Risotti, tutorial

Risotto allo zafferano

Esattamente un anno fa scoprivo di avere sempre sbagliato a cucinare i risotti perché mi ostinavo ad usare il Parboiled.

Fase 1:  oh cazzo.

Esattamente un anno fa riempivo il web di imprecazioni terribili poiché tutte le ricette che avevo inserito erano quindi con fotografie che dimostravano al mondo la mia totale inettitudine.

Fase 2: i porchidii.

Ho quindi iniziato a imparare da capo le basi, concentrandomi più che altro sulla questione brodo e mantecatura.
Non sempre riuscivo ad ottenere risultati perfetti. C’erano volte in cui fallivo quasi del tutto.

Fase 3: adesso apro un blog di meccanica.

Per non parlare di quei risotti cotti per la metà nel vino o dove il risultato non doveva essere all’onda. I miei primi trentordici risotti cucinati dopo l’epifania non sono stati tanto semplici. Uno stress ad ogni nuova combinazione di ingredienti.

Fase 4: sono carica ed adesso provo il risotto con gli smarties.

Quando finalmente ero convinta di avere capito tutto della vita e dei risotti, arriva Stefano Barbato e mi mostra la tostatura a secco. Poi mi confonde le idee sull’uso del coperchio dopo aver spento la fiamma (che continuo a non mettere, ma lui invece ne fa grande utilizzo). E poi, dai, del cucchiaio d’olio per aumentare il punto di fumo ne vogliamo parlare?

Fase 5: non ditemi che devo scattare di nuovo tutte le foto del blog perché sennò caccio via tutto.

Mi sembra giusto festeggiare questo anno di disperazione&rabbia con un risotto classico, in cui possiamo ripassare l’Abc senza complicarci troppo la vita.
So che tra un anno ci ritroveremo di nuovo qui ad urlarci in faccia i nuovi segreti che nessuno ci voleva svelare (tipo che diverremo tutti fedelissimi fan del risotto cucinato alla pilota, che manco c’ho voglia di andare a googlare che minchia è), ma per ora festeggiamo l’allontanamento parziale della nostra ignoranza così, con un piatto cult.

Go, go, go! e sigla!

Stato d’animo che accomuna chiunque provi ad imparare a fare da mangiare per davvero.

Per preparare un risotto allo zafferano, per due persone, hai bisogno di:

  • 250 grammi di riso carnaroli;
  • 40 grammi di burro. 20 da usare all’inizio della cottura, 20 alla fine;
  • una bustina di zafferano. Però comprane due, che non si sa mai;
  • mezza cipolla bianca;
  • 50 grammi di parmigiano;
  • 100 grammi di vino bianco;
  • un litro e mezzo di brodo vegetale. Se decidi di usare i dadi, cacciane dentro due.

Parti preparando il brodo.

Appena è pronto, prelevane una mezza mestolata e versalo in un pentolino piccolo. Cacciaci dentro la bustina di zafferano.

Accendi la fiamma bassissima, senza fare arrivare il brodo a bollire. Devi solo sciogliere lo zafferano nell’acqua, scaldandolo un po’. It’s the Zafferano Awakening, insomma, ed è un’operazione che serve per tirar fuori il suo odore.
Mescola di continuo, con un cucchiaio oppure muovendo il pentolino. Se l’acqua si stesse per scaldare troppo, allontanati dalla fiamma.

Se la polvere non si sciogliesse completamente dopo due o tre minuti, non ti preoccupare che hai finito lo stesso.

Lascialo riposare da una parte.

Tostiamo il riso a secco.
Mettilo nella pentola che usi per il risotto, senza aggiungere grassi di alcun genere. Fai andare a fiamma vivace, girando di continuo, per circa 3 minuti. Il riso non si deve scurire: sentirai piano piano il suo odore sprigionarsi ed è davvero tutto quello che devi ottenere.
Mettilo poi in una ciotola e passiamo oltre.

Trita la cipolla.
Gratta i 50 grammi di parmigiano.

Nella pentola metti ora 20 grammi di burro, fallo sciogliere a fiamma bassa e poi aggiungi la cipolla.

Falla appassire bene, mescolando spesso. Tieni conto che il burro non deve raggiungere temperature elevate, perché si brucia. Quindi non alzare la fiamma.
Quando la cipolla è appassita aggiungi il riso.

Alza di poco la fiamma, fai tostare 30 secondi mescolando di continuo. Appena sul fondo della pentola non c’è più burro, la fase della tostatura è completa.

Versa ora i 100 grammi di vino e fai evaporare. Sempre girando spesso e sempre con una fiamma più alta di quella iniziale.

Appena il riso ha assorbito il liquido, partiamo con la solita fase del brodo.

Fiamma bassa, ogni tanto mescola. Mano a mano che il riso assorbe il brodo, ricoprilo di nuovo.
Questo fino a fine cottura che – e questo non mi stancherò mai di ripeterlo – non corrisponde per forza ai tempi indicati sulla confezione del riso che acquisti. Il mio riso indica 15 minuti, in realtà ha bisogno dai 23 ai 25 minuti di cottura, invariabilmente.

Quindi assaggia sempre e, verso la fine, invece di aggiungere l’ultima mestolata di brodo, versane un po’ nel pentolino in cui hai fatto sciogliere lo zafferano e poi caccia tutto in pentola.

Mescola bene, concludi la cottura e poi spegni la fiamma.
Adesso butta dentro il parmigiano ed il burro.

Mescola in maniera energica, con un cucchiaio di legno, poi fai riposare il tutto per 3 minuti circa. Io senza coperchio. Tu boh.
Ecco qui come sarà alla fine:

Se in questa fase il risotto non fosse abbastanza giallo perché hai comprato uno zafferano meschino (e certo non è colpa tua), aggiungine un’altra bustina senza paura o vergogna.

Prepara i piatti e niente, ci siamo.

Ciao e buon appetito!

 

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Risotti

Risotto con crema di scalogno e salmone affumicato.

Che mi piacciono i risotti strani ormai è abbastanza chiaro. Con le banane, con il panettone, con gli smarties.
Anche oggi sono qui per proportene uno che è particolare non tanto nella scelta degli ingredienti, quanto per il tipo di preparazione.

Non solo praticheremo una cottura mista, facendo evaporare quasi completamente il brodo per 2 volte, ma sopratutto tosteremo il riso a secco. Senza burro e senza olio.
Roba seria, cari miei.

Roba da supereroi o giù di lì.

Tutti scrivono che quando tosti il riso questo diventa trasparente. 
Io una volta l’ho tostato per 5 minuti, tipo, per assistere a questo cambio di colore sensazionalissimo, roba che giusto la donna invisibile.
Risultato: nessuno, a parte aver quasi cacciato via il riso nella spazzatura.

Sappi che la tostatura a secco, invece, ha molto senso e che sono sicura che questo risotto entrerà nel tuo menù personale, una volta assaggiato.

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Per me una Cotoletta alla valchiria, grazie.

Ho rubato la ricetta a Luca Pappagallo, che però non pratica la tostatura a secco. Unica variazione su un procedimento altrimenti perfetto.

Go, go, go! 

E mi raccomando: con un piatto raffinato come quello che ti sto preparando devi vestirti a modino ed abbinare il vino giusto.

Per preparare un risotto con crema di scalogno e salmone, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso carnaroli;
  • un litro e mezzo di brodo vegetale. Se usi il dado, mettine dentro 2. Altrimenti tieniti comunque bassa di sale perché il salmone è bello saporito;
  • 3 scalogni. Sì, non c’è bisogno di pesarli. Sei andata a scuola, sai contare? 1, 2, 3;
  • 25 grammi di burro + un cucchiaio d’olio;
  • 100 grammi di vino bianco;
  • 200 grammi di salmone affumicato;
  • circa 100 grammi di stracchino (non di più, se vuoi puoi metterne un pochino di meno, tanto serve più per la cremosità che per il gusto);
  • pepe.

Inizia preparando il brodo vegetale. Come già accennato poche righe più sopra, fallo poco salato perché il salmone è bello sapido di suo. Se usi il dado (e non vedo perché non dovresti) usane uno di meno rispetto alla quantità cui sei abituata.

Trita gli scalogni abbastanza finemente.

1, 2, 3.

In un pentolino piccolo metti 25 grammi di burro ed un cucchiaio d’olio. Falli sciogliere a fiamma bassa, poi caccia dentro gli scalogni.

Falli rosolare a fiamma medio bassa per qualche minuto, girando di continuo.
Cambieranno colore e si ammorbidiranno. 

A questo punto versa i 100 grammi di vino. Non dobbiamo ancora farli evaporare, quindi non c’è bisogno di alzare la fiamma.

Caccia dentro anche un pezzetto di salmone frammentato con le mani. Proprio piccolo, tipo mezza fettina.

Piccolo per davvero.

Fai insaporire bene per un minuto scarso, sempre con una fiamma medio bassa.
Spegni il fuoco e dovresti avere davanti una roba informe molto liquida. Questa qui:

Con un mixer ad immersione trita tutto, creando una crema piuttosto omogenea.

Tienila da parte che ora partiamo col riso, tanto durante tutto questo bordello pure il tuo brodo sarà pronto (se l’hai fatto col dado, altrimenti avrai iniziato di mattina, come fanno le brave massaie).

Se non ti fidi di me puoi mettere dell’altro burro e dell’altro olio e tostare il riso nella solita maniera. Ma siamo qui per imparare e il pericolo non ci spaventa, quindi so che vuoi seguire questo metodo nuovo qui, nella Kaiju’s Land.

Perché noi non abbiamo paura di nulla. Sappiamo benissimo che per cucinare ci vogliono 2 spalle così.

Prendi la tua solita pentola in cui prepari il risotto e cacciaci dentro il riso.

In realtà non è per niente difficile. Accendi una fiamma medio alta e fai tostare per circa 2-3 minuti, girando di continuo.
Devi girare di continuo perché altrimenti bruceresti il riso e lo faresti attaccare sul fondo.
Sentirai il riso sprigionare tutto un odore nuovo, un profumo buonissimo.

Cacciaci il naso dentro, se non mi credi.

Trascorsi i 2-3 minuti copri col brodo.
Sì, la questione è già finita e si riparte con la cottura tradizionale, almeno per i prossimi 5 minuti.

Fai cuocere il riso per circa 5 minuti, fiamma medio bassa, aggiungendo altro brodo se dovesse evaporare. Esaurito questo tempo il riso sarà già un po’ gonfio e cambiato e quindi abbassa ancor più la fiamma, se necessario, perché bisogna portarlo quasi all’esaurimento del liquido (quasi, eh, non fare attaccare tutto).

A quel punto cacciaci dentro la crema di scalogno.

Girando continuamente fai assorbire bene la crema.
Verrà fuori un riso molto cremoso, ci vorranno circa due minuti.

Adesso puoi continuare con la cottura tradizionale: versi il brodo e ne aggiungi piano piano che evapora fino a quando non è pronto.

Durante questa fase taglia il salmone affumicato, lasciandone da parte un paio di pezzi da mettere sui piatti come decorazione.

Come già detto più volte, ogni riso ha cottura a sé e non sempre i minuti di cottura indicati sulla confezione sono veritieri. Il mio riso millanta 15 minuti di cottura, in realtà arrivo quasi sempre a 23. Spaccati.
Quindi assaggia sempre e, quando è quasi pronto ed il liquido è quasi tutto evaporato, cacciaci dentro il salmone.

Di solito a questo punto cerchiamo sempre di avere del brodo nella pentola, ma te l’ho detto che questo risotto è strano.
Devi fare evaporare tutto il liquido, perché tanto la cremosità la darà lo stracchino.
Quindi una volta cotto ed una volta privo di brodo spegni la fiamma e caccia dentro i 100 grammi di stracchino.
Mescola veloce veloce.

Lascia riposare per tre minuti, senza coperchio.

Prepara le porzioni e decora ogni piatto con un pezzetto di salmone che hai conservato e cospargi con abbondante pepe.

Sei pronta per fare la pappa, finalmente.
Un’altra foto, perché merita.

Ciao e buon appetito!

Risotti

Risotto con fichi e burrata.

Quando vuoi preparare un piatto strano e che non conosci di domande ce ne sono parecchie. Che cipolla uso? Devo usarla, poi, ‘sta cipolla? Quale formaggio sarà più adatto? Tostatura del riso con il burro o tostatura a secco?
Così vai in giro, domandi ai grandi Maestri che, puntualmente, non ti rispondono oppure lo fanno in maniera così vaga – ma così vaga – che forse era meglio il silenzio. Dunque a tutte le domande precedenti si aggiunge anche Quando ti ci mando a fanculo, subito oppure aspetto qualche giorno?

ma niente proprio, oh.

Alla fine ce l’ho fatta e spero di essere ancora in tempo per farti assaggiare questo risotto con i fichi. Perché non so come sia la situazione da te, ma qui nel Cilento ormai non ci sono manco più sugli alberi. E lo so bene io, che mi sono improvvisata scimmia per una mattina intera cercando di racimolarne una manciata per questo piatto qui.

Sappi anche che quello che ti sto per passare non è un tentativo a caso, di cui sono poco sicura e che boh. L’ho provato due volte, aggiustando i miei errori e annotando le dosi.

Quindi sono pronta per regalarti questa robetta.
Una robetta carichissima: con fichi, burrata e speck. Così pure oggi arriviamo alle nostre 3200 calorie e siam contenti.

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Questo è lo spirito.

Go, go, go!

Per preparare un risotto con fichi e burrata, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso carnaroli;
  • dai 200 ai 400 grammi di fichi maturi. Dopo ti spiego meglio;
  • 25 grammi di burro + un cucchiaio d’olio;
  • 100 grammi circa di vino bianco;
  • una cipolla piccola o uno scalogno;
  • 100 grammi di speck tagliato sottile;
  • 200 grammi di cuore di burrata da usare in due momenti differenti;
  • pepe;
  • brodo vegetale (io lo preparo col dado, un litro e mezzo d’acqua con tre dadi o, se lo vuoi più leggero, due).

Parliamo dei fichi. Innanzitutto è inutile che ne utilizzi di acerbi, ma non scegliere manco quelli che tra un po’ diventano secchi. Belli maturi e basta, che ti si aprono in mano, per capirci.
Dalle dosi poi puoi notare che sono stata piuttosto larga ed il motivo è semplice: il fico più lo cuoci e più si annulla. Quindi se hai la possibilità di usare molti fichi – se riesci ad ottenerne 400 grammi – ne mettiamo metà durante la cottura: non si sentiranno un granché, ma fanno massa. L’altra metà la inseriremo durante la mantecatura e sono questi i fichi che si sentiranno per davvero a piatto finito.

Solo che usare 400 grammi solo durante la mantecatura è una dose eccessiva. In quel caso 200 sono più che sufficienti.

Qualunque sia la tua scelta l’importante è che tieni un fico a testa da parte per usarlo come decorazione.

Ora possiamo partire sul serio. Hai preso appunti, vero?

Bravo, bravo.

Prepara il brodo vegetale.

Lava bene i fichi sotto acqua corrente, senza inondarli con un fiotto tremendo che poi ti si spappolano in mano. Tienine da parte 2 (quelli che ti sembrano più belli esteticamente e che siano anche dolci). Gli altri tagliali a metà:

Della burrata ci interessa solo il cuore ed estrarlo è semplicissimo. Incidi l’esterno con un coltello ed apri la burrata con le dita:

Ora togli la pappetta interna con un cucchiaio.

Ce ne servono 200 grammi, ma li useremo in due momenti differenti.
Quindi metti 100 grammi su un piattino e 100 su un altro, così non ti sbagli. Che tu forse non lo sai, ma la burrata è una delle cose più grasse dell’universo e poi ti tocca fare palestra dopo cena se ne cacci dentro troppa.

E fallo, questo, con mezzo chilo di burrata nello stomaco.

Possiamo iniziare a preparare il risotto.
Trita la cipolla (o lo scalogno).

In una pentola metti i 25 grammi di burro ed il cucchiaio d’olio, falli sciogliere e scaldare, poi caccia dentro la cipolla.

Falla andare a fiamma bassa. Quando è bella colorata caccia dentro anche il riso e fallo tostare a fiamma un po’ più alta, per un paio di minuti. Gira spesso.

Versa poi il vino.

Alza la fiamma e fai evaporare.
Adesso si parte col brodo, operazione che dovresti conoscere a memoria (trovi sempre il tutorial qui).
Usa una fiamma medio bassa, copri il riso col brodo e aggiungine mano a mano che questo viene assorbito ed evapora.

Nel frattempo occupati dello speck.
Fai scaldare una piastra antiaderente a fiamma molto alta. Appena è rovente adagiaci sopra le fettine di speck e falle diventare quasi croccanti, girandole una volta. Ogni fetta avrà bisogno di un paio di minuti massimo.
Spostale poi su una teglia (teglia che devi appoggiare sopra un piatto) per fargli colare il grasso in eccesso. Sempre se ne ha.

Se hai scelto di usare 400 grammi di fichi, quando mancano pochissimi minuti alla cottura del riso cacciane dentro la metà (e ricordati sempre di lasciarne 2 da parte per i piatti finali).

Angolo Capitan Ovvio: i tempi indicati sulla confezione non sono sempre reali. Il riso che uso sempre io dichiara 15 minuti di tempo per essere cotto, in realtà ce ne me nette quasi 25: a 15 è al dente, con l’amido ancora inesistente. Quindi assaggia sempre, che il riso del risotto non deve né essere duro come la pietra né una poltiglia. 

Quali che siano i tempi di cottura del tuo riso, quando è pronto assicurati che ci sia ancora del brodo perché il risultato non deve essere né una minestra né una pappa, come sempre.
A fiamma spenta caccia dentro l’altra metà dei fichi e 100 grammi di burrata:

Mescola velocemente e poi fai riposare dai tre ai cinque minuti, senza coperchio.

Ecco cosa dovresti avere davanti:

È tempo di preparare i piatti.
Su ogni porzione metti 50 grammi di burrata e sopra adagiaci il fico che hai lasciato intero (te l’ho ripetuto almeno 5 volte, spero tu te ne sia ricordata).
Tutto intorno spezzetta lo speck che hai fatto croccare. 100 grammi sono tanti, ma magari lo aggiungerai mano a mano che mangi.
Cospargi di pepe ed ecco qui il risultato finale:

Ciao e buon appetito!

Primi, Risotti

Riso freddo con tonno e zucchine.

Verrà il giorno in cui questi dolci di merda che ho comprato finiranno. Verrà ed io proverò a non ricomprarli da capo. Perché va bene tutto, ma fare 3 ore di palestra e poi scofanarsi una scatola di magnum mi sa che non è il modo giusto di fisicarsi.
È che è più forte di me: sono drogata di zuccheri.
Ogni giorno giuro che l’indomani resisterò e mi preparerò un bel riso in bianco post allenamento. Ed ogni giorno fallisco.

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Ormai mi sento così.

Così capita, ormai anche fin troppo spesso, che a cena devo cercare di recuperare le calorie ingerite e mi tocca stare leggera.
Poiché a pranzo ho divorato circa mezzo chilo di biscotti al cioccolato.

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Col latte, pure.

Così ecco che ti propongo un riso freddo con zucchine e tonno che, nonostante sia leggerissimo, riempie parecchio e non ti lascerà insoddisfatta.
Certo, lo so che sei abituata alle insalate di riso con uova sode, frittate, salsicce e chissà cos’altro… ma tanto lo so che pure tu oggi hai attaccato quella confezione di Maxibon e ne sei uscita vincitrice. Quindi dieta!

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La faccia chi non sopporta quella parola.

Go, go, go!

Per preparare del riso freddo con tonno e zucchine, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Scegli la varietà che preferisci;
  • 300 grammi di zucchine;
  • 2 cucchiai d’olio, poco prezzemolo;
  • 150 grammi di filetto di tonno (possibilmente al naturale);
  • il succo di un limone.

Lessa il riso. Guarda i minuti indicati sulla confezione: se ti indicano un 14-17 come tempi, tu tiralo fuori al 14, sennò si scuoce.
Durante questo tempo puoi tranquillamente cuocere le zucchine (il procedimento lo trovi un paio di foto più sotto).

Appena il riso è pronto, scolalo e sciacqualo con l’acqua fredda.

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Mettilo in una ciotola, in attesa degli altri ingredienti.

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Taglia le zucchine prima a rondelle e poi a metà, infine mettile in padella, insieme ad un cucchiaio d’olio.
Sconsiglio il taglio a spicchi piccoli, verrebbero troppo cotte.

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Fai cuocere a fiamma media per una quindicina di minuti, girando spesso.
Non dovranno essere sfatte, ma ancora leggermente croccanti. A fine cottura aggiusta di sale.

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Scola il tonno dalla sua acqua di go go go governo e, se hai usato quello sottolio, cerca di asciugarlo più possibile da quel liquido immondo.
Sbriciola il tonno con le mani ed aggiungilo al riso. Mescola bene.

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Caccia dentro anche le zucchine e mescola di nuovo.

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Spremi il succo di limone e versalo nella ciotola.
Ecco la dimensione di quello che ho usato io:

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Condisci con un cucchiaio d’olio, mescola il tutto ancora una volta e poi chiudi con un coperchio e lascia riposare un’oretta. Fuori dal frigo: il frigorifero appiattisce tutti i gusti e gli odori, quindi usalo il minimo indispensabile.

Prepara le porzioni e, direttamente sui piatti, spezzetta un po’ di prezzemolo con le mani.

Ecco qui:

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Ciao e buon appetito!

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A domani, con un altro episodio di Pizzakaiju VS i grassi.
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Il riso fritto di Gamera.

Stavo guardando Gamera The Brave ed uno dei protagonisti era padrone di un ristorante. Ha cucinato così tante volte il riso fritto che alla fine m’è venuta voglia e, concluso il film, ho annunciato l’inevitabile.

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Il Riso Fritto, disse il Pizzakaiju, si farà.

Ho girellato un po’ per l’internet per cercare di capire come cucinare il riso di Gamera, ma nessun aiuto. Dato che il web è fan di Coliandro fino al midollo, per lui i musi gialli sono tutti uguali. Cerchi il riso giapponese ed ecco che ti vengono fuori ricette indonesiane, cinesi, coreane. Ed il Giappone?
Il Giappone boh.

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E i Kaiju di tutta Tokyo non l’han presa benissimo, che fossero della Toho o meno.

Quindi ho abbozzato.
Innanzitutto sono andata al discount ed ho trovato il riso con la confezione che trasudava perfezione:

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Pizzakaiju and friend.

Poi era da un po’ che la fruttivendola voleva rifilarmi delle rape bianche, che qui nel Cilento sono una novità che fa esaltare un po’ tutti. Ed io giuro che ho sentito la rapa bianca urlare GOJIRA! dalla sua cassetta e quindi l’ho adottata. Pure se aveva sbagliato film.

Il riso fritto stava per prendere forma. La ricetta cominciava ad apparirmi davanti come, di solito, soltanto la Madonna Sorda.

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Al supermercato ero così, a muovere gli scaffali solo col pensiero.

Purtroppo Gamera The Brave aveva una definizione così bassa che il riso fritto non si riusciva a vedere bene. C’era la carne? Non lo so, ma per me sì.
C’era la salsa di soia? Non lo so, ma per me sì.
E c’era il sakè? Probabile. Purtroppo, però, nel Cilento è una di quelle novità ancora più esaltanti della rapa bianca, quindi per ora non se la sentono di venderlo.

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Gente che vorrebbe il sakè ma vive a Palinuro.

Quindi Go, go, go! e vediamo che ho combinato.

Per preparare il riso fritto di Gamera, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Scegli quello che ti pare, io ho comprato quello Giapponese giusto per il LOL;
  • 30 grammi d’olio;
  • un uovo;
  • 200 grammi di carne di vitello, ridotta a pezzettini piccoli;
  • 200 grammi di rapa bianca. Se non trovi la rapa, puoi usare la verdura che vuoi, basta che la grattugi. Zucchine e carote ce le vedo bene;
  • almeno un cucchiaio di salsa di soia;
  • un cipollotto.

Il riso prima lo dobbiamo lessare, poi lo ripassiamo in padella. Guarda i tempi sulla confezione: se indicano 14-16, tu fermati a 11 e concludi la cottura in padella. 
L’intero condimento necessita circa 10 minuti per essere pronto, quindi regolati un po’ coi tempi in modo da non spegnere la fiamma sotto la padella. Se non ci riesci, limitati a riaccenderla un paio di minuti prima dell’arrivo del riso, che la padella deve essere bella calda. 

Quindi comincia a mettere a bollire l’acqua del riso e, nel frattempo, prepara tutti gli altri ingredienti.

Taglia a pezzetti la carne di vitello.

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Ammira la rapa bianca:

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Scarta le due estremità e con un pela patate togli tutta la parte esterna:

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Riducila a scaglie, usando i fori giganti della grattugia.

In una padella molto capiente fai scaldare 30 grammi d’olio e poi fai soffriggere a fiamma medio bassa il cipollotto tritato in maniera grossolana.

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Appena è colorato aggiungi la carne e la rapa bianca. Fai andare il tutto per una decina di minuti, a fiamma piuttosto alta.

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Gira spesso.
Intanto sbatti leggermente un uovo dentro ad un piatto e, appena la carne è pronta, aggiungi pure lui in padella.

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Sala leggermente (ricordati che aggiungeremo la salsa di soia, quindi non esagerare) e mescola con il cucchiaio di legno fino a quando l’uovo si è rappreso.

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A questo punto caccia dentro il riso che hai lessato, alza la fiamma al massimo, aggiungi un cucchiaio di salsa di soia e concludi lì la cottura.

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All’inizio ho messo un cucchiaino, ma almeno un cucchiaio ci vuole, vai tra.

Gira continuamente, non abbassare la fiamma e fermati quando il riso sarà un po’ colorato e saporito. Io ho cotto intorno ai 5 minuti. L’unica cosa importante è che il riso non si sfaldi.

Prepara i piatti e, sia chiaro, ti tocca mangiare con le bacchette.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

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Ed ecco Godzilla, invitato a cena per l’occasione:

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Ciao e buon appetito!

Primi, Risotti

Il risotto tradizionale del pianeta Villengard, con banane.

I più colti di noi sanno che il pianeta Villengard non era un bel posto: tanto per cominciare era conosciuto nel multiverso tutto come l’Incubo delle sette galassie e poi era regno di una famosa industria di armi potenti, che non è mai una gran cosa.
Tutto questo fino a quando The Doctor non è passato di lì, ha tirato giù tutto ed ha reso – tanto per cambiare – le galassie migliori.

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Dichiarazioni importanti.

E – come la gif qui sopra ha appena spoilerato – dove  vi erano le fondamenta di quella fabbrica di morte, adesso vive una bellissima piantagione di banane.
Quindi eccoci qui ad imparare uno dei piatti tipici del pianeta, il risotto alle banane, che è tanto semplice da cucinare quanto buono.
Anche perché la banana è mondiale e migliora qualsiasi cosa tocca. Persino il risotto.

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Il vero bollino blu.

In fin dei conti abbiamo cucinato già il risotto al panettone, quello all’uva e siamo riusciti persino a rendere mangiabile quello alle fragole: perché fermarsi?

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L’espressione della mia fruttivendola ogni volta che mi chiede Cosa mangerai questa sera?

Sappi che pure su Villengard le regole del risotto sono le medesime: burro (e non olio), riso Carnaroli perché ricco di amido (anche se lassù, ovvio, non lo chiamano proprio così), brodo da fare assorbire e 3 minuti di riposo senza coperchio una volta che il piatto è pronto.
Quindi Go, go, go! e rendiamo nostra un po’ di sana tradizione extraterrestre.

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Ed entusiasmo, mi raccomando.

Per preparare il risotto tradizionale di Villengard, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Carnaroli;
  • un litro e mezzo di brodo vegetale. O preparato con le tue manine o con tre dadi;
  • 200 grammi di banana, più sarà matura e più sarà buono (magari non nera, che poi cambia il colore al riso). Da utilizzare in due tempi differenti + qualche rotella di banana (5-6 a testa, massimo) con cui decorare i piatti;
  • pepe rosa. Non omettibile: ci sta da dio;
  • 25 grammi di parmigiano grattugiato;
  • 25 grammi di burro;
  • 25 grammi di burro per mantecare;
  • 100 ml di vino bianco;
  • pepe nero, un cipollotto piccolo (o uno scalogno).

Prepara il brodo vegetale.
Nel frattempo riduci a purè, usando la forchetta, 100 grammi di banana.

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Trita il cipollotto.
Partiamo dalla tostatura del riso, a secco.
Nella pentola che usi per il risotto metti il riso, accendi una fiamma media e fai andare il riso per 3-4 minuti, mescolando di continuo.

Il riso gradualmente rilascerà il suo odore. Appena vedi che inizia a cambiare colore spegni la fiamma e travasalo in una ciotola.

La pentola è ora bollente, ma dobbiamo usarla per fare soffriggere il cipollotto. Allontanala dal fuoco, cacciaci dentro i 25 grammi di burro e falli sciogliere ben lontano dalla fiamma, roteando la pentola per non far stare il burro in un punto solo.

Aggiungi il cipollotto tritato e fai soffriggere fino a quando è colorato. A fiamma bassa, girando di continuo.

Aggiungi il riso e fallo insaporire per un minuto, dagli giusto il tempo di assorbire il fondo di cottura.

Versa i 100 ml di vino bianco, alza leggermente la fiamma, e fai evaporare.

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A questo punto caccia dentro anche i 100 grammi di banana che hai spiaccicato e copri col brodo.

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Controlla ora i tempi di cottura del riso segnati sulla confezione e comportati come già sai: mano a mano che il brodo evapora aggiungine altro, girando ogni tanto il riso sennò si attacca.

Intanto riduci a purè anche gli altri 100 grammi di banana e gratta il parmigiano.
Taglia a rondelle pure dell’altra banana, che useremo per decorare i piatti.

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Ti accorgerai che il riso sta concludendo la cottura quando vedrai i chicchi gonfiarsi e all’assaggio risulteranno morbidi. I tempi della confezione, comunque, sono piuttosto indicativi.
Assaggia dunque e, giusto un minuto prima di spegnere la fiamma, unisci il resto della banana ed una spolverata di pepe nero.

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La consistenza del risotto non deve essere né minestrosa né secca: quando spegni la fiamma assicurati che ci sia ancora del brodo nella pentola.
A questo punto quindi spegni, aggiungi 25 grammi di burro e 25 di parmigiano, mescola bene e fai riposare dai 3 ai 5 minuti, senza coperchio.

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Ecco cosa dovresti avere in pentola:

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Impiatta e decora ogni porzione con le banane a rotelline e soprattutto il pepe rosa.
Ecco qui la tua cena:

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Ciao e buon appetito!

Risotti

Risotto con piselli e menta.

Ormai abbiamo cucinato il risotto talmente tante di quelle volte che non so bene a cosa possa servire questo ennesimo post.
Potremmo andare tutti a giocare ai videogiochi, che ripetere le stesse cose è un po’ noioso.

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Invece i videogames sono stimolanti e sempre differenti. Questo ne è un esempio perfetto.

Che bisogna usare il Carnaroli e non un altro tipo di riso ormai lo so.
Che il risultato non deve essere né una brodaglia né secco, anche.
Pure la mantecatura senza coperchio è un concetto che mi è chiarissimo.
Per non parlare dell’utilizzo di un po’ d’olio nel momento iniziale, giusto per alzare il punto di fumo del burro. Ormai il risotto non ha quasi più segreti per me.

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E tu? Hai imparato almeno qualcosa? Kevin è molto serio quando si parla di risotto, piatto tipico di Perfection, Nevada.

Oggi si sbaccellano i piselli, sappilo.

Go, go, go!

Per preparare un risotto con piselli e menta, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Carnaroli;
  • un cucchiaio d’olio, 25 grammi di burro;
  • 350 grammi di piselli, peso già sbaccellato. Orientativamente compra circa un chilo di baccelli. La logica è sempre moltiplicare il peso che ti serve per tre, per essere sicurissimi di averne abbastanza;
  • 100 grammi di vino bianco;
  • un cipollotto;
  • 100 grammi di robiola;
  • un po’ di foglie di menta;
  • un litro e mezzo di brodo vegetale (preparato con tre dadi);
  • parmigiano con cui spolverare i piatti e pepe nero.

Libera di usare i piselli surgelati, se ti pesa il culo o non è stagione. Però sappi che il loro gusto è pallidissimo, a confronto di quelli freschi. Nel caso, cuoci i piselli al microonde ed aggiungili al riso più o meno a metà cottura. 

Precisato questo, parti con il preparare il brodo vegetale.
Mentre attendi, sbaccella i piselli.

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Taglia a pezzi anche parecchie foglie di menta. A tuo gusto, a me piace un bordello quindi abbondo.
Conservane un paio per decorare i piatti.

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Appena il brodo è pronto, possiamo fare sul serio.
Trita un cipollotto.
In una pentola metti un cucchiaio d’olio, i 25 grammi di burro e falli scaldare. Aggiungi il cipollotto e fai stufare a fiamma bassa fino a quando è colorato.

Aggiungi poi il riso, alza leggermente la fiamma, e fai tostare per due minuti, mescolando di continuo.
Caccia dentro i 100 grammi di vino bianco e fai evaporare (ci vorranno due minuti scarsi, continua a mescolare).
A questo punto puoi unire anche i piselli.

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Ricopri di brodo.

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I minuti indicati sulla confezione del riso sono più o meno giusti. Tienine conto, perché verso la fine il riso deve essere né papposo né asciutto.
Aggiungi brodo caldo mano a mano che viene assorbito dal riso ed ogni tanto mescola per non fare attaccare.

Allo scadere del tempo indicato sulla confezione assaggia e valuta se proseguire o meno la cottura: il riso è pronto quando i chicchi si saranno gonfiati e all’assaggio non devono risultare tosti. 
Se è pronto assicurati che ci sia abbastanza brodo, altrimenti aggiungine un po’.

Spegni la fiamma e caccia dentro sia la robiola che la menta.

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Mescola bene e lascia riposare dai 3 ai 5 minuti, senza coperchio.

Ecco cosa dovresti avere davanti:

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Impiatta e cospargi ogni porzione con un po’ di pepe nero, del parmigiano e decora con un paio di foglioline di menta.

Ecco qui:

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Ciao e buon appetito!

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E tanti saluti da Perfection, Nevada.
Primi, Risotti

Il risotto del cinefilo svedese (con audio fuori sincrono e sottotitoli in bulgaro).

È tornata la loro stagione ed io è già la seconda volta che preparo il risotto con le fragole. Mica perché sia il mio piatto preferito, anzi, semmai proprio perché ogni volta fa cagarissimo. Ma in un modo diverso, eh, che ai cuochi dell’internet piace essere creativi. Che nel fare schifo c’è tutta un’arte complessa da apprendere.

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Un altro stanco di provare risotti alle fragole. Come non capirlo.

Avevo anche io inserito una mia versione orrenda, agli albori del blog. L’ho rifatta, il risotto è finito in giardino, ho cancellato il post. Perché sono una persona seria.

Poi ho trovato il video di Stefano Barbato, che di solito è uomo di fiducia, così ho provato per l’ennesima volta.
Anche perché è stagione – l’ho già detto, vero? – e l’uomo svedese continua a ripetere la stessa frase, in loop.

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Guarda che ho capito, è che non so come si cucinano.

Quindi da adesso in poi anche la tua vita sarà più facile e potrai mangiare le fragole nel riso carnaroli, come era tuo sogno proibito da sempre.

Come ormai sai, uno dei compiti di noi Kaiju è assegnare nomi improbabili a creature e pietanze, dunque chiameremo questo piatto Il risotto del cinefilo svedese (con audio fuori sincrono e sottotitoli in bulgaro). 
Nome breve, facile da ricordare, praticissimo. È prevista una versione in bianco e nero e pure una seppiata.

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Grazie per l’appoggio.

Per preparare Il risotto del cinefilo svedese (con audio fuori sincrono e sottotitoli in bulgaro), per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso carnaroli;
  • 250 grammi di fragole mature. Se da te sono ancora verdastre, lascia stare ed aspetta ancora un mese. So che puoi resistere;
  • 4 foglie di menta;
  • 65 grammi di panna fresca. Non usare quella a lunga conservazione, ma quella da montare (senza zucchero);
  • 35 grammi di parmigiano;
  • un po’ di timo. Io ho usato quello secco e, nonostante non sia paragonabile a quello fresco, ti assicuro che fa la differenza. Non ometterlo;
  • 25 grammi di burro ed un cucchiaio d’olio;
  • uno scalogno;
  • un litro e mezzo di brodo vegetale;
  • 125 grammi di spumante secco. Non usare quello dolce, che sputtani tutto. Se ne sai quanto me, sappi che sulla bottiglia deve esserci scritto BRUT;
  • un cucchiaio di aceto balsamico di Modena;
  • un pizzico di sale.

Ammazza quanti ingredienti, eh?

Comincia col preparare il brodo vegetale. Come ormai sai io preferisco – stranamente, aggiungerei – il dado a quello di verdura fatto in casa. Tu fai come credi.

Mentre il brodo si avvia, dobbiamo tagliare le fragole a pezzettini.
Tutorial minimo.

Togli i ciuffi d’erba e taglia la fragola a metà:

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Ogni pezzetto ricavato deve essere ulteriormente tagliato a metà:

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Infine riduci tutto a pezzetti:

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Caccia le fragole in una ciotola ed aggiungi un po’ di sale. Poi mescola bene.

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Aggiungi 125 grammi di spumante e 4 foglie di menta (intere, non spezzettarle).
Lascia macerare per dieci minuti.

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Riposati per cinque minuti, che ci servirà lo spumante di macerazione.

A questo punto, se il brodo è pronto, possiamo partire con il risotto.
In una pentola metti un cucchiaio d’olio e 25 grammi di burro.

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Falli sciogliere e poi aggiungi delle foglie di timo e  lo scalogno tagliato in 4 parti grandi.

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Fai soffriggere a fiamma medio bassa per qualche minuto (due o tre son più che sufficienti). Ora leva lo scalogno con l’aiuto di una pinza.

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Versa il riso e fai tostare, a fiamma medio bassa, per due minuti scarsi.

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Gira spesso. Contemporaneamente togli le foglie di menta dalla ciotola delle fragole e, con l’aiuto di un colino, scola quest’ultime dal liquido.

Così:

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Versa il liquido ottenuto nel riso:

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Fai evaporare la parte alcolica usando una fiamma media, girando spesso.
Adesso aggiungi tre quarti delle fragole. Se non sei bravo in matematica, come me, si traduce in Quasi tutte.

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Circa così.

Ora cuoci il risotto come ormai sai: copri di brodo, non girare troppo spesso e versa liquido mano a mano che evapora ed il riso lo assorbe. 

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Controlla i tempi indicati sulla confezione poiché a 5 minuti dalla fine dobbiamo unire anche il resto delle fragole, che rimarranno leggermente più integre rispetto alle altre.
I tempi della confezione ti servono anche per regolarti sulla quantità di brodo da aggiungere, poiché il risultato finale non deve essere né secco né zupposo.

Nel frattempo, gratta i 35 grammi di parmigiano.

A 5 minuti dalla fine, dunque, aggiungi le fragole rimaste.

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Continua la preparazione, assaggia per capire se i chicchi sono al punto giusto e poi spegni la fiamma, che mantechiamo.

Aggiungi tutto il parmigiano grattato, i 65 grammi di panna ed ancora un po’ di timo (senza esagerare).
Mescola bene.

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Lascia riposare, senza coperchio, dai 3 ai 5 minuti. Dipende da quanto è venuto liquido.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

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Forma i piatti e su ogni porzione aggiungi qualche goccia di aceto balsamico e, se ce le hai, qualche foglia di menta.

Ecco qui cosa dovresti avere ottenuto, se sono riuscita a spiegarmi in maniera decente:

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Non è mondiale, ma ha un suo perché.

Ciao e buon appetito!

Primi, Risotti

Il riso in bianco di Scott Adkins.

Ogni giorno mi alleno come Goku.
Alle otto del mattino sono già in pieno impegno da palestra, con cavigliere, polsini, pesi, salto di corda e addominali.
Sto meditando anch’io su un modo per aumentare la gravità di 100 volte quella terrestre, ma per ora con scarso successo.

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Eccomi in una gara di corsa con Shenron. Ovviamente ho vinto io.

Dopo 4 ore di fatica, di solito non capisco più un cazzo e mangio tutto quello che trovo.
Tranne le rare volte in cui vengo posseduta dallo spirito di Bruce Lee o di Scott Adkins. Allora ci provo e parto con il pranzo salutista.

In questo caso avevo appena visto il film spaccaculi Ninja II: Shadow of a Tear e Scott Adkins mangiucchiava una ciotola di riso in bianco che non mi ha fatto dormire la notte.
Quindi il giorno dopo prima ho urlato BOYKA! BOYKA! BOYKA! davanti allo specchio ad ogni sollevata di pesi, poi ho cucinato del riso bollito buonissimo.

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Boyka vi saluta tanto.

La ricetta è davvero banale, ma tanto c’è chi mette di peggio.
Tipo questa:

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Quindi Go, go, go!

Per preparare il riso in bianco di Scott Adkins, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Della varietà che vuoi;
  • 30 grammi di burro;
  • un po’ di foglie di salvia.

Metti l’acqua a bollire, ricordati di salarla leggermente.

In una padella fai sciogliere i 30 di grammi di burro a fiamma bassissima, poi aggiungi le foglie di salvia e falle appassire per qualche minuto.
Puoi anche decidere di farle soffriggere, ma in quel caso devi stare attenta a non bruciare il burro: appena si scurisce spegni.

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Spegni la fiamma in attesa del riso, accendila solo un paio di minuti prima del suo arrivo (per avere la padella calda).
Lessa il riso per il tempo indicato sulla confezione, scolalo molto bene e poi fallo insaporire in padella, a fiamma sempre bassa, per un minuto. Mescolalo per tutto il tempo.

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Gira

Prepara le porzioni ed aggiungi un po’ di foglie di salvia spezzettata.
Ecco qui cosa dovresti avere ottenuto:

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Buono, leggero, piuttosto veloce e per oggi niente barattolo di sei chili di nutella, dai. Per una volta non abbiamo vanificato tutti gli sforzi mattutini.

Ed ecco il Kaiju che mangia con le bacchette, come dovrebbero fare tutti gli esseri umani:

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Non si vede, ma indosso la maglietta di Gojira vs Attack on Titan. Peccato.

Ciao e buon appetito!

Risotti

Salsiccia di Norcia: Il Ritorno.

A costo di essere ripetitiva come un vecchio del menga, mi sento in dovere di denunciare l’assenza della salsiccia qui, nel Cilento.

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Come si fa a vivere senza salsiccia?

Sì, ok, in realtà esiste la salsiccia. Peccato sia orrendamente finocchiata.
E non c’è un cazzo da fare, eh. Se vai al supermercato e chiedi della salsiccia senza finocchietto ti spernacchiano senza pietà. Oppure mentono. Sìsì, questa è senza finocchietto. Poi vai a casa e quando cominci a spezzettarla, eccolo lì, il bastardo.

Durante la mia ultima disavventura salsiccesca, ho impiegato 25 minuti soltanto per levarlo. Un semino per volta, aspettando la morte per tedio.

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Più o meno i pensieri che mi giravano per la testa, in quel momento.

Così quando ho seguito l’esempio del Vanni e mi sono recata nella grande città per usufruire del mio diritto di andare alla banca ed alla posta, ho ritagliato il tempo pure per una bella sosta al supermercato e mi sono comprata due chili di salsiccia di norcia.
Dunque oggi posso donarti la sacra ricetta del risotto con la salsiccia.

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Scommetto che anche al Canessa piace la salsiccia finocchiata.

Go, go, go! 

Per preparare un risotto con la salsiccia, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Carnaroli;
  • 350-400 grammi di salsiccia;
  • uno spicchio d’aglio, una cipolla;
  • 50 grammi di parmigiano;
  • 2 cucchiai d’olio, 50 grammi di burro;
  • pepe;
  • 1,5 litri di brodo di carne;
  • 200 ml di vino rosso. Uno decente, non quello in cartone, per favore.

In questa versione di risotto non bollirai la salsiccia nel brodo. La cucineremo a parte, con un paio di accortezze semplici per non mescolare i condimenti cicciosi in cui la salsiccia cuocerà.

Inizia a preparare il brodo.
Nel frattempo, spella la salsiccia.

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Tagliala a pezzi.

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In una padella metti un cucchiaio d’olio e fallo scaldare.
Schiaccia uno spicchio d’aglio, lasciandolo in camicia, e poi mettilo in padella per farlo soffriggere. Inclina la padella in modo che l’olio e l’aglio siano in un punto solo e rimani in questa posizione per tre minuti. Usa una fiamma medio bassa:

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Così.

A cosa serve? A fare aromatizzare l’olio, permettendoci di togliere subito l’aglio (che altrimenti potrebbe in parte spappolarsi e finire nel risotto, cosa che in questo caso proprio non vogliamo).
Esauriti i tre minuti, leva lo spicchio d’aglio:

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Puoi cacciare dentro la salsiccia. Falla cuocere a fiamma medio-alta fino a quando non sarà colorata su ogni lato, girandola ogni tanto per non farla attaccare.

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Siccome ci vorrà del tempo, puoi iniziare a preparare la pentola del risotto.
Trita la cipolla.
In pentola metti 25 grammi di burro ed un cucchiaio d’olio, falli scaldare a fiamma bassa e poi caccia dentro la cipolla.

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Fai soffriggere la cipolla, sempre a fiamma bassa, fino a quando sarà colorata.
A quel punto alza leggermente la fiamma, aggiungi il riso e fai tostare per 30 secondi, girando spesso.

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Caccia dentro anche 100 ml di vino rosso, alza la fiamma e fallo evaporare. Sempre girando per non fare attaccare.

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Infine ricopri col brodo ed inizia la solita tiritera del risotto: mano a mano che il brodo evapora e viene assorbito, aggiungine altro.
Tieni sempre sott’occhio i minuti indicativi dati dalla confezione, poiché non solo verso la fine dovrai regolarti per non ottenere una consistenza troppo o troppo poco brodosa, ma questa volta verso metà cottura aggiungeremo anche la salsiccia.

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A proposito di salsiccia: guai a  dimenticartela.
A questo punto dovrebbe essere quasi pronta. Tipo così:

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Quindi versaci 100 ml di vino, alza la fiamma e fai evaporare.
Gira più spesso e non dimenticarti neppure del riso, che avrà bisogno anche lui di essere mescolato.

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Dopo pochi minuti dovresti avere ottenuto questo tipo di risultato:

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Spegni la fiamma e, con l’aiuto di una schiumarola, leva la salsiccia per metterla in una ciotola. Scolala più possibile da tutto l’olio ed il grasso in cui sta riposando:

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Eccola qui, bella asciutta:

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Più o meno a metà cottura del riso, butta dentro anche metà della salsiccia:

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Prosegui la cottura, aggiungendo il solito brodo mano a mano che evapora e viene assorbito.
Mente attendi, gratta il parmigiano.

Assaggia e, quando finalmente è pronto, spegni la fiamma. Ricordati che la consistenza del risotto non deve essere né papposa né liquida, quindi regolati con la tua ultima mestolata di brodo.
Aggiungi la rimanente salsiccia, 25 grammi di burro e 50 grammi di parmigiano grattugiato.

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Mescola bene e poi lascia riposare, senza coperchio, dai 3 ai 5 minuti.
Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Impiatta e spolvera con un po’ di pepe nero.
Ecco la mia cena:

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Di certo non dietetico, ma senz’altro buonissimo.

Ciao e buon appetito!