Pasta alla Raccoon City

Non so se hai presente la noia alla Raccoon City.
Quel tedio che ti piglia e nulla ti interessa o ti stupisce. Nulla.

Ma nulla proprio.

A volte mi assale quando scelgo cosa mangiare.
Mi metto a girovagare per la rete, tra i siti di cucina impensabili, fino ad addentrarmi nel deep web.

Risotto con cinghiale e cioccolato bianco? Boring.
Fusilloni con crema di anguria e paprika dolce? Due palle.
E che dire della crema di peperoncino con affogati dei chicchi di caffè glassati?

Zero interesse.

Ti metti a guardare video di cucina dove si lanciano ananas e li si affetta al volo, dove si manteca il risotto usando racchette da ping pong, dove si cuoce la pizza con l’ausilio di pietre focaie.
E tu lì, che sbadigli.

Tutto già visto.

Poi eccola lì, l’ispirazione.
E si tratta di una pasta così semplice, così povera, che sembra quasi assurdo non averla mangiata prima.
Fanculo al tartufo, alle ostriche ed alle trovate di alta cucina insapore.
Oggi, grazie a Luca Pappagallo, noi mangiamo una pasta con aglio, olio, zucchine e soprattutto briciole di pane aromatizzato e tostato. Una roba che io non ci potevo credere, talmente era buona.

Una roba che chiamerò proprio Pasta alla Raccoon City, per esorcizzare quel tedio di cui sopra, regalato dalle ricette furbe, infallibili, golose, senza cottura, da 5 minuti… ma con dentro l’impossibile.

Mi esce proprio dal cuore.

Go, go, go!

Per preparare una pasta alla Raccoon City, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta;
  • 60 grammi d’olio;
  • uno spicchio d’aglio grande, qualche foglia di basilico, un paio di gambi di prezzemolo e del peperoncino per aromatizzare l’olio;
  • 100 grammi di pane. Anche vecchio va benissimo;
  • 500 grammi di zucchine. Peso calcolato dopo la pulizia, quindi prendine un pochino di più (al massimo 700 grammi);
  • sale ed ulteriore basilico per le zucchine.

Avvertenza: l’olio più rimane insieme alle sue erbette e più uscirà aromatizzato. Quindi il mio consiglio è di prepararlo la mattina per la sera, sarà molto (ma molto) più buono.

Versa 60 grammi d’olio nel pentolino più piccolo che hai e cacciaci dentro l’aglio scamiciato ma intero (2, se gli spicchi fossero piccoli), del peperoncino tritato (sempre meglio quello fresco) e due gambi di prezzemolo.

Anche delle foglie di basilico, con tutto il gambotto.

Accendi il fuoco, basso, e scalda l’olio. Appena questo è caldo ed inizia a soffriggere bene spegni tutto. Fallo raffreddare completamente e se lo hai preparato con molto tempo in anticipo, come ti ho consigliato, metti anche un coperchio per non trovarci dentro moschini, ragni, scutigere.

Facciamo finta che è passato tutto il tempo necessario?
Bene. Allora prendi tre cucchiai di questo olio ormai aromatizzato e versali nella padella che userai per cucinare.

Il restante olio lo dobbiamo usare per condire il pane. Taglia quindi il pane a fette e cospargilo di olio usando un pennello.

Io uso Cinghiale!

Inforna a 200 gradi, modalità statica, fino a quando sarà bello abbronzato.
Tipo così:

Ci vorranno dai dieci ai 15 minuti massimo, ma dipende da tante cose. Non ti distrarre!

Lascialo riposare un attimo per non ustionarti, poi spezzettalo con le dita e caccialo in un mixer.
Riducilo in briciole. Non in polvere, fai in modo che sia grossolano. Basta che usi il mixer a scatti e non a movimento continuo.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Lava le zucchine e tagliale a pezzetti, dimensione e forma a piacere.
Scalda la padella in cui hai precedentemente versato i 3 cucchiai d’olio ed appena è bella calda cacciaci dentro le zucchine.

Fai cuocere a fiamma medio alta per circa 5 minuti, girando spesso, poi aggiungi del sale e delle foglie di basilico spezzettate con le mani.

Continua la cottura per altri cinque minuti, sempre con una fiamma bella alta e girando spesso.
Ora io non so come piacciono a te le zucchine, ma a me piacciono croccanti. Questo si traduce con meno di 15 minuti di cottura: mi fermo quando alcune rotelle sono belle abbronzate. Assaggio e se sono cotte al dente spengo tutto.
Non contino la cottura a fiamma bassa, perché questo porterebbe a stufarle e a farle ammollare.

Quindi non ti posso dare dei consigli per ogni tipo di cottura delle zucchine: se ti piacciono come piacciono a me ok, altrimenti se le vuoi più cotte saprai bene tu come fare.

Ma no, niente panico. Basta che le cuoci un po’ di più e sicuramente non con una fiamma così alta, sennò bruci tutto.

Unica avvertenza: siccome dobbiamo concludere la preparazione della pasta in padella, assicurati che quest’ultima sia calda al suo arrivo. Quindi riaccendi la fiamma un minuto prima dell’arrivo della pasta.

Scola la pasta 2 minuti prima del tempo indicato sulla confezione, senza gettare la sua acqua di cottura. Caccia la pasta in padella e concludi la preparazione, saltando il tutto a fiamma medio alta e bagnando con l’acqua.
In questa fase aggiungi anche un pochino di briciole. Non tante, giusto l’occorrente per raccogliere tutto l’unto sparso nella padella:

Prepara i piatti e bagna ogni porzione con l’olio aromatizzato rimasto (se ne è rimasto) e cospargi di briciole.
Quante? Quante ne vuoi. Io alla fine le ho usate tutte, troppo buone.

Ecco qui cosa dovresti avere davanti:

Ciao e buon appetito!

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Fagiolini caserecci.

Oggi un piatto semplice, una di quelle robette campagnole e super rustiche. L’unica difficoltà sta nel superare il tedio della pulizia dei fagiolini, che è sempre una pratica un po’ lunghetta e rompipalle.
Ma ne vale la pena, perché poi ci prepariamo un sugo da leccarci i baffi.

Perché se non te li lecchi, finisci come lui.

Parte subito il Go, go, go! che è troppo presto per pensare ad esilarantissime boiate con cui intrattenerti.
Ah, ho rubato la ricetta a Luca Pappagallo, cambiando assolutamente niente.

Per preparare i fagiolini caserecci, per due persone, hai bisogno di:

  • 600 grammi di fagiolini. Se li prendi freschi prendi un paio di etti in più perché, anche se non sembra, da scartare ce n’è;
  • 2 spicchi d’aglio;
  • un cucchiaio d’olio;
  • prezzemolo e basilico;
  • 800 grammi di pelati (due barattoli);
  • sale, pepe;
  • 100 grammi di pancetta di maiale tagliata in una sola fetta. Quella più grassa che trovi;
  • pane da seccare al forno + uno spicchio d’aglio ed un cucchiaio d’olio per condirlo.

Sciacqua i fagiolini che sono sempre pieni di terra.
Ora ti tocca tagliare le estremità di ogni fottuto fagiolino e scartare quelli marci, quelli secchi, quelli vecchi.

Dopo una ventina di minuti di lavoro ecco cosa dovresti avere davanti:

Lasciali interi, non serve spezzettarli.

Adesso occupati degli altri ingredienti.
Trita il prezzemolo e taglia la pancetta a dadini.

In una padella molto grande e di cui possiedi il coperchio versa un cucchiaio d’olio, fallo scaldare e poi cacciaci dentro la pancetta.
Falla rosolare bene a fiamma media, poi caccia dentro pure due spicchi d’aglio interi ma scamiciati.

Fai insaporire per un minuto scarso, poi getta dentro tutti gli altri ingredienti: i fagiolini, i pelati, il prezzemolo e delle foglie di basilico spezzettate con le mani.

Aggiungi un po’ di sale, pepa, mescola bene e poi chiudi col coperchio. Il tutto deve cuocere circa 35 minuti, con coperchio ed a fiamma medio bassa. Non deve andare a cannone, ma il tutto deve almeno sobbollire in maniera decisa.
All’inizio della cottura aiuta i pelati a spappolarsi, schiacciandoli con una schiumarola o con un cucchiaio di legno.

E che facciamo in questi 35 minuti in cui i fagiolini non hanno bisogno di te?
Se la giornata è stata tremenda potresti metterti a meditare, certo.

Così.

Oppure potresti dedicarti ad un’attività più utile, come il tagliare il pane a fette ed accendere il forno a 200 gradi.

Adagia le fette di pane su una griglia, mettile in forno e falle andare fino a che sono colorate o almeno croccanti.

Uscite dal forno strofina tutti i bordi con uno spicchio d’aglio di cui hai tagliato un’estremità e cospargi con un po’ d’olio.

Ogni tanto controlla i fagiolini e mescola gli ingredienti.
Il sugo dovrà essere praticamene del tutto ritirato. A fiamma spenta assaggia e poi aggiusta di sale e di pepe (lo sai che quando il cibo è super caldo i sapori si sentono poco ed il rischio di mettere troppe spezie è altino? No? Ora lo sai).

Ecco come appariranno a fine cottura:

Prepara i piatti ed avrai davanti a te una porzione mastodontica di verdura.

E soprattutto goditi il pane, cospargendolo di sugo e creandoti la super bruschettona genuina, salutista ed antifascista.

La bellezza.

Ciao e buon appetito!

Galotìri (feta al latte). Ricetta greca.

L’avevo detto che prima o poi avrei pucciato la feta nel latte.
Ormai manca solo che me la pappi per colazione.

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Lo ammetto.

Da quando questo formaggio è diventato la mia droga dell’estate 2018, Apriti sesamo mi sta riempiendo di idee per utilizzarlo. Questa ricetta a lei ricorda l’infanzia (la nonna, la natura, le caprette che fanno ciao), per me è solo l’inizio di una dipendenza senza fine.

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Sciogliere la feta sul cucchiaino, il nuovo trend di questa estate fantastica.

Questa è una ricetta facilissima, l’unica difficoltà è quella di attendere almeno 24 ore prima di strafogarsi: la crema ha infatti bisogno di un tempo di assestamento.

So che pare un sacrificio terribile, ma ce la possiamo fare.

Dai, almeno 24 ore. Non fare così.

In frigorifero dura almeno 4 giorni e lo so perché al quarto c’ho condito la pasta (pasta di cui ti darò anche la ricetta, ma intanto partiamo con le istruzioni di base). Se non te lo mangi subito, ricordati di mescolarlo con un cucchiaio una volta al giorno.

Go, go, go!

Per preparare il Galotìri, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di feta;
  • 150 grammi di yogurt greco. Io ho usato il Fage, quello con il 5% di grassi;
  • 100 grammi di latte intero di capra. Se hai difficoltà ad usarlo usa il latte intero di mucca, però secondo me quello di capra è più adatto;
  • un pizzico di sale;
  • pomodori, origano, olio buono e pane per accompagnare.

Versa i 100 grammi di latte in un pentolino e portalo ad ebollizione. Lascialo poi raffreddare fino a quando raggiunge la temperatura di 35-37 gradi.
Ci tengo a scrivere ‘sta cosa dei gradi perché ho detto Sì, e va beh, e come cazzo faccio a sapere quando si raggiunge la temperatura? Mica c’ho il termometro.

Io già ero così.

Apriti Sesamo mi ha risposto in maniera concreta: mettici dentro il dito, la tua temperatura è di circa 36 gradi, quindi non dovresti sentire molta differenza.

Quelle cose piccole che uno non ci pensa e ti aprono il mondo.

Mentre attendi che il latte si freddi, sciacqua la feta sotto l’acqua corrente.
In un pentolino di cui possiedi il coperchio spezzetta con le mani la feta. Aggiungi poi i 150 grammi di yogurt greco. Appena il latte di capra è a temperatura, versalo lì dentro.

Aggiungi un pizzico di sale e mescola bene. Mettici il coperchio e lascia riposare in frigo per 24 ore. 
Ecco il giorno dopo come sarà: una crema con i pezzettoni di formaggio, mondiale.

Fotografare le cose bianche non è facile.

Come mangiarlo? Facile.
Innanzitutto ricordati di tirarlo fuori dal frigo un paio d’ore prima dell’utilizzo, giusto perché così i gusti si sentono meglio.

Worf se ne è dimenticato. Ma va beh, è buonissima lo stesso, dai. E poi magari è una fissa solo mia, quella di non volere la roba fredda da frigo.

Poi procurati un olio più buono possibile, dei pomodori rossissimi e dell’origano. Anche un pane che sia decente: io, per l’occasione, l’ho preparato in casa con questa ricetta qui.

Condisci le fette di pane con l’olio e l’origano:

Spalma sopra abbondante galotìri e, se vuoi, aggiungi anche i pomodori.
Ecco qui la bellezza:

Ciao e buon appetito!