Primi, Primi piatti di mare

Pasta cozze e pecorino.

La ricetta che ti sto per dare non è del tutto una novità: stiamo per preparare una pasta con le cozze, però con dentro un ingrediente segreto.

No, quell’ingrediente non è la pizza. Però è un’ottima idea, sperimenterò.

Facile, è facile. Eppure io ho impiegato ben tre tentativi per riuscire a trovare sia il metodo che le dosi giuste.

C’è stata grande frustrazione in me e a nulla è servito indossare il cravattino.

Il secondo tentativo è stato il più fallimentare di tutti: mettendo il pecorino – perché è lui l’ingrediente segreto – ho formato una palla immonda di formaggio. Ed ho pure lasciato troppa acqua, quindi mi sono ritrovata con dei rigatoni al blob che ho recuperato, ma non senza fatica.

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Comunque ne sono uscita vittoriosa e fidati: cozze e pecorino stanno bene insieme. Sarà un piatto un po’ salato, perché la pasta si cuoce nell’acqua delle cozze ed il pecorino è bello sapido, però è un salato buono, un salato che sa di mare.
Se vuoi, puoi rimediare cuocendo la pasta in acqua, normalmente, ma ci perdi.

Go, go, go!

Tutti ai posti di combattimento!

Per preparare della pasta con cozze e pecorino, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta. Penne, rigatoni. Basta che c’abbia il buco, così la cremina può compiere il suo lavoro per bene;
  • un chilo e mezzo di cozze. Si traduce in circa 250 grammi di cozze pulite;
  • 50 grammi di pecorino romano + una leggerissima spolverata sui piatti;
  • uno spicchio d’aglio, un cucchiaio d’olio, abbondante pepe.

Bisogna partire dal preparare un’impepata di cozze senza prezzemolo.
Pulisci le cozze. Pulirle non significa LUCIDARLE, bensì togliere il filetto che sporge da ogni guscio e levare le alghe più pelose.

Prendi una pentola di cui possiedi il coperchio e versa un cucchiaio d’olio, uno spicchio d’aglio spogliato e tagliato a metà e tutte le cozze. Cospargi con abbondante pepe.

Chiudi col coperchio e lascia cuocere a fiamma medio alta per pochi minuti; giusto il tempo di aprire tutte le cozze. Dopo un minuto apri il coperchio e gira un po’ il tutto, tanto per fare cuocere in maniera omogenea.

Una volta che sono pronte, apri e lasciale un attimo raffreddare.
Nel frattempo metti l’acqua della pasta a bollire (senza sale) e grattugia il pecorino a polvere.

Scola le cozze ma non buttare l’acqua che hanno buttato fuori. Anzi, l’acqua filtrala con un colino a maglie strette e conservala in un contenitore con coperchio (una pentola, un pentolino, una padella… quello che vuoi).

Questo passaggio del colino è importante, poiché togliamo se non altro i pezzi di sale, di cozza, di boh più ingombranti.
Guarda qui cos’ho tolto io:

Sguscia tutte le cozze e tienile da parte.

Ora dobbiamo cuocere la pasta, quindi recupera una padella dove la travaseremo. Comincia a riscaldare a fiamma bassa il liquido delle cozze, deve raggiungere il sobbollore.

Appena bolle l’acqua nella pentola della pasta, cacciacela dentro e falla cuocere 2 minuti, giusto il tempo di ammorbidirla. Poi scolala (ma senza buttare l’acqua di cottura, che ci servirà) e gettala in padella, insieme ad una generosissima dose d’acqua cozzata.
Non mettere TUTTO il liquido, se è molto: meglio dosarlo a cucchiaiate, mano a mano che viene assorbito ed evapora.

Gira spesso e fai andare il tutto per il tempo indicato sulla confezione.
Un minuto prima di spegnere unisci le cozze sgusciate.

Mescola tutto, concludi la preparazione e spegni la fiamma, assicurandoti di avere un pochino di liquido per formare una crema finale.

È arrivato il tempo del pecorino: aggiungilo a manciate, poco per volta, mescolando bene.

Aggiungi e mescola, aggiungi e mescola, aggiungi e mescola. Fino ad esaurire i 50 grammi di formaggio. Se occorre bagna con dell’acqua caldissima: non deve venire una robetta secca.

Prepara i piatti e, se vuoi, spolvera con ulteriore pepe e pecorino.
Ecco cosa dovresti avere davanti:

Ciao e buon appetito!

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Primi, Primi piatti di mare

Spaghettini con alici fresche e limone

Ancora un’idea per la cena per quei giorni in cui la sera prima ti sei sfondata di burrata ed il giorno dopo, senza riguardi, ti sei pappata tutta la scatola di mars gelato che avevi nel freezer.

Ecco.

Quindi bisogna abbozzare, senza scadere nella pasta in bianco che tanto riempiresti di burro e formaggio.

Ti propongo una ricetta facilissima, non laboriosa e dove la cosa più calorica è giusto l’olio, che però non è negoziabile.
Ho rubato l’idea al BoccaTv, come in questo periodo è praticamente regola.

Quindi Go, go, go! e vediamo che cosa preparare da mangiare per questa sera.

Pollice su per questi spaghettini al pesce.

Per preparare gli spaghettini con alici fresche e limone, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghettini;
  • 300 grammi di alici, pesate già pulite. Comprane 500 grammi e stai a posto;
  • una buccia di un limone bello grande;
  • uno spicchio d’aglio, del peperoncino;
  • 2 cucchiaini di aceto;
  • 50 grammi d’olio + un paio di fili ulteriori da aggiungere tra lavorazione ed impiattamento;
  • 200 grammi d’acqua, un po’ di sale, prezzemolo tritato.

Se hai possibilità di farti pulire le alici dal pescivendolo è senz’altro preferibile.
Altrimenti questa volta non c’è molto da faticare, ma non ho immagini perché verrebbe fuori una roba da macellai, sporca e sanguinolenta.
Te lo spiego: con un coltello decapita l’alice e trascina la testa lontana dal corpo, così dovrebbe staccarsi anche gran parte dello schifo interno che resta attaccato alla testa. Il resto delle interiora si elimina scavando leggermente col coltello. Basta.

Conclusa questa operazione, sciacqua ogni pesciolino sotto l’acqua fredda, per togliere il sangue e residui di merda varia.

Trita il prezzemolo e metti l’acqua della pasta a bollire.

Versa 50 grammi d’olio in una padella di cui possiedi il coperchio, fai scaldare e poi aggiungi uno spicchio d’aglio scamiciato e tagliato in due, il prezzemolo e del peperoncino (indifferentemente fresco o secco).

Fai soffriggere a fiamma medio bassa e nel frattempo usa un pelapatate per levare la buccia al limone (lavalo bene, mi raccomando).

Taglia la buccia a pezzi grandi e caccia pure lei in padella.

Scola le alici dal possibile liquido che sarà uscito fuori e poi uniscile al condimento in padella. Versa anche 200 grammi d’acqua a temperatura ambiente e i 2 cucchiaini d’aceto.

Chiudi col coperchio e con una fiamma sufficiente al sobbollore fai andare per 3-4 minuti. In questo tempo le alici saranno già cotte ed anche leggermente aperte senza essersi spappolate.
Riapri ed ecco cosa dovresti avere davanti:

Spegni la fiamma e preleva le alici con una schiumarola. Se dovessi tirare su anche tanto liquido, riversalo in padella che ci serve. Mettile in un piatto e lasciale raffreddare un minuto o  due, altrimenti ti bruci le dita.

Poi succedono cose del genere.

Ora ci tocca spinare le alici, ma non è un compito difficile.
Ti basta separare ogni alice e tirare la lisca: verrà via da sola, insieme alla coda. 
E non ha alcuna importanza se il pesce ti si spacca in mano perché non ci serve necessariamente integro.

Riaccendi il sughetto a fiamma bassa e, appena torna a sobbollire, cacciaci le alici dentro.
Butta anche la pasta, che devi tirare fuori tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione.

Mescola bene il tutto, aggiungi il sale che ancora non l’abbiamo messo e poi fai andare il sughetto a fiamma bassa, in attesa degli spaghettini.
Se il liquido fosse molto abbondante, puoi anche alzare la fiamma per farlo evaporare.

Scola gli spaghettini al dente – senza buttare l’acqua di cottura – e riversali in padella.  Concludi lì la preparazione: aggiungi acqua se il liquido non è sufficiente e pure un paio di fili d’olio.
Alla fine deve rimanere pochissimo liquido, giusto l’occorrente per avere degli spaghettini cremosetti.

Impiatta, irrora con un filo d’olio ed ecco cosa dovresti avere davanti:

Aglio e buccia di limone non si mangiano, per il resto sfogati e fai del tuo peggio.

Ciao e buon appetito!

Primi, Primi piatti di mare

Farfalle con salmone e zucchine

Ricetta che è una ripetizione di una ripetizione di una ripetizione.

Le farfalle al salmone già le conosci, come cucinare le zucchine in un piatto di pesce ormai non ha più segreti per te ma ripetere le robe male non fa.
Quindi nessun level up per oggi, soltanto un’ottima cena da cucinare in pochi minuti.

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E per una volta non ci si strafoga neppure.

Iniziamo subito, che c’ho il sonno post pranzo.

Go, go, go!

Per cucinare le farfalle con salmone e zucchine, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di farfalle;
  • mezza cipolla rossa;
  • 300 grammi di salmone fresco (comprane un po’ di più, perché lo devi pulire);
  • 300 grammi di zucchine;
  • prezzemolo, pepe.

Inizia col pulire il salmone e col tagliarlo a pezzetti. Per la pulizia ne abbiamo già parlato: leva la pelle e le spine, mano a mano che lo riduci a tocchetti.

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Taglia a pezzetti le zucchine. A me le zucchine cotte nel pesce non piacciono e per tante ragioni. La principale è che a me le zucchine piacciono toste, non ammollate, e cuocendole a parte posso regolarmi come mi pare.
Quindi in una padella metti un cucchiaio d’olio e cuoci le zucchine a fiamma media per dieci minuti. Devono essere pronte, ma ancora robuste.

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Quando le zucchine sono pronte tienile da parte e partiamo con la seconda fase.

Metti l’acqua della pasta a bollire.
In una padella capiente caccia un cucchiaio d’olio, scaldalo bene e poi aggiungi la cipolla tritata. Cuocila fino a quando sarà colorata (5 minuti, a fiamma media).

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Appena la cipolla è pronta, aggiungi il salmone.

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Impiegherà pochissimo a cuocere (meno di cinque minuti), quindi se l’acqua della pasta è pronta puoi pure calarla.
Quando il salmone sarà pronto (cambierà colore), spegni la fiamma e unisci le zucchine. Aggiungi un po’ di sale. Ma poco, poiché il salmone e le zucchine sono buonissime già così, non c’è bisogno di alterarle più di tanto.

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Mentre attendi la pasta trita il prezzemolo.
Questa volta nessuna mantecatura in padella: cuoci la pasta al dente e poi gettala nella padella, mescolando bene ed aggiungendo il prezzemolo.

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Foto fumose.

Sui piatti cospargi di pepe.
Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Ne metto un’altra, perché a me fa venire fame:

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Gnamme.

La prossima volta prepareremo delle orecchiette con pomodorini datterini gialli. Ed altre cose, ma i pomodorini gialli sono senz’altro protagonisti assoluti del nostro prossimo appuntamento.

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Ciao!
Primi, Primi piatti di mare

Rigatoni con zucchine, seppioline e calamari.

Avrei tanto voluto preparare un tutorial per pulire e cucinare i fiori di zucca. Avrei voluto, ma due volte li ho cucinati e due volte non mi sono piaciuti per niente.

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Sono altre le pietanze preferite di un Kaiju medio.

Non desisto, prima o poi troverò qualcosa di buono in cui cacciarli. È molto probabile che nella pasta lascino a desiderare, ma che siano ottimi al forno, magari ripieni. O fritti. Certo, si vince facile col fritto e i ripieni. Così sono buone pure le scarpe vecchie.

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Chi ci ha provato mi conferma che le scarpe vecchie sono buone anche bollite: le avete mai assaggiate?

Quindi niente tutorial.
Non oggi.
Non qui.
Non sul blog di Pizzakaiju.

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Non qui. Non da noi.

Quindi, anche se nelle foto della ricetta potresti notare delle robe sconosciute che tu non hai tra le mani, sappi che si tratta di quei maledetti fiori di zucca e che io li ometterò dal procedimento.

Oggi cuciniamo un piatto di rigatoni con zucchine, calamari e seppioline.

Go, go, go!

Per preparare i rigatoni con zucchine, calamari e seppioline, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di rigatoni;
  • 300 grammi di zucchine;
  • calamari e seppioline, per un peso di circa 400 grammi (peso da considerare dopo la pulizia che ti avrà fatto il pescivendolo);
  • 100 grammi di vino bianco;
  • uno spicchio d’aglio tritato, 2 cucchiai d’olio;
  • prezzemolo e pepe.

Innanzitutto è scortese iniziare senza presentarsi. Ciao, io sono PizzaKaiju e loro sono Seppiolina e Calamaro:

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Che piacere avervi qua, che piacere.

Superati i convenevoli, puoi tagliare i nostri nuovi conoscenti a pezzetti:

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Amicizie che non durano.

Il mio consiglio è di procedere con una cosa alla volta, sennò ci si inceppa nei tempi o – peggio! – ci si può incazzare per le troppe pentole. Quindi lasciamo il pesce sul tagliere e passiamo ad altro.
Nulla ti vieta di compiere queste due operazioni in contemporanea. Sappi che il pesce impiegherà circa 20 minuti per essere cotto, le zucchine dieci. Quindi regolati in base alla tua capacità di orchestrarti in cucina.

Occupiamoci delle zucchine. Tagliale a rondelle. O a pezzetti, se hai zucchine più grandi delle mie.
Fai scaldare un cucchiaio d’olio in una pentola e cacciaci dentro le zucchine.

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Falle cuocere per una decina di minuti. Non devono ammollarsi, devono essere piuttosto robuste, croccanti.

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Così.

Ora spegni la fiamma e lasciale lì, che ci occupiamo del pesce.
Metti anche l’acqua della pasta a bollire e trita del prezzemolo.

In una padella piuttosto capiente (dovrai farci saltare la pasta) metti un cucchiaio d’olio e fallo scaldare. Fai soffriggere uno spicchio d’aglio tritato.
Aggiungi il pesce, fallo insaporire a fiamma medio-alta per un minuto e poi aggiungi il vino bianco.

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Cuoci sempre a fiamma medio-alta. Il vino evaporerà e il pesce tirerà fuori un po’ di acqua. Tu continua la cottura fino a quando ci sarà pochissimo liquido. Pochissimo non significa asciutto, un po’ deve rimanere (altrimenti dovresti aggiungere dell’olio e non occorre).
A quel punto unisci le zucchine:

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Se ingrandisci bene la foto, vedi che è leggermente bagnato.

Prepara la pasta e toglila con una schiumarola tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione.

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Finisci la cottura a fiamma ancora medio-alta, bagnando con acqua di cottura se dovesse occorrere (molto probabile che occorra).

Fai i piatti e cospargi tutto con prezzemolo e pepe.
Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Nessuno può mettere Babe in un angolo, ma con i fiori di zucca è concesso.

Buonissima e semplice.

Ciao e buon appetito!

Primi, Primi piatti di mare

Penne con salmone surgelato, pinoli e panna (in odore di limone).

Se dicessi di comprare del salmone fresco e gettarlo in pasto alla panna, a del limone e ai pinoli, come reagiresti?

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WTF???!

Sì, capisco. E infatti non ti parlo di salmone fresco, stai calma. Non ce l’ho mai fatta a sperimentare usando il pesce vero: è troppo buono già così, ogni aggiunta è una bestemmia, di quelle tonanti, di quelle che cristodddio.

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Conseguenze di porchidii tremendi.

Però – come ormai ho già ripetuto cento volte – qui non ho la pescheria e via, con salmone surgelato. E devo ribadirlo: la differenza tra un pesce surgelato ed uno fresco è talmente abissale che non dovremmo stare qui manco a parlarne. Purtroppo.

Ma andiamo alla ricetta, go go go!

Per preparare questa particolare pasta col salmone, per due persone, devi avere:

  • 180 grammi di penne;
  • 300 grammi di salmone surgelato;
  • la buccia di un limone bello grande;
  • 40 grammi di pinoli;
  • 200 grammi di panna;
  • sale, pepe, burro, prezzemolo.

Partiamo da un’ovvietà: il salmone devi prima scongelarlo, POI lo cucini.
Anche perché devi tagliarlo a pezzetti.

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Metti a bollire l’acqua della pasta.
In un padellino fai tostare, a fiamma medio bassa, i pinoli (che devi avere tagliuzzato in modo molto grossolano). Devono essere colorati.

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Tienili da parte.
Trita il prezzemolo e conserva anche lui.
Infine, grattugia la buccia del limone e tieni da parte pure lei.

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In una padella metti una noce di burro (circa 20 grammi), falla sciogliere e aggiungi il salmone.

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Cuocilo a fiamma medio bassa e, appena è pronto, aggiungi la panna ed abbassa il fuoco al minimo. Aggiusta di sale e, appena si è rappreso un po’, caccia dentro anche i pinoli.

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A fiamma spenta butta dentro anche il limone grattugiato.

Attendi la pasta e, una volta scolata, uniscila agli altri elementi, in padella. Mescola bene e cospargi di prezzemolo.
Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Nonostante gli accostamenti particolari (pinoli, limone e panna? Seriamente?) a me è piaciuta parecchio. E te la consiglio.

La prossima volta prepareremo una roba MONDIALISSIMA: una pasta con pomodori scattarisciati. Che per scoprire cosa significa, mi sa che dovrai aspettare qualche giorno.

Ciao!

Primi, Primi piatti di mare

Linguine con i gamberoni.

C’ho la febbra e mi fa male tutto, quindi sarò breve.

Sono andata a Napoli per la mia solita gita settimanale all’insegna di Kafka&e-le-solite-disavventure e durante la giornata sfigata ho trovato sei secondi per rapinare la mia pescheria preferita. Che a vederla gli occhi mi uscivano di fuori. Letteralmente.

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Così.

Con meno di 20 euro ho comprato 12 gamberoni, mezzo chilo abbondante di tonno fresco e due calamari. Il Cilento è tanto buono e comprensivo, ma per acquistare la stessa roba (e con qualità altalenante) bisognerebbe sborsare almeno 50 euro. Che vaffanculo, anche.

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Quando domando i prezzi ai pescivendoli locali mi sento così.

Quindi finalmente esaudisco l’antica promessa e t’insegno a cucinare le linguine ai gamberoni. In bianco. Solo pasta e quei mostri tanto orrendi quanto mondiali.

Non ho alcuna intenzione di ripetere il tutorial per pulire i gamberoni: lo do per assodato. Se non te lo ricordi sappi che prima di iniziare a cucinare devi per forza eseguire la pratica barbara dello sventramento del gamberone e puoi seguire le mie istruzioni per dummies.

Per cucinare le linguine con i gamberoni hai bisogno di:

  • 180 grammi di linguine;
  • 12 gamberoni (mezzo chilo, circa);
  • un cucchiaio d’olio, uno spicchio d’aglio;
  • pepe e prezzemolo, da mettere sui piatti.

Fermo restando che i gamberetti sono più simili ai vermi che a dei crostacei e che i gamberi ed i gamberoni non sono la stessa cosa e che – ancora – esistono gamberoni e gamberoni, diffida da chiunque ti dica che i gamberoni surgelati e quelli del pescivendolo sono la stessa cosa perché tanto sulla barca sono costretti a surgelarli e quindi pure il pescivendolo non li ha freschi per davvero.

Una volta ho provato a cucinare quelli del supermercato e volevo piangere per l’inutilità. Nella testa, per dire, non c’era nessun liquidino aggiuntivo ed il gusto sapeva di niente, circa.

Quindi o pescivendolo oppure tristezza.

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Anche Kirk diffida di chi dà certi consigli (sicuramente perché non ha un pescivendolo a portata).

Finito con le stronzate e le precisazioni.

Go, go, go!

Tratta i gamberoni crudi come sai fare.

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Gamberoni sottoposti al rude trattamento, pronti per essere cucinati.

Metti l’acqua della pasta a bollire.
Trita il prezzemolo.

In una padella fai soffriggere in un cucchiaio d’olio l’aglio tritato.

Dopo un paio di minuti (l’aglio non deve essere colorato o – peggio! – bruciato) aggiungi anche le teste dei gamberoni.

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A fiamma medio bassa, aiutandoti con un utensile da cucina di legno e a testa piatta, spacca le teste dei gamberoni. Uscirà il liquido mondiale, che non vogliamo sapere cosa sia ma che fa la differenza tra un’ottima cena ed una di merda.

In questo caso ne è uscito poco perché, poverini, i gamberi sono stati in giro per tutto il giorno.

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Proprio poco.

Quando avrai finito di spaccare tutte le teste, puoi aggiungere i corpi dei gamberoni.
Se l’acqua bolle puoi anche già calare la pasta, tanto abbiamo quasi finito.

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Fai cuocere il tutto per pochissimi minuti (circa 5) a fiamma media. Appena vedi che il gamberone è pronto, spegni sennò lo rovini. Quando sono pronti i gamberi? Non devono essere più trasparenti, ma di un bianco deciso. 

Grazie al liquido delle teste, però, sembrerà quasi un sughetto rosso.

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Praticamente pronto.

Se la pasta è in ritardo all’appuntamento coi gamberoni, spegni ovviamente la fiamma della padella e tieni semicoperto per non far raffreddare i gamberi.

Aggiungi le linguine in padella e mescola bene il tutto.

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Sui piatti dai una spolverata di pepe nero e di prezzemolo tritato. Ecco cosa dovresti avere davanti:

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 Potrebbe anche essere che ti risulti una pasta un po’ “asciutta” e potresti essere tentata di aggiungere un cucchiaio d’olio, ma io eviterei: l’olio è parecchio invadente e il gusto del gamberone si rovina. Ma a me l’olio non piace, quindi vedi tu.
Stesso discorso per il sale: quando cucino questo piatto non lo aggiungo mai, perché distrugge il gusto del gamberone.

Ciao e buon appetito!

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Primi, Primi piatti di mare

Una stupida pasta con tonno e limone che però tanto stupida non è.

Ogni volta che qualcuno mi propone una stupida pasta col tonno, più o meno la mia risposta è sempre uguale:

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Mi piace il tonno fresco, mi fa schifo quello in scatola e figurarsi cosa posso pensare dell’olio in cui macera per decenni. Però in credenza ho sempre una scorta di colatura di alici, quindi non ho saputo resistere e – incurante del pericolo come sono – ho sperimentato.

Non so se sai cosa sia la colatura di alici, è un’altra di quelle creature mitologiche regionali che magari non si trova ovunque, tipo la ‘nduja. In poche parole è un liquido che sa di pesce, salatissimo, che va usato con molta parsimonia. Un giorno la useremo come condimento principale ed unico per una pasta tanto semplice quanto ottima (a patto che si mangi salato, altrimenti risulta immangiabile persino se dosata in modo accurato), ma oggi servirà solo per aromatizzare dell’olio e rivitalizzare il tonno. Per conferire un po’ di odore di pesce, diciamo.
Te la presento, eccola qui:

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Non ho comprato il tonno in scatola da 4 soldi, ma quello in vetro. E sì, ovviamente sott’olio.
Go, go, go!

Per preparare i fusilli al tonno e limone, per due persone, hai bisogno di:

– 180 grammi di fusilli;
– il succo di un limone e mezzo (al massimo. Se non ti piace il limone o lo ometti oppure un limone solo è sufficiente);
– 2 cucchiai d’olio + 1 sui piatti;
– 1 cucchiaio di colatura di alici + a piacere sui piatti;
– 250 grammi di filetti di tonno sott’olio;
– prezzemolo, uno spicchio d’aglio, pepe sui piatti.

Metti subito l’acqua della pasta a bollire, che ci vorrà pochissimo.

Mentre attendi le bolle, prepariamo tutto il resto.
Togli il tonno dal suo olio e butta quel liquido immondo. Asciuga il pesce più possibile, aiutandoti con della carta da cucina.

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Taglia a pezzetti l’aglio.
Trita il prezzemolo.
Spremi il succo del limone.

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Sulla destra puoi vedere alta tecnologia. Sul fondo, taglieri con muffe.

In una padella metti due cucchiai d’olio ed uno di colatura di alici. Appena sono caldi, aggiungi l’aglio.

Soffriggi per pochi minuti a fiamma medio bassa, poi caccia dentro il tonno. Cuocilo a fuoco alto per il tempo necessario a spezzettarlo, usando un cucchiaio di legno.

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Spegni la fiamma e tieni semicoperto, di modo che il tonno non congeli durante l’attesa della pasta.

Cuoci la pasta al dente e scolala direttamente in padella e fai cuocere a fuoco alto per un minuto.

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Spegni la fiamma e solo a questo punto aggiungi il succo di limone. Mescola tutto bene bene.

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Forma i piatti. Aggiungi un cucchiaio di olio a crudo e spolverizza il tutto con il prezzemolo tritato. Se vuoi, puoi aggiungere pepe ed ulteriore colatura di alici. Assaggia, eh, che la colatura – come già ti ho accennato – è parecchio salata.

Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Nonostante mi abbia sempre fatto cagare la pasta col tonno, questa è più che mangiabile. Pizzakaiju Approved.

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Pizzakaiju Approved.

Ciao e buon appetito!

Primi, Primi piatti di mare

Farfalle al salmone

Questa ricetta è un po’ una ripetizione, perché avevo preparato già il salmone. Però con gli asparagi.  Oggi facciamo una pasta solo col pesce, così, tanto per allenarsi un po’ e riprendere il blog in mano. Salvo imprevisti gravissimi finalmente riuscirò ad aggiornarlo molto più regolarmente, gioisci.

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Balletti di lettori euforici.

Ovviamente si parla sempre di salmone fresco, anche se la potrei pure finire di menarmela perché vado dal pescivendolo più figo del mondo, dato che ho cambiato città e qui tutto costa il triplo. Bastardi pescaroli per turisti.

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Inorridire per i prezzi e anche per i turisti.

Per preparare una pasta per due hai bisogno di:
– 180 grammi di farfalle;
– 300 grammi di salmone fresco (calcolane un po’ di più, poiché devi pulirlo);
– mezza cipolla, sale e pepe, un cucchiaio di olio.

Inizia a pulire il salmone. Non hai bisogno di un tutorial come per i gamberi, poiché l’unica cosa che devi fare è levare la pelle esterna e, mentre lo tagli a pezzetti, togliere tutte le spine. Ce la puoi fare.

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Salmone pulito.

Una volta pulito, metti su l’acqua della pasta, perché non ci vorrà molto.
In una padella fai soffriggere, in un cucchiaio di olio, la cipolla tritata. Aggiungi poi il salmone.

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Il salmone impiegherà pochissimi minuti a cuocere e – ricorda! – non è un pesce salato, quindi puoi aggiungere sale senza timore. Cuocilo a fiamma medio bassa e quando avrà cambiato colore, diventando rosa pallido, è pronto. Spegni la fiamma. Ci vorranno meno di dieci minuti.

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Color salmone.

A questo punto aggiusta di sale e di pepe, aspetta la pasta e poi caccia pure lei in padella. Mescola bene, fai le porzioni, siediti e mangia.
Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Facilissimo.
Domani metterò la ricetta del risotto con radicchio e stracchino, mondialissimo. Sì, fa caldo, ma puoi farlo raffreddare e lasciarti andare al tripudio dei sensi senza sudare troppo.

Buon appetito!

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A Bruce piace questo post.
Primi, Primi piatti di mare

Pasta con sugo di gamberi

Lo avevo detto che mi pesava il culo aggiornare. Quindi questo posto non avrà più scadenza fissa: se mi va, scrivo; se non mi va, fanculo.

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Fattene una ragione.

Oggi però non solo aggiorniamo, ma ci ritroviamo addirittura a levellare in modo significativo. Stai per imparare a pulire i gamberi, che è una di quelle pratiche fondamentali se si vuole vivere sereni e pacifici e soddisfatti.

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Anche Saitama aspettava con ansia questo post.

Poiché i gamberi (o gamberoni e famiglia) sono mondiali ed anche se smembrarli per mangiarseli può risultare una pratica barbara, il karma negativo guadagnato viene del tutto cancellato dallo sbavo che si prova mentre li si divora.

Poiché, ti avverto: le foto che vedrai fanno un po’ schifo e potrebbero farti pensare di desistere se sei debole di cuore. Confesso di non pulirli personalmente, lo faccio fare al fotografo ed editor di questo blog, perché a me verrebbe un po’ da vomitare.

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La prima volta che ho visto pulire i gamberi ho reagito così.

I gamberi danno il meglio in bianco, ma questa ricetta è al sugo perché ho voluto provare. Ottima, ma in bianco regnano e sono uno dei piatti della vita.

Iniziamo.
Go, go, go! 

Per preparare una pasta al sugo di gamberi, per due persone, hai bisogno di:

  • circa mezzo chilo di gamberi (12 gamberoni);
  • 180 grammi di linguine o altra pasta lunga;
  • 300 grammi di pomodorini da sugo;
  • peperoncino, aglio, un cucchiaio d’olio, prezzemolo.

Prima di iniziare a fare qualsiasi roba, bisogna pulirli. Sarà un’operazione abbastanza lunga, poiché 500-600 grammi significa circa 10-12 gamberi, quindi armati di coltello, tagliere e pazienza.

Per rendere più facile questo tutorial, metterò seimila foto per eseguire l’operazione passo passo.
Cominciamo ad osservare un gambero integro:

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Taglia la coda e la FACCIA, dagli occhi in su:

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Perdere la faccia.

Taglia di netto – e tieni da parte in un piatto, perché la useremo – l’altra parte di testa. Che, da grande scienziata ed esperta di crostacei, chiamerei COLLO.

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Il collo.

Alla parte rimasta sul tagliere bisogna togliere la corazza. Quindi infila il coltello dentro, così:

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Scorazzare.

Fai quindi leva col coltello e sfila la corazza da quel che resta del corpo:

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Dovresti riuscire a raggiungere questo risultato:

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Ancora non è finita. Sulla schiena del gambero si potrebbe annidare, infatti, LAMMERDA. Ti tocca quindi praticare un piccolo taglio per il lungo e levarla. Una foto vale più di mille parole:

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Sulla punta del coltello, signori e signore, ecco lammerda.

Quel che resta è mangiabile.
Quindi, in un piatto, dovresti avere un sacco di colli ed un sacco di corpi bianchi.
Taglia i corpi a pezzetti. Ma che non siano troppo piccoli, altrimenti si potrebbero sfaldare durante la cottura.

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Il risultato della barbarie.

Ora possiamo finalmente iniziare a cucinare.
Lava i pomodorini e tagliali a pezzetti.
Fai lo stesso con l’aglio ed il peperoncino.
Trita il peperoncino.
Metti l’acqua sul fuoco.

In una padella metti a soffriggere, in un cucchiaio di olio, peperoncino ed aglio tritato.

Dopo un paio di minuti, aggiungi i colli.

Schiacciali con un cucchiaio di legno per fare uscire del liquido nero che non vogliamo sapere cosa sia ma che è spettacolare.

Appena sei sicura di averli schiacciati tutti, aggiungi i pomodorini.

I pomodorini avranno bisogno di circa 15 minuti di cottura e di una fiamma medio bassa. Gira spesso, sala un pochino ed ecco cosa devi ottenere: non un sugo vero e proprio (300 grammi di pomodorini non sono abbastanza per il sugo).

A questo punto puoi calare la pasta, poiché il sugo è praticamente pronto.
Aggiungi i corpi dei gamberi.
Cuoci a fiamma sempre medio bassa per 2-3 minuti, i gamberi sono velocissimi a cuocere e ti accorgi della loro prontezza quando cambiano colore e diventano di un bianco deciso.
Se vedi che il tutto è un po’ asciutto, bagna leggermente con l’acqua della cottura della pasta.

Spegni la fiamma sotto la padella, ma riaccendila un minuto prima dell’arrivo della pasta.

Scola le linguine un paio di minuti in anticipo rispetto al tempo indicato sulla confezione e non gettare l’acqua, che magari ti servirà.
Gettale nella padella e cospargi con abbondante prezzemolo.

Concludi la cottura, con fiamma medio alta, girando il tutto con pinza e forchettone.

Prepara i piatti e cospargi con altro prezzemolo.
Ecco qui cosa dovresti avere davanti a te:

Una cosa molto importante da fare, da sbabbari professionisti quali siamo, è succhiare tutti i colli, smembrandoli uno per uno. Anche masticando le corazze, se non ci fanno schifo.
Che fa brutto scriverlo, ma se non lo fai sei insano di mente.

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Una sbabbara.

Ciao e buon appetito!

Primi, Primi piatti di mare

Pasta con salmone fresco ed asparagi

Per il salmone vale un po’ quello che ho già scritto sul tonno: o fresco o muerte. Quello affumicato è troppo costoso e troppo inutile per essere vero. Riesco a concepirlo solo sulle tartine e non mangio tartine dal 1945.

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Diciamo NO! al pesce finto.

Quindi oggi prepariamo insieme una pasta con salmone fresco e asparagi. Asparagi surgelati.
Lo sapevi che c’è differenza tra congelati e surgelati? Sì? Beato te. Io ho sempre pensato fossero sinonimi, così come pensavo che grattugiato volesse due G.

E invece: compro i peperoni del freezer del supermercato? SURGELATI.
Compro i peperoni dal fruttivendolo e lo metto nel mio freezer? CONGELATI.

Quanto si cresce, scrivendo su un blog, eh?

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Eppure Obi Wan non è impressionato.

Quindi anche questa volta nessun viaggio al mercato frutta e verdura. Se vuoi imparare a gestire questo tipo di ortaggi, vai su google e non scassare l’anima a me.

Dai, iniziamo.

Per preparare una pasta per due persone hai bisogno di:

– 180 grammi di pasta corta;
– un cucchiaio di olio, una cipolla, sale e pepe;
– 300 grammi di salmone fresco;
– 300 grammi di asparagi surgelati.

Inizia mettendo su l’acqua della pasta, dove bolliremo anche gli asparagi (se usi quelli freschi non so aiutarti, immagino dovrai cuocerli in padella e ne saprai meglio di me e quindi inutile che dia consigli a cazzo).
Appena bolle l’acqua caccia dentro gli asparagi e cuocili per il tempo indicato sulla confezione. Tirali fuori con la schiumarola e mettili su un tagliere. Non scolarli, poiché useremo quest’acqua per cuocere anche la pasta.

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La schiumarola ♥

Tagliali a pezzetti, a cazzo, come ti viene. A me di avere le punte di asparagi integre fotte sega, te lo dico subito.

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Tagliare a cazzo.

Pulisci il salmone. Non è che ci sia moltissimo da fare: devi levare la pelle esterna e – mentre lo tagli a pezzetti – togliere tutte le spine. Non è un’operazione lunghissima e poi sono solo 300 grammi di pesce. Dai, ce la puoi fare.

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È talmente semplice da pulire che non credo tu abbia bisogno di un tutorial vero e proprio.

In una padella metti un cucchiaio di olio e la cipolla tritata e fai soffriggere il tutto per qualche minuto.

Puoi iniziare a pensare di buttare la pasta, che ormai siamo vicini alla fine. Operazione che non ti dico mai quando eseguire e mi sa che è un po’ una mancanza.

Aggiungi il salmone in padella e cuocilo per cinque minuti scarsi (il pesce è velocissimo da prepararsi), fino a quando non avrà questo colore:

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Aggiungi anche gli asparagi ed amalgama bene il tutto per un paio di minuti di scarsi, fino a quando il liquido che potrebbe uscire dagli asparagi evapora. Non devi raggiungere la secchezza, soltanto levare l’acqua in eccesso (che sarà comunque pochissima).
Aggiusta di sale e di pepe e caccia dentro la pasta. Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Spolverata di pepe direttamente sui piatti e via, pronti per mangiare.
E non mi dire che preferisci il salmone affumicato, perché non ci credo proprio.

Ultimo post della settimana, nel weekend dovrai arrangiarti da solo per procacciarti il cibo.

Spoiler per il futuro: parleremo senz’altro di un risotto salsiccia e funghi piuttosto definitivo e cercherò di insegnarti a pulire i gamberi, che sarà un level up non indifferente. Poi ci saranno altre sorprese, ma sono tali anche per me, poiché in questi giorni non ho mangiato roba che ho cucinato io o che mi abbia colpito in maniera particolare. Vedremo! Magari parleremo di freselle, che sono un’ottima salvata per una cena estiva in cui uno non ha voglia davvero di combinare una bega.

Intanto divertiti in questi giorni, ciao!