Primi, Risotti

Riso freddo con tonno e zucchine.

Verrà il giorno in cui questi dolci di merda che ho comprato finiranno. Verrà ed io proverò a non ricomprarli da capo. Perché va bene tuttto, ma fare 3 ore di palestra e poi scofanarsi una scatola di magnum mi sa che non è il modo giusto di fisicarsi.
È che è più forte di me: sono drogata di zuccheri.
Ogni giorno giuro che l’indomani resisterò e mi preparerò un bel riso in bianco post allenamento. Ed ogni giorno fallisco.

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Ormai mi sento così.

Così capita, ormai anche fin troppo spesso, che a cena devo cercare di recuperare le calorie ingerite e mi tocca stare leggera.
Poiché a pranzo ho divorato circa mezzo chilo di biscotti al cioccolato.

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Col latte, pure.

Così ecco che ti propongo un riso freddo con zucchine e tonno che, nonostante sia leggerissimo, riempie parecchio e non ti lascerà insoddisfatta.
Certo, lo so che sei abituata alle insalate di riso con uova sode, frittate, salsicce e chissà cos’altro… ma tanto lo so che pure tu oggi hai attaccato quella confezione di Maxibon e ne sei uscita vincitrice. Quindi dieta!

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La faccia chi non sopporta quella parola.

Go, go, go!

Per preparare del riso freddo con tonno e zucchine, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Scegli la varietà che preferisci;
  • 300 grammi di zucchine;
  • 2 cucchiai d’olio, poco prezzemolo;
  • 150 grammi di filetto di tonno (possibilmente al naturale);
  • il succo di un limone.

Lessa il riso. Guarda i minuti indicati sulla confezione: se ti indicano un 14-17 come tempi, tu tiralo fuori al 14, sennò si scuoce.
Durante questo tempo puoi tranquillamente cuocere le zucchine (il procedimento lo trovi un paio di foto più sotto).

Appena il riso è pronto, scolalo e sciacqualo con l’acqua fredda.

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Mettilo in una ciotola, in attesa degli altri ingredienti.

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Taglia a rondelle le zucchine e poi mettile in padella, insieme ad un cucchiaio d’olio.

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Fai cuocere a fiamma media per una quindicina di minuti, girando spesso.
Alla fine aggiusta di sale.
Non dovranno essere sfatte, ma ancora leggermente croccanti. A fine cottura aggiusta di sale.

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Scola il tonno dalla sua acqua di go go go governo e, se hai usato quello sottolio, cerca di asciugarlo più possibile da quel liquido immondo.
Sbriciola il tonno con le mani ed aggiungilo al riso. Mescola bene.

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Caccia dentro anche le zucchine e mescola di nuovo.

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Spremi il succo di limone e versalo nella ciotola.
Ecco la dimensione di quello che ho usato io:

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Condisci con un cucchiaio d’olio, mescola il tutto ancora una volta e poi chiudi con un coperchio e lascia riposare un’oretta. Fuori dal frigo: il frigorifero appiattisce tutti i gusti e gli odori, quindi usalo il minimo indispensabile.

Prepara le porzioni e, direttamente sui piatti, spezzetta un po’ di prezzemolo con le mani.

Ecco qui:

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Ciao e buon appetito!

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A domani, con un altro episodio di Pizzakaiju VS i grassi.
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Primi, Risotti, Uncategorized

Il riso fritto di Gamera.

Stavo guardando Gamera The Brave ed uno dei protagonisti era padrone di un ristorante. Ha cucinato così tante volte il riso fritto che alla fine m’è venuta voglia e, concluso il film, ho annunciato l’inevitabile.

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Il Riso Fritto, disse il Pizzakaiju, si farà.

Ho girellato un po’ per l’internet per cercare di capire come cucinare il riso di Gamera, ma nessun aiuto. Dato che il web è fan di Coliandro fino al midollo, per lui i musi gialli sono tutti uguali. Cerchi il riso giapponese ed ecco che ti vengono fuori ricette indonesiane, cinesi, coreane. Ed il Giappone?
Il Giappone boh.

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E i Kaiju di tutta Tokyo non l’han presa benissimo, che fossero della Toho o meno.

Quindi ho abbozzato.
Innanzitutto sono andata al discount ed ho trovato il riso con la confezione che trasudava perfezione:

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Pizzakaiju and friend.

Poi era da un po’ che la fruttivendola voleva rifilarmi delle rape bianche, che qui nel Cilento sono una novità che fa esaltare un po’ tutti. Ed io giuro che ho sentito la rapa bianca urlare GOJIRA! dalla sua cassetta e quindi l’ho adottata. Pure se aveva sbagliato film.

Il riso fritto stava per prendere forma. La ricetta cominciava ad apparirmi davanti come, di solito, soltanto la Madonna Sorda.

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Al supermercato ero così, a muovere gli scaffali solo col pensiero.

Purtroppo Gamera The Brave aveva una definizione così bassa che il riso fritto non si riusciva a vedere bene. C’era la carne? Non lo so, ma per me sì.
C’era la salsa di soia? Non lo so, ma per me sì.
E c’era il sakè? Probabile. Purtroppo, però, nel Cilento è una di quelle novità ancora più esaltanti della rapa bianca, quindi per ora non se la sentono di venderlo.

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Gente che vorrebbe il sakè ma vive a Palinuro.

Quindi Go, go, go! e vediamo che ho combinato.

Per preparare il riso fritto di Gamera, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Scegli quello che ti pare, io ho comprato quello Giapponese giusto per il LOL;
  • 30 grammi d’olio;
  • un uovo;
  • 200 grammi di carne di vitello, ridotta a pezzettini piccoli;
  • 200 grammi di rapa bianca. Se non trovi la rapa, puoi usare la verdura che vuoi, basta che la grattugi. Zucchine e carote ce le vedo bene;
  • almeno un cucchiaio di salsa di soia;
  • un cipollotto.

Il riso prima lo dobbiamo lessare, poi lo ripassiamo in padella. Guarda i tempi sulla confezione: se indicano 14-16, tu fermati a 11 e concludi la cottura in padella. 
L’intero condimento necessita circa 10 minuti per essere pronto, quindi regolati un po’ coi tempi in modo da non spegnere la fiamma sotto la padella. Se non ci riesci, limitati a riaccenderla un paio di minuti prima dell’arrivo del riso, che la padella deve essere bella calda. 

Quindi comincia a mettere a bollire l’acqua del riso e, nel frattempo, prepara tutti gli altri ingredienti.

Taglia a pezzetti la carne di vitello.

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Ammira la rapa bianca:

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Scarta le due estremità e con un pela patate togli tutta la parte esterna:

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Riducila a scaglie, usando i fori giganti della grattugia.

In una padella molto capiente fai scaldare 30 grammi d’olio e poi fai soffriggere a fiamma medio bassa il cipollotto tritato in maniera grossolana.

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Appena è colorato aggiungi la carne e la rapa bianca. Fai andare il tutto per una decina di minuti, a fiamma piuttosto alta.

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Gira spesso.
Intanto sbatti leggermente un uovo dentro ad un piatto e, appena la carne è pronta, aggiungi pure lui in padella.

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Sala leggermente (ricordati che aggiungeremo la salsa di soia, quindi non esagerare) e mescola con il cucchiaio di legno fino a quando l’uovo si è rappreso.

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A questo punto caccia dentro il riso che hai lessato, alza la fiamma al massimo, aggiungi un cucchiaio di salsa di soia e concludi lì la cottura.

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All’inizio ho messo un cucchiaino, ma almeno un cucchiaio ci vuole, vai tra.

Gira continuamente, non abbassare la fiamma e fermati quando il riso sarà un po’ colorato e saporito. Io ho cotto intorno ai 5 minuti. L’unica cosa importante è che il riso non si sfaldi.

Prepara i piatti e, sia chiaro, ti tocca mangiare con le bacchette.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

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Ed ecco Godzilla, invitato a cena per l’occasione:

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Ciao e buon appetito!

Primi, Risotti

Il risotto tradizionale del pianeta Villengard, con banane.

I più colti di noi sanno che il pianeta Villengard non era un bel posto: tanto per cominciare era conosciuto nel multiverso tutto come l’Incubo delle sette galassie e poi era regno di una famosa industria di armi potenti, che non è mai una gran cosa.
Tutto questo fino a quando The Doctor non è passato di lì, ha tirato giù tutto ed ha reso – tanto per cambiare – le galassie migliori.

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Dichiarazioni importanti.

E – come la gif qui sopra ha appena spoilerato – dove  vi erano le fondamenta di quella fabbrica di morte, adesso vive una bellissima piantagione di banane.
Quindi eccoci qui ad imparare uno dei piatti tipici del pianeta, il risotto alle banane, che è tanto semplice da cucinare quanto buono.
Anche perché la banana è mondiale e migliora qualsiasi cosa tocca. Persino il risotto.

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Il vero bollino blu.

In fin dei conti abbiamo cucinato già il risotto al panettone, quello all’uva e siamo riusciti persino a rendere mangiabile quello alle fragole: perché fermarsi?

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L’espressione della mia fruttivendola ogni volta che mi chiede Cosa mangerai questa sera?

Sappi che pure su Villengard le regole del risotto sono le medesime: burro (e non olio), riso Carnaroli perché ricco di amido (anche se lassù, ovvio, non lo chiamano proprio così), brodo da fare assorbire e 3 minuti di riposo senza coperchio una volta che il piatto è pronto.
Quindi Go, go, go! e rendiamo nostra un po’ di sana tradizione extraterrestre.

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Ed entusiasmo, mi raccomando.

Per preparare il risotto tradizionale di Villengard, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Carnaroli;
  • un litro e mezzo di brodo vegetale. O preparato con le tue manine o con tre dadi;
  • 200 grammi di banana, da utilizzare in due tempi differenti + qualche rotella di banana (5-6 a testa, massimo) con cui decorare i piatti;
  • pepe rosa. Non omettibile: ci sta da dio;
  • 25 grammi di parmigiano grattugiato;
  • 1 cucchiaio d’olio + 25 grammi di burro;
  • 25 grammi di burro per mantecare;
  • 100 ml di vino bianco;
  • pepe nero, un cipollotto piccolo (o uno scalogno).

Prepara il brodo vegetale.
Nel frattempo riduci a purè, usando la forchetta, 100 grammi di banana.

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In una padella dai bordi alti metti un cucchiaio d’olio e 25 grammi di burro, fai poi soffriggere il cipollotto tritato fino a quando è colorato. A fiamma bassa.

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Aggiungi il riso, alza leggermente la fiamma, e fallo tostare per un minuto.

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Versa i 100 ml di vino bianco e fai evaporare.

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A questo punto caccia dentro anche i 100 grammi di banana che hai spiaccicato e copri col brodo.

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Controlla ora i tempi di cottura del riso segnati sulla confezione e comportati come già sai: mano a mano che il brodo evapora aggiungine altro, girando ogni tanto il riso sennò si attacca.

Intanto riduci a purè anche gli altri 100 grammi di banana e gratta il parmigiano.
Taglia a rondelle pure dell’altra banana, che useremo per decorare i piatti.

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Ti accorgerai che il riso sta concludendo la cottura quando vedrai i chicchi gonfiarsi e all’assaggio risulteranno morbidi. I tempi della confezione, comunque, sono piuttosto indicativi.
Assaggia dunque e, giusto un minuto prima di spegnere la fiamma, unisci il resto della banana ed una spolverata di pepe nero.

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La consistenza del risotto non deve essere né minestrosa né secca: quando spegni la fiamma assicurati che ci sia ancora del brodo nella pentola.
A questo punto quindi spegni, aggiungi 25 grammi di burro e 25 di parmigiano, mescola bene e fai riposare dai 3 ai 5 minuti, senza coperchio.

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Ecco cosa dovresti avere in pentola:

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Impiatta e decora ogni porzione con le banane a rotelline e soprattutto il pepe rosa.
Ecco qui la tua cena:

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Ciao e buon appetito!

Risotti

Risotto con piselli e menta.

Ormai abbiamo cucinato il risotto talmente tante di quelle volte che non so bene a cosa possa servire questo ennesimo post.
Potremmo andare tutti a giocare ai videogiochi, che ripetere le stesse cose è un po’ noioso.

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Invece i videogames sono stimolanti e sempre differenti. Questo ne è un esempio perfetto.

Che bisogna usare il Carnaroli e non un altro tipo di riso ormai lo so.
Che il risultato non deve essere né una brodaglia né secco, anche.
Pure la mantecatura senza coperchio è un concetto che mi è chiarissimo.
Per non parlare dell’utilizzo di un po’ d’olio nel momento iniziale, giusto per alzare il punto di fumo del burro. Ormai il risotto non ha quasi più segreti per me.

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E tu? Hai imparato almeno qualcosa? Kevin è molto serio quando si parla di risotto, piatto tipico di Perfection, Nevada.

Oggi si sbaccellano i piselli, sappilo.

Go, go, go!

Per preparare un risotto con piselli e menta, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Carnaroli;
  • un cucchiaio d’olio, 25 grammi di burro;
  • 350 grammi di piselli, peso già sbaccellato. Orientativamente compra circa un chilo di baccelli. La logica è sempre moltiplicare il peso che ti serve per tre, per essere sicurissimi di averne abbastanza;
  • 100 grammi di vino bianco;
  • un cipollotto;
  • 100 grammi di robiola;
  • un po’ di foglie di menta;
  • un litro e mezzo di brodo vegetale (preparato con tre dadi);
  • parmigiano con cui spolverare i piatti e pepe nero.

Libera di usare i piselli surgelati, se ti pesa il culo o non è stagione. Però sappi che il loro gusto è pallidissimo, a confronto di quelli freschi. Nel caso, cuoci i piselli al microonde ed aggiungili al riso più o meno a metà cottura. 

Precisato questo, parti con il preparare il brodo vegetale.
Mentre attendi, sbaccella i piselli.

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Taglia a pezzi anche parecchie foglie di menta. A tuo gusto, a me piace un bordello quindi abbondo.
Conservane un paio per decorare i piatti.

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Appena il brodo è pronto, possiamo fare sul serio.
Trita un cipollotto.
In una pentola metti un cucchiaio d’olio, i 25 grammi di burro e falli scaldare. Aggiungi il cipollotto e fai stufare a fiamma bassa fino a quando è colorato.

Aggiungi poi il riso, alza leggermente la fiamma, e fai tostare per due minuti, mescolando di continuo.
Caccia dentro i 100 grammi di vino bianco e fai evaporare (ci vorranno due minuti scarsi, continua a mescolare).
A questo punto puoi unire anche i piselli.

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Ricopri di brodo.

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I minuti indicati sulla confezione del riso sono più o meno giusti. Tienine conto, perché verso la fine il riso deve essere né papposo né asciutto.
Aggiungi brodo caldo mano a mano che viene assorbito dal riso ed ogni tanto mescola per non fare attaccare.

Allo scadere del tempo indicato sulla confezione assaggia e valuta se proseguire o meno la cottura: il riso è pronto quando i chicchi si saranno gonfiati e all’assaggio non devono risultare tosti. 
Se è pronto assicurati che ci sia abbastanza brodo, altrimenti aggiungine un po’.

Spegni la fiamma e caccia dentro sia la robiola che la menta.

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Mescola bene e lascia riposare dai 3 ai 5 minuti, senza coperchio.

Ecco cosa dovresti avere davanti:

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Impiatta e cospargi ogni porzione con un po’ di pepe nero, del parmigiano e decora con un paio di foglioline di menta.

Ecco qui:

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Ciao e buon appetito!

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E tanti saluti da Perfection, Nevada.
Primi, Risotti

Il risotto del cinefilo svedese (con audio fuori sincrono e sottotitoli in bulgaro).

È tornata la loro stagione ed io è già la seconda volta che preparo il risotto con le fragole. Mica perché sia il mio piatto preferito, anzi, semmai proprio perché ogni volta fa cagarissimo. Ma in un modo diverso, eh, che ai cuochi dell’internet piace essere creativi. Che nel fare schifo c’è tutta un’arte complessa da apprendere.

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Un altro stanco di provare risotti alle fragole. Come non capirlo.

Avevo anche io inserito una mia versione orrenda, agli albori del blog. L’ho rifatta, il risotto è finito in giardino, ho cancellato il post. Perché sono una persona seria.

Poi ho trovato il video di Stefano Barbato, che di solito è uomo di fiducia, così ho provato per l’ennesima volta.
Anche perché è stagione – l’ho già detto, vero? – e l’uomo svedese continua a ripetere la stessa frase, in loop.

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Guarda che ho capito, è che non so come si cucinano.

Quindi da adesso in poi anche la tua vita sarà più facile e potrai mangiare le fragole nel riso carnaroli, come era tuo sogno proibito da sempre.

Come ormai sai, uno dei compiti di noi Kaiju è assegnare nomi improbabili a creature e pietanze, dunque chiameremo questo piatto Il risotto del cinefilo svedese (con audio fuori sincrono e sottotitoli in bulgaro). 
Nome breve, facile da ricordare, praticissimo. È prevista una versione in bianco e nero e pure una seppiata.

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Grazie per l’appoggio.

Per preparare Il risotto del cinefilo svedese (con audio fuori sincrono e sottotitoli in bulgaro), per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso carnaroli;
  • 250 grammi di fragole mature. Se da te sono ancora verdastre, lascia stare ed aspetta ancora un mese. So che puoi resistere;
  • 4 foglie di menta;
  • 65 grammi di panna fresca. Non usare quella a lunga conservazione, ma quella da montare (senza zucchero);
  • 35 grammi di parmigiano;
  • un po’ di timo. Io ho usato quello secco e, nonostante non sia paragonabile a quello fresco, ti assicuro che fa la differenza. Non ometterlo;
  • 25 grammi di burro ed un cucchiaio d’olio;
  • uno scalogno;
  • un litro e mezzo di brodo vegetale;
  • 125 grammi di spumante secco. Non usare quello dolce, che sputtani tutto. Se ne sai quanto me, sappi che sulla bottiglia deve esserci scritto BRUT;
  • un cucchiaio di aceto balsamico di Modena;
  • un pizzico di sale.

Ammazza quanti ingredienti, eh?

Comincia col preparare il brodo vegetale. Come ormai sai io preferisco – stranamente, aggiungerei – il dado a quello di verdura fatto in casa. Tu fai come credi.

Mentre il brodo si avvia, dobbiamo tagliare le fragole a pezzettini.
Tutorial minimo.

Togli i ciuffi d’erba e taglia la fragola a metà:

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Ogni pezzetto ricavato deve essere ulteriormente tagliato a metà:

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Infine riduci tutto a pezzetti:

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Caccia le fragole in una ciotola ed aggiungi un po’ di sale. Poi mescola bene.

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Aggiungi 125 grammi di spumante e 4 foglie di menta (intere, non spezzettarle).
Lascia macerare per dieci minuti.

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Riposati per cinque minuti, che ci servirà lo spumante di macerazione.

A questo punto, se il brodo è pronto, possiamo partire con il risotto.
In una pentola metti un cucchiaio d’olio e 25 grammi di burro.

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Falli sciogliere e poi aggiungi delle foglie di timo e  lo scalogno tagliato in 4 parti grandi.

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Fai soffriggere a fiamma medio bassa per qualche minuto (due o tre son più che sufficienti). Ora leva lo scalogno con l’aiuto di una pinza.

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Versa il riso e fai tostare, a fiamma medio bassa, per due minuti scarsi.

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Gira spesso. Contemporaneamente togli le foglie di menta dalla ciotola delle fragole e, con l’aiuto di un colino, scola quest’ultime dal liquido.

Così:

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Versa il liquido ottenuto nel riso:

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Fai evaporare la parte alcolica usando una fiamma media, girando spesso.
Adesso aggiungi tre quarti delle fragole. Se non sei bravo in matematica, come me, si traduce in Quasi tutte.

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Circa così.

Ora cuoci il risotto come ormai sai: copri di brodo, non girare troppo spesso e versa liquido mano a mano che evapora ed il riso lo assorbe. 

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Controlla i tempi indicati sulla confezione poiché a 5 minuti dalla fine dobbiamo unire anche il resto delle fragole, che rimarranno leggermente più integre rispetto alle altre.
I tempi della confezione ti servono anche per regolarti sulla quantità di brodo da aggiungere, poiché il risultato finale non deve essere né secco né zupposo.

Nel frattempo, gratta i 35 grammi di parmigiano.

A 5 minuti dalla fine, dunque, aggiungi le fragole rimaste.

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Continua la preparazione, assaggia per capire se i chicchi sono al punto giusto e poi spegni la fiamma, che mantechiamo.

Aggiungi tutto il parmigiano grattato, i 65 grammi di panna ed ancora un po’ di timo (senza esagerare).
Mescola bene.

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Lascia riposare, senza coperchio, dai 3 ai 5 minuti. Dipende da quanto è venuto liquido.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

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Forma i piatti e su ogni porzione aggiungi qualche goccia di aceto balsamico e, se ce le hai, qualche foglia di menta.

Ecco qui cosa dovresti avere ottenuto, se sono riuscita a spiegarmi in maniera decente:

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Non è mondiale, ma ha un suo perché.

Ciao e buon appetito!

Primi, Risotti

Il riso in bianco di Scott Adkins.

Ogni giorno mi alleno come Goku.
Alle otto del mattino sono già in pieno impegno da palestra, con cavigliere, polsini, pesi, salto di corda e addominali.
Sto meditando anch’io su un modo per aumentare la gravità di 100 volte quella terrestre, ma per ora con scarso successo.

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Eccomi in una gara di corsa con Shenron. Ovviamente ho vinto io.

Dopo 4 ore di fatica, di solito non capisco più un cazzo e mangio tutto quello che trovo.
Tranne le rare volte in cui vengo posseduta dallo spirito di Bruce Lee o di Scott Adkins. Allora ci provo e parto con il pranzo salutista.

In questo caso avevo appena visto il film spaccaculi Ninja II: Shadow of a Tear e Scott Adkins mangiucchiava una ciotola di riso in bianco che non mi ha fatto dormire la notte.
Quindi il giorno dopo prima ho urlato BOYKA! BOYKA! BOYKA! davanti allo specchio ad ogni sollevata di pesi, poi ho cucinato del riso bollito buonissimo.

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Boyka vi saluta tanto.

La ricetta è davvero banale, ma tanto c’è chi mette di peggio.
Tipo questa:

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Quindi Go, go, go!

Per preparare il riso in bianco di Scott Adkins, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Della varietà che vuoi;
  • 30 grammi di burro;
  • un po’ di foglie di salvia.

Metti l’acqua a bollire, ricordati di salarla leggermente.

In una padella fai sciogliere i 20 di grammi di burro, poi aggiungi le foglie di salvia e falle appassire per qualche minuto.

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Spegni la fiamma in attesa del riso, accendila solo un paio di minuti prima del suo arrivo (per avere la padella calda).
Lessa il riso per il tempo indicato sulla confezione, scolalo molto bene e poi fallo insaporire in padella, a fiamma bassa, per un minuto. Mescolalo per tutto il tempo.

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Gira

Prepara le porzioni ed aggiungi un po’ di foglie di salvia spezzettata.
Ecco qui cosa dovresti avere ottenuto:

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Buono, leggero, piuttosto veloce e per oggi niente barattolo di sei chili di nutella, dai. Per una volta non abbiamo vanificato tutti gli sforzi mattutini.

Ed ecco il Kaiju che mangia con le bacchette, come dovrebbero fare tutti gli esseri umani:

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Non si vede, ma indosso la maglietta di Gojira vs Attack on Titan. Peccato.

Ciao e buon appetito!

 

Risotti

Salsiccia di Norcia: Il Ritorno.

A costo di essere ripetitiva come un vecchio del menga, mi sento in dovere di denunciare l’assenza della salsiccia qui, nel Cilento.

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Come si fa a vivere senza salsiccia?

Sì, ok, in realtà esiste la salsiccia. Peccato sia orrendamente finocchiata.
E non c’è un cazzo da fare, eh. Se vai al supermercato e chiedi della salsiccia senza finocchietto ti spernacchiano senza pietà. Oppure mentono. Sìsì, questa è senza finocchietto. Poi vai a casa e quando cominci a spezzettarla, eccolo lì, il bastardo.

Durante la mia ultima disavventura salsiccesca, ho impiegato 25 minuti soltanto per levarlo. Un semino per volta, aspettando la morte per tedio.

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Più o meno i pensieri che mi giravano per la testa, in quel momento.

Così quando ho seguito l’esempio del Vanni e mi sono recata nella grande città per usufruire del mio diritto di andare alla banca ed alla posta, ho ritagliato il tempo pure per una bella sosta al supermercato e mi sono comprata due chili di salsiccia di norcia.
Dunque oggi posso donarti la sacra ricetta del risotto con la salsiccia.

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Scommetto che anche al Canessa piace la salsiccia finocchiata.

Go, go, go! 

Per preparare un risotto con la salsiccia, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Carnaroli;
  • 350-400 grammi di salsiccia;
  • uno spicchio d’aglio, una cipolla;
  • 50 grammi di parmigiano;
  • 2 cucchiai d’olio, 50 grammi di burro;
  • pepe;
  • 1,5 litri di brodo di carne;
  • 200 ml di vino rosso. Uno decente, non quello in cartone, per favore.

In questa versione di risotto non bollirai la salsiccia nel brodo. La cucineremo a parte, con un paio di accortezze semplici per non mescolare i condimenti cicciosi in cui la salsiccia cuocerà.

Inizia a preparare il brodo.
Nel frattempo, spella la salsiccia.

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Tagliala a pezzi.

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In una padella metti un cucchiaio d’olio e fallo scaldare.
Schiaccia uno spicchio d’aglio, lasciandolo in camicia, e poi mettilo in padella per farlo soffriggere. Inclina la padella in modo che l’olio e l’aglio siano in un punto solo e rimani in questa posizione per tre minuti. Usa una fiamma medio bassa:

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Così.

A cosa serve? A fare aromatizzare l’olio, permettendoci di togliere subito l’aglio (che altrimenti potrebbe in parte spappolarsi e finire nel risotto, cosa che in questo caso proprio non vogliamo).
Esauriti i tre minuti, leva lo spicchio d’aglio:

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Puoi cacciare dentro la salsiccia. Falla cuocere a fiamma medio-alta fino a quando non sarà colorata su ogni lato, girandola ogni tanto per non farla attaccare.

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Siccome ci vorrà del tempo, puoi iniziare a preparare la pentola del risotto.
Trita la cipolla.
In pentola metti 25 grammi di burro ed un cucchiaio d’olio, falli scaldare a fiamma bassa e poi caccia dentro la cipolla.

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Fai soffriggere la cipolla, sempre a fiamma bassa, fino a quando sarà colorata.
A quel punto alza leggermente la fiamma, aggiungi il riso e fai tostare per 30 secondi, girando spesso.

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Caccia dentro anche 100 ml di vino rosso, alza la fiamma e fallo evaporare. Sempre girando per non fare attaccare.

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Infine ricopri col brodo ed inizia la solita tiritera del risotto: mano a mano che il brodo evapora e viene assorbito, aggiungine altro.
Tieni sempre sott’occhio i minuti indicativi dati dalla confezione, poiché non solo verso la fine dovrai regolarti per non ottenere una consistenza troppo o troppo poco brodosa, ma questa volta verso metà cottura aggiungeremo anche la salsiccia.

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A proposito di salsiccia: guai a  dimenticartela.
A questo punto dovrebbe essere quasi pronta. Tipo così:

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Quindi versaci 100 ml di vino, alza la fiamma e fai evaporare.
Gira più spesso e non dimenticarti neppure del riso, che avrà bisogno anche lui di essere mescolato.

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Dopo pochi minuti dovresti avere ottenuto questo tipo di risultato:

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Spegni la fiamma e, con l’aiuto di una schiumarola, leva la salsiccia per metterla in una ciotola. Scolala più possibile da tutto l’olio ed il grasso in cui sta riposando:

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Eccola qui, bella asciutta:

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Più o meno a metà cottura del riso, butta dentro anche metà della salsiccia:

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Prosegui la cottura, aggiungendo il solito brodo mano a mano che evapora e viene assorbito.
Mente attendi, gratta il parmigiano.

Assaggia e, quando finalmente è pronto, spegni la fiamma. Ricordati che la consistenza del risotto non deve essere né papposa né liquida, quindi regolati con la tua ultima mestolata di brodo.
Aggiungi la rimanente salsiccia, 25 grammi di burro e 50 grammi di parmigiano grattugiato.

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Mescola bene e poi lascia riposare, senza coperchio, dai 3 ai 5 minuti.
Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Impiatta e spolvera con un po’ di pepe nero.
Ecco la mia cena:

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Di certo non dietetico, ma senz’altro buonissimo.

Ciao e buon appetito!

Risotti

Risotto al panettone.

No, questa non me la sono inventata.
È una ricetta che trovi in diverse versioni e tutte mi hanno lasciata un po’ perplessa. Stiamo per cucinare un risotto al panettone, ma se poi risulta troppo dolce, qui ci tocca chiamare la pizzeria.

Sì, hai capito bene. Risotto al Panettone. E se hai qualcosa da ridire perché ti senti strenuo difensore della cucina tradizionale, ti lascio parlare con il mio addetto alle pubbliche relazioni.

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Che reagirà così.

Se non ti piace sperimentare sfanculizzati e torna tra qualche giorno. Altrimenti Welcome Stranger e parliamone.

Niente spumante nella base e neppure niente panettone durante le prime fasi di cottura, contrariamente a ciò che fanno quasi tutti gli altri. Ed il perché te lo spiego subito: lo spumante non è come il vino. Tolto l’alcool, quello che rimane è lo zucchero. Non credo sia necessario aggiungere zucchero in una ricetta già semidolce. Idem per il panettone: se inserito nella base del risotto, il risultato finale sarà solo dolciastro.
Io volevo un risotto salato, con il contrasto del panettone nel risultato finale. Credo di esserci riuscita.

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Yeeeeee…!

Mi è piaciuto e quindi ti passo la ricetta. Che è facilissima.
Go, go, go!

Per preparare un risotto al panettone, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso carnaroli;
  • un litro e mezzo di brodo vegetale;
  • 150 grammi di panettone (con canditi e tutto);
  • mezza cipolla;
  • una noce di burro (circa 25 grammi) ed un cucchiaio d’olio;
  • 50 grammi di parmigiano.

Comincia preparando il brodo.
Quando è pronto tienilo coperto e molto caldo, ci servirà fino alla fine del procedimento.
Intanto trita la cipolla e grattugia il parmigiano.

In una padella dai bordi alti metti la noce di burro ed un cucchiaio d’olio. Appena sono caldi, fai soffriggere la cipolla tritata, a fiamma bassa.

Mentre attendi taglia a pezzi il panettone. Ti consiglio di fare quadrotti piuttosto grossi: l’ideale sarebbe non farlo sbriciolare nel risotto, ma di beccarsi dei bocconi di panettone tra una forchettata e l’altra.

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Quando la cipolla è colorata, alza leggermente la fiamma e fai tostare il riso per un minuto.

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Ricopri tutto col brodo e prepara il riso, che ormai dovresti saper fare.
Mano a mano che il riso assorbe l’acqua aggiungine. Il tempo medio di un riso è, come sempre, 15-20 minuti, quindi regolati di conseguenza con le mestolate di brodo. Gira ogni tanto il riso con un cucchiaio di legno.
Noterai il riso ingrossarsi gradualmente. Assaggia e quando è pronto spegni la fiamma.

Ti ricordo – male non fa – che il risotto non deve essere una pappa asciutta. Deve rimanere del brodo, per formare una consistenza che non sia né liquida né compatta. E normalmente ci vorrebbe poco brodo, verso la fine. In questo caso, il panettone se ne berrà a chilate, quindi aggiungi una mestolata bella abbondante verso la fine (che sia bollente, mi raccomando).

Caccia dentro il panettone ed il parmigiano.

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Mescola tutto e, se ti pare che il panettone abbia già ingurgitato tutto il liquido, aggiungi altro brodo (sempre bollentissimo).
Lascia riposare per due minuti e dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Fai i piatti e mangiati questa roba, tanto strana quanto buona:

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Ed anche oggi si mangia!

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Yeeee…!

Ciao e buon appetito!

Risotti

Riso e latte (salato).

Ho sempre pensato che il Riso&Latte facesse un po’ schifo. Me l’avevano fatto assaggiare un paio di volte, ma lo zucchero ed il riso insieme mi hanno subito provocato un disgusto esagerato.
E invece?

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Il coraggio di cambiare idea.

Il segreto stava nel tentare la ricetta salata, invece di quella dolce. Fanculo allo zucchero e benvenuto al sale: con piccolissime variazioni ho trasformato la ricetta della merenda di Luca Pappagallo in una cena validissima. Con aiuto da parte sua, che non s’è mai visto che io faccia qualcosa completamente da sola, ci mancherebbe.

Siccome so che pure tu non rimani granitica nelle tue posizioni culinarie e vuoi tentare qualcosa di nuovo, ti passo la mia nuova scoperta.

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Tutti così.

Per preparare del riso al latte per due persone, hai bisogno di:

  • 250 grammi di riso originario;
  • 300 grammi di zucca (chiedine un po’ di più, poiché la devi pulire);
  • 500 ml di latte intero;
  • 500 ml di acqua;
  • 20 grammi di burro, 50 grammi di parmigiano + una spolverata sui piatti;
  • sale, pepe.

Go, go, go!

Metti mezzo litro d’acqua in una pentola e portalo ad ebollizione.
Metti anche mezzo litro di latte intero in un pentolino e scaldalo, a fiamma bassa.

Taglia intanto la zucca a dadini piccoli.
Appena l’acqua bolle, caccia i dadini di zucca lì dentro.

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Aggiungi un po’ di sale, chiudi e lascia cuocere per dieci minuti. 
Nel frattempo, magari, gratta il parmigiano.

Trascorsi i dieci minuti, aggiungi il latte che hai scaldato e porta ad ebollizione. Se vuoi accelerare il procedimento puoi anche mettere il coperchio semiaperto, ma non chiudere del tutto: una volta scoperchiato ti si rovescerebbe tutto addosso (come il Pappagallo insegna) e le bestemmie cosmiche si devono conservare per occasioni  ben più speciali. Non sprecarle.

Appena torna a bollire, aggiungi anche i 250 grammi di riso. Sala ancora un po’.

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Ora cuoci a fiamma bassa, senza coperchio, per almeno 20 minuti. Deve diventare una crema bella densa.
Gira spesso per non fare attaccare il riso sul fondo, mi raccomando.

Quando il riso è quasi pronto assaggia ed aggiusta di sale e caccia dentro un po’ di pepe.
Infine, a fiamma spenta, butta dentro 20 grammi di burro e 50 grammi di parmigiano grattugiato:

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Gira bene con un cucchiaio di legno e fai sciogliere tutto.
Direttamente sui piatti spolvera con ulteriore parmigiano ed un po’ di pepe.

Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Non mondiale, ma un’ottima alternativa a risotto o minestre di riso. Caldissimo, anche. Ed io non c’ho mica il riscaldamento, un po’ d’aiuto per superare certe difficilissime serate di gennaio è sempre più che gradito.

Ciao e buon appetito!

Primi, Risotti

Risotto alla Calzini (con parboiled, feta e pomodorini).

Può pure succedere che il risotto riesca male. Che tu mantechi, chiudi col coperchio, riapri e niente: trovi l’orrore.

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Superman si è pure dimenticato che stava cucinando un risotto e non una torta, quindi immagina che cagata è venuta fuori…

Per i puristi oggi non c’è spazio. Abbiamo già affrontato il tutorial per il risotto perfetto, quindi i nostalgici reazionari vadano a sbavare sulle foto di quel post là.

Per i temerari, invece, oggi illustrerò il metodo Calzini. Che vuole il riso Parboiled e non il Carnaroli.

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Ecco un purista che se ne va.

Chi è Calzini e dove troviamo questo metodo alternativo per preparare un risotto? So che di solito per tutte le domande la risposta universale è 42, ma in questo caso Calzini è stato il gatto di Catia e la ricetta arriva ovviamente da casa sua.

Siccome i mici sono un mio punto debole ed ho tutti gli spazi vitali occupati da gatti di ogni età, potevo forse evitare di omaggiarli con una ricetta? Anzi, con un metodo di risotti: così ogni volta che cucineremo del parboiled penseremo a loro.

Ah, il primo che osa anche solo pensare AMICI PELOSI si becca un calcio in culo. Se poi usa il termine pelosetti, anche uno sulle gengive.

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Lui ha osato pronunciare la frase Cucciolotti tenerotti e gli ho tagliato il braccio.

Cominciamo.
Go, go, go!

Le dosi sono, come sempre, per due persone.

Per cucinare il Risotto alla Calzini, con Feta e pomodorini, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Parboiled;
  • 500 grammi di pomodorini;
  • mezza cipolla, un cucchiaio d’olio, origano a volontà, peperoncino.
  • 200 grammi di feta.

In una padella (o in una pentola di cui possiedi il coperchio), fai scaldare un cucchiaio d’olio e soffriggi la cipolla tritata ed il peperoncino.

Taglia i pomodorini a pezzetti e, quando la cipolla è colorata, caccia pure loro in padella. Aggiungi anche l’origano.

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Metti il coperchio e cuoci a fiamma media, girando ogni tanto e spiaccicando i pomodorini con un cucchiaio di legno. Ci vorranno 15-20 minuti. Quindi regolati di conseguenza per la cottura del riso.
Ti consiglio di non salare, poiché la feta è super saporita.

Nel caso tu sia insicura: finisci prima il sugo, spegni la fiamma ma tienilo in caldo col coperchio e poi occupati del riso. Un paio di minuti prima dell’arrivo del riso, accendi di nuovo la fiamma del sugo per accoglierlo caldamente.

Metti a bollire l’acqua del riso (ricordati di salarla) e lessalo.

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Cucine lerce che lavorano sodo.

Mentre aspetti, taglia a pezzetti la feta.

Quando il riso è pronto scolalo ed uniscilo al sugo. Sbriciola dentro anche la feta (che già hai tagliato a dadini, ma se la sbricioli con le tue manine è meglio).

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Mescola benebene.

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Spegni la fiamma. Chiudi col coperchio e fai riposare per tre minuti.

Quando aprirai, dovresti avere ottenuto questo risultato (sempre se non mi sono incartata con le parole):

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Come vedi la prova del cucchiaio in questo caso è riuscita. Ma credo sia accaduto solo perché ho usato una quantità di formaggio proibitiva, non ti garantisco la stessa cremosità per altri tipi di condimento. Magari mantecati solo con burro o parmigiano. Quando proverò, ti farò sapere.

Siediti e mangia!

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Oppure stai in piedi, come fa BenGrimm.

La prossima volta prepareremo una pasta e fagioli, ma questa volta useremo i legumi secchi. Quindi procurati dei Borlotti e comincia a metterli in acqua.

Ciao!