Pizzakaiju Approved, Primi

Spaghetti yogurt e ‘nduja

Ebbene sì: oggi si torna a parlare di ‘nduja.

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La gioia.

C’è chi usa la panna in ogni piatto di pasta, chi lo zafferano e chi il sale dell’Himalaya. Io ho un’insanissima passione per lei e la uso appena posso.

La gente normale quando crea le ricette svuotafrigo intende levarsi dalle palle gli avanzi di verdure, la ricotta o un pezzo di formaggio che sta lì dal medioevo.
Qui, invece, ci avanza la ‘nduja.

E, scommetto, da quando hai scoperto pure tu la bellezza di questo salume calabrese, accade spesso anche a te.

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Tutti a mangiare piccante da dio.


Mi erano rimaste due ‘nduja molto diverse. Una che faceva piangere solo a guardarla talmente è piccante, l’altra che era più peperonata che peperoncinata. Con tanti buuuuu! dopo il primo assaggio.
Ho scovato la ricetta di Giovanna in cucina, che mescolava la ‘nduja con lo yogurt greco. Dovevo provare.
Ed è venuta fuori questa pasta quasi mondiale.

Ah, tempo di lavoro: 5 minuti scarsi.

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Che poi ti rovini l’appetito. Servono davvero solo 5 minuti!

Iniziamo.
Go, go, go!

Per preparare degli spaghetti con yogurt e ‘nduja, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghetti;
  • un barattolo di yogurt greco grande, da circa 150 grammi. Non zuccherato (dopo ti faccio vedere quale ho comprato io);
  • ‘nduja. Quanta, devi deciderlo tu.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Caccia dentro ad una ciotola di plastica lo yogurt. Ecco quello che ho usato io e ti consiglio:

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Se sei interessata al Fage, attenzione che ne esistono due versioni. Una cremosa (con più grassi) ed una molto secca. Io ti consiglio quella cremosa, poi vedi tu.

Taglia a pezzi la ‘nduja e mettila nello yogurt. Probabile che dovrai spezzettarla con le mani, poiché tende ad incollarsi su se stessa.

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 Aggiungi dell’acqua di cottura della pasta. Devi ottenere una crema:

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Quando gli spaghetti sono pronti, buttali dentro alla ciotola.
Conserva un po’ d’acqua di cottura, che non si sa mai.

Ora mescola bene:

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Gira e spera, spera e gira…
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… quel che vuoi si avvererà!

Finito! Puoi impiattare e mangiare.
Ecco la mia:

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gnamme.

Se sei interessato ad altre ricette con la ‘nduja, sappi che nel menù di Pizzakaiju troverai anche gli spaghetti con la ‘nduja, la pasta e fagioli con la ‘nduja ed il risotto con salsiccia, vino rosso e ‘nduja (che devo rifare perché ancora non avevo scoperto le magie del Carnaroli).

La prossima volta impareremo la schiacciata di patate. Così buona che sono dovuta fuggire dalla cucina per non fare la fine del Signor Creosoto.

Ciao!

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Pizzakaiju Approved, Primi

Spaghetti allo scarpariello

Da quel che ho capito, la pasta allo scarpariello non ha un ricetta ufficiale. Non è come la carbonara o l’amatriciana, che c’hanno i dettami sacri, le loro tavole della legge e se si sgarra il procedimento persino Azathot si sveglia per farti il culo.

È un piatto povero, che – narrano le antiche leggende – la gente preparava quando aveva poco tempo ma tanta roba da smaltire. Formaggi, soprattutto.
C’è dunque chi si diverte a scegliere tra varietà di pecorini, chi usa il provolone insieme al parmigiano, chi cacioricotta a volontà.
Due quindi le regole di quest’oggi: usa il formaggio che ti pare, però non farlo filare.

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Spider-man lo sta facendo nel modo sbagliato.

La meglio ricetta della pasta con lo scarpariello l’ho scovata da Giovanni, nel suo Peccato di Gola. Procedimento chiarissimo, dosi comprensibili. Come sempre, aggiungerei. E, altrettanto come sempre, l’ho saccheggiata.

Cominciamo.

Go, go, go!

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Io e Gianni abbiamo scelto gli spaghetti, ma pare che pure i Paccheri siano un formato di pasta molto usato.

Per preparare gli Spaghetti allo scarpariello, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghetti;
  • 1 cucchiaio d’olio, uno spicchio d’aglio, basilico;
  • 500 grammi di pomodorini (datterini o quelli che vuoi, l’importante è che non siano troppo duri);
  • dagli 80 ai 100 grammi di formaggio grattugiato, diviso in parti uguali tra pecorino e parmigiano.

Metti l’acqua della pasta a bollire e inizia col tagliare i pomodorini.

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Bravo, He-Man.

In una padella scalda un cucchiaio d’olio e poi metti l’aglio distrutto con lo spremiaglio.

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Ultimamente sto usando un sacco lo spremiaglio.

Dopo un minuto o due butta dentro anche i pomodorini.

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Fai cuocere per circa 15 minuti, a fiamma medio bassa.
Mentre attendi gratta i formaggi.

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In ogni piatto ci sono parmigiano e pecorino mescolati, divisi in due parti perché ancora non sapevo di quanto formaggio avrei avuto bisogno.

Ti consiglio di salare il sugo il minimo indispensabile, poiché i formaggi sono saporiti e non ce ne sarà bisogno.

Il sugo sarà pronto quando avrà un aspetto come questo:

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Non devi farlo ritirare troppo, poiché dobbiamo finire la cottura della pasta in padella.
Quindi regolati coi tempi degli spaghetti, che devi tirare fuori 3 minuti prima del tempo indicato sulla confezione.

Non scolarli, ma tirali fuori con l’aiuto di attrezzi di cucina vari (forchettoni? schiumarole? Quello che ti pare, l’importante è che sei comoda). Non buttare l’acqua in cui hanno cotto, poiché potrebbe servirti per ultimare la cottura, nel caso il sugo si asciugasse troppo. Tienila dunque in caldo.

Concludi dunque la cottura degli spaghetti in padella, girando spesso e bagnando con l’acqua (calda!) se necessario.

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Durante la preparazione.

Spegni la fiamma.

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Il mio risultato finale, prima dell’arrivo dei formaggi.

Adesso dobbiamo formaggiare. Un poco alla volta, girando. Non dobbiamo farlo filare, bensì raggiungere la cremosità.

Quindi spargine a manciatine, così:

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Gira bene e poi aggiungine ancora.
Gira bene e poi aggiungine ancora.
Gira bene e poi aggiungine ancora.

Questo fino a quando o hai finito il formaggio o ti sembra sufficiente. Io ne ho usato 80 grammi in tutto.

Spezzetta delle foglie di basilico e la spadellata è conclusa.

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Che fame.

Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere ottenuto un risultato simile:

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Finito!
Facile, veloce e buonissima.

La prossima volta prepareremo una pasta con ‘nduja e yogurt. Ancora più veloce ed altrettanto mondiale.

Ciao!

Pizzakaiju Approved, Primi, Primi al forno

Tagliatelle con ragù al forno.

Anche oggi ci vorrà del tempo. Ho impiegato tutto il pomeriggio, prendendomela iper comoda e preparando le cose al meglio delle mie possibilità.
E per una volta è successo: il piatto non aveva nessun errore, era da sbavo e potrei quasi urlare Al capolavoro.

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Un altro casalingo perfetto.

Senz’altro è grazie a Noce Moscata se si è trattato di un epic winning, poiché ho copiato la ricetta da lei. Ho seguito le istruzioni in maniera religiosa, cambiando giusto le dosi per adattarle ai bisogni della Società dei Magnaccioni, ed il risultato è stato spettacolare.

Tira fuori le uova dal frigo, che devono essere a temperatura ambiente, e quando sei pronta cominciamo.

Go, go, go!

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Niente panico, vedrai che sarà semplicissimo.

Le dosi sono per due persone che mangiano da scofanarsi o tre persone con ancora una dignità.

Hai bisogno di:

  • Tagliatelle per due persone. Che puoi cucinare seguendo le istruzioni che ti ho già dato: clicca qui.
  • Salsiccia e macinato di manzo, per un peso complessivo di 500 grammi. Io ho usato 300 di macinato e 200 di salsiccia;
  • 150 ml di vino rosso;
  • 250 grammi di mozzarella fiordilatte (è tanta, non l’ho usata tutta, ma è meglio abbondare negli acquisti, che non si sa mai);
  • una scatola di pelati (240 netti) + 200 grammi di passata (perché ce l’avevo in frigo ed era da usare). Altrimenti 2 scatole di pelati;
  • una carota, una costina di sedano ed una mezza cipolla per il soffritto;
  • 3 cucchiai d’olio;
  • un centinaio di grammi di parmigiano grattugiato;
  • noce moscata.

Hai preparato le tagliatelle? Perché senza di loro è inutile iniziare a fare il resto.
Ecco le mie:

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Erano mesi che non mi venivano così bene.

Ora lasciale riposare, ben coperte da un panno, e prepariamo il soffritto.
È una roba che creo non molto spesso, il soffritto, quindi parliamone. Non devi fare come al tuo solito, che triti la roba grossolanamente e ti rimangono i pezzi di carota giganti.

Prima di tutto lava il sedano e la carota. Poi prendi il pelapatate e togli le superfici di entrambi. Così:

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Ora siediti e comincia a tritare tutto. Prima col coltello e poi con la mezzaluna. Il risultato che devi ottenere è questo, circa:

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In realtà ho tagliato ancora per un po’, erano più piccoli ancora.

Leva il budello alla salsiccia e tagliala a pezzetti.
E per dimostrarti che non dico balle sulla quantità, ti ho misurato la carne:

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È che mangiamo come porci.

In una pentola piuttosto grande, di cui possiedi il coperchio, scalda due cucchiai d’olio e poi aggiungi il soffritto. Fai cuocere per qualche minuto, a fiamma medio bassa.

Caccia dentro anche la carne e fai rosolare bene per 3 o 4 minuti.

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Aggiungi il vino, alza un pochino la fiamma, e fai evaporare.

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Quando non senti più l’odore del vino, aggiungi i pelati, la passata e – come consiglia Noce Moscata – un filo d’acqua con il quale avrai sciacquato i residui di sugo dal barattolo (sono questi i consigli che rendono veramente valido un blog di cucina, secondo me).

Fai cuocere il sugo per 15 minuti, col coperchio, a fiamma medio bassa. Aggiungi poi la noce moscata (che è un’aggiunta spaziale), un po’ di sale e mescola bene. Cuoci col coperchio scostato (deve uscire un po’ d’aria per permettere un’evaporazione più consistente) per altri dieci minuti.

Alla fine dovresti raggiungere questo risultato:

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Cuoci le tagliatelle al dente e poi gettale nella pentola col sugo:

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Io stavo mettendo il sugo nelle tagliatelle, perché pensavo di averne cucinato troppo. Così non è stato.

Preriscalda il forno a 200 gradi (se hai la possibilità, modalità ventilata).

Riduci la mozzarella a dadini e gratta il parmigiano (le dosi che ti ho dato sono parecchie, quindi valuta tu quanto vuoi usarne).

Spargi del sugo sul fondo di una teglia da forno.

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Ora metti metà delle tagliatelle sugate nella teglia, così:

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Ricopri con mozzarella e del parmigiano:

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Copri tutto con le restanti tagliatelle:

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Poi ancora mozzarella, parmigiano e pure un cucchiaio d’olio:

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Inforna a 200 gradi per una ventina di minuti.
Quando ha finito, lascia riposare la pasta per almeno una quarantina di minuti nel forno. Tanto sarà troppo bollente per mangiarla e così diventa più buona.

Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere ottenuto questo risultato:

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MONDIALE!

La prossima volta prepareremo del cavolfiore gratinato (con besciamella, vedrai che non ti annoi) che io sto ancora mangiando perché ne ho cucinato circa sei chili.

Ciao!

Primi, Risotti

Risotto alla Calzini (con parboiled, feta e pomodorini).

Può pure succedere che il risotto riesca male. Che tu mantechi, chiudi col coperchio, riapri e niente: trovi l’orrore.

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Superman si è pure dimenticato che stava cucinando un risotto e non una torta, quindi immagina che cagata è venuta fuori…

Per i puristi oggi non c’è spazio. Abbiamo già affrontato il tutorial per il risotto perfetto, quindi i nostalgici reazionari vadano a sbavare sulle foto di quel post là.

Per i temerari, invece, oggi illustrerò il metodo Calzini. Che vuole il riso Parboiled e non il Carnaroli.

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Ecco un purista che se ne va.

Chi è Calzini e dove troviamo questo metodo alternativo per preparare un risotto? So che di solito per tutte le domande la risposta universale è 42, ma in questo caso Calzini è stato il gatto di Catia e la ricetta arriva ovviamente da casa sua.

Siccome i mici sono un mio punto debole ed ho tutti gli spazi vitali occupati da gatti di ogni età, potevo forse evitare di omaggiarli con una ricetta? Anzi, con un metodo di risotti: così ogni volta che cucineremo del parboiled penseremo a loro.

Ah, il primo che osa anche solo pensare AMICI PELOSI si becca un calcio in culo. Se poi usa il termine pelosetti, anche uno sulle gengive.

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Lui ha osato pronunciare la frase Cucciolotti tenerotti e gli ho tagliato il braccio.

Cominciamo.
Go, go, go!

Le dosi sono, come sempre, per due persone.

Per cucinare il Risotto alla Calzini, con Feta e pomodorini, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Parboiled;
  • 500 grammi di pomodorini;
  • mezza cipolla, un cucchiaio d’olio, origano a volontà, peperoncino.
  • 200 grammi di feta.

In una padella (o in una pentola di cui possiedi il coperchio), fai scaldare un cucchiaio d’olio e soffriggi la cipolla tritata ed il peperoncino.

Taglia i pomodorini a pezzetti e, quando la cipolla è colorata, caccia pure loro in padella. Aggiungi anche l’origano.

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Metti il coperchio e cuoci a fiamma media, girando ogni tanto e spiaccicando i pomodorini con un cucchiaio di legno. Ci vorranno 15-20 minuti. Quindi regolati di conseguenza per la cottura del riso.
Ti consiglio di non salare, poiché la feta è super saporita.

Nel caso tu sia insicura: finisci prima il sugo, spegni la fiamma ma tienilo in caldo col coperchio e poi occupati del riso. Un paio di minuti prima dell’arrivo del riso, accendi di nuovo la fiamma del sugo per accoglierlo caldamente.

Metti a bollire l’acqua del riso (ricordati di salarla) e lessalo.

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Cucine lerce che lavorano sodo.

Mentre aspetti, taglia a pezzetti la feta.

Quando il riso è pronto scolalo ed uniscilo al sugo. Sbriciola dentro anche la feta (che già hai tagliato a dadini, ma se la sbricioli con le tue manine è meglio).

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Mescola benebene.

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Spegni la fiamma. Chiudi col coperchio e fai riposare per tre minuti.

Quando aprirai, dovresti avere ottenuto questo risultato (sempre se non mi sono incartata con le parole):

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Come vedi la prova del cucchiaio in questo caso è riuscita. Ma credo sia accaduto solo perché ho usato una quantità di formaggio proibitiva, non ti garantisco la stessa cremosità per altri tipi di condimento. Magari mantecati solo con burro o parmigiano. Quando proverò, ti farò sapere.

Siediti e mangia!

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Oppure stai in piedi, come fa BenGrimm.

La prossima volta prepareremo una pasta e fagioli, ma questa volta useremo i legumi secchi. Quindi procurati dei Borlotti e comincia a metterli in acqua.

Ciao!

Primi, Risotti

Risotto con funghi e scamorza (Tutorial per risotti).

Non lo so se io abbia davvero la sindrome di Asperger, di sicuro c’è che ogni volta che inizio qualcosa o la sfanculizzo subito oppure diventa una malattia.

Compro un action figure? Ecco la collezione completa di tutta la produzione Neca. Mi guardo un film? Divento cinefilo incallito e non posso saltare un giorno di visioni senza sentirmi male. Videogioco? Ah, eccomi a buttare ore ed ore per sbloccare trofei impossibili e – soprattutto – inutili.

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Tende ad esplodermi il cervello.

Sorprendentemente, il blog non è stato sfanculato. Ho imparato e sto imparando tanto, ogni giorno. Un po’ grazie ad altri blogger, un po’ grazie alla pratica ed un po’ perché sto molto più attenta a ciò che faccio, dato che devo spiegarlo a te. Ma sta pure diventando un po’ una fissa e mi occupa ore intere durante la giornata, nonostante io scriva solo boiate.

Quindi ieri guardavo i miei risotti ed ho visto che sono stati preparati tutti usando il parboiled.

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Tutti, cazzo!

In più, il vecchio tutorial per risotti non è più sufficiente. L’ho corretto, è pieno di errori, ma non è solo quello. Oggi ho quasi smesso di usare verdure surgelate (a meno che non sia stagione di qualcosa in particolare) ed iniziare un tutorial con un risotto con carciofi surgelati a me viene male. Che fanno pure un po’ cagare, i carciofi surgelati.
Sto anche imparando a cucinare di più seguendo le stagioni (anche se ora mi sta venendo voglia di asparagi, quindi via di Orogel) e quindi bestemmio ogni volta che leggo qualcosa di più vecchio e mi insulto da sola.

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Maledetta Pizzakaiju!

Tutto questo per dire che oggi si levella di nuovo. Si impara il risotto, una volta per tutte, cercando di commettere meno errori possibili.

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Tutti ai posti di manovra!

Prepariamo un risotto con funghi freschi e scamorza.

Parentesi per i funghi: non ha importanza che siano porcini, l’importante è che siano freschi e basta. Quelli surgelati non sanno di niente e costano pure molto di più. Per questa ricetta ho usato gli champignon, ma tu puoi sostituirli con quello che trovi.

Parentesi per la scamorza: in teronia la scamorza è una cosa, la provola un’altra. Al nord sono quasi sinonimi. Quando dico scamorza, intendo il formaggio secco. La provola è fresca (tipo mozzarella). I formaggi tanto freschi sono poco adatti per la preparazione di pasta e risotti, poiché tendono a diventare una mappazza unica. In più sono meno digeribili (meglio freschi, aggiunti direttamente sopra i piatti) e, soprattutto, vengono rovinati. Cuocere la mozzarella di bufala, per fare un esempio, è per me un peccato difficilmente perdonabile.
Quindi scamorza secca.

Finite le parentesi. Iniziamo.

Go, go, go!

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Lo so che c’hai fame e non ce la fai più ad aspettare.

Per preparare un risotto con funghi e scamorza, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Carnaroli (mi raccomando, non variare tipo di riso. Il Carnaroli è il più adatto, poiché ricco di amido);
  • 1,5 litri di brodo vegetale (io lo preparo sempre col dado, poiché è raro che abbia delle verdure avanzate in frigo. Se lo prepari da zero è più buono, però);
  • 400 grammi di funghi freschi;
  • mezza cipolla;
  • 150 grammi di scamorza;
  • un cucchiaio d’olio, una noce di burro;
  • 30 grammi di parmigiano;
  • un altro cucchiaio d’olio per la cottura dei funghi.

Tra gli ingredienti non c’è il vino, poiché lo uso di rado. Siccome questo è un tutorial per risotti, ti dirò quando inserirlo (anche se questa volta io non l’ho aggiunto).

Prepara il brodo. Una volta pronto, spegni la fiamma e lascia il coperchio. Però riaccendi la fiamma al minimo dopo, quando inizieremo col riso, perché il brodo deve essere sempre caldissimo. Altrimenti roviniamo la cottura del risotto.

Lava bene i funghi e taglia le basi, quelle con radici e terra.
Tagliali a fettine.

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In una padella fai scaldare un cucchiaio d’olio e poi cuoci i funghi.

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Fino a quando diventano così.

Dividi in due parti uguali i funghi. Una parte tritala col mixer, ottenendo una crema non fotogenica:

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Perché quest’operazione? Per avere il gusto di funghi più diffuso nel risotto. Sia chiaro che tu potresti anche evitare l’operazione, se vuoi, e mettere i funghi tutti insieme. Però è una finezza fighetta che ti consiglio.
È una roba che avevo già fatto in questo risotto qui, l’ho ripetuta perché mi era piaciuta in modo particolare.

Grattugia il parmigiano.
Taglia la scamorza a dadini:

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Secca.

Adesso partiamo col risotto, quindi riaccendi l’acqua del brodo.

In una padella dai bordi alti, di cui possiedi il coperchio, metti un cucchiaio d’olio ed una noce di burro (25 grammi circa).

Fai soffriggere a fiamma bassa la cipolla. Quando sarà bella colorata, alza leggermente la fiamma, aggiungi anche il riso e fai tostare bene per qualche minuto.
Dopo questi due minuti dovresti sfumare col vino (100 ml bastano) e lasciare evaporare.

Trascorso questo tempo aggiungi sia i funghi interi che la crema di funghi e lascia insaporire per un minuto, mescolando bene.

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Adesso bisogna aggiungere il brodo. All’inizio copri tutto, senza paura di abbondare con il liquido:

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Ogni tanto gira con un cucchiaio di legno, ma non in modo maniacale. Il risotto non va lasciato a se stesso, ma non deve essere troppo manipolato. 

Mano mano che assorbe brodo, tu aggiungine. Indicativamente, un risotto impiega circa 20 minuti a cuocere. Ma non è una roba scientifica.
L’unica cosa che puoi fare è assaggiare. Quando vedi che i chicchi si ingrossano, è il momento di assaggiarli:

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Se i chicchi sono ancora un po’ duri, metti altro brodo (non molto) e ripeti l’operazione dell’assaggio dopo un paio di minuti.
Se invece ci siamo, bisogna mantecare. Assicurati di avere ancora del brodo, il riso nella pentola non deve essere asciutto. 

Mantechiamo:
spegni la fiamma. Aggiungi la scamorza e il parmigiano grattugiato. Mescola bene e poi metti il coperchio alla pentola. 

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Attendi tre minuti e riapri.
Per capire se il risotto è pronto, fai la prova del cucchiaio: se rimane in piedi è pronto, altrimenti hai spento troppo presto.
Grave? Non credo, ma ammetto che non mi è mai successo. Immagino basti riaccendere la fiamma e fare evaporare ancora un po’, se il brodo è in eccesso, ma non ne ho idea.

Devi ottenere questo risultato qui:

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Ok, credo che questa volta non ci siano errori di merda e forse il risotto te l’ho insegnato sul serio.

La prossima volta prepareremo una roba mondialissima: un tortino di fagiolini. Che detta così ti può sembrare una roba triste, ma ti assicuro che non lo è.

Ciao!

Primi, Primi piatti di mare

Rigatoni con zucchine, seppioline e calamari.

Avrei tanto voluto preparare un tutorial per pulire e cucinare i fiori di zucca. Avrei voluto, ma due volte li ho cucinati e due volte non mi sono piaciuti per niente.

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Sono altre le pietanze preferite di un Kaiju medio.

Non desisto, prima o poi troverò qualcosa di buono in cui cacciarli. È molto probabile che nella pasta lascino a desiderare, ma che siano ottimi al forno, magari ripieni. O fritti. Certo, si vince facile col fritto e i ripieni. Così sono buone pure le scarpe vecchie.

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Chi ci ha provato mi conferma che le scarpe vecchie sono buone anche bollite: le avete mai assaggiate?

Quindi niente tutorial.
Non oggi.
Non qui.
Non sul blog di Pizzakaiju.

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Non qui. Non da noi.

Quindi, anche se nelle foto della ricetta potresti notare delle robe sconosciute che tu non hai tra le mani, sappi che si tratta di quei maledetti fiori di zucca e che io li ometterò dal procedimento.

Oggi cuciniamo un piatto di rigatoni con zucchine, calamari e seppioline.

Go, go, go!

Per preparare i rigatoni con zucchine, calamari e seppioline, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di rigatoni;
  • 300 grammi di zucchine;
  • calamari e seppioline, per un peso di circa 400 grammi (peso da considerare dopo la pulizia che ti avrà fatto il pescivendolo);
  • 100 grammi di vino bianco;
  • uno spicchio d’aglio tritato, 2 cucchiai d’olio;
  • prezzemolo e pepe.

Innanzitutto è scortese iniziare senza presentarsi. Ciao, io sono PizzaKaiju e loro sono Seppiolina e Calamaro:

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Che piacere avervi qua, che piacere.

Superati i convenevoli, puoi tagliare i nostri nuovi conoscenti a pezzetti:

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Amicizie che non durano.

Il mio consiglio è di procedere con una cosa alla volta, sennò ci si inceppa nei tempi o – peggio! – ci si può incazzare per le troppe pentole. Quindi lasciamo il pesce sul tagliere e passiamo ad altro.
Nulla ti vieta di compiere queste due operazioni in contemporanea. Sappi che il pesce impiegherà circa 20 minuti per essere cotto, le zucchine dieci. Quindi regolati in base alla tua capacità di orchestrarti in cucina.

Occupiamoci delle zucchine. Tagliale a rondelle. O a pezzetti, se hai zucchine più grandi delle mie.
Fai scaldare un cucchiaio d’olio in una pentola e cacciaci dentro le zucchine.

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Falle cuocere per una decina di minuti. Non devono ammollarsi, devono essere piuttosto robuste, croccanti.

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Così.

Ora spegni la fiamma e lasciale lì, che ci occupiamo del pesce.
Metti anche l’acqua della pasta a bollire e trita del prezzemolo.

In una padella piuttosto capiente (dovrai farci saltare la pasta) metti un cucchiaio d’olio e fallo scaldare. Fai soffriggere uno spicchio d’aglio tritato.
Aggiungi il pesce, fallo insaporire a fiamma medio-alta per un minuto e poi aggiungi il vino bianco.

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Cuoci sempre a fiamma medio-alta. Il vino evaporerà e il pesce tirerà fuori un po’ di acqua. Tu continua la cottura fino a quando ci sarà pochissimo liquido. Pochissimo non significa asciutto, un po’ deve rimanere (altrimenti dovresti aggiungere dell’olio e non occorre).
A quel punto unisci le zucchine:

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Se ingrandisci bene la foto, vedi che è leggermente bagnato.

Prepara la pasta e toglila con una schiumarola tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione.

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Finisci la cottura a fiamma ancora medio-alta, bagnando con acqua di cottura se dovesse occorrere (molto probabile che occorra).

Fai i piatti e cospargi tutto con prezzemolo e pepe.
Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Nessuno può mettere Babe in un angolo, ma con i fiori di zucca è concesso.

Buonissima e semplice.

La prossima volta prepareremo un risotto con funghi e scamorza. Abbiamo già fatto ricette simili, ma sdoganeremo i funghi freschi una volta per tutte e sbaveremo ancora una volta di fronte a sua divinità Carnaroli, il che non guasta.

Ciao!

Primi

Spaghetti Spoon Killer (con acciughe e paté di olive nere).

Manco un coltello ti faccio usare, oggi.

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Nessuna ferita di guerra culinaria per la ricetta odierna!

Useremo lo schiaccia-aglio, una forchettona per girare gli spaghetti, un cucchiaio di legno ed un cucchiaio normale. Cena che si prepara in sei secondi e mezzo, impegno rasente allo zero ma che – è il prezzo da pagare – digerirai già durante la lavata dei (pochissimi) piatti sporcati.

Ma il cucchiaio sarà la nostra arma segreta e la nostra unità di misura, poiché non ho pesato quello che ho cucinato e non ce n’è manco bisogno.

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E allora vai a comprarne uno, che ci serve.

Cuciniamo una pasta con un sugo di acciughe e paté di olive nere. Paté che non ho fatto in casa ma che ho comprato, da brava persona pigra.
Ho usato questo:

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Piccolo spazio pubblicità.

Quindi, in onore dell’utensile scava cibo, chiameremo questa pasta Spaghetti Spoon Killer.

Go, go, go!

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In memoria.

Per preparare gli Spaghetti Spoon Killer, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghetti;
  • uno spicchio d’aglio, da distruggere usando lo schiaccia-aglio;
  • 4 cucchiai di passata di pomodoro;
  • 4 cucchiai di paté di olive nere;
  • 5 acciughe a testa (ho usato un vasetto da 45 grammi);
  • 2 cucchiai d’olio.

Metti a bollire l’acqua della pasta.

In una padella metti a scaldare i due cucchiai d’olio, poi aggiungi aglio e acciughe.
Perché usare lo schiaccia-aglio? Perché così l’aglio si scioglierà direttamente nel sugo. A me piace l’aglio in ogni sua forma, ma a volte i pezzetti stonano un po’ (e no, col cazzo che lo levo, come fanno tutti. Se l’aglio mi fa schifo, uso qualcos’altro).

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Schiaccia le acciughe con un cucchiaio di legno e quando tutto si sarà sciolto, aggiungi i 4 cucchiai di paté (cucchiai belli pieni) e i 4 cucchiai di passata di pomodoro (anche questi, cucchiai belli pieni).

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Fai cuocere a fiamma bassa per pochi minuti, per far amalgamare i sapori. Assaggia per capire se il gusto ti pare equilibrato. Chiaro che potresti volerlo più olivoso o più pomodoroso, ma sappi che la mia versione non ha un sugo abbondante. È più una crema che un sugo vero e proprio.

Leva la pasta tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione, usando forchettoni o schiumarola: conserva l’acqua, potrebbe servirti da aggiungere nel sugo.
Quest’operazione della cottura finale in padella è una roba che faccio da pochissimo ed è un po’ una conquista, perché viene tutto molto più buono. Poi a me la pasta piace al dente e così è finalmente come la voglio io.

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Gira bene la pasta mentre finisci di cuocerla – a fiamma bassa – e se occorre bagna il tutto con l’acqua di cottura (a me non è servito, ma non si può mai sapere).

Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Non mondiale, ma una degnissima cena di fortuna.

La prossima volta prepareremo una crema di piselli e lattuga, buonissima.

Ciao!

Cibi che mi fanno schifo (sì, lo so che in Africa muoiono di fame), Primi, Tu lo chiami cibo, ma io sto vomitando

Spaghetti alla Nuntereggae Più 2: Il Ritorno.

L’Italia è il paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, che il pesce con il formaggio nulla ha a che fare. Qui ho appreso la mia passione per la carbonara. 
Eppure l’internet, a furia di parlarne, mi ha convinto a provare quella che – da turisti della cucina – chiamano Carbonara di Tonno. Dopo averla preparata al meglio delle mie possibilità ed averci cenato, questo è il mio giudizio:

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Una foto vale più di mille parole.

Quindi riapriamo la rubrica Tu lo chiami cibo, ma io sto vomitando per mettere nero su bianco una ricetta che non ripeterò. Siccome i miei neuroni non stanno tanto bene e si dimenticano le cose, non si sa mai. Non vorrei, magari tra sei mesi, dover riprovare l’ebbrezza di quella mescolanza di sapori che non dico faccia schifo, ma quasi.

Non vorrei rovinarmi l’ennesima cena.

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Mentre scrivo, rifletto su come vendicarmi dei fashion blogger.

Noi battezzeremo la ricetta Spaghetti alla Nuntereggae Più 2: Il Ritorno. Per trovare la prima ricetta della serie, clicca qui.

Go, go, go!

Per preparare gli Spaghetti alla Nuntereggae Più 2: Il Ritorno, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghetti;
  • 1 uovo + 2 tuorli;
  • 50 grammi di parmigiano grattugiato a polvere;
  • circa 300 grammi di tonno al naturale (quello più scrauso che trovi. Non comprare i filetti e non osare distruggere il tonno fresco);
  • pepe, uno spicchio d’aglio, un cucchiaio d’olio, prezzemolo.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Prepariamo la crema. In una ciotola metti l’uovo ed i due tuorli, i 50 grammi di parmigiano ed un po’ di pepe. Sbatti tutto con la forchetta, fino ad ottenere una crema omogenea e densa.

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Apri tutte le scatolette di tonno e leva l’acqua in cui il tonno vegeta da secoli.

In una padella metti un cucchiaio d’olio e fai soffriggere l’aglio. In questo caso, l’aglio non tritarlo: dividilo solo a metà così poi lo togliamo (secondo me nella cremina non c’entra molto).

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Qui qualcuno non ha tolto bene l’acqua del tonno.

Intanto, se l’acqua bolle, prepara la pasta, ricordandoti che dobbiamo tirarla fuori un minuto prima per finire la cottura in padella.

Quando l’aglio sarà bello colorato, aggiungi anche il tonno e fai cuocere per un minuto a fiamma bella alta e spezzettalo con un cucchiaio di legno (se c’è un po’ d’acqua di “vegetazione” rimasta, cuoci fino a quando evapora).  A questo punto leva l’aglio e buttalo via.

Se la pasta ancora non è pronta, spegni la fiamma del tonno. Ma ricordati di riaccenderla un minuto prima dell’arrivo della pasta, poiché sai che la crema di parmigiano e uova ha bisogno del calore e quindi sia condimento che pasta dovranno essere caldissimi. L’ideale sarebbe coordinarsi con i tempi, preparando il tonno un paio di minuti prima dell’arrivo della pasta. 

Comunque, hai cotto il tonno per un minuto? Bene. Ora scola la pasta, cacciala nella padella col tonno e fai cuocere un minuto a fiamma alta. Durante l’operazione, mescola molto bene.

Trascorso il minuto, caccia tutto dentro la ciotola con la crema di uova e mescola energicamente gli elementi.
Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere ottenuto questo risultato (e auguri e buon appetito):

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Mai più. Davvero. Mai. Più.

La prossima volta prepareremo una vellutata di zucca, con speck croccante e granella di pistacchi. Mondialissima.

Ciao!

Pizzakaiju Approved, Primi

Spaghetti alla Michael Myers (conosciuti dai più come Spaghetti all’assassina o Spaghetti bruciati)

Nell’ultimo periodo non ho tempo per vivere. Nonostante le mie giornate inizino alle cinque e mezza causa orologio biologico sballato, mi ritrovo ad addormentarmi alle undici senza avere combinato niente. A volte riesco a leggere qualche fumetto, magari riesco pure a vedere una serie tv. Ma un film per intero sono due settimane che è una roba proibitiva.
Quindi oggi ricetta breve, che è movie time.

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Un altro che aveva il mio stesso problema era Michael Jackson.

Ho scoperto questo piatto assurdo grazie a Catia in cucina. Poi ho studiato qualche video per non sbagliare, letto qualche altro parere. Infine ho fatto più o meno di testa mia, aggiungendo la ‘nduja perché sta bene su tutto.

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I love the smell of ‘nduja in the morning!!!

Piccola parentesi. Quello che io voglio da un blog (di cucina, ma con le dovute modifiche, anche da quelli che trattano altri argomenti) è imparare e divertirmi, senza sentirmi un povero stronzo perché non so fare o non conosco qualcosa.

Quindi spettacolare quando ci sono le ricette giuste ed ancor più meraviglioso quando mi fan scoprire cibi o metodi che non conoscevo, ma il top è quando anche la lettura in sé è piacevole e rilassante. Tutto questo per dire che Catia in cucina è forse il blog che preferisco, perché ha tutto quello che cerco.

Spot finito, proseguiamo.

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… costretti ad ascoltare le mie stronzate? Ma no, dai, adesso passiamo alla ricetta.

La roba che stiamo per cucinare si chiama Spaghetti all’assassina oppure Spaghetti bruciati. Si cuociono gli spaghetti direttamente nel sugo, a fiamma molto alta, fino a quando non diventano neri ed un po’ croccanti.

Questa ricetta è un’ennesima variante, poiché in teoria bisognerebbe cuocere la pasta in una pentola non antiaderente, ma io non ho avuto il coraggio. Guardando dei video su youtube e vedendo tutto quel nero che usciva fuori, mi è venuta un po’ paura. Quindi ho usato la mia solita padella, forse stupidamente, perché potevo rovinarla.

Anche la ‘nduja è una mia aggiunta. Infine, ho scelto il metodo di cottura più comodo: ho sbollentato gli spaghetti in acqua per pochi minuti, invece di metterli crudi direttamente in padella. Più che altro per questioni di spazio (non avevo una padella abbastanza capiente).

Iniziamo. Go, go, go!

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Ma chiamiamoli Spaghetti alla Michael Myers. Siamo pure ad Halloween…

Per preparare gli spaghetti alla Michael Myers, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghetti;
  • ‘nduja a piacere (oppure peperoncino);
  • uno spicchio d’aglio;
  • un cucchiaio d’olio;
  • 350 grammi di passata di pomodoro;
  • cacioricotta grattugiata, nel caso volessi del formaggio da aggiungere sui piatti.

Metti l’acqua della pasta a bollire, ma non salarla. 

In una padella piuttosto grande, dove potrai mettere sia la pasta che il sugo, fai soffriggere, in un cucchiaio d’olio, l’aglio. In questo caso ti consiglio di usare uno spremiaglio, così si scioglierà invece di rimanere a pezzi (bruciandosi, inevitabilmente). Metti dentro anche la ‘nduja (o il peperoncino).

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Fai sciogliere a fiamma bassa.

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Caccia dentro anche la passata e fai cuocere il tutto a fiamma bassa, in attesa di essere pronti ad aggiungere gli spaghetti. Sala, se occorre, ma se hai messo la ‘nduja lo sconsiglio caldamente.

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Quando l’acqua della pasta sarà a bollore, cala gli spaghetti e falli cuocere solo per tre minuti.

Esaurito quel tempo non scolarli, ma levali dalla pentola con quel coso che non so come si chiama e battezzerò Raccoglispaghetti e buttali direttamente nella padella del sugo. Non buttare l’acqua della pasta. Metti il coperchio per mantenerla calda, ci servirà.

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Vai tra’, che in una foto successiva ti faccio vedere cos’è il raccoglispaghetti.

Come vedi, gli spaghetti sono solo leggermente ammorbiditi. Adesso alza la fiamma al massimo (sì, come se cuocessi una bistecca) e copri gli spaghetti col sugo.

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Aggiungi anche una mestolata d’acqua di cottura. Gira spessissimo e se gli spaghetti si attaccano alla padella gioisci, perché è ciò che vogliamo. Fregatene pure dei tempi di cottura scritti sulla confezione della pasta, poiché in questo caso li faremo croccantissimi. Se gli spaghetti fossero ancora crudi e non avessero più liquido da assorbire, aggiungi altra acqua calda. A me non è servito, ma dipende – al solito – da un sacco di fattori: tipo di pasta, tipo di passata, calore della fiamma e via dicendo.

Ad un certo punto, girando e girando, la pasta avrà assorbito sia passata che acqua.

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Ma non è ancora pronta.
Continua – sempre a fiamma alta – a girare gli spaghetti di continuo e a staccarli dalla pentola quando si attaccano. Dovranno essere molto più neri della foto qui sopra.

Dovranno essere così:

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Ed ecco il leggendario raccoglispaghetti.

Un’altra foto, più ravvicinata:

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Adesso fai i piatti e, se ti va, cospargi tutto di cacioricotta.

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Ti assicuro che sono spettacolari.

Non ho rovinato la padella e con la dovuta accortezza non la rovinerai manco tu (alla fine il bruciato se ne va e quando la lavi non usare mai pagliette di ferro, lascia sempre le stoviglie “incrostate” a bagno, se occorre). E che sia chiaro: mai usare utensili di metallo quando si usano padelle buone, solo di legno o di silicone.

Puntualizzazione: non lo scrivo mai, ma quando cucino sposto spessissimo le padelle sulle varie fiamme, a seconda delle esigenze. Ho una cucina da poveracci, con 4 fuochi (di cui uno che non serve ad un cazzo poiché minimo, lo uso solo per mantenere brodi a temperatura di bollore) e spessissimo la fiamma per fare il sugo non è poi la stessa dove salterò la pasta.
In questo caso ho usato il fornello più grosso e potente che avevo (ed è un consiglio valido pure quando, per fare il Capitan Ovvio, devi fare evaporare liquidi che ti sono sfuggiti di mano, magari durante una vellutata troppo brodosa).

Finito!

La prossima volta riapriremo la rubrica Tu lo chiami cibo, io sto vomitando. Presenteremo una volta per tutte, per ricordarsi di non cucinarla più, quella che il web ha chiamato Carbonara di Tonno.

Ciao!

Pizzakaiju Approved, Primi, Robe che dovresti proprio prepararti in casa

Ravioli ripieni di ricotta e spinaci (brutti ma buoni).

Tipo nel 2010 sperimentavo un fottio in cucina e preparavo praticamente tutto in casa. Fulgidi i ricordi di quei pomeriggi in cui cuocevo il pane carasau o la focaccia ligure.

C’erano le tagliatelle al cacao. Le zucchine marinate nelle arance. C’era il latte di mandorla e, tra le pietanze che una persona può realizzare, come non citare il seitan casalingo?

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Molto, molto prima che nascessero le fescion bloggher. Chissà che combinavo con lo zafferano…

E, tra le tante minchiate, c’erano i ravioli. Poi mi sono stancata, ho utilizzato il mio tempo in modo diverso e dei ravioli ricordavo solo ore ed ore ed ore di Metti impasto, spennella, chiudi. Con un risultato francamente scarsissimo.
Sono diventata cliente infelice di Giovanni Rana e, in fin dei conti, ho smesso di mangiare ravioli.

Tutto questo prima di trovare il blog di Mamma Lù, che insegna un sistema facilissimo e pure veloce. Io li facevo uno per uno, ‘sti ravioli del menga. Perché non ho il senso pratico, perché ho imparato da autodidatta senza che nessuno mi spiegasse quanto il mio metodo fosse cretino.
Quindi ora so, ho pure le prove, e passo il mio sapere a te.

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Capito, Pier Paolo?

Ti dico subito che le dosi da lei consigliate, a me, sono bastate per due cene. Quindi ti consiglio di preparare la pasta per 4 persone, non per 2, e di mangiare ravioli due volte in una settimana.

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La gioia dei mangiatori di ravioli.

Per preparare i ravioli avrai bisogno di qualche utensile:

  • la macchina per la pasta. Oppure un po’ di forza ed un mattarello;
  • mixerino ad immersione per preparare l’impasto;
  • un tagliapizza.

Ed ecco gli ingredienti:

  • pasta fresca per 4 persone (La ricetta la conosci già, non ho alcuna intenzione di ripetermi: clicca qui e la troverai).
  • 300 grammi di spinaci lessati e strizzati;
  • 1 uovo;
  • 150 grammi di ricotta di bufala;
  • 30 grammi di parmigiano;
  • sale, noce moscata.

Iniziamo. Go, go, go!

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No, ora ti metti a cucinare e non fai storie.

Lessa gli spinaci in acqua salata e lasciali riposare nello scolapasta.

Prepara la pasta fresca e mettila da parte.

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Non si sa bene perché, le uova che avevo erano uno schifo. Capita. Ma alla fine ci sono riuscita lo stesso.

Nel frattempo gli spinaci si saranno raffreddati, quindi strizzali con le mani per levare un po’ di liquido in eccesso.
Nel solito contenitore che ormai usiamo per il tritatutto ad immersione, mettiamo gli spinaci, la ricotta, l’uovo, il parmigiano grattugiato, sale (poco) e noce moscata.
Trita tutto bene, deve venire una crema omogenea.

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Trova un tavolo bello grande dove poter lavorare, avrai bisogno di spazio.

Intanto gestiamo la pasta fresca. Il mio consiglio è di tagliare l’impasto in tante parti quante sono le persone che mangeranno. Nel nostro caso 4 persone, 4 pallette.

Stendi ogni palletta, la sfoglia deve essere piuttosto sottile (ovviamente, se l’impasto fosse ancora umido all’interno, aggiungi della farina durante l’operazione).

Otterrai delle strisce lunghe, come queste:

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Ho optato per le strisce per comodità, visto che uso la macchina della pasta. Se devi usare il mattarello crea la forma che vuoi, non cambia niente. L’importante è che sia una forma che si possa richiudere su se stessa (tipo una pizza fritta, una piadina, un tacos, un sofficino… e niente, ho finito gli esempi).

Metà di ogni striscia deve essere riempita col ripieno. Devi lasciare dello spazio, perché ricordati che stiamo facendo dei ravioli e non una pasta gigante. Quindi ogni ripieno deve essere distanziato dall’altro, per avere maniera di creare i bordi. Un’immagine spiega meglio di ogni parola:

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T’e capì?

Adesso chiudi la striscia con la metà di sfoglia senza condimento. Così:

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Con le dita schiaccia intorno ad ogni ripieno, facendo aderire bene la pasta (ringrazio Mamma Lù che mi sta aiutando anche a spiegarlo in maniera intellegibile).

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Con una rotella taglia pizza adesso devi tagliare i ravioli.

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Con la forchetta fai dei segnetti su ogni lato di ogni raviolo. Operazione che serve per dare la forma al raviolo e, soprattutto, a chiuderlo. 

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Se ti dovesse capitare di bucare qualche raviolo (soprattutto se è la prima volta che li fai capiterà… e figurati se a me non è successo) non ti preoccupare che nulla è perduto. Non ho trovato ravioli aperti in acqua o nel sugo, quindi al massimo le tue creature saranno solo un po’ bruttarelle.

Lavora, lavora, lavora (ci vorrà un’oretta) ed ecco di fronte a te qualche piatto di ravioli.
Io non mi sono fidata tanto ed ho usato anche un letto di farina per non fare attaccare la pasta, ma non te lo consiglio perché alla fine ho solo fatto casino inutile.

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Quelli di Mamma Lù sono puliti, i miei lerci.

Siamo pronti.

Il PizzaKaiju qui li ha conditi con un sugo scemo al pomodoro, che non sto qui a segnalare perché lo sai fare meglio di me.

I ravioli vanno cotti in acqua salata e ti consiglio di immergerli in acqua uno per uno, per non spaccarli:

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Quando l’acqua torna a bollore conta due minuti e i ravioli sono pronti. Non scolarli, tirali fuori con una schiumarola e cacciali direttamente nel sugo.

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È stato il mio primo tentativo da una decina d’anni a questa parte e, nonostante l’evidente bruttezza dei ravioli crudi, cotti fanno la loro porca figura:

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Erano pure mondialissimi. Per la prima volta ho sentito il gusto del ripieno, equilibrato e da sbavo.

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Che voglia.

E ancora, perché in fin dei conti sono fiera del mio pasticcio:

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La prossima volta prepareremo una roba semplicissima e assurda e spettacolare: gli spaghetti all’assassina A.K.A. spaghetti bruciati.

Ciao!