Risotti

Vi stupirò con della pessima CGI.

No, questa non me la sono inventata.
È una ricetta che trovi in diverse versioni e tutte mi hanno lasciata un po’ perplessa. Stiamo per cucinare un risotto al panettone, ma se poi risulta troppo dolce, qui ci tocca chiamare la pizzeria.

Sì, hai capito bene. Risotto al Panettone. E se hai qualcosa da ridire perché ti senti strenuo difensore della cucina tradizionale, ti lascio parlare con il mio addetto alle pubbliche relazioni.

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Che reagirà così.

Se non ti piace sperimentare sfanculizzati e torna tra qualche giorno. Altrimenti Welcome Stranger e parliamone.

Niente spumante nella base e neppure niente panettone durante le prime fasi di cottura, contrariamente a ciò che fanno quasi tutti gli altri. Ed il perché te lo spiego subito: lo spumante non è come il vino. Tolto l’alcool, quello che rimane è lo zucchero. Non credo sia necessario aggiungere zucchero in una ricetta già semidolce. Idem per il panettone: se inserito nella base del risotto, il risultato finale sarà solo dolciastro.
Io volevo un risotto salato, con il contrasto del panettone nel risultato finale. Credo di esserci riuscita.

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Yeeeeee…!

Mi è piaciuto e quindi ti passo la ricetta. Che è facilissima.
Go, go, go!

Per preparare un risotto al panettone, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso carnaroli;
  • un litro e mezzo di brodo vegetale;
  • 150 grammi di panettone (con canditi e tutto);
  • mezza cipolla;
  • una noce di burro (circa 25 grammi) ed un cucchiaio d’olio;
  • 50 grammi di parmigiano.

Comincia preparando il brodo.
Quando è pronto tienilo coperto e molto caldo, ci servirà fino alla fine del procedimento.
Intanto trita la cipolla e grattugia il parmigiano.

In una padella dai bordi alti metti la noce di burro ed un cucchiaio d’olio. Appena sono caldi, fai soffriggere la cipolla tritata, a fiamma bassa.

Mentre attendi taglia a pezzi il panettone. Ti consiglio di fare quadrotti piuttosto grossi: l’ideale sarebbe non farlo sbriciolare nel risotto, ma di beccarsi dei bocconi di panettone tra una forchettata e l’altra.

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Quando la cipolla è colorata, alza leggermente la fiamma e fai tostare il riso per un minuto.

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Ricopri tutto col brodo e prepara il riso, che ormai dovresti saper fare.
Mano a mano che il riso assorbe l’acqua aggiungine. Il tempo medio di un riso è, come sempre, 15-20 minuti, quindi regolati di conseguenza con le mestolate di brodo. Gira ogni tanto il riso con un cucchiaio di legno.
Noterai il riso ingrossarsi gradualmente. Assaggia e quando è pronto spegni la fiamma.

Ti ricordo – male non fa – che il risotto non deve essere una pappa asciutta. Deve rimanere del brodo, per formare una consistenza che non sia né liquida né compatta. E normalmente ci vorrebbe poco brodo, verso la fine. In questo caso, il panettone se ne berrà a chilate, quindi aggiungi una mestolata bella abbondante verso la fine (che sia bollente, mi raccomando).

Caccia dentro il panettone ed il parmigiano.

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Mescola tutto e, se ti pare che il panettone abbia già ingurgitato tutto il liquido, aggiungi altro brodo (sempre bollentissimo).
Lascia riposare per due minuti e dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Fai i piatti e mangiati questa roba, tanto strana quanto buona:

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Ed anche oggi si mangia!

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Yeeee…!

Ciao e buon appetito!

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Risotti

Riso e latte (salato).

Ho sempre pensato che il Riso&Latte facesse un po’ schifo. Me l’avevano fatto assaggiare un paio di volte, ma lo zucchero ed il riso insieme mi hanno subito provocato un disgusto esagerato.
E invece?

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Il coraggio di cambiare idea.

Il segreto stava nel tentare la ricetta salata, invece di quella dolce. Fanculo allo zucchero e benvenuto al sale: con piccolissime variazioni ho trasformato la ricetta della merenda di Luca Pappagallo in una cena validissima. Con aiuto da parte sua, che non s’è mai visto che io faccia qualcosa completamente da sola, ci mancherebbe.

Siccome so che pure tu non rimani granitica nelle tue posizioni culinarie e vuoi tentare qualcosa di nuovo, ti passo la mia nuova scoperta.

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Tutti così.

Per preparare del riso al latte per due persone, hai bisogno di:

  • 250 grammi di riso originario;
  • 300 grammi di zucca (chiedine un po’ di più, poiché la devi pulire);
  • 500 ml di latte intero;
  • 500 ml di acqua;
  • 20 grammi di burro, 50 grammi di parmigiano + una spolverata sui piatti;
  • sale, pepe.

Go, go, go!

Metti mezzo litro d’acqua in una pentola e portalo ad ebollizione.
Metti anche mezzo litro di latte intero in un pentolino e scaldalo, a fiamma bassa.

Taglia intanto la zucca a dadini piccoli.
Appena l’acqua bolle, caccia i dadini di zucca lì dentro.

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Aggiungi un po’ di sale, chiudi e lascia cuocere per dieci minuti. 
Nel frattempo, magari, gratta il parmigiano.

Trascorsi i dieci minuti, aggiungi il latte che hai scaldato e porta ad ebollizione. Se vuoi accelerare il procedimento puoi anche mettere il coperchio semiaperto, ma non chiudere del tutto: una volta scoperchiato ti si rovescerebbe tutto addosso (come il Pappagallo insegna) e le bestemmie cosmiche si devono conservare per occasioni  ben più speciali. Non sprecarle.

Appena torna a bollire, aggiungi anche i 250 grammi di riso. Sala ancora un po’.

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Ora cuoci a fiamma bassa, senza coperchio, per almeno 20 minuti. Deve diventare una crema bella densa.
Gira spesso per non fare attaccare il riso sul fondo, mi raccomando.

Quando il riso è quasi pronto assaggia ed aggiusta di sale e caccia dentro un po’ di pepe.
Infine, a fiamma spenta, butta dentro 20 grammi di burro e 50 grammi di parmigiano grattugiato:

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Gira bene con un cucchiaio di legno e fai sciogliere tutto.
Direttamente sui piatti spolvera con ulteriore parmigiano ed un po’ di pepe.

Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Non mondiale, ma un’ottima alternativa a risotto o minestre di riso. Caldissimo, anche. Ed io non c’ho mica il riscaldamento, un po’ d’aiuto per superare certe difficilissime serate di gennaio è sempre più che gradito.

La prossima volta level up assoluto: una cacio e pepe che ancora non ci posso credere sia venuta così da sbavo.

Ciao e buon appetito!

Primi, Risotti

Risotto alla Calzini (con parboiled, feta e pomodorini).

Può pure succedere che il risotto riesca male. Che tu mantechi, chiudi col coperchio, riapri e niente: trovi l’orrore.

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Superman si è pure dimenticato che stava cucinando un risotto e non una torta, quindi immagina che cagata è venuta fuori…

Per i puristi oggi non c’è spazio. Abbiamo già affrontato il tutorial per il risotto perfetto, quindi i nostalgici reazionari vadano a sbavare sulle foto di quel post là.

Per i temerari, invece, oggi illustrerò il metodo Calzini. Che vuole il riso Parboiled e non il Carnaroli.

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Ecco un purista che se ne va.

Chi è Calzini e dove troviamo questo metodo alternativo per preparare un risotto? So che di solito per tutte le domande la risposta universale è 42, ma in questo caso Calzini è stato il gatto di Catia e la ricetta arriva ovviamente da casa sua.

Siccome i mici sono un mio punto debole ed ho tutti gli spazi vitali occupati da gatti di ogni età, potevo forse evitare di omaggiarli con una ricetta? Anzi, con un metodo di risotti: così ogni volta che cucineremo del parboiled penseremo a loro.

Ah, il primo che osa anche solo pensare AMICI PELOSI si becca un calcio in culo. Se poi usa il termine pelosetti, anche uno sulle gengive.

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Lui ha osato pronunciare la frase Cucciolotti tenerotti e gli ho tagliato il braccio.

Cominciamo.
Go, go, go!

Le dosi sono, come sempre, per due persone.

Per cucinare il Risotto alla Calzini, con Feta e pomodorini, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Parboiled;
  • 500 grammi di pomodorini;
  • mezza cipolla, un cucchiaio d’olio, origano a volontà, peperoncino.
  • 200 grammi di feta.

In una padella (o in una pentola di cui possiedi il coperchio), fai scaldare un cucchiaio d’olio e soffriggi la cipolla tritata ed il peperoncino.

Taglia i pomodorini a pezzetti e, quando la cipolla è colorata, caccia pure loro in padella. Aggiungi anche l’origano.

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Metti il coperchio e cuoci a fiamma media, girando ogni tanto e spiaccicando i pomodorini con un cucchiaio di legno. Ci vorranno 15-20 minuti. Quindi regolati di conseguenza per la cottura del riso.
Ti consiglio di non salare, poiché la feta è super saporita.

Nel caso tu sia insicura: finisci prima il sugo, spegni la fiamma ma tienilo in caldo col coperchio e poi occupati del riso. Un paio di minuti prima dell’arrivo del riso, accendi di nuovo la fiamma del sugo per accoglierlo caldamente.

Metti a bollire l’acqua del riso (ricordati di salarla) e lessalo.

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Cucine lerce che lavorano sodo.

Mentre aspetti, taglia a pezzetti la feta.

Quando il riso è pronto scolalo ed uniscilo al sugo. Sbriciola dentro anche la feta (che già hai tagliato a dadini, ma se la sbricioli con le tue manine è meglio).

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Mescola benebene.

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Spegni la fiamma. Chiudi col coperchio e fai riposare per tre minuti.

Quando aprirai, dovresti avere ottenuto questo risultato (sempre se non mi sono incartata con le parole):

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Come vedi la prova del cucchiaio in questo caso è riuscita. Ma credo sia accaduto solo perché ho usato una quantità di formaggio proibitiva, non ti garantisco la stessa cremosità per altri tipi di condimento. Magari mantecati solo con burro o parmigiano. Quando proverò, ti farò sapere.

Siediti e mangia!

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Oppure stai in piedi, come fa BenGrimm.

La prossima volta prepareremo una pasta e fagioli, ma questa volta useremo i legumi secchi. Quindi procurati dei Borlotti e comincia a metterli in acqua.

Ciao!

Primi, Risotti

Risotto con funghi e scamorza (Tutorial per risotti).

Non lo so se io abbia davvero la sindrome di Asperger, di sicuro c’è che ogni volta che inizio qualcosa o la sfanculizzo subito oppure diventa una malattia.

Compro un action figure? Ecco la collezione completa di tutta la produzione Neca. Mi guardo un film? Divento cinefilo incallito e non posso saltare un giorno di visioni senza sentirmi male. Videogioco? Ah, eccomi a buttare ore ed ore per sbloccare trofei impossibili e – soprattutto – inutili.

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Tende ad esplodermi il cervello.

Sorprendentemente, il blog non è stato sfanculato. Ho imparato e sto imparando tanto, ogni giorno. Un po’ grazie ad altri blogger, un po’ grazie alla pratica ed un po’ perché sto molto più attenta a ciò che faccio, dato che devo spiegarlo a te. Ma sta pure diventando un po’ una fissa e mi occupa ore intere durante la giornata, nonostante io scriva solo boiate.

Quindi ieri guardavo i miei risotti ed ho visto che sono stati preparati tutti usando il parboiled.

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Tutti, cazzo!

In più, il vecchio tutorial per risotti non è più sufficiente. L’ho corretto, è pieno di errori, ma non è solo quello. Oggi ho quasi smesso di usare verdure surgelate (a meno che non sia stagione di qualcosa in particolare) ed iniziare un tutorial con un risotto con carciofi surgelati a me viene male. Che fanno pure un po’ cagare, i carciofi surgelati.
Sto anche imparando a cucinare di più seguendo le stagioni (anche se ora mi sta venendo voglia di asparagi, quindi via di Orogel) e quindi bestemmio ogni volta che leggo qualcosa di più vecchio e mi insulto da sola.

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Maledetta Pizzakaiju!

Tutto questo per dire che oggi si levella di nuovo. Si impara il risotto, una volta per tutte, cercando di commettere meno errori possibili.

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Tutti ai posti di manovra!

Prepariamo un risotto con funghi freschi e scamorza.

Parentesi per i funghi: non ha importanza che siano porcini, l’importante è che siano freschi e basta. Quelli surgelati non sanno di niente e costano pure molto di più. Per questa ricetta ho usato gli champignon, ma tu puoi sostituirli con quello che trovi.

Parentesi per la scamorza: in teronia la scamorza è una cosa, la provola un’altra. Al nord sono quasi sinonimi. Quando dico scamorza, intendo il formaggio secco. La provola è fresca (tipo mozzarella). I formaggi tanto freschi sono poco adatti per la preparazione di pasta e risotti, poiché tendono a diventare una mappazza unica. In più sono meno digeribili (meglio freschi, aggiunti direttamente sopra i piatti) e, soprattutto, vengono rovinati. Cuocere la mozzarella di bufala, per fare un esempio, è per me un peccato difficilmente perdonabile.
Quindi scamorza secca.

Finite le parentesi. Iniziamo.

Go, go, go!

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Lo so che c’hai fame e non ce la fai più ad aspettare.

Per preparare un risotto con funghi e scamorza, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Carnaroli (mi raccomando, non variare tipo di riso. Il Carnaroli è il più adatto, poiché ricco di amido);
  • 1,5 litri di brodo vegetale (io lo preparo sempre col dado, poiché è raro che abbia delle verdure avanzate in frigo. Se lo prepari da zero è più buono, però);
  • 400 grammi di funghi freschi;
  • mezza cipolla;
  • 150 grammi di scamorza;
  • un cucchiaio d’olio, una noce di burro;
  • 30 grammi di parmigiano;
  • un altro cucchiaio d’olio per la cottura dei funghi.

Tra gli ingredienti non c’è il vino, poiché lo uso di rado. Siccome questo è un tutorial per risotti, ti dirò quando inserirlo (anche se questa volta io non l’ho aggiunto).

Prepara il brodo. Una volta pronto, spegni la fiamma e lascia il coperchio. Però riaccendi la fiamma al minimo dopo, quando inizieremo col riso, perché il brodo deve essere sempre caldissimo. Altrimenti roviniamo la cottura del risotto.

Lava bene i funghi e taglia le basi, quelle con radici e terra.
Tagliali a fettine.

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In una padella fai scaldare un cucchiaio d’olio e poi cuoci i funghi.

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Fino a quando diventano così.

Dividi in due parti uguali i funghi. Una parte tritala col mixer, ottenendo una crema non fotogenica:

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Perché quest’operazione? Per avere il gusto di funghi più diffuso nel risotto. Sia chiaro che tu potresti anche evitare l’operazione, se vuoi, e mettere i funghi tutti insieme. Però è una finezza fighetta che ti consiglio.
È una roba che avevo già fatto in questo risotto qui, l’ho ripetuta perché mi era piaciuta in modo particolare.

Grattugia il parmigiano.
Taglia la scamorza a dadini:

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Secca.

Adesso partiamo col risotto, quindi riaccendi l’acqua del brodo.

In una padella dai bordi alti, metti un cucchiaio d’olio ed una noce di burro (25 grammi circa).

Fai soffriggere a fiamma bassa la cipolla. Quando sarà bella colorata, alza leggermente la fiamma, aggiungi anche il riso e fai tostare bene per un minuto.
Dopo questo minuto dovresti sfumare col vino (100 ml bastano) e lasciare evaporare.

Trascorso questo tempo aggiungi sia i funghi interi che la crema di funghi e lascia insaporire per un minuto, mescolando bene.

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Adesso bisogna aggiungere il brodo. All’inizio copri tutto, senza paura di abbondare con il liquido:

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Ogni tanto gira con un cucchiaio di legno, ma non in modo maniacale. Il risotto non va lasciato a se stesso, ma non deve essere troppo manipolato. 

Mano mano che assorbe brodo, tu aggiungine. Indicativamente, un risotto impiega circa 20 minuti a cuocere. Ma non è una roba scientifica.
L’unica cosa che puoi fare è assaggiare. Quando vedi che i chicchi si ingrossano, è il momento di assaggiarli:

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Se i chicchi sono ancora un po’ duri, metti altro brodo (non molto) e ripeti l’operazione dell’assaggio dopo un paio di minuti.
Se invece ci siamo, bisogna mantecare. Assicurati di avere ancora del brodo, il riso nella pentola non deve essere asciutto. Al massimo, aggiungi una mezza mestolata di brodo per essere sicurissima.

Mantechiamo:
spegni la fiamma. Aggiungi la scamorza e il parmigiano grattugiato. Mescola bene e poi lascia riposare dai 3 ai 5 minuti. Senza coperchio.

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Il riso si addenserà. Attenzione: non deve essere papposo, non deve essere super brodoso.

Devi ottenere questo risultato qui:

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Ok, credo che questa volta non ci siano errori di merda e forse il risotto te l’ho insegnato sul serio.

La prossima volta prepareremo una roba mondialissima: un tortino di fagiolini. Che detta così ti può sembrare una roba triste, ma ti assicuro che non lo è.

Ciao!

Risotti

Risotto all’uva

L’avevo detto che era tutta colpa del Parboiled.

Una bestemmia tonante contro il Gallo che mi ha rovinato tutti quei risotti che avrebbero potuto essere mondiali e invece erano solo gne.

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Bastardi!

Così, per questo Risotto all’uva, sono andata al supermercato ed ho scelto la marca più scrausa possibile con scritto sopra CARNAROLI a lettere cubitali. Risultato?
Spettacolare.

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Mentre mangiavamo ci davamo le pacche sulle spalle, manco avessimo evitato un disastro spaziale direttamente da Houston.

Risotto all’uva, dicevo. Ricetta rubata a Giovanni Castaldi che è sempre preciso e praticamente perfetto. Persino quando ci consiglia di usare qualche roba particolare (qualcuno ha detto Pepe rosa? Che mi è costato ben € 6,55 (13mila lire del vecchio conio!!!), lo consiglia perché la sa lunga. Lunghissima.

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Hai capito bene: TREDICIMILA LIRE.

Mabbasta stronzeggiare e partiamo con la ricetta. Go, go, go!

Per preparare un Risotto all’uva per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso carnaroli;
  • 100 grammi di prosciutto crudo tagliato sottile;
  • burro (40 grammi circa) + un cucchiaio d’olio;
  • uno scalogno, prezzemolo e pepe rosa;
  • circa mezzo chilo d’uva, da gestire in due modi diversi (ne parleremo più avanti);
  • brodo vegetale;
  • 50 grammi di robiola;

Attenzione: io, per prepararlo, ho usato ben due utensili strani: la centrifuga ed una padella antiaderente (ma antiaderente per davvero, tipo quella che usi per cuocere le uova o per preparare le crepes).
La centrifuga puoi sostituirla con un passaverdure; per la padella antiaderente, Giovanni assicura che si può sostituire con una padella qualsiasi, basta ricoprire il fondo con della carta forno. 

Prepara il brodo.

Intanto che attendiamo, pensiamo al prosciutto.

Fai scaldare la padella antiaderente usando una fiamma molto alta e, quando sarà rovente, adagia sopra le fette di prosciutto.

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Dovrai girarle ogni paio di minuti, fino a quando saranno belle colorate, quasi bruciate.
Mettile da parte, usando una griglia ed un piatto (si raffredderanno, croccheranno e lasceranno anche del residuo di grasso).

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Griglia + piatto.

Sciacqua l’uva (ma fallo, che nel grappolo ci sono le mosche, i moscerini, i ragni e via dicendo). Dobbiamo tirare fuori il succo. Quanto? Siccome dipende dalla centrifuga (la mia spreca parecchia frutta) ed anche dalla succosità (che parola di merda) dell’uva, preferisco indicarti la quantità che ho usato di liquido: un bicchiere quasi pieno, quindi 200 ml.

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All’opera.

Ti ho indicato molta più uva di quella che ti servirà, poiché dopo dovrai usare altri acini per metterli interi. Ci sarà tutto il tempo, ma tu comincia a lavare pure quelli. Quanti? Anche qui, non posso darti una quantità vera. Io ne ho messi parecchi, perché mi piace avere la roba a pezzi nel risotto. Magari tu preferisci un gusto più delicato, quindi una volta che hai messo dieci acini di uva, già ti sei rotta le palle.
L’unica cosa certa è che io ho usato, in tutto, mezzo chilo d’uva (che è tantissimo, rispetto alle dosi date dalla ricetta originale).

Abbiamo tutto, quindi partiamo col risotto vero e proprio.

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Visione d’insieme, non proprio completa.

In una pentola a bordi alti, di cui possiedi il coperchio, metti un po’ di burro (40 grammi) + un cucchiaio d’olio (che serve solo ad alzare il punto di fumo del burro, ossia a non farlo bruciare).

Appena il burro si scioglie, caccia dentro uno scalogno tritato e lascialo imbiondire. Dopodiché, aggiungi il riso.

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Tostalo per qualche minuto, poi butta dentro anche il succo d’uva. Faglielo assorbire bene, a fiamma media e poi parti con le mestolate di brodo (dovresti conoscere il tutorial dei risotti a memoria, ormai).

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Adesso hai parecchio tempo da attendere, quindi prendi gli acini d’uva che hai messo da parte e tagliali a metà o in quarti. Leva tutti i semini. Ogni tanto gira il riso, eh.

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Durante quest’operazione ho usato due coltelli diversi.

Ricordati di aggiungere brodo man mano che il riso se lo beve e ricorda pure di non metterne troppo. Quando siamo quasi per essere pronti (il riso si sarà gonfiato parecchio e comunque assaggia per assicurarti della sua morbidezza) spegni la fiamma e aggiungi i 50 grammi di robiola e l’uva.

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Devi aggiungere anche il pepe rosa. Se hai la fortuna di avere il macinino, macinalo. Io ho preso invece il pepe rosa in salamoia e l’ho sia tritato a mano che messo sui piatti in grani. A me piace il piccante in ogni sua forma e questo contrasto tra il dolce e questo particolare pepe mi ha fatto sbavare.

Una volta che hai aggiunto uva, robiola e pepe rosa mescola bene, chiudi col coperchio ed attendi i tre minuti canonici.

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Prima della chiusura del coperchio.

In questi tre minuti trita anche del prezzemolo (non tanto, è quasi solo decorativo).

Poi fai i piatti. Su ogni piatto distruggi le fette di prosciutto crudo con le mani, cospargi di prezzemolo e mangia.

Guarda che bello:

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Pepe rosa che esce dalle fottute pareti.

E che buono, pure!

La prossima volta level up un po’ incerto (perché il mio metodo è ancora un po’ acerbo, ma funziona): prepareremo dei ravioli con ripieno di ricotta e spinaci. E spernacchieremo con le ascelle il Giovanni Rana.

Ciao!

Risotti

Risotto con radicchio, speck e noci.

Prima di tutto vorrei dedicare un pensiero profondo al Riso Gallo.

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Profondissimo.

Sì, so che avevo detto che era il migliore. Nel frattempo però ho cambiato supermercato e in bella vista c’erano queste scatole con scritto, a caratteri cubitali, RISO PER RISOTTI!!! NON SCUOCE!! ed io – turista della lista della spesa – l’ho comprato. Più e più volte.
Ogni volta che cucinavo un risotto, però, le scene a tavola erano devastanti.

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L’ultima volta è andata proprio così.

Dunque, con lente d’ingrandimento in una mano e bestemmie tonanti nell’altra, mi sono messa a leggere la scatola. In piccolo, nascosto, ecco l’amara verità: si trattava di riso PARBOILED.

Come il riso Parboiled possa essere PERFETTO PER I RISOTTIIIIIII! (da urlare facendoti partire un embolo) lo sa solo il signor Gallo.
Io mi limito solo a raccontarti che molte mie cene si sono recate fischiettando nell’allegra Valle del Fanculo, per causa sua (e del mio culo pesante, lo so, le etichette si devono leggere).

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Totalmente d’accordo.

Quindi lo scrivo anche per il tuo bene: bisogna comprare riso Carnaroli e che sia scritto a lettere cubitali.

Ricetta del giorno, che abbiamo perso abbastanza tempo: risotto con radicchio, speck e noci.

Per preparare un risotto con radicchio, speck e noci, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di riso Carnaroli;
  • brodo;
  • 100 grammi di speck tagliato a fettine sottili;
  • un po’ di noci (io le avevo avanzate in dispensa, direi sui 40 grammi);
  • burro, un cucchiaio d’olio;
  • mezza cipolla rossa;
  • pepe, parmigiano grattugiato (una cinquantina di grammi è pure troppo);
  • 100 grammi di vino bianco;
  • un radicchio rosso di Treviso da circa 300 grammi.

Go, go, go! 

Prepara il brodo (non hai più bisogno di mie direttive, che sia dado o che sia con verdure già sai come fare).

Pulisci il radicchio e taglialo a pezzetti. Come sai devi solo tagliargli il culo e levare le foglie esterne più rovinate. 

In una pentola di cui possiedi il coperchio metti un po’ di burro ed un cucchiaio d’olio (serve solo per alzare la temperatura di cottura del burro, per non farlo bruciare). Fai soffriggere la cipolla tritata.

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Quando la cipolla sarà un po’ colorata (ci vorranno 5 minuti circa, a fiamma bassa) aggiungi anche il radicchio ed alza leggermente la fiamma. Non ti allarmare se sembra una quantità abnorme: si sgonfierà.

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Aggiungi anche il riso e il vino, fai evaporare il tutto.
Quando il vino sarà evaporato, aggiungi anche il brodo, un mestolo alla volta.

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In corso d’opera.

Mentre lavoricchi col risotto – che a questo punto si fa un po’ da solo, devi solo girare ogni tanto ed aggiungere brodo all’occorrenza – taglia le noci in modo grossolano.
Taglia anche lo speck altrettanto grossolanamente.

In un pentolino fai sciogliere del burro e poi caccia dentro lo speck.

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Perché lo speck non va fatto bollire nel risotto, mi raccomando.

Quando sarà bello colorato e croccante, aggiungi anche le noci. Tutta l’operazione dello speck deve essere fatta a fiamma medio bassa.

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Il risultato finale deve essere questo.

Quando avrà l’aspetto della foto che hai appena visto, spegni la fiamma dello speck e tieni da parte.
Gratta del parmigiano.

Ormai il risotto dovrebbe essere quasi pronto, dunque aggiungi anche speck e noci. Fai insaporire per un minuto o due e poi spegni la fiamma. Caccia dentro l’occorrente per mantecare: una noce di burro e un paio di manciate di parmigiano (25 grammi, circa). Mescola bene, aggiungi un po’ di pepe, poi metti il coperchio ed attendi tre minuti. 

Dovresti ottenere un risultato simile:

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Si vede che questo non è riso per risotti? Secondo me sì.

Non è brutto, ma si può fare meglio:

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La prossima volta prepareremo la nostra prima torta salata. Con carciofi, speck cotto, scamorza e tante altre belle cosine.

Ciao!

Risotti

Risotto con vino, noci e speck.

Non credere che le boiate non vengano fatte, coi risotti. Lo so che tu ormai conosci ogni segreto, perché è tipo il piatto più cucinato su questo blog, ma c’è gente che fa un casino che manco ti immagini.

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Già.

L’esempio tipico? Mettere un salume e bollirlo fino alla morte. Che è un crimine contro l’umanità, oltre ad un peccato per il proprio palato.

È quindi bellissimo quando incontri persone, come la ragazza de Il Sole in Cucina (Enrica, se non sbaglio) che sanno perfettamente quello che stanno facendo, creando un risotto mondiale che io non devo modificare in nessun modo, il che non guasta.
Quindi ti consiglio da andare da lei. Se invece vuoi continuare a cucinare bestemmiando, sei come sempre la benvenuta.

Go, go, go!

Oggi prepariamo un risotto con vino, noci e speck. A differenza del Sole in Cucina, quando io decido di usare il vino non lo uso mai come liquido sfumante. Voglio che si senta, mi piace il gusto corposo che dà al risotto.

Per preparare il risotto col vino, le noci e lo speck, hai bisogno di:

– 180 grammi di riso;
– burro ed olio;
– mezza cipolla tritata;
– 100 grammi di speck a dadini;
– 70 grammi di noci spezzettate;
– un bicchiere di vino rosso, corposo;
– l’immancabile brodo.

Prepara il brodo.
Mentre aspetti, fai scaldare in un padellino 20 grammi di burro e, quando si è sciolto, aggiungi lo speck tagliato a dadini e le noci spezzettate. Spezzale con le mani, senza polverizzarle.
Falle colorare bene, a fuoco medio, per una decina di minuti.

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Nella solita pentola che ormai è la tua pentola per risotti (antiaderente, bordi alti, devi averne il coperchio) metti una noce di burro ed un cucchiaio d’olio. Falli scaldare, poi aggiungi la cipolla tritata e lasciala soffriggere per qualche minuto. A questo punto aggiungi il riso.

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Fallo tostare per un paio di minuti, poi caccia dentro pure il bicchiere (un bicchiere bello pieno) di vino rosso.

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Alza la fiamma e lascialo evaporare bene, poi continua la cottura con i mestoli di brodo. Devo spiegartelo per la centesima volta? Non credo, ma lo faccio. Aggiungi un mestolo alla volta, fallo evaporare (gira spesso) e poi aggiungine ancora. Ormai sai che i minuti sulla confezione del riso non significano niente e che l’unico modo per sapere se il riso è pronto è avere il fedele cucchiaio di legno in piedi, sull’attenti.
Ma, in questo caso, pochi minuti prima della fine della cottura del riso devi aggiungere speck e noci.

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Fai quindi evaporare il restante brodo e siamo pronti.

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La prova del cucchiaio.

Spegni la fiamma, chiudi col coperchio e lascia riposare per tre minuti.

A questo punto impiatta. Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Se sei brava come Il Sole in Cucina, avrai tenuto pure dello speck per decorare. Ma noi stiamo ancora imparando a fare le foto, figurarsi se ci mettiamo già ad occuparci di certe finezze.
Noi mangiamo e beviamo, come ogni Società dei Magnaccioni deve fare.

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Pizzakaiju si ciba.

Ciao e buon appetito!

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Cià.
Primi, Risotti

Risotto con salsiccia, ‘nduja e vino rosso.

Mentre il mondo tutto ti propone ricette fresche, senza accendere i fornelli e tu manco prepari quelli perché il massimo che riesci a fare è tagliare una mozzarella a metà, io vado in controtendenza e ti propongo un bel risotto. Però non un risotto qualsiasi: uno di quelli proprio da febbraio inoltrato, con salsiccia e ‘nduja. Per di più cotto a metà nel vino.

Se hai da lamentarti, il mio amico qui sotto sa sempre essere diplomatico e riesce a trovare la frase adatta ad ogni situazione:

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Ecco.

Ti rilinko per la centesima volta il tutorial per preparare il risotto.

Detto questo, cominciamo.

Per preparare il risotto con salsiccia, ‘nduja e vino rosso hai bisogno di:

– 180 grammi di riso;
– 300 grammi di salsiccia;
– una noce di burro, un cucchiaio d’ olio, mezza cipolla;
– 2 bicchieri di vino rosso, piuttosto forte. Scegline uno che ti piace, da bere a cena;
– ‘nduja;
– pecorino grattugiato da mettere sui piatti;
– brodo.

Prepara il brodo, come sempre, che quando è pronto si comincia. Un litro sarà più che sufficiente (avanzerà).

In una pentola dai bordi alti, ovviamente antiaderente, metti a scaldare una noce di burro ed un cucchiaio d’ olio. Aggiungi poi la cipolla tritata e la ‘nduja. Ormai sai che la quantità di ‘nduja non è indicabile: dipende da quale tipo hai comprato e comunque ogni ‘nduja è a sé.

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Mentre la ‘nduja si scioglie, taglia la salsiccia a pezzetti (e levale il budello).
Aggiungila in padella e falla colorare bene.
Dopo due minuti aggiungi anche il riso e fallo tostare per un altro minuto.

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Tocca al vino.
Metti un bicchiere bello pieno e fai cuocere tutto a fiamma media. Quando sarà evaporato, aggiungi un altro bicchiere.
Questa volta la consistenza del risotto non sarà “papposa”, ma vedrai i chicchi leggermente più separati, alla fine.

E no, il riso non si scuocerà nonostante stia cuocendo in vino tiepido e non in brodo bollente e per ben due motivi:

– non ho mai visto un riso scuocersi;
– il bicchiere di vino raggiunge la temperatura di ebollizione davvero dopo pochissimo, quindi il riso non perderà tempo prezioso.

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Quando anche il secondo bicchiere di vino sarà stato assorbito, aggiungi il brodo. Vacci piano, poiché ormai il riso è a metà cottura.
Al solito, il risotto sarà pronto quando il cucchiaio starà in piedi:

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Spegni la fiamma, metti il coperchio e lascia riposare il riso per tre minuti.
Poi fai i piatti ed aggiungi del pecorino grattugiato (se vuoi: il piatto è già parecchio saporito, il pecorino ci sta ma è effettivamente in più… è che io non resisto al formaggio).

Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Basta, siediti e mangia. E ricordati di bere un po’ di vino.

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Pizzakaiju con riso.

La prossima volta arriverà finalmente la tanto attesa ricetta delle Tagliatelle con crema di fragole. Ribattezzata, per l’occasione, Tagliatelle alla Rompicoglioni.
Ciao!

Risotti

Risotto al pomodoro e origano

So che ormai il risotto per te non ha più segreti. Quindi il mio post è quasi superfluo, tanto per cambiare, serve solo per darti uno spunto nuovissimo ed originalissimo per un ennesimo abbinamento. Dunque sarò breve e parca di consigli.  Anzi, te ne darò solo uno e ti salverà la vita:

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Perché non esistono solo avvertenze culinarie.

So anche che penserai che il risotto non è cibo da sotto l’ombrellone, ma io me lo mangio pure a ferragosto, quindi fuck it.

Oggi prepareremo un risotto al pomodoro, leggermente piccante. 
Sempre dosi per due persone. Hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso carnaroli;
  • mezza cipolla, 25 grammi di burro, un cucchiaio d’olio;
  • brodo di carne;
  • 50 grammi di parmigiano;
  • 400 grammi di passata di pomodoro;
  • peperoncino, origano.

Prepara il brodo.
In una pentola di cui possiedi il coperchio metti i 25 grammi di burro ed il cucchiaio d’olio. Scaldali e fai soffriggere, a fiamma bassa, la mezza cipolla tritata e del peperoncino.

La cipolla deve diventare bella colorata:

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Aggiungi il riso, alza leggermente la fiamma, e fai tostare per due o tre minuti.

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Aggiungi anche la passata ed attendi che inizi a sobbollire ( basterà un minuto).

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Adesso puoi partire col brodo. Vacci leggermente più piano del solito, poiché la passata è già liquida di suo. E non dobbiamo certo creare una minestra di riso, non sia mai.

Controlla spesso che il riso non si attacchi alla pentola, poiché la passata renderà il liquido di base molto più denso (quando accade, aggiungi altro brodo). Usa una fiamma medio-bassa.

Dato che ci vorranno almeno venti minuti, hai tutto il tempo per grattare il parmigiano.

Assaggia il riso con un certo anticipo, per poi regolarti sulla quantità di brodo e sul tempo di evaporazione. Ormai sai che il riso non deve essere secco, ma mezzo brodoso, quindi regolati.
Una volta che il riso è morbido e pronto, spegni la fiamma e aggiungi il parmigiano.

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Mescola bene e chiudi col coperchio, lasciando riposare il risotto per i soliti tre minuti.
Prepara i piatti e cospargi con abbondante origano, che ci sta da dio.

Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Si vede l’onda?

Nel prossimo episodio ti darò un’altra versione della pasta con le zucchine e philadelphia, a mio parere molto, ma molto più buona. Ancora piatto vegetariano, per la gioia dell’universo tutto.

Ciao!

Risotti

Risotto alle fragole

Te lo dico subito: le fragole non si cuociono. Il risotto alla fragole si può preparare in tante maniere e devo ancora provare quello in cui metà fragole sono frullate e metà intere (un po’ come abbiamo fatto col risotto ai funghi), ma la costante della non bollitura è sacra e scritta sulle tavole della legge. Se le cuoci cambiano gusto e, soprattutto, il risotto diventa immangiabile. Fidati, ci ho provato. Ed ancora sono qui che me ne pento.

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Quello è succo di fragola.

Quindi prepariamo una prima versione, l’unica che per ora mi ha più che convinto.

Parentesi necessaria per il formaggio: ho chiesto al formaggiaro Mi dai un po’ di formaggio caprino? e lui mi ha servito un formaggio di merda.

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Ho fatto tre etti di formaggio di merda, lascio?

Alla fine io ho messo a pezzetti la cacioricotta della ricetta scorsa che per fortuna avevo ancora in frigo, altrimenti ero fregata. Ti serve un formaggio con un sapore, non una ricotta di polistirolo che non sai manco dove devi buttare se fai la raccolta differenziata (umido o carta?? O forse plastica?). Non deve essere nemmeno troppo salato: proprio una cosetta fresca, tipo una robiola ma con più personalità.

  • 180 grammi di riso;
  • le solite mestolate di brodo;
  • 250-300 grammi di fragole;
  • formaggio caprino, circa 200 grammi (qualcosa simile a quello che abbiamo usato per preparare l’insalata di fragole: fresco, ma senza un gusto troppo prepotente. Anche la robiola può andare);
  • un cucchiaio d’olio, una noce di burro, mezza cipolla (scalogno o comunque cipolla bianca) e 100 ml di vino.

Ti linko, come sempre, il tutorial per fare il risotto.

Prepara il brodo.
Mentre lo aspetti, inizia a tagliare le fragole a pezzetti.

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Un tempo la vita era più facile.

In una pentola, di cui possiedi il coperchio, metti un cucchiaio d’olio e una noce di burro. Fai soffriggere lo scalogno (o la mezza cipolla) fino a quando non è colorata. Aggiungi poi il riso e i 100 ml di vino bianco. Fai evaporare.
Adesso copri il riso col brodo e comincia la preparazione del risotto.

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Quando il risotto è praticamente pronto spegni la fiamma, aggiungi una noce di burro, le fragole ed il formaggio a pezzetti. Regolati tu con le dosi del formaggio, poiché dipende dal formaggio che stai utilizzando. Nel caso tu abbia un formaggio dalla personalità decisa, come lo avevo io, mettine poco e poi aggiungine grattato direttamente sui piatti. Nel caso tu abbia del formaggio fresco, tipo robiola, mi aggirerei intorno ai 130 e aumenterei le dosi assaggiando.
Purtroppo non è scienza, non posso darti dosi matematiche.

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Mescola tutto bene e chiudi col coperchio, lasciando riposare il riso per almeno tre minuti. Se sono riuscita a spiegarmi dovresti avere raggiunto questo risultato:

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La prossima volta prepareremo un’insalata di patate e salmone affumicato, contorno che ho usato per del pesce grigliato.

Ciao!