Insalate, Primi

Rigatoni alla caprese.

In chat è arrivata la superlamentela nonostante siamo solo al venti di aprile.
Una lamentela che suonava più o meno così:

Mi è stato detto che fa un caldo della madonna, che non se ne può più di cuocere roba, che meglio morire di fame che accendere il forno.

E va bene, dico io. E facciamo un’insalata di pasta, se davvero non c’hai già più voglia di combinare un cazzo.

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Il balletto in canottiera.

Tra l’altro Luca Pappagallo aveva appena girato questa nuova videoricetta e ne ho approfittato subito. Per una volta mi sono ritrovata in disaccordo con le dosi, ma forse è che io quando si parla di mozzarella di bufala non capisco più una ceppa.

Quindi armati di coltello che cominciamo.

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Ma non ce li hai i MasterChef?

Go, go, go! 

Per preparare i rigatoni alla caprese, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di rigatoni;
  • 300 grammi di mozzarella di bufala. Se vivi nel mondo della sfiga e trovi solo quella normale, benissimo quella normale. Se vivi nel mondo di merda dove esiste solo quella confezionata, almeno non farmelo sapere;
  • 300 grammi di pomodorini. Quelli che vuoi, i più buoni che trovi;
  • un po’ di basilico, un cucchiaio d’olio (o due, se la mozzarella e i pomodori non sono il massimo), un po’ di origano, pepe e poco sale.

Te lo dico subito: l’acqua della pasta la devi mettere a bollire. Caldo o non caldo. E fallo subito, così prepariamo il resto.

Taglia la mozzarella sopra un piatto. Non usare il tagliere: se la mozzarella è buona come spero, dovrebbe rilasciare un sacco di latte. Latte che userai. Con il tagliere si rovescerebbe solo sul tavolo e faresti anche un gran casino.

Una volta che hai tagliato la mozzarella a dadini piccoli, mettila in una insalatiera bella grande.

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Taglia anche i pomodorini a pezzi piccoli (ora puoi usare il tagliere, vai tra) e aggiungi anche loro nella ciotola.

Spezzetta del basilico con le mani e butta dentro pure lui, infine cospargi il tutto con l’origano.

Caccia dentro un cucchiaio d’olio, un po’ di sale (ma poco) e mescola tutto molto bene.

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Attendi la pasta, scolala e versala bella calda nella ciotola con tutto il condimento.
Aggiungi del pepe e mescola bene. Se vuoi puoi aggiungere un altro cucchiaio d’olio, ma se la mozzarella è lattosa come dico io e i pomodorini sono maturi al punto giusto, secondo me è del tutto superfluo.

Fai riposare per 5 minuti.

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Incredibile ma vero: abbiamo già finito.
Prepara le porzioni e su ogni porzione, se lo ritieni necessario, aggiungi altro origano e pepe. Sicuramente decora con un paio di foglie di basilico.

Ed ecco qui cosa dovresti avere ottenuto:

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Mi raccomando: non buttare tutto quel meraviglioso liquido che troverai sul fondo della ciotola. Versalo equamente sui due piatti e pappatelo, che è mondiale.

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Mondiale e bestiale.

Ciao e buon appetito!

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Primi

Linguine alla bruschetta di acciughe.

Poche cose mi piacciono come le bruschette burro ed acciughe.
Solo la pizza, gli spaghetti, le tracchie, la mozzarella di bufala, la ricotta, la burrata, i formaggi in generale, le bruschette al pomodoro, le polpette al sugo, le crostate, un po’ tutti i dolci, la mortadella coi pistacchi, il pesto alla genovese, la focaccia, il pollo arrosto con patate, le rotelline di liquirizia e mi fermo perché mi sta venendo fame.

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Oh, non ci posso fare niente. È che mi piace proprio mangiare.

Ok, ok. Rettifico.
Un sacco di robe mi piacciono come le bruschette con il burro e le acciughe. Però rimangono mondialissime e cucinare una pasta con questi due elementi era una cosa che non avevo mai fatto, chissà perché.

Come dici? Non hai mai mangiato le bruschette con il burro e le acciughe? Qui bisogna subito rimediare.
Tanto la ricetta è facile, quasi quanto quella della Nuka Cola:

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Ti do anche quella, così oggi levelli in maniera indicibile.

Per preparare delle bruschette con burro ed acciughe hai bisogno di:

  • Fette di pane. Del tipo e dello spessore che vuoi;
  • burro a temperatura ambiente;
  • acciughe sott’olio.

Il procedimento è banalissimo.
Accendi il forno a 200 gradi ed inforna le fette di pane. Tirale fuori quando saranno colorate e seccate: ci vorranno meno di dieci minuti.

Spalma il burro o, se ancora non è troppo cremoso, basta che tagli delle fettine sottili e le adagi sopra:

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Appoggia sul burro una o due acciughe.

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Mangia.

Quando l’avrai assaggiata forse capirai il mio entusiasmo all’idea di un piatto di pasta con gli stessi elementi. Quindo Go, go, go! con la vera ricetta della giornata.

Per preparare delle linguine alla bruschetta di acciughe, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di linguine;
  • 60 grammi di burro;
  • un barattolino di acciughe sott’olio (40 grammi circa);
  • pepe;
  • 50 grammi di pangrattato. Non lo userai tutto, ma è la quantità standard di pangrattato che faccio tostare, poi mi regolo ad occhio. Preferisco buttarne anche la metà piuttosto che ritrovarmi senza quando mi serve.

Metti l’acqua della pasta a bollire. Salala molto poco, poiché le acciughe sono fin troppo saporite.

Scola bene le acciughe sott’olio. Mettile in un colino a maglie strette, appoggiato sopra una ciotola. Lasciale lì fino a quando l’acqua della pasta inizierà a bollire.

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Nel frattempo tosta il pane in un padellino.
Per gli analfabeti della tostatura, ecco il procedimento: versi la quantità di pangrattato in un padellino, accendi una fiamma medio bassa e fai scaldare il tutto fino a quando diventa colorato e profumato. Gira continuamente.

Tienilo da parte, servirà alla fine.

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Appena l’acqua della pasta bolle, cacciaci dentro la pasta.

In una padella metti i 60 grammi di burro e i filetti di acciughe che hai scolato.

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Scalda il tutto a fiamma medio bassa, fino a quando gli elementi si saranno ben amalgamati.

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Spegni la fiamma, riaccendila solo un minuto prima dell’arrivo della pasta, per avere la padella calda.

Scola la pasta al dente (due minuti prima del tempo indicato sulla confezione) e buttala in padella.

Concludi lì la cottura, mescolando con una pinza ed usando una fiamma media.

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A fiamma spenta aggiungi il pangrattato e mescola ancora.
Non molto: deve solo dare una consistenza leggermente sabbiosa, non devi mangiare pane e pasta.

Dei 50 grammi che ti ho indicato se ne ho usati 20 è tanto.

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Fai le porzioni e spolvera ogni piatto con del pepe nero.

Ecco qui cosa dovresti avere davanti:

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Mondiale e bestiale.

Ciao e buon appetito!

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Gnam!
Primi, Risotti

Il riso in bianco di Scott Adkins.

Ogni giorno mi alleno come Goku.
Alle otto del mattino sono già in pieno impegno da palestra, con cavigliere, polsini, pesi, salto di corda e addominali.
Sto meditando anch’io su un modo per aumentare la gravità di 100 volte quella terrestre, ma per ora con scarso successo.

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Eccomi in una gara di corsa con Shenron. Ovviamente ho vinto io.

Dopo 4 ore di fatica, di solito non capisco più un cazzo e mangio tutto quello che trovo.
Tranne le rare volte in cui vengo posseduta dallo spirito di Bruce Lee o di Scott Adkins. Allora ci provo e parto con il pranzo salutista.

In questo caso avevo appena visto il film spaccaculi Ninja II: Shadow of a Tear e Scott Adkins mangiucchiava una ciotola di riso in bianco che non mi ha fatto dormire la notte.
Quindi il giorno dopo prima ho urlato BOYKA! BOYKA! BOYKA! davanti allo specchio ad ogni sollevata di pesi, poi ho cucinato del riso bollito buonissimo.

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Boyka vi saluta tanto.

La ricetta è davvero banale, ma tanto c’è chi mette di peggio.
Tipo questa:

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Quindi Go, go, go!

Per preparare il riso in bianco di Scott Adkins, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Della varietà che vuoi;
  • 20 grammi di burro;
  • un po’ di foglie di salvia.

Metti l’acqua a bollire, ricordati di salarla leggermente.

In una padella fai sciogliere i 20 di grammi di burro, poi aggiungi le foglie di salvia e falle appassire per qualche minuto.

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Spegni la fiamma in attesa del riso, accendila solo un paio di minuti prima del suo arrivo (per avere la padella calda).
Lessa il riso per il tempo indicato sulla confezione, scolalo molto bene e poi fallo insaporire in padella, a fiamma bassa, per un minuto. Mescolalo per tutto il tempo.

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Gira

Prepara le porzioni ed aggiungi un po’ di foglie di salvia spezzettata.
Ecco qui cosa dovresti avere ottenuto:

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Buono, leggero, piuttosto veloce e per oggi niente barattolo di sei chili di nutella, dai. Per una volta non abbiamo vanificato tutti gli sforzi mattutini.

Ed ecco il Kaiju che mangia con le bacchette, come dovrebbero fare tutti gli esseri umani:

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Non si vede, ma indosso la maglietta di Gojira vs Attack on Titan. Peccato.

Ciao e buon appetito!

 

Primi

Tagliatelle al cacao con crema di formaggio.

Se dicessi tagliatelle al cacao, come reagiresti?

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Eddai, hai già fatto questa faccia per il risotto al panettone!

Nonostante le tue ovvie perplessità, ti posso assicurare che sono molto buone.
Era parecchio che volevo inserire la ricetta, ma ancora non avevo trovato un condimento con cui abbinarle (anche se, sospetto, con burro e parmigiano starebbero da Cthulhu).

Mi sono venute in aiuto le chilate di formaggi dasssù che riposavano nel frigo: scimudin e Piattone della Valtellina, che fare di voi? Ovvio: una bella crema al formaggio. Che poi, al di là dei nomi polentonici, alla fine sono due brie, sallo.

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I formaggi dasssù.

Mano a mano che troverò dei condimenti adatti alle tagliatelle al cacao, aggiornerò questo post inserendoli sul fondo. Per ora provale così, che secondo me non te ne penti.

Il procedimento per costruire le tagliatelle in casa dovresti ormai saperlo riprodurre ad occhi chiusi, comunque sia ripassiamo tutto, che qui le dosi sono leggermentissimamente differenti.

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Dovresti essere tipo il Neo delle tagliatelle, ormai.

Quindi Go, go, go! 

Per preparare delle tagliatelle al cacao, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di farina 00;
  • 20 grammi di cacao amaro;
  • 2 uova a temperatura ambiente.

Per preparare la salsa al formaggio, sempre per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di formaggio brie (nel mio caso un misto di Scimudin e Piattone della Valtellina);
  • 25 grammi di burro;
  • 50 grammi di latte a temperatura ambiente;
  • 2 cucchiai d’olio da mettere nell’acqua della pasta.

Ti ricordo che l’impasto per le tagliatelle necessita un riposo di un’oretta, quindi preparati per tempo.

In una bacinella apri le due uova e sbattile leggermente.
Lo facciamo separatamente per evitare che dei gusci finiscano nella farina.

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In un’altra ciotola versa la farina ed il cacao. Mescolali bene.
Versa dentro anche le uova.

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Impasta tutto con le mani fino a quando otterrai una palla piuttosto omogenea.
Falla poi riposare, coperta da un panno, per un’oretta.

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Trascorso il tempo di riposo, dividi con un coltello l’impasto in due parti.

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A questo punto si comincia a mattarellare.
Con un mattarello stendi una delle due parti fino ad ottenere una forma rettangolare, adatta ad entrare nella macchina della pasta.
Se non hai la macchina della pasta, il post di riferimento già lo conosci. Ma, in sostanza, dovrai assottigliare sempre più la pasta e poi tagliarla a strisce, con l’aiuto di un tagliapizza. Non ci sono altri segreti.

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Non riuscirai ad ottenere una forma regolare al primissimo colpo, dovrai senz’altro ripiegarla su se stessa e mattarellare ancora.

Quando otterrai una specie di rettangolo, infila la pasta nella macchina e comincia ad assottigliarla.

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Noterai che l’impasto è un po’ meno morbido di quello della pasta all’uovo classica. Tenderà un po’ a spezzarsi, durante il procedimento. Quindi procedi cauta, tanto non c’è fretta.
Ricordati di non usare i polpastrelli durante la fase di accompagnamento della sfoglia nell’uscita dalla macchina, ma il dorso della mano.

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Così.

Accompagna la pasta anche durante la fase del tagliatellamento:

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Ecco cosa otterrai:

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Proprio un bel colore.

Cospargi le mani un po’ di farina e muovi le tagliatelle, facendole riposare addossate una sull’altra ma senza farle appiccicare.

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Se noti delle tagliatelle attaccate tra loro, dividile delicatamente. 
Fai lo stesso se trovi dei grumi.
La farina serve ad eliminare ogni residuo di umidità, la quale creerebbe delle “palle” di pasta che rovinerebbero il risultato finale.

Ripeti l’operazione con l’altra parte di impasto e poi sposta tutto in un piatto, così nel frattempo puoi pulire il tavolo e potrai portare le tagliatelle alla pentola bollente senza troppi problemi.

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Adesso siamo pronti per il condimento, quindi metti l’acqua della pasta a bollire.
Aggiungi 2 cucchiai d’olio all’interno: aiutano la pasta a non attaccarsi, durante la fase di cottura.

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In una padella caccia 50 grammi di latte (a temperatura ambiente), 25 grammi di burro e tutto il formaggio tagliato a pezzetti piccoli.

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Lascia sciogliere tutto a fiamma bassa, girando con un cucchiaio di legno.
Si formerà una crema omogenea.

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Puoi anche spegnere la fiamma, ma riaccendila quando butti le tagliatelle in pentola. Fiamma bassa.

Appena l’acqua bolle, butta le tagliatelle. Metti il coperchio, attendi che torni a bollore e conta 20 secondi scarsi.

Le tagliatelle sono già pronte: scolale bene ed aggiungile nella padella, mescolando con delle pinze fino a quando saranno inondate di formaggio.

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Prepara le parti e guarda che bello:

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Gnam.

Ottime.

Come già scritto, appena troverò altri condimenti adatti inserirò i link qui sotto.
Intanto ciao e buon appetito!

Piatti tradizionali, Primi

Pasta alla Norma.

Allora, cominciamo subito con le mani avanti (ma pure ginocchia e gomiti e caviglie), che di litigare non c’ho voglia.
Quando si parla di piatti tradizionali, trovare una ricetta perfetta è quasi impossibile. Anche domandare in giro diventa un po’ un tedio, perché tutti pensano di possedere il segreto segretissimo del procedimento della nonna e ce ne fosse uno uguale all’altro. Ma uno.

Dopo un po’ che chiedi, ti arrivano risposte che tu dici Ma boh.

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Ecco cosa mi hanno detto quando ho chiesto per la terza volta Ma il sugo va per forza filtrato?

Quindi se anche tu vai in giro per l’internet ad insultare gente perché questa Norma non è uguale a quella che ti preparava nonna, ho solo una cosa che ti posso dire:

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Ecco!

Le melanzane che ho usato non sono le stesse che si trovano in Sicilia, così come i pomodori e manco la ricotta salata. Come sempre accade con i piatti regionali bisogna abbozzare, cercando di non comprare ciofecate.

Ci vorrebbero le melanzane viola, per esempio. Io purtroppo non le ho trovate: la scelta era tra quelle che ho usato e quelle piccole e lunghe, che proprio non sono adatte.
Ecco la mia melanzana:

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Ne ho usate 2 grandi così.

Detto questo, il risultato finale è stato ottimo.
Una cosa è certa: le melanzane fritte non vanno unite al sugo, come un tempo facevo per ignoranza. Ed il risultato finale è, in effetti, molto più buono: il sugo non è inutilmente pregno d’olio e le melanzane non si ammollano.

Ho messo le mani avanti abbastanza? Ed i gomiti? E le caviglie? Secondo me sì.
Quindi go, go, go! 

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Anche Zio Fester mette le mani avanti…

Per preparare una pasta alla Norma, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta. A quanto ho capito non c’è una vera regola sul formato da usare, basta che trattenga il sugo (così dicono i fattucchieri siculi). Io ho usato una specie di fusilloni molto grandi, ma puoi usare sedani rigati, tortiglioni o quello che ti pare. C’è chi usa persino gli spaghetti, quindi fai tu;
  • 600 grammi abbondanti di melanzane. Se trovi le melanzane viola, perfetto. Altrimenti prendi quelle ciccione. Evita quelle lunghi e sottili;
  • Olio extra vergine di oliva, per friggere. Non ne serve una barca, ma comunque parecchio. Non usare quello di semi o per frittura generica: fa schifo;
  • 1 kg di pomodori da sugo + basilico + 2 cucchiai d’olio + uno spicchio d’aglio;
  • ricotta salata fresca, 150 grammi. In commercio c’è quella salata e confezionata, ma è terribile. Per favore, impegnati a non acquistarla. Sta alla ricotta salata come il cordon bleu sta al pollo arrosto.

Avvertenza sui tempi: le melanzane hanno bisogno di almeno un paio d’ore per buttare via la loro acqua, quindi inizia a cucinare con largo anticipo.

Intanto ti presento la ricotta salata, che magari non l’hai mai vista:

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È morbida e non sa di sale come quella secca di cui ti parlavo prima. Per essere conservata in frigo per più tempo, levala dalla carta con cui l’ha venduta il formaggiaro ed avvolgila con un panno morbido (un asciugamano da cucina). Se dovesse formarsi del giallino, limitati a tagliarlo col coltello: la ricotta non è andata a male, puoi tranquillamente mangiarla.

Ed ora partiamo sul serio. Taglia a fette le melanzane. Io le ho tagliate abbastanza spesse, ma c’è chi le fa sottilissime. Vedi tu come preferisci.
Una volta che hai preparato le fette, prendi una pentola. Adagiaci sopra uno scolapasta e dentro allo scolapasta metti le fette di melanzana, salando leggermente ogni fetta.

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Appoggia una pentola piena d’acqua sopra alle melanzane.

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A cosa serve tutto questo? Per far fuoriuscire l’acqua dalle melanzane. Se ne avessero molta, la pentola sotto la raccoglierebbe. Ed il peso sopra accelera il processo.

Lasciale così almeno un paio d’ore.
Le mie non erano umidissime, si sono limitate a sudare:

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Vedi il sudore?

Iniziamo a preparare il sugo.
In una padella capiente fai scaldare due cucchiai d’olio e poi soffriggi uno spicchio d’aglio tritato.
Caccia dentro i pomodori tagliati a pezzi e qualche foglia di basilico.

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Fai cuocere a fiamma media per circa 15-20 minuti, ricordandoti di mescolare ogni tanto.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Mentre attendi, bisogna friggere le melanzane.
Prendi una pentola e versaci un dito d’olio abbondante. Olio extra vergine di oliva, mi raccomando.
Per sapere quando l’olio ha raggiunto temperatura, basta che immergi uno stuzzicadenti: se inizia a friggere tutto intorno, ci siamo.

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Ancora un po’ e ci siamo.

Le melanzane, prima di essere messe in frittura, devono essere strizzate. Devi solo limitarti a fare così, sopra un piatto per raccogliere le ultime gocce d’acqua che cacceranno fuori:

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Non praticare una pressione tremenda, sennò le spacchi. Che non è gravissimo, ma è meglio evitare.

Una volta strizzate, adagiale nell’olio. Poche fette alla volta:

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Naturalmente dipende dallo spessore delle fette, ma indicativamente le melanzane impiegano 5-6 minuti ad essere pronte.
Mentre attendi la prima ondata, strizza tutte le altre.

Una volta che han finito di friggere, devi scolarle più possibile dall’olio…

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…e poi posarle su un piatto ricoperto di carta assorbente.
Copri le melanzane con altra carta assorbente, per levare altro olio in eccesso. Magari pratica anche una leggera pressione con le mani per levarne più possibile.

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Nel frattempo il sugo dovrebbe essere quasi pronto. Dovrebbe essere così:

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In molti lo filtrano con un passaverdure, ma a me piacciono sia le pelli che i semi. Quindi l’ho tritato con un mixer ad immersione:

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Assaggia ed aggiusta di sale, tenendo però conto che dopo aggiungerai la ricotta e che anche le melanzane saranno già salate. Quindi vacci molto piano. Aggiungi qualche altra foglia di basilico. Lascia riposare il sugo fino a quando hai finito di friggere le melanzane.

Gratta la ricotta salata, usando i buchi grandi della grattugia:

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Infine devi decidere come gestire le melanzane. Tecnicamente, le fette di melanzane vanno lasciate intere. Io, per comodità, ho lasciato intere quelle meno grandi e le altre le ho tagliate a metà.
Quindi spostale su un piatto e fai come credi. Ciò che conta è che bisogna condirle con un pochino di sale:

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Abbiamo finalmente tutti gli ingredienti pronti, quindi puoi calare la pasta.
Accendi di nuovo il sugo, a fiamma bassa bassa.
Scola la pasta tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione e cacciala dentro al sugo, finendo la cottura lì dentro.

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Assembliamo i piatti.
Prima pasta al sugo. Poi ricopri con le melanzane fritte:

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Infine con abbondante ricotta salata:

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Buonissima.
Ed ecco un ingrandimento che a me fa venire fame:

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Ciao e buon appetito!

Primi

Tagliatelle con panna, limone e basilico.

Da quando ho iniziato ad usare la panna fresca, al posto di quella a lunga conservazione, la vita è diventata migliore.
Non che sia diventata il mio alimento preferito, però non scarto l’idea a priori.

Le cuochine che usano quella in brick che scade nel 2022, invece, proprio non le capisco.

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Forse, Brandon, forse. Ma non ti sembra di esagerare?

Oggi che si mangia?
Tagliatelle con panna, limone e basilico. Roba semplice semplice, buona buona, che riempie riempie.
E via, di mattarello.

Go, go, go!

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Formaggio, fragola e pasta. Chissà che sta cucinando, il Luigi?

Per preparare le tagliatelle con panna, limone e basilico, per due persone, hai bisogno di:

  • Tagliatelle per due, che puoi costruire con le tue manine di merda con questo procedimento qui;
  • 200 grammi di panna fresca da cucina;
  • la buccia grattugiata di 4 limoni: 3 nella panna, uno sui piatti;
  • 30 grammi di foglie di basilico;
  • pepe;
  • 50 grammi di parmigiano + il necessario per una leggera spolverata sui piatti.

Ti ricordo che l’impasto delle tagliatelle necessita almeno 30 minuti di riposo, quindi preparati per tempo.

Metti l’acqua della pasta a bollire. Salala e versaci dentro un cucchiaio d’olio per commensale (in questo caso, due). Come già sai, è un trucco per evitare che le tagliatelle si attacchino.

Spezzetta con le mani il basilico, in maniera molto grossolana. Lascia un paio di foglie da mettere sui piatti, alla fine.

Grattugia 50 grammi di parmigiano.

Versa i 200 grammi di panna in una padella e grattugiaci dentro la buccia di tre limoni.

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Attenta a non grattugiare anche la parte bianca del limone, che è amara.

La panna fresca è diversa da quella a lunga conservazione: più liquida, necessita di circa 5 minuti di cottura a fiamma media, per addensarsi. Gira spesso e, se sobbolle con troppa forza, abbassa la fiamma.
Ecco come diventerà:

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Abbassa la fiamma al minimo ed aggiungi metà delle foglie di basilico che hai tagliuzzato. Dai una spolverata di pepe.

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Butta le tagliatelle in acqua.
Tieni conto di due cose: le tagliatelle impiegano circa un minuto a cuocersi ed in questo caso bisogna pure levarle al dente.
Quindi cacciale nell’acqua, chiudi col coperchio per fare riprendere il bollore e poi conta 20 secondi.

Scaduti i 20 secondi scolale.

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Cacciale in padella, mescola bene con l’aiuto di una pinza, aggiungendo anche il rimanente basilico.
Una volta che tutti gli elementi sono amalgamati, spegni la fiamma.

Caccia dentro il parmigiano e mescola ancora.

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Prepara i piatti. Grattugia l’ultimo limone (metà buccia a testa), spolvera ancora di pepe, cospargi leggermente di parmigiano e decora con un paio di foglioline di basilico.
Ecco qua quello che dovresti avere ottenuto:

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Ed il sale, dirai tu?
Io praticamente non l’ho messo: il parmigiano è sapido di suo. Ed il sale, come spesso accade, falserebbe il gusto del basilico e del limone.
Poi, è naturale, va a gusti e fai come credi. L’importante è che sia buono.

Ciao e buon appetito!

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Ciao.
Pizzakaiju Approved, Primi

Gnocchi di patate alla crema di zafferano con mais.

Di ricette svuotafrigo è pieno il web, di solito corredate di tanti racconti dettagliati su come la geniale invenzione è stata partorita. La pratica contemporanea degli aneddotoni interessantissimi da narrare ai conoscenti tutti ha ormai soppiantato quella delle torture da diapositive, tipica di ogni riposo postdomenicale anni novanta.

E tu lì, a limitarti ad annuire. Che cazzo, hai solo aperto il frigo, inutile che ce la meni.

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E della voglia che ti assale di prendere a pugni il provetto cuoco, ne vogliamo parlare?

Così quando ho trovato la ricetta di Profumi Appetitosi, un po’ ho dubitato.
Mi ispirava molto l’idea degli gnocchi con il mais e la panna, un po’ meno l’aggiungere il prosciutto cotto e – soprattutto – lo zafferano. C’era pure una cipolla che mi faceva presagire terribili pizze cilentane croccanti ordinate pur di non saltare la cena. Pareva proprio una di quella fantastiche avventure da cuoche sopraffine di cui sopra.

Per fortuna però la curiosità ha vinto: ho sperimentato ed era buonissimo. Quindi ti passo la mia versione di questa ricetta decisamente particolare.

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Brava, brava. Soprattutto poi se le ricetti te le dà Pizzakaiju, che sono una garanzia.

Iniziamo. E sì, hai capito bene: ti becchi la cremina di zafferano persino a casa di Pizzakaiju. Non c’è propri pace.
Go, go, go! 

Per preparare degli gnocchi di patate alla crema di zafferano e mais, per due persone, hai bisogno di:

  • 500 grammi di gnocchi;
  • una noce di burro;
  • un cipollotto non tanto grande;
  • 200 grammi di panna fresca per cucinare. Ripeto: fresca. Quella a lunga conservazione sai che è stata bandita dalla terra dei Kaiju in maniera definitiva;
  • 50 grammi di prosciutto cotto tagliato sottile + un’altra cinquantina per decorare i piatti;
  • 200 grammi di mais + altri 100 per decorare i piatti (quello in scatola va benissimo);
  • una bustina di zafferano;
  • sale, pepe bianco.

Ricetta molto breve, quindi metti subito l’acqua degli gnocchi a bollire.

In una padella metti una noce di burro (pochissima, tanto dopo ci cacciamo la panna) e fai stufare il cipollotto tagliato sottile. Fiamma bassa, altrimenti il burro si brucia.
Avrai finito quando il cipollotto sarà quasi caramellato.

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Ci siamo quasi.

Aggiungi i 200 grammi di mais e fai amalgamare bene il tutto per due minuti, mescolando, usando sempre una fiamma medio bassa.

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Versa dentro i 200 grammi di panna fresca:

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E pure il prosciutto cotto, spezzettandolo con le mani:

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La panna fresca, a differenza di quella a lunga conservazione, molto più liquida e necessità qualche minuto in più di cottura.
Fai sobbollire il tutto fino all’arrivo degli gnocchi, vedrai che si addenserà piano piano.

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Assaggia, aggiusta di sale e poi aggiungi anche lo zafferano, mescolando bene:

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Mancano solo gli gnocchi. Appena vengono a galla prelevali con una schiumarola e cacciali dentro alla crema di mais:

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Mescola bene il tutto con un cucchiaione, fai insaporire per un minuto scarso a fiamma medio bassa e poi comincia a preparare le porzioni.

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Spolvera leggermente ogni piatto con del pepe bianco, infine decora con il restante prosciutto e mais (le dosi che ti ho dato sono abbondanti, con tutta probabilità ti avanzeranno).

Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Un piatto decisamente strano e da rifare spesso. Enjoy!

Ciao e buon appetito!

Primi

Pasta con sugo di salsiccia e piselli.

Oggi cuciniamo una pasta che ha bisogno del piatto grande grande, quello delle panzate alla Obelix, talmente sarà colmo.
Una roba che ti stende, una volta che parte la digestione.

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Anche senza bisogno di una pala.

Certo, potresti diminuire le dosi e renderlo più a portata di essere umano medio. Ma poi, che sfizio ci sarebbe?
Ti propongo una pasta con sugo di salsiccia e piselli, tutta roba che avevo in freezer. I piselli freschi non esistono quasi mai e la salsiccia qui nel Cilento è roba rara, quindi quando trovo qualcosa non contaminato dal demoniaco finocchietto – qui odore che si usa pure nel caffè – compro e conservo. Compro e conservo. Compro e conservo.

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Anche lui. E quando gli ricapita di trovare carne umana non finocchiata, nel cilento?

Iniziamo.
Go, go, go!

Per preparare una pasta con sugo di salsiccia e piselli, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta;
  • un barattolo di polpa di pomodoro (nel mio caso Mutti, non garantisco gli stessi risultati con un’altra marca);
  • 400 grammi di salsiccia;
  • 300 grammi di piselli surgelati;
  • una cipolla bianca;
  • un cucchiaio d’olio, un po’ di basilico, della noce moscata, pepe;
  • 50 grammi di parmigiano grattugiato + un altro po’ per spolverare i piatti.

Prepara i piselli al microonde. Non mi stancherò mai di ripeterlo: l’abbondante acqua salata distrugge le verdure. Quindi controlla bene sulla confezione e segui le istruzioni alla lettera.
Una volta che i piselli sono pronti (ci vorranno meno di dieci minuti), scolali dalla loro pochissima acqua di cottura.

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Taglia la cipolla a pezzetti.
Metti un cucchiaio d’olio in una padella, cacciaci la cipolla dentro e falla cuocere a fiamma medio alta fino a quando sarà bella colorata. Gira spesso.

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Io mi sono distratta e l’ho quasi bruciata, fermati prima.

Nel frattempo leva il budello alla salsiccia e riducila a tocchetti. Metti anche l’acqua della pasta a bollire.
Butta la salsiccia in padella appena la cipolla è pronta.

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Fai andare la salsiccia a fiamma media, girando spesso. Deve rosolare su ogni lato.
Così:

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A questo punto unisci anche i piselli ed il barattolo di polpa.

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Mescola bene, aggiungi un pizzico di noce moscata, e fai andare a fiamma medio bassa fino all’arrivo della pasta, che devi scolare tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione. Senza gettare l’acqua di cottura, che ci serve.

Mentre attendi, gratta il parmigiano.

Il sugo di salsiccia non sarà superpomodoroso: piano piano evaporerà quasi tutto il liquido e – anzi! – se durante la cottura ti sembra che il tutto si stia seccando troppo aggiungi acqua della pasta. Quando quest’ultima sta per arrivare, assaggia ed aggiusta di sale, ma senza esagerare: l’acqua con cui mantecheremo è salata ed aggiungeremo anche del parmigiano.

È giunto il momento della pasta?
Bagna il sugo con una una mestolata di acqua di cottura:

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Caccia dentro la pasta, mescola bene e termina la cottura lì dentro, bagnando con ulteriore acqua se dovesse essere necessario.

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A fine cottura (e fai in modo che ci sia ancora un po’ di liquido, altrimenti risulterà secca) caccia dentro anche il parmigiano.

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Impiatta e cospargi ogni porzione con delle foglie di basilico spezzettate, una spolverata di noce moscata ed un po’ di pepe. Anche del parmigiano, ma poco, che già è carica.

Ecco qui la mia porzione:

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Come puoi notare dalla foto, il sugo deve essere un po’ liquidino, altrimenti risulterebbe papposo e dovresti aggiungere olio (veramente superfluo).
Quindi mi ripeto: regolati durante gli ultimi minuti di preparazione, quelli con la pasta in padella. Aggiungi poca acqua per volta ma aggiungila, tenendo il sugo leggermente umido nel momento in cui versi il parmigiano.

Bene, brava, anche oggi puoi mangiare.

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Sigla!

Ciao e buon appetito!

Primi

Spaghetti aglio, olio e peperoncino

Poche cose mi fan girare le balle come sbagliare a cucinare.

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Reagisco più o meno così.

Purtroppo capita fin troppo spesso: sperimento troppo, mi fido di incapaci totali ed il rischio del fallimento è piuttosto alto. Soprattutto quando non so proprio da che parte cominciare ed avrei bisogno di istruzioni dettagliate.

Reagisco malissimo. L’unica cosa che mi verrebbe voglia è di andare dalla pseudo-cuoca che ha scritto la ricetta e prenderla a padellate, rovesciandole in testa la succosa pietanza di merda che mi ha propinato.
Non mi si può avvicinare proprio.

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Rende l’idea?

Saltare la cena però è illegale ed immorale. Non si può chiudere la giornata con la pancia vuota e con la cucina lo stesso invasa dai piatti da lavare.
Io non ce la faccio.

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Già.

Quindi scatta quasi sempre il piano B. Una pizza, una pasta in bianco.
L’ultima volta abbiamo improvvisato una spaghettata con aglio, olio e peperoncino. E si può non avere una ricetta del genere, in archivio?
Dunque rimedio.

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Fingere euforia.

Go, go, go!

Per preparare degli spaghetti aglio, olio e peperoncino, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghetti;
  • 60 grammi d’olio;
  • 2 spicchi d’aglio;
  • del peperoncino secco (o anche fresco, non ci sono regole) e un po’ di quello in polvere per spolverare i piatti;
  • prezzemolo.

Metti l’acqua della pasta a bollire.
In una padella versa l’olio e, appena è caldo, versa dentro il peperoncino secco. Quanto? Dipende dalla tua sopportazione del piccante e da quanto mena il peperoncino che hai sottomano.

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Il mio è parecchio crudele, quindi uno spicchio a testa.

Schiaccia l’aglio con lo spremiaglio e butta in padella pure lui.
Fai soffriggere a fiamma media per un paio di minuti, poi spegni la fiamma. Attenta a non bruciare l’aglio, mi raccomando.

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Trita il prezzemolo.

Prepara gli spaghetti e scolali tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione. Ricordati di riaccendere la fiamma sotto la padella con l’olio, poiché quest’ultima dovrà essere bella calda quando arriverà la pasta.

Rovescia gli spaghetti nella padella e falli saltare, a fiamma medio alta, fino a conclusione della cottura. Gira di continuo con l’aiuto di forchettoni, pinze o quello che ti pare.

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Comincia ad impiattare.

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Non so perché, ma questa foto mi fa venire fame.

Direttamente sui piatti cospargi con del prezzemolo tritato e del peperoncino in polvere (se vuoi).
Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Un ottimo piano B, tutto considerato. Uno spera di non doverlo cucinare mai, ma tanto le insidie sono sempre in agguato (e pure i blog di cucina malefici).

Ciao e buon appetito!

Primi, Roba alla Don Camillo e Peppone

Gli spaghetti in bianco di Don Camillo e Peppone.

Ero già pronta ad inondarvi con il mio ormai notissimo entusiasmo da carnivoro convinto.

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Così.

Poi, dopo aver passato la serata a cucinare la trippa, l’ho assaggiata e stavo per vomitare. Letteralmente. L’ho assaggiata di nuovo. E di nuovo. E di nuovo. Sono passata così al disgusto, seguito dal Peccato, perché il sugo è proprio buono! per poi tornare al senso di nausea.
Durante la notte sono stata malissimo, ma così male che non mi succedeva dal 1942, tipo.

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I bei tempi in cui si salutava così.

Triste, perché ero già pronta con la sigla perfetta:

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Pizzakaiju e la trippa: erano felici.

Quindi qui si stava per saltare la cena. Oppure ci si poteva ridurre a biscotti e porcate immonde.

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Da mangiarsi con la tristezza nel cuore.

Poi mi è venuto in mente che è un mese che rompo i coglioni con gli spaghetti in bianco di Don Camillo e Peppone, quindi ho riciclato per metà la ricetta delle tagliatelle col basilico di pochi giorni fa e finalmente me li sono preparati.

Risultato? Un capolavoro, come tutte le cose povere e semplici di questo universo. E chi se ne frega se qualcuno dovrà per forza urlare che il procedimento è troppo una stronzata per riempire un post su internet. Io so che c’è chi apprezzerà e si strafogherà di spaghetti. Gli altri, sanno bene dove devono recarsi.

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Bravo, diglielo tu.

Partiamo.
Go, go, go! 

Per preparare gli spaghetti in bianco di Don Camillo e Peppone, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghetti;
  • 60 grammi di burro;
  • 50 grammi di parmigiano + altri 30 grammi da mettere sui piatti.

Metti l’acqua della pasta a bollire.
In un padellino caccia dentro i 60 grammi di burro e falli sciogliere, a fiamma bassa. Quando il burro è totalmente sciolto spegni la fiamma, altrimenti si brucia. Riaccendila però quando staranno per arrivare gli spaghetti, sempre bassa, perché la pentola dovrà essere calda.

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Gratta il parmigiano. 50 grammi in un piattino, il rimanente in un altro. Così non ti confondi.

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Cala gli spaghetti e tirali fuori tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione.
Cacciali dentro alla pentola col burro e concludi lì la cottura, facendoli saltare a fiamma media. Gira di continuo, usando forchettoni o pinze.

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A fiamma spenta aggiungi il parmigiano.

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Mescola benissimo.

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Poi comincia ad impiattare, nel modo più volgare e popolare possibile:

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Questa foto mi fa venire famissima.

Cospargi i piatti col rimanente parmigiano.
Ecco cosa dovresti avere ottenuto:

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Per me è meglio della pasta aglio, olio e peperoncino e pure della pasta al sugo.
Sì, non è alta cucina, ma sapete dove se la possono ficcare l’alta cucina, no?

Ciao e buon appetito!