Torta salata con gorgonzola, pere e noci.

Solite premesse. Ti sto proponendo qualcosa di buono buono, ma con le ormai consuete avvertenze: è molto calorico e molto grasso. In più non sfama tantissimo, poiché le torte salate con la sfoglia hanno un po’ questo problema (almeno non bastano a soddisfare lo stomaco di un Kaiju bisognoso).
Però merita, quindi credo possiamo urlarlo tutti in coro:

Ecco.

Per una volta le dosi non sono assolute: ti ricordo che vivo in teronia e qui il gorgonzola è una roba mistica. Trovarsi si trova, ma è anche di qualità un po’ così. Molto meno saporito di quello che mangiavo quando vivevo nelle terre dei Nord.
Quindi io l’ho tagliato con il philadelphia, ma il minimo indispensabile.

Ragazzi che tagliano il gorgonzola con roba buona.

Vedi tu come adeguarti con le dosi, l’importante è che mantieni il peso di riferimento del formaggio, perché altrimenti ti ritrovi con poca crema.

Go, go, go! che c’è un certo appetito.

Uso uno stampo da 20 cm di diametro.

Per preparare una torta salata con gorgonzola, noci e pere, per due persone, hai bisogno di:

  • un rotolo di pasta sfoglia rotonda;
  • 200 grammi di gorgonzola. Piccante, dolce… vedi tu;
  • 80 grammi di philadelphia. Come scrivevo sopra, anche questa quantità va a tuo gusto;
  • 30-40 grammi di noci (peso pulito);
  • pepe;
  • una pera (non ha importanza il genere);
  • marmellata di fichi. O di cachi. O di pere. O di mele. O quella che per te si intona meglio;
  • un goccio di latte;
  • 30 grammi di parmigiano.

Le foto non sono un granché perché la crema al formaggio è superbianca, ma credo ci capiremo comunque.

Inizia a spaccare le noci, che è la parte più lunga.
Gratta il parmigiano.

Togli la crosta al gorgonzola, poi riducilo a pezzi e mettilo in una ciotola.

Caccia dentro anche gli 80 grammi di philadelphia, un po’ di pepe e i 30 grammi di parmigiano. Con l’aiuto di una forchetta lavora i formaggi e cerca di creare una crema, aggiungendo un po’ di latte per renderla un po’ più liscia.

Se i formaggi sono troppo duri ed il lavoro sembra impossibile, non ti incazzare: prendi la ciotola e mettila nel microonde. Massima potenza, pochissimi secondi: non devi sciogliere tutto, solo ammorbidirli. 

Lavora di nuovo con la forchetta, aggiungendo latte, fino ad ottenere una pappetta densa e non liquida.

Srotola la pasta sfoglia e bucherellala ovunque con una forchetta:

Adagia sotto, al centro, il piatto della tortiera:

Ora cominciamo a farcire la parte difficilissima: quella con la marmellata.
Dobbiamo infatti formare un cornicione tipo quello della pizza. Quindi versa la marmellata per tutto il bordo:

Con santa pazienza richiudi su se stesso il bordo esterno. Non ha importanza se viene brutto o irregolare, il risultato finale sarà splendido lo stesso:

Accendi il forno a 200 gradi, modalità statica.

Adesso dobbiamo mettere questa base dentro la tortiera. Quindi sollevala con tutto il piatto e la sua carta e mettila dentro al “bordo” della tortiera, per rimontarla. 
Una volta che ce l’hai fatta puoi versare tutta la crema di formaggio:

L’urlo ‘STICAZZI puoi tirarlo fuori pure se, come noti nella foto, un po’ di marmellata uscisse dal cornicione. Non ha davvero importanza.

Taglia a fettine abbastanza sottili una pera ed adagiala sulla superficie della crema. Puoi anche metterne di più di quella che ho messo io, foderando tutto in maniera più fitta:

Ora rompi in maniera grossolana le noci e gettacele dentro.
Bucherella tutto il cornicione con la forchetta.

Ci siamo.
Inforna. 200 gradi in modalità statica per 30 minuti circa. Vedrai che è tutto pronto quando i bordi saranno colorati e pure la superficie sarà parecchio abbronzata. 

Se parte della sfoglia si gonfiasse, formando delle colline, apri un attimo il forno e bucherella quella parte con una forchetta: significa solo che hai bucato di merda la sfoglia, non è grave.

Esauriti i 30 minuti ecco cosa dovresti avere davanti:

Io l’ho mangiata sia appena fatta che dopo un paio d’ore e ti posso assicurare che fredda (o almeno QUASI fredda) dà il meglio di sé.

Ecco una fetta da vicino:

Capitan Ovvio: mangia la crema gorgonzolata insieme al bordone con la marmellata. Un misto di sapori TOTALE.

Ciao e buon appetito!

Per una volta non è vero che the cake is a lie.

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Pasta col ragù di coda.

Due le cose che devi sapere prima di andare in missione per cercare code di manzo da sbranare.
Innanzitutto renditi conto che dopo aver mangiato ‘sta roba difficilmente riuscirai a fare una passeggiata. Pure trascinarti verso il letto per dormire sarà un’impresa eroica, cantata dai bardi di tutto il Ferelden.

Tu sei quello lì al centro.

E poi preparati, perché troverai gente che si autoinvita a cena, poiché già solo l’odore è così buono che risveglia pure i morti.

Accade questo.

Non mi ci metto proprio a chiamarla Coda alla Vaccinara, pure se è effettivamente quello che ho tentato di cucinare. Perché poi lo so che arrivano quelli che si autodefiniscono Romani Doc (mai capiti, quelli che tentano di costruirsi un’identità basata sul luogo di nascita) e mi cagano il cazzo.

Aggiungici che nel cercare di preparare questo piatto c’è il solito problema: ne esistono mille versioni. Bollire la coda o non bollirla? Le uvette ce le mettiamo? E il cacao?

Sguardi di chi, alla parola CACAO. deve prendere decisioni difficili.

Ho impiegato tre settimane tre per riuscire ad ottenere una coda dal mio macellaio e la cottura dura tre ore: non me la sono sentita di sperimentare tantissimo, dato che non l’avevo mai assaggiata.
Quindi il cacao ce l’ho messo, ma poco e solo sopra un pezzo di coda, per assaggiare. Peccato che il pezzo cacaoato sia ancora nella pentola, perché lo scontro PizzakaijuVSCoda non si è concluso con la vittoria. Troppo pesante persino per un mostro come me.

Posso però assicurati che, uvetta, cacao o addirittura cioccolata a lamelle a parte, il sugo era così buono che ho fatto la scarpetta direttamente dalla pentola.

Ed io non faccio mai la scarpetta.

Come base ho usato il video di Max Mariola, che ti linko alla fine del post.

Go, go, go!

Per preparare della pasta con ragù di coda, per due persone, hai bisogno di:

  • una coda di manzo. Di solito si aggirano intorno al chilo e mezzo (la mia era da un chilo e due);
  • 180 grammi di pasta corta. O lunga;
  • 100 grammi di vino bianco;
  • 2 barattoli di pelati;
  • 50 grammi di cipolla bianca, 50 grammi di carota, 50 grammi di sedano;
  • 50 grammi d’olio totali;
  • sale;
  • 10 grammi di cacao (se hai il coraggio, altrimenti prova prima senza e poi ne riparliamo). Va benissimo anche del cioccolato fondente tagliato a lamelle sottilissime;
  • 20 grammi di pinoli;
  • parmigiano (o pecorino) facoltativo da mettere sui piatti. Proprio poco.

Ciao, ti presento la coda.

Già tagliata dal macellaio.

Prepariamo prima tutti gli ingredienti.
Versa i pelati in una ciotola e tritali col mixer. Mi raccomando: con un po’ d’acqua recupera tutto il pomodoro che c’è nei barattoli e versa nella ciotola pure quel liquido. 

Lava carote e sedano e togli la parte esterna di entrambi con un pelapatate.
Poi taglia tutto a pezzi, taglia anche una cipolla e crea un trito. Col mixer o a mano, a seconda delle tue possibilità.

Apri la bottiglia di vino e partiamo.

In una pentola di cui possiedi il coperchio versa 30 grammi d’olio. Falli scaldare a fiamma alta, poi inserisci la coda.

Falla rosolare bene, a fiamma alta, su ogni lato. Aiutati con una pinza per girare i pezzi ed attenta che l’olio schizza e brucia.
Devono essere colorati su tutta la superficie esterna.

Siccome i pezzi hanno grandezze variabili, mano a mano che sono pronti prelevali con aiuto di spatole e pinze e mettili su un piatto.

Ecco l’aspetto che devi ottenere:

Sempre con la fiamma alta versa i 100 grammi di vino bianco in pentola, così stacchiamo tutto il grasso dal fondo.

Fai evaporare per pochi secondi, poi abbassa un po’ la fiamma e caccia dentro il trito di verdure.

Mescola bene, fai andare per un minuto e poi rimetti dentro i pezzi di coda.

Fai insaporire per un paio di minuti, mescolando il tutto.

Versa ora il pomodoro.

Aggiungi il sale, poi sposta la pentola nel fornello più piccolo che hai.
Raggiungi un leggero sobbollore e fai cuocere per tre ore con il coperchio o chiuso o semichiuso (dipende dalla tua fiamma: io non ho un fornello minuscolo, quindi devo per forza tenere semichiuso sennò bolle a cannone).

Dopo un paio d’ore vai a controllare se il sugo è troppo evaporato, nel caso aggiungi un po’ d’acqua.

Esaurite le tre ore di cottura il sugo si sarà rappreso di brutto:

Controlla che la coda sia davvero cotta: prelevane un pezzo e prova a staccare la carne dall’osso, con coltello e forchetta. Se viene via (con un po’ di resistenza, ma non eccessiva), ci siamo.  Assaggiala, anche, se hai dubbi. Il gusto della carne cotta e morbida dovresti conoscerlo.

Ci siamo.

Non è finita qui, ma quasi.

Metti l’acqua della pasta a bollire.
Togli il coperchio dalla pentola con la coda. Intanto assaggia il sugo e, se occorre, aggiusta di sale. Poi aggiungi i 20 grammi di pinoli.
Se sei coraggiosa questo è anche il momento del cacao: io l’ho messo, ma concentrato su un pezzo solo, come puoi notare.

Mescola leggermente e fai cuocere il tutto, a fiamma super bassa e senza coperchio, per altri 15 minuti. 

È il momento di spegnere e di attendere la pasta.
Riversa tutta la roba codosa in una ciotola dove potrai condire la pasta, poi preleva i pezzi di coda e ricacciali nella pentola (saranno il tuo secondo, chiudi col coperchio per tenere in caldo).

Appena la pasta è pronta cacciala nella ciotola col sugo.

Mescola bene bene e prepara i piatti. Metti anche un pezzo di coda su ogni porzione, così se uno ha voglia se la disossa un po’ e la caccia nel piatto.
Ecco qui cosa dovresti avere davanti:

Se vuoi spolvera con il formaggio, ci sta bene ma non è fondamentale.

Una volta sbafata questa pasta spettacolare puoi passare al secondo: che si mangia con le mani, in maniera ignorante e sporcando l’universo tutto.

Tieni a portata parecchi fazzoletti, ti serviranno.

Ciao e buon appetito!

Frittelle di feta e zucca.

Stasera si frigge.

Lo sguardo di chi ha già sentito questa frase.

Avevo promesso delle frittelle molto più buone di quelle zucchinose e sono qui per mantenere il giuramento solenne.
Sappi che dentro c’è la zucca, certo, ma soprattutto c’è la feta.
Più che frittelle sono delle bombe che ti si piazzeranno sullo stomaco e non se ne andranno tanto facilmente.
A differenza di quelle zucchinose, infatti, ti consiglio di usarle come cena, perché qualsiasi cosa tu volessi ingerire prima o dopo ti farà pentire di essere nata.

E puoi inventarti tutti gli esercizi strani che vuoi, sei destinata a fallire contro le bombe di feta.

Ho rubato la ricetta ad Apriti Sesamo, usando però il procedimento imparato ieri per far cacciare l’acqua dalla verdura.
E sappi che la zucca è composta al 99 per cento di acqua, a quanto pare.

Ora basta anticipazioni: Go, go, go!

Una gif che vuole simboleggiare quello che sta lì e pensa Ecco, l’ennesima giornata di palestra buttata. 

Per preparare delle frittelle di zucca e feta, per due persone, hai bisogno di:

  • 2 uova;
  • 200 grammi di feta;
  • 350 grammi di zucca;
  • 100 grammi di farina;
  • sale;
  • olio per friggere. Non mi stancherò mai di ripetere che non uso l’olio di semi, bensì l’olio extra vergine di oliva. È meno pesante, più sano e poi raggiunge delle temperature più elevate, che non guasta. Non usarne uno buono, va benissimo un qualsiasi olio industriale.

Pulisci la zucca: togli i semi e i filamenti e tutta la buccia.
Grattugiala con i fori grandi della grattugia e mettila in una ciotola: caccia un po’ di sale e mescola. Lasciala riposare mentre prepariamo tutti gli altri ingredienti.

Apri la feta e sciacquala sotto l’acqua corrente fredda. Dobbiamo togliere il liquidino in cui risiede dalla notte dei tempi.

Rompi le uova e mettile in una ciotola. Come dico sempre, spaccane una per volta in un bicchiere e poi travasale, sempre una per volta, nella ciotola grande: eviterai spiacevoli conseguenze con i gusci.
Sbatti brevemente le uova, poi sbriciola lì dentro la feta, con le mani e in maniera grossolana.
Mescola bene.

Nel frattempo la zucca avrà cacciato un po’ d’acqua. Scolala più possibile, poi mettila sopra ad uno strofinaccio pulito. Chiudi lo strofinaccio e strizza il tutto finché non uscirà più liquido.

Ci vorrà qualche minuto ed un po’ di forza.

Quando riaprirai la zucca avrà dimezzato il volume e sarà diventata così:

Spezzettala con le mani dentro la ciotola e mescola bene il tutto.

Versa anche 100 grammi di farina e mescola ancora, fino ad incorporarla del tutto.

Siamo pronti per iniziare a friggere.
In un pentolino versa un paio di dita d’olio: non è una frittura ad immersione, le frittelle devono essere coperte giusto per metà. 
Lascia andare a temperatura l’olio per qualche minuto, a fiamma media.

Prendi due cucchiai: con uno raccogli un po’ d’impasto dalla ciotola, con l’altro spingi l’impasto dentro all’olio caldo. Fai la prova con una frittella per vedere se l’olio è pronto: se quando l’appoggi frigge, si può partire ufficialmente.

Friggi pochi pezzi per volta, altrimenti la temperatura dell’olio si abbassa. Ci vorranno 5-6 minuti a frittella, forse anche qualcosa di più: la feta è molto umida e così la zucca.
Ogni tanto girale per farle dorare bene su ogni lato.
Appoggiale poi su un piatto coperto da carta assorbente per fare colare via l’olio in eccesso.
Un paio di minuti di riposo bastano, poi puoi impiattare.

Ecco cosa dovresti avere davanti:

Ciao e buon appetito!