pesto, Piatti tradizionali, Primi

Pesto genovese.

Quelle che si scandalizzano perché noi di KaijuLand non usiamo il mortaio ed il pestello per preparare il pesto genovese io me le immagino così:

finte anche nei capelli.

Un po’ perché ho già ripetuto più e più volte che sono aggeggi che difficilmente si trovano da acquistare, un po’ perché finché non le vedo pestare con i miei occhi non ci credo e basta. Poi leggi le loro ricette e ti usano tutto tranne quello che dovrebbe comporre il pesto genovese e quindi niente, dai, basta fare gli Azzurri di minchia, che se dovete sparare cazzate, almeno sparatele bene.

Che poi esiste google, basta usarlo.

Erano anni che tentavo di trovare una ricetta decente del pesto, ma incappavo nelle solite menate: si fa ad occhio, metti un po’ di questo ed un po’ di quello, mi raccomando abbonda in pinoli, mi raccomando usa 5454435 mazzetti di basilico, mi raccomando e buon natale.

Dribblare le ricette.

L’ultima volta che ho chiesto spiegazioni alla domanda Sì, ma quanto basilico devo usare? mi è stato risposto che il basilico non si pesa.

E invece guarda qui:

Si può fare!

No, la bilancia non si rifiuta. Diciamolo: sono loro che o non sanno fare il pesto o non c’han voglia di spiegartelo.

Però ora c’è Pizzakaiju, che ha misurato persino l’aglio.
Sono dell’idea che una ricetta debba poter essere eseguita anche dal più rincoglionito culinario e che un gusto debba e possa essere riprodotto in maniera abbastanza fedele pure da chi non ha mai assaggiato il piatto che sta per cucinare. Basta possedere le istruzioni corrette.
Poi tutto si può sempre migliorare ed anche il pesto di Pizzakaiju ha dei difetti: non è verde chiaro, per esempio. Ma verrà il giorno in cui risolverò anche questo problema estetico. Intanto impariamo a crearlo con le nostre belle manine di merda, poi nel tempo lo miglioreremo.

Tutti ai posti di manovra e Go go go!

Prima di iniziare per davvero ti do due link: qui trovi la ricetta depositata e qui invece il sito di colei che mi ha regalato la sua sapienza per farmi mangiare il mio piatto preferito (ed è brutto avere un piatto preferito che non si sa cucinare e che quindi non ho pappato per almeno 15 anni). Grazie a Mary Grace per tanta pazienza e per tutto l’aiuto.

Per preparare il pesto genovese, per condire 180 grammi di pasta, hai bisogno di:

  • 70 grammi di basilico. Del basilico si usano soltanto le foglie: niente gamboni né gambini;
  • 1 grammo d’aglio. Un tempo aiutava la conservazione del pesto, oggi ha solo lo scopo di insaporire. Quindi mettine poco o, addirittura, se vuoi puoi anche ometterlo;
  • 25 grammi di parmigiano reggiano grattugiato fine;
  • 25 grammi di pinoli, possibilmente italiani;
  • 90 grammi d’olio extra vergine di oliva. Ci vorrebbe un olio particolare, ligure, tu limitati ad usarne uno che non abbia un gusto particolarmente forte o particolare. Insomma, non utilizzare quello buono, rischieresti di dare una personalità al pesto che non dovrebbe avere;
  • 13 grammi di pecorino Fiore Toscano. No, non ci vuole il romano.
Eh, sì. C’è scritto proprio Fiore Toscano.

La cosa più difficile nella creazione del pesto genovese è cercare di non fare ossidare il basilico. Dovresti già sapere che il basilico non si lava sotto l’acqua, né si taglia con il coltello (nelle ricette del Kaiju si spezzetta sempre con le mani). Questo perché diventerebbe nero quasi subito. Ed ecco uno dei numerosi motivi per cui si usa il mortaio ed il pestello.

Ma noi sfigati tecnologici possiamo farci aiutare da ulteriore tecnologia: metti il cestello e le lame del mixer in freezer per almeno mezz’ora. C’è chi, oltre a questo accorgimento, trita le foglie con un cubetto di ghiaccio per mantenere il colore verde acceso. Io non l’ho ancora fatto, nel caso ti riferirò se funziona.

Comunque il colore verde chiaro dipende anche dal tipo di basilico: meno è giovane e più sarà verde scuro. Più è a foglie grandi e più sarà scuro, dunque. In più il basilico che stai usando non è quello della zona precisa precisa che usano a Genova, quindi non puoi pretendere manco tutta ‘sta perfezione.

No, ma non ti disperare, verrà davvero buonissimo.

Partiamo per davvero.
Gratta i 25 grammi di parmigiano e i 13 di Fiore Toscano, entrambi a polvere.
Pesa i 25 grammi di pinoli e i 70 di basilico.
Taglia l’aglio. Per farti capire quanto corrisponde, a occhio, un grammo di aglio, ecco la foto:

Quello indicato dal dito lercio.

Ora tira fuori il mixer dal freezer.
Tecnicamente bisognerebbe PRIMA tritare il basilico, poi aggiungere i vari elementi. Questo è parte del procedimento tradizionale.
Ma col mixer è tutto diverso. Anche mettendo tutti gli ingredienti insieme, potresti raggiungere un risultato più granuloso di quello che desideri e, soprattutto, il basilico si ossiderebbe in maniera assurda.

Quindi il mio consiglio è di partire con gli ingredienti di contorno.
Versa nel mixer i 90 grammi d’olio, l’aglio e i formaggi.

Aziona il mixer a scatti, senza mai superare i 10 secondi di lavoro. Altrimenti si surriscaldano le lame ed il basilico si brucia (lo so, il basilico ha troppo rotto il cazzo).

Ottieni una roba liquida e gialla:

Ora caccia dentro tutto il basilico insieme.
Aziona il mixer, sempre per dieci secondi massimo a volta. Riapri e gira con un cucchiaio per aiutare il lavoro del mixer, poi richiudi e continua il trito.
Dopo pochissimo otterrai l’ambitissimo pesto:

Come puoi notare dalla foto, il pesto è di un verde abbastanza chiaro (anche se non chiaro come quello che avrei desiderato) ma sappi che cambierà col tempo. Già tra il passaggio da mixer a condimento di pasta si è scurito parecchio.

Se non dovesse uscire fuori liscissimo non ti preoccupare e ti rassicuro come hanno rassicurato me: il pesto nasce come creatura di mortaio e pestello, quindi per sua natura non è privo di pezzetti.

Come si usa?
Semplice.
Innanzitutto scegli la pasta adatta: trenette, gnocchetti sardi o trofie. Ho dei ricordi vaghi di gnocchi di patate al pesto, ma non ho idea se siano contemplati nella tradizione o se era solo mia madre che si drogava.

Prepari la pasta, la scoli al dente e la cacci in una ciotola di plastica. A questo punto versi tutto il pesto preparato.
Mescola bene con l’aiuto di una pinza.

Prepara i piatti ed ecco cosa dovresti avere di fronte a te:

Si scurisce persino in foto, ‘sto basilico.

Decisamente un ottimo risultato.
Hai il potere. Fanne buon uso.

Ciao e buon appetito!

Annunci
Primi, riso

Insalata di riso venere con pesche e zenzero.

Il 2017 è stato l’anno dei fichi e dei gelsi. Ho passato l’estate ad arrampicarmi sugli alberi per panzarmi di frutta ed era diventata quasi una dipendenza.

Sembra ieri, invece è già un anno.

Quest’anno ha piovuto troppo e i fichi già stavano sugli alberi a giugno. Inutile dire che sono una vera merda ed un po’ la lacrimuccia scende.

Però. Però il fruttivendolo sta donandomi delle pesche che sono così buone che sembrano finte. Quindi era un dovere quasi morale cercare di infilarle in una cena.
Hai con te i tuoi fedelissimi occhiali 3d? Perché – attenzione! – ti sto per stupire con un sacco di effetti speciali.

Ma di quelli dozzinali, tipo questo.

Ti propongo una bella insalata di riso venere. Dentro ci sono giusto le pesche, un po’ d’olio, il basilico e lo zenzero fresco.
Facile, strana e merita.

Ho rubato l’idea a La cucina di Lice, perché non mi stancherò mai di ripetere che il Kaiju non si inventa (quasi) mai niente.

Go, go, go!

Non sei contenta di tutte le ricette strane che passano da queste parti?

Per preparare del riso venere con pesche e zenzero, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso venere;
  • 300 grammi di pesche. Usa quelle che vuoi, magari non quelle supermorbide e superliquide. Io ho usato un misto, dopo te lo faccio vedere;
  • 20 grammi d’olio, poco sale;
  • una decina di foglie di basilico;
  • zenzero fresco.

Innanzitutto ti presento lo zenzero.

Ciao.

Tritarlo è un po’ una rottura di scatole e so che saresti tentata di usare quello in polvere, ma c’è una differenza così grande nel sapore che forse forse forse vale la pena sbattersi un po’.
Ma, prima di iniziare, metti a bollire il riso.

Mentre attendi che il riso venere sia pronto, prepara tutti gli altri ingredienti.
Con un pelapatate leva la buccia allo zenzero e poi, con l’aiuto di cristi e madonne, grattugialo. Puoi decidere di tagliarlo a pezzi e farti aiutare da un mixer oppure puoi usare la grattugia.
Non cambia niente: sempre una pappetta informe otterrai.

Pappette.

Se non lo hai mai mangiato prima, assaggialo. Gusto fortissimo.
Che però si attenuerà di brutto nel riso, quindi non temerlo. Non ti do una quantità esatta da usare perché è un po’ come il pepe o il peperoncino: va troppo a gusti. Il mio consiglio è di metterne un po’ nella ciotola ed aggiungerne su ogni piatto a seconda della tolleranza di ognuno.

Ecco le pesche che ho usato:

Circa metà di ognuna.

Lava le tue pesche e tagliale a pezzi.

Appena il riso è pronto sciacqualo con l’acqua fredda, nello scolapasta.

Caccia il riso in una ciotola piuttosto grande. Condiscilo con 20 grammi d’olio, le pesche  a pezzi, le 10 foglie di basilico spezzettate con le mani, un po’ di zenzero e poco sale.

Mescola il tutto molto bene.

Fai le porzioni e, come preannunciato, aggiungi altro zenzero a piacere.

Ecco qui cosa dovresti avere davanti:

Gnam.

Ciao e buon appetito!

Primi

Pici al sugo di pomodori neri.

Ad un certo punto sto cercando cipolle e non so bene cos’altro e davanti chi mi ritrovo? I pomodori neri.

Ed io così.

Avevo provato a preparare un sugo con questa roba leggendaria pochissimo tempo fa, ma si trattava di pomodori in barattolo: era venuta fuori una schifezza annacquata senza gusto, una tristezza di cena che levati.

Però freschi non li avevo mai mangiati.
Ne ho grabbato un chilo ed a casa è partito il momento degustazione.

Secondo te sanno di pomodori normali?

Un po’ il timore di fare la pasta al coglione c’era. Hai presente quando trovi la ricetta di quella che se la mena perché ha trovato il cavolfiore viola o le carote marroni o le mele fucsia? Ecco.

Quando leggo quelle stronzate, un po’ mi possiede lo spirito del Cobra, che è il mio animale guida.

Timori a parte, il sugo uscito fuori è stato profondamente diverso da quello creato con gli altri pomodorini: più spesso, dal gusto più profondo, radicato. tosto. Come si fa a spiegare un gusto senza diventare come i ritardati che sputano il vino?

Ho usato la ricetta di L’angolo della casalinga che aveva un paio di piccole particolarità che mi ispiravano: l’uso del cipollotto intero e soprattutto la scelta dei pici.
Non li compro quasi mai, soprattutto perché i pici dovrebbero essere sempre freschi per loro natura. Però era un bel pezzo che mi andavano, quindi ‘sticazzi. Prima o poi impareremo a prepararli con le nostre belle manine di merda, ma quel giorno non sarà oggi. Ma non possiamo certo aspettare che mi pesi meno il culo, quindi per ora pici secchi siano. 

Se lo feddavi con i pici secondo me era anche più contento.

Per preparare i pici al sugo di pomodori neri, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di pici, circa. I pici sono un po’ più complicati da pesare, perché raccolti in nidi. Questa volta ti devi sacrificare e mangiare un po’ più di pasta;
  • 600 grammi di pomodori neri;
  • un cucchiaio d’olio per il sugo + un filo d’olio da aggiungere su ogni porzione;
  • un cipollotto da usare per intero;
  • 2 foglie di basilico, poco sale.

Intanto ti presento i pomodori neri.

Ciao!

Tagliati sono ancora più belli. Guarda qui:

Metti l’acqua della pasta a bollire e, quando fa le bolle, ricordati di salarla (lo sai che così si fa prima, vero?).

Trita il cipollotto per intero: la parte bianca, il gambo e pure le foglie.
In una padella versa un cucchiaio d’olio e fai soffriggere il cipollotto a fiamma medio bassa, girando spesso, fino a quando sarà colorato.

Nel frattempo taglia i pomodori a pezzi.
Aggiungili in padella, insieme ad un paio di foglie di basilico spezzettate con le mani.

Metti il coperchio e fai cuocere. Per il sugo ci vorranno circa 20 minuti, quindi falli andare per 5 e poi caliamo i pici.
I pici hanno bisogno di parecchio tempo di cottura e d’una accortezza: quando li immergi in acqua non mescolarli. Di solito lo fai per non fare attaccare la pasta al fondo della pentola, ma nel caso dei pici li spaccheresti.

Lasciali in pace.

Il picio, una pasta autarchica.

Ogni tanto gira il sugo e, dopo una decina di minuti, schiaccia i pomodori con la schiumarola per rendere il sugo più omogeneo. Metti anche un po’ di sale, senza esagerare.

Così. La Schiumarola è la tua migliore amica.

Scola i pici tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione (senza buttare l’acqua di cottura) e fallo sempre con l’aiuto della schiumarola. Cacciali direttamente in padella, bagna con l’acqua di cottura se occorre e concludi in padella la preparazione. Fiamma medioalta, gira con pinze e forchettoni, mescola tutto benissimo.

Ecco qui cosa dovresti avere, a fuoco spento.

Prepara i piatti e su ogni porzione versa un filo d’olio (se ce l’hai buono, altrimenti si può soprassedere poiché sarebbe solo ciccia in più).

Se  è possibile, vestiti a tema per celebrare meglio il Picio.

Magliette di spaghetti.

Ciao e buon appetito!

Primi

Pasta con galotìri (o crema di Feta).

Per ben una settimana qui, nell’unico supermercato disponibile, la feta non è stata ordinata.

La mia reazione di fronte al banco frigo.

Temevo già di dover cominciare il solito pippone di Once upon a time, nel Cilento… e invece no, tutto è già tornato alla normalità. Ieri ce n’erano addirittura DUE confezioni (DUE!), quindi red alert rientrato.

Comunque ammetto che la mia paura era piuttosto limitata: nel frigo riposava ancora una porzione abbondante di Galotìri, quindi non avevo troppo timore di dover affrontare la rota da formaggio.

Nell’estate 2018 tutto è formaggio. TUTTO!

Innanzitutto ecco il link doveroso ad Apriti Sesamo, che al solito è la musa ispiratrice delle mie cene formaggiose dell’ultimo periodo (e non solo, a dirla tutta).
E poi Go, go go! che oggi proprio non ho niente da dire di interessante.

Potrei iniziare a scrivere frasi a caso, ma secondo me passare alla ricetta è una scelta più saggia.

Per preparare una pasta con galotìri, per due persone, hai bisogno di:

  • una porzione di galotìri. Trovi la ricetta qui e sappi che necessita di circa 24 ore di riposo;
  • 180 grammi di pasta, corta o lunga è uguale;
  • 30 grammi d’olio extra vergine di oliva, più buono possibile;
  • uno spicchio d’aglio;
  • pepe nero.

Ricordati di tirare fuori la crema di feta un paio d’ore prima della cena, così non è gelida.

Ecco la mia:

Ma Galotìri vorrà l’articolo femminile o maschile?

Metti a bollire l’acqua della pasta ed inizia a cucinare il sugo quando già l’hai calata, perché è tutto velocissimo.

Scalda i 30 grammi d’olio in una padella, aggiungi poi l’aglio in camicia, schiacciato. Inclina la padella in modo che aglio ed olio siano tutti in uno stesso punto e fai soffriggere il tutto per 3 minuti circa.

Leva l’aglio con una pinza ed attendi la pasta, lasciando la padella con un fuoco basso, per non fare raffreddare l’olio.

Scola la pasta tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione e cacciala in padella.

Falla saltare per un paio di minuti, a fiamma medio alta, girando di continuo.
Abbassa poi la fiamma al minimo, togli la padella dalla fiamma per dieci secondi per fare diminuire la temperatura e poi aggiungi il/la galotìri.
Mescola bene, fai andare il tutto a fiamma bassa per 30 secondi, giusto il tempo necessario per scaldare il formaggio.

Spegni e prepara le porzioni. Spolvera ogni piatto col pepe nero e basta, mangia.
Ecco qui cosa dovresti avere davanti:

È così buono – ma così buono – che ti ritroverai a sperare che il tuo compagno di panzate non finisca la sua porzione per fare il bis.

Così.

Ciao e buon appetito!

Primi

Pasta con pesto di pistacchi e mortazza.

Ripassiamo subito i capisaldi:

mortazza.jpg
Bravo.

Più e più volte ho tentato di mettere la mortadella nella pasta ed ogni volta la reazione è stata la stessa: che spreco di pasta, che spreco di pistacchi. E – orrore! – che spreco di mortadella.

1016672_604986596201410_943802029_n
E delle bestemmie lanciate ne vogliamo parlare? Chi risolve il rebus vince un biscotto.

Dopo anni di Cthulhu&Amon e di Cristi&Madonne finalmente ce l’ho fatta: abbiamo anche noi Kaiju un bel primo con la mortazza che non ci faccia rimpiangere di avere acceso i fornelli.

Quindi apri il frigo, grabba il pesto di pistacchi che abbiamo preparato un paio di giorni fa, e cominciamo!
Go, go, go!

tumblr_pb5wrolric1xxqx93o2_540
Dove sarà il pesto di pistacchi?

Per preparare una pasta con la mortadella, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta. Formato che ti pare;
  • una fetta di mortadella da 200 grammi, bella spessa. Se anche tu hai un salumiere un po’ imbranato, digli pure di farne una più grande, tanto quando mai abbiamo buttato della mortazza?
  • 200 grammi di pesto di pistacchi. Se te lo sei già pappato tutto, preparalo con questa ricetta qui. Metà della dose indicata ti basterà. 

Metti l’acqua della pasta a bollire.
Lo sapevi che è meglio aggiungere il sale DOPO che l’acqua bolle? Impiega di meno a bollire. Non l’ho mai scritto, lo scrivo oggi.

Scalda una piastra, quella che usi per la bistecca. Appena è rovente puoi buttare la pasta ed iniziare a cuocere la mortadella.

La mortadella impiegherà circa 5-6 minuti ad essere pronta. Girala ogni tanto, con l’aiuto di una pinza, fino a quando sarà bella rigata su entrambi i lati.

Preleva la mortazza, mettila su un piatto e tagliala a pezzi.

Scola la pasta senza buttare via la sua acqua di cottura e cacciala in una ciotola grande.
Buttaci dentro 200 grammi di pesto di pistacchi e mescola bene, bagnando con l’acqua di cottura nel caso il pesto fosse poco cremoso.

Unisci anche la mortadella, lasciandone tre o quattro pezzi a persona per decorare il piatto.
Mescola il tutto.

Prepara i piatti, decora con la mortadella rimasta, ed ecco cosa dovresti avere davanti:

Certo, la mortazza è sempre più buona dentro al panino, però anche così ha un suo perché.
E poi il pesto di pistacchi crea dipendenza, l’ho già detto?

Ora siediti e mangia, te lo sei meritato. Sappi però che un piatto di questa roba, con le dosi che ti ho indicato, conta ben 1300 calorie. Una bomba.

Però ne vale la pena.

Ciao e buon appetito!

Primi

Una stupida pasta con i piselli

Ad un certo punto stavo quasi per convincermi che la pasta non fosse più tra i miei piatti preferiti.

tumblr_pa2pe5yjqa1wcyh2ao5_400
Si è scatenato il panico, a casa del Kaiju.

Tutte le volte che ho preparato un piatto di pasta nuovo l’ho mangiato controvoglia o – scandalo! – l’ho lasciato là ed ho preferito pane e marmellata.
Non so manco se è legale.

Così, dopo quattro giorni di cene tristi ed insapori o mal riuscite o che cazzo ne so, ho aperto il frigo, ho tirato fuori 4minchiate e c’ho cucinato un piatto tanto facile facile quanto buono buono. Rimettendo così ordine nel cosmo, già che mi trovavo.

Due le certezze in questo momento singolare della mia vita: mi piacciono le foto con le forchette appoggiate sopra i piatti ed il parmigiano abbondante aggiunto solo all’ultimo, non in padella.

tumblr_paa7pakto11x5540co1_540
Anche Pinhead la pensa così, ma ha sempre un modo troppo colorito di esprimersi. Esagerato.

So che spesso te l’ho fatto aggiungere come fosse una mantecatura della pasta, ma non questa volta. Questa volta si torna alle origini: questo è uno dei piatti di pasta che ti prepara la mamma quando torni da scuola, quei piatti che lei ci mette 5 minuti a creare ma tu te lo ricordi per tutta la vita, anche perché te lo presenta un giorno sì e l’altro pure. E tutta la vita ti chiedi quanto cacchio di parmigiano ci fosse, in quella roba là. Che a te non viene uguale manco per niente, pure se sei diventato uno Chef spaziale e mondiale e bestiale.

Quindi go go go! e mangiamoci ‘ste ruote coi piselli.

tumblr_nqqprlq2kl1rr5kcxo7_500
Cominciamo!

Per preparare una stupida pasta con i piselli, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta. Quella che vuoi. Io ho usato le ruote perché ce le ho in dispensa dal 1918;
  • 300 grammi di piselli. Surgelati o freschi. Nel caso dei freschi, ricordati di comprarne circa 900 grammi per essere sicura;
  • mezza cipolla bianca;
  • 30 grammi di burro;
  • qualche fogliolina di menta.
  • 50 grammi di parmigiano.

Iniziamo parlando dei piselli.
Se li hai freschi, devi sbaccellarli come abbiamo già imparato qui.
Se li hai surgelati, bisogna cuocerli prima di iniziare. Io ti consiglio di prepararli al microonde: si fa molto prima ed il metodo di bollitura in abbondante acqua serve solo a renderli sciapi (e già i piselli non è che abbiano tutto ‘sto sapore). Sulla confezione dei piselli dovrebbero esserci le istruzioni, in caso contrario è molto semplice: versa poca acqua in un contenitore di cui possiedi il coperchio e che sia adatto ad essere scaldato nel microonde, metti un timer di 5 minuti e bon. Se dopo 5 minuti non dovessero essere pronti, continua a scaldarli un minuto alla volta.
Trovi il metodo dettagliato in questo post qui.

Detto questo, mettiamo l’acqua della pasta a bollire.

tumblr_o33ofg2f0j1rfd7lko1_500
Infatti!

Metti i 30 grammi di burro in padella, falli sciogliere a fiamma bassa e poi aggiungi la cipolla tritata.

tumblr_pazjs5epkv1r0awsqo1_1280

Fai soffriggere a fiamma medio bassa, fino a quando diventa un po’ colorata.

A quel punto aggiungi i piselli, surgelati o freschi non ha importanza.

tumblr_pazjuy7fch1r0awsqo1_1280

I piselli freschi han bisogno di circa 8-10 minuti per cuocere, quelli surgelati già sono cotti e li dobbiamo solo fare insaporire. Cacciaci dentro anche 5-6 foglie di menta, spezzettate con le mani.

Se ti sei coordinata bene con i tempi, una volta che i piselli (freschi) sono pronti puoi fare andare il condimento fino all’arrivo della pasta, con la fiamma al minimo. Idem con quelli surgelati: insaporisci, abbassa al minimo ed attendi le ruote o il formato sfigato che hai scelto.

Nei tempi morti, grattugia il parmigiano.

Tira fuori la pasta al dente (un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione, anche tre se ti piace più dura) e poi cacciala in padella. Falla saltare per un minuto scarso, a fiamma media, per fare insaporire bene il tutto.

tumblr_pazk17kymd1r0awsqo1_1280

Comincia a preparare le porzioni.

tumblr_pazk17kymd1r0awsqo2_1280
Oplà.

Direttamente sui piatti cospargi con abbondante parmigiano. I 50 grammi serviranno tutti, vedrai. E se vuoi, puoi esagerare e cacciarne pure un po’ di più.
Ecco qui parte della nevicata al formaggio:

tumblr_pazk17kymd1r0awsqo3_1280

La bellezza proprio.

Ciao e buon appetito!

Primi, Risotti

Riso freddo con tonno e zucchine.

Verrà il giorno in cui questi dolci di merda che ho comprato finiranno. Verrà ed io proverò a non ricomprarli da capo. Perché va bene tuttto, ma fare 3 ore di palestra e poi scofanarsi una scatola di magnum mi sa che non è il modo giusto di fisicarsi.
È che è più forte di me: sono drogata di zuccheri.
Ogni giorno giuro che l’indomani resisterò e mi preparerò un bel riso in bianco post allenamento. Ed ogni giorno fallisco.

tumblr_ncwvsfyoh81t2pbgvo1_r2_400
Ormai mi sento così.

Così capita, ormai anche fin troppo spesso, che a cena devo cercare di recuperare le calorie ingerite e mi tocca stare leggera.
Poiché a pranzo ho divorato circa mezzo chilo di biscotti al cioccolato.

tumblr_n6bs6zusqj1t2pbgvo1_400
Col latte, pure.

Così ecco che ti propongo un riso freddo con zucchine e tonno che, nonostante sia leggerissimo, riempie parecchio e non ti lascerà insoddisfatta.
Certo, lo so che sei abituata alle insalate di riso con uova sode, frittate, salsicce e chissà cos’altro… ma tanto lo so che pure tu oggi hai attaccato quella confezione di Maxibon e ne sei uscita vincitrice. Quindi dieta!

tumblr_m8ykcqighx1rnyzbmo6_250
La faccia chi non sopporta quella parola.

Go, go, go!

Per preparare del riso freddo con tonno e zucchine, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Scegli la varietà che preferisci;
  • 300 grammi di zucchine;
  • 2 cucchiai d’olio, poco prezzemolo;
  • 150 grammi di filetto di tonno (possibilmente al naturale);
  • il succo di un limone.

Lessa il riso. Guarda i minuti indicati sulla confezione: se ti indicano un 14-17 come tempi, tu tiralo fuori al 14, sennò si scuoce.
Durante questo tempo puoi tranquillamente cuocere le zucchine (il procedimento lo trovi un paio di foto più sotto).

Appena il riso è pronto, scolalo e sciacqualo con l’acqua fredda.

tumblr_pa8z3e4fyu1r0awsqo3_1280

Mettilo in una ciotola, in attesa degli altri ingredienti.

tumblr_pa8z3e4fyu1r0awsqo4_1280

Taglia a rondelle le zucchine e poi mettile in padella, insieme ad un cucchiaio d’olio.

tumblr_pa8z3e4fyu1r0awsqo1_1280

Fai cuocere a fiamma media per una quindicina di minuti, girando spesso.
Alla fine aggiusta di sale.
Non dovranno essere sfatte, ma ancora leggermente croccanti. A fine cottura aggiusta di sale.

tumblr_pa8z3e4fyu1r0awsqo2_1280

Scola il tonno dalla sua acqua di go go go governo e, se hai usato quello sottolio, cerca di asciugarlo più possibile da quel liquido immondo.
Sbriciola il tonno con le mani ed aggiungilo al riso. Mescola bene.

tumblr_pa8z3e4fyu1r0awsqo5_1280

Caccia dentro anche le zucchine e mescola di nuovo.

tumblr_pa8z3e4fyu1r0awsqo6_1280

Spremi il succo di limone e versalo nella ciotola.
Ecco la dimensione di quello che ho usato io:

tumblr_pa8z3e4fyu1r0awsqo7_1280

Condisci con un cucchiaio d’olio, mescola il tutto ancora una volta e poi chiudi con un coperchio e lascia riposare un’oretta. Fuori dal frigo: il frigorifero appiattisce tutti i gusti e gli odori, quindi usalo il minimo indispensabile.

Prepara le porzioni e, direttamente sui piatti, spezzetta un po’ di prezzemolo con le mani.

Ecco qui:

tumblr_pa8z3e4fyu1r0awsqo8_1280

Ciao e buon appetito!

tumblr_pa8z3e4fyu1r0awsqo9_1280
A domani, con un altro episodio di Pizzakaiju VS i grassi.
Contorni, Insalate, Secondi

Melone e Feta

Ora lo dico: al duetto prosciutto e melone io preferisco, senza proprio bisogno di pensarci, feta e melone.

tumblr_p6z54ptyrh1v0wdvio1_400
Marilyn e Pizzakaiju accettano la responsabilità delle loro idee shock!

Fino a ieri manco sapevo che si potevano mangiare insieme, ma grazie al post di Apriti Sesamo mi si sono aperte tante di quelle dimensioni gustative che levati.
Cena mondiale e bestiale senza nemmeno dover cucinare: quando ti ricapita?

E poi la frutta in questo periodo ci sta tutta, dai.

tumblr_p95ptd83qp1wtqs2jo2_400
Va bene, va bene, non è che ti può piacere proprio tutta. Ma manco col formaggio?

Inoltre oggi ti rivelo un’altra informazione spiazzante: la feta va sciacquata sotto l’acqua fredda.

tumblr_o8ki01qgtv1t2pbgvo2_r2_400
Quante emozioni, oggi.

Ebbene sì, ne acquista in sapore: si leva il viscido e si lava via il sale. Rimane dunque solo il gusto del formaggio, che è molto, molto, ma MOLTO più buono.
Altra informazione che non parte dal mio genio, ma arriva sempre da Apriti Sesamo e che quindi è diventato un altro di quei pochissimi siti di cucina cui affidarsi senza bestemmie.

E dato che Apriti Sesamo si occupa principalmente di cucina greca, Go go go! e sigla!

tumblr_nqgpjalsjb1tdll6qo1_500
Sigla!

Per preparare Feta e Melone, per due persone, hai bisogno di:

  • 2 meloni. Ne avanzerà un po’, magari addirittura mezzo, ma meglio abbondare;
  • 2 confezioni di feta. Hai la fortuna di poterla comprare non industriale? Aggirati intorno ai 400 grammi.

Intanto ecco la feta che trovo io al supermercato.

tumblr_pa596fcunf1r0awsqo1_1280
Se la trovo io a Palinuro, si trova ovunque.

Apri le confezioni del formaggio e sciacqualo in acqua fredda. Aiutati con un piccolo scolapasta, così raccogli la feta nel caso si spaccasse leggermente durante l’operazione.

tumblr_pa596fcunf1r0awsqo2_1280

Taglia a metà i meloni.

tumblr_pa596fcunf1r0awsqo3_1280

Togli, con un cucchiaio o una forchetta, i filamenti interni e tutti i semi.

tumblr_pa596fcunf1r0awsqo4_1280

Ed ecco che i protagonisti di questa cena si incontrano:

tumblr_pa596fcunf1r0awsqo5_1280

Ora puoi decidere se passare due ore a tagliare il melone e la feta, creando un piatto del genere:

tumblr_pa596fcunf1r0awsqo7_1280

Oppure se mangiarlo a pezzetti, un po’ per volta, come ho fatto io:

tumblr_pa596fcunf1r0awsqo6_1280

Finito, puoi mangiare.

Una roba così buona che potrebbe quasi alternarsi alla mia cena estiva preferita, che è – molto banalmente – mozzarella di bufala e pomodorini. Già detto, ma lo ripeto: mondiale e bestiale.

So che quando l’assaggerai non avrai parole per ringraziarmi.

tumblr_o3ntzba1ht1t2pbgvo1_500
E chiamalo niente, il melone con la feta.

Ciao e buon appetito!

Primi, Risotti, Uncategorized

Il riso fritto di Gamera.

Stavo guardando Gamera The Brave ed uno dei protagonisti era padrone di un ristorante. Ha cucinato così tante volte il riso fritto che alla fine m’è venuta voglia e, concluso il film, ho annunciato l’inevitabile.

tumblr_p9egxrkbtd1tlsda4o1_500
Il Riso Fritto, disse il Pizzakaiju, si farà.

Ho girellato un po’ per l’internet per cercare di capire come cucinare il riso di Gamera, ma nessun aiuto. Dato che il web è fan di Coliandro fino al midollo, per lui i musi gialli sono tutti uguali. Cerchi il riso giapponese ed ecco che ti vengono fuori ricette indonesiane, cinesi, coreane. Ed il Giappone?
Il Giappone boh.

tumblr_n5efg3nacg1rpc5kho1_500
E i Kaiju di tutta Tokyo non l’han presa benissimo, che fossero della Toho o meno.

Quindi ho abbozzato.
Innanzitutto sono andata al discount ed ho trovato il riso con la confezione che trasudava perfezione:

tumblr_p9zxwpopum1r0awsqo1_1280
Pizzakaiju and friend.

Poi era da un po’ che la fruttivendola voleva rifilarmi delle rape bianche, che qui nel Cilento sono una novità che fa esaltare un po’ tutti. Ed io giuro che ho sentito la rapa bianca urlare GOJIRA! dalla sua cassetta e quindi l’ho adottata. Pure se aveva sbagliato film.

Il riso fritto stava per prendere forma. La ricetta cominciava ad apparirmi davanti come, di solito, soltanto la Madonna Sorda.

tumblr_p8vlvyk2j01tad247o1_500
Al supermercato ero così, a muovere gli scaffali solo col pensiero.

Purtroppo Gamera The Brave aveva una definizione così bassa che il riso fritto non si riusciva a vedere bene. C’era la carne? Non lo so, ma per me sì.
C’era la salsa di soia? Non lo so, ma per me sì.
E c’era il sakè? Probabile. Purtroppo, però, nel Cilento è una di quelle novità ancora più esaltanti della rapa bianca, quindi per ora non se la sentono di venderlo.

tumblr_pa0wazyo5e1s535xbo6_r1_400
Gente che vorrebbe il sakè ma vive a Palinuro.

Quindi Go, go, go! e vediamo che ho combinato.

Per preparare il riso fritto di Gamera, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Scegli quello che ti pare, io ho comprato quello Giapponese giusto per il LOL;
  • 30 grammi d’olio;
  • un uovo;
  • 200 grammi di carne di vitello, ridotta a pezzettini piccoli;
  • 200 grammi di rapa bianca. Se non trovi la rapa, puoi usare la verdura che vuoi, basta che la grattugi. Zucchine e carote ce le vedo bene;
  • almeno un cucchiaio di salsa di soia;
  • un cipollotto.

Il riso prima lo dobbiamo lessare, poi lo ripassiamo in padella. Guarda i tempi sulla confezione: se indicano 14-16, tu fermati a 11 e concludi la cottura in padella. 
L’intero condimento necessita circa 10 minuti per essere pronto, quindi regolati un po’ coi tempi in modo da non spegnere la fiamma sotto la padella. Se non ci riesci, limitati a riaccenderla un paio di minuti prima dell’arrivo del riso, che la padella deve essere bella calda. 

Quindi comincia a mettere a bollire l’acqua del riso e, nel frattempo, prepara tutti gli altri ingredienti.

Taglia a pezzetti la carne di vitello.

tumblr_p9zxwpopum1r0awsqo3_1280

Ammira la rapa bianca:

tumblr_p9zxwpopum1r0awsqo4_1280

Scarta le due estremità e con un pela patate togli tutta la parte esterna:

tumblr_p9zxwpopum1r0awsqo5_1280

Riducila a scaglie, usando i fori giganti della grattugia.

In una padella molto capiente fai scaldare 30 grammi d’olio e poi fai soffriggere a fiamma medio bassa il cipollotto tritato in maniera grossolana.

tumblr_p9zxwpopum1r0awsqo2_1280

Appena è colorato aggiungi la carne e la rapa bianca. Fai andare il tutto per una decina di minuti, a fiamma piuttosto alta.

tumblr_p9zxwpopum1r0awsqo7_1280

Gira spesso.
Intanto sbatti leggermente un uovo dentro ad un piatto e, appena la carne è pronta, aggiungi pure lui in padella.

tumblr_p9zxwpopum1r0awsqo8_1280

Sala leggermente (ricordati che aggiungeremo la salsa di soia, quindi non esagerare) e mescola con il cucchiaio di legno fino a quando l’uovo si è rappreso.

tumblr_p9zxwpopum1r0awsqo9_1280

A questo punto caccia dentro il riso che hai lessato, alza la fiamma al massimo, aggiungi un cucchiaio di salsa di soia e concludi lì la cottura.

tumblr_p9zxwpopum1r0awsqo10_1280
All’inizio ho messo un cucchiaino, ma almeno un cucchiaio ci vuole, vai tra.

Gira continuamente, non abbassare la fiamma e fermati quando il riso sarà un po’ colorato e saporito. Io ho cotto intorno ai 5 minuti. L’unica cosa importante è che il riso non si sfaldi.

Prepara i piatti e, sia chiaro, ti tocca mangiare con le bacchette.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

tumblr_p9zxj64kvm1r0awsqo1_1280

Ed ecco Godzilla, invitato a cena per l’occasione:

tumblr_p9zxj64kvm1r0awsqo2_1280

Ciao e buon appetito!

Contorni, Primi, Secondi

Fresella mozzarella e pomodoro.

L’ultima volta che ho ordinato una fresella fuori casa mi hanno portato un piatto stracolmo di pomodori e tonno sott’olio, con di fianco una mozzarellina striminzita. Tanto stracolmo da formare una montagna.
E la fresella stava sul fondo, inutile, non valorizzata, trattata come un cibo di serie Z.

Ed io? Io così.

tumblr_oona89x0zw1w2f7fro1_500

In passato l’ho mangiata inondata di olio allammerda. Oppure era troppo dura. O troppo secca. Poi ho smesso di ordinarla, che tanto ho capito che non c’era un cazzo da fare. O a casa, o niente.

tumblr_p6bxykjjts1qmhqe9o2_250
Ero anche un po’ stanca di bestemmiare pagando, pure.

Quindi, pure se è banale, è tempo di mettere anche questa ricetta, che tanto fa caldo e te la prepari di sicuro questa sera.
Fatta come Amon comanda.

Quindi go, go, go!

Per preparare 4 freselle, sufficienti per fare cenare due persone, hai bisogno di:

  • 4 freselle da 60 grammi ciascuna;
  • 500 grammi di mozzarella di bufala, se decidi di inserire il pesce. Un po’ di più se le vuoi condire solo con mozzarella e pomodoro;
  • 600 grammi di pomodorini che preferisci (a me piacciono i datterini);
  • qualche foglia di basilico, un po’ di origano;
  • facoltativo: tonno. Se fresco, è più che sufficiente 250 grammi (ed un cucchiaio d’olio per cucinarlo). Se sottolio acquista i filetti e non le cagate in scatola, per la stessa quantità;
  • altro condimento facoltativo: acciughe sottolio. Con la mozzarella di bufala stanno benissimo, ma possono non piacere;
  • poco sale, ma solo se non metti acciughe.
  • pochissimo olio (un cucchiaio per condirle tutte e 4).

Se hai deciso di cucinare il tonno fresco, parti da qui.
Metti un cucchiaio d’olio in un padella e fallo scaldare a fiamma alta.
Quando la padella è rovente, appoggiaci il tonno.

tumblr_p9sa9wiimh1r0awsqo1_1280

Fai cuocere 3-4 minuti per lato, sempre a fiamma alta, fino a quando l’esterno è bello colorato.
Ecco come deve apparire:

tumblr_p9sa9wiimh1r0awsqo2_1280

Taglialo a pezzi e condiscilo con un po’ di sale ed olio, se vuoi. Io l’ho lasciato al naturale.

tumblr_p9sa9wiimh1r0awsqo3_1280

Sinceramente, per quanto possa sembrare strano perché il tonno fresco è senz’altro più buono di quello alla fallout, sulla fresella quasi preferisco i filetti sottolio.

Se decidi di usare il tonno alla fallout l’unica cosa che devi fare è scolarlo il più possibile dall’olio, magari lasciandolo riposare in uno scolapasta mentre prepari gli altri ingredienti. Ok mangiare cibo finto, ma poi il fegato si incazza.

tumblr_o0pqa5iuaw1svlqpoo1_500
Il mio fegato ha le fattezze di Tom Hardy e se gli girano non è bello.

Taglia i pomodorini.

tumblr_p9sa9wiimh1r0awsqo4_1280

Apri la mozzarella e riversala, insieme a tutta la sua acqua, in una ciotola.
Poi preleva la mozzarella e adagiala su un piatto, senza buttare l’acqua, che ci servirà per spugnare le freselle.

tumblr_p9sa9wiimh1r0awsqo6_1280
Mozzarelle di una certa importanza.

Dopo aver ammirato la mozzarella di bufala per qualche minuto, raccogli le forze che dobbiamo tagliarla a pezzi.

tumblr_p9otabzvy11qzs7uio3_r1_400
Eh, lo so che è un peccato, ma poi così ce la mangiamo.

Puoi tagliarla a fettine o a pezzetti, come ti pare.
Quel che conta è che usi un piatto per sezionarla, perché tirerà fuori un sacco di latte che useremo perché è mondiale.

Ma, hey, mi sono dimenticata di fare le presentazioni. Ecco, questa è Fresella:

tumblr_p9sa9wiimh1r0awsqo5_1280
Friseddha per gli amici, con l’acca.

Se non l’hai mai incontrata prima, si tratta di una specie di pane secco. Anzi, tarallo secco, ci insegna Wikipedia. Per renderla mangiabile bisogna immergerla nell’acqua in modo che ne assorba un po’. Si ammorbidirà e a quel punto la si può condire.

Non c’è una regola: c’è a chi piace durissima, a chi mollissima, a chi una via di mezzo. Io, tanto per rompere il cazzo meglio, sono tra quelli che la vogliono una via di mezzo.

tumblr_ne2qa8nohe1qz6z2wo1_400
Eh, ma tante proprio.

Come si fa?
Prendi una fresella alla volta ed immergila nel liquido di go go go governo della mozzarella. Così:

tumblr_p9sa9wiimh1r0awsqo7_1280
Vai, superGiovane!

Per quanto? Un minuto, un minuto e mezzo già è tanto. Tieni conto che quando la tirerai fuori dal liquido continuerà comunque a spugnarsi fino a quando non la mangerai.

Appoggia la fresella bagnata su un piatto e ripeti l’operazione dello spugnamento con le altre.

tumblr_p9sa9wiimh1r0awsqo8_1280

A questo punto bisogna condirle. Condirle significa che devono avere un bel po’ di roba sopra, ma senza essere del tutto sommerse, altrimenti si perdono per strada. Sarebbe come mangiare un cracker con la nutella spalmandoci sopra tutto il barattolo. Facevi prima ad usare il cucchiaino e lasciare riposare quel povero cracker in pace.

tumblr_lx8e91ar2m1ql7g25o1_250
Il gnam triste di chi sbaglia le proporzioni del condimento.

Tornando in topic, il condimento della fresella non è religioso: ci puoi mettere un po’ quel che ti pare.
Nel mio caso ho ricoperto la base con la mozzarella, sopra ci ho adagiato acciughe e tonno e  poi ho messo i pomodorini. Ho condito con origano, niente sale perché avevo già le acciughe e qualche foglia di basilico spezzettato con le mani.
Ho infine bagnato leggermente con un po’ d’olio, ma proprio poco. Quasi ho fatto finta.
Ed ecco cosa avevo davanti:

tumblr_p9sa9wiimh1r0awsqo9_1280

Angolo del Capitan Ovvio: più userai condimenti buoni, più la tua fresella sarà da sbavo. Per una volta ho azzeccato sia mozzarella che pomodorini, quindi il risultato è stato un mezzo capolavoro.

Ma non dimentichiamoci del latte della bufala: puoi o usarlo come letto su cui poggiare la fresella una volta che l’hai spugnata, oppure puoi versarlo a cucchiaiate sopra la fresella già condita, come ho fatto io.

tumblr_p9sa9wiimh1r0awsqo10_1280

Ciao e buon appetito!

tumblr_p9n6x1qfi51tlsda4o1_500
Ciao!