Secondi

Lenticchie e salsiccia al sugo

Com’è andata ieri, senza di me? Hai mangiato spaghetti alla nutella? Cotto ricotte di bufala senza ritegno? Ammollato lo zafferano nella crostata di mele? Oppure hai semplicemente aperto il frigo e ti sei sfogata così?

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Le cose più strane accadono in mia assenza.

Mi faccio perdonare con il level up: oggi prepariamo lenticchie e salsiccia ed imparerai a gestire le lenticchie secche. Perché per pigrizia spesso ho usato quelle in barattolo, ma non è proprio la stessa cosa.

Ti dico inoltre che la salsiccia che ho usato è una salsiccia del menga, iper cicciosa e lontana anni luce da quella di Norcia a cui ero abituata. Quindi il mio metodo di cottura è da pensare per quel tipo di salsiccia lì, per la salsicciallammerda, se ne hai una buona non osare imitarmi.

Iniziamo.
Per preparare salsiccia e lenticchie per due persone hai bisogno di:

– 2 salsicce, piuttosto grandi;
– 200 grammi di lenticchie secche;
– mezza cipolla, una carota, un pezzetto di sedano, una foglia di alloro;
– peperoncino, sale, olio;
– almeno 400 grammi di passata di pomodoro.

Prendi le lenticchie e sciacquale in acqua fredda. Usa uno scolapasta dai buchi piccoli, oppure un colino.

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Taglia le verdure. Se hai una mezzaluna, tritale per fare il soffritto perfetto. La mia mezzaluna giace ancora dentro qualche scatola, quindi ho solo fatto pezzetti piccoli. La foglia di alloro lasciala intera.

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Metti due cucchiai di olio in una pentola e fai soffriggere tutto quanto per qualche minuto. Aggiungi anche le lenticchie e soffriggi un altro minuto.

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Aggiungi anche la passata ed un bicchiere d’acqua. Io sono partita usando 300 grammi di passata, poi ne ho aggiunta ancora per raggiungere il rosso che volevo io (a me le lenticchie piacciono tanto rosse).

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L’inizio della cottura.

Metti il coperchio e lascia cuocere a fiamma medio bassa, girando spesso.
Adesso occupiamoci della salsiccia.

Se hai una salsiccia di merda, come la mia, il mio consiglio è quello di farle bollire in acqua per una decina di minuti scarsi. In pratica le bucherelli e poi le fai bollire, 8-10 minuti. Così parte del grasso se ne va ed il gusto è più buono.

Se invece hai una salsiccia buona e saporita, che bollirla significherebbe essere eretici, la butti intera (o, se preferisci, a pezzetti) dentro le lenticchie. Questo quando le lenticchie sono quasi pronte.
Quand’è che le lenticchie sono pronte? Quando sono morbide. I tempi sulle confezioni sono piuttosto indicativi: la mia diceva 25 minuti, in pratica io le ho lasciate quaranta (contando anche un dieci minuti con le salsicce).  Nel caso di una salsiccia saporita, io la butterei nel sugo esaurito il tempo indicato sulla scatola delle lenticchie e lascerei cuocere a fuoco basso per una quindicina di minuti.

Ma torniamo al metodo di cottura che ho usato io. Ho bollito la salsiccia per otto minuti, poi l’ho messa in pentola con le lenticchie.

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Ho coperto le salsicce col sugo (se occorre, aggiungi altra passata o acqua) ed ho fatto cuocere il tutto per altri dieci minuti, a fuoco bassissimo. Senza coperchio.

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A questo punto abbiamo finito.

Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere raggiungo questo risultato:

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Io l’ho preparata di pomeriggio e l’ho lasciata in pentola per diverse ore. L’ho riscaldata verso sera (fiamma bassa, pochi minuti, gira spesso sennò si attacca) ed era mondiale. Ovviamente più riposa in pentola e più è buona, ma è ottima anche preparata al momento.

Domani è l’ora de Lo chef presenta e ti insegnerò una roba difficilissima: il frullato alla mela!
Ciao!

Secondi

Cotolette alla Bolognese

Tagliatelle al ragù, bruschette, formaggetti vari con tigelle e crescentine. Queste circa le robe che ho mangiato in osteria, in tanti anni vissuti a Bologna. Quindi proprio non ho idea se questa che ti sto dando sia la ricetta delle Cotolette alla bolognese. Non so manco se esistono, le cotolette alla bolognese. Quello che so è che erano buonissime, che le rifarò e che sono velocissime. Ho rubato la ricetta da Buonissimo, che ultimamente è il mio blog preferito.

In questo periodo poi non mangerei che carne, quindi aspettati diversi piatti del genere.

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Grigliata tra amici.

La dose che ti do è solo per una persona. Tieni conto che ho mangiato solo questo, sono stata piena e felice.

Per preparare le cotolette alla bolognese, per una persona, hai bisogno di:

– 2 fettine di fesa di vitello;
– 100 grammi di prosciutto crudo;
– un po’ di passata di pomodoro;
– formaggio grattugiato grosso (massimo 50 grammi, non l’ho misurato);
– burro

Inizio subito col dirti che non ho impanato io la carne. Non per pigrizia, è che non c’erano fettine non impanate dal mio macellaio. Avessi voluto maiale o pollo no problem, ma col vitello c’era solo questo:

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Nulla da lamentarmi, ma era solo per dirti che impareremo a creare l’impanatura un’altra volta (nel caso tu voglia provare senza le mie direttive, ti serve giusto un po’ di farina 00 e un uovo).

Iniziamo!

Gratta il formaggio.

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Metti del burro in una padella di cui hai il coperchio. Ho contato circa una quarantina di grammi di burro, ma puoi anche abbondare, se non temi il grasso. Scaldalo. Attenzione: il burro non è l’olio, se lo scaldi troppo brucia e devi rifare tutto da capo. Quindi quando si scioglie, aspetta pochi secondi e comincia pure la cottura. E metti una fiamma media.

Fai dorare entrambe le superfici della carne. Devono essere così da entrambi i lati:

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Adesso cominciamo l’assemblaggio.

Metti un po’ di prosciutto sopra ogni fettina di carne:

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Ne ho messo anche un po’ più di così.

Aggiungi un po’ di parmigiano e poi copri con la passata:

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Aggiungi dell’altro parmigiano, soprattutto per avere un’idea di quando si scioglierà:

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Metti il coperchio, abbassa il fuoco al minimo e lascia sobbollire. La carne sarà pronta quando il formaggio sarà tutto sciolto.

Buonissima.

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Buon appetito a me!

La prossima volta altra cosa nuova: un riso nero integrale (buono) con della rucola. Leggero, dietetico e ottimo.

Ciao!

Secondi

Frittata con asparagi e prosciutto cotto

Okkey, cominciamo col dire che io faccio cagarissimo con la frittate. Ma cagarissimo intendo proprio cagarissimo: mi si attacca, mi volano i cucchiai, per girarla lancio anche le madonne. Poi vengono e sono buone, ma non ho una tecnica: sono il niubbo delle omelette. Ogni volta arrivo al punto di pensare Adesso caccio via tutto ed ordino la pizza, eppure ogni volta riesco nell’impresa. Non aiuta poi il fatto che questa frittata qui pesasse tipo dieci quintali e girarla è stata un mazzo tanto.

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Scotty mi è venuto in aiuto con le sue perle di saggezza, mentre asparagi e prosciutto volteggiavano per la cucina.

Quindi non ti posso dare consigli di nessun genere, soltanto la ricetta che tra l’altro ho copiato da buonissimo. 

Genio come sono, ho pure apportato una modifica che mi ha fatto cristare come non mai. Quindi ti renderò edotto anche delle mie troiate, così non segui il mio esempio.

Cominciamo? Cominciamo!

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Per preparare una frittata gigante con asparagi e prosciutto cotto avrai bisogno di:
– 300 grammi di asparagi surgelati;
– 100 grammi di prosciutto cotto;
– 8 uova;
– 100 ml di panna da cucina;
– 50 grammi di parmigiano grattugiato;
– un po’ di prezzemolo tritato;
– burro, olio, sale e pepe.

Inizia a preparare gli asparagi, che devi bollire sia se sono freschi sia se sono surgelati.
Quando sono pronti li metti su un tagliere e li spezzetti.

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Dividere le punte dai corpi senza motivo, tanto io caccio tutto insieme.

Spezzetta il prosciutto cotto.

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Nella padella che in definitiva ti servirà per fare la frittata (quindi ti servirà un coperchio per girarla, scegli bene quale usare) metti una noce di burro e fai cuocere il prosciutto cotto per qualche minuto.

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cucchiaio di legno ancora non lanciato per aria.

Aggiungi anche gli asparagi.

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Infine butta dentro anche la panna e aggiusta di sale e di pepe. Cuoci per 5 minuti sempre a fiamma medio bassa, poi spegni.

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In una ciotola butta dentro le uova, il parmigiano grattugiato, il sale ed il pepe.
Mescola tutto bene.

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Dopo questa operazione, io ho svaccato.
Che ho fatto? Ho buttato il composto di uova dentro la padella in cui avevo cotto il prosciutto e gli asparagi. Guardami, in tutto il mio splendore di niubbo.

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Niubba con cucina splendente.

Cosa è successo? Che si è attaccato tutto.
Tu segui le direttive di buonissimo, invece, che sono più sensate.
Devi aggiungere al composto di uova tutto quello che hai cotto in pentola, non il contrario. Mescoli bene bene.
A questo punto, nella padella ormai vuota che sarà anche sporca ma non ce ne frega un emerito, metti un paio di cucchiai di olio, la lasci scaldare un paio di minuti e butti dentro tutti gli ingredienti.

La frittata ci mette una vita a cuocere, quindi rassegnati.

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Cerca di muovere i bordi per non farla attaccare, falla rapprendere bene nel lato inferiore e poi ti tocca girarla.

Come? Con tanti gesù e molte madonne.
Sii sicurissima che sotto non ci sia ancora del liquido, sennò lo getti per tutto il pavimento. Il composto deve essere cotto e bruciacchiato sotto, solo a quel punto la giri. Io cuocio tutto a fiamma media, poi dopo un po’ mi annoio e capita che alzo anche la fiamma.

Eccomi mentre giro la frittata, peccato non ci sia il sonoro:

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Il mio metodo prevede l’aiuto di un coperchio e di un tagliere.

Vale la pena fare tutto questo bordello? Secondo me sì, anzi, secondo me il risultato è stato mondiale.
Mi è durata per due cene. Ecco il risultato finale:

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La prossima volta prepareremo una pasta con fave e piselli, molto molto molto buona.

Ciao!

Contorni, Insalate, Secondi, Secondi di mare

Insalata di patate e salmone affumicato + calamaro alla piastra

Mentre ascolto Jovanotti e non c’ho voglia per niente di aggiornare perché è uscito il nuovo numero di Spider-man e non vedo l’ora di potermelo leggere, penso che non vi meritate tanto ozio e quindi niente, mi tocca: ricetta serale. Sgrammaticata, a ritmo di musicadimmerda che però a me piace e quindi non mi rompete.

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Da grande voglio essere così.

E vi dirò di più: mi piace pure Vasco Rossi. E ringraziate Amon che mi faccia cagare almeno Ligabue, sennò vi linkavo troppo Urlando contro il cielo, magari in versione Spot della Smemoranda (roba che ricordo solo io, dato che sul tubo non esiste).

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Nel suo audiolog, Scotty ha cantato Sally a squarciagola, con tanti eeeeeeeeh urlati tra le lacrime.

Che cuciniamo? Un’insalata di patate e salmone affumicato da abbinare ad un calamaro alla griglia/piastra/chiamalacomevuoi.

Per preparare il tutto, per due persone, hai bisogno di:
– 2 calamari;
– qualche cucchiaio di olio;
– 150 grammi di salmone affumicato;
– 500 grammi di patate;
– una buccia di limone;
– prezzemolo, pepe, sale.

Inizia lessando le patate. Devi lavarle, pelarle e tagliarle a pezzetti. Poi le metti in acqua fredda (col sale), aspetti che l’acqua inizi a bollire e conti circa 8 minuti. Controlla comunque lo stato di cottura con una forchetta, poiché dipende dal tipo di patata e dalla grandezza dei cubetti. Ma questi sono circa i tempi per lessarle.

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Tocchetti grandi così, nel mio caso.

Mentre attendi le patate, grattugia la buccia del limone.

In una tazzina metti un paio di cucchiai di olio, il prezzemolo tritato, il pepe ed il sale. Tu chiamala, se vuoi, emulsione.

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In una insalatiera caccia tutti gli elementi: le patate bollite, la buccia del limone, l’emulsione e il salmone affumicato tagliato a pezzetti.
Se risulta troppo secca, aggiungi ancora un cucchiaio di olio. Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Adesso passiamo al calamaro, che tanto l’insalata più è fredda e meglio è.
Ecco la bestia:

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Non devi fare niente, perché ci pensa il pescivendolo a pulirteli. Quello che devi fare è mettere un cucchiaio di olio sulla piastra, alzare la fiamma al massimo e, quando è roventissima, cacciare sopra il calamaro. Bastano pochissimi minuti per prepararlo e meno cuoce e meglio è, sennò si indurisce.

Ti posto qualche immagine per farti comprendere l’operazione. Il tuo compito è solo quello di girarlo per diverse volte.

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Ora è proprio pronto.

Penso che le foto spieghino meglio di ogni mia parola del menga. Si sbruciacchia, si piega su se stesso, ma non cambia più di tanto colore. 2 o 3 minuti  per lato dovrebbero essere più che sufficienti.

Ed ecco il nostro piatto:

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Roba che al ristorante ti chiedono 18 euro così, per crudeltà.

Al prossimo aggiornamento prepareremo un altro contorno: fave e pancetta.

Ciao!

Secondi

Pollo speziato e carciofi

Quando ho cucinato questa roba mi giravano i coglioni a mille, quindi ho lanciato coltelli e pentole in giro per la casa. Il risultato però è stato ottimo, quindi qualsiasi saranno le tue condizioni mentali non temere: siamo qui per mangiare e mangerai.

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Cose da fare oggi. E domani. E pure dopodomani.

Oggi prepariamo del pollo speziato con un contorno di carciofi.

Per farlo (sempre per due persone) hai bisogno di:

– 600 grammi di petto di pollo;
– una miscela di spezie: pepe nero, pepe bianco, peperoncino, origano, timo e aglio tritato;
– carciofi surgelati (300 grammi);
– sale, un po’ di olio

Sarà piuttosto veloce e indolore.
Inizia dal pollo.
Taglialo a pezzetti e mettilo in una ciotola capiente, insieme a 2 cucchiai di olio ed a tutte le spezie che ti ho elencato prima. Mescola bene e lascia riposare tutto per una decina di minuti. 

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Mentre attendi, occupati dei carciofi. 
I carciofi che compro io si preparano in padella, pure se sono surgelati. In pratica devo mettere un cucchiaio di olio, un paio di cucchiai di acqua, coprire tutto con un coperchio e lasciare cuocere per il tempo necessario. Se i tuoi fossero diversi o se usi quelli freschi, ciò che ti occorre è comunque ripassare i carciofi, tagliati a pezzetti, in padella con un cucchiaio di olio. Aggiusta di sale, se vuoi di pepe e sono pronti. Coprili col coperchio ed attendi il pollo.

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Nebbie Lovecraftiane.

Scalda una griglia (o una piastra) per il pollo, con fiamma alta. Aggiungi, se non ti fidi, un cucchiaio di olio (ma io non l’ho messo). Caccia il pollo sopra e cuocilo per un po’, fino a quando non raggiunge la consistenza che vuoi (a me non piace il senso di viscidume che ha quando è cotto il giusto, quindi lo faccio seccare parecchio). Gira i pezzetti molto spesso, mi raccomando, e se occorre abbassa la fiamma.

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Quando anche il pollo è pronto, mescolalo ai carciofi e prepara i piatti.
Dovresti avere ottenuto un risultato simile a questo:

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Facilissimo, non troppo lungo e da ripetere. Ho provato altri abbinamenti di spezie e cagate per cucinare il petto di pollo, ma per ora questa ricetta è senz’altro la migliore.

E domani? Domani prepareremo un frullato di kiwi e noci che farebbe risorgere pure i morti. In Dragon Age Awakening era una pozione speciale che ti veniva regalata da Anders durante la quest amorosa e ti rendeva invulnerabile se combattevi contro la Prole Oscura. Tanto per rendere l’idea.

Ciao!

Lo chef presenta, Secondi

Prosciutto e melone.

Ecce Bombo!
Ma pure Cocco Bello (e vitamine), insalate di riso e frittate di maccheroni divorate sotto gli ombrelloni. Ed un sacco di divertentissimi slogan gridati dai venditori sulle spiagge, originali e proprio da tenersi la pancia tra le mani dal ridere.
Quindi, per la rubrica Lo chef presenta, non può mancare il Prosciutto e Melone.

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Un Kaiju-Melone, come nelle più antiche tradizioni nipponiche.

Ecco di cosa hai bisogno per due persone:
– Un melone bello grande;
– Un paio di etti (ma magari anche tre, se vuoi) di prosciutto crudo.

Il passaggio più importante di questa ricetta tanto complessa quanto millenaria è procurarsi un coltello.

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Pose plastiche adottate per il sacro rito del taglio del melone.

Tagli il melone a fette e leva tutti i filamenti e i semi.

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Il melone. Con ancora i semi.

Poi apri la vaschetta del prosciutto crudo e ti dedichi religiosamente alla tua fame.

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Quant’è buono! Da leccarsi i baffi! Zio Anacleto sarà contento! Per i grandi e i piccini! Anche i piccoli di casa saranno gioiosi! Mio marito ha chiesto un secondo piatto!

Finito.
L’esempio sommo del massimo risultato con nessuno sforzo possibile.

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La gioia di chi possiede un coltello ed ora sa come usarlo.

Ultimo post della settimana, tornerò con un contorno di piselli e guanciale (che non è per Lo chef presenta, ma poco ci manca).

Buon appetito!

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Oltre ai grandi e ai piccini, accontenterete anche tutti i Pizzakaiju di casa!

 

 

Contorni, Lo chef presenta, Secondi

Ceci al rosmarino e cose a caso.

Lo sapevi che l’olio può prendere fuoco?
Io NO. E stavo per incendiare la cucina mentre cuocevo un hamburger.

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Circa.

Quindi fai tesoro della mia imbecillità e metti sempre la piastra AL CENTRO della fiamma, che poi fuoriesce e ti tocca chiamare i pompieri.

Oggi è la volta de Lo chef presenta e sai cosa vuol dire: la ricetta è solo una scusa per cazzeggiare.

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SIGLA!

Prepareremo dei ceci al rosmarino, inseriti in una cena di fortuna in cui ho svuotato il frigo da tutti gli avanzi. Il cuoco ha presentato un piatto unico formato da salsicce, hamburger e uova fritte.

E poi ho fatto i ceci, col cuore tutto deragliato dall’emozione.

Che poi ‘ste cene di fortuna sono più elaborate del normale: 4 padelle in contemporanea, senza manco avere lo spazio sufficiente per muoversi. Anche per questo abbiamo carenza di fotografie.

Se vuoi preparare la stessa cena, come sempre per due persone, avrai bisogno di:
– un hamburger;
– un paio di salsicce;
– 6 uova.

Per i ceci, invece hai bisogno di:
– un barattolo di ceci;
– qualche rametto di rosmarino;
– un cucchiaio di olio, uno spicchio di aglio e pepe.

Un pasto dalle mille portate con cui, dopo tanta fatica, potrai strafogarti. Felice.

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Strafogarsi.

Innanzitutto partiamo dalla carne.

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Francamente a me l’hamburger a volte si attacca ancora alla piastra, così ho aggiunto un cucchiaio di olio.

Le salsicce invece non hanno bisogno di molte istruzioni: scalda la griglia (la piastra o quel che usi) al massimo, per qualche minuto, poi metticele sopra. Le giri spesso, le fai diventare belle bruciate, poi le bucherelli per essere certo che si cuociano anche dentro. Se vedi che la cottura prosegue per le lunghe, abbassi la fiamma per non carbonizzare l’esterno.

L’hamburger io l’ho cotto insieme alle salsicce, ma come ti ho detto si è un po’ attaccato. Niente di grave, ma non ho raggiunto ancora la perfezione della cottura. Di solito uso la pancetta per ungere la padella-teglia-piastra, ma quando lo preparo da solo faccio ancora cagare. No, i miei hamburger non sono mai avvolti nella plastica. Ne riparleremo quando avrò raggiunto il livello di Marrabbio.

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Un uomo che potrebbe insegnarmi molto.

Per le uova non hai bisogno di istruzioni, le abbiamo già imparate. 

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Le uova.

Ed ora iniziamo il piatto forte: i ceci al rosmarino.

Apri il barattolo di ceci, scola l’acqua.
In una padella metti un cucchiaio di olio e fai soffriggere l’aglio tritato. Dopo pochi minuti aggiungi i ceci, il rosmarino e fai cuocere un po’. Quanto? A caso. Di sicuro dovranno essere asciutti e dovranno anche odorare di rosmarino.

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Aggiusta di sale e di pepe.

Dopo tutto questo immenso lavoro, credo che possiamo sederci e mangiare. Ed il risultato secondo me è stato più che soddisfacente, talmente tanto che ho fame solo a pensarci e magari stasera ripeto il bordello culinario. Con un altro contorno che non mancherò di passarti.

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La cena coi resti.

La prossima volta torneremo a fare le persone serie e prepareremo una pasta ripassata al forno, con besciamella e salame (ottima, giuro).

Buon appetito e ciao!

 

Secondi

Pollo e peperoni all’aceto balsamico.

No, stai calmo, non andremo a preparare il pollo laccato all’aceto balsamico fighetto. Vai tra’, nessuna cucina elaborata manco questa settimana (strano, eh?). Questa di seguito è una roba piuttosto veloce, facile facile ed impiegherai mezzora scarsa per sederti e mangiare. Che non si può vivere di sola pasta, temo.

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Arnold pare non essere d’accordo.

Sederti e mangiare: l’unico vero gol della vita.
Quindi segui le istruzioni passo passo e ti troverai bene (non fare come Mia Sorella, che finge di leggere e poi prepara carbonare dalle dubbie doti).

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Il team up definitivo.

Per preparare il pollo e peperoni con aceto balsamico per due persone hai bisogno di:

– 600 grammi di petto di pollo;
– 500 grammi di peperoni rossi (ma anche di più, se vuoi);
– 1 cipolla;
– peperoncino;
– olio, sale;
– aceto balsamico (per le dosi, ne parliamo durante la ricetta).

In una pentola grossa, di cui hai il coperchio, metti un cucchiaio di olio, il peperoncino e la cipolla tritata. Mentre fai soffriggere questa roba, taglia il peperone a pezzetti e poi caccia anche lui nella pentola.

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Cuoci tutto a fiamma media, che con quella bassa invecchiamo e pure a digiuno.
Nel frattempo taglia il petto di pollo a pezzetti.

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Quando il peperone sarà piuttosto morbido puoi aggiungere il pollo. Fai cuocere per una decina di minuti, mescolando spesso. Quando il pollo sarà praticamente pronto aggiusta di sale e partiamo con la finezza dell’aceto balsamico.

Lo scopo del gioco non è quello di laccare la carne, dobbiamo solo ottenere un sughetto finale piuttosto liquido (e ti consiglio di comprare il pane, così fai la scarpetta).
Questa non è terra di aceto balsamico, quindi non posso consigliarti una marca particolare. Io ho comprato questo ed era abbastanza buono (ma non mondiale):

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Come devi fare? Semplice: metti un paio di cucchiai di aceto balsamico nella pentola, chiudi il tutto col coperchio e fai cuocere pochi minuti, giusto per fare uscire un po’ di liquido da tutti i componenti (io ho cotto 5 minuti, è più che sufficiente). Quest’ultima cottura falla a fiamma medio bassa, tanto ormai il piatto è pronto.

Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Sui piatti aggiungi altro aceto balsamico. Quanto? Va a gusti. Io ne ho messo un altro cucchiaio e mezzo abbondante, ma ASSAGGIA PRIMA. Come per molte cose, gli elementi non sono standard e dovrai valutare tu in base all’aceto che hai acquistato (Capitan Ovvio, ma tant’è…).

A cena da me è venuto Deadpool che, dopo aver cristato per non avere trovato il pane, si è bevuto il sughetto così:

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Gli è piaciuto davvero tanto.

Ecco qui, un altro secondo per la tua collezione.

Domani? Domani prepareremo degli spaghetti alle vongole, tienti pronto!
Ciao!

Lo chef presenta, Secondi

Cheeseburger

Tempo risicatissimo e cazzi miei a mille. C’ho la febbre, non c’ho voglia ma lo stesso continuo a mangiare, pure se non sento i sapori. È lo spleen o forse solo questo vento di merda che mi perseguita da una settimana. Però aggiorno, pure se sto rubando la connessione da un bar, pure se non ho manco la forza di digitare sulla tastiera. Il mio è eroismo.

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Immaginami così.

Torna la rubrica de Lo chef presenta, quella rubrica dove l’unica cosa che conta è avere fame, perché tutto si cucina da sé. E cosa ti propongo? Il cheeseburger.
Bistrattato dai fast food di tutto il mondo, servito con plastica all’interno e stupidi cetrioli insapori, oggi imparerai a prepararlo a casa, con ben due ricette possibili che si distinguono per un solo elemento: l’uovo fritto.
Se vuoi morire di indigestione, che uovo fritto sia. Se preferisci sopravvivere un’altra settimana, keep calm e levalo.

Ecco cosa ti serve per preparare due cheeseburger:
– 2 hamburger (da 200 grammi l’uno. Se lo trovi di chianina è meglio, altrimenti vai dal macellaio. Ma non prendere mai, MAI E POI MAI, quelle cagate da 50 centesimi. Lì non c’è carne, solo petrolio);
– 2 uova (nel caso);
– 100 grammi di pancetta più grassa possibile;
– 2 panini;
– salse varie (se metto l’uovo io uso la barbecue, altrimenti scegli tu tra quelle che ti piacciono);
– un po’ di lattuga e un paio di pomodori;
– parmigiano grattugiato grosso, parecchio.

Partiamo, che già c’è chi si lamenta.

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Quello che senti non è il temporale, ma il suo stomaco.

Un po’ di parentesi sui materiali.
Per l’insalata: a me fa cagare l’iceberg e qualsiasi erbetta inutile già pronta per l’uso. Per me esiste solo la lattuga: foglie enormi e verde scuro. Il resto è fuffa.
Per il formaggio: le ho provate un po’ tutte. Schifo apertamente le sottilette e le ho spesso sostituite con emmenthal, taleggio, brie e via dicendo. Adesso ho capito che la cosa migliore è grattare a scaglie grandi del parmigiano e metterlo sull’hamburger caldo.
Per il pane: non ho molti consigli. Uso o le rosette oppure degli appositi panini dolci, preparati dal supermercato dove vado a fare la spesa. Purtroppo la perfezione non l’ho ancora trovata.

Pronti.

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Un po’ di materiali a caso.

Se vuoi fare le uova, comincia da lì. Sai già farlo, te l’ho insegnato qui.
Siccome dovrai metterne uno per panino, se riesci a cucinarli separati fai prima.

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Le mie uova si stanno moltissimo sul cazzo.

Accendi la fiamma della piastra. Alta, come abbiamo imparato da poco. Mettici sopra tutta la pancetta e lasciala rosolare fino a che non sarà bruciacchiata come la vuoi tu. Quando sarà pronta, toglila e mettila su un piatto, in attesa. Metti i due hamburger e comincia a cucinarli. Dai una scottata sulle due superfici e continua la cottura a fiamma alta fino a che non ottieni il colore bruciacchiato che ti piace di più. A questo punto, se devi continuare a cuocerlo, abbassa la fiamma (altrimenti li carbonizzi esternamente).

Mentre fai questo prepara il resto:
taglia i pomodori a fettine, lava l’insalata, tira fuori le salse dal frigorifero e soprattutto gratta il formaggio. Usa i buchi grossi della grattugia.

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Questi.

Consiglio di riscaldare il pane nel forno a microonde per 30 secondi (30!) per scaldarlo un po’. Non uso mai quel mezzo infernale per cucinare, ma in questo caso ci sta.
Adesso che è tutto pronto comincia ad assemblare.
Non c’è un ordine degli elementi, l’unica cosa certa è che l’uovo deve essere messo per ultimo e che il formaggio deve essere posizionato sulla fetta di carne.

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Buono.

Una volta che hai chiuso il panino, puoi sederti e cominciare a sporcarti più possibile.

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Assicurati di avere molti tovaglioli a portata di mano.

Finito!
Non parleremo più di carne per un bel pezzo, direi che abbiamo raggiunto la saturazione. Domani cucineremo la pasta alla Walking Dead. Parola d’ordine? FAGIOLI.

Ciao!

Secondi

Come cuocere una bistecca.

Settimana scorsa mi è stato detto che non capivo un cazzo. Ed è un insulto che vale doppio, poiché arriva da Francesco che è un cuoco (e qui trovate la sua pagina Facebook). Ma io, incurante del pericolo e con la mia solita eleganza, ho risposto così:

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Arroganza a palate.

Il post incriminato era quello del Purè in scatola, dove davo dei consigli minimi per cuocere la carne. Ebbene: secondo Francesco tutto quello che dicevo erano stronzate.

Aveva ragione.

Dopo i primi cinque minuti di rifiuto all’ascolto e dopo aver discusso lungamente sulle mie cagate carnivore, sono riuscita a calmarmi. Sono andata dal macellaio ed ho preso una bistecca, un pezzo di filetto e una roba di maiale, pronta alla sperimentazione ed al level up.

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Prima o poi mi calmo, tranquilli.

Le istruzioni erano semplici e si riassumevano in una sola parola: Maillard.
Non mettere olio sulla griglia, non tagliare la carne per vedere a che punto è la cottura, raggiungi i 180 gradi e scotta un paio di minuti per lato. Finito.

Quindi ho preso il mio termometro e mi sono improvvisata Heisenberg.

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Say. My. Name.

No, non ho seguito proprio tutte le istruzioni. Eppure tutto è venuto alla perfezione, quindi ti passo i segreti segretissimi per avere una bistecca colorata fuori e cruda dentro.
Ho usato tre metodi di cottura per tre tipi di carne diversi.

Partiamo con una bistecca di manzo da circa 700 grammi.

Innanzitutto la prima difficoltà: la mia fiamma, pure dopo 15 minuti di accensione a tutta potenza, non ha mai raggiunto i 180 gradi. Può essere che sia il mio termometro ad essere una cinesata, fatto sta che la massima temperatura è stata centoventi. Quindi, scassatami bellamente i coglioni, ho iniziato a cucinare, incurante del pericolo.
Timorosa per l’attaccamento della bistecca ho messo un po’ di sale grosso sulla piastra, poi ho tagliato i pezzi più visibili di grasso della bistecca e l’ho fatto sciogliere. L’ho poi tolto e dato al gatto, poi ho messo la bistecca. Due minuti per lato ed il capolavoro era già pronto:

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Bistecca al sangue.

La bistecchina di maiale.

Non deve ovviamente essere al sangue ma ben cotta. Ho riscaldato di nuovo la stessa piastra con cui ho cotto la bistecca, senza aggiungere grassi di nessun genere. Ho fatto scottare le due superfici fino a che non hanno raggiunto il colore desiderato, poi l’ho tagliata per rendermi conto della cottura interna. Ho abbassato la fiamma per concludere (altrimenti l’esterno si carbonizzava) e questo è stato il risultato:

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Inutile dire che sto schiattando di fame.

Il filetto.

Questo era per me, che non mangio al sangue ma CRUDO. La mia cottura è davvero fintissima e se avessi raggiunto la stessa colorazione della bistecca, so già che non mi sarebbe piaciuta fino in fondo. In più l’ho cotto in padella, perché non avevo due piastre e non volevamo mangiare in differita.
Quindi la temperatura – vuoi per la padella, vuoi per la fiamma diversa, vuoi perché ho messo un filo d’olio – ha raggiunto i cento gradi scarsi.
Ma il metodo Jim Morrison (quello che prevede di bruciare in fretta e blablabla) ha funzionato lo stesso. Ho scottato il filetto per un minuto scarso a lato e l’ho levato.

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Filetto in padella.

Molto meno bello esteticamente, ma più per gusti personali, in questo caso. Già il lato più scuro è stato dato al gatto, perché per me era troppo cotto.

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La faccia di chi si domanda che senso abbia l’invenzione del fuoco.

Quindi, abbiamo il potere, SUPER LEVEL UP!

Aprire questo blog mi ha già insegnato ben due cose: grattugiato si scrive con una g sola e la carne necessita temperature da Torcia Umana. Grazie a tutti per partecipare, come sempre e grazie a Francesco per avere incassato i miei ‘sticazzi con noncuranza.

A questo punto domani parleremo di Cheeseburger, che ho cucinato dopo aver scoperto il metodo Jim Morrison ed è venuto più mondiale che mai.

Ciao!