Secondi, Secondi di mare

Cotolette di pesce spada fritte.

Accade che non ho niente da dire. Ma niente, dico. Fisso lo schermo bianco e nulla. Pure girellando su Tumblr le immagini non sembrano essere adatte a questa giornata di incertezze.

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clicco clicco clicco ma un cazzo.

Quindi cuciniamo e basta, in silenzio, muti, con la faccia seria.
Oggi è la volta delle cotolette di pesce spada fritte.

Go, go, go!

Avvertenza: come ho scritto ieri, tra una frittura e l’altra bisognerebbe pulire la padella con della carta assorbente da cucina, poi mettere altro olio, far risalire la temperatura e poi friggere. A me è pesato il culo, quindi le tue cotolette verranno più dorate e saranno più belle a vedersi. Così, se qualcuno si sentisse in dovere di scassare l’anima perché nota del bruciato qui e là ed il suo senso estetico si dovesse sentire offeso nel profondo.

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Per fortuna io li ho chiusi, i commenti, sennò sai che ridere.

Le dosi sono per due, ma non bastano per una cena. Devi accompagnarlo con qualcosa (come ben sai, io ho cucinato le cotolette di patate ed asparagi).
Capitan Ovvio: con questa ricetta puoi friggere qualsiasi tipo di pesce, se non hai il pesce spada puoi anche ripiegare su cose più cretine come il merluzzo, che fritto viene sicuramente bene.

Per preparare le cotolette di pesce spada fritte hai bisogno di:

– 450 grammi di pesce spada;
– 2 uova;
– pangrattato;
– prezzemolo, timo;
– sale, pepe;
– 3 cucchiai d’olio per ogni ondata di frittura (dovrebbe entrare tutto in una spadellata sola, ma non si sa mai).

Comincia a togliere la pelle dal pesce spada, poi asciugalo più possibile usando della carta assorbente. Non deve essere umido perché dobbiamo friggere, il rischio di farsi scoppiare in faccia l’olio è parecchio alto. 

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Asciutte.

In un piatto fondo metti le due uova, un po’ di  prezzemolo tritato ed un po’ di sale. Sbatti tutto con una forchetta.

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In un piatto piano metti del pangrattato, del pepe, altro prezzemolo tritato e del timo. Mescola bene.

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Inizia a mettere tre cucchiai d’olio in una padella e a far scaldare il tutto, a fiamma alta.
Intanto prendi ogni fetta di pesce e prima la passi bene nel composto di uova:

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Mi raccomando, da entrambi i lati.

Poi la passi nel pangrattato, cercando di coprire ogni punto della superficie.

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Siamo pronti per friggere: metti tutte le fette nella padella, fai cuocere due minuti per lato, a fiamma alta.

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Continua la cottura finché non sono belle dorate esternamente, se occorre puoi abbassare un po’ la fiamma.

Dopo pochissimi minuti (non mi sono cronometrata, ma è una cottura davvero veloce) dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Sì, c’è del bruciato.

Finito! Siediti e mangia.
Eccotene una da sola, più puccettosa:

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La prossima volta cucineremo una pasta con le fave che non era mondiale, ma solo buona. Perché passarti la ricetta? Perché così ne approfitto e faccio un mini mini mini (ma MINI!) tutorial per l’utilizzo del cipollotto, mia salvezza dell’ultimo periodo.

Ciao!!

 

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Secondi

Cotolette di asparagi e patate.

È giusto ricordare che questo blog è figlio dell’odio. È il rifugio per ogni Kaiju stanco non solo di leggere ricette-stronzate e quindi mangiare dimmmerda, ma anche di sentire patetiche storie sul glutine ed il lattosio. Che mica si capisce perché queste tipe vogliano essere celiache a tutti i costi oppure perché siano convinte che mettere tanto grasso ma usare pangrattato biologico, senza glutine e razzolante (attenti11!!11 non usare pangrattato allevato in gabbie!!!) le renda salutiste e donnine perfette.

Il Kaiju, qui, non le sopporta più. Sono quelle che, in fila dal salumiere, rompono i coglioni coi prosciuttini con poco grasso perché al bambino non piace. Quelle che si fanno tagliare a dadini la pancetta perché evidentemente non hanno ancora imparato a tenere un coltello in mano. Quelle che ti raccontano che la figlia è andata in vacanza in Israele e che non mangia il prosciutto crudo da ben sei ore e che quindi, mi raccomando, che sia tenero tenero che è chiaro che la figlia ebrea ormai è priva di dentatura.
Ah, se fossi un salumiere, quante ne potrei raccontare.

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Giàgià.

Io vi odio, sappiatelo. E vi dedico il panorama che vedo dalla finestra di camera mia:

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Quindi no, questa volta la ricetta di riferimento io mi rifiuto di linkarla. Perché mi sta così sulle palle il sito – ma così sulle palle, dico – che NO.
Aggiungiamoci che le dosi non erano giuste e che – anzi – le dosi quasi non c’erano e che quindi ora ti dovrò scrivere sia quello che ho combinato che quello che invece sarebbe giusto combinare, complicandomi parecchio la vita.

Di che ricetta stiamo parlando? Di cotolette fatte di asparagi e patate. Ottime, quasi mondiali. Peccato che gli asparagi si sentissero appena e che quindi, quando le rifarò, aumenterò le dosi del trecento per cento.

Purtroppo non posso fornirti dosi precisissime, quindi, ma cerchiamo di arrangiarci. E no, tutto questo non è abbastanza per una cena. Al massimo è un secondo (io le ho abbinate a delle cotolette di pesce spada fritte, perché sto accudendo con amore il mio colesterolo).
Go, go, go!

Per preparare 4 cotolette di patate ed asparagi hai bisogno di:

– 350 grammi di patate circa;
– 5 asparagi. Bene, erano pochi. Il mio consiglio è almeno raddoppiare, ma personalmente ho deciso che la prossima volta ne userò 300 grammi (una busta di quelli surgelati).
– 3 cucchiai di parmigiano;
– 3 cucchiai di pangrattato;
– sale, pepe;
– 1 uovo;
– 3 cucchiai d’olio (non di semi ma extravergine d’oliva) per friggere le cotolette.

Capitan Ovvio della situazione: se aumenti la dose d’asparagi, ti verrà fuori un composto molto più bagnato. Va da sé che dovrai quindi aumentare sia il pangrattato che il parmigiano. Il mio consiglio è di aumentarli in maniera uguale: per ogni cucchiaio di parmigiano, aggiungine uno di pangrattato.

Ora vediamo che fare.
Innanzitutto leva la buccia alle patate e poi tagliale a dadini, non troppo grandi. Bolliremo le patate e gli asparagi nella stessa pentola. Per farlo comincia a mettere le patate in una pentola, con acqua fredda e sale grosso (come se dovessi cuocere la pasta, insomma) ed accendi il fornello. Se usi gli asparagi surgelati attendi il bollore, caccia dentro anche loro e poi segui le istruzioni della confezione. Con quelli freschi, una volta messi in acqua bollente devi aspettare dieci minuti circa, con le punte di fuori perché sennò si spappolano.

Infilza le patate con una forchetta. Quando le trapassi senza sforzo vuol dire che sono pronte. Leva tutto dall’acqua usando la schiumarola, dato che difficilmente gli ingredienti avranno lo stesso tempo di cottura.

Fatto questo, schiaccia le patate con lo schiacciapatate (oppure con una forchetta).
Spappola anche gli asparagi, però a mano, aiutandoti con un paio di forbici: sono molto “fibrosi”, non sono morbidi e lisci come le patate, quindi la forchetta non può bastare.

Metti asparagi e patate in una ciotola.

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Aggiungi l’uovo, il sale, il pepe, il formaggio ed il pangrattato ed impasta.

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Il mio consiglio è di aggiungere parmigiano e pangrattato un po’ per volta, per capire quale sia la dose giusta.
Dovrai ottenere un impasto morbido, omogeneo ma non spappoloso.

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Mettilo in frigo per 15 minuti.
Atteso questo tempo, che serve per far compattare l’impasto, forma 4 polpette.

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Se hai usato più asparagi, come ti consiglio di fare, probabilmente ne verranno anche sei.

Metti del pangrattato in un piatto e schiaccia le polpette che hai fatto là sopra, con le mani, e fai in modo che siano del tutto ricoperte.

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Siamo pronti per friggere. In una padella antiaderente metti 3 cucchiai d’olio e falli scaldare a fiamma alta. Adagia quindi le polpette-cotolette e falle dorare da entrambi i lati. Che significa? Che le fai cuocere a fiamma alta per un paio di minuti per lato (girale con una spatola di plastica, non con forchette di metallo: le spappoleresti e rovineresti pure la padella) fino a quando non raggiungi questo risultato:

Se occorre – se hai paura di bruciarle – abbassa la fiamma a medio. Tieni conto che sia patate che asparagi sono già cotti, dobbiamo solo friggere l’esterno.

Se in una spadellata sola non riesci a cuocere tutto, ti consiglio di levare con della carta il pangrattato sbruciacchiato che troverai nella padella. Aggiungi dell’altro olio, fai scaldare da capo e poi parti con la frittura. Perché? Perché sennò sentirai del gran gusto di bruciato, nella seconda ondata. Il gusto sarà un po’ differente ed il colore più scuro (come è accaduto a me con le cotolette di pesce spada, perché mi pesava il culo pulire tutto).

Finito!
Ed eccone una, in tutto il suo splendore:

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La prossima volta prepareremo le cotolette di pesce spada fritte che ho abbinato a queste cosine qui sopra. Ottime entrambe.

Ciao!

Lo chef presenta, Secondi

Hulkburger + tutorial per pulire i friggitelli

Commenterò le inutili e stupide polemiche – tipicissime degli Azzurri di Sci – nate su Facebook con una sola frase: se ti fa cagare quello che cucino vai da qualche altra parte. 
Qui, nella patria del Fanculo, si cucina per mangiare tanto e al meglio possibile. Non ho alcun interesse nella cucina fighetta, né nelle foto con un maccherone + una foglia di basilico con un accenno di sugo: qui ci si sfonda. PUNTO.

Le foto fanno cagare? Crogiolati nella tua bravura e vai a scassare i maroni da un’altra parte, ad un altro Kaiju.

Se invece vuoi imparare a cucinare – bestemmiando – una stupida ma massiccia pasta con le melanzane o un pesto base o delle polpette della nonna, sei nel posto giusto.

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Non farlo Picard!

Bene, possiamo cominciare.
Abbiamo già parlato di Cheeseburger un po’ di tempo fa e ti avevo passato la ricetta della roba più porcosa e cicciosa che la storia ricordi.
Ma non sempre vogliamo morire per il colesterolo, quindi mi sembra doveroso presentarti un’alternativa.

Sigla!

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Sì, ribattezziamolo Hulkburger che ci sta.

Per preparare un paio di Hulkburger hai bisogno di:

– 2 panini. Ne abbiamo già parlato: scegli quelli che ti piacciono di più, poiché non ne ho uno perfetto da consigliarti. Di solito uso rosette o pane normale. Niente pane al latte o Roberto.
– 2 hamburger da circa 200 grammi ciascuno;
– provola di bufala (250 grammi per due è più che sufficiente);
– 4 friggitelli;
– un paio di pomodori;
– un etto di prosciutto cotto.

Per l’occasione niente salse: il panino sarà già molto carico e qualsiasi cosa tu possa aggiungere distruggerebbe la provola.

Iniziamo!

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Un saluto ai panini Roberto.

Innanzitutto dobbiamo imparare a pulire i friggitelli. Scatta il tutorial.

Seguimi passo passo.
Prendi il friggitello.

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Decapitalo.

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Con la punta del coltello leva i semini. Devi percorrere i bordi del friggitello, in circolo.
Due foto dovrebbero spiegare meglio di tanti sforzi dialettici:

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Infila il coltello.
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Sfila il coltello.

Taglia il friggitello in due parti.

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Ecco.
La morte del friggitello è quella di cuocere a fiamma alta in padella o su una piastra, bruciacchiando l’esterno.
Quindi oggi li cuocerai insieme all’hamburger.

Prima però taglia tutti gli altri ingredienti: i pomodori e la provola a fettine, apri il prosciutto cotto e scalda il pane (io uso il toaster).

Nella padella metti un cucchiaio di olio, alza la fiamma al massimo e lasciala andare per qualche minuto. Quando è rovente aggiungi sia i friggitelli che gli hamburger.

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Gira gli hamburger dopo meno di un minuto, falli un po’ annerire su ogni superficie. I friggitelli girali spesso. Tutto sarà pronto quando il colore sarà bello bruciacchiato e l’odore ti farà svenire dalla fame. Se occorre, dopo che le superfici sono colorate puoi abbassare la fiamma per continuare la cottura. Se i friggitelli fossero pronti prima della carne, aiutati con una pinza da cucina e mettili in un piatto.

Quel che conta è che il risultato che otterrai dovrà avere questo aspetto:

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E adesso si assembla.
Devo scriverti un ordine degli ingredienti? Non credo. L’unica certezza è che il formaggio deve essere a contatto sulla carne (se vuoi, puoi tostarlo insieme al pane).

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Finito.
Siediti e divoralo.

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Domani prepareremo una fagiolata al sugo e delle bruschette coi friggitelli (che qui me ne han regalati a chili e quindi li sto usando un po’ ovunque).

Ciao e ricorda: non rompere i coglioni!

Secondi

Asparagi alla Rocky Balboa.

La leggenda narra che Bismarck mangiasse ben dodici uova alla volta. Un vero fissato, al limite dell’asperger. Di conseguenza oggi tutte le ricette che prevedono le uova fritte portano il suo nome.

Ma a noi, si sa, delle leggende fottesega.

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C’è chi, giustamente, si chiede chi minchia sia questo Bismarck.

A noi interessano i fatti e i fatti ci dicono che Rocky Balboa si faceva i frullatoni con le uova, prima dell’allenamento. E ancora siamo qui a stupirci quando lo vediamo correre in giro, sapendo che quella roba gli galleggia ancora nello stomaco. È che lui è diverso, lui c’ha il fisico.

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E che qualcuno mi posti la foto di Bismarck con le sue 12 uova. Forza, ti sfido.

Tutto questo per dirti che da Pizzakaiju oggi imparerai a cucinare gli asparagi alla Rocky Balboa.

Go, go, go!

Per cucinare gli Asparagi alla Rocky Balboa, per due persone, hai bisogno di:

– 600 grammi di asparagi surgelati;
– parmigiano reggiano grattugiato grosso;
– 6 uova fritte;
– sale, pepe, un po’ d’olio;
– del pane per fare la scarpetta.

Non che ci sia molto da fare.
Gli asparagi ormai li hai cucinati un sacco di volte: li devi bollire per una decina di minuti (se li hai freschi devi anche ricordarti di lasciare le punte fuori dall’acqua, sennò si spappolano). Poi li scoli e li metti in un contenitore col coperchio, così non si raffreddano.

Grattugia il parmigiano, a scaglie grandi.

Prepara le uova, come sai già fare.

Adesso dobbiamo solo organizzare i piatti.
Metti gli asparagi sul fondo di un piatto, poi cacciaci sopra il parmigiano.

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Adagia sopra le uova, facendo attenzione a non distruggerle. Metti sale e pepe.

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Finito!

Adesso siediti e divora il tutto.

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E ricordati il pane!

La prossima volta impareremo a preparare il riso al curry, con pollo e ananas. Mondialissimo.

Ciao!

Secondi

Lenticchie e salsiccia al sugo

Com’è andata ieri, senza di me? Hai mangiato spaghetti alla nutella? Cotto ricotte di bufala senza ritegno? Ammollato lo zafferano nella crostata di mele? Oppure hai semplicemente aperto il frigo e ti sei sfogata così?

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Le cose più strane accadono in mia assenza.

Mi faccio perdonare con il level up: oggi prepariamo lenticchie e salsiccia ed imparerai a gestire le lenticchie secche. Perché per pigrizia spesso ho usato quelle in barattolo, ma non è proprio la stessa cosa.

Ti dico inoltre che la salsiccia che ho usato è una salsiccia del menga, iper cicciosa e lontana anni luce da quella di Norcia a cui ero abituata. Quindi il mio metodo di cottura è da pensare per quel tipo di salsiccia lì, per la salsicciallammerda, se ne hai una buona non osare imitarmi.

Iniziamo.
Per preparare salsiccia e lenticchie per due persone hai bisogno di:

– 2 salsicce, piuttosto grandi;
– 200 grammi di lenticchie secche;
– mezza cipolla, una carota, un pezzetto di sedano, una foglia di alloro;
– peperoncino, sale, olio;
– almeno 400 grammi di passata di pomodoro.

Prendi le lenticchie e sciacquale in acqua fredda. Usa uno scolapasta dai buchi piccoli, oppure un colino.

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Taglia le verdure. Se hai una mezzaluna, tritale per fare il soffritto perfetto. La mia mezzaluna giace ancora dentro qualche scatola, quindi ho solo fatto pezzetti piccoli. La foglia di alloro lasciala intera.

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Metti due cucchiai di olio in una pentola e fai soffriggere tutto quanto per qualche minuto. Aggiungi anche le lenticchie e soffriggi un altro minuto.

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Aggiungi anche la passata ed un bicchiere d’acqua. Io sono partita usando 300 grammi di passata, poi ne ho aggiunta ancora per raggiungere il rosso che volevo io (a me le lenticchie piacciono tanto rosse).

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L’inizio della cottura.

Metti il coperchio e lascia cuocere a fiamma medio bassa, girando spesso.
Adesso occupiamoci della salsiccia.

Se hai una salsiccia di merda, come la mia, il mio consiglio è quello di farle bollire in acqua per una decina di minuti scarsi. In pratica le bucherelli e poi le fai bollire, 8-10 minuti. Così parte del grasso se ne va ed il gusto è più buono.

Se invece hai una salsiccia buona e saporita, che bollirla significherebbe essere eretici, la butti intera (o, se preferisci, a pezzetti) dentro le lenticchie. Questo quando le lenticchie sono quasi pronte.
Quand’è che le lenticchie sono pronte? Quando sono morbide. I tempi sulle confezioni sono piuttosto indicativi: la mia diceva 25 minuti, in pratica io le ho lasciate quaranta (contando anche un dieci minuti con le salsicce).  Nel caso di una salsiccia saporita, io la butterei nel sugo esaurito il tempo indicato sulla scatola delle lenticchie e lascerei cuocere a fuoco basso per una quindicina di minuti.

Ma torniamo al metodo di cottura che ho usato io. Ho bollito la salsiccia per otto minuti, poi l’ho messa in pentola con le lenticchie.

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Ho coperto le salsicce col sugo (se occorre, aggiungi altra passata o acqua) ed ho fatto cuocere il tutto per altri dieci minuti, a fuoco bassissimo. Senza coperchio.

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A questo punto abbiamo finito.

Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere raggiungo questo risultato:

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Io l’ho preparata di pomeriggio e l’ho lasciata in pentola per diverse ore. L’ho riscaldata verso sera (fiamma bassa, pochi minuti, gira spesso sennò si attacca) ed era mondiale. Ovviamente più riposa in pentola e più è buona, ma è ottima anche preparata al momento.

Domani è l’ora de Lo chef presenta e ti insegnerò una roba difficilissima: il frullato alla mela!
Ciao!

Secondi

Cotolette alla Bolognese

Tagliatelle al ragù, bruschette, formaggetti vari con tigelle e crescentine. Queste circa le robe che ho mangiato in osteria, in tanti anni vissuti a Bologna. Quindi proprio non ho idea se questa che ti sto dando sia la ricetta delle Cotolette alla bolognese. Non so manco se esistono, le cotolette alla bolognese. Quello che so è che erano buonissime, che le rifarò e che sono velocissime. Ho rubato la ricetta da Buonissimo, che ultimamente è il mio blog preferito.

In questo periodo poi non mangerei che carne, quindi aspettati diversi piatti del genere.

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Grigliata tra amici.

La dose che ti do è solo per una persona. Tieni conto che ho mangiato solo questo, sono stata piena e felice.

Per preparare le cotolette alla bolognese, per una persona, hai bisogno di:

– 2 fettine di fesa di vitello;
– 100 grammi di prosciutto crudo;
– un po’ di passata di pomodoro;
– formaggio grattugiato grosso (massimo 50 grammi, non l’ho misurato);
– burro

Inizio subito col dirti che non ho impanato io la carne. Non per pigrizia, è che non c’erano fettine non impanate dal mio macellaio. Avessi voluto maiale o pollo no problem, ma col vitello c’era solo questo:

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Nulla da lamentarmi, ma era solo per dirti che impareremo a creare l’impanatura un’altra volta (nel caso tu voglia provare senza le mie direttive, ti serve giusto un po’ di farina 00 e un uovo).

Iniziamo!

Gratta il formaggio.

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Metti del burro in una padella di cui hai il coperchio. Ho contato circa una quarantina di grammi di burro, ma puoi anche abbondare, se non temi il grasso. Scaldalo. Attenzione: il burro non è l’olio, se lo scaldi troppo brucia e devi rifare tutto da capo. Quindi quando si scioglie, aspetta pochi secondi e comincia pure la cottura. E metti una fiamma media.

Fai dorare entrambe le superfici della carne. Devono essere così da entrambi i lati:

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Adesso cominciamo l’assemblaggio.

Metti un po’ di prosciutto sopra ogni fettina di carne:

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Ne ho messo anche un po’ più di così.

Aggiungi un po’ di parmigiano e poi copri con la passata:

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Aggiungi dell’altro parmigiano, soprattutto per avere un’idea di quando si scioglierà:

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Metti il coperchio, abbassa il fuoco al minimo e lascia sobbollire. La carne sarà pronta quando il formaggio sarà tutto sciolto.

Buonissima.

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Buon appetito a me!

La prossima volta altra cosa nuova: un riso nero integrale (buono) con della rucola. Leggero, dietetico e ottimo.

Ciao!

Secondi

Frittata con asparagi e prosciutto cotto

Okkey, cominciamo col dire che io faccio cagarissimo con la frittate. Ma cagarissimo intendo proprio cagarissimo: mi si attacca, mi volano i cucchiai, per girarla lancio anche le madonne. Poi vengono e sono buone, ma non ho una tecnica: sono il niubbo delle omelette. Ogni volta arrivo al punto di pensare Adesso caccio via tutto ed ordino la pizza, eppure ogni volta riesco nell’impresa. Non aiuta poi il fatto che questa frittata qui pesasse tipo dieci quintali e girarla è stata un mazzo tanto.

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Scotty mi è venuto in aiuto con le sue perle di saggezza, mentre asparagi e prosciutto volteggiavano per la cucina.

Quindi non ti posso dare consigli di nessun genere, soltanto la ricetta che tra l’altro ho copiato da buonissimo. 

Genio come sono, ho pure apportato una modifica che mi ha fatto cristare come non mai. Quindi ti renderò edotto anche delle mie troiate, così non segui il mio esempio.

Cominciamo? Cominciamo!

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Per preparare una frittata gigante con asparagi e prosciutto cotto avrai bisogno di:
– 300 grammi di asparagi surgelati;
– 100 grammi di prosciutto cotto;
– 8 uova;
– 100 ml di panna da cucina;
– 50 grammi di parmigiano grattugiato;
– un po’ di prezzemolo tritato;
– burro, olio, sale e pepe.

Inizia a preparare gli asparagi, che devi bollire sia se sono freschi sia se sono surgelati.
Quando sono pronti li metti su un tagliere e li spezzetti.

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Dividere le punte dai corpi senza motivo, tanto io caccio tutto insieme.

Spezzetta il prosciutto cotto.

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Nella padella che in definitiva ti servirà per fare la frittata (quindi ti servirà un coperchio per girarla, scegli bene quale usare) metti una noce di burro e fai cuocere il prosciutto cotto per qualche minuto.

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cucchiaio di legno ancora non lanciato per aria.

Aggiungi anche gli asparagi.

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Infine butta dentro anche la panna e aggiusta di sale e di pepe. Cuoci per 5 minuti sempre a fiamma medio bassa, poi spegni.

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In una ciotola butta dentro le uova, il parmigiano grattugiato, il sale ed il pepe.
Mescola tutto bene.

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Dopo questa operazione, io ho svaccato.
Che ho fatto? Ho buttato il composto di uova dentro la padella in cui avevo cotto il prosciutto e gli asparagi. Guardami, in tutto il mio splendore di niubbo.

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Niubba con cucina splendente.

Cosa è successo? Che si è attaccato tutto.
Tu segui le direttive di buonissimo, invece, che sono più sensate.
Devi aggiungere al composto di uova tutto quello che hai cotto in pentola, non il contrario. Mescoli bene bene.
A questo punto, nella padella ormai vuota che sarà anche sporca ma non ce ne frega un emerito, metti un paio di cucchiai di olio, la lasci scaldare un paio di minuti e butti dentro tutti gli ingredienti.

La frittata ci mette una vita a cuocere, quindi rassegnati.

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Cerca di muovere i bordi per non farla attaccare, falla rapprendere bene nel lato inferiore e poi ti tocca girarla.

Come? Con tanti gesù e molte madonne.
Sii sicurissima che sotto non ci sia ancora del liquido, sennò lo getti per tutto il pavimento. Il composto deve essere cotto e bruciacchiato sotto, solo a quel punto la giri. Io cuocio tutto a fiamma media, poi dopo un po’ mi annoio e capita che alzo anche la fiamma.

Eccomi mentre giro la frittata, peccato non ci sia il sonoro:

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Il mio metodo prevede l’aiuto di un coperchio e di un tagliere.

Vale la pena fare tutto questo bordello? Secondo me sì, anzi, secondo me il risultato è stato mondiale.
Mi è durata per due cene. Ecco il risultato finale:

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La prossima volta prepareremo una pasta con fave e piselli, molto molto molto buona.

Ciao!

Contorni, Insalate, Secondi, Secondi di mare

Insalata di patate e salmone affumicato + calamaro alla piastra

Mentre ascolto Jovanotti e non c’ho voglia per niente di aggiornare perché è uscito il nuovo numero di Spider-man e non vedo l’ora di potermelo leggere, penso che non vi meritate tanto ozio e quindi niente, mi tocca: ricetta serale. Sgrammaticata, a ritmo di musicadimmerda che però a me piace e quindi non mi rompete.

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Da grande voglio essere così.

E vi dirò di più: mi piace pure Vasco Rossi. E ringraziate Amon che mi faccia cagare almeno Ligabue, sennò vi linkavo troppo Urlando contro il cielo, magari in versione Spot della Smemoranda (roba che ricordo solo io, dato che sul tubo non esiste).

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Nel suo audiolog, Scotty ha cantato Sally a squarciagola, con tanti eeeeeeeeh urlati tra le lacrime.

Che cuciniamo? Un’insalata di patate e salmone affumicato da abbinare ad un calamaro alla griglia/piastra/chiamalacomevuoi.

Per preparare il tutto, per due persone, hai bisogno di:
– 2 calamari;
– qualche cucchiaio di olio;
– 150 grammi di salmone affumicato;
– 500 grammi di patate;
– una buccia di limone;
– prezzemolo, pepe, sale.

Inizia lessando le patate. Devi lavarle, pelarle e tagliarle a pezzetti. Poi le metti in acqua fredda (col sale), aspetti che l’acqua inizi a bollire e conti circa 8 minuti. Controlla comunque lo stato di cottura con una forchetta, poiché dipende dal tipo di patata e dalla grandezza dei cubetti. Ma questi sono circa i tempi per lessarle.

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Tocchetti grandi così, nel mio caso.

Mentre attendi le patate, grattugia la buccia del limone.

In una tazzina metti un paio di cucchiai di olio, il prezzemolo tritato, il pepe ed il sale. Tu chiamala, se vuoi, emulsione.

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In una insalatiera caccia tutti gli elementi: le patate bollite, la buccia del limone, l’emulsione e il salmone affumicato tagliato a pezzetti.
Se risulta troppo secca, aggiungi ancora un cucchiaio di olio. Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Adesso passiamo al calamaro, che tanto l’insalata più è fredda e meglio è.
Ecco la bestia:

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Non devi fare niente, perché ci pensa il pescivendolo a pulirteli. Quello che devi fare è mettere un cucchiaio di olio sulla piastra, alzare la fiamma al massimo e, quando è roventissima, cacciare sopra il calamaro. Bastano pochissimi minuti per prepararlo e meno cuoce e meglio è, sennò si indurisce.

Ti posto qualche immagine per farti comprendere l’operazione. Il tuo compito è solo quello di girarlo per diverse volte.

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Ora è proprio pronto.

Penso che le foto spieghino meglio di ogni mia parola del menga. Si sbruciacchia, si piega su se stesso, ma non cambia più di tanto colore. 2 o 3 minuti  per lato dovrebbero essere più che sufficienti.

Ed ecco il nostro piatto:

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Roba che al ristorante ti chiedono 18 euro così, per crudeltà.

Al prossimo aggiornamento prepareremo un altro contorno: fave e pancetta.

Ciao!

Secondi

Pollo speziato e carciofi

Quando ho cucinato questa roba mi giravano i coglioni a mille, quindi ho lanciato coltelli e pentole in giro per la casa. Il risultato però è stato ottimo, quindi qualsiasi saranno le tue condizioni mentali non temere: siamo qui per mangiare e mangerai.

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Cose da fare oggi. E domani. E pure dopodomani.

Oggi prepariamo del pollo speziato con un contorno di carciofi.

Per farlo (sempre per due persone) hai bisogno di:

– 600 grammi di petto di pollo;
– una miscela di spezie: pepe nero, pepe bianco, peperoncino, origano, timo e aglio tritato;
– carciofi surgelati (300 grammi);
– sale, un po’ di olio

Sarà piuttosto veloce e indolore.
Inizia dal pollo.
Taglialo a pezzetti e mettilo in una ciotola capiente, insieme a 2 cucchiai di olio ed a tutte le spezie che ti ho elencato prima. Mescola bene e lascia riposare tutto per una decina di minuti. 

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Mentre attendi, occupati dei carciofi. 
I carciofi che compro io si preparano in padella, pure se sono surgelati. In pratica devo mettere un cucchiaio di olio, un paio di cucchiai di acqua, coprire tutto con un coperchio e lasciare cuocere per il tempo necessario. Se i tuoi fossero diversi o se usi quelli freschi, ciò che ti occorre è comunque ripassare i carciofi, tagliati a pezzetti, in padella con un cucchiaio di olio. Aggiusta di sale, se vuoi di pepe e sono pronti. Coprili col coperchio ed attendi il pollo.

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Nebbie Lovecraftiane.

Scalda una griglia (o una piastra) per il pollo, con fiamma alta. Aggiungi, se non ti fidi, un cucchiaio di olio (ma io non l’ho messo). Caccia il pollo sopra e cuocilo per un po’, fino a quando non raggiunge la consistenza che vuoi (a me non piace il senso di viscidume che ha quando è cotto il giusto, quindi lo faccio seccare parecchio). Gira i pezzetti molto spesso, mi raccomando, e se occorre abbassa la fiamma.

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Quando anche il pollo è pronto, mescolalo ai carciofi e prepara i piatti.
Dovresti avere ottenuto un risultato simile a questo:

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Facilissimo, non troppo lungo e da ripetere. Ho provato altri abbinamenti di spezie e cagate per cucinare il petto di pollo, ma per ora questa ricetta è senz’altro la migliore.

E domani? Domani prepareremo un frullato di kiwi e noci che farebbe risorgere pure i morti. In Dragon Age Awakening era una pozione speciale che ti veniva regalata da Anders durante la quest amorosa e ti rendeva invulnerabile se combattevi contro la Prole Oscura. Tanto per rendere l’idea.

Ciao!

Lo chef presenta, Secondi

Prosciutto e melone.

Ecce Bombo!
Ma pure Cocco Bello (e vitamine), insalate di riso e frittate di maccheroni divorate sotto gli ombrelloni. Ed un sacco di divertentissimi slogan gridati dai venditori sulle spiagge, originali e proprio da tenersi la pancia tra le mani dal ridere.
Quindi, per la rubrica Lo chef presenta, non può mancare il Prosciutto e Melone.

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Un Kaiju-Melone, come nelle più antiche tradizioni nipponiche.

Ecco di cosa hai bisogno per due persone:
– Un melone bello grande;
– Un paio di etti (ma magari anche tre, se vuoi) di prosciutto crudo.

Il passaggio più importante di questa ricetta tanto complessa quanto millenaria è procurarsi un coltello.

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Pose plastiche adottate per il sacro rito del taglio del melone.

Tagli il melone a fette e leva tutti i filamenti e i semi.

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Il melone. Con ancora i semi.

Poi apri la vaschetta del prosciutto crudo e ti dedichi religiosamente alla tua fame.

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Quant’è buono! Da leccarsi i baffi! Zio Anacleto sarà contento! Per i grandi e i piccini! Anche i piccoli di casa saranno gioiosi! Mio marito ha chiesto un secondo piatto!

Finito.
L’esempio sommo del massimo risultato con nessuno sforzo possibile.

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La gioia di chi possiede un coltello ed ora sa come usarlo.

Ultimo post della settimana, tornerò con un contorno di piselli e guanciale (che non è per Lo chef presenta, ma poco ci manca).

Buon appetito!

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Oltre ai grandi e ai piccini, accontenterete anche tutti i Pizzakaiju di casa!