Primi, Primi piatti di mare

Penne con salmone surgelato, pinoli e panna (in odore di limone).

Se dicessi di comprare del salmone fresco e gettarlo in pasto alla panna, a del limone e ai pinoli, come reagiresti?

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WTF???!

Sì, capisco. E infatti non ti parlo di salmone fresco, stai calma. Non ce l’ho mai fatta a sperimentare usando il pesce vero: è troppo buono già così, ogni aggiunta è una bestemmia, di quelle tonanti, di quelle che cristodddio.

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Conseguenze di porchidii tremendi.

Però – come ormai ho già ripetuto cento volte – qui non ho la pescheria e via, con salmone surgelato. E devo ribadirlo: la differenza tra un pesce surgelato ed uno fresco è talmente abissale che non dovremmo stare qui manco a parlarne. Purtroppo.

Ma andiamo alla ricetta, go go go!

Per preparare questa particolare pasta col salmone, per due persone, devi avere:

  • 180 grammi di penne;
  • 300 grammi di salmone surgelato;
  • la buccia di un limone bello grande;
  • 40 grammi di pinoli;
  • 200 grammi di panna;
  • sale, pepe, burro, prezzemolo.

Partiamo da un’ovvietà: il salmone devi prima scongelarlo, POI lo cucini.
Anche perché devi tagliarlo a pezzetti.

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Metti a bollire l’acqua della pasta.
In un padellino fai tostare, a fiamma medio bassa, i pinoli (che devi avere tagliuzzato in modo molto grossolano). Devono essere colorati.

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Tienili da parte.
Trita il prezzemolo e conserva anche lui.
Infine, grattugia la buccia del limone e tieni da parte pure lei.

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In una padella metti una noce di burro (circa 20 grammi), falla sciogliere e aggiungi il salmone.

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Cuocilo a fiamma medio bassa e, appena è pronto, aggiungi la panna ed abbassa il fuoco al minimo. Aggiusta di sale e, appena si è rappreso un po’, caccia dentro anche i pinoli.

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A fiamma spenta butta dentro anche il limone grattugiato.

Attendi la pasta e, una volta scolata, uniscila agli altri elementi, in padella. Mescola bene e cospargi di prezzemolo.
Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Nonostante gli accostamenti particolari (pinoli, limone e panna? Seriamente?) a me è piaciuta parecchio. E te la consiglio.

La prossima volta prepareremo una roba MONDIALISSIMA: una pasta con pomodori scattarisciati. Che per scoprire cosa significa, mi sa che dovrai aspettare qualche giorno.

Ciao!

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Primi, Primi piatti di mare

Linguine con i gamberoni.

C’ho la febbra e mi fa male tutto, quindi sarò breve.

Sono andata a Napoli per la mia solita gita settimanale all’insegna di Kafka&e-le-solite-disavventure e durante la giornata sfigata ho trovato sei secondi per rapinare la mia pescheria preferita. Che a vederla gli occhi mi uscivano di fuori. Letteralmente.

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Così.

Con meno di 20 euro ho comprato 12 gamberoni, mezzo chilo abbondante di tonno fresco e due calamari. Il Cilento è tanto buono e comprensivo, ma per acquistare la stessa roba (e con qualità altalenante) bisognerebbe sborsare almeno 50 euro. Che vaffanculo, anche.

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Quando domando i prezzi ai pescivendoli locali mi sento così.

Quindi finalmente esaudisco l’antica promessa e ti insegno a cucinare le linguine ai gamberoni. In bianco. Solo pasta e quei mostri tanto orrendi quanto mondiali.

Non ho alcuna intenzione di ripetere il tutorial per pulire i gamberoni: lo do per assodato. Se non te lo ricordi sappi che prima di iniziare a cucinare devi per forza praticare la pratica barbara dello sventramento del gamberone e puoi seguire le mie istruzioni per dummies.

Per cucinare le linguine con i gamberoni hai bisogno di:

  • 180 grammi di linguine;
  • 12 gamberoni (mezzo chilo, circa);
  • un cucchiaio d’olio, uno spicchio d’aglio;
  • pepe sui piatti.

Fermo restando che i gamberetti sono più simili ai vermi che a dei crostacei e che i gamberi ed i gamberoni non sono la stessa cosa e che – ancora – esistono gamberoni e gamberoni, diffida da chiunque ti dica che i gamberoni surgelati e quelli del pescivendolo sono la stessa cosa perché tanto sulla barca sono costretti a surgelarli e quindi pure il pescivendolo non li ha freschi per davvero.

Ho ovviamente provato a cucinare quelli del supermercato e volevo piangere per l’inutilità. Nella testa, per dire, non c’era nessun liquidino aggiuntivo ed il gusto sapeva di niente, circa.

Quindi o pescivendolo oppure tristezza.

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Anche Kirk diffida di chi dà certi consigli (sicuramente perché non ha un pescivendolo a portata).

Finito con le stronzate e le precisazioni.

Go, go, go!

Tratta i gamberoni crudi come sai fare.

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Gamberoni sottoposti al rude trattamento, pronti per essere cucinati.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

In una padella fai soffriggere in un cucchiaio d’olio l’aglio tritato.

Dopo un paio di minuti (l’aglio non deve essere colorato o – peggio! – bruciato) aggiungi anche le teste dei gamberoni. A fiamma medio bassa, aiutandoti con un utensile da cucina di legno e a testa piatta, spacca le teste dei gamberoni. Uscirà il liquido mondiale, che non vogliamo sapere cosa sia ma che fa la differenza tra un’ottima cena ed una di merda.

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Quando avrai finito di spaccare tutte le teste, puoi aggiungere i corpi dei gamberoni.
Se sei pronta, puoi anche già calare la pasta, che tanto abbiamo quasi finito.

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Fai cuocere il tutto per pochissimi minuti (circa 5) a fiamma media. Appena vedi che il gamberone è pronto, spegni che sennò lo rovini. Quando sono pronti i gamberi? Non devono essere più trasparenti, ma di un bianco deciso. 

Grazie al liquido delle teste, però, sembrerà quasi un sughetto rosso.

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Se la pasta è in ritardo all’appuntamento coi gamberoni, spegni ovviamente la fiamma della padella e chiudi quest’ultima con un coperchio.

Aggiungi le linguine in padella, fai girare bene e dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Non avevo disponibile il prezzemolo, ma è chiaro che ci sarebbe stato bene. Di sicuro aggiungi del pepe. Potrebbe anche essere che ti risulti una pasta un po’ “asciutta” e potresti essere tentata di aggiungere un cucchiaio d’olio, ma io eviterei: l’olio è parecchio invadente e il gusto del gamberone si rovina. Ma a me l’olio non piace, quindi vedi tu.
Intanto, buon appetito.

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La prossima volta impareremo a preparare del tonno alla piastra (facilissimo) e cucineremo delle zucchine trifolate come contorno.

Ciao!

Pizzakaiju Approved, Primi, Primi piatti di mare

Una stupida pasta con tonno e limone che però tanto stupida non è.

Ogni volta che qualcuno mi propone una stupida pasta col tonno, più o meno la mia risposta è sempre uguale:

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Mi piace il tonno fresco, mi fa schifo quello in scatola e figurarsi cosa posso pensare dell’olio in cui macera per decenni. Però ho trovato questa ricetta di Luciano Pignataro che nomina la colatura di alici, quindi non ho saputo resistere e – incurante del pericolo come sono – ho sperimentato.

Non so se sai cosa sia la colatura di alici, è un’altra di quelle creature mitologiche regionali che magari non si trova ovunque, tipo la ‘nduja. In poche parole è un liquido che sa di pesce, salatissimo, che va usato con molta parsimonia. Un giorno la useremo come condimento principale ed unico per una pasta tanto semplice quanto ottima (a patto che si mangi salato, altrimenti risulta immangiabile persino se dosata in modo accurato), ma oggi seguiremo i consigli di Pignataro e ci immergeremo il tonno per rivitalizzarlo.

Non ho comprato il tonno in scatola da 4 soldi, ma quello in vetro. E sì, ovviamente sott’olio.
Go, go, go!

Per preparare i fusilli al tonno e limone, per due persone, hai bisogno di:
– 180 grammi di fusilli;
– il succo di un limone piccolo;
– parecchio olio d’oliva;
– almeno 4 cucchiaini di colatura di alici;
– 300 grammi di filetti di tonno sott’olio;
– prezzemolo, mezza cipolla tritata.

Inizia togliendo il tonno dal suo olio di merda e butta quel liquido immondo. Asciuga il pesce più possibile, aiutandoti con della carta da cucina.

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Adesso non spaventarti, perché userai un bel po’ del tuo olio buono. Devi infatti immergere i filetti di tonno nel tuo olio, aggiungendo anche almeno quattro cucchiaini di colatura di alici. A cosa serve? Serve per dare al tonno di nuovo una parvenza di odore di mare e, anche se sembra uno spreco enorme di materie prime (tenendo conto che la colatura di alici è più cara del petrolio) effettivamente il risultato è notevole.

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Tonno con olio nuovo + colatura di alici in arrivo.

Puoi iniziare a mettere a bollire l’acqua della pasta.
In una padella metti un cucchiaio d’olio (usa quello in cui hai immerso il tonno), fallo scaldare e poi fai soffriggere la mezza cipolla tritata.
Mentre aspetti che si colori, spremi il limone e spezzetta il prezzemolo.

Quando la cipolla è colorata spegni la fiamma ed attendi che la pasta sia quasi pronta. A circa 4 minuti dalla scolatura della pasta togli il tonno dall’olio (ma non buttare l’olio, tienilo da parte che se ti dovesse servire dell’unto lo userai) e caccialo in padella. Cuocilo a fuoco alto per un minuto e durante quest’operazione spezzettalo con un cucchiaio di legno.

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Aggiungi la pasta cotta al dente pure lei in padella, cuocendo sempre a fuoco alto per un altro minuto.
Spegni la fiamma e solo a questo punto aggiungi il succo di limone. Mescola tutto bene bene e forma i piatti, spolverizzando il tutto con il prezzemolo tritato.
Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Nonostante mi abbia sempre fatto cagare la pasta col tonno, questa è tutto un altro livello. Come trasformare un’emerita stronzata in un piccolo cult della cucina, roba che preparerò altre volte (tanto la colatura di alici, nella credenza, non manca mai).

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Pizzakaiju Approved.

La prossima volta prepareremo un piatto enorme, così abbondante da fare comodamente da antipasto, primo, secondo e contorno: scialatielli con zucca e salsiccia, su un piatto di caciocavallo alla piastra.

Ciao!

Primi, Primi piatti di mare

Farfalle al salmone

Questa ricetta è un po’ una ripetizione, perché avevo preparato già il salmone. Però con gli asparagi.  Oggi facciamo una pasta solo col pesce, così, tanto per allenarsi un po’ e riprendere il blog in mano. Salvo imprevisti gravissimi finalmente riuscirò ad aggiornarlo molto più regolarmente, gioisci.

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Balletti di lettori euforici.

Ovviamente si parla sempre di salmone fresco, anche se la potrei pure finire di menarmela perché vado dal pescivendolo più figo del mondo, dato che ho cambiato città e qui tutto costa il triplo. Bastardi pescaroli per turisti.

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Inorridire per i prezzi e anche per i turisti.

Per preparare una pasta per due hai bisogno di:
– 180 grammi di farfalle;
– 300 grammi di salmone fresco (calcolane un po’ di più, poiché devi pulirlo);
– mezza cipolla, sale e pepe, un cucchiaio di olio.

Inizia a pulire il salmone. Non hai bisogno di un tutorial come per i gamberi, poiché l’unica cosa che devi fare è levare la pelle esterna e, mentre lo tagli a pezzetti, togliere tutte le spine. Ce la puoi fare.

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Salmone pulito.

Una volta pulito, metti su l’acqua della pasta, perché non ci vorrà molto.
In una padella fai soffriggere, in un cucchiaio di olio, la cipolla tritata. Aggiungi poi il salmone.

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Il salmone impiegherà pochissimi minuti a cuocere e – ricorda! – non è un pesce salato, quindi puoi aggiungere sale senza timore. Cuocilo a fiamma medio bassa e quando avrà cambiato colore, diventando rosa pallido, è pronto. Spegni la fiamma. Ci vorranno meno di dieci minuti.

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Color salmone.

A questo punto aggiusta di sale e di pepe, aspetta la pasta e poi caccia pure lei in padella. Mescola bene, fai le porzioni, siediti e mangia.
Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Facilissimo.
Domani metterò la ricetta del risotto con radicchio e stracchino, mondialissimo. Sì, fa caldo, ma puoi farlo raffreddare e lasciarti andare al tripudio dei sensi senza sudare troppo.

Buon appetito!

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A Bruce piace questo post.
Primi, Primi piatti di mare

Pasta con sugo di gamberi

Lo avevo detto che mi pesava il culo aggiornare. Quindi questo posto non avrà più scadenza fissa: se mi va scrivo, se non mi va fanculo.

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Fattene una ragione.

Oggi però non solo aggiorniamo, ma ci ritroviamo addirittura a levellare in modo significativo. Stai per imparare a pulire i gamberi, che è una di quelle pratiche fondamentali se si vuole vivere sereni e pacifici e soddisfatti.

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Anche Saitama aspettava con ansia questo post.

Poiché i gamberi (o gamberoni e famiglia) sono mondiali ed anche se smembrarli per mangiarseli può risultare una pratica barbara, il karma negativo guadagnato viene del tutto cancellato dallo sbavo che si prova mentre li si divora.

Poiché, ti avverto: le foto che vedrai fanno un po’ schifo e potrebbero farti pensare di desistere se sei debole di cuore. Confesso di non pulirli personalmente, lo faccio fare al fotografo ed editor di questo blog, perché a me verrebbe un po’ da vomitare.

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La prima volta che ho visto pulire i gamberi ho reagito così.

I gamberi danno il meglio in bianco, ma questa ricetta è al sugo perché ho voluto provare. Ottima, ma in bianco regnano e sono uno dei piatti della vita. Prima o poi metterò anche quella ricetta, vai tra.

Iniziamo.

Ingredienti per due persone:

  • mezzo chilo di gamberi;
  • 180 grammi di linguine o altra pasta lunga;
  • 300 grammi di pomodorini;
  • peperoncino, aglio, un cucchiaio di olio, prezzemolo;
  • 100 ml di vino bianco;
  • pepe sui piatti, se si desidera.

Prima di iniziare a fare qualsiasi roba, bisogna pulirli. Sarà un’operazione abbastanza lunga, poiché 500 grammi significa circa 10-12 gamberi, quindi armati di coltello, tagliere e pazienza.

Per rendere più facile questo tutorial, metterò seimila foto per eseguire l’operazione passo passo.
Cominciamo ad osservare un gambero integro:

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Xenomorfo.

Taglia la coda e la FACCIA, dagli occhi in su:

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Senza faccia e coda.

Taglia di netto – e tieni da parte in un piatto, perché le useremo tutte – l’altra parte di testa. Che, da grande scienziata ed esperta di crostacei, chiamerei COLLO.

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Il collo.

Alla parte rimasta sul tagliere bisogna togliere la corazza. Quindi infila il coltello dentro, così:

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Scorazzare.

Fai quindi leva col coltello e sfila la corazza da quel che resta del corpo:

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Toglierai anche le zampe, tranquillo.

Dovresti riuscire a raggiungere questo risultato:

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Ancora non è finita. Sulla schiena del gambero si annida, infatti, LAMMERDA. Ti tocca quindi praticare un piccolo taglio per il lungo e levarla. Una foto vale più di mille parole:

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Sulla punta del coltello, signori e signore, ecco lammerda.

Quel che resta è mangiabile.
Quindi, in un piatto, dovresti avere un sacco di colli ed un sacco di corpi bianchi.
Taglia i corpi a pezzetti. Ma che non siano troppo piccoli, altrimenti si potrebbero sfaldare durante la cottura.

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Il risultato della barbarie.

Ora possiamo finalmente iniziare a cucinare.
Metti l’acqua sul fuoco.

Tieni conto che i gamberi hanno bisogno di pochissimi minuti per cuocere, altrimenti si spappolano ed è un peccato. In bianco, in sei minuti netti avremmo finito. Questa volta c’è il sugo, quindi per forza di cose i corpi si sfalderanno parecchio, ma il sapore sarà buonissimo lo stesso.

In una padella metti a soffriggere, in un cucchiaio di olio, peperoncino ed aglio tritato.
Dopo un paio di minuti, aggiungi i colli e schiacciali, per fare uscire del liquido nero che non vogliamo sapere cosa sia ma che è spettacolare.

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Lo schiacciamento dei colli.

Se conosci un metodo migliore per schiacciare i colli dimmelo, poiché ogni volta cristo parecchio perché mi scivolano sotto i cucchiai.
Appena sei sicuro di averli schiacciati tutti, aggiungi anche i corpi e i 100 ml di vino bianco.
Mentre fai evaporare (cuocendo tutto a fiamma media), taglia i pomodorini in 4 parti e poi aggiungili in padella.

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Fai rapprendere, cercando sempre di non metterci una vita per non distruggere i gamberi. Io ho calcolato una decina di minuti e già avevo paura di avere sputtanato tutto, ma non è stato così. Se vedi che rimane liquido, spegni lo stesso, poiché raffreddandosi si rapprenderà lo stesso.

Ecco il risultato che devi raggiungere:

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Buono.

A questo punto prepara le linguine, poi versale in padella. Aggiungi anche il prezzemolo tritato. Mescola bene, siediti e mangia.

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Il risultato finale.

Se proprio vuoi puoi aggiungere del pepe sui piatti, ma a me non piace mescolare peperoncino e pepe, quindi non l’ho fatto.
Quello che ho fatto, però, da sbabbara professionista è stato succhiarmi tutti i colli, smembrandoli uno per uno. Che fa brutto scriverlo, ma se non lo fai sei insano di mente.

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Una sbabbara.

Ok, ho dei fortissimi dubbi sul fatto di essere riuscita a spiegarmi a parole e spero che le foto sopperiscano alla mia mancanza di dialettica.

Fammi sapere se c’hai capito un cazzo, altrimenti modifico di conseguenza.

Domani – o quando sarà – metterò la ricetta di una semplicissima pasta con gli asparagi. Niente roba epocale, certo, ma era buona.

Ciao!

Primi, Primi piatti di mare

Pasta con salmone fresco ed asparagi

Per il salmone vale un po’ quello che ho già scritto sul tonno: o fresco o muerte. Quello affumicato è troppo costoso e troppo inutile per essere vero. Riesco a concepirlo solo sulle tartine e non mangio tartine dal 1945.

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Diciamo NO! al pesce finto.

Quindi oggi prepariamo insieme una pasta con salmone fresco e asparagi. Asparagi surgelati.
Lo sapevi che c’è differenza tra congelati e surgelati? Sì? Beato te. Io ho sempre pensato fossero sinonimi, così come pensavo che grattugiato volesse due G.

E invece: compro i peperoni del freezer del supermercato? SURGELATI.
Compro i peperoni dal fruttivendolo e lo metto nel mio freezer? CONGELATI.

Quanto si cresce, scrivendo su un blog, eh?

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Eppure Obi Wan non è impressionato.

Quindi anche questa volta nessun viaggio al mercato frutta e verdura. Se vuoi imparare a gestire questo tipo di ortaggi, vai su google e non scassare l’anima a me.

Dai, iniziamo.

Per preparare una pasta per due persone hai bisogno di:

– 180 grammi di pasta corta;
– un cucchiaio di olio, una cipolla, sale e pepe;
– 300 grammi di salmone fresco;
– 300 grammi di asparagi surgelati.

Inizia mettendo su l’acqua della pasta, dove bolliremo anche gli asparagi (se usi quelli freschi non so aiutarti, immagino dovrai cuocerli in padella e ne saprai meglio di me e quindi inutile che dia consigli a cazzo).
Appena bolle l’acqua caccia dentro gli asparagi e cuocili per il tempo indicato sulla confezione. Tirali fuori con la schiumarola e mettili su un tagliere. Non scolarli, poiché useremo quest’acqua per cuocere anche la pasta.

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La schiumarola ♥

Tagliali a pezzetti, a cazzo, come ti viene. A me di avere le punte di asparagi integre fotte sega, te lo dico subito.

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Tagliare a cazzo.

Pulisci il salmone. Non è che ci sia moltissimo da fare: devi levare la pelle esterna e – mentre lo tagli a pezzetti – togliere tutte le spine. Non è un’operazione lunghissima e poi sono solo 300 grammi di pesce. Dai, ce la puoi fare.

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È talmente semplice da pulire che non credo tu abbia bisogno di un tutorial vero e proprio.

In una padella metti un cucchiaio di olio e la cipolla tritata e fai soffriggere il tutto per qualche minuto.

Puoi iniziare a pensare di buttare la pasta, che ormai siamo vicini alla fine. Operazione che non ti dico mai quando eseguire e mi sa che è un po’ una mancanza.

Aggiungi il salmone in padella e cuocilo per cinque minuti scarsi (il pesce è velocissimo da prepararsi), fino a quando non avrà questo colore:

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Aggiungi anche gli asparagi ed amalgama bene il tutto per un paio di minuti di scarsi, fino a quando il liquido che potrebbe uscire dagli asparagi evapora. Non devi raggiungere la secchezza, soltanto levare l’acqua in eccesso (che sarà comunque pochissima).
Aggiusta di sale e di pepe e caccia dentro la pasta. Dovresti avere raggiunto questo risultato:

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Spolverata di pepe direttamente sui piatti e via, pronti per mangiare.
E non mi dire che preferisci il salmone affumicato, perché non ci credo proprio.

Ultimo post della settimana, nel weekend dovrai arrangiarti da solo per procacciarti il cibo.

Spoiler per il futuro: parleremo senz’altro di un risotto salsiccia e funghi piuttosto definitivo e cercherò di insegnarti a pulire i gamberi, che sarà un level up non indifferente. Poi ci saranno altre sorprese, ma sono tali anche per me, poiché in questi giorni non ho mangiato roba che ho cucinato io o che mi abbia colpito in maniera particolare. Vedremo! Magari parleremo di freselle, che sono un’ottima salvata per una cena estiva in cui uno non ha voglia davvero di combinare una bega.

Intanto divertiti in questi giorni, ciao!

Primi, Primi piatti di mare

Linguine con le vongole

Oggi parte la cazziata.
Se ti dico di cuocere una roba con la fiamma alta, è inutile che la abbassi. Se ti dico di usare il sale fino e non quello grosso, cazzo prendi il sale sbagliato? Se ti elenco le dosi precise degli ingredienti, perché porcoddio improvvisi? E, soprattutto, se passo il mio tempo a cristare contro gli eretici della carbonara, perché mi regali una roba con uova e – boh? – salsiccia chiamandola carbonara modificata?
Siamo qui a pettinare le bambole, eh?!

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Anche Ben non sopporta tanto scempio.

Questo è un sito per ritardati culinari – quelli come me – e ciò che stiamo cucinando è tutto facile e indolore. Basta seguire le istruzioni, passo dopo passo, e non si rischia di mangiare una pastaallammerda. Davvero. Se poi io dovessi essere incapace a spiegare, basta domandare e modifico il post, cercando di essere ancora più chiara.

Bene, mi sono sfogata, possiamo ripartire.

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Eseguire questo esercizio tutti i giorni può rafforzare i muscoli dei polsi.

Avevo parlato parecchio male delle vongole ma, poverine, mica se lo meritano. Ovvio che in compagnia delle cozze tendono ad intimidirsi ed a sparire, quindi mi sembra giusto preparare un piatto di pasta con loro protagoniste assolute. Tra l’altro è un’operazione molto, ma molto più veloce di quella coi frutti di mare misti, poiché non siamo obbligati a cambiare padella per il troppo liquido spurgato.

Per preparare le linguine con le vongole per due persone hai bisogno di:

– 180 grammi di linguine;
– 800 grammi di vongole (se vuoi anche di più, sicuramente non di meno);
– un cucchiaio di olio, uno spicchio di aglio, pepe;
– prezzemolo.

Cominciamo.
Se hai comprato le vongole la mattina, devi metterle in un contenitore di plastica con la loro acqua e coprirle con un panno (se sono veraci, sputano). Se il pescivendolo non ti dovesse aver dato la loro acqua, usa quella del rubinetto (Capitan Ovvio, sempre).

Metti l’acqua della pasta a bollire.
In una pentola capiente, di cui possiedi il coperchio, metti il cucchiaio di olio e fai soffriggere l’aglio. Quando l’aglio sarà colorato, aggiungi le vongole.

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La conosci la storia delle Vongolette Curiose?

Chiudi col coperchio e fai cuocere a fiamma medio bassa fino a quando le vongole non si saranno aperte. A questo punto spegni la fiamma (ma tieni ancora il coperchio, così non si raffreddano). Come vedi, a differenza di quando abbiamo cucinato la pasta con le cozze, il liquido fuoriuscito dalle vongole è minimo e lo userai tutto per condire le linguine. Quindi, quando è pronta la pasta, cacciala direttamente qui dentro. Adesso metti un po’ di prezzemolo tritato e mescola tutto bene.

Se hai seguito le istruzioni ed io sono riuscita a farmi comprendere, dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Direttamente sui piatti aggiungi un po’ di pepe macinato, se proprio vuoi puoi anche aggiungere un po’ d’olio (ma lo sconsiglio vivamente), sguscia le vongole e buon appetito!

Domani impareremo a gestire la ricotta, preparati per l’ennesima e importantissima, lezione di vita.

Ciao!

Primi, Primi piatti di mare

Pennoni con crema di zucchine e tonno fresco.

Non comprendo l’esistenza del tonno in scatola: è indigeribile, l’olio in cui galleggia mi provoca orrore e costa così tanto che per preparare un piatto (che verrebbe comunque indecente) bisogna svenarsi. Il tonno fresco, oltre ad essere ottimo, ha un prezzo piuttosto basso: 12 euro al chilo. Per i 300 grammi usati per la cena di questa sera, abbiamo speso tre euro e 50. True Story.
Problema: La mamma va al mercato e compra 300 grammi di tonno rio mare a 16 euro al chilo. Quanto ha speso? E quanto farà cacare la cena che preparerà a Luca?
Forse l’unica ragione possibile dell’esistenza del tonno in scatola è stata far lavorare lui:

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Detto questo, partiamo con la ricetta della pasta con crema di zucchine e tonno fresco.
Dosi per due persone che mangiano un piatto unico, come sempre.

– 180 grammi di pasta (io ho usato i Pennoni, formato enorme in cui entra il sugo. Puoi usare il formato che vuoi, tranne quello lungo che in questo caso si addice meno);
– uno spicchio d’aglio, 2 cucchiai d’olio, sale, pepe;
– 400 grammi di zucchine;
– 300 grammi di tonno fresco.

Comincia col tagliare le zucchine a pezzetti. Verranno tritate, quindi le dimensioni contano poco.
In una padella dai bordi piuttosto alti (poiché dovrai immergere il mixer) metti un cucchiaio d’olio, fallo scaldare e poi aggiungi le zucchine.

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Falle rosolare per un paio di minuti, poi aggiungi meno di un bicchiere d’acqua e falle stufare per dieci minuti. Se l’acqua dovesse evaporare troppo durante questo periodo di tempo, aggiungine un po’.
Intanto taglia a pezzetti il tonno, che spiace quasi perché verrebbe voglia di farselo alla griglia:

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La dimensione dei cubetti deve essere né troppo grande (non si legherebbe alla pasta), né troppo piccola (si scioglierebbe troppo). Così è l’ideale:

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Finito questo lavoro, ricordati di mettere l’acqua della pasta a bollire.
In un’altra padella caccia un cucchiaio di olio, scaldalo un po’ e poi aggiungici uno spicchio d’aglio tagliato a pezzetti. Dopo pochi minuti cacciaci dentro anche il tonno. La fiamma deve essere sempre medio/bassa ed impiegherai pochi minuti.
Nel frattempo i dieci minuti per le zucchine dovrebbero essere trascorsi, quindi togli la loro pentola dal fuoco, tritale col mixer (aggiungi un altro mezzo bicchiere di acqua calda della pasta, poiché il risultato dovrà essere cremoso) e aggiungi anche sale e pepe. Mi raccomando, ASSAGGIA SEMPRE. 
La consistenza dovrà essere questa:

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E con la crema sei a posto. Lasciala fuori dal fuoco – butta la pasta nell’acqua che tanto ormai abbiamo quasi finito – e vai a vedere che combina il tonno.
Se non hai usato il lanciafiamme per cucinarlo, dovrebbe avere già rilasciato il suo liquido ed averlo anche quasi ritirato tutto (e di colore dovrebbe essere diventato rosa chiaro, purtroppo la foto scattata fa troppo schifo per pubblicarla). Quando raggiunge questo stadio e quindi mancano un paio di minuti alla fine della cottura, aggiungi anche la salsa alla zucchina. Le dosi che ti ho dato sono abbondanti, ma alla fine io l’ho utilizzato tutto. Ti consiglio di mettere qualche cucchiaio per volta per regolarti, aggiustare di sale e di pepe (il tonno non è un pesce molto salato) e fermarti a tuo gusto. Dovresti sentire entrambi i sapori (tonno e zucchina) e dato che la zucchina non è un ortaggio molto invadente, non credo avrai troppi problemi. Se sbagli a salare e ne metti troppo, puoi aggiungere un po’ d’acqua e farla evaporare. Oppure aggiungere altra crema di zucchina, se l’avevi giudicata abbondante. Ma mai – MAI – aggiungere formaggi o appiattire tutto con la panna. Copriresti i sapori e, soprattutto, il formaggio non si lega col pesce.

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Finisci il sugo con un paio di minuti a fiamma medio bassa, facendo evaporare se c’è troppo liquido. Poi spegni, che tanto quasi tutti i sughi sono più buoni non ustionanti. Attendi la pasta ed immergicela. Dovresti avere ottenuto più o meno questo risultato:

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Non resta che mangiare. Giudizio personale? Mondiale.
Buon appetito!

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Primi piatti di mare

Spaghetti con vongole e cozze.

Prima ricetta. Facilissima. Però sporcheremo ben due pentole, una padella ed un contenitore di plastica.

La maggioranza delle ricette coi frutti di mare ha un errore assurdo ed inspiegabile: le quintalate di olio. Sistema SICURO per sputtanare il risultato, per non sentire minimamente le vongole e mangiare una roba che sa di sale e grasso. Quindi quando dico di usare UN cucchiaio di olio, intendo davvero UN cucchiaio. Non improvvisate, a meno che proprio qualcosa non vada storto.

Intanto, gli ingredienti per due persone, dosaggio di pasta 180 grammi.

– Pasta lunga (spaghetti o linguine vanno benissimo);
– 2 spicchi d’aglio (da usare in momenti separati, quindi non abbiate fretta di agire);
– 2 triti di prezzemolo (come l’aglio, da usare in momenti separati);
– pepe o peperoncino (a seconda dei gusti, potete usare anche entrambi, volendo, ma a me non piace)
– 1 kg di cozze;
– mezzo chilo di vongole;

Anche nel caso della quantità di cozze e di vongole, va a gusti. Il mio palato da carrettiere mi fa sentire pochissimo il gusto delle vongole, quindi tendo ad usarle più come ornamento che come ingrediente principale. Nulla vi vieta di usare solo uno dei due o cambiare le dosi o anche aumentarle. Quando la stagione è giusta, un chilo di cozze sono più che adeguate per una pasta per due. Questa sera facevano piuttosto schifo, quindi erano piccole e striminzite. Sono bastate lo stesso, ma ne avessi avuto un chilo e mezzo sarei stata più contenta.

Bene.
Ora le regole generali per cucinare (prima o poi farò un post apposito da linkare in caso di necessità).
Prima di iniziare a combinare qualsiasi cosa lavate tutti i piatti che avete abbandonato lì da secoli e pulite tutte le superfici che intendete usare per cucinare (ma pure quelle che forse non avete intenzione di ma che forse potrebbero essere utili). Questo non per igiene, ma per evitare di lanciare sonore madonne quando vi servirà qualcosa che sarà affossato tra muffe e resti di cene passate. Togliete anche tutte le robe che si potrebbero rompere (pc, occhiali, tablet e che ne so) perché è sicuro che ci servirete il sugo sopra. Non fatevi aiutare, neanche, a meno che non abbiate un apprendista particolarmente veloce e che non se la prende se lo mandate a fanculo nei momenti meno felici della vostra arte culinaria.
Detto questo, cominciamo.

Le vongole non si puliscono. Una volta acquistate, le dovete mettere dentro una bacinella di acqua, coperte con un panno di stoffa perché sputano e poi vi bagnano i pavimenti.
Le cozze invece vi tocca pulirle, a meno che non ci pensi il vostro pescivendolo. Pulirle non significa LUCIDARLE, bensì togliere il filetto che sporge da ogni guscio e levare le alghe più pelose. Ecco l’esempio di una cozza pulita.

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A questo punto si accendono i fornelli.
Prendete una pentola piuttosto capiente, larga, di cui possedete un coperchio. Metteteci dentro UN cucchiaio di olio, scaldatelo per un minuto mentre tagliate uno dei due spicchi d’aglio e la prima parte del prezzemolo.

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Mettete il tutto in pentola, fate soffriggere per pochi minuti, stando attenti a non bruciare l’aglio (non deve diventare marrone scuro, solo sul giallino, quindi usate la fiamma bassa e se per caso vi sembra di essere in ritardo con il lavoro togliete semplicemente la pentola dal fuoco, non succede niente). Una volta che l’aglio vi sembra pronto (un minuto è più che sufficiente), mettete cozze e vongole insieme. Se vedete qualche cozza col guscio rotto o aperto buttatela via, perché non si sa mai. Inserite anche il prezzemolo, poi chiudete con un coperchio. Se volete potete mettere già pepe (e peperoncino), se vi interessa avere il sughetto finale già speziato.

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Ci metteranno pochissimi minuti a cuocersi. Dopo un minuto aprite, girate con un cucchiaio i frutti di mare, richiudete. In meno di cinque minuti dovrebbero essere tutti aperti (spegnete il fuoco) e pronti per la prossima fase.

Nel frattempo fate bollire l’acqua della pasta (un giorno farò un tutorial pure per ‘sta cosa semplice, per ora limitatevi a riempire una pentola d’acqua fredda, metterci un po’ di sale grosso, chiudere con un coperchio ed attendere le bolle).

Mentre attendete le bolle, comincerete un’operazione che probabilmente vi costerà qualche ustione semplice alle dita. Dovrete infatti prendere le cozze (e le vongole, se volete, ma di solito sono più attaccate ai gusci e sono soprattutto più piccole e gestibili nel piatto) e sfrattarle da casa. Buttate via i gusci, tenete da parte i molluschi. Tenetene qualcuno integro per abbellimento, ma vedrete che molte vongole non vorranno abbandonare il luogo natio, quindi la cosa avverrà in modo naturale. Non buttate via il brodino lasciato, lo useremo dopo.
Quando avete finito di sgusciare, prendete una padella per la parte finale. Padella che dovrà contenere i frutti sgusciati e la pasta, quindi regolatevi con la misura.

Tagliate l’altro aglio e l’altro prezzemolo.
Mettete un cucchiaio di olio nella padella, scaldatelo e poi fate soffriggere l’aglio (e il peperoncino, nel caso vogliate metterlo). Appena l’aglio è soffritto (ricordatevi, non deve essere marrone) buttateci dentro i molluschi e fate saltare per un minuto o due a fiamma sempre bassa.
A questo punto l’acqua avrà iniziato a bollire e voi avrete già calato la pasta (seguite i numeri scritti sui pacchi, per la cottura, sono sempre giusti e, nel caso ci sia la cottura al dente, usate quella). Pronta la pasta, scolatela e cacciatela nella padella con l’aglio. Accendete la fiamma sotto la padella, aggiungete il prezzemolo, un po’ di pepe ed aggiungete anche due o tre cucchiai di brodino salato che vi permetteranno di avere una pasta bagnata ma non oliosa (non aggiungete altro olio, non occorre, a meno che non vi piaccia la ciccia… ma allora addio sapore delle vongole).

Basta, finito.

Non ho fotografato il piatto finito perché mi giravano le balle e stavo schiattando di fame, ma è venuta più che bene.
E sappiate che è stato più lungo spiegarlo che cucinarlo.

Sappiate pure che dopo un’ora che avrete mangiato, vi verrà fame di nuovo perché è il piatto più leggero del mondo.

Dimenticavo: se vi avanza il sughetto (più che probabile), potreste utilizzarlo per condire una pasta (aggiungete del pepe o del peperoncino se non l’avete già messo, ma mi raccomando non aggiungete sale). Potete tenere il condimento nel frigo per un paio di giorni (coperto).

Buttate via la spazzatura coi gusci delle cozze e delle vongole la sera stessa, sennò voi e casa vostra puzzerete per sempre.

E con questa immagine disgustosa vi auguro buon appetito.