Primi, Primi al forno

Macaroni and cheese (featuring Deapool Vs Matt Hazard)

Siccome si sa che io devo sempre stare sul pezzo sennò mi sento male, oggi metterò a confronto due giochi che non solo ho completato solo io, ma che sono pure vecchi.
Uno è Deadpool ed è uscito  nel 2013. Piaciuto più o meno a quasi tutti quelli che l’han provato, in generale si becca un fantastico sette dai siti di quelli che contano.
L’altro è Eat Lead: The Return of Matt Hazard ed è uscito nel 2009. L’abbiamo giocato in due ed i siti di quelli che contano gli affibbiano un triste 4. QUATTRO.

Lui ha vinto facile perché è già famoso.

Il parere del Kaiju – che vale 3 centesimi, ma almeno gioca per davvero i titoli di cui parla – è che Eat Lead e Deadpool siano (quasi) lo stesso gioco. Solo che Eat Lead è una figata totale ed è stato creato con la paghetta settimanale dei programmatori, Deadpool invece è multimilionario e TRISTE. Non che sia un brutto gioco in assoluto, ma diverte quasi niente, è troppo vecchio graficamente e tecnicamente, pieno di bug anche un po’ fastidiosi (non scusabili, perché il team è quello dei Transformers, quindi impaccati di soldi) e l’umorismo è HEY! SONO DEADPOOL! HO DETTO TETTE! RIDIAMO!

Quanto ridere.

Elenco breve dei difetti tecnici: la telecamera è tremenda, Deadpool si muove quasi in linea retta talmente è poco fluido, la grafica è misera (ma questo non importa molto, almeno non a me) e giocare è monotono dal minuto 1 al mese 6 in cui l’ho finito (perché ho dovuto costringermi a calci in culo a raccogliere il pad, ogni volta). Per non parlare delle orrende fasi platform che non capisco manco più perché inseriscono: se le distanze non sono calcolabili, se mi cambi la telecamera mentre salto, non potevi evitare? Il platform è forse il genere più complesso che esista, poiché deve essere supportato da una precisione dei comandi che la maggioranza dei giochi semplicemente non possiede. Sono fasi molto brevi, ma lo stesso rompono i coglioni.

Però si ride.

Oggettivamente, quanto fa ridere questo Deadpool? Pochissimo. Il vecchio Deadpool, quello degli albori, ha due battute ricorrenti: Tette e Tacos. È talmente tanto così che nelle ultime serie dei fumetti lui stesso si pone la domanda delle domande: Com’è possibile che la gente pensa che a me piaccia il cibo messicano al punto di avere la tourette?

Prenditela con i tuoi autori, caro Wade.

Quindi bisogna digerire battute su dimensioni dei cazzi, delle tette e via dicendo, compiendo così uno sgradevole viaggio nel tempo fino al 1994, circa.
Ah, ma DEAPOOL HA DELLE IDEE GENIALI!! Prende per il culo i giochi di ruolo giapponesi! È cosciente di essere un personaggio di un videogioco! QUANTO RIDERE.

Sì, certo. Solo che lo fa pure Eat Lead. Ed Eat Lead ha del genio per davvero, nonostante non troverai MAI questo punto di vista da nessuna parte. Anzi, ci sono recensori che consigliano di giocarci a fresbee, nel caso sventurato che qualcuno te lo regalasse.
Peccato che io non solo mi sia divertita da morire, ma l’ho addirittura PLATINATO.

Ecco qui il nostro eroe, Matt Hazard. È un gioco che non si è così tanto inculato nessuno che non ci sono gif animate sul web.

C’è di tutto: dagli zombie ai cowboy, passando per Wolfenstein e livelli costruiti mescolando 2d e 3d. Si perculano un po’ tutti i generi di videogiochi e di film senza abusare di citazioni super famose e trita maroni. Anche l’idea di creare un eroe finto celebre come Matt Hazard (con il suo background, cattivi storici e vecchi amici) è ottima.

Il gioco è DIFFICILE. Platinarlo è stato un mazzo tanto, certi boss e certe stanze me le sogno ancora, talmente mi hanno segnato. Persino quando ho abbassato la difficoltà a facile per raccogliere gli ultimi trofei, ho constatato che il cosiddetto facile equivale ad un normale se comparato a molti altri titoli dello stesso genere.

Ecco un cowboy.

Ogni stanza è stracolma di nemici (dai 18 ai 30, di media) e questi nemici sono diversi ed avrebbero bisogno di un’arma particolare per essere uccisi (muoiono lo stesso, ma con molti più colpi). Alcuni di loro sono invulnerabili agli attacchi corpo a corpo e, sempre se si gioca ad una difficoltà dignitosa, un solo proiettile causa la tua morte. Giocando alla massima difficoltà ho impiegato anche più di un’ora a superare una stanza (e no, normalmente non sono una pippa in questo genere di giochi).
I recensori che ne sanno, però, dicono che Eat Lead è talmente facile da essere imbarazzante, che manca di intelligenza artificiale. Insomma: che fa cagare.

Dove Deadpool ha un mini livello in 2d del menga (ormai idea stravecchia), Eat Lead ha scenari dove 2d e 3d vengono mescolati, con nemici che si alternano e devono essere ammazzati con metodi diversi. Dove Deadpool in sei secondi deride il non doppiaggio dei jrpg, Eat Lead ha un intero boss nipponico (forse il mio preferito).

Esempi belli.

Infine Matt Hazard è consapevole di essere in un videogioco, esattamente come Deadpool sa di vivere in un fumetto.
Davvero, sono lo stesso cazzo di gioco.

Oh, questo non significa mica che Eat Lead non abbia difetti, eh. ANZI.
Il gameplay se funzionasse sarebbe anche valido (hanno pure costruito un sistema di copertura molto utile), peccato che Hazard passi il suo tempo a non riconoscere la copertura, a circumnavigarla quando desideri alzarti o a perdere tempo prezioso improvvisando balletti senza andare un po’ da nessuna parte. A volte si dimentica di sparare, altre decide che deve assolutamente sporgersi e farsi crivellare. E  la copertura è cruciale, perché è lì che si passeranno decine di ore. Bei problemoni, quindi.

Ah, si usano pure armi cretine, perché non ci facciamo mancare niente.

L’ultimo livello, infine, è talmente pieno di nemici che il gioco va al rallentatore. Di solito non mi lamento MAI dei problemi creati dal frame rate, ma in questo caso è IMPOSSIBILE. Sono morta decine e decine di volte solo per l’impossibilità fisica di compiere qualsiasi azione. Molto frustrante.

Eppure, nonostante questi difetti, i pregi nella storia, nel personaggio e nel gioco in sé sono talmente tanti che la mia reazione è stata STICAZZI.
Un po’ lo stesso stupore provato per Deadly Premonition: vecchio tecnicamente, con una grafica che maperfavore, eppure è uno dei pochi titoli davvero memorabili.

Di cui non parlerò oggi, perché abbiamo un po’ tutti fame e quindi basta.

Hai ragione, andiamo a mangiare.

Hai presente quando nei film preparano – rigorosamente al microonde – i macaroni and cheese?
Ecco, oggi ci mangiamo quelli. Se vai in giro per i siti americani o inglesi, ti presenteranno questa pasta come una roba di alta cucina. E invece sai cos’è? Una pasta con una besciamella stracarica di formaggi, ripassata in forno. Punto.
Facilissima e manco tanto lunga da preparare, l’unica difficoltà sarà aspettare quella ventina di minuti per farla raffreddare un po’, così diventa più buona. 
Lo confesso, io non ce l’ho fatta e me la sono mangiata ustionandomi l’esofago.

Ho più o meno provato le stesse sensazioni di questo tizio.

Essendo una pasta col formaggio, senza particolari regole, dentro ci puoi metter quello che vuoi. Io ho usato un misto di parmigiano, mozzarella e cheddar, ma tu puoi cambiare i formaggi come ti pare. L’importante è che usi 200 grammi di formaggio vario per la quantità di pasta che ti sto dando io: non è un piatto dietetico, quindi rassegnati.

Ultima precisazione per la mozzarella, poi partiamo: devi usare quella merdosa. Quella che forse un tempo fu mozzarella – o almeno così ci narrano gli antichi – ma oggi è un grande monolite bianco inodore e quasi insapore.
Questo:

Questo perché non deve cacciare acqua di nessun genere. Se non vuoi darmi retta fai pure, ma se poi ti vengono dei maccheroni e formaggio indecenti non puoi prendertela con me.
Go, go, go!

Per preparare dei macaroni and cheese, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta. Io ho usato delle specie di conchiglie;
  • 75 grammi di parmigiano;
  • 100 grammi di mozzarella + 25 di cheddar (ma anche tutta mozzarella o tutto cheddar, oppure mozzarella e gorgonzola oppure boh, fontina… scegli quello che vuoi).
  • noce moscata, pepe, sale;
  • la besciamella, che devi preparare con 500 grammi di latte parzialmente scremato a temperatura ambiente, 50 grammi di burro e 40 grammi di farina.
A Quentin il piatto è piaciuto tantissimo e lo consiglia a tutti i suoi amici.

Metti l’acqua sul fuoco. Quando bolle ricordati di salarla.
Mentre attendiamo le bolle, grattugiamo i formaggi.

In un piattino a parte preleva 25 grammi di parmigiano e 25 grammi di mozzarella. Useremo questo formaggio per gratinare quando ripasseremo il tutto al forno.

Prepariamo la besciamella. Fermo restando che trovi tutto il procedimento dettagliato qui, ripassiamo le basi.

Pesa prima di tutto gli ingredienti: metti 500 grammi di latte in una brocca, 40 grammi di farina in un piattino.
Caccia i 50 grammi di burro nel pentolino che hai scelto di usare (un pentolino abbastanza capiente da poter contenere tutto il latte) e fallo sciogliere a fiamma bassa.

Unisci la farina e mescola tutto benissimo con un cucchiaio di legno.

Appena farina e burro hanno formato la loro pappetta, versa il latte. Aggiungi sale, pepe ed un po’ di noce moscata.

Adesso armati di frusta (elettrica o a mano) e mescola il tutto, muovendo soprattutto il fondo per evitare che l’intruglio farina-burro rimanga là sotto. 
Puoi usare una fiamma medio bassa per velocizzare un po’ tutta l’operazione della besciamella, ma non fare andare mai il tutto a cannone: non dobbiamo fare bollire il latte, né formare grumi. Vai avanti con calma, piano piano vedrai che il tutto si addenserà.

Mentre ti occupi della besciamella, fai cuocere la pasta e tirala fuori 4 minuti prima del tempo indicato sulla confezione. Se la pasta arrivasse in anticipo non c’è da preoccuparsi: lasciala riposare nello scolapasta.

Questa volta ci dobbiamo fermare qualche minuto prima del solito: dobbiamo infatti creare una besciamella morbida, non densissima, poiché dentro ci dobbiamo cacciare i formaggi.
Quindi quando la besciamella è quasi pronta abbassa la fiamma al minimo e cacciaci dentro i formaggi (tranne i 50 grammi che dobbiamo usare per la gratinatura).
Mettili dentro un po’ per volta. Tipo così e mescoli:

Poi aggiungi il resto e mescoli di nuovo. I formaggi si ingloberanno alla besciamella in maniera perfetta.

Accendi il forno a 200 gradi.

Versa pure la pasta dentro alla besciamella e mescola.

Riversa il tutto nella teglia che hai deciso di usare.
Cospargi con i 50 grammi di formaggio tenuti da parte:

Inforna. 200 gradi per circa 10 minuti: è tutto pronto, deve solo gratinarsi bene.
Ecco qui l’aspetto che devi ottenere:

Il mio consiglio è quello di fare aspettare i macaroni and cheese in forno, per almeno 20 minuti. Anzi, ancora meglio sarebbe prepararli il pomeriggio e poi riscaldarli per la sera.

Comunque sia, fai i piatti e ti ritroverai un grande blob di formaggi e pasta:

Siccome c’ho fame e mi piace il food porn, ecco uno scatto ravvicinato:

Ciao e buon appetito!

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Primi, Primi al forno

Lasagne al ragù bolognese.

Non consiglio di mangiarti mezza teglia di lasagna tutta insieme, perché sai quante calorie sono? 2000. Ho fatto i calcoli, non ho sparato un numero a caso: sono proprio 2000.
E, calorie a parte, sarebbe una mazzata per lo stomaco che levati: o ci vai preparato, pronto ad una notte da Pazuzu, oppure te la mangi per due giorni di seguito. Tanto l’indomani è pure più buona.
Oltre al fattore ciccia, c’è pure il fattore tempo: preparare le lasagne al ragù è un lavoro che richiede almeno una giornata di anticipo. Il ragù infatti, come quasi tutto quello che si cuoce lentamente, ha bisogno di riposare per essere al suo meglio.
Quindi un giorno lo dedichi al ragù, il giorno dopo ti dedichi alle lasagne ed a tavola stai pure attenta a non essere invasa dal demone della golosità.

Ti capisco, è un po’ l’unica reazione possibile alle righe appena lette.

Tante insidie, me ne rendo conto, ma ne vale la pena.
E poi è un piatto facilissimo da preparare, bisogna solo decidersi.

In questo post ti mostrerò solo come si assemblano e cuociono le lasagne, poiché il resto già lo hai imparato.
Qui trovi la ricetta della besciamella.
Qui trovi la ricetta del ragù bolognese.
Qui trovi la ricetta per preparare la pasta all’uovo in generale.
Qui come si gestiscono le lasagne preparate da noi.

Eh no, se non hai voglia di fare un cazzo non c’è bisogno di allarmare tutti. Ordina la pizza e stai zitto.

Riassumiamo gli step per arrivare finalmente qui:

  • un giorno prima prepara il ragù;
  • il giorno seguente prepara la pasta per le lasagne. Crea l’impasto, fallo riposare 30 minuti;
  • durante quei 30 minuti crea la besciamella e gratta il parmigiano a polvere;
  • stendi la pasta in sfoglie sottili e larghe, che sarebbero le future lasagne.

Ora hai tutto e quindi partiamo.
Go, go, go! e sigla!

Sigla!

Per preparare una teglia di lasagne, per due persone che mangeranno per 4, hai bisogno di:

  • Lasagne per 3 persone. Ne userai circa la metà, ma è difficile essere precisi. 3 persone significa 3 uova e 300 grammi di farina 00;
  • besciamella creata con mezzo litro di latte, le cui dosi trovi qui. Comunque: 500 ml di latte, 50 grammi di burro, 40 grammi di farina 00, noce moscata, sale e pepe opzionale;
  • la stessa quantità di ragù che abbiamo preparato qui. Non ripeto tutte le dosi perché è troppa roba.
  • circa 40 grammi di parmigiano grattugiato a polvere;
  • un cucchiaio d’olio per ungere la teglia.

La teglia che sto usando è 25X20.

Raccomandazione: una volta completata la cottura, la lasagna deve rimanere nel forno spento per almeno un’ora. Diventa incredibilmente più buona.

Ungi la teglia che userai per le lasagne. Basta un cucchiaio d’olio e poi lo cospargi bene con le mani.

Cospargi con poco ragù, tanto per creare una base per non fare attaccare tutto.

Ne basta poco.

Adagia il primo strato di lasagne:

Parentesi sul come creare gli strati di lasagne. Come vedi dalla foto non è un foglio unico, poiché difficilmente avrai creato una sfoglia larga e lunga esattamente come la teglia che devi usare.
Quindi munisciti di rotella taglia pizza o di coltello e prendi le misure.
Come? Io appoggio la teglia sulla sfoglia, capisco più o meno quanto deve essere larga e poi taglio qualche millimetro più stretto perché sennò poi non ci entra.

Va da sé che la seconda parte dovrai farla un po’ più stretta ancora perché la prima pasta copre ben più di metà della teglia.
Con i culi rabbocchi quello che rimane. Cosa sono i culi? Le parti esterne della sfoglia, quelle che di sicuro non sono venute quadrate:

I culi di sfoglia.

Torniamo alle lasagne.

Se vuoi puoi mescolare ragù e besciamella e creare una crema unica e spalmi quella.
Altrimenti versa qualche cucchiaio di ragù sulla sfoglia:

Sempre col cucchiaio la spargi bene per tutta la superficie:

Poi versi qualche cucchiaio di besciamella:

e sempre col cucchiaio la spandi sopra tutto il ragù:

Crea ora un altro strato di lasagna:

Vedi quella cosa che indico col dito? Quello è il tipico rabbocco creato col culo della sfoglia.

Ripeti le operazioni di lasagna-coperturadilasagna-lasagna-coperturadilasagna fino a conclusione degli ingredienti. Con le dosi che ti ho dato dovresti essere in grado di creare 5 strati di lasagne.
Quando arrivi all’ultimo (che poi sarebbe la superficie) mescola besciamella e ragù insieme e riversa entrambi sulla pasta:

Distribuiscile bene, poi ricopri con il parmigiano grattugiato:

Bisogna infornare!

200 gradi per 20-25 minuti, a seconda del forno. Controlla sempre, poiché i tempi sono indicativi. Il formaggio deve formare una crosticina sbruciacchiosa. Tipo così:

Se dopo 25 minuti non fosse ancora abbastanza bruciacchiato, passa a modalità ventilata ed alza la temperatura a 210.

Ma secondo me la lasagna è davvero bella quando la si taglia a fette:

Falla raffreddare più possibile e, se la devi riscaldare, accendi il forno a 180 gradi, modalità ventilata. 

Ecco qui un Kaiju molto contento del risultato:

Ciao e buon appetito!

Primi, Primi al forno

Lasagne ai funghi.

So che, come me, quando pensi alla parola Lasagna sei sopraffatta da due sentimenti contrastanti: da una parte la voglia di mangiarne a quintali, dall’altra il tedio pensando alle ore trascorse per cucinarla.

Quindi da quanto non mangi lasagne?
Io era tipo seimiladuecentoquarantacinque anni. E no, non stavo benissimo.

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A volte venivo sopraffatta da crisi isteriche improvvise. E tutto per colpa della rota da lasagne.

Poi mi sono ritrovata con della sfoglia in più perché stavo facendo altra roba ed ho pensato che fosse giunto il momento. E adesso te lo dico: non è stato terribile per niente.

È saggio pensare di preparare la sfoglia il giorno prima, più che altro per abbreviare i tempi: come ben sappiamo l’impasto deve riposare un’oretta, poi lo si può lavorare. Però c’è un inconveniente: se la fai seccare, devi pure scottarlo in acqua, che è una gran rottura di coglioni.
Preparare la pasta lì per lì può farti allungare un po’ i tempi di lavorazione, ma la sbollentatura non è più obbligatoria. Decidi tu come preferisci soffrire.

Cominciamo subito, che è una roba lunghetta.

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Go, go, go!

Per preparare delle lasagne ai funghi per due persone – ma anche tre – hai bisogno di:

  • Sfoglia. Ti spiegherò delle cose nel post, ma la ricetta base è sempre questa. Ti consiglio di preparare l’occorrente per tre persone, quindi 3 uova + 300 grammi di farina 00. Con tutta probabilità avanzerà, ma meglio l’abbondanza che ritrovarsi a bestemmiare;
  • 600 grammi di funghi. Io ho usato 300 grammi di pleurotus e 300 di champignon. Scegli quelli che vuoi, ma tieni conto che alcuni funghi hanno bisogno di un trattamento diverso da quello che ti indicherò io;
  • mezza cipolla bianca;
  • un po’ di burro;
  • 120 grammi di parmigiano circa (anche più abbondante).
  • Besciamella. Per la besciamella hai bisogno di un litro di latte parzialmente scremato, 75 grammi di burro e 75 grammi di farina, una bustina di zafferano, pepe bianco e sale. Anche se la besciamella base l’abbiamo già imparata qui, ti spiegherò di nuovo come fare perché questa è leggermente differente.

Iniziamo dalla sfoglia.
Le uova devono essere a temperatura ambiente e, come ormai ti ho già ripetuto cento volte, l’impasto deve riposare un’ora per amalgamarsi bene. Diventerà più morbido e più profumato, quindi il tempo di riposo non è una roba che puoi evitare. 
Per questo ti consiglio di preparare la sfoglia il giorno prima e lasciarla riposare sul tavolo, coperta da un panno.

Il procedimento lo trovi qui. L’unica differenza è che, invece di tagliare la pasta in tagliatelle, la devi lasciare nella fase strisce lunghe:

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Domanda logica numero uno: come faccio a trasformare quei lenzuoli in lasagne?
Risposta semplice. Ti basta tagliare in rettangoli la pasta, con l’aiuto di un tagliapizza. O un coltello.

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Non c’è alcun bisogno che siano tutti uguali, né di forma né di lunghezza. L’importante è formare degli strati, nessuno saprà mai come sono fatti.
Fai delle prove con la sfoglia appena fatta, con la teglia che hai scelto di usare.
Alla fine devi fare degli strati pensando al tetris. E se parte della sfoglia dovesse sovrapporsi, non ha alcuna importanza.
Esempio:

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Ora cominciamo con la preparazione delle lasagne vere e proprie.
Se hai fatto come me e l’hai preparata il giorno prima, ti tocca sbollentarle.

Se hai deciso di preparare la pasta tra un fungo ed una besciamella, puoi saltare tutta questa parte e passare subito ai funghi.

Metti dell’acqua salata a bollire, con dentro tre cucchiai d’olio: ci servirà per scottare la sfoglia. È un’operazione forse trascurabile, ma io preferisco non rischiare di avere la pasta croccante e non cotta, nella teglia. 30 secondi di bollitura ti levano ogni possibile dubbio.
L’olio serve per evitare che la pasta si possa attaccare.

Mentre aspetti che l’acqua bolle, occupiamoci dei funghi.
Trita la cipolla col tritatutto o comunque a pezzetti molto piccoli.
Metti un cucchiaio d’olio in una padella e fai stufare la cipolla, a fiamma bassa.

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Tampona i funghi con un panno bagnato per eliminare la terra in eccesso, poi tagliali a pezzetti. Ti ricordo che né champignon né pleurotus devono essere lavati sotto il getto d’acqua.

Mano a mano che li tagli, cacciali in padella.

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Salali leggermente e fai cuocere a fiamma medio bassa, girando spesso. Ci vorranno circa 15 minuti.
Nel frattempo l’acqua della pasta starà bollendo, quindi puoi immergerci i quadrati di sfoglia.

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Rimetti il coperchio alla pentola e, appena l’acqua torna a bollore, scola la pasta.
Stendila sul tavolo, su dei panni puliti.

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Durante quest’operazione anche i funghi dovrebbero essere pronti. Eccoli:

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Metti da parte anche loro e prepariamo la besciamella.
In un pentolino metti i 75 grammi di burro e i 75 grammi di farina.

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Fai scaldare il tutto a fiamma molto bassa, girando continuamente con un cucchiaio di legno. Si formerà questo composto:

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Versa il litro di latte, la bustina di zafferano e cospargi con del pepe bianco. Aggiungi anche il sale.

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Fai cuocere a fiamma medio bassa, girando con delle fruste elettriche. Non c’è bisogno che giri continuamente, ma intensifica il mescolamento mano a mano che il latte si addensa. Se dovessero formarsi dei grumi puoi anche pensare di usare un mixerino ad immersione per levarli. Metodo per cui ti schiferanno tutte le fashion blogger, ma funziona.

La besciamella ci serve parecchio morbida, perché dobbiamo spalmarla. Quindi fermati poco dopo l’inizio dell’addensamento e falla riposare per 5 minuti.
Ecco come deve essere (foto scattata prima del tempo di riposo, ovviamente):

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Gratta i 120 grammi di parmigiano e tira fuori il burro dal frigo, che ci serve un po’ morbido.

Accendi il forno a 200 gradi.

Incredibile ma vero, abbiamo tutti gli elementi. Dobbiamo solo assemblare.

Versa un po’ di besciamella sul fondo della teglia che hai scelto di usare:

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Ricopri con della pasta:

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Versa altra besciamella e cospargi di funghi:

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Spolverizza con del parmigiano:

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Ricopri con dell’altra pasta:

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e ripeti l’operazione finché hai elementi.
Tieni conto che non devi COLMARE di roba ogni strato,  ne basta poca. Io sono riuscita a farcire sei strati. Ne avrei voluto fare sette come la mamma di Gargiulo ma non mi sono bastati i funghi.

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La mamma di Gargiulo.

Tornando alle nostre lasagne, ecco che stiamo per arrivare all’ultimo strato:

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Strato su cui devi mettere dei fiocchetti di burro, sparsi un po’ ovunque:

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Metti in forno e lascia cuocere a 200 gradi per 20-25 minuti. Se dopo questo tempo la lasagna non avesse ancora un aspetto bruciacchiato, aumenta a 210 e passa a modalità ventilata.
Ecco l’aspetto che deve avere:

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Ma è da tagliata che fa la sua porca figura:

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Un’altra, perché dopo che uno sta in cucina per due ore, mostrare il capolavoro è obbligo:

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E dopo tutto questo cucinamento puoi finalmente sederti e strafogarti, come ci si aspetterebbe da ogni Garbage Pail Kid che si rispetti.

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Esempi di vita.

Ciao e buon appetito!