Orecchiette con salsiccia e peperoni cruschi (+ Thomas Hungry: come domare il Garbage Kid che vive dentro te)

Se ti dicessi che puoi mangiarti 12 pizze e rimanere con gli addominali scolpiti?
E se rilanciassi, affermando che è possibile scofanarsi 9500 calorie di roba pan di stelle (tra crema e biscotti e gelati e torte e cereali) avendo però sempre il fisico di Capitan America, come la prenderesti?

Ti capisco.

Come sai sono anni che vivo in una psicopatia perenne (tendente anche allo scoramento, se non addirittura alla depressione) che mi porta un giorno a mangiare come uno di quei ciccioni che si vedono da Nowzaradan ed il giorno dopo a pentirmi, gridando MAI PIU’ e riempiendo lo stomaco di riso punitivo, bollito e scondito.

Vivendo l’intera giornata salutista in preda a convulsioni perché la mia testa urla, in loop, che sono una testa di cazzo e che ho vanificato un mese di palestra.

I saggi che non muovono il culo dal divano dal 1925 ti dicono che devi bere tanta acqua, che è vitale non mangiare i carboidrati la sera, che è più importante il riposo dell’allenamento, che l’olio fa bene alla salute perché è un grasso buono e che mai – MAI – bisogna uscire nelle ore più calde.
E poi si sa che donna baffuta è sempre piaciuta, che una rondine non fa primavera e che non puoi fare i conti senza l’oste.

Eh, come no.

Ma finalmente tutte le mia angosce possono andare a fanculo perché ho scoperto Thomas Hungry.
Ti direi Vai sul suo canale youtube, seguilo su Instagram e cambia anche te la tua esistenza, ma una mini presentazione ci sta.

Partiamo dall’ovvio: Thomas è un ragazzo che fa un sacco di palestra, con un ottimo fisico e che nei suoi video si sfonda di cibo. Spazzatura e non, l’importante è mangiare e riuscire a superare delle sfide caloriche assurde.
Stiamo parlando di sgarri da 25000 calorie. Sì, gli zeri sono giusti: VENTICINQUEMILA.

 

Ammetto che pure per me sono tantissime. Nei miei giorni peggiori ho forse toccato le cinquemila. Ma proprio impegnandomi di brutto.

I video sono divertenti, non annoiano pure durando anche 40 minuti e ti fanno venire fame. Se con YoutuboAncheIo è l’orrore a prendere il sopravvento, con Thomas arriva l’invidia.
Reazione differente solo perché è palestrato invece di essere grasso?
No. È perché si vede quanto cazzo è contento, mentre mangia e rutta e si smerda di cioccolata.

È stato subito amore.

Finito il cheat day, Thomas filma le sue giornate su Instagram. Giornate che conosco molto bene, perché sono tutte uguali e tutte identiche alle mie: ci si alza, si fa sport, si va a camminare, si mangia. Pesi, cardio, pappa, pesi, cardio, camminata, pappa, in una routine sempre uguale ma che funziona.
Ma cosa si mangia? E qui parte il progetto d’esistenza di Thomas Hungry: un regime alimentare rigidissimo, dove si contano i macronutrienti e le calorie in maniera rigorosa e non si sgarra. Mai.

Alimentazione sana e tanto movimento, proprio come ripetono i salutisti.

Osservando questo rigore totale, questo impegno costante e questi pasti abbondanti ma tranquillissimi, non puoi che sentirti ispirato.
L’ispirazione sale ancora di più quando capiti in video come questo, dove ti aiuta a capire come risolvere la questione sgarro, ossia come rimediare a quei giorni in cui il Kraken decide di prendere il sopravvento?

Thomas Hungry: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la dieta.

Basta col mangiare piangendo ad ogni barretta di cioccolata, sentendosi in colpa manco stessi sgozzando un neonato.
Bisogna vivere con disciplina ed abnegazione, poi buttarsi dentro ai barattoli di nutella per affogarci, senza rimpianti.
La dieta – che non è neanche male, ora che la sto seguendo da 4 giorni – è un sacrificio che faccio volentieri, se poi vengo ripagata da tutto il cibo che voglio. Per 24 ore.

Sono 4 giorni che penso in cosa consisterà il mio primo sgarro controllato: tante idee, tutte grassissime.

In cosa consiste il mio nuovo regime alimentare? Innanzitutto ho diminuito le calorie: sono passata dalle mie solite 2000-2200 a 1800.
Queste 1800 sono suddivise in tre pasti (colazione, pranzo e cena) contando più che altro i macronutrienti: e non ti immagini quanto cazzo sto mangiando.
Poiché per stare dentro ai valori sono costretta a dei pasti veri, non più ai dolci che caratterizzavano i miei pranzi. Questo significa avere un sacco di forze, un sacco di pappa nello stomaco e mai – intendo MAI – fame vera.
Capitan Ovvio? Forse.
Tuttavia nessuno prima di Thomas Hungry era riuscito a convincermi a compiere questi passi verso la sanità mentale.

Lo so, lo so, ma vedrai il giorno di sgarro che cazzo combino, vai tranquillo.

Chi pensa che questa non sia vita sana, che prima o poi ci rimani secco ingerendo tutte quelle porcate insieme, che blablabla dovrebbe un attimo guardarsi dal di fuori durante la vita di ogni giorno.
Quanti sacchetti di patatine mangiate, nel corso di un mese? Quanti sgarri piccoli compite, che tanto che vuoi che sia una merendina? Quante volte dite Domani andrò dal nutrizionista ed intanto vi sparate una lasagna stracotta nella sugna?
Siete forse meglio di chi invece decide di mangiare sano ed equilibrato per 6 giorni, per massacrarsi nel settimo?
Per non parlare del vostro fisico infelice, che voi chiamate Ossa Grosse.

Ceeeeeeerto.

Ma, al di là di ogni giudizio del cazzo, quello che a me importa è che finalmente ho trovato pace.
Io ho lo spirito del soldato: mi sveglio all’alba (che in questo periodo è alle 5 ed un quarto), caffè e poi allenamento, allenamento ed ancora allenamento. Poi pappa ed infine riposo. Bastava darmi delle regole alimentari comprensibili (e con una ricompensa palpabile) da seguire in maniera precisa ed io le avrei seguite. Non troiate come La sera non si mangiano carboidrati, magari dette con in mano un paninazzo grondante di maionese e porchetta.

Vi sputo i semi in faccia, salutisti del menga.

In questi giorni mi sento come se avessi trovato la risposta a tutte le domande dell’universo.
E quella risposta non è 42, cari nerd del cazzo. Quella risposta è Thomas Hungry.

Ora mangiamo e mangiamo una roba grassissima.

59 grammi di grassi in un piatto di pasta. Sei avvisato.

Ho rubato la ricetta a Diario di Bordo in Cucina e non è la prima volta, infatti si becca l’inserimento nel blogroll, perché mi ha fatto mangiare troppo bene e se lo merita.
Qui dentro c’è salsiccia, un sacco di formaggio e pure i peperoni cruschi, che non avevo mai provato in vita mia.
Ma andiamo con ordine: Go, go, go!

Per preparare delle orecchiette con salsiccia e peperoni cruschi, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di orecchiette;
  • 50 grammi di panko (se non ce l’hai puoi usare tranquillamente del pane grattugiato, ma col panko è più buono);
  • 20 grammi d’olio complessivi, da usare in momenti diversi;
  • 40 grammi di peperoni cruschi secchi. Se non li trovi puoi sostituirli anche con i pomodori secchi, ma non sott’olio;
  • 200 grammi di salsiccia;
  • 150 grammi di formaggio Brigante piccante. Si tratta di un pecorino semistagionato, se vuoi puoi sostituirlo con un formaggio caciottoso a tua scelta;
  • uno spicchio d’aglio.

Intanto una bella panoramica dei protagonisti della serata:

Prepariamo ‘sto piatto con calma, che di cose da fare ce ne sono tante.
Partiamo dal panko (o dal pangrattato, se hai scelto il pangrattato): dobbiamo farlo tostare in padella. Però lo facciamo usando anche un po’ d’olio, così si insaporisce.
Quindi versa 10 grammi d’olio in una padellina e falli scaldare bene.
Aggiungi ora il panko.

Usa una fiamma bassa e gira spesso. Il panko deve ben tostarsi, assorbire l’olio e cambiare colore. 
Ci vorrà un po’.
Quando hai finito, mettilo in un recipiente (se lo lasci nel padellino continuerà a tostarsi anche a fiamma spenta, quindi non fare la pigra).

Passiamo agli altri ingredienti.
Togli la camicia ad uno spicchio d’aglio e schiaccialo leggermente.
Leva il budello alla salsiccia e riducila a pezzetti.

Sbriciola i peperoni cruschi, senza buttare i semi:

Infine taglia a dadini piccoli il formaggio.

Siamo pronti per iniziare, quindi metti a bollire l’acqua della pasta.

In una padella ampia versa 10 grammi d’olio, falli scaldare bene e poi metti a soffriggere lo spicchio d’aglio. Inclina la padella in modo da fare raggruppare l’olio in un solo punto, così si aromatizza bene:

Appena l’aglio è colorato, toglilo e buttalo.
Caccia in padella la salsiccia.

Fai andare a fiamma medio bassa, girando spesso. Se hai dei pezzi di salsiccia meno sbriciolosi, puoi anche starci meno dietro. Qui la salsiccia non è il massimo dell’esistenza e tende a trasformarsi in piccoli grumi maialosi, quindi non posso mai allontanarmi dalla padella.
La salsiccia sarà pronta quando sarà bella abbrustolita.

Spegni la fiamma (ma riaccendila un minuto prima dell’arrivo della pasta) ed aggiungi i peperoni cruschi. Mescola bene.

Scola la pasta un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione, senza buttare la sua acqua di cottura.
Cacciala in padella e fai saltare per un minuto.

Unisci poi il formaggio.

Mescola bene concludendo la cottura e bagna con l’acqua nel caso il risultato fosse troppo asciutto. Il formaggio si scioglierà praticamente del tutto.

Solo a fiamma spenta aggiungi 25 grammi di panko.

Mescola il tutto e siamo pronti.
Prepara le porzioni e spolvera ogni piatto col rimanente panko.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Prima di salutarti ecco i valori nutrizionali del tuo piatto.
Con una porzione di orecchiette ti mangi:

  • 1074 calorie;
  • 85 grammi di carboidrati;
  • 50 grammi di proteine;
  • 59 grammi di grassi.

Ciao e buon appetito!

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Fusillotti con ricotta e piselli

Torno a ribadire quella roba là che le casalinghe del web non vogliono capire in nessun modo.
Quale?
Che la prova costume non esiste? No.
Che lo zafferano non si mette nel caffè? No, ma è vero anche questo.
Che col cazzo che il riso si tosta se ci metti l’olio? Nemmeno, ma vedo che stai attenta.

Un giorno ribadiremo anche che la pasta alla norma non ha le melanzane gonfie d’olio e che si scrive AMATRICIANA e non MATRICIANA.

No, torno a ripetere quello che è stato il mio mantra per tanti – pure troppi – post nel blog: la ricotta, soprattutto se di bufala, non si cuoce.
Un po’ come le fave non si sbollentano, la verdura non si prepara inserendo il dado a cazzo e nel burro d’arachidi non ci si mette l’olio di oliva.

La mia teoria è che queste comprano la ricotta confezionata e che questa sia così finta, ma così finta che non sanno manco di che stanno parlando.
Un po’ come quando senti un siciliano sbraitare di pizza e a te viene un po’ da piangere e fai sìsì con la testa giusto per non litigare.
E allora io mi metto a parlare di polenta ed osei, va, pure se vivo in terronlandia.

Io che brucio le casalinghe.

Sono convinta che per loro non ci sia differenza tra una robiola, una philadelphia ed una ricotta e che non conoscano l’eterna sorpresa di assaggiare una ricotta fresca e scoprire se è mondiale o solo appena appena appena passabile.
E quando è mondiale uno col cazzo che ci mette dentro qualcosa. Niente olio, niente burro, niente parmigiano. Solo acqua e manco tanto calda che poi la ricotta si offende e ti caglia tutto. Per spregio.

Go, go, go!

CARICHI!

Per preparare dei fusillotti con ricotta e piselli, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di fusillotti;
  • 300 grammi di ricotta, meglio se di bufala;
  • qualche foglia di menta;
  • sale, pepe;
  • 350 grammi di piselli. Se li prendi freschi, comprarne un chilo.

Innanzitutto ti tocca sbaccellare i piselli. E no: quelli surgelati fanno cagare e quelli in barattolo proprio non esistono nell’universo del Kaiju.
Siamo in stagione, quindi compra i baccelli e divertiti: fidati che ne vale la pena, tutto un altro mondo.

Se non lo fai guarda che poi in qualche modo lo scopro e poi vengo a casa e ti prendo a calci.

Li cuoceremo al vapore per una semplice ragione: non ci servono grassi aggiuntivi, quindi niente padelle.
Come si fa a cuocere i piselli al vapore? Molto semplice.
Prendi il cestello del vapore.
In una pentola versa un paio di dita d’acqua, metti dentro il cestello per prova e guarda il livello del liquido: l’acqua non dovrà mai toccare la verdura, quindi deve essere SOTTO ai buchetti del cestello, ok?
Detto questo, togli il cestello, chiudi la pentola col coperchio ed accendi una fiamma ed aspetta le bolle.
Appena bolle metti il cestello e riempilo coi piselli.

Richiudi col coperchio, abbassa la fiamma al minimo ed in 4 minuti scarsi i piselli sono pronti. Assaggiali, chiaramente: non devono essere sfatti, abbiamo i denti per un motivo, no?

Appena sono pronti spegni la fiamma e togli il coperchio (altrimenti continuano la cottura, pure se il fornello è spento).

Metti l’acqua della pasta a bollire.
In una ciotola caccia la ricotta.
Ora bisogna ammorbidirla con un po’ d’acqua, per creare una crema densa ma compatta. Puoi usare quella della pasta a patto che non sia strabollente (altrimenti distruggi la ricotta).
Versane poca alla volta, mescola e fermati quando hai formato la crema:

Ora qui dentro butta i piselli, del sale, del pepe ed un po’ di foglie di menta spezzettate con le dita. Mescola bene.

Prepara la pasta, conserva la sua acqua che magari ci serve, e poi cacciala nella ciotola.
Mescola il tutto, bagnando con l’acqua di cottura nel caso la crema si fosse addensata. Sempre poca per volta, che ad aggiungere si fa sempre in tempo.

Prepara i piatti e davanti a te dovresti avere una cosa simile:

Ed ora i valori nutrizionali.
Ecco cosa c’è nel tuo cazzo di piatto:

  • 660 calorie;
  • 76 grammi di carboidrati;
  • 37 grammi di proteine;
  • 23 grammi di grassi.

Ciao e buon appetito!

Pasta con zucchine e gamberi

Le nostre sofferenze sono finite: la macchina fotografica è tornata a casa. Quindi questa sarà l’ultima ricetta con le foto dimmmmmmmmerda che ti beccherai.

Bravo, fatti bello per l’occasione.

Come forse puoi notare le novità non sono finite qui: ho cambiato l’aspetto del blog, così ti becchi il meraviglioso tasto CERCA in alto. Sia da cellulare che da computer.
Il blog è pure più ordinato, così uno può finalmente scrivere Chi è quel mona che sbatte la porta con stile.
Era ora.

Immagine correlata

Vedi? Quel carattere non conferisce alcuna eleganza a questa solenne dichiarazione.

Quest’ultima ricetta nel mondo delle immagini tristi è una ripetizione della vecchissima pasta coi gamberi, con l’aggiunta delle zucchine.
C’era bisogno? Sì. Perché tutte le volte che vedo questo piatto in giro ci ritroviamo una pappetta di zucchine. E non so te, ma io i denti ce li ho e vorrei usarli più possibile.

Go, go, go!

Tutti in cucina!

Per preparare una pasta con gamberi e zucchine, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta;
  • mezzo chilo di gamberi (più o meno saranno 12);
  • 300 grammi di zucchine;
  • 20 grammi d’olio + un cucchiaio da mettere sui piatti;
  • abbondante prezzemolo;
  • uno spicchio d’aglio;
  • sale.

Per la pulizia dei gamberi ti rimando a questo post qui.
Devi fare proprio uguale uguale uguale.

Fai, fai. Intanto io ti aspetto qui.

Attenta a non farti male durante l’operazione!

Bene. Ora che hai corpi e teste ben separati, possiamo partire.

Metti l’acqua della pasta a bollire.
Intanto taglia a rondelle le zucchine.
Trita abbondante prezzemolo.
Taglia a pezzetti uno spicchio d’aglio.

In una padella versa 20 grammi d’olio, fai scaldare ed aggiungi lo spicchio d’aglio.
Appena è colorato, butta dentro anche le zucchine.

Fai andare a fiamma medio alta, girando spesso. Non mettere il sale, altrimenti le zucchine buttano fuori acqua e noi non lo vogliamo: devono cuocere ma rimanere croccanti.
Dopo una decina di minuti dovremmo già quasi esserci (le zucchine dovrebbero impiegare 15 minuti totali). Come capirlo? Saranno un po’ colorate e se le assaggi, beh, sono praticamente pronte.

A quel punto puoi buttare la pasta ed unire le teste di gambero e schiacciarle con un cucchiaio di legno per fare uscire il loro liquido immondo.

Quando hai spolpato bene le teste, butta dentro anche i corpi.

I gamberi hanno bisogno di pochissimo tempo di cottura, tipo 5 minuti scarsi.
Sono pronti quando saranno diventati di un bianco bello deciso.
Solo a questo punto puoi aggiungere il sale.

Nel caso la pasta fosse in ritardo, spegni il tutto e tieni in caldo. Riaccendi però la padella un minuto prima dell’arrivo della pasta, perché deve essere bella calda.

Tira fuori la pasta un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione, senza buttare l’acqua di cottura (come sempre).
Concludi la cottura in padella, a fiamma bella alta, girando di continuo e bagnando con l’acqua di cottura se il tutto risultasse troppo asciutto. In questa fase butta dentro anche abbondante prezzemolo.

Prepara i piatti e su ogni porzione cospargi con ulteriore prezzemolo e poi versa un po’ d’olio.
Se sono riuscita a spiegarmi dovresti avere davanti a te una roba del genere:

Ed ora i valori nutrizionali del tuo cazzo di piatto.
Ecco cosa stai per ingerire:

  • calorie: 622
  • carboidrati: 69 grammi
  • proteine: 47 grammi
  • grassi: 18 grammi

Ciao e buon appetito!