Secondi, tutorial

Broccoli e salsiccia.

So per certo di avere già spiegato come si cuociono i broccoli al vapore e so che abbiamo pure imparato quella pratica un po’ barbarica che è il bollirli. Manca giusto il cuocerli in padella ed è arrivato tempo di colmare la lacuna.

Quello che non ricordo è se ho mai scritto un tutorial scemo per preparare le salsicce. Però ‘sti cazzi, lo metto lo stesso, perché tanto la voglia di salsiccia alberga sempre dentro di noi.

Sorrisoni al sol pensiero.

Sarà un po’ l’Abc della cucina, però ci vuole pure quello. Nessuno di noi nasce con già la capacità di fare, a dire il vero nasciamo che non sappiamo fare un cazzo. Manco piangere.
La nostra ignoranza è enciclopedica quando prepariamo da mangiare: pure la roba più ovvia è magia nera, se qualcuno non ci svela il metodo.
Quindi se hai già appreso l’importantissimo sapere della salsiccia e dei broccoli, buon appetito a te e ci vediamo la prossima volta.
Altrimenti stai qui che passo passo anche oggi ci portiamo a casa la cena.

A scuola con il Kaiju.

Un’ultima precisazione e poi partiamo: useremo pure il grasso malsano che i salsicciotti tireranno fuori. Quindi se qualcuno ha intenzione di giocare la carta Rompicoglioni, ecco il mio consiglio salutista:

Ho detto tutto.
Go, go, go!

Per preparare dei broccoli e salsiccia, per due persone, hai bisogno di:

  • 600 grammi di broccoli, peso calcolato dopo la pulizia. Difficile dirti quanti comprarne, poiché il gambo pesa parecchio. Io ne ho presi 2, ma di certo non è un’unità di misura precisa;
  • 600 grammi di salsiccia. Non di più, già così è tanta;
  • 20 grammi d’olio per cuocere i broccoli;
  • 10 grammi d’olio per cuocere le salsicce;
  • uno spicchio d’aglio;
  • peperoncino (fresco è sempre meglio) e sale.

Quello che devi sapere del broccolo è che si caccia via tutto. In realtà il gambone si può usare per altre preparazioni (una vellutata, per esempio), ma tanto non le impareremo oggi quindi ‘sticazzi.

Intanto eccolo, il gambone, che oggi è solo materiale di scarto:

A noi interessano le cimette. Cioè queste cosine qui:

Tagliale a pezzi piccolini, che più sono minute e meno faranno fatica a cuocere.
Così:

Il più è fatto.
Salsiccia e broccoli hanno bisogno dai 15 ai 20 minuti di preparazione, ma non possiamo cuocerli insieme perché i metodi saranno diversi. 
Quindi broccoli in una padella di cui possiedi il coperchio, salsiccia in un’altra padella (che non ha bisogno di coperchio).

Cottura contemporanea. Non ti sbatterai più di tanto, perché sono due procedimenti elementari.
Partiamo dalla salsiccia.

Versa 10 grammi d’olio in una padella. In realtà l’olio è praticamente superfluo, ma io lo aggiungo lo stesso perché ho sempre un po’ paura di rovinare le padelle.
Accendi una fiamma bella alta e, appena la padella è rovente, cacciaci sopra le salsicce.

L’olio è così poco che manco si vede.

Nello stesso tempo occupati dei broccoli.

In un’altra padella (di cui hai il coperchio) versa 20 grammi d’olio e cacciaci dentro uno spicchio d’aglio schiacciato ma in camicia e del peperoncino tritato.

Fai soffriggere il tutto, a fiamma medio bassa, per aromatizzare bene l’olio. Se inclini la padella facendo aggregare l’olio tutto in un punto, l’operazione ti sarà più facile.

Così.

Un paio di minuti dopo aggiungi i broccoli e fai insaporire, a fiamma medio alta, girando spesso. Aggiungi anche il sale, che aiuterà i broccoli a cacciare fuori la loro acqua (se ce l’hanno).

Nel frattempo non dimenticarti delle salsicce!
Non hanno bisogno tantissimo di te, ma ogni tanto devi girarle per farle abbronzare su ogni lato e ricordati di usare una fiamma alta. Non vogliamo certo farle “bollite”.

Bucherellale anche su ogni lato per fare entrare il calore all’interno, altrimenti il rischio che si carbonizzino all’esterno ma rimangano crude all’interno è alto.
Se ce l’hai, puoi usare anche lo strumento del demonio:

Il Forcone.

Dopo 2 o tre minuti che i broccoli stanno andando, aggiungi un po’ d’acqua. Non tanta, tipo mezzo bicchiere. L’occorrente per bagnare il fondo della padella. Se i tuoi broccoli avessero rilasciato del liquido, allora quest’aggiunta non serve.

A questo punto chiudi col coperchio e continua la cottura fino a quando la verdura sarà pronta.
Ogni tanto apri, mescola e se vedi che l’acqua scarseggia aggiungine ancora. 

Durante l’operazione.

Per i broccoli i tempi di cottura non sono fissi. Ogni tanto assaggia e quando ti piacciono significa che sono pronti: a me non piacciono a pappetta, ma manco croccanti. Devono essere molto morbidi, quel morbido che si può trapassare con la forchetta senza il minimo sforzo.
Mi ci sono voluti intorno ai 20 minuti. In pratica li ho fatti andare fino a quando anche la salsiccia era perfetta.

La salsiccia, oltre ad essere bucherellata ed essere girata per avere una cottura esterna uniforme, ha una mezza difficoltà: l’interno.
Come si fa a sapere se è cotto, quando l’esterno ha quel colore abbronzatissimo che ci piace?
Pratica un taglio al centro di una salsiccia e guarda un po’ dunque se è cruda o cotta:

Era cotta.

Nel caso in cui dentro ancora non fosse tempo ma l’esterno fosse già troppo scuro, devi semplicemente abbassare la fiamma e concludere la cottura così.

Hai assaggiato i broccoli e ti piacciono? Spegni la fiamma e aspetta.
Hai tagliato la salsiccia ed è a posto? Spegni la fiamma pure lì.
Prepara i piatti.

Salsicce equamente divise, broccoli per accompagnamento. E come gestire tutto quel meraviglioso grasso che la salsiccia avrà sicuramente rilasciato? Mica lo dovremo buttare, vero?
Giammai: ci condiamo i broccoli.

L’incubo dei salutisti.

Ci siamo.
Ammira la meraviglia che abbiamo di fronte:

Siediti e mangia, che te lo sei meritato.

Ciao e buon appetito!

Ma la salsiccia sarà kosher?
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Secondi

Bombe di melanzana al forno.

Diciamo ciao ciao alle mozzarelle di mucca.

Con gioia, anche.

La questione di base è questa: se io mangio una mozzarella di bufala e quella è vecchia di sei minuti e mezzo, non solo me ne accorgo ma quasi quasi torno al supermercato per smutandare il formaggiaro.
Quasi quasi, perché in fondo sono una persona pacifica.

Ma dentro sono tutto un fuoco.

Partendo da questa informazione IMPORTANTISSIMA dovrebbe venire da sé che la mozzarella di mucca, per me, è già di base una mezza boiata. Sarà che vivo in un luogo di bufali purpurei, ma qui la mozzarella di mucca non la vendono proprio. Se gliela chiedi ti domandano a che ti serve. Ah, per cucinare, rispondono. Ah, ma allora prendi questa.

E che ti presentano? Mozzarelle finte, confezionate, di marca. Che giusto in qualche valle del bergamasco, mica ti viene da pensare che nel profondo sud esista, la mozzarella confezionata.

Stupore.

Queste mozzarelle finte fanno schifo. Da crude. Da cotte hanno comunque il problema di non essere ABBASTANZA finte: del latte c’è e tende a sputtanare un po’ ogni roba da forno che devi preparare.
Quindi, di solito, bisogna proprio picchiarla questa mozzarella, per renderla tanto orrenda da non permetterle di annacquare la cena.

Bisogna darle proprio mazzate potenti, tipo queste.

Prima la tagli a pezzi, poi la metti in frigo e la fai stare là per due o tre giorni. Quando è abbastanza vecchia da essere solo un ricordo del formaggio fresco che era alla nascita, allora la usi per cucinare.

Quindi io, Pizzakaiju, sto cercando alternative.
Quindi io, Pizzakaiju, per ora mi sono convertita allammmerda.
E te la presento:

Pizzakaiju&Friend.

Con la modica cifra di 5 euro scarsi ho comprato un chilo di questa roba qui. Una roba che se la assaggi da cruda sa esattamente di mozzarella vecchia. Una roba che però, se la metti nel forno, si fonde, si trasforma, diventa filante e ti manda in tilt la bocca.
Dei miracoli che manco Gesù Cristo.

Tutto questo per dire che ho preparato delle bombe di melanzana al forno stracolme di cose buone e la mozzarella ha fatto da collante sociale. Ah, come filava, signora mia. Ah, quanto non ha rilasciato neppure una goccia di latte, signora mia. 
Quindi preparati a passare la giornata di domani in palestra, perché questa cena non si dimentica facilmente.

Sì, ma ricordati di entrarci, in palestra. Tu e i tuoi selfie del menga.

Ho rubato la ricetta a Luca Pappagallo, cambiando assolutamente nulla. Una garanzia, come sempre.
Piatto ottimo, caloricamente non tremendo ma bello peso da digerire.
Sei avvisata.

Partiamo. Go, go, go! 

Per preparare delle bombe di melanzana al forno, per due persone, hai bisogno di:

  • 2 melanzane. In questo caso non servono le quantità in grammi, ma il tipo di melanzane. Ti servono quelle a forma di palla, perché dobbiamo riempirle. Qualche riga più sotto ti mostrerò la foto;
  • 50 grammi di parmigiano, più o meno;
  • 10 pomodorini ciliegini. Proprio 10 di numero. Sei andato a scuola, sai contare?
  • Uno spicchio d’aglio, un paio di cucchiai d’olio, sale;
  • mezzo chilo di gnocchi di patate. Io li compro industriali, se tu li sai fare con le tue belle manine di merda, meglio;
  • 3 foglie di basilico;
  • circa 300 grammi di mozzarella di mucca. Quella con meno latte possibile.

Oltre il discorso mozzarella, 2 sono le cose che devi sapere.
Innanzitutto che hai bisogno di infornare le melanzane per 40 minuti e poi farle raffreddare, quindi preparati per tempo.
E poi devi sapere quali melanzane comprare.
Ecco quali:

Belle ciccione.

Ora che hai il potere della conoscenza assoluta possiamo cominciare.

Taglia le melanzane in due parti, con tutto il picciolo o come si chiama:

Con un coltello incidi la polpa di ogni melanzana. Più possibile, in tutti punti e in profondità. Stai però attenta a non spaccare il guscio (o la buccia, chiamala come ti pare).

Accendi il forno a 180 gradi, modalità statica.

Con un pennello cospargi d’olio le superfici delle melanzane. Non ne serve molto, circa un cucchiaio.

Cospargile anche di sale.
Metti le melanzane su una teglia da forno foderata da carta da forno (che non si sa mai, almeno siamo sicuri che non si attaccano) ed infornale a 180 gradi per 30-40 minuti. 
Ecco come saranno a fine cottura:

Lasciale raffreddare.

Siccome dobbiamo aspettare un po’ che le melanzane diventino lavorabili, ripetiamo l’ovvio: ogni volta che si cucina bisogna togliere dal frigo tutto ciò che serve per la preparazione.
Ti sei ricordata di togliere il parmigiano, la mozzarella e soprattutto gli gnocchi dal frigo?
Se te lo sei dimenticato, è giunto il momento di agire.

Le melanzane sono fredde? Bene, è tempo di svuotarle.
Per farlo usa un cucchiaio e tanta pazienza: devi togliere la polpa, scavando, ma senza spaccare per niente l’armatura della melanzana.
La polpa mettila da parte, che la useremo tra poco.

Non è un lavoro brevissimo e non riuscirai a svuotare completamente la melanzana. Ma non ha importanza, tanto la polpa è tutta da mangiare, pure quella che non riuscirai a staccare.
Ecco le mie:

Il più è fatto.
Metti l’acqua degli gnocchi a bollire.
In un padella versa un cucchiaio d’olio e cacciaci dentro uno spicchio d’aglio ancora in camicia ma schiacciato.
Strofina la padella con l’aglio per fare insaporire un po’ l’olio, poi cacciaci dentro la polpa di melanzana.

Aggiungi un po’ di sale e mentre la melanzana si insaporisce, a fiamma bassa, taglia i pomodorini.

Devi decapitarli e poi tagliarli in 4 parti.
Butta pure loro in padella, insieme alle 3 foglie di basilico spezzettate con le mani.

Mescola il tutto e fai andare a fiamma bassa per 5 minuti. Se vedi che il tutto è troppo asciutto, bagna con un po’ d’acqua degli gnocchi.

Mentre attendi che l’acqua degli gnocchi bolle, taglia la mozzarella a dadini.

Sala i gusci di melanzana, poi adagiaci sopra della mozzarella. Stiamo foderando il fondo, in questa maniera:

Nel frattempo la polpa di melanzana sarà diventata circa così:

Togli l’aglio e continua a farla cuocere a fiamma bassissima fino all’arrivo degli gnocchi che devi scolare direttamente qui dentro e fare saltare brevemente (30 secondi bastano) per presentargli ufficialmente il resto del condimento.

È finalmente arrivato il momento di creare le nostre bombe di melanzana, quindi accendi il forno a 190 gradi (sempre a modalità statica).

Gratta anche il parmigiano.

Riempi le 4 melanzane con gli gnocchi. Si formeranno delle montagnette. Sopra alle montagnette di gnocchi caccia la mozzarella:

Cospargi il tutto con il parmigiano.

Inforna le melanzane per 15 minuti o comunque fino a quando il formaggio sarà completamente sciolto e si sarà formata una bella crosticina.
Ecco la magia:

Siamo pronti per fare la pappa!

Mangiane mezza per volta, tenendo il resto in caldo, nel forno ormai spento, perché sennò congelano e fan schifo.
Ecco la mia prima porzione:

Lo vedi come fila? Che mozzarella FRESCHISSIMA, signora mia!

Mangia, che te lo sei meritato.
Ciao e buon appetito!

piatti unici, Secondi

Frittata coi fichi

Per trovare i fichi per questa frittata ho viaggiato per tutto il multiverso. Ormai sono tutti in preda ai vermi e alle vespe e manco più il supermercato me li vende più.
Ad un certo punto ero così disperata che stavo per rinunciare.

Ho chiesto aiuto pure a lui, ma niente.

Poi ho ripercorso mentalmente tutte le vie della wasteland in cui vivo, tutti i prati, i luoghi di ritrovo dei cavalli, i bar delle pecore.
E mi sono ricordata che esistevano tre alberi che forse forse forse (FORSE) avrebbero potuto aiutarmi.

Ecco la mappa del luogo in cui vivo.

Sono andata ed è stato un po’ un film di Lucio Fulci. Ho addirittura trovato degli scarafaggini nei fichi, una roba un po’ vomitevole. Ne ho raccolti un sacco ed a casa ho scartato tutte le robe verminose, marce e troppo mature che avevo conquistato.
Ed alla fine ce l’ho fatta: 300 grammi di fichi, scarsi, erano nella mia cucina.

Quindi ti posso passare questa frittata, sperando che troverai meno difficoltà nel reperire i fichi, perché ti assicuro che è tanto strana quanto buona.

Altrimenti pazienza, ci rivediamo qui tra un annetto.

Realizzare che non si potranno mangiare fichi per i prossimi dieci mesi. DIECI MESI.

Go, go, go!

Per preparare una frittata coi fichi, per due persone, hai bisogno di:

  • 6 uova. Più fresche saranno e più la frittata sarà buona. Le mie erano così fresche che erano di un arancione psichedelico;
  • circa 300 grammi di fichi. Non prendere quelli supermaturi che si spappolerebbero, né quelli acerbi che sanno di niente. Una via di mezzo;
  • un po’ di sale, pepe;
  • una cinquantina di grammi di formaggio da grattugiare sopra. Puoi usare del pecorino semistagionato, una caciotta mista, della feta. Anche il pecorino romano va bene. Quale che sia la tua scelta, grattugialo a scaglie grandicelle;
  • un cucchiaio d’olio.

Lava bene i fichi e tagliali a spicchi abbastanza piccoli.

Rompi le uova e cacciale in una ciotola. Spaccale prima in un bicchiere, poi travasale nella ciotola: eviterai gusci rotti nel caso non calibrassi bene la putenza dei bracci.

Sbattile leggermente, mettendo un po’ di sale. Per pochi secondi: non stai facendo un dolce, è sufficiente amalgamare rossi e bianchi.

Prendi una padella antiaderente e di cui possiedi il coperchio e versaci un cucchiaio d’olio.
Accendi la fiamma bassa ed attendi che la padella vada in temperatura. Per sapere se è pronta ti basta versare una forchettata di composto di uova: quando si stacca dal fondo facilmente significa che la padella è ok.
A questo punto versa tutto il composto di uova.

Chiudi col coperchio e lascia cuocere due minuti scarsi sempre a fiamma bassissima, giusto il tempo di fare rapprendere i bordi ed avere un fondo non liquidissimo.

Adesso appoggia i fichi, facendo in modo che la buccia sia tutta rivolta verso l’esterno:

In questa maniera tenderanno ad attaccarsi di meno alla padella.

Chiudi col coperchio e fai cuocere finché la frittata sarà solida nella parte superiore. Il tempo è variabile: dai dieci ai venti minuti, dipende da tante cose.
Ma il tutto deve essere solido, altrimenti spacchi tutto.
Così:

Adesso devi assicurarti che la frittata si stacchi dal fondo senza resistenza. Alza leggermente i bordi con una spatolina di legno, poi muovi un po’ la padella per vedere se si stacca. Nel caso non si staccasse, continua ad aiutarla con la spatolina.
Quando sarà del tutto movente, dobbiamo girarla.
Come? Col coperchio.

Chiudi la padella col coperchio e con un gesto deciso ribalta la padella a testa in giù. La frittata ora sarà sul coperchio e ti basterà farla scivolare di nuovo sulla padella per proseguire la preparazione.
Lascia cuocere, sempre con coperchio e sempre a fiamma bassa, per altri dieci minuti. Sentirai l’odore dei fichi cambiare: si cuoceranno, finalmente, ed avranno un odore quasi di caramellato.

Trascorsi i dieci minuti viene la parte più difficile: bisogna togliere la frittata e non puoi girarla col coperchio. I fichi sono infatti molto pesanti e ti si spaccherebbe parecchio.
Muovi prima la padella per vedere se la frittata è bella staccata dal fondo:

Se non lo è, aiutati con la solita spatolina.
Una volta staccata non ti resta che far scivolare la frittata direttamente su un piattone.
Se sei riuscita a non fare attaccare al fondo niente, i fichi dovrebbero essersi tranquillamente uniti al pastone di uova. A me se ne è staccato giusto uno:

Taglia la frittata a pezzi e mettila sui piatti. Guarda com’è la parte inferiore:

Cospargi con il formaggio che hai scelto e, se vuoi, anche con del pepe che ci sta benissimo. 
Ecco qui cosa dovresti avere davanti a te, circa:

Ciao e buon appetito!

Contorni, Roba alla Don Camillo e Peppone, Secondi

Fagiolini caserecci.

Oggi un piatto semplice, una di quelle robette campagnole e super rustiche. L’unica difficoltà sta nel superare il tedio della pulizia dei fagiolini, che è sempre una pratica un po’ lunghetta e rompipalle.
Ma ne vale la pena, perché poi ci prepariamo un sugo da leccarci i baffi.

Perché se non te li lecchi, finisci come lui.

Parte subito il Go, go, go! che è troppo presto per pensare ad esilarantissime boiate con cui intrattenerti.
Ah, ho rubato la ricetta a Luca Pappagallo, cambiando assolutamente niente.

Per preparare i fagiolini caserecci, per due persone, hai bisogno di:

  • 600 grammi di fagiolini. Se li prendi freschi prendi un paio di etti in più perché, anche se non sembra, da scartare ce n’è;
  • 2 spicchi d’aglio;
  • un cucchiaio d’olio;
  • prezzemolo e basilico;
  • 800 grammi di pelati (due barattoli);
  • sale, pepe;
  • 100 grammi di pancetta di maiale tagliata in una sola fetta. Quella più grassa che trovi;
  • pane da seccare al forno + uno spicchio d’aglio ed un cucchiaio d’olio per condirlo.

Sciacqua i fagiolini che sono sempre pieni di terra.
Ora ti tocca tagliare le estremità di ogni fottuto fagiolino e scartare quelli marci, quelli secchi, quelli vecchi.

Dopo una ventina di minuti di lavoro ecco cosa dovresti avere davanti:

Lasciali interi, non serve spezzettarli.

Adesso occupati degli altri ingredienti.
Trita il prezzemolo e taglia la pancetta a dadini.

In una padella molto grande e di cui possiedi il coperchio versa un cucchiaio d’olio, fallo scaldare e poi cacciaci dentro la pancetta.
Falla rosolare bene a fiamma media, poi caccia dentro pure due spicchi d’aglio interi ma scamiciati.

Fai insaporire per un minuto scarso, poi getta dentro tutti gli altri ingredienti: i fagiolini, i pelati, il prezzemolo e delle foglie di basilico spezzettate con le mani.

Aggiungi un po’ di sale, pepa, mescola bene e poi chiudi col coperchio. Il tutto deve cuocere circa 35 minuti, con coperchio ed a fiamma medio bassa. Non deve andare a cannone, ma il tutto deve almeno sobbollire in maniera decisa.
All’inizio della cottura aiuta i pelati a spappolarsi, schiacciandoli con una schiumarola o con un cucchiaio di legno.

E che facciamo in questi 35 minuti in cui i fagiolini non hanno bisogno di te?
Se la giornata è stata tremenda potresti metterti a meditare, certo.

Così.

Oppure potresti dedicarti ad un’attività più utile, come il tagliare il pane a fette ed accendere il forno a 200 gradi.

Adagia le fette di pane su una griglia, mettile in forno e falle andare fino a che sono colorate o almeno croccanti.

Uscite dal forno strofina tutti i bordi con uno spicchio d’aglio di cui hai tagliato un’estremità e cospargi con un po’ d’olio.

Ogni tanto controlla i fagiolini e mescola gli ingredienti.
Il sugo dovrà essere praticamene del tutto ritirato. A fiamma spenta assaggia e poi aggiusta di sale e di pepe (lo sai che quando il cibo è super caldo i sapori si sentono poco ed il rischio di mettere troppe spezie è altino? No? Ora lo sai).

Ecco come appariranno a fine cottura:

Prepara i piatti ed avrai davanti a te una porzione mastodontica di verdura.

E soprattutto goditi il pane, cospargendolo di sugo e creandoti la super bruschettona genuina, salutista ed antifascista.

La bellezza.

Ciao e buon appetito!

Secondi, vellutate e zuppe

Crema di fagioli cannellini + tutorial per cuocerli malissimo

Naturalmente se googoliamo un attimo per cercare un metodo serio per cuocere i fagioli secchi, ne troviamo circa un miliardo e mezzo.
Metodi e tempistiche tutti identici tra loro: metti a bagno i fagioli per il tempo indicati sulla confezione, sciacquali, buttali in acqua fredda senza sale, falli bollire e poi abbassa la fiamma, lasciandoli sobbollire per circa un’ora e mezza.

Di seguito le foto: fagioli perfetti, quasi come quelli dei barattoli (e sottolineo quasi).
Peccato che, dopo aver provato qualche centinaio di volte, possa dire che sono tutte stronzate.

Una tipica food blogger che allarma il web perché il kaiju non ci sta. Nella gif non si vede, ma dopo si gira e compra un barattolo di cannellini confezionati e li va a fotografare con la sua supermacchina fotografica. Con tanto di sfondo in legno.

Le ho provate tutte. Fiamma bassissima, tempi cronometrati. Sono stata anche davanti alla pentola tutto il tempo, durante un tentativo, perché temevo che ogni volta avessi perso l’attimo giusto, quello in cui i fagioli cominciano a scamiciarsi.
Ma niente pure così: ramaiolando eccoli, già sformati. Ed erano passati solo 36 (TRENTASEI) minuti dal momento del bollore.

Ed io così.

In realtà, per ora, il miglior metodo per preparare i fagioli è quello senza ammollo di cui ho parlato un po’ di tempo fa. Non è infallibile, ma almeno ogni tanto funziona.
Poi chiaro che dipenderà da tante cose, in primis dalla marca di fagioli acquistati. Io compro quelli Select, ma non ho manco scelta: dove abito io o quelli o muerte.

E no, non possiedo una pentola di coccio, quindi se qualcuno vuole sfracassarmi i coglioni con ‘sta storia può tranquillamente comprarne una e spedirmela (anzi, mi fa pure un favore).

Ebbene sì, c’è scritto sfracassarmi i coglioni in un blog di cucina.

Concludo questa mia filippica di odio con un saluto caloroso non solo a tutti gli Azzurri di cottura di fagioli, ma anche a quelli che – manco a dirlo – li vanno a cogliere direttamente in giardino e li cuociono nel paiolo appartenuto al trisavolo.

E non ci crede nessuno.

In sostanza: qui oggi prepariamo una crema di cannellini, quindi se si spappolano ce ne frega un cazzo perché tanto li dobbiamo passare al mixer. Quindi il tutorial te lo metto, con un po’ di vergogna, perché il fallimento non è importante.
Però se conosci un metodo tramandato nella tua famiglia non ascoltarmi, che tanto fai meglio tu.

Go, go, go!

Partiamo!

Per preparare una crema di fagioli cannellini, per due persone, hai bisogno di:

  • 400 grammi di fagioli cannellini secchi;
  • 3 spicchi d’aglio, 3 foglie di alloro, un po’ di salvia e del rosmarino;
  • sale, pepe;
  • 20 grammi d’olio + un cucchiaio a testa da aggiungere sui piatti;
  • pane da tostare (ed uno spicchio d’aglio + un filo d’olio per condirlo).

Puoi decidere di cuocere i fagioli anche col metodo senza ammollo che ti ho linkato poco più sopra (e che ti rilinko perché la tua pigrizia è infinita).

Altrimenti metti i fagioli a bagno per il tempo indicato sulla confezione.
Poi sciacquali bene.

In una pentola di cui possiedi il coperchio caccia dentro i fagioli, ricoprili con abbondante acqua (assicurati che l’acqua superi i fagioli almeno di un paio di dita) e cacciaci dentro due spicchi d’aglio in camicia, 2 foglie di alloro ed un po’ di salvia.

Chiudi col coperchio, porta a bollore con fiamma media, poi abbassa la fiamma: ti serve calore sufficiente ad un sobbollore, con coperchio semichiuso.

Se durante questa fase si formasse della schiuma, toglila con la tua fedele schiumarola.

Fai cuocere così fino a quando sono cotti: non c’è un tempo preciso, a volte ci vuole mezz’ora, altre un’ora. Non ti resta che controllarli ed assaggiarli.

In teoria non devono essere sfatti per niente, in pratica ecco i miei dopo 30 minuti scarsi di cottura:

Una volta pronti sala bene il brodo, perché lo useremo per la preparazione.
Se hai preparato i fagioli ore prima lasciali nella loro acqua, tanto non si spugnano.

Arrivata l’ora della cena, scola i fagioli dal brodo (senza ovviamente buttarlo). Leva gli spicchi d’aglio e la foglia di alloro. Se riesci, leva pure la salvia.

Riscalda il brodo, portandolo a bollore.

Nel frattempo prepara il pane come ti ho insegnato qui: lo tagli a fettine, lo inforni a 200 gradi e lo fai andare fino a quando è secco e colorato. Ci vogliono dai 5 ai 10 minuti.
Quando lo sforni strofina i bordi del pane con dell’aglio tagliato a metà e poi irrora con un filo d’olio.

Intanto in un’altra pentola caccia 20 grammi d’olio, un po’ di rosmarino, qualche foglia di salvia ed uno spicchio d’aglio scamiciato ma intero.

Butta dentro tutti i fagioli, un po’ di brodo (non ti preoccupare se ancora non stesse bollendo) e del pepe.

Fai cuocere a fiamma medio alta, 5 minuti dal momento in cui il tutto inizia a bollire.

Esaurito questo tempo bisogna passarlo al mixer. Se vuoi puoi usare quello ad immersione, altrimenti versa tutto il contenuto nel mixerone grande e trita. Per tutto il contenuto intendo soltanto i fagioli e l’acqua in cui li hai fatti insaporire negli ultimi 5 minuti: senza aglio, senza alloro e, sempre se riesci, senza salvia.

Se tritando ti accorgessi che l’acqua non è sufficiente, aggiungi il brodo che hai portato a bollore: un cucchiaione alla volta, fino al raggiungimento della consistenza desiderata.
Assaggia ed aggiusta di sale e di pepe, poi dai un’ultima scossa col mixer per amalgamare bene il tutto.

Il risultato non deve essere liquido, ma bello sostanzioso senza tuttavia sembrare un purè.
Ecco il mio:

Prepara le porzioni e su ogni piatto versa un cucchiaio d’olio e cospargi di pepe.
Siediti e mangia, accompagnando il tutto con un po’ di pane che hai preparato con le tue manine di merda.
Ecco cosa dovresti avere ottenuto, se sono riuscita a spiegarmi:

Ciao e buon appetito!

Secondi

Spezzatino con patate e piselli

È da un po’ che non ci sentiamo, eh?

Grazie per l’accoglienza calorosissima.

Si è ripetuta la solita sfiga ciclica del cibo andato a male: ricettacce tremende, roba un po’ meh, troppo di questo, troppo di quello, Pizzakaiju dice no.

Nel frattempo ho imparato a cucinare lo spezzatino nella maniera più tradizionale (non nella birra e nel forno, come in passato) e ti passo dunque anche questo fottuto capolavoro, come direbbero i giovini.
Ti avverto, però: hai bisogno di almeno tre orette per cuocerlo. 

Eh, ho capito, allora fai una ricetta svuotafrigo e non scassare i maroni.

Tempo ben utilizzato, senza dubbio alcuno. D’altra parte capisco anche il gravissimo pesaculismo che a volte coglie anche i migliori tra noi e quindi tieni questa ricetta per  periodi più consoni. Quei periodi in cui l’anzianità ti assale e ti piace sederti vicino al fornello ed addormentarti, come facevano le vecchie sagge e ricolme di infinita sapienza.

Esempio di saggezza.

Ho rubato la ricetta in gran parte a Barbato, ma ci sono delle differenze soprattutto di tempi.
Ti linko il video alla fine, come sempre.

Siccome mi sembra di capire che la maggior parte della ggggggente non ha la più fottuta idea di quello che mangia, è giunto il tempo di aprire la rubrica calorie.
Una porzione di questa robetta qui, che sfama ed è mondiale, è anche parecchio calorica: circa 1100 calorie a testa, bevendo anche un bicchiere colmo di vino.

Non dietetico, ma nulla che una sana ginnastica non possa contenere.

Gamera è immune al pesaculismo.

Go, go, go!

Per preparare lo spezzatino con patate e piselli, per due persone, hai bisogno di:

  • 750 grammi di carne di manzo semigrassa;
  • una carota, una costina di sedano ed una cipolla;
  • uno spicchio d’aglio da spezzare a metà ed usare in due momenti diversi;
  • un cucchiaio d’olio;
  • 2 bacche di ginepro, una foglia di alloro, un po’ di salvia e del rosmarino secco;
  • 200 grammi di vino rosso (nel mio caso ho usato il Cannonau);
  • 250 grammi di passata di pomodoro;
  • 300 grammi di patate;
  • 100 grammi scarsi di piselli (credo di averne usati 70);
  • sale e pepe.

Taglia a pezzettoni la carne di manzo. Usa le forbici, che è più facile, e non levare il grasso: si scioglierà durante la cottura e sarà tutto morbidissimo e buonissimissimo.

Togli l’esterno della carota e del sedano con un pelapatate, poi tira fuori il tritatutto: riducili a pezzettini insieme anche alla cipolla ed a mezzo spicchio d’aglio.

In una pentola di cui possiedi il coperchio versa un cucchiaio d’olio e caccia dentro l’altro mezzo spicchio d’aglio, la foglia di alloro, la salvia ed il rosmarino secco.

Fai insaporire per un paio di minuti, poi caccia dentro anche i pezzettoni di carne.

Alza la fiamma e fai colorare la carne in ogni suo lato, girando spesso. Sala, pepa ed aggiungi le 2 bacche di ginepro. Cuoci per dieci minuti. 

Leva la carne con una schiumarola  e lasciala riposare, possibilmente coperta.

Adesso butta nella pentola le tue verdure.

Lascia insaporire per un paio di minuti, fino a quando le verdure assorbiranno il liquido rilasciato dal manzo, poi unisci di nuovo la carne.
Nel mio caso non c’era molto liquido, quindi è stata un’operazione piuttosto veloce.

Cuoci sempre a fiamma alta, girando spesso. Appena nella pentola vedi che non c’è più liquido alcuno, versa il vino rosso.

Cuoci sempre a fiamma alta, per fare evaporare la parte alcolica, per circa 5-6 minuti.
A quel punto ricopri con acqua a temperatura ambiente e versa pure i 250 grammi di passata di pomodoro. Mescola bene.
Il liquido deve essere parecchio perché la cottura, in realtà, durerà un altro paio di ore. Piano piano verrà assorbito ed evaporerà, senza alcuna fretta. 

Se hai versato troppa acqua il peggio che può accadere è che devi prolungare la cottura ancora di più, un po’ una palla ma il manzo non se la prende, anzi.

Porta il tutto a bollore, poi sposta la pentola su una fiamma più piccola ed usala anche al minimo: il necessario per creare un sobbollore.
Caccia sopra il coperchio e basta, dimenticati dello spezzatino per un’ora. 

Allo scadere dell’ora pela le patate, lavale bene e tagliale a tocchetti non giganti.
Gettale in pentola.

Continua la cottura a fiamma bassa, sempre col coperchio.

Dopo una ventina di minuti aggiungi anche i piselli.

Adesso devi continuare la cottura fino a quando le patate saranno morbide e soprattutto il liquido evaporatissimo.
Dall’aggiunta delle patate devi contare da un minimo di 25 minuti fino ad un massimo di un’ora intera.
Se noti troppo liquido dopo 30 minuti, rimedia col semicoperto: metti un cucchiaio di legno tra la pentola ed il coperchio, così il vapore evapora più in fretta.
Consiglio superfluo, forse, ma meglio abbondare di informazioni che vivere nell’ignoranza che ci farebbe perdere un sacco di tempo prezioso (perché noi siamo qui per mangiare, ricordiamocelo).

Ecco il punto di arrivo:

Ma non è finita qui. Una volta cotto spegni tutto e metti di nuovo il coperchio: lascia riposare per 25 minuti.
So che è tremendo non poter abbuffarsi quando la pappa è pronta, ma è un tempo di riposo importante: diventerà ancora più buono.

Conclusa l’attesa infinita prepara le porzioni ed ammira la bellezza:

Ciao e buon appetito!

Secondi, Secondi di mare

Sgombro fresco granellato.

Ogni agosto il posto dove abito viene invaso da migliaia di turisti.

Nella gif: i turisti.

Questo significa che da 10 abitanti passiamo a circa UN MILIONE  ed il tutto si traduce in due cose: l’aumentare delle mie bestemmie e l’apertura della pescheria.

Ecco perché trovi pochissime ricette col pesce fresco e quasi nessuna di secondi: in tempi normali devo indossare le scarpe lucidate ed il vestito buono e recarmi in città, che è a circa 40 minuti di cammino.
Un’avventura che di rado ho voglia di intraprendere.

Quindi sono in grado di cucinare degli ottimi primi di pesce, ma nessun secondo.
Ma un Kaiju può sempre imparare.

Prima o poi sputerà raggi radioattivi, basta solo un po’ di pratica.

Il Bocca ha cucinato dei filetti di palamita in padella: una ricetta facile, veloce e… che io non potevo cucinare. La palamita non si trova quasi mai. Però c’è lo sgombro. Quindi ci ho provato lo stesso ed il risultato è stato buonissimo.

Quindi impariamo insieme a spadellarlo, con una specie di panatura di frutta secca mista ed accompagnata da cipolle caramellate all’aceto balsamico.

Go, go, go!

Tutti di corsa in cucina.

Per preparare dei filetti di sgombro granellati, per due persone, hai bisogno di:

  • 400 grammi di cipolle bianche;
  • 20 grammi di zucchero;
  • 40 grammi di aceto balsamico;
  • 200 grammi d’acqua a temperatura ambiente;
  • 20 grammi d’olio per le cipolle + altri 60 per i filetti. Occorrerà anche dell’olio per ungerli, non pesato;
  • filetti di sgombro già spinati e puliti, dal peso complessivo di 400 grammi;
  • 100 grammi di granella mista: mandorle, pistacchi, noci e nocciole;
  • pepe, sale, timo, origano e qualche foglia di menta fresca.

Il pesce, se puoi, procuratelo già pulito, senza pelle e spinato, direttamente dal pescivendolo.
Altrimenti devi farlo da sola, come è capitato qui. Niente tutorial perché è già tanto se non ho rotto tutto.

I miei filetti.

Pesce a parte, la cosa più lunga è preparare le cipolle caramellate.
Innanzitutto devi pelarle e poi tagliarle a rondelle. E questa è la parte dura, perché si piange, sia che tu ti metta a bagnare la lama del coltello, sia che te ne freghi.

Una volta che hai finito quest’operazione tediosissima, versa 20 grammi d’olio in un padellino piuttosto piccolo (tanto le cipolle perderanno di volume) e falli scaldare bene.

Fai la prova con un paio di pezzetti di cipolla: appena iniziano a sfrigolare puoi cacciarle tutte dentro.

Falle andare per circa 10 minuti, a fiamma medio alta e girando spesso.
Trascorso questo tempo si saranno ammorbidite, quindi caccia dentro anche i 20 grammi di zucchero.
Mescola bene, fai cuocere per altri 5 minuti scarsi per fare sciogliere lo zucchero, poi versa l’acqua e l’aceto balsamico.

Prosegui la cottura per altri 10-15 minuti, sempre con una fiamma medio alta e sempre girando spesso.
Le cipolle saranno pronte quando il liquido sarà tutto assorbito o evaporato e saranno anche molto morbide. Se, evaporata l’acqua, le cipolle non fossero ancora pronte, versane ancora mezzo bicchiere.
Solo a fine cottura, quando si saranno raffreddate, assaggia ed aggiusta di sale.
Ecco l’aspetto finale:

Lasciale nella padella ed occupiamoci degli altri ingredienti.
Trita col mixer o col coltello la frutta secca. Se usi il mixer azionalo a scatti, altrimenti diventa polvere e non granella. 

Aggiungi al trito dell’origano, del timo e 4-5 foglie di menta spezzettate con le mani.

Adagia i filetti di sgombro in un recipiente in cui puoi lavorare comoda e oliali bene su ogni lato. Non ci vorrà molto olio: un cucchiaio e mezzo, circa. 
Cospargi poi entrambe le superfici di ogni filetto con la granella che hai preparato.

Versa 60 grammi d’olio in una padella capiente e falli scaldare bene. Quando poggeremo i filetti dovranno soffriggere, quindi fai una prova con un pezzetto di granella.

Appena l’olio è in temperatura, appoggia delicatamente i filetti in padella e fai cuocere due minuti scarsi per lato, a fiamma media.

Girali con l’aiuto di una spatola o delle pinze e dopo il capovolgimento cospargi con la granella che ti sarà sicuramente avanzata. Sala e pepa, anche parecchio: la granella è dolce, la cipolla pure, il sale da qualche parte bisogna pur metterlo.

Prepara i piatti.
Un paio di filetti a testa e cipolle caramellate per accompagnare, che ci stanno benissimo:

Ed ecco una foto un tantino più invitante, perché era buono ma di certo non fotogenico:

Ciao e buon appetito!

Secondi, Secondi di mare

Frittatona con zucchine e gamberi

Viviamo in un mondo in cui la preparazione della frittata viene così tanto sottovalutata che, se cerchi le ricette, ti dicono solo prepara la frittata e mangia.

E tu così, dopo aver fallito, ormai completamente insano di mente a causa delle uova e delle padelle che col cazzo erano antiaderenti.

Invece noi conosciamo bene quel senso di disagio che ci pervadeva ogni volta che la puzza di bruciato si presentava in cucina.
O, anche, l’ansia e l’angoscia che ci assalivano quando arrivava il momento di doverla capovolgere.

Lo so, ognuno è solo nel suo dolore.

Quando ho provato a raccontare le mie disavventure di frittatamento ho incontrato solo indifferenza, perché la mia incapacità di frittatare era mia e soltanto mia.
Cacciavo le uova nella padella, provavo ogni metodo possibile, ma sempre e soltanto roba carbonizzata veniva fuori.

Le ho provate tutte, tutte.

Poi ho trovato il tutorial di Stefano Barbato e la mia vita – così come la tua, quando te l’ho passato – è cambiata.

Momenti EPICI.

Abbiamo già preparato altre frittate pure senza il suo aiuto, ormai, perché siamo diventati super bravi.
Però oggi gli rubiamo direttamente una ricetta: una bella frittata con zucchine e gamberi, che c’ho messo quasi 40 minuti a cuocere per via dei liquidi dei crostacei, ma che vale la fatica.

Non farti annebbiare dai 40 minuti: ho detto frittata di zucchine e gamberi, dai.

Go, go, go!

Per preparare una frittatona con zucchine e gamberi, per due persone, hai bisogno di:

  • 6 uova. Più fresche possibili;
  • 300 grammi di zucchine;
  • 300 grammi di code di gambero. Peso calcolato dopo la pulizia, comprane un pochino di più perché devi togliere loro la corazza;
  • prezzemolo tritato, uno scalogno, pepe, sale;
  • 20 grammi d’olio.

Se hai deciso di comprare dei gamberi surgelati, ricordati che per cucinarli dovrai prima scongelarli e che questa operazione va fatta gradualmente: li devi mettere in un piatto e lasciarli in frigo. 
Se l’operazione dello scongelamento non fosse finita quando arriva l’ora della pappa, fai scorrere un po’ d’acqua appena appena tiepida sui gamberi e concludi così la questione.

Dovrai poi togliere loro la corazza esterna e l’intestino. Il tutorial per pulire i gamberi lo trovi in questo vecchio post, in quello odierno trovi solo la foto dell’operazione conclusa. Ah, se sono gamberi grossi, tagliali a metà. 

Lava le zucchine e tagliane 150 grammi a rondelle piuttosto sottili. Gli altri 150 grammi grattugiali con i buchi grossi della grattugia.

Trita il prezzemolo.
Trita anche lo scalogno.

Versa un cucchiaio d’olio sulla tua fedele padella da frittata (io consiglio sempre quelle in pietra e ricordati che un coperchio è necessarissimo) e scaldalo. Caccia dentro lo scalogno e fallo soffriggere.

Quando è un po’ colorato puoi aggiungere tutte le tue zucchine.

Aggiungi il pepe e sala un po’, così le zucchine cacceranno l’acqua che altrimenti renderebbero più difficile la cottura della frittata e fai andare il tutto a fiamma medio alta, girando spesso, fino a quando le zucchine saranno morbide ma non sfatte. Ci vorranno meno di dieci minuti (per la precisione 7).

Rompi le uova e mettile in una ciotola. Spaccale sempre una alla volta in un bicchiere e poi travasale nella ciotola grande: eviterai di mettere i gusci nella frittata perché lo so che a volte ti si spappolano in mano.
Quando uno c’ha la potenza mica è sempre in grado di controllarla.

Metti il prezzemolo nelle uova e sbatti il tutto con una forchetta.

Aggiungi anche i gamberi, un po’ di sale e del pepe e continua a sbattere il composto.

Infine versa anche le zucchine e concludi lo sbattimento.

Siamo pronti per iniziare la frittata vera e propria.
Riaccendi la fiamma sotto la padella in cui hai cotto le zucchine, versando altri 10 grammi d’olio (circa un cucchiaio). Fai scaldare a fiamma bassissima per un paio di minuti, poi fai la prova della forchettata: versa pochissimo composto. Quando riesci a staccarlo dal fondo senza problemi significa che la padella è arrivata alla giusta temperatura:

Versa dunque tutto il composto, cercando di distribuirlo sulla superficie della padella in maniera omogenea.

Adesso devi farti forza ed aspettare.
Metti il coperchio e fai cuocere a fiamma bassissima fino a quando la superficie non è più liquida. Barbato dice che ci vogliono 8 minuti, io ne ho impiegati almeno 30. Dipende dal tipo di fornello, dal liquido che rilasciano zucchine e gamberi e dal volere di Cthulhu.
Siccome girare la frittata è la parte più complessa di tutte devi assicurarti che la frittata si stacchi naturalmente dal fondo della padella. Aiutala con una spatolina, partendo dai bordi e rialzando pian pianino anche la parte centrale.
Dopo un po’ vedrai che muovendo la padella si muoverà pure la frittata e che quindi si può pensare di operare.
Però condizione importantissima è che la superficie a te visibile non sia più liquida.

Vedi? C’è ancora un po’ di liquido però la frittata si stacca benissimo. Ci siamo quasi.

Quando tutte le condizioni sopra elencate sono finalmente nella tua cucina, devi girarla. Come? Innanzitutto coi muscoli, perché questa frittatona pesa un po’. Poi aiutandoti con il coperchio e con il piattone che userai per poggiare il frittatone quando sarà pronto, se ne hai uno.
Devi solo mantenere la calma: chiudi fermamente col coperchio, gira la padella e la frittata sarà sul coperchio. Se riesci, fai scivolare la tua frittata sulla padella. Se non riesci, fai scivolare la tua frittata prima su un piatto e poi sulla padella. 
Ed eccoci qui.

Chiudi di nuovo col coperchio e fai cuocere per altri dieci minuti, sempre a fiamma bassissima.

La parte inferiore ha bisogno di meno cottura, soprattutto dato che abbiamo appena passato 30 minuti a cuocere quella superiore. Potresti voler girare la frittata ulteriormente per controllare la prontezza, ma secondo me fai prima a rialzarla LEGGERMENTE con la spatolina per controllare il colore.

Quando è pronta falla riposare nel piattone.

Tagliala a pezzi e guarda che bellezza:

Ecco a voi 40 minuti di frittata.

Siediti e mangia, che te lo sei meritato.

Ciao, buon appetito e tanti saluti agli Azzurri di Frittata!

Saluti distinti.

 

Secondi

Filetto al pepe verde

Due sono le cose fondamentali quando si mangia un bel pezzo di filetto: che sia cotto al sangue e che sia caldo.

Chiunque pensi il contrario dovrà vedersela col mio macellaio.

Quindi le insidie nel cucinare quello al pepe verde in modo che risulti mangiabile sono innumerevoli. Per esempio non si può cuocerlo a parte perché la padella deve essere intrisa di carne e la carne deve stare a contatto un po’ col brandy. Però non si può manco mettere la carne e lasciarla là in attesa che la panna si addensi, perché poi dopo ti mangi un mattone pepato e mica è bello.

La preoccupazione.

Non ho potuto seguire nessuna ricetta, proprio per questi miei punti fermi.
Ed ho pure optato per non praticare il flambè: la paura di far prendere fuoco a tutta la casa ha vinto. Sì, sono una codarda e no me ne importa nada.

Ed ecco che Marty va a fare il flambè.

Fatte le dovute premesse, se a te il filetto piace cotto avrai vita facile: non togliere mai la carne e limitati ad imparare il procedimento. Altrimenti segui pedissequamente tutto ciò che ho fatto e vedrai che ti troverai bene.

Go, go, go!

Per preparare il filetto al pepe verde, per due persone, hai bisogno di:

  • 3 pezzi di filetto, da circa 250 grammi l’uno. Più che il peso, quel che conta è lo spessore: deve essere di due dita, altrimenti lo scuoci senz’altro;
  • 2 cucchiai di pepe verde in salamoia. Si usa pure la salamoia, quindi non comprarlo in altra maniera;
  • 150 grammi di panna fresca, quella da montare (non zuccherata);
  • pepe nero, prezzemolo;
  • 80 grammi di brandy o cognac. Non c’è bisogno che acquisti l’intera bottiglia, fattene versare un bicchierino al bar e cucina con quello.

Essenziale è avere tutto a portata di mano e in zero secondi netti. Quindi apri la panna, il pepe, tieni vicini gli utensili per girare la carne e soprattutto prepara un paio di fogli di carta stagnola. Su uno poggerai la carne quando sarà quasi cotta, l’altro ti servirà per coprirla e tenerla in caldo.

Trita il prezzemolo, anche.

Il mio consiglio è di usare una padella piuttosto piccola, con lo spazio sufficiente per adagiarci il filetto e basta: il condimento lo ricoprirà per quasi metà dello spessore invece di disperdersi su una superficie grande.

Quando scrivo che il filetto deve essere spesso due dita, non dico per dire:

Scalda la padella che hai scelto, a fiamma alta. Non aggiungere burro od olio, non servono.

Appena è bella calda adagia i pezzi di filetto.

Conta 30 secondi e gira le fette.

Conta altri 30 secondi e, mentre lo fai, cospargi la carne con 2 cucchiai di pepe verde, del pepe nero ed un po’ di salamoia. Comincia anche a salare, che la carne non può né deve essere sciocca.

Sei andato a scuola, sai contare? E contare e mettere il pepe verde lo sai fare?

Versa il brandy.

Fai cuocere per 20 secondi scarsi, poi gira di nuovo la carne.

Cuoci per altri 20 secondi scarsi e basta, perché il filetto è bello che pronto. Tiralo fuori con delle pinze ed adagialo sulla carta stagnola, ricoprendolo per bene così starà in caldo.

Versa la panna, cospargi con un po’ di prezzemolo e fai andare il tutto con una fiamma più bassa. Ci vorranno circa 5 minuti: la panna dovrà addensarsi e si scurirà.

Durante l’operazione.

Quando la panna comincia ad essere densa (ma non verrà mai densissima, non aspettarti che si solidifichi) ricaccia dentro la carne ed alza di nuovo la fiamma.
Fai cuocere per 20 secondi:

Poi girala e fai cuocere per altri 20 secondi:

Spegni la fiamma ed ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Prepara i piatti. Metti prima il filetto, poi rovesciagli sopra un po’ di crema. Cospargi con prezzemolo e contorna di pepe nero.

Ma quel che conta è ciò che c’è dentro.
E dentro noi vogliamo il sangue. Ecco un pezzo tagliato:

Ed eccone un altro, che si vede ancora meglio:

Mangia: te lo sei meritato.

Ciao e buon appetito!

Secondi

Feta fritta

Sappi che ho intenzione di farti friggere tutti i formaggi del mondo.

È gioia quella che leggo nel tuo volto?

Ho in mente un po’ di esperimenti, tra tipi di formaggi, pastelle e metodologie di frittura. Ma siccome ho già decretato più e più volte che questa bucolica, atavica, ancestrale e soprattutto euforica estate 2018 è l’estate della feta, è con lei che iniziamo.

Sono un servizio pubblico.

Ho rubacchiato la ricetta a Peperoni e Patate, anche se io ho deciso di cuocere il pezzo di feta tutto insieme, che mi dava più soddisfazione.

Non sarà complesso, ma sappi che avrai bisogno di un paio d’ore di congelazione della feta. No, non puoi friggerla senza raffreddarla: toccherebbe l’olio bollente e si scioglierebbe, quindi organizzati per tempo.

Go, go, go ma prima sigla!

Sigla!

Per preparare la feta fritta, per una persona, hai bisogno di:

  • una fetta di feta da 200 grammi. Io compro la Zorbas, così ci capiamo sulle dimensioni;
  • 2 uova e pangrattato per la panatura. 2 uova è indubbiamente una dose un po’ esagerata, ma preferisco abbondare, non si sa mai;
  • parecchio olio extra vergine di oliva per friggere, tipo mezzo litro, ma dipende dalla padella che usi e da quanto vuoi immergere il formaggio. Non friggere con l’olio di semi, che fa schifo e poi non digerisci;
  • marmellata di arance o miele come accompagnamento.

Per prima cosa sciacqua la feta sotto l’acqua corrente e mettila nel freezer per un’ora, appoggiata su un foglio di carta da forno.

In questo tempo fai quel che vuoi.

Per esempio mettiti degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero.

Dopo un’ora sbatti le 2 uova in un contenitore e versa un po’ di pangrattato su di un piatto.

Siccome friggere non è una scienza perfetta, io ho formato ben 3 strati di panatura per essere sicurissima che la feta non si sciogliesse e la panatura non si staccasse.

Prima passa il pezzone di feta nell’uovo, coprendolo in ogni sua parte. Poi lo passi nel pangrattato, compiendo la stessa operazione. 
Poi di nuovo nell’uovo, poi di nuovo nel pangrattato.
Ed ancora nell’uovo ed infine nel pangrattato.

Già che ci sei metti la cera, togli la cera ed impara il Karate.

Il risultato deve essere bello compatto. Come questo:

Rimetti la feta nel freezer per un’altra ora  o fino a quando sarai pronta per friggere. Appoggiala sempre su un foglio di carta da forno.

Prendi il padellino o il wok o la pentola che hai deciso di usare per friggere e riempi di olio quanto basta. Io ho scelto di usare due-tre dita d’olio, ma puoi anche riempire l’intera pentola, se ti è più comodo.

Quello che conta è che devi fare andare in temperatura l’olio: usa una fiamma alta e dopo qualche minuto mettici un pochino di farina per vedere se ci siamo. Se inizia a sfrigolare puoi partire col formaggio.

Facendo attenzione a non bruciarti e a non lanciare olio bollente per la cucina, adagia la feta.

Fai cuocere un paio di minuti, poi girala con l’aiuto di una pinza o spatola. Fai cuocere per altri due minuti scarsi.

I tempi di cottura sono super indicativi: dipende dalla temperatura dell’olio, della feta e dalla quantità di olio. Se l’hai immersa tutta, è probabile che dopo la prima giravolta ci sia bisogno di molto meno tempo.
Comunque è pronta quando tutti i lati della feta sono belli abbronzati:

Togli la feta dall’olio, adagiala su della carta assorbente e lasciala riposare per 30 secondi per dare il tempo all’olio in eccesso di scivolare via.

Adesso te la puoi pappare, cospargendola di miele, di marmellata di arance oppure da sola.
Ecco qui la bellezza del taglio:

Ciao e buon appetito!