Primi, Robe che dovresti proprio prepararti in casa

Il brodo di carne.

Lo so. Prima apro il blog dicendo che questo è un posto per ritardati culinari e poi ti piazzo degli involtini da cucinare in sei anni e mezzo. Per non parlare delle ricette in odore di limone o di arancia o risottini all’uva. Tra un po’ ti aspetti che cominci a gettare zafferano alla rinfusa o che mi metta a cuocere la ricotta di bufala.

Tante le robe che prima ti consigliavo di acquistare ed ora anche col cazzo. Tipo le verdure surgelate. O i ravioli di Giovanni Rana.
E sai adesso cosa ti insegno a togliere?
Il dado di carne.

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Sì, odiami, ma da grandi diverremo tutti dei grandi chef.

Sia chiaro, mica sempre. È oggettivamente uno spreco comprare mezzo chilo e passa di carne solo per preparare il brodo. Che poi la carne te la mangi lo stesso – bollita – è vero. Ma è comunque una roba un po’ dispendiosa.

Però se ti capita di avere dei tortellini ed il soylent green day è di nuovo imminente, sostituire il dado con un bel brodo molto più saporito è una roba che ti consiglio.
Tuttavia sappi che ci vorranno due ore buone.

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I brodini caldi mandano via anche i malocchi.

Iniziamo.

Go, go, go!

Per preparare un brodo di carne per cuocere dei tortellini, per due persone, hai bisogno di:

  • mezzo chilo di carne di manzo. Quale? Io ho chiesto direttamente al mio macellaio. Ho letto in giro che si usa carne con l’osso o molto grassa, ma il mio macellaio mi ha dato una roba con poca ciccia e senza midollo ed il brodo è venuto da Cthulhu lo stesso;
  • una carota;
  • una cipolla;
  • una costa di sedano;
  • un pomodoro grande;
  • 2 litri d’acqua, sale;
  • parmigiano grattugiato da mettere nei piatti;
  • 250 grammi di tortellini.

In una pentola piuttosto capiente metti la carne.

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Aggiungi i due litri d’acqua, copri con il coperchio e porta a bollore.

Nel frattempo pulisci le verdure. Con un pelapatate togli la parte esterna della carota e del sedano, poi taglia tutto a pezzi grossolani.

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Appena l’acqua bolle, togli il coperchio e aggiungi la verdura.

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Aggiungi pure un po’ di sale. Meglio poco che molto, come sempre. Io credo di avere messo un cucchiaino scarso.

Adesso viene il bello, perché devi fare sobbollire tutto per due ore. Senza coperchio, a fiamma bassissima.

Una roba divertentissima, come può testimoniare la foto seguente:

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Che fare nell’attesa?
Molte cose più intelligenti che restare lì, in piedi, a fissare la pentola.

Tipo buttare la spazzatura.

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Tutti quei lavori che volevi fare ma che non hai mai voglia di.

Trascorse le due ore, spegni la fiamma.
Con l’aiuto di un colino e di una schiumarola, leva tutte le verdure e mettile in una ciotola di plastica.

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Togli anche la carne e posala su un piatto.

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Filtra bene il brodo. Come? Fallo passare tutto attraverso un colino, mentre lo versi in un’altra pentola.
Questo è il risultato:

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Come puoi vedere è sufficiente per cuocere i tortellini.
Riporta il brodo a bollore e fai cuocere il tuo Soylent Green.

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Pochi minuti e la tua cena è servita.
Ecco cosa dovresti avere nel piatto:

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Spolvera con del parmigiano, se vuoi. Ma non tanto.

Vale la pena buttare via due ore per preparare un brodo? Assolutamente sì. Mi sono resa conto di non avere mai bevuto un brodo in vita mia e che il dado, come quasi sempre accade con le robe confezionate, crea un pallidissimo riflesso di quello che dovrebbe essere un brodo.

Ovviamente non buttare né la verdura né la carne, ma mangiatele insieme. Sono spaziali, per me è stato un secondo da sbavo. Una rivelazione.

Non ho spoiler per il menù della prossima volta, quindi ciao e basta!

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Pane, Pizzakaiju Approved, roba da forno, Robe che dovresti proprio prepararti in casa

Il pane di Renzo Tramaglino (senza bisogno di impastare).

A me il Manzoni piaceva.
Tutti a schifare I Promessi Sposi e pure io, a volte, mi volevo impiccare perché la scuola è quello che è. Eppure, nonostante il tedio dato dal commentare ogni paragrafo, dai componimenti a tema e dai voti sicuramente di merda che prendevo, eppure – dicevo – oggi io continuo a citarlo di continuo.
Nessuno mi capisce, nessuno coglie, ma intanto il mio cervello continua a pensare a Cecilia, ai monatti e soprattutto ad Adelante, presto, con juicio! 

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Sì, lo so, si viene internati per molto meno.

Quindi è chiaro che il mio pane – il mio primissimo pane! – non poteva che prendere il nome di Renzo Tramaglino, come omaggio alla sua lunga camminata fino a Milano, seconda solo a quella di Frodo verso Mordor.
E, mentre si mescolano gli ingredienti, bisogna urlare Pane, pane! Aprite, aprite! per essere certi di stare facendo tutto giusto.

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Sì, han provato pure con l’esorcismo ma niente: Manzoni continua a piacermi.

Ho sperimentato diversi tipi di pane, negli ultimi tempi. Nessuno che facesse particolarmente schifo (ce li siamo sbafati tutti), ma neanche nulla di mondiale. Questo che ti presento è senz’altro il migliore: è veloce, non devi manco impastare e non si può sbagliare.

Tutto merito, come capita spesso, di Misya.

Cominciamo.
Go, go, go!

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Cose che si dovrebbero dimenticare.

Per preparare il pane di Renzo Tramaglino hai bisogno di:

  • 500 grammi di farina 00;
  • 370 ml di acqua;
  • 12 grammi di lievito di birra;
  • 10 grammi di sale;
  • 1 cucchiaino di miele;
  • urlare almeno 3 volte Pane, pane! Aprite, aprite! durante l’attesa della lievitazione.

Parentesi per il sale: ancora non ho trovato la quantità giusta. Ho usato 5 grammi di sale, ma erano pochi. Se ti piace il pane senza sale tutto ok, altrimenti regolati da sola. Quando troverò la quantità esatta eliminerò questa parentesi, per ora so che nel mio prossimo esperimento da fornaio alzerò la dose a 10 grammi, sperando sia sufficiente.

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Che poi, meglio poco sale che in eccesso, dai.

Prendi una ciotola piccola ed una grande.

In quella piccola metti 50 ml di acqua non gelata, un cucchiaino di miele ed il lievito di birra.
Mescola bene.

Nella ciotola grande butta dentro la farina.

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Adesso versa il contenuto della tazzina nella farina e aggiungi anche gli altri 320 ml di acqua.

Mescola bene con un cucchiaio di legno.
Aggiungi poi un po’ di sale.

Perché aggiungere il sale solo a questo punto? Perché il lievito ed il sale si detestano, non possono proprio vedersi, quindi è bene non farli avvicinare.

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Il risultato di questo lavoro sarà molle, appiccicoso e neanche troppo uniforme. Così:

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Spolverizza con abbondante farina, poi ricopri con un panno e lascia lievitare per un’ora e mezza.
Ricordati, durante questa attesa, di urlare Pane, pane! Aprite, aprite! almeno tre volte. Mi raccomando, altrimenti non garantisco la riuscita.

Trascorso questo tempo, comincia ad accendere il forno a 230 gradi, modalità statica.
Prendi della carta da forno e mettila su una teglia (o quello che userai per infornare).

Adesso, con l’aiuto di una spatola, devi fare scivolare l’impasto sulla carta da forno. Cercando di tenere la farina con cui lo hai spolverato rivolta verso l’alto.

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Qui ho bestemmiato un po’.

Adesso devi cercare di formare tre pagnotte. Come? Con l’aiuto degli attrezzi che vuoi.
Io ho usato un coltello ed una spatola. Ecco:

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Qui le bestemmie le han sentite un po’ per tutto il Cilento.

Dopo tanti Cristi e Madonne, dovresti riuscire a creare questo:

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Spolverizza con altra farina ed ora inforna.
A 230 gradi per 30 minuti, ma con delle accortezze. Se, come è accaduto nel mio caso, la parte superiore risultasse troppo scura, togli il calore dalla resistenza superiore per continuare la cottura. Io ho alternato le resistenze in base all’aspetto esteriore del pane. Purtroppo non posso darti istruzioni dettagliate, poiché ogni forno è differente (ed anche ogni pane!). Sappi che, però, 30 minuti sono stati necessari.

Ecco il risultato finale:

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Abbiamo fatto un intero album con il pane di Renzo Tramaglino, ma ecco il mio scatto preferito:

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Sono molto orgogliosa del mio pane.

Senza sale, ma ottimo. E poi il sale non è un grosso problema, poiché la cena era composta da salumi e formaggi. Anzi, foto commemorativa della cena:

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La prossima volta prepareremo qualcosa di semplice, veloce, ma ottimo: ditali rigati con sugna e basilico.

Ciao!

Pizzakaiju Approved, Primi, Robe che dovresti proprio prepararti in casa

Ravioli ripieni di ricotta e spinaci (brutti ma buoni).

Tipo nel 2010 sperimentavo un fottio in cucina e preparavo praticamente tutto in casa. Fulgidi i ricordi di quei pomeriggi in cui cuocevo il pane carasau o la focaccia ligure.

C’erano le tagliatelle al cacao. Le zucchine marinate nelle arance. C’era il latte di mandorla e, tra le pietanze che una persona può realizzare, come non citare il seitan casalingo?

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Molto, molto prima che nascessero le fescion bloggher. Chissà che combinavo con lo zafferano…

E, tra le tante minchiate, c’erano i ravioli. Poi mi sono stancata, ho utilizzato il mio tempo in modo diverso e dei ravioli ricordavo solo ore ed ore ed ore di Metti impasto, spennella, chiudi. Con un risultato francamente scarsissimo.
Sono diventata cliente infelice di Giovanni Rana e, in fin dei conti, ho smesso di mangiare ravioli.

Tutto questo prima di trovare il blog di Mamma Lù, che insegna un sistema facilissimo e pure veloce. Io li facevo uno per uno, ‘sti ravioli del menga. Perché non ho il senso pratico, perché ho imparato da autodidatta senza che nessuno mi spiegasse quanto il mio metodo fosse cretino.
Quindi ora so, ho pure le prove, e passo il mio sapere a te.

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Capito, Pier Paolo?

Ti dico subito che le dosi da lei consigliate, a me, sono bastate per due cene. Quindi ti consiglio di preparare la pasta per 4 persone, non per 2, e di mangiare ravioli due volte in una settimana.

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La gioia dei mangiatori di ravioli.

Per preparare i ravioli avrai bisogno di qualche utensile:

  • la macchina per la pasta. Oppure un po’ di forza ed un mattarello;
  • mixerino ad immersione per preparare l’impasto;
  • un tagliapizza.

Ed ecco gli ingredienti:

  • pasta fresca per 4 persone (La ricetta la conosci già, non ho alcuna intenzione di ripetermi: clicca qui e la troverai).
  • 300 grammi di spinaci lessati e strizzati;
  • 1 uovo;
  • 150 grammi di ricotta di bufala;
  • 30 grammi di parmigiano;
  • sale, noce moscata.

Iniziamo. Go, go, go!

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No, ora ti metti a cucinare e non fai storie.

Lessa gli spinaci in acqua salata e lasciali riposare nello scolapasta.

Prepara la pasta fresca e mettila da parte.

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Non si sa bene perché, le uova che avevo erano uno schifo. Capita. Ma alla fine ci sono riuscita lo stesso.

Nel frattempo gli spinaci si saranno raffreddati, quindi strizzali con le mani per levare un po’ di liquido in eccesso.
Nel solito contenitore che ormai usiamo per il tritatutto ad immersione, mettiamo gli spinaci, la ricotta, l’uovo, il parmigiano grattugiato, sale (poco) e noce moscata.
Trita tutto bene, deve venire una crema omogenea.

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Trova un tavolo bello grande dove poter lavorare, avrai bisogno di spazio.

Intanto gestiamo la pasta fresca. Il mio consiglio è di tagliare l’impasto in tante parti quante sono le persone che mangeranno. Nel nostro caso 4 persone, 4 pallette.

Stendi ogni palletta, la sfoglia deve essere piuttosto sottile (ovviamente, se l’impasto fosse ancora umido all’interno, aggiungi della farina durante l’operazione).

Otterrai delle strisce lunghe, come queste:

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Ho optato per le strisce per comodità, visto che uso la macchina della pasta. Se devi usare il mattarello crea la forma che vuoi, non cambia niente. L’importante è che sia una forma che si possa richiudere su se stessa (tipo una pizza fritta, una piadina, un tacos, un sofficino… e niente, ho finito gli esempi).

Metà di ogni striscia deve essere riempita col ripieno. Devi lasciare dello spazio, perché ricordati che stiamo facendo dei ravioli e non una pasta gigante. Quindi ogni ripieno deve essere distanziato dall’altro, per avere maniera di creare i bordi. Un’immagine spiega meglio di ogni parola:

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T’e capì?

Adesso chiudi la striscia con la metà di sfoglia senza condimento. Così:

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Con le dita schiaccia intorno ad ogni ripieno, facendo aderire bene la pasta (ringrazio Mamma Lù che mi sta aiutando anche a spiegarlo in maniera intellegibile).

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Con una rotella taglia pizza adesso devi tagliare i ravioli.

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Con la forchetta fai dei segnetti su ogni lato di ogni raviolo. Operazione che serve per dare la forma al raviolo e, soprattutto, a chiuderlo. 

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Se ti dovesse capitare di bucare qualche raviolo (soprattutto se è la prima volta che li fai capiterà… e figurati se a me non è successo) non ti preoccupare che nulla è perduto. Non ho trovato ravioli aperti in acqua o nel sugo, quindi al massimo le tue creature saranno solo un po’ bruttarelle.

Lavora, lavora, lavora (ci vorrà un’oretta) ed ecco di fronte a te qualche piatto di ravioli.
Io non mi sono fidata tanto ed ho usato anche un letto di farina per non fare attaccare la pasta, ma non te lo consiglio perché alla fine ho solo fatto casino inutile.

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Quelli di Mamma Lù sono puliti, i miei lerci.

Siamo pronti.

Il PizzaKaiju qui li ha conditi con un sugo scemo al pomodoro, che non sto qui a segnalare perché lo sai fare meglio di me.

I ravioli vanno cotti in acqua salata e ti consiglio di immergerli in acqua uno per uno, per non spaccarli:

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Quando l’acqua torna a bollore conta due minuti e i ravioli sono pronti. Non scolarli, tirali fuori con una schiumarola e cacciali direttamente nel sugo.

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È stato il mio primo tentativo da una decina d’anni a questa parte e, nonostante l’evidente bruttezza dei ravioli crudi, cotti fanno la loro porca figura:

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Erano pure mondialissimi. Per la prima volta ho sentito il gusto del ripieno, equilibrato e da sbavo.

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Che voglia.

E ancora, perché in fin dei conti sono fiera del mio pasticcio:

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La prossima volta prepareremo una roba semplicissima e assurda e spettacolare: gli spaghetti all’assassina A.K.A. spaghetti bruciati.

Ciao!

Robe che dovresti proprio prepararti in casa

Besciamella

Incubi a pacchi a causa di cena con ricetta super pesante che non ti passerò perché in fondo non ti voglio male. Però quell’ammasso di grasso e condimenti cicciosi e cremosi mi ha costretto a preparare della besciamella, che invece dovresti segnarti poiché non c’è paragone con quella che ti spacciano in bottega (la quale è più simile ad una panna leggermente saporita).

Ci vogliono meno di 15 minuti perché sia pronta e necessiti di pochissimi elementi. Cominciamo!

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Ragazzi, mi sento veramente euforico.

Per preparare la besciamella hai bisogno di:
– 2 pentolini;
– una frusta oppure un frullatore ad immersione;
– un cucchiaio di legno.

Ingredienti:
– 500 ml di latte;
– 50 grammi di burro;
– 40 grammi di farina;
– noce moscata, sale e se vuoi pepe.

Inizia a mettere in un pentolino il mezzo litro di latte. Devi scaldarlo, non bollirlo: quindi fiamma bassa.
Nel frattempo, in un altro pentolino, scalda i 50 grammi di burro. Sempre utilizzando la fiamma bassa, poiché si brucerebbe.

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Quando il burro si sarà sciolto, aggiungi 40 grammi di farina e mescola tutto con un cucchiaio di legno. Devi raggiungere questo risultato:

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Adesso aggiungi il latte caldo e mescola di continuo con una frusta, finché non si addensa. Mentre esegui quest’operazione, aggiungi anche un po’ di sale e noce moscata (e se vuoi del pepe) a tuo gusto. Usa una fiamma medio bassa e, in meno di dieci minuti, assisterai all’apparizione della mistica besciamella.

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Basta, finito. Facilissimo, economico e buono.

Questa è una quantità piuttosto massiccia, ma è sempre difficile sapersi regolare con le dosi che serviranno. Per orientarsi: è sufficiente per qualsiasi ricetta (per due) al forno, ma è decisamente in eccesso se la si vuole usare per una pasta in padella. Il mio consiglio è di prepararne sempre mezzo litro – al massimo avanza – perché nel caso fosse insufficiente rifare tutto da capo non solo risulterebbe una rottura di palle, ma potrebbe rovinarti la cena a causa dell’attesa. Dopo attenta riflessione, l’unica tua reazione sarebbe senz’altro quella di chiamare la pizzeria sotto casa, cristando in quel modo unico che ti contraddistingue.

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Immaginati così.

Ed anche oggi level up!

Primi, Robe che dovresti proprio prepararti in casa

Tagliatelle all’uovo

Te lo dico subito: se non hai la macchina della pasta sei un po’ fottuta.

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È disperazione quella che vedo sul tuo volto?

No, non è che non si possa fare. Però dovrai armarti di grandissima pazienza, cominciare un mini corso di culturismo e dimenare il mattarello come fossimo negli anni quaranta. Raggiungerai uno spessore maggiore di qualche millimetro, ma le tagliatelle saranno buonissime lo stesso. È soltanto meno comodo e avrai bisogno di un tagliapizza per formare le striscioline (ma che casa è, una casa senza tagliapizza?).
C’è una differenza abissale tra la pasta all’uovo che ti spacciano in bottega e la pasta all’uovo che preparerai tu, in più non è per niente complesso imparare a farla e ci si impiega una decina di minuti. Quindi il mio consiglio è di provare a farla e poi comprare una macchina della pasta e farti il regalo delle tagliatelle almeno una volta al mese.

Occorrente per preparare le tagliatelle (o reginette o qualsiasi formato lungo):

  • un mattarello;
  • un coltello;
  • una ciotola di plastica grande;
  • un tagliapizza se sei un bimbo povero e non hai la macchina della pasta;
  • una macchina della pasta se invece sei un bimbo ricco.

Ingredienti:

  • un uovo intero per persona;
  • 100 grammi di farina 00 per persona.

Le uova devono essere a temperatura ambiente: l’impasto sarà più facile da lavorare e verrà molto più morbido.

Go, go, go!

Spacca le uova in una ciotolina e mescolale leggermente. Perché spaccarle in un luogo a parte? Così, se dovesse frantumarsi qualche guscio, non si frantumeranno anche i coglioni nel tentativo di levarli dalla farina. I gusci, non i coglioni.

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Metti la farina in una ciotola più grande e rovesciaci dentro le uova.

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Comincia a lavorare con le mani questi due componenti. Mi raccomando: non aggiungere acqua o sale. 

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Impasta, impasta, impasta.

Il risultato non dovrà essere appiccicoso e dovrà risultare più uniforme possibile. Così:

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Fai riposare l’impasto almeno mezzora, coperto da uno straccio o avvolto in pellicola trasparente. Se hai tempo, un’ora è anche meglio. Gli ingredienti si amalgameranno in maniera ottimale e il risultato sarà morbido e profumato.

A questo punto taglia la palla che hai ottenuto in tante parti quante saranno le persone che mangeranno. Nel mio caso, le solite due:

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Ora dobbiamo appiattire con il mattarello le parti.

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Lavora sempre con la farina tra le mani e sul tavolo. La sfoglia non dovrà essere bagnata né troppo secca. Nel primo caso si spezzerà e si incollerà durante l’utilizzo, nel secondo sarà ingestibile durante l’operazione dell’appiattimento. Aiutati con la macchina della pasta settata sullo spessore più grande, devi cercare di raggiungere una forma semi rettangolare:

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In realtà la forma è soltanto per comodità, dato che bisognerà inserire la sfoglia nella macchina ed ottenere delle tagliatelle più o meno simili tra di loro. Se non usi la macchina della pasta, qualsiasi forma è grosso modo equivalente.

Chi non usa la macchina dovrà raggiungere, possibilmente, uno spessore minore di quello della foto. Ma non credo che ci riuscirà mai (sì, sono disfattista). Ha importanza? No. Quello che accadrà è che mangerai delle tagliatelle più massicce, ce ne possiamo fare una ragione.

Chi invece è tanto fortunato da possedere questo prodigio della tecnologia contemporanea, dovrà ripetere l’operazione di appiattimento fino al raggiungimento dello spessore desiderato. Io sono abituata ad usare il livello 5 o 6, non mi piace troppo sottile. Regolati tu a seconda dei tuoi risultati (e del tuo gusto, ricordalo sempre).

Ottenuta la sfoglia, devi:

  • se non hai la macchina, tagliala con il tagliapizza. Devi ottenere delle strisce, più simili possibile e più dritte possibile. Se ti vengono storte e tutte di dimensioni differenti, non fa niente, grazie per aver partecipato e la prossima volta andrà meglio. Saranno buone ugualmente, solo brutte da vedere;
  • se hai la macchina, la tua vita è facilitata. Dovrai solo accompagnare la sfoglia con il dorso della mano dentro alla forma che hai scelto (tagliatelle, reginette e così via). Così:tumblr_p628bn0jb61r0awsqo8_1280

Man mano che uscirà dall’altra parte, accompagna la sfoglia col dorso (o con il palmo) della mano.

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Il modo giusto di maneggiare la sfoglia.

Non devi usare i polpastrelli poiché lasceresti dei buchi sulla sfoglia, che potrebbe rompersi.

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Se decidi di preparare le tagliatelle molto in anticipo, dovrai lasciarle sul piano di lavoro per diverso tempo. Per una questione di comodità, ti sconsiglio di posarle sul tavolo per la loro lunghezza. Se le prepari tanto tempo prima di cucinarle si seccheranno e per spostarle nella pentola dove le bollirai farai un bordello incredibile. E alcune si spezzeranno.

Lasciale riposare così:

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Sembrano ammontichiate a caso, ma no: devi stare attenta che il peso non gravi troppo, altrimenti si appiccicheranno tra loro. Dividile bene con le mani, passaci in mezzo della farina e lasciale riposare su un letto di farina. Così si seccheranno senza incollarsi.

L’importante è che non ci siano dei “nodi” all’interno del groviglio, perché si legherebbero tra loro formando i grumi (che noi vogliamo evitare). Importante anche che tutta la pasta sia ricoperta di farina, soprattutto se ti sembra ancora leggermente umida (può capitare).

Metodo di cottura.
Quando metterai l’acqua dove cuocerai la tua pasta, oltre al sale aggiungi un cucchiaio d’olio per commensale.

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Questo ti aiuterà ulteriormente ad evitare che le tagliatelle si incollino. La durata della cottura è davvero minima: una volta che l’acqua bolle, ci cacci la pasta, attendi di nuovo le bolle (io rimetto il coperchio per accelerare l’operazione, ti consiglio di fare altrettanto) e poi conta un minuto. Basta. Mentre sono in acqua, con una forchetta di plastica separale tra di loro (ulteriore aiuto per evitare l’incollatura, unico vero problema della riuscita del piatto).
Se la ricetta prevede una cottura molto al dente, 30 secondi dal momento della bollitura sono sufficienti.

Con tutti questi accorgimenti non dovresti avere alcun problema di pappa collosa. Forse non saranno perfette e senz’altro ad ogni tuo tentativo il risultato sarà differente. Dipende da tante cose: le uova, la farina, la temperatura in casa.

Ultima ovvietà sul lavaggio del tavolo che hai usato per impastare.
Non gettarci l’acqua: raccogli semmai la farina nel contenitore che hai usato per impastare.

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Soltanto quando avrai compiuto quest’operazione lava il tavolo con dell’acqua. Questo perché altrimenti ti ritroveresti farina gommosa insopportabile, quasi impossibile da levare in modo indolore. Stessa cosa per il contenitore di plastica: butta via prima la farina nella spazzatura, POI lavalo.
Sono cazzate che se uno non ti dice ti ritrovi con Blob in casa.

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Non lavare la macchina della pasta con acqua (al massimo usa un pennellino per togliere la farina accumulata) e non lasciare il mattarello nel lavandino (io lo lavo una volta ogni tanto, proprio quando sono costretta).

La pasta all’uovo sta bene un po’ con tutto, di solito io non la uso soltanto per i piatti di pesce.

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La bellezza.

Nulla ti vieta di costruire maltagliati, invece di pasta lunga.
I maltagliati sono sostanzialmente dei pezzi di sfoglia tagliati a forma di rombo, di media grandezza e sono perfetti per le minestre (per esempio pasta e fagioli).

Bene, hai levellato pure oggi.

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Anche Charlie Sheen è fiero di te.