Risotti

Risotto con vino, noci e speck.

Non credere che le boiate non vengano fatte, coi risotti. Lo so che tu ormai conosci ogni segreto, perché è tipo il piatto più cucinato su questo blog, ma c’è gente che fa un casino che manco ti immagini.

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Già.

L’esempio tipico? Mettere un salume e bollirlo fino alla morte. Che è un crimine contro l’umanità, oltre ad un peccato per il proprio palato.

È quindi bellissimo quando incontri persone, come la ragazza de Il Sole in Cucina (Enrica, se non sbaglio) che sanno perfettamente quello che stanno facendo, creando un risotto mondiale che io non devo modificare in nessun modo, il che non guasta.
Quindi ti consiglio da andare da lei. Se invece vuoi continuare a cucinare bestemmiando, sei come sempre la benvenuta.

Go, go, go!

Oggi prepariamo un risotto con vino, noci e speck. A differenza del Sole in Cucina, quando io decido di usare il vino non lo uso mai come liquido sfumante. Voglio che si senta, mi piace il gusto corposo che dà al risotto.

Per preparare il risotto col vino, le noci e lo speck, hai bisogno di:

– 180 grammi di riso;
– burro ed olio;
– mezza cipolla tritata;
– 100 grammi di speck a dadini;
– 70 grammi di noci spezzettate;
– un bicchiere di vino rosso, corposo;
– l’immancabile brodo.

Prepara il brodo.
Mentre aspetti, fai scaldare in un padellino 20 grammi di burro e, quando si è sciolto, aggiungi lo speck tagliato a dadini e le noci spezzettate. Spezzale con le mani, senza polverizzarle.
Falle colorare bene, a fuoco medio, per una decina di minuti.

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Nella solita pentola che ormai è la tua pentola per risotti (antiaderente, bordi alti, devi averne il coperchio) metti una noce di burro ed un cucchiaio d’olio. Falli scaldare, poi aggiungi la cipolla tritata e lasciala soffriggere per qualche minuto. A questo punto aggiungi il riso.

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Fallo tostare per un paio di minuti, poi caccia dentro pure il bicchiere (un bicchiere bello pieno) di vino rosso.

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Alza la fiamma e lascialo evaporare bene, poi continua la cottura con i mestoli di brodo. Devo spiegartelo per la centesima volta? Non credo, ma lo faccio. Aggiungi un mestolo alla volta, fallo evaporare (gira spesso) e poi aggiungine ancora. Ormai sai che i minuti sulla confezione del riso non significano niente e che l’unico modo per sapere se il riso è pronto è avere il fedele cucchiaio di legno in piedi, sull’attenti.
Ma, in questo caso, pochi minuti prima della fine della cottura del riso devi aggiungere speck e noci.

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Fai quindi evaporare il restante brodo e siamo pronti.

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La prova del cucchiaio.

Spegni la fiamma, chiudi col coperchio e lascia riposare per tre minuti.

A questo punto impiatta. Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Se sei brava come Il Sole in Cucina, avrai tenuto pure dello speck per decorare. Ma noi stiamo ancora imparando a fare le foto, figurarsi se ci mettiamo già ad occuparci di certe finezze.
Noi mangiamo e beviamo, come ogni Società dei Magnaccioni deve fare.

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Pizzakaiju si ciba.

La prossima volta non ho ancora deciso che cosa cucineremo. Credo una pasta con la zucca, ma tra cene fuori ed esperimenti culinari non proprio riuscitissimi e doppioni (perché certi piatti sono troppo buoni per non ripeterli in breve tempo) non ho più accumulato ricette.
Quindi ti saluto con questa fortissima dose di suspense!

Ciao!

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Cià.
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Primi, Risotti

Risotto con salsiccia, ‘nduja e vino rosso.

Mentre il mondo tutto ti propone ricette fresche, senza accendere i fornelli e tu manco prepari quelli perché il massimo che riesci a fare è tagliare una mozzarella a metà, io vado in controtendenza e ti propongo un bel risotto. Però non un risotto qualsiasi: uno di quelli proprio da febbraio inoltrato, con salsiccia e ‘nduja. Per di più cotto a metà nel vino.

Se hai da lamentarti, il mio amico qui sotto sa sempre essere diplomatico e riesce a trovare la frase adatta ad ogni situazione:

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Ecco.

Ti rilinko per la centesima volta il tutorial per preparare il risotto.

Detto questo, cominciamo.

Per preparare il risotto con salsiccia, ‘nduja e vino rosso hai bisogno di:

– 180 grammi di riso;
– 300 grammi di salsiccia;
– una noce di burro, un cucchiaio d’ olio, mezza cipolla;
– 2 bicchieri di vino rosso, piuttosto forte. Scegline uno che ti piace, da bere a cena;
– ‘nduja;
– pecorino grattugiato da mettere sui piatti;
– brodo.

Prepara il brodo, come sempre, che quando è pronto si comincia. Un litro sarà più che sufficiente (avanzerà).

In una pentola dai bordi alti, ovviamente antiaderente, metti a scaldare una noce di burro ed un cucchiaio d’ olio. Aggiungi poi la cipolla tritata e la ‘nduja. Ormai sai che la quantità di ‘nduja non è indicabile: dipende da quale tipo hai comprato e comunque ogni ‘nduja è a sé.

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Mentre la ‘nduja si scioglie, taglia la salsiccia a pezzetti (e levale il budello).
Aggiungila in padella e falla colorare bene.
Dopo due minuti aggiungi anche il riso e fallo tostare per un altro minuto.

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Tocca al vino.
Metti un bicchiere bello pieno e fai cuocere tutto a fiamma media. Quando sarà evaporato, aggiungi un altro bicchiere.
Questa volta la consistenza del risotto non sarà “papposa”, ma vedrai i chicchi leggermente più separati, alla fine.

E no, il riso non si scuocerà nonostante stia cuocendo in vino tiepido e non in brodo bollente e per ben due motivi:

– non ho mai visto un riso scuocersi;
– il bicchiere di vino raggiunge la temperatura di ebollizione davvero dopo pochissimo, quindi il riso non perderà tempo prezioso.

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Quando anche il secondo bicchiere di vino sarà stato assorbito, aggiungi il brodo. Vacci piano, poiché ormai il riso è a metà cottura.
Al solito, il risotto sarà pronto quando il cucchiaio starà in piedi:

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Spegni la fiamma, metti il coperchio e lascia riposare il riso per tre minuti.
Poi fai i piatti ed aggiungi del pecorino grattugiato (se vuoi: il piatto è già parecchio saporito, il pecorino ci sta ma è effettivamente in più… è che io non resisto al formaggio).

Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Basta, siediti e mangia. E ricordati di bere un po’ di vino.

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Pizzakaiju con riso.

La prossima volta arriverà finalmente la tanto attesa ricetta delle Tagliatelle con crema di fragole. Ribattezzata, per l’occasione, Tagliatelle alla Rompicoglioni.
Ciao!

Risotti

Risotto al pomodoro

So che ormai il risotto per te non ha più segreti. Quindi il mio post è quasi superfluo, tanto per cambiare, serve solo per darti uno spunto nuovissimo ed originalissimo per un ennesimo abbinamento. Dunque sarò breve e parca di consigli.  Anzi, te ne darò solo uno e ti salverà la vita:

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Perché non esistono solo avvertenze culinarie.

So anche che penserai che il risotto non è cibo da sotto l’ombrellone, ma io me lo mangio pure a ferragosto, quindi fuck it.

Oggi prepareremo un risotto al pomodoro, leggermente piccante. 
Sempre dosi per due persone. Hai bisogno di:

– 180 grammi di riso;
– mezza cipolla, una noce di burro, un cucchiaio di olio;
– il brodo;
– 300 grammi di passata di pomodoro (circa);
– peperoncino.

Prepara il brodo.
In una pentola di cui possiedi il coperchio metti la noce di burro ed il cucchiaio di olio. Scaldali e fai soffriggere la mezza cipolla tritata e del peperoncino.
Aggiungi il riso e i 300 grammi di passata di pomodoro.

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Lascia insaporire per un paio di minuti, poi copri tutto con il brodo (come giàsssai). Mano a mano che evapora il brodo aggiungine altro e, se vedi che il tutto diventa meno rosso, puoi aggiungere altra passata.

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Come al solito, il risotto sarà pronto quando il cucchiaio starà in piedi.

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Spegni la fiamma e chiudi col coperchio, lasciando riposare il risotto per i soliti tre minuti.

Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Nel prossimo episodio ti darò un’altra versione della pasta con le zucchine e philadelphia, a mio parere molto, ma molto più buona. Ancora piatto vegetariano, per la gioia dell’universo tutto.

Ciao!

Risotti

Risotto alle fragole

Te lo dico subito: le fragole non si cuociono. Il risotto alla fragole si può preparare in tante maniere e devo ancora provare quello in cui metà fragole sono frullate e metà intere (un po’ come abbiamo fatto col risotto ai funghi), ma la costante della non bollitura è sacra e scritta sulle tavole della legge. Se le cuoci cambiano gusto e, soprattutto, il risotto diventa immangiabile. Fidati, ci ho provato. Ed ancora sono qui che me ne pento.

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Quello è succo di fragola.

Quindi prepariamo una prima versione, l’unica che per ora mi ha più che convinto.

Parentesi necessaria per il formaggio: ho chiesto al formaggiaro Mi dai un po’ di formaggio caprino? e lui mi ha servito un formaggio di merda.

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Ho fatto tre etti di formaggio di merda, lascio?

Alla fine io ho messo a pezzetti la cacioricotta della ricetta scorsa che per fortuna avevo ancora in frigo, altrimenti ero fregata. Ti serve un formaggio con un sapore, non una ricotta di polistirolo che non sai manco dove devi buttare se fai la raccolta differenziata (umido o carta?? O forse plastica?). Non deve essere nemmeno troppo salato: proprio una cosetta fresca, tipo una robiola ma con più personalità.

  • 180 grammi di riso;
  • le solite mestolate di brodo;
  • 250-300 grammi di fragole;
  • formaggio caprino, circa 200 grammi (qualcosa simile a quello che abbiamo usato per preparare l’insalata di fragole: fresco, ma senza un gusto troppo prepotente. Anche la robiola può andare);
  • un cucchiaio d’olio, una noce di burro, mezza cipolla (scalogno o comunque cipolla bianca) e 100 ml di vino.

Ti linko, come sempre, il tutorial per fare il risotto.

Prepara il brodo.
Mentre lo aspetti, inizia a tagliare le fragole a pezzetti.

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Un tempo la vita era più facile.

In una pentola, di cui possiedi il coperchio, metti un cucchiaio d’olio e una noce di burro. Fai soffriggere lo scalogno (o la mezza cipolla) fino a quando non è colorata. Aggiungi poi il riso e i 100 ml di vino bianco. Fai evaporare.
Adesso copri il riso col brodo e comincia la preparazione del risotto.

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Quando il risotto è praticamente pronto spegni la fiamma, aggiungi una noce di burro, le fragole ed il formaggio a pezzetti. Regolati tu con le dosi del formaggio, poiché dipende dal formaggio che stai utilizzando. Nel caso tu abbia un formaggio dalla personalità decisa, come lo avevo io, mettine poco e poi aggiungine grattato direttamente sui piatti. Nel caso tu abbia del formaggio fresco, tipo robiola, mi aggirerei intorno ai 130 e aumenterei le dosi assaggiando.
Purtroppo non è scienza, non posso darti dosi matematiche.

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Mescola tutto bene e chiudi col coperchio, lasciando riposare il riso per almeno tre minuti. Se sono riuscita a spiegarmi dovresti avere raggiunto questo risultato:

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La prossima volta prepareremo un’insalata di patate e salmone affumicato, contorno che ho usato per del pesce grigliato.

Ciao!

Primi, Risotti

Risotto con radicchio e stracchino

Domani sarà il primo meseversario della mia relazione con il radicchio. Mi sembra giusto dedicargli un post per dimostrare tutto il mio amore incondizionato, perché la mia vita non sarebbe la stessa senza di lui. Da quando ti conosco, caro radicchio mio, alzarsi la mattina ha preso tutta un’altra piega.

Poi oggi non mi sono allenata e quindi c’ho una fame che mi sfamerei giusto con un dieci tonnellate di cibo sparso e parlare di cibo è l’unica cosa che mi rasserena un po’.

Nella ricetta ho messo anche il vino, col solito dubbio che non serva ad un emerito. Ma il risultato è stato buono, quindi io ti dico quello che ho fatto. Se vuoi omettere prenditi le tue responsabilità.

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Dubbi leciti.

Il solito tutorial del risotto lo trovi qui.

Prepara il brodo, che poi iniziamo a fare sul serio.

Ingredienti per preparare il risotto con radicchio e stracchino per due persone:

  • 180 grammi di riso;
  • brodo;
  • mezza cipolla di tropea;
  • burro, olio, pepe;
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato (circa 30 grammi);
  • 250 grammi di radicchio (quello rosso di Treviso);
  • 150 grammi di stracchino;
  • 100 ml di vino bianco.

Taglia il culo al radicchio, leva tutte le foglie, lavale e tagliale a pezzetti.

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In una pentola metti una noce di burro ed un cucchiaio di olio e fai soffriggere la mezza cipolla. Aggiungi poi il riso, fallo tostare bene e aggiungi il vino. Fai evaporare.

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Adesso aggiungi anche il radicchio, poi copri tutto col brodo. Come al solito: fiamma medio bassa, aggiungi brodo mano a mano che evapora.

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Quando il risotto è praticamente pronto, caccia dentro lo stracchino (dai 130 ai 150 grammi) e i 2 cucchiai di parmigiano. Aggiusta anche di pepe, mescola bene e poi spegni la fiamma. Metti il coperchio alla pentola e lascia riposare il risotto per almeno tre minuti.

Come al solito, il cucchiaio sull’attenti è segno che il risotto è pronto per essere divorato.

Se sono riuscita a spiegarmi a dovere, dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Buon appetito e poi via, tutti a sudare sotto la doccia.

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gente che ha mangiato il risotto a luglio.

La prossima volta prepareremo un contorno di peperoni e carote. 
A presto!

Primi, Risotti

Risotto salsiccia e funghi.

Te lo dico sinceramente: io di tenere un blog già mi sono rotta.
Non ho costanza, a volte non ho tempo e spesso non ho proprio la voglia. Quindi goditela, finché dura, poiché non so per quanto riuscirò a combattere il mio desiderio di non fare un cazzo. Vincendo.

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Capisco la disapprovazione: ma no, giuro, non ti prendo per il culo.

Aggiungici che ormai di ricette base ne hai parecchie e che quindi puoi camminare con le tue gambe, almeno per un po’. E che spesso quello che cucino non è certo memorabile: una pasta con zucchine e tacchino a dadini, hai davvero bisogno di me per prepararla? Dai, ne dubito.

Il motivo per cui oggi scrivo è che ho provato molte versioni del risotto funghi e salsiccia, ma questa è stata memorabile e definitiva. Me la devo segnare pure io, quindi tanto vale che la insegni anche a te.

Il solito tutorial del risotto lo trovi qui.

Questo è leggermente più elaborato, poiché prepareremo una crema di funghi e sporcheremo un po’ di piatti in più.  Ma ti giuro che ne vale la pena, questa volta era mondiale e basta, nulla di negativo da segnalare.

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Ti vedo carico!

Forza, prendi appunti.

Utensili necessari:
– solita pentola dai bordi alti, con coperchio, per preparare il risotto;
– padella per cuocere i funghi;
– mixerino ad immersione + un contenitore per preparare la crema;
– solita pentola per preparare il brodo.

Per preparare un risotto ai funghi e salsiccia hai bisogno di:
– 180 grammi di riso;
– una cipolla;
– 300 grammi di salsiccia;
– 300 grammi di funghi misti;
– mezzo bicchiere di vino bianco (150 ml circa);
– un cucchiaio di burro, 2 noci di burro, prezzemolo;
– brodo, pepe.

Inizia preparando il brodo.
Intanto in una padella metti un cucchiaio di olio e cuoci i funghi.

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Contemporaneamente, nella pentola a bordi alti metti una noce di burro, un cucchiaio di olio e fai soffriggere la cipolla. Quando la cipolla è pronta, aggiungi anche la salsiccia ed inizia la cottura per 5 minuti.

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Aggiungi il riso, tostalo per un minuto scarso e aggiungi anche il mezzo bicchiere di vino bianco.

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Circa così.

Lascia evaporare il tutto.

Non dimenticarti dei funghi. Quando sono pronti, dividili in due parti uguali. Una metà mettila nel piatto e lasciala lì, l’altra in un contenitore di plastica e tritala, con un po’ di brodo. Non ha molto importanza la consistenza: devi formare una crema vellutata, ma l’unico motivo per cui stai eseguendo questa operazione è diffondere il sapore dei funghi nel risotto in modo che il gusto finale risulti equilibrato. Quindi, anche se la crema venisse un po’ più liquida, l’unica cosa che accadrà è che dovrai aspettare di più per la formazione del risotto, dato che dovrà evaporare l’acqua in eccesso.

La mia era così:

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Non è invitante, ma non ha importanza.

Aggiungi al riso sia la crema di funghi che i funghi interi.

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Continua la cottura finché il cucchiaio – come sempre – non resta in piedi per magia.
A questo punto aggiungi un po’ di pepe, un’altra noce di burro, del prezzemolo, mescola tutto e spegni la fiamma. Chiudi col coperchio per due minuti e basta, goditelo.

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Per me è stato mondiale, la crema ha fatto davvero al differenza. Di solito la salsiccia predomina sempre e il fungo si sente solo quando lo si addenta (quando si è fortunati). In questo caso il sapore era da sbavo e basta, questa ricetta merita per davvero.

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Un’altra immagine, perché sì.

Domani, se non mi peserà troppo il culo, cercherò di insegnarti a pulire i gamberi e ci faremo una pasta. Questo sarà un grosso level up, poiché i crostacei surgelati non esistono, ricordatelo sempre.

Ciao!

Primi, Risotti

Risotto con la zucca

Potrei scrivere soltanto Prepara il risotto con la zucca e salutarti, perché ormai questa pratica per te non ha più segreti. Il tutorial, poi, è sempre qui in attesa della tua venuta. Immutabile, incasinato, più semplice delle istruzioni IKEA.

Però siccome so che sei pigro e ti pesa sicuramente il culo cliccare là sopra, cuciniamolo insieme anche questa volta.

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La saggezza di un Vulcaniano.

Ingredienti per un risotto per due persone:
– 180 grammi di riso;
– mezzo chilo abbondante di zucca (ricordati che dovrai tagliare la buccia, quindi calcolane sempre un po’ di più quando vai a comprarla dal dal fruttarolo);
– pepe, brodo, cipolla;
– olio, burro.

Prepara il brodo (come al solito, 3 dadi per un litro e mezzo d’acqua. Se lo fai con le verdure, non hai invece bisogno di mie istruzioni).
Aspettando che si formi il brodo, taglia il famosissimo cibo per maiali (altrimenti chiamato zucca) a dadini non troppo grandi.

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Immagine riciclata da un’altra ricetta.

In una pentola dai bordi alti (di cui possiedi il coperchio) metti un cucchiaio di olio ed un po’ di burro (circa 25 grammi) e fai soffriggere una cipolla rossa tritata. Aggiungi poi zucca e riso, scaldali per pochi minuti e poi inizia  ad aggiungere il brodo con il mestolo. Tutto quello che c’è nella pentola deve essere ricoperto dal brodo. Fai cuocere a fiamma medio bassa, gira spesso, se l’acqua evapora aggiungine altra fino a quando il risotto non sarà pronto.

Il riso è pronto quando il cucchiaio rimane su per magia:

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Roba non adatta ai Babbani.

Quando usi ingredienti che rilasciano molti liquidi, come la zucca, può accadere che questa roba del cucchiaio non succeda. Nel caso assaggia il riso e, quando è cotto (e l’acqua però deve essere evaporata) spegni senza indugio, altrimenti rischi di scuocerlo.

Mettendo il coperchio e lasciando riposare per due minuti, vedrai che si sarà incollato ben bene ed avrai raggiunto questo risultato:

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Metti un po’ di pepe nei piatti e basta, mangia.

Domani prepareremo un altro piatto vegetariano: paccheri con verdure (melanzane, zucchine e peperoni).

Primi, Risotti

Risotto con gli asparagi.

Il risotto ormai per te non ha più segreti (clicca qui per il tutorial dedicato ai diversamente abili in cucina), quindi oggi sarò brevissima.

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Ti immagino così e il tuo interesse mi commuove.

Terzo risotto, di certo non l’ultimo, oggi si parla di asparagi (congelati, perché mi pesa il culo pulirli).

Per preparare il risotto agli asparagi, per due persone, hai bisogno di:
– 180 grammi di riso;
– 300 grammi di asparagi (congelati, freschi non ho idea della quantità);
– una noce di burro, un cucchiaio di olio;
– 50 grammi di parmigiano;
– mezza cipolla;
– un litro di brodo (2 dadi)

Comincia col preparare il brodo.
Nella solita pentola dai bordi alti metti la noce di burro, il cucchiaio d’olio e fai soffriggere mezza cipolla. Poi butta dentro gli asparagi, il riso e copri tutto col brodo.

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Sai cosa fare. Mescola, non fare attaccare, aggiungi brodo quando evapora tutto. Spacca gli asparagi con un cucchiaio di legno se tendono a rimanere interi (a meno che tu non sia fighetto e non voglia la bellezza del piatto, con le punte di asparagi intatte e quelle menate lì che non mi interessano).
Gratta 50 grammi di parmigiano e, quando il riso è praticamente pronto, aggiungili in pentola. Il riso è pronto quando il cucchiaio rimane in piedi per magia:

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Chiudi la pentola col coperchio e lascia riposare il riso per tre minuti.
Finito.
Puoi sederti e mangiare.

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Il menù di domani è ancora una sorpresa pure per me, vedremo.
Ciao!

Risotti, Uncategorized

Risotto alla Parmigiana.

Mi rifiuto di scrivere di nuovo il tutorial per imbranati per cucinare il risotto perfetto. Quello lo trovi cliccando qui e lo linkerò ogni volta che parleremo di risotto, don’t worry.

In media preparo un risotto a settimana, ma non condividerò con te tutte le ricette poiché tante sono molto simili tra loro e altre fanno proprio cagare, con accostamenti che uno, mentre mastica, non riesce proprio a crederci.

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La mia faccia mentre ripenso al risotto con crema di piselli alla menta e caciotta super saporita.

Questa volta prepariamo un risotto così semplice, ma così semplice, che quasi mi vergogno a parlarne. Ma, al solito, lavoro minimo per massimi risultati e quindi ecco per te il Risotto alla Parmigiana.

Per preparare il risotto alla parmigiana per due persone hai bisogno di:

1 – un cucchiaio di olio, un pezzetto di burro (circa 25 grammi, come sempre);
2 – mezza cipolla tritata;
3 – 180 grammi di riso;
4 – brodo;
5 – 100 grammi di parmigiano;
6 – pepe, se ti piace (io non l’ho messo).

Non aggiungere, come ho visto che fanno in molti, formaggi spalmabili a caso per creare cremine fantasiose. Deve sapere di parmigiano, la cremina si forma con l’ormai famoso AMIDO contenuto nel cazzo di riso. Il formaggio spalmabile serve solo a fare schifo.

Comincia col preparare il brodo.
Nella tua pentola per fare il risotto metti il cucchiaio di olio, la noce di burro e fai soffriggere la cipolla tritata. Compiuta quest’operazione, aggiungi il riso e fai tostare per un minuto. Poi coprilo col brodo (tutte cose che hai già imparato nella lezione precedente).

Nel frattempo gratta il formaggio.

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Quando il risotto sarà praticamente pronto (anche questa cosa ormai non dovrebbe avere più segreti, per te) versa tutto il formaggio dentro, mescolalo bene, finisci di fare addensare (aiutati col solito sistema del cucchiaio di legno che deve stare in piedi e fermo all’interno del riso). Dopodiché spegni la fiamma, chiudi tutto col coperchio e lascia riposare il risotto per due o tre minuti.

Finito. Metti tutto nei piatti, aggiungi il pepe se ti va, imbraccia le bacchette e mangia.

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Una foto brutta, ma con tanta personalità.

A domani, con un rotolo di frittata al forno!

Risotti

Risotto con carciofi e stracchino

Imparato un risotto, imparati tutti. Quindi metterò un paio di varianti per le differenze sostanziali, ma questo qui è lo scheletro che potrai usare per ogni abbinamento che ti possa venire in mente.
Potrai urlare I HAVE THE POWER con potenza e tanto, immenso orgoglio.

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Partiamo dalla scelta del riso. Prima io compravo quei sacchi con scritto RISO, tipo Unione Sovietica dei bei tempi andati. Poi il supermercato ha deciso – come fa sempre, perché mi detesta – di smettere di venderlo e quindi sono passata a prendere roba a caso, a rotazione, bestemmiando in aramaico perché uno non si ingrossava, l’altro ci metteva sei ore e mezza, questo ha rotto tanto le balle che me lo mangio crudo. Poi ho scoperto il Riso Gallo e mi sono fermata, perché non ha niente che non vada. I chicchi si trasformano mentre si cuociono e si vede pure a occhio quando è pronto, non si scuoce (non che abbia mai scotto il riso, anzi, di solito il problema qui è il contrario) ed è buono.

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No, le pubblicità non sono acccazzo, poiché a meno che non si voglia far finta di essere ipergreen spacciandosi per Azzurro di Sci con tanto di risaia dietro casa in cui, cantando gli inni tipici delle mondine, si raccoglie tutto l’occorrente per preparare il risotto… sempre al supermercato dobbiamo andare e le marche, checché se ne dica in giro, contano. Se conoscete una marca migliore avvisatemi, grazie.

Per il brodo, stesso discorso. Potete certo farvelo in casa, ma tanto lo so che tutti abbiamo la signorina della Star che vi saluta ogni volta che aprite il frigo. Quindi DADO e fanculo. Se poi avete della verdura in frigo che vi avanza, potete fare il brodo in casa e il tempo per farlo è più o meno lo stesso, ma comprarle apposta per usare 4 mestolate di brodo a me sembra sempre un mezzo spreco.
Ovviamente gli Azzurri di Sci preparano sempre il brodo di pollo ed hanno cadaveri di gallina ammassati nel freezer, all’occorrenza.
Io no. DADO.

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Finite le premesse, possiamo iniziare.
Ho scelto il risotto con carciofi e stracchino. I carciofi li ho usati congelati, perché è una rottura totale usare quelli freschi.
Le dosi sono per due persone e sono da pensare come piatto unico perché si sa che i Kaiju hanno sempre poco tempo e non si mettono a cucinare primi, secondi e contorni. È sostanzioso, quindi non avrete più fame fino al giorno dopo.

Per cucinare il risotto con carciofi e stracchino avrai bisogno di:
– 180 grammi di riso;
– mezza cipolla;
– 1 cucchiaio di olio, un po’ di burro;
– 300 grammi di carciofi congelati (e visto che parliamo di marche, io uso quasi sempre Orogel);
– 150 grammi di stracchino (ma anche 100 sono sufficienti);
– 3 dadi;
– prezzemolo.

Prepara prima il brodo. Come ho detto, uso il dado e buona regola è usarne uno per ogni mezzo litro d’acqua. Ti servono un litro e mezzo d’acqua, per stare sul sicuro, quindi tre dadi. Riempi una pentola di acqua fredda, cacciaci i tre dadi e chiudi col coperchio. Accendi la fiamma, eh. Io, per la regola degli ortaggi avanzati, avevo un sacco di gambi di asparagi selvatici, quindi ci ho infilato pure quelli.

Intanto in un’altra pentola metti un po’ di burro (l’ho pesato, ho usato circa 25 grammi) ed un cucchiaio di olio. Olio e burro insieme di solito non hanno senso alcuno, ma l’olio in questo caso ci serve ad alzare la temperatura e a permettere al burro di non bruciarsi. Quindi mettilo, ché se il burro si brucia devi buttare via tutto.

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Accendi la fiamma (quando cucini usa sempre la fiamma medio bassa, alta serve solo se il tuo risultato è quello di chiamare la pizzeria sotto casa) e intanto taglia la cipolla. Mezza cipolla è più che sufficiente, se è piccola usala intera. So che c’è una scienza sullo scegliere tra cipolle rosse, scalogni, bianche etc ma io me ne frego quasi sempre. In questo caso era una cipolla bianca e manco tanto fresca, come puoi vedere:

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Quella roba gialla vuol dire che sta facendo i fiori, sì, denunciami perché ho le cipolle in frigo da sei anni.

Quando il burro si è sciolto, metti la cipolla e falla soffriggere per qualche minuto. Ci vorranno meno di dieci minuti, sempre a fiamma medio-bassa (purtroppo non posso fotografare la fiamma, altrimenti lo avrei fatto).
Appena la cipolla ti sembra pronta, buttaci i carciofi. A questo punto, se fossero ortaggi freschi, dovresti aspettare un paio di minuti perché si sentano a casa, poi aggiungeresti il riso ed aspetteresti altri due minuti perché tutti si possano conoscere per bene. Metteresti anche del vino (che, se vuoi mettere, questo è il momento) ma a me non piace, lo metto solo quando mi sembra starci particolarmente bene (come nel risotto allo zafferano). In questo caso, comunque, si tratta di carciofi congelati, quindi caccia carciofi e riso insieme.

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Mescola tutto bene e aggiungi delle mestolate di brodo (che deve essere bollente, ma a questo punto dovrebbe essere pronto e puoi lasciarlo chiuso col coperchio e spegnere la  sua fiamma). Il brodo deve coprire tutto, così:

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A questo punto non devi stare dietro al riso più di tanto. Ogni tanto giralo sennò si attacca, ma non c’è bisogno di essere maniacale. Lascia perdere anche i minuti scritti sulla scatola del riso, che servono solo se lo vuoi fare bollire. La cosa sicura è che questa prima dose di brodo non basterà per la cottura, quindi quando vedi che sta evaporando del tutto, aggiungi un altro paio di mestolate.

Questo paio di mestolate vedrai che evaporeranno molto più velocemente, quindi devi essere più presente e, quando arriva al punto della foto qui sotto, continua a girare perché sennò si attacca:
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Come puoi vedere dalla foto, i chicchi si sono ingrossati e questo vuol dire che ci siamo quasi. Ti tocca assaggiare per capire se questi ultimi mestoli di brodo che hai aggiunto saranno sufficienti. Se il riso è duro, ne avrai ancora per un’altra mestolata. Se è morbido devi solo girare ed aspettare che tutto prenda forma. Una buona regola per capire quando fermare la cottura è piantare il cucchiaio di legno e vedere se cade, così:

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Se fate riso per più di due persone, il cucchiaio starà in piedi pure al centro della pentola. In questo caso c’è poco spessore, quindi non accade (a meno che non siate i soliti Azzurri di Sci).
Quando è pronto cacciaci dentro lo stracchino. Sull’uso del formaggio ci sarebbe molto da dire, ma in questo caso lo stracchino è un formaggio proprio cretino, con pochissimo gusto. Ma a me piace e il risotto solo coi carciofi sarebbe stato un po’ noioso. Così avrete ciccia a volontà e sarà cremoso. Ho scelto lo stracchino perché i carciofi hanno un gusto delicatissimo e un’altra roba li avrebbe massacrati. Cacciaci 100 grammi e falli sciogliere, a fiamma molto bassa (io ne ho messi 150 perché sono drogata, se tu non sei come me 100 sono sufficienti).
Quando vedi che tutto si è mescolato bene e che ha la consistenza compatta di un risotto spegni la fiamma e chiudi tutto col coperchio, lasciando riposare per due minuti.

Sembra un passaggio fighetto, ma ti assicuro che questi due minuti di riposo fanno la differenza tra un riso pronto ed uno che avrebbe potuto fare di più.

Trascorsi questi due minuti, buttaci pure il prezzemolo, mescolalo e basta, vai a mangiare.

Ecco un’altra foto inguardabile per noi che impiattiamo male e non abbiamo alcun senso estetico. Il fatto che il riso al carciofo abbia quel colore marroncino alla Human Centipede II non aiuta certo:

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Sì, mangio con le bacchette perché boh.

Bon, YOU HAVE THE POWER!!!