Primi, Roba alla Don Camillo e Peppone

Pasta alla Raccoon City

Non so se hai presente la noia alla Raccoon City.
Quel tedio che ti piglia e nulla ti interessa o ti stupisce. Nulla.

Ma nulla proprio.

A volte mi assale quando scelgo cosa mangiare.
Mi metto a girovagare per la rete, tra i siti di cucina impensabili, fino ad addentrarmi nel deep web.

Risotto con cinghiale e cioccolato bianco? Boring.
Fusilloni con crema di anguria e paprika dolce? Due palle.
E che dire della crema di peperoncino con affogati dei chicchi di caffè glassati?

Zero interesse.

Ti metti a guardare video di cucina dove si lanciano ananas e li si affetta al volo, dove si manteca il risotto usando racchette da ping pong, dove si cuoce la pizza con l’ausilio di pietre focaie.
E tu lì, che sbadigli.

Tutto già visto.

Poi eccola lì, l’ispirazione.
E si tratta di una pasta così semplice, così povera, che sembra quasi assurdo non averla mangiata prima.
Fanculo al tartufo, alle ostriche ed alle trovate di alta cucina insapore.
Oggi, grazie a Luca Pappagallo, noi mangiamo una pasta con aglio, olio, zucchine e soprattutto briciole di pane aromatizzato e tostato. Una roba che io non ci potevo credere, talmente era buona.

Una roba che chiamerò proprio Pasta alla Raccoon City, per esorcizzare quel tedio di cui sopra, regalato dalle ricette furbe, infallibili, golose, senza cottura, da 5 minuti… ma con dentro l’impossibile.

Mi esce proprio dal cuore.

Go, go, go!

Per preparare una pasta alla Raccoon City, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta;
  • 60 grammi d’olio;
  • uno spicchio d’aglio grande, qualche foglia di basilico, un paio di gambi di prezzemolo e del peperoncino per aromatizzare l’olio;
  • 100 grammi di pane. Anche vecchio va benissimo;
  • 500 grammi di zucchine. Peso calcolato dopo la pulizia, quindi prendine un pochino di più (al massimo 700 grammi);
  • sale ed ulteriore basilico per le zucchine.

Avvertenza: l’olio più rimane insieme alle sue erbette e più uscirà aromatizzato. Quindi il mio consiglio è di prepararlo la mattina per la sera, sarà molto (ma molto) più buono.

Versa 60 grammi d’olio nel pentolino più piccolo che hai e cacciaci dentro l’aglio scamiciato ma intero (2, se gli spicchi fossero piccoli), del peperoncino tritato (sempre meglio quello fresco) e due gambi di prezzemolo.

Anche delle foglie di basilico, con tutto il gambotto.

Accendi il fuoco, basso, e scalda l’olio. Appena questo è caldo ed inizia a soffriggere bene spegni tutto. Fallo raffreddare completamente e se lo hai preparato con molto tempo in anticipo, come ti ho consigliato, metti anche un coperchio per non trovarci dentro moschini, ragni, scutigere.

Facciamo finta che è passato tutto il tempo necessario?
Bene. Allora prendi tre cucchiai di questo olio ormai aromatizzato e versali nella padella che userai per cucinare.

Il restante olio lo dobbiamo usare per condire il pane. Taglia quindi il pane a fette e cospargilo di olio usando un pennello.

Io uso Cinghiale!

Inforna a 200 gradi, modalità statica, fino a quando sarà bello abbronzato.
Tipo così:

Ci vorranno dai dieci ai 15 minuti massimo, ma dipende da tante cose. Non ti distrarre!

Lascialo riposare un attimo per non ustionarti, poi spezzettalo con le dita e caccialo in un mixer.
Riducilo in briciole. Non in polvere, fai in modo che sia grossolano. Basta che usi il mixer a scatti e non a movimento continuo.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Lava le zucchine e tagliale a pezzetti, dimensione e forma a piacere.
Scalda la padella in cui hai precedentemente versato i 3 cucchiai d’olio ed appena è bella calda cacciaci dentro le zucchine.

Fai cuocere a fiamma medio alta per circa 5 minuti, girando spesso, poi aggiungi del sale e delle foglie di basilico spezzettate con le mani.

Continua la cottura per altri cinque minuti, sempre con una fiamma bella alta e girando spesso.
Ora io non so come piacciono a te le zucchine, ma a me piacciono croccanti. Questo si traduce con meno di 15 minuti di cottura: mi fermo quando alcune rotelle sono belle abbronzate. Assaggio e se sono cotte al dente spengo tutto.
Non contino la cottura a fiamma bassa, perché questo porterebbe a stufarle e a farle ammollare.

Quindi non ti posso dare dei consigli per ogni tipo di cottura delle zucchine: se ti piacciono come piacciono a me ok, altrimenti se le vuoi più cotte saprai bene tu come fare.

Ma no, niente panico. Basta che le cuoci un po’ di più e sicuramente non con una fiamma così alta, sennò bruci tutto.

Unica avvertenza: siccome dobbiamo concludere la preparazione della pasta in padella, assicurati che quest’ultima sia calda al suo arrivo. Quindi riaccendi la fiamma un minuto prima dell’arrivo della pasta.

Scola la pasta 2 minuti prima del tempo indicato sulla confezione, senza gettare la sua acqua di cottura. Caccia la pasta in padella e concludi la preparazione, saltando il tutto a fiamma medio alta e bagnando con l’acqua.
In questa fase aggiungi anche un pochino di briciole. Non tante, giusto l’occorrente per raccogliere tutto l’unto sparso nella padella:

Prepara i piatti e bagna ogni porzione con l’olio aromatizzato rimasto (se ne è rimasto) e cospargi di briciole.
Quante? Quante ne vuoi. Io alla fine le ho usate tutte, troppo buone.

Ecco qui cosa dovresti avere davanti:

Ciao e buon appetito!

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Primi

Fusilloni artigianali con tuttecose.

Sembra una pasta svuotafrigo e invece no, perché io la spesa la sono andata a fare, con la lista, lo zainetto ed il walkman con le batterie carichissime che non si sa mai.

Che suonava Jump, perché siamo tutti anni ’80.

Però sembra una roba con dentro cose a caso. Cose a caso che giuro stanno tutte bene unite e formano la squadra perfetta salvamultiverso (tipo i Fantastici 4 o i Bee Hive). Poi, per una volta che capita c’hai poco da lamentarti: non ti sto infatti proponendo un piatto che devi preparare sei ore in anticipo. Sei minuti e mezzo e via, si mangia.

Se trovi pure la pasta a forma di alieni, poi, diventa pure una figata stratosferica intrisa di cultura pop e ti puoi fare la foto ed urlare Quanto sono nerd.

È una aglio olio e peperoncino? No, perché non è abbastanza piccante. In più dentro troviamo della granella di pistacchi (non salati, chiaro), della menta e pure la mozzarella di bufala. Che, ti ricordo, non si cuoce MAI.
Se lo fai Reed Richards ti punirà come meriti.

Wolverine sarà anche il migliore in quello che fa, ma di sicuro non ha capito niente di mozzarelle.

Ho rubato la ricetta a L’angolo della casalinga, cambiando però le dosi: ho trasformato un piatto sobrio, per canarini, in una roba di quelle per gente massiccia, come siamo noi.

Noi.

Quindi Go, go, go!

Per preparare dei fusilloni con tuttecose, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di fusilloni artigianali. Non è obbligatorio, ma fanno una bella figura. Altrimenti usa un’altra pasta lunga, ovvio;
  • 50 grammi di granella di pistacchi. Non salata, non zuccherata;
  • 250 grammi di mozzarella di bufala;
  • 40 grammi d’olio;
  • 2 spicchi d’aglio;
  • peperoncino fresco. O secco. Ma non eccedere: deve dare un buon sapore di piccante, senza però distruggere la freschezza della mozzarella;
  • 15 foglie di menta.

Metti l’acqua della pasta a bollire.
In un padellino caccia dentro la granella di pistacchi e falla tostare: accendi una fiamma media, gira spesso e sentirai piano piano l’odore dei pistacchi cambiare. Ci vorranno 5 minuti. Poi lasciali da parte, lontani dal fornello.

Versa 40 grammi d’olio in una padella, falli scaldare e poi cacciaci dentro due spicchi d’aglio interi ma scamiciati e del peperoncino tritato.

Fai soffriggere brevemente, giusto un paio di minuti.
Poi spegni la fiamma, aspetta che tutto si raffreddi (magari allontana la padella dal fornello caldo, così la temperatura si abbassa prima) e poi metti una decina di foglie di menta sminuzzate.

Mentre attendi la pasta riduci a dadini la mozzarella.
Non usare un tagliere ma un piatto, poiché la mozzarella caccerà latte e se lo fai sul tagliere versi liquido per tutta la cucina.

Ricordati di accendere il fuoco sotto la padella un minuto prima dell’arrivo della pasta, così sarà calda quando dovremo terminare la cottura.

Scola la pasta al dente (un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione), togli l’aglio che tanto ha esaurito il suo scopo e fai saltare il tutto in padella a fiamma bella alta, girando di continuo. Concludi qui la preparazione.

Abbiamo finito, dobbiamo solo preparare i piatti.

Su ogni porzione caccia sopra 25 grammi di granella di pistacchi tostata, 125 grammi di mozzarella e qualche altra foglia di menta (che fresca farà una figurissima).
Ecco cosa dovresti avere davanti:

Sei pronta per fare la pappa, che te lo sei meritato.

Ciao e buon appetito!

Primi, Primi piatti di mare

Cavatelli con calamari e pomodorini.

Quando ho provato i gamberoni surgelati ed è venuto fuori che erano davvero spettacolari (non come quelli freschi, ma ottimi lo stesso), pensavo che il peggio fosse passato.

Ero esaltatissima, così.

Così ho iniziato ad acquistare salmoni e tonni e palombi e salcazzo cos’altro. Ma dopo tre o quattro cene all’insegna del polistirolo mi sono arresa: i gamberoni sono l’eccezione, il resto è Soylent Green.

Massì, massì, lo sappiamo già.

Negli ultimi giorni sono riuscita finalmente a raggiungere una pescheria ed ho preparato una roba davvero basic. Ma d’un buono, ma d’un buono, che ne vorrei un altro piatto qui.

Forse questa ricetta non è mondiale e di sicuro manco particolare e senz’altro non hai bisogno di me per imparare a cucinarla, dato che siamo dalle parti dell’ABC gastronomico.
Eppure mi è sembrata così mondiale – complice l’astinenza da pesci veri da troppo tempo – che voglio passartela. Piatto facilissimo: pochissimo lavoro, pochissimo tempo di cottura, però risultato da sbavo.

Ho rubato il procedimento al Bocca quasi interamente. E dico quasi solo perché io il pecorino semistagionato non l’ho messo, poiché ne ho acquistato uno aromatizzato alla birra dal sapore davvero troppo acceso. Dovevo immaginare non fosse adatto, tuttavia come si può resistere ad un pecorino alla birra che ti chiama dal bancone del supermercato?

Soprassediamo dunque sulle scelte formaggiare errate e seguimi nel Go, go, go! che stasera si mangia da Cthulhu.

Sì, ok, seguimi anche così, però poi ti rovini l’appetito.

Per preparare dei cavatelli con calamari e pomodorini, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di cavatelli;
  • 300 grammi di calamari. Peso calcolato dopo la pulizia. Pulizia che ti consiglio di farti fare dal tuo pescivendolo, che facciamo prima;
  • 250 grammi di pomodorini. Anche questi sono stati pesati dopo la pulizia;
  • qualche foglia di salvia, prezzemolo;
  • poco peperoncino, sale;
  • pepe sui piatti (facoltativo);
  • uno spicchio d’aglio;
  • 30 grammi d’olio + un filo da aggiungere su ogni piatto.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Trita il prezzemolo.
Lava i pomodori e tagliali a pezzetti.
Taglia il calamaro a pezzi piuttosto piccoli, aiutandoti con le forbici.

Trita anche l’aglio, un pezzetto di peperoncino e procurati le tue foglie di salvia.

Ora che abbiamo tutti gli ingredienti pronti, possiamo partire sul serio.
Il sugo avrà bisogno di 5 minuti scarsi per essere pronto, quindi regolati un po’ con la cottura della pasta.

WARNING sul peperoncino: per quanto io lo ami, quando lo si utilizza nei piatti di pesce deve essere poco, altrimenti rompe i coglioni.

Sì, lo so che lo sai, però è meglio ripetersi, dai.

In una padella versa 30 grammi d’olio, fallo scaldare e poi aggiungi l’aglio, le foglie di salvia ed il peperoncino.
Puoi anche già buttare la pasta, perché davvero ci vorrà pochissimo.

Fai soffriggere fino a quando l’aglio sarà un po’ colorato, poi caccia dentro il calamaro.

Fai andare a fiamma medio alta, girando spesso. In due minuti il calamaro sarà pronto e te ne accorgi perché cambia colore su ogni lato, diventando bianco bianco.

Unisci quindi anche i pomodorini.

Gira bene, aggiusta di sale e fai saltare il tutto fino all’arrivo della pasta, che devi scolare al dente e di cui non devi buttare l’acqua di cottura. 

Getta i cavatelli in padella, cospargi di prezzemolo, e concludi lì la preparazione, bagnando ulteriormente con l’acqua di cottura se vedi che il liquido scarseggia.

Il risultato finale deve essere umido, ma non bagnato come qui sopra.
Ecco qui la padella a fiamma spenta:

Prepara i piatti e direttamente su ogni porzione versa un filo d’olio e cospargi con ulteriore prezzemolo. Se ti piace l’unione peperoncino e pepe, aggiungi anche quest’ultimo (ma prima assaggia, che magari il peperoncino già ha deciso di menare).

Se sono riuscita a spiegarmi dovresti avere raggiunto questo risultato:

Ciao e buon appetito!

Primi

Gnocchi di patate con sugo di coniglio.

Allora, com’è andata questa settimana senza consigli culinari dalla Kaiju’s Land?

Perché sono una persona rassicurante.

A me di merda. Ho mangiato male – altrimenti ti avrei passato la ricette, dah! – oppure in maniera piuttosto inutile.
Una sera era tutto così schifoso, ma così schifoso che ho tirato fuori la Buitoni dal freezer.

Incazzandomi tantissimo e lanciando piatti in giro.

Ma oggi andiamo sul sicuro. Oggi cuciniamo un sugo di coniglio e ci condiamo degli gnocchi di patate (rigorosamente industriali perché sai quanto mi rompo le palle solo all’idea di prepararli in casa).

E se sei tra quelli che Il coniglio no, poverino affari tuoi, significa che sei destinato ad attendere un’altra settimana prima di poter pappare in maniera decente. Buona fortuna con lo slalom tra i piatti con deliziose cremine di formaggi cagliati e spaghetti inondati di miele e mandorle (però allo zenzero, eh, e con una punta di nutella che ci sta divinamente).
Per i carnivori senza sentimenti, invece, scatta il Go, go, go!

Forza! Non è il miglior discorso motivazionale di sempre e di oltre?

Ho rubato la ricetta a Kung Food, sito che ancora non conosco molto bene ma pare che possa essere infilato tra i #validi. Ne riparliamo quando avrò provato altri piatti, prima di mettere il bollino garanzia totale.

Per preparare degli gnocchi di patate con sugo di coniglio, per due persone, hai bisogno di:

  • 500 grammi di gnocchi di patate. Giovanni Rana o quel che vuoi, la ricetta di quelli artigianali ancora non l’ho scritta e non so se mai la scriverò;
  • una carota;
  • una cipolla;
  • 400 grammi di carne di coniglio;
  • un chilo di pomodorini (peso calcolato da già puliti);
  • sale, pepe;
  • qualche foglia di salvia, qualche foglia di basilico, un po’ di rosmarino;
  • 200 grammi di vino bianco;
  • 40 grammi di olive nere;
  • formaggio misto (pecorino-parmigiano ma pure caciotte varie) da mettere soltanto sui piatti, quindi non più di 50 grammi totali;
  • 40 grammi d’olio.

Un bel po’ di roba. Vai a fare la spesa che ci incontriamo dopo.

Vestiti bene, mi raccomando.

Tieni conto che ci vorrà circa un’ora e mezza di preparazione per questo piatto. Non è difficile, ma organizzati per tempo se non vuoi crepare di fame.

Inizia tagliando a pezzotti il coniglio. Non troppo piccoli, tanto si sfalderà durante la cottura.

Decapita i pomodorini e tagliali in due pezzi.

Trita carota e cipolla con l’aiuto di un mixer.
In una pentola di cui possiedi il coperchio versa i 40 grammi d’olio, falli scaldare e poi caccia dentro il trito di carota-cipolla, le foglie di salvia ed un po’ di aghi di rosmarino (non tanti, tendono ad essere invadenti).

Fai andare, girando spesso e con una fiamma medio bassa, per circa dieci minuti.

Aggiungi poi i pezzi di coniglio.

Fai rosolare su ogni lato a fiamma media, fino a quando cambia colore.
A quel punto versa i 200 grammi di vino bianco.

Alza la fiamma e fai evaporare la parte alcolica (ci vorranno circa 5 minuti).
Butta dentro i pomodorini, le olive nere, un po’ di sale e di pepe.

Mescola il tutto, abbassa un po’ la fiamma e chiudi col coperchio. Lascia cuocere per 25 minuti così.

A quel punto vedrai che i pomodorini dovrebbero avere rilasciato un fottio di liquido e quindi è tempo di cuocere questo sugo immenso scoperchiandolo.
Fiamma media (diciamo sufficiente a raggiungere un sobbollore, non devi andare a cannone) fino a quando si restringerà molto bene.

Ci vorrà un po’: minimo un’ora, massimo un’ora e mezza. Dipende dalla quantità di liquido che uscirà fuori dalla carne e dai pomodorini.

Però non te ne puoi andare a fare altro: ogni tanto devi girare tutto quanto.
Quando vedi che inizia a restringersi, ti tocca l’assaggio e puoi iniziare a mettere l’acqua degli gnocchi a bollire.

Che bel pezzo di coniglio, eh?

Aggiusta di sale e di pepe e gratta pure i formaggi, che tanto ormai ci siamo.
Ecco com’era il mio alla fine:

Quando il sugo è praticamente pronto, butta gli gnocchi che tanto hanno una cottura che si aggira intorno ai tre minuti.
Scolali con l’aiuto di una schiumarola e gettali nella pentola del coniglio. Aggiungi nel sugo un po’ di foglie di basilico spezzettate con le mani e gira il tutto giusto il tempo di insaporire, a fiamma bassa (bastano 30 secondi).

Prepara le porzioni ed ecco cosa dovresti avere davanti, se sono riuscita a spiegarmi:

Spolverizza con un po’ di formaggio, senza esagerare, e spanzati, che te lo sei meritato.

Ciao e buon appetito!

 

Piatti tradizionali, Primi

Tagliatelle al ragù bolognese.

Di solito quando si affrontano le ricette tradizionali bisogna stare attenti, che c’è gente un po’ troppo sensibile in giro.

Uomo che discute sulla quantità di uova da usare nella carbonara.

E comunque per arrivare a trovare una ricetta più o meno credibile bisogna girare mezzo web. Prima di capire che nell’amatriciana magari la panna non ci va e manco i piselli e lasciamo perdere poi la nutella, bisogna navigare per pomeriggi interi.
Tutti possiedono il segreto segretissimo della gricia, più o meno tutti però la cucinano a cazzi loro (il Kaiju compreso, sia chiaro).

Lo scoramento.

Tutto questo per dirti che oggi è diverso. Oggi cuciniamo il ragù bolognese assoluto e non perché sono Azzurra di Emilia Romagna: il procedimento e gli ingredienti sono stati depositati nel novemila avanti Cthulhu dall’Accademia Italiana della Cucina.

Quindi, per oggi, niente fuoco e fiamme.

Tutti quelli che volevano flammare possono andare tranquilli tranquilli a casa.

Ci vorranno un paio d’ore buone per prepararlo ed è pure bello ciccioso. Ma vale ogni grammo di unto che ingerirai e, soprattutto, ti spanzerai all’infinito.

Sì, però mastica bene.

Dicono che questa sia una dose per 4 persone, eppure io ci ho condito solo due piatti di pasta. Abbondanti, colmi di sugo e spettacolari.

Go, go, go!

Per preparare delle tagliatelle al ragù bolognese, per due persone, hai bisogno di:

  • 2 uova + 200 grammi di farina per le tagliatelle. Il procedimento non lo ripeterò, poiché trovi il post dedicato qui;
  • 300 grammi di macinato di manzo;
  • 150 grammi di pancetta arrotolata. Grassa e in una fetta spessa;
  • 50 grammi di carote, 50 grammi di sedano e 50 grammi di cipolla;
  • 300 grammi di passata di pomodoro;
  • 3 cucchiai d’olio;
  • 100 grammi di vino rosso;
  • 200 grammi di latte intero a temperatura ambiente;
  • sale, pepe.

Ricordati che l’impasto per la pasta fresca ha bisogno di almeno 30 minuti di riposo (ancora meglio un’ora). Il ragù impiegherà circa 2 ore e mezza in tutto, quindi regolati un po’ te coi tempi.

Nono, io non mento mai. Il tempo di riposo è molto importante: l’impasto sarà più morbido e profumato ed il gusto ne guadagna parecchissimo, fidati.

Taglia la pancetta a dadini, poi tritala più finemente possibile con un mixer. Puoi anche usare un coltello, ma diventa una roba un po’ tediosa.

Trita anche cipolla, carota e sedano, sempre finemente e sempre con il mixer.

Metti la pancetta in una pentola di cui possiedi il coperchio ed accendi una fiamma bassa.

Fai sciogliere la pancetta più possibile, sarà così:

Ora versa 3 cucchiai d’olio ed appena il tutto inizia a sfrigolare caccia dentro anche il trito di verdure.

Sempre usando una fiamma bassa fai appassire le verdure. Ci vorrà una decina di minuti almeno. Eccole:

È il momento di aggiungere il macinato.

Fai rosolare bene, girando spesso.
Dovrà cambiare colore su ogni lato:

Versa il vino ed alza la fiamma, perché dobbiamo fare evaporare la parte alcolica. Dopo qualche minuto (orientativamente intorno ai 5) possiamo passare alla fase della cottura vera e propria e versare la passata di pomodoro.

Da questo momento in poi scattano le due ore. Fiamma bassissima, deve appena sobbollire. Io ho cotto un po’ col coperchio ed un po’ no, aggiungendo acqua tiepida ogni tanto, quando il sugo diventava meno liquido.

Ogni tanto vai a vedere e soprattutto ad annusare, perché già solo l’odore fa svenire di fame.

Odorare il cibo è una delle parti più importanti durante il cucinamento. Oltre ad uno dei piaceri della vita.

Quasi allo scadere delle due ore bisogna aggiungere il latte. A temperatura ambiente, mi raccomando.

Adesso prosegui la cottura sempre a fiamma bassa ma senza coperchio. Bisogna fare restringere il tutto di parecchio, ci vorrà un’altra mezzora. 
Guarda la bellezza, dopo questa attesa eterna:

A questo punto puoi assaggiare ed aggiustare di sale: non dovrebbe occorrere, poiché all’interno c’è la pancetta che è sapidissima. Aggiungi invece il pepe.

Spegni la fiamma e riaccendila dunque durante la cottura della pasta, per avere il ragù bello caldo quando dovrai condirla.

Prepara le tagliatelle, tirale fuori al super dente (conta 30 secondi da quando le metti in acqua e sono più che pronte) e buttale dentro una ciotola grande.
Aggiungi sugo un po’ alla volta, fino a raggiungere la quantità di condimento desiderato. Io l’ho usato tutto, ma magari per te è abbondante ed è sempre meglio dosare piano piano.

Prepara i piatti e niente, hai davanti a te uno dei capisaldi della civiltà umana.

Se vuoi puoi spolverare con un po’ di parmigiano, ma è così buona così che quasi quasi anche no.

Contenta? Mi merito almeno un abbraccio per averti insegnato una roba fondamentale per la propagazione della specie?

No, eh? Uff.

Ciao e buon appetito!

Primi, Primi piatti di mare

Pasta cozze e pecorino.

La ricetta che ti sto per dare non è del tutto una novità: stiamo per preparare una pasta con le cozze, però con dentro un ingrediente segreto.

No, quell’ingrediente non è la pizza. Però è un’ottima idea, sperimenterò.

Facile, è facile. Eppure io ho impiegato ben tre tentativi per riuscire a trovare sia il metodo che le dosi giuste.

C’è stata grande frustrazione in me e a nulla è servito indossare il cravattino.

Il secondo tentativo è stato il più fallimentare di tutti: mettendo il pecorino – perché è lui l’ingrediente segreto – ho formato una palla immonda di formaggio. Ed ho pure lasciato troppa acqua, quindi mi sono ritrovata con dei rigatoni al blob che ho recuperato, ma non senza fatica.

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Comunque ne sono uscita vittoriosa e fidati: cozze e pecorino stanno bene insieme. Sarà un piatto un po’ salato, perché la pasta si cuoce nell’acqua delle cozze ed il pecorino è bello sapido, però è un salato buono, un salato che sa di mare.
Se vuoi, puoi rimediare cuocendo la pasta in acqua, normalmente, ma ci perdi.

Go, go, go!

Tutti ai posti di combattimento!

Per preparare della pasta con cozze e pecorino, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta. Penne, rigatoni. Basta che c’abbia il buco, così la cremina può compiere il suo lavoro per bene;
  • un chilo e mezzo di cozze. Si traduce in circa 250 grammi di cozze pulite;
  • 50 grammi di pecorino romano + una leggerissima spolverata sui piatti;
  • uno spicchio d’aglio, un cucchiaio d’olio, abbondante pepe.

Bisogna partire dal preparare un’impepata di cozze senza prezzemolo.
Pulisci le cozze. Pulirle non significa LUCIDARLE, bensì togliere il filetto che sporge da ogni guscio e levare le alghe più pelose.

Prendi una pentola di cui possiedi il coperchio e versa un cucchiaio d’olio, uno spicchio d’aglio spogliato e tagliato a metà e tutte le cozze. Cospargi con abbondante pepe.

Chiudi col coperchio e lascia cuocere a fiamma medio alta per pochi minuti; giusto il tempo di aprire tutte le cozze. Dopo un minuto apri il coperchio e gira un po’ il tutto, tanto per fare cuocere in maniera omogenea.

Una volta che sono pronte, apri e lasciale un attimo raffreddare.
Nel frattempo metti l’acqua della pasta a bollire (senza sale) e grattugia il pecorino a polvere.

Scola le cozze ma non buttare l’acqua che hanno buttato fuori. Anzi, l’acqua filtrala con un colino a maglie strette e conservala in un contenitore con coperchio (una pentola, un pentolino, una padella… quello che vuoi).

Questo passaggio del colino è importante, poiché togliamo se non altro i pezzi di sale, di cozza, di boh più ingombranti.
Guarda qui cos’ho tolto io:

Sguscia tutte le cozze e tienile da parte.

Ora dobbiamo cuocere la pasta, quindi recupera una padella dove la travaseremo. Comincia a riscaldare a fiamma bassa il liquido delle cozze, deve raggiungere il sobbollore.

Appena bolle l’acqua nella pentola della pasta, cacciacela dentro e falla cuocere 2 minuti, giusto il tempo di ammorbidirla. Poi scolala (ma senza buttare l’acqua di cottura, che ci servirà) e gettala in padella, insieme ad una generosissima dose d’acqua cozzata.
Non mettere TUTTO il liquido, se è molto: meglio dosarlo a cucchiaiate, mano a mano che viene assorbito ed evapora.

Gira spesso e fai andare il tutto per il tempo indicato sulla confezione.
Un minuto prima di spegnere unisci le cozze sgusciate.

Mescola tutto, concludi la preparazione e spegni la fiamma, assicurandoti di avere un pochino di liquido per formare una crema finale.

È arrivato il tempo del pecorino: aggiungilo a manciate, poco per volta, mescolando bene.

Aggiungi e mescola, aggiungi e mescola, aggiungi e mescola. Fino ad esaurire i 50 grammi di formaggio. Se occorre bagna con dell’acqua caldissima: non deve venire una robetta secca.

Prepara i piatti e, se vuoi, spolvera con ulteriore pepe e pecorino.
Ecco cosa dovresti avere davanti:

Ciao e buon appetito!

Piatti tradizionali, Primi

La genovese, circa.

Felice e leggiadra mi sono recata al supermercato, con la lista degli ingredienti per cucinare una genovese in maniera decente.

La leggiadria.

Tornata a casa, per sfizio, mi sono messa a fare ulteriori ricerche su questo piatto super antico che però nessuno ha ancora ufficializzato.
Mi sono ritrovata con procedimenti ed ingredienti a caso. Tutti possedevano il sacro segreto della ricetta originaria, ce ne fosse stata una anche solo SIMILE ad un’altra.
Ma la cosa peggiore è che il tizio a cui avevo rubato il procedimento ne aveva scritto anche un altro e non c’entrava un cazzo col precedente.

Scoramento totale a casa del Kaiju.

Il sentire generale di quel giorno.

Quindi alla fine ho fatto di testa mia. Questa ricetta non so se c’è in giro e manco me ne frega: so che il risultato è stato ottimo e che d’ora in poi questa sarà la genovese cucinata da queste parti.

L’unica cosa che varierà saranno le dosi di cipolle e carne: si può realizzare una genovese più o meno cipollata e si può anche preparare in versione vegetariana. A te la scelta.
Quel che posso assicurarti è che con questo sistema non ti si brucerà niente, cosa fondamentale visto che ‘sta roba più cuoce e meglio è.

I tempi di cucinamento variano dalle tre ore alle 8, a seconda delle tue possibilità. Io ho fatto andare il mio sugo per 6 ore circa, ma non ti preoccupare che puoi tranquillamente farti i cazzi tuoi, non devi stare là a guardare la pentola in attesa della madonna.

Che poi uno va in paranoia dura.

Go, go, go!

Per preparare la genovese (circa), per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di mezze maniche o altra pasta corta simile (tipo rigatoni);
  • 500 grammi di spezzatino di vitello (meno grasso possibile). Puoi anche ometterlo e preparare una genovese solo di cipolle, il procedimento è lo stesso;
  • dai 500 grammi al chilo di cipolle dorate, peso già pulito. Se ometti la carne ne è necessario un chilo, altrimenti puoi decidere tu il livello di cipollaggine che vuoi raggiungere;
  • una carota grande ed una costa di sedano per il soffritto;
  • 100 grammi di pomodorini;
  • 200 grammi di vino campano. Bianco o rosso è a tua scelta. Io ho usato un rosso, l’Aglianico;
  • un cucchiaio d’olio, pepe, sale e molta acqua;
  • misto di pecorino e parmigiano da mettere sui piatti (circa 60 grammi, abbondante).

Ricordati di iniziare a preparare questo sugo con larghissimo anticipo. Io ho iniziato alle due del pomeriggio ed ho concluso alle otto. Non ci sono tempi precisi, l’importante è che venga fuori un composto in cui quasi tutti i componenti si scioglieranno, carne a parte che avrà ancora un po’ di consistenza.

Nelle foto vedrai il procedimento per cucinare 500 grammi di cipolle e 500 di carne.

Comincia dalle cipolle: sbucciale e tagliale a fettine sottili, piangendo copiosamente.

Dicono che bagnare la lama del coltello aiuti a non disperarsi, ma secondo la mia esperienza non serve a niente.

Riduci a pezzotti la carne.

Con un pelapatate togli la parte esterna della carota e del sedano. Lavali e poi tritali finemente, magari con il mixer.
Infine taglia in 4 parti i pomodorini.

Versa un cucchiaio d’olio in una pentola piuttosto grande e di cui possiedi il coperchio. Fallo scaldare e poi cacciaci dentro il trito di carota e sedano. Fai insaporire brevemente, a fiamma medio bassa.

Aggiungi le cipolle, la carne ed il vino.
Alza la fiamma e fai evaporare la parte alcolica.

Ci vorranno circa 5 minuti. A quel punto puoi unire i pomodorini e l’acqua. Mettine abbastanza da coprire il tutto.
Aggiungi sale e pepe, senza esagerare.

Ora chiudi col coperchio ed usa una fiamma bassissima nel fornello più piccolo che hai: deve sobbollire e nemmeno in modo deciso. 
La cottura deve essere compiuta in maniera lentissima, è una di quelle robe che potrebbero preparare in Quei bravi ragazzi: dalla mattina alla sera, sperando che i poliziotti non vengano a rompere il cazzo per arresti a caso.

Battute che capiscono solo loro.

Ogni ora vai a controllare cosa succede. Se l’acqua è molto evaporata, aggiungine dell’altra, sempre fino a coprire il tutto.
Esempio dopo un paio d’ore:

Continua a fare andare la cipolla fino all’ora di cena, se puoi.

Quando giunge il tempo della pappa vedi un po’ come sei messa a liquido. Se è il caso, durante l’attesa della pasta togli il coperchio, alza la fiamma e fai evaporare. Ricordati di lasciare un pochino di liquido, poiché completeremo nel sugo la cottura ed il risultato non deve risultare secco.

È giunto anche il tempo di assaggiare ed aggiustare di sale e pepe.

Un po’ meno liquido di così, ma ormai ci siamo.

Se pensi che il sugo che hai preparato sia troppo (ma non lo era, nel mio caso), puoi spostarne la quantità che ti serve in una padella a parte, così ne usi quanto ti pare.

Grattugia pecorino e parmigiano, magari in piatti diversi così sai cosa stai mangiando.

Metti a bollire la pasta e tirala fuori tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione, senza buttare via la sua acqua che non si sa mai.
Una volta scolata cacciala nella pentola, fai saltare il tutto per due minuti a fiamma bella alta e – se occorre – bagna con l’acqua di cottura della pasta.

Prepara le porzioni e cospargi con abbondante formaggio.
Ecco qui cosa dovresti avere davanti:

Ciao e buon appetito!

Primi, Primi piatti di mare

Spaghettini con alici fresche e limone

Ancora un’idea per la cena per quei giorni in cui la sera prima ti sei sfondata di burrata ed il giorno dopo, senza riguardi, ti sei pappata tutta la scatola di mars gelato che avevi nel freezer.

Ecco.

Quindi bisogna abbozzare, senza scadere nella pasta in bianco che tanto riempiresti di burro e formaggio.

Ti propongo una ricetta facilissima, non laboriosa e dove la cosa più calorica è giusto l’olio, che però non è negoziabile.
Ho rubato l’idea al BoccaTv, come in questo periodo è praticamente regola.

Quindi Go, go, go! e vediamo che cosa preparare da mangiare per questa sera.

Pollice su per questi spaghettini al pesce.

Per preparare gli spaghettini con alici fresche e limone, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghettini;
  • 300 grammi di alici, pesate già pulite. Comprane 500 grammi e stai a posto;
  • una buccia di un limone bello grande;
  • uno spicchio d’aglio, del peperoncino;
  • 2 cucchiaini di aceto;
  • 50 grammi d’olio + un paio di fili ulteriori da aggiungere tra lavorazione ed impiattamento;
  • 200 grammi d’acqua, un po’ di sale, prezzemolo tritato.

Se hai possibilità di farti pulire le alici dal pescivendolo è senz’altro preferibile.
Altrimenti questa volta non c’è molto da faticare, ma non ho immagini perché verrebbe fuori una roba da macellai, sporca e sanguinolenta.
Te lo spiego: con un coltello decapita l’alice e trascina la testa lontana dal corpo, così dovrebbe staccarsi anche gran parte dello schifo interno che resta attaccato alla testa. Il resto delle interiora si elimina scavando leggermente col coltello. Basta.

Conclusa questa operazione, sciacqua ogni pesciolino sotto l’acqua fredda, per togliere il sangue e residui di merda varia.

Trita il prezzemolo e metti l’acqua della pasta a bollire.

Versa 50 grammi d’olio in una padella di cui possiedi il coperchio, fai scaldare e poi aggiungi uno spicchio d’aglio scamiciato e tagliato in due, il prezzemolo e del peperoncino (indifferentemente fresco o secco).

Fai soffriggere a fiamma medio bassa e nel frattempo usa un pelapatate per levare la buccia al limone (lavalo bene, mi raccomando).

Taglia la buccia a pezzi grandi e caccia pure lei in padella.

Scola le alici dal possibile liquido che sarà uscito fuori e poi uniscile al condimento in padella. Versa anche 200 grammi d’acqua a temperatura ambiente e i 2 cucchiaini d’aceto.

Chiudi col coperchio e con una fiamma sufficiente al sobbollore fai andare per 3-4 minuti. In questo tempo le alici saranno già cotte ed anche leggermente aperte senza essersi spappolate.
Riapri ed ecco cosa dovresti avere davanti:

Spegni la fiamma e preleva le alici con una schiumarola. Se dovessi tirare su anche tanto liquido, riversalo in padella che ci serve. Mettile in un piatto e lasciale raffreddare un minuto o  due, altrimenti ti bruci le dita.

Poi succedono cose del genere.

Ora ci tocca spinare le alici, ma non è un compito difficile.
Ti basta separare ogni alice e tirare la lisca: verrà via da sola, insieme alla coda. 
E non ha alcuna importanza se il pesce ti si spacca in mano perché non ci serve necessariamente integro.

Riaccendi il sughetto a fiamma bassa e, appena torna a sobbollire, cacciaci le alici dentro.
Butta anche la pasta, che devi tirare fuori tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione.

Mescola bene il tutto, aggiungi il sale che ancora non l’abbiamo messo e poi fai andare il sughetto a fiamma bassa, in attesa degli spaghettini.
Se il liquido fosse molto abbondante, puoi anche alzare la fiamma per farlo evaporare.

Scola gli spaghettini al dente – senza buttare l’acqua di cottura – e riversali in padella.  Concludi lì la preparazione: aggiungi acqua se il liquido non è sufficiente e pure un paio di fili d’olio.
Alla fine deve rimanere pochissimo liquido, giusto l’occorrente per avere degli spaghettini cremosetti.

Impiatta, irrora con un filo d’olio ed ecco cosa dovresti avere davanti:

Aglio e buccia di limone non si mangiano, per il resto sfogati e fai del tuo peggio.

Ciao e buon appetito!

Primi

Linguine con le cozze

Stavo cucinando le cozze per sperimentare una roba formaggiata, quando mi è venuto un po’ il dubbio: ma non è che sul blog manca la ricetta della pasta con le cozze?

Momenti di grande riflessione.

E la risposta è stata sì, non si sa come cazzo sia possibile ma sì.
Dunque siamo qui per colmare questo grande vuoto, ma con delle foto un po’ a metà: siccome stavo preparando un’altra roba, non troverai traccia di prezzemolo o di pepe. Ma non importa, tanto ti dico dove inserirli e vai tra.

Il piatto è di una facilità disarmante, l’unico particolare è che cuoceremo gli spaghetti quasi crudi direttamente nel brodo delle cozze.

Un po’ come faresti coi noodles, per capirci.

Anche io avevo il tuo stesso dubbio: ma non è che poi viene troppo salata? Non ti preoccupare: no. 

Quindi Go, go go! e impariamo questo piatto facile facile.

Gif vintage motivazionale.

Per preparare delle linguine con le cozze, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di linguine;
  • un chilo e mezzo di cozze;
  • un cucchiaio d’olio, pepe, abbondante prezzemolo, uno spicchio d’aglio;
  • facoltativo ma consigliato: pecorino da aggiungere sui piatti.

Si parte dal procedimento dell’impepata di cozze, che trovi qui con tutte le foto.

Ma te lo riassumo perché sono una persona comprensiva e so che avere tante pagine aperte ti fa pesare tanto il culo e surriscaldare il pc.

Pulisci le cozze togliendo le alghe ed il filetto che sporge da ogni guscio.
Trita abbondante prezzemolo: prezzemolo che userai in due momenti diversi, quindi quando dico abbondante, intendo abbondante.

In una pentola piuttosto capiente e di cui possiedi il coperchio metti le cozze (adagiale, sennò spacchi i gusci), uno spicchio d’aglio e del prezzemolo tritato ed un cucchiaio d’olio. Aggiungi un fottio di pepe.

Copri con il coperchio e fai cuocere le cozze a fiamma piuttosto alta. Ci vorranno pochissimi minuti e le cozze sono pronte quando si aprono. Ovviamente gira il tutto almeno una volta, così pepe, aglio e tutto il resto vengono mescolati bene tra i molluschi.
Ecco come saranno a fine cottura:

Metti le cozze in una ciotola e travasa il loro liquido in un pentolino filtrandolo con un colino a maglie fitte. Puoi anche non farlo, ma serve: quest’operazione ti permette di levare gran parte della sabbia e possibili pezzettini di corazza. Leva anche l’aglio, ha esaurito il suo scopo.
Tieni questo brodo in caldo, chiudendo con un coperchio.

Metti l’acqua della pasta a bollire, ma non salarla.
Mentre attendi, sguscia tutte le cozze.

A questo punto vai a leggere i minuti indicati sulla confezione della pasta: le linguine dovranno stare nell’acqua per tre minuti, giusto il tempo di ammorbidirsi. Poi dovrai cuocerle al dente in padella con il liquido delle cozze e nell’ultimo minuto aggiungerai le cozze. A me la pasta piace al dente, quindi se il pacco indica 10 minuti canonici, io so che in realtà a 7 è già quasi pronta. Ognuno però si faccia i suoi conti, che magari per te così è cruda.

Comunque, una roba alla volta che sennò mi vai in confusione.

Sei un po’ esagerato, ma capisco: troppe informazioni tutte insieme.

Cala le linguine nell’acqua bollente NON SALATA: ci penserà il liquido delle cozze ad aggiungere sapidità. Se cacci sale anche anche nell’acqua poi ti tocca chiamare il ristorante cinese.
Conta tre minuti e nel frattempo porta a bollore il liquido delle cozze.

Scola la pasta senza buttare l’acqua, perché magari potrebbe servirci.
Caccia le linguine in padella, insieme ad abbondante liquido delle cozze.

Fai cuocere a fiamma medio alta, girando con delle pinze di continuo. Se l’acqua dovesse evaporare, aggiungine altra. Sconsiglio di usare la totalità del liquido delle cozze tutto insieme perché potrebbe essere abbondante e noi non dobbiamo mangiare una minestra. Aggiungine a mestolate, mano a mano che serve. Quello in più tienilo in caldo nel suo pentolino, con coperchio ed una fiamma bassa bassa (sennò fai evaporare tutto).

Nel caso in cui il liquido delle cozze non fosse sufficiente per completare la preparazione, aggiungi l’acqua della pasta. Ma non dovrebbe essere necessario.

Vedrai che, grazie all’amido rilasciato dalla pasta, si formerà una specie di crema.
All’ultimissimo minuto di cottura aggiungi anche le cozze sgusciate.

A questo punto, anche se non lo vedi in foto, aggiungi un’altra manciata di prezzemolo ed ulteriore pepe.

Se sei coraggioso ed un po’ di me ti fidi, ti consiglio di provare l’accostamento col pecorino: una spolverata abbondante sopra e vedrai che non te ne penti.

Finito. Puoi impiattare, mangiare e no, niente foto finale perché te l’ho detto che stavo cucinando un’altra roba.

Ciao e buon appetito!

Se non hai la foto del piatto finito metti quella di una pizza, tanto va bene uguale.
gnocchi, Primi

Gnocchi di patate con cipolle all’aceto balsamico e gorgonzola.

Devo dire che la ragionatissima decisione di non provare più – almeno per il prossimo decennio – a preparare gli gnocchi con le mie manine di merda forse non mi sta rendendo una persona migliore, ma di sicuro me li sta facendo mangiare più spesso. Mi son liberata della paranoia e del senso di colpa che provavo ogni volta che acquistavo il Giovanni Rana.

Reazione tipiche di quando devi preparare gli gnocchi e te ne porti a casa un pacco della Garofalo.

Che poi io fallisco ancor prima di fare l’impasto, proprio litigo con le patate e lo schiacciapatate e trasformo la cucina in un vietnam personale.

Ecco.

Quindi partiamo con un bel Go go go! che prevede solo la preparazione del condimento. In 20 minuti scarsi abbiamo la pappa, contenta?

Tutti ai posti di manovra, forza.

Hai lavato i piatti? Pulito le superfici? Lucidato i fornelli? Brava, neanch’io.

Per preparare degli gnocchi con cipolle all’aceto balsamico e gorgonzola, per due persone, hai bisogno di:

  • 500 grammi di gnocchi di patate;
  • 300-350 grammi di cipolle bianche. Pesate già pulite;
  • 2 cucchiai d’aceto balsamico (intorno ai 20 grammi);
  • 20 grammi d’olio;
  • 100 grammi d’acqua a temperatura ambiente;
  • 5 grammi di zucchero (un cucchiaino circa);
  • 100 grammi di gorgonzola piccante, al massimo 120. Consiglio di assaggiare e poi aggiungere, nel caso, poiché altrimenti la cipolla sparirebbe;
  • pepe e prezzemolo tritato;
  • un pizzico di sale per le cipolle. Facoltativo.

Una cosa che non scrivo mai perché la do per scontata ma non lo è affatto è che tutti gli ingredienti che si usano per cucinare è meglio che siano a temperatura ambiente, a meno che non sia specificato il contrario. Il formaggio si scioglie meglio, le verdure si cuociono prima, non si abbassa la temperatura dell’olio e via dicendo.
Questo vale pure per gli gnocchi confezionati, il gorgonzola e la cipolla. Un paio d’ore fuori dal frigo sono più che sufficienti, di solito.

Anche l’Hypnotoad la pensa così sulla roba nel frigo, quindi è vero e basta.

Metti a bollire l’acqua per gli gnocchi. Quando bolle ricordati di salarla. 

Sbuccia le cipolle e tagliale a rondelle. Se la cipolla è gigante, tagliala prima a metà e poi a rondelle.

Rondelle a.k.a. pezzi grossi.

Togli la parte esterna del gorgonzola (la crosta, per capirci) e riducilo a dadini.

Metti 100 grammi d’acqua del rubinetto in un bicchiere.
Trita il prezzemolo.

Tutti gli ingredienti sono pronti, quindi partiamo sul serio.

In un pentolino non tanto grande (tieni conto che le cipolle perderanno volume, quindi anche se stanno strette all’inizio, dopo la cosa si aggiusterà) versa 20 grammi d’olio. Fallo scaldare a fiamma medio alta e, dopo qualche minuto, aggiungi poca cipolla per vedere se è arrivato alla giusta temperatura.

Appena inizia a sfrigolare, caccia dentro anche il resto.

Usa una fiamma medio alta, girando di continuo. Le cipolle dovranno ammorbidirsi e colorarsi, se vedi che si colorano troppo in fretta abbassa la fiamma perché è evidentemente una temperatura troppo alta. 

La questione delle fiamme è piuttosto difficile da spiegare, quasi sempre: dipende quale fiamma stai usando, quale padella e comunque le reazioni di ogni verdura sono differenti da sessione di cucina a sessione di cucina. In questo caso non devono stufare, ma devono cuocere con una fiamma viva: regolati di conseguenza.

Ci dovrebbero volere circa 10 minuti per raggiungere un risultato ottimale: non risulteranno sfatte, bensì compatte ma morbide.

Eccole:

Metti dentro 5 grammi di zucchero, mescola bene e prosegui la cottura per 30 secondi circa, sempre a fiamma piuttosto alta.

Ora versa i 2 cucchiai d’aceto balsamico e i 100 grammi d’acqua a temperatura ambiente.
Abbassa la fiamma a media e continua la cottura per 5 minuti. 

Esaurito questo tempo, ecco quale sarà il risultato:

Lasciale riposare ed appena riesci ad assaggiarle vedi se aggiungere il sale. Tieni sempre conto che dopo aggiungeremo il gorgonzola che è super sapido e che l’acqua degli gnocchi è salata.

Prepara gli gnocchi e, piano piano che salgono a galla e quindi sono pronti, raccoglili con una schiumarola, scolali leggermente e cacciali in una ciotolona.
Aggiungi anche le cipolle all’aceto balsamico.

Mescola molto bene ed aggiungi un po’ di pepe.

Prepara le porzioni.
Su ogni piatto metti un po’ di cubetti di gorgonzola e del prezzemolo tritato. Il gorgonzola si scioglierà leggermente a contatto con gli gnocchi, sempre se lo hai lasciato fuori dal frigo.

Il mio consiglio è di mettere circa 40-50 grammi di gorgonzola a testa, poi aggiungerne durante la cena nel caso risultasse poco. Il gorgonzola è bello prepotente e distruggerebbe tutto il lavoro che hai fatto sulla cipolla, invece di esaltarlo.

Ecco qui una porzione:

E soprattuto ecco il Kaiju, paparazzato proprio durante la sacra pappa:

Manco in casa si può stare in mutande in pace.

Ciao e buon appetito!