In questa maniera:

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Ripeti l’operazione con la spatolina: alzi leggermente la parte senza ripieno e poi richiudi con le dita, formando la forma sofficini findus.

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Forma sofficini findus.

Lascia cuocere giusto il tempo per fare sciogliere il formaggio che hai scelto o per scaldare leggermente il ripieno e puoi spegnere la fiamma. Puoi anche richiudere meglio la tua omelette, con le dita, una volta che l’avrai posata sul piatto. Non ti sbattere ora, che in padella è tutto più complesso e bollente. 

Fai scivolare la tua omelette su un piatto. Se hai imburrato bene ed hai scelto una buona padella, non ci sarà bisogno di usare utensili particolari. 

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E niente, hai finito ed hai appreso uno dei tanti, numerosissimi e misteriosissimi segreti culinari.

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You nailed it.

Siediti e mangia, sperando che il tuo ripieno sia più meritevole del mio.

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Ciao e buon appetito!

Insalate, Secondi

Insalata di pollo grigliato post palestra, con datterini e lattuga.

Palestra. Cibo. Palestra. Cibo. Palestra. Cibo. Palestra. Cibo.

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Ammazzarsi di fatica.

Durante gli esercizi l’unico pensiero  che mi tiene su e mi permette di continuare ad ammazzarmi di fatica è il fatto certissimo che dopo mi sfonderò di cioccolata, di burro d’arachidi e di panini improbabili.

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E di pizza, ovvio.

Ogni tanto però vengo colta da un’eresia incomprensibile e mi cucino qualcosa che non sia solo ciccia untuosa.
Certo, poi nessuno mi vieta di sfondarmi di smarties, ma intanto a volte ci provo.
Nasce così questa insalata di pollo grigliato post palestra, che è tanto buona quanto semplice (e ti riempie pure, vai tra).

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La gioia di avere della carne per pranzo.

Go, go, go!

Per preparare un’insalata di pollo grigliato post palestra, per due persone, hai bisogno di:

  • 600 grammi di petto di pollo, tagliato a fettine sottili;
  • 20 grammi di aceto balsamico;
  • un cucchiaio d’olio, sale;
  • 300 grammi di pomodorini datterini;
  • qualche foglia di lattuga;
  • un po’ di rucola. Proprio poca: se sono arrivata ad usarne 30 grammi è tanto;
  • un paio di cucchiai di maionese, super facoltativi. Ma ci stanno, eccome se ci stanno.

Scalda a fiamma altissima la piastra dove cucinerai la carne.
Quando sarà roventissima (ci vorranno circa 5 minuti) adagiaci sopra le fettine di pollo, senza aggiungere grassi.

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Cuoci sempre a fiamma alta, girando il pollo ogni due o tre minuti con l’aiuto di una pinza. Ci vorranno meno di dieci minuti totali.
Se le fette fossero particolarmente sottili, stai attenta a non cuocerle troppo: puoi fare seccare troppo il pollo e non lo vogliamo.

A fine cottura le fettine saranno belle striate:

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Sposta il pollo sopra un piatto, salalo e taglialo a pezzetti.

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Mettilo in un’insalatiera piuttosto grande.

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Taglia i pomodorini a metà, lava l’insalata (almeno un po’, dai, che è piena di terra e magari di insetti) e tagliuzza pure la rucola, se occorre.

Ora unisci i pomodorini ed un po’ di insalata. Quanta? Vai a occhio, non ci sono regole. Mescola bene.

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Versa 20 grammi di aceto balsamico ed un cucchiaio d’olio. Mescola di nuovo bene.

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Infine la rucola. Poca, che poi prevale come sapore e non è cosa buona e giusta. Quella quantità che fa rilasciare il suo odore – che è buonissimo – non di più.

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Finito! Puoi servire ed accompagnare con un cucchiaio di maionese. Senza esagerare, che tanto lo sai che dopo te la mangi, la fetta di torta che avevi detto che oggi no.

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Ciao e buon appetito!