Ravioli ‘nduja e stracciatella

Ormai è un fatto che più vado avanti (dove non si sa, ma si va) e più le mie necessità alimentari si semplificano. Non è un caso che gli ultimi due post siano riso bollito con. In sostanza è quello che mangio la metà delle volte e quando non è riso, si tratta di roba elementare. Gli ultimi miei pasti, in ordine sparso: riso con mais e uova sode, pasta con zucchine, pane con piselli e parmigiano, pane con fave, panino con le carote (un sacco di pane, cibo che non ho toccato per anni), pasta con spinaci e jocca. Non è per dieta: mi fa cagare quasi tutto quello che hai più di due sapori, la carne non mi va più, spesso manco il pesce e tutto ciò che è troppo elaborato mi stanca talmente all’idea di farlo che facciamo come se l’avessi già mangiato, ok?

La mia reazione a tutto, ultimamente.

Non ho più la voglia di imparare piatti nuovi, più che altro perché ormai in cucina non c’è più nulla da imparare. Puoi anche migliorare, certo, ma non sono mica uno chef: cucino già bene, per quel che mi riguarda sono soddisfatta così. E spesso i piatti sono solo uno sfogo di ego (il cui unico scopo è l’applauso del pubblico non pagante) che a me rompono francamente il cazzo.
La maggioranza degli ingredienti sono buoni da soli, spesso addirittura crudi.

Solo il mio amore per il cibo di merda dolce è rimasto lo stesso. Circa.

Tutto questo per dire che ti sto per dare una ricetta che non farò più. Non per il ripieno, eh, anzi: ‘nduja e stracciatella sono una coppia spettacolosa, è una roba che mangerò spesso in ogni forma. Ma i ravioli mi hanno stancato. Tanto lavoro per cosa? Preferisco le tagliatelle. E dirò una cosa ancora più impopolare: a parte quella bolognese, la lasagna mi fa vomitare.
Se devo lavorare tanto faccio volentieri una moussaka. Ma perché spendere due giorni della mia vita per una lasagna, quando in 10 minuti posso crearmi comunque pasta fatta in casa che non deve andare in forno? Ormai io vedo solo perdite di tempo e gusti discutibili. A me quelle robe (a parte la lasagna alla bolognese, lo ripeto) mi sanno di autogrill.

Quindi vedi tu cosa fare: se costruirti i ravioli con le tue manine di merda oppure se magari non sarebbe il caso di farci una bella pasta, col ripieno. Pronto subito, zero fatica.
Oppure un bel sugo di pomodoro, poi condito con ‘nduja e stracciatella.
Fai quel che vuoi, io ti ho rivelato i miei intenti.

Go, go, go!

È un modo come un altro, no?

Per preparare dei ravioli ‘nduja e stracciatella, per due persone, hai bisogno di:

  • 1 uova + 200 grammi di semola per fare i ravioli;
  • 25-30 grammi di ‘nduja;
  • 200 grammi di stracciatella;
  • 10 grammi d’olio:
  • uno scalogno o una cipolla;
  • basilico
  • una scatola di pelati.

Variante pasta al sugo: prepari il sugo come è scritto, verso la fine aggiungi la ‘nduja e la fai sciogliere. Sui piatti la stracciatella: non cuocerla, non ha senso.

Variante con il composto e basta: fai il composto e lo usi tipo pesto. Zero lavoro, soddisfazione massima.

Partiamo dalla sfoglia, che ormai dovresti sapere a memoria.
In una ciotola sbatti le due uova, per mischiare rosso e bianco.
In un’altra ciotola metti la farina. Non iniziare subito con 200, parti con 190 e nel caso aggiungi.

Mescola tutto quanto insieme, inizia ad impastare e come si forma la palla impasta per dieci minuti.
Questa lavorazione serve per scaldare ed ammorbidire l’impasto, oltre che per rendere omogeneo il tutto.

Lascia riposare l’impasto per 30 minuti, anche se ho notato che se in casa fa freddo è meglio lasciar riposare l’impasto il meno possibile (tende ad indurirsi).

Comunque, nel frattempo prepariamo il ripieno.

In una ciotola metti la stracciatella e la ‘nduja. Mescola bene. Finito. Diffcile, vero?
Capitan Ovvio: ‘nduja e stracciatella hanno comunque sapori molto diversi dato che non sono prodotti industriali. Per non sbagliare aggiungi 20 grammi di ‘nduja e assaggia: potrebbe essere più carica o più saporita della mia e la stracciatella NON DEVE essere coperta dal suo sapore.

Già che ci siamo prepariamo il sugo.
Trita una cipolla in maniera grossolana.
In padella versa 10 grammi d’olio e fai soffriggere a fiamma bassa la cipolla.

Ci vorrà un po’ (anche quasi dieci minuti), ma quando sarà bella ammorbidita puoi versare tutta la latta di pomodoro. Mi raccomando: recupera anche il pomodoro che vorrà rimanere nel barattolo, con dell’acqua del rubinetto.

Se soffri di acidità di stomaco o ultimamente rutti spesso, metti anche un pizzico di bicarbonato nel pomodoro, così dopo digerisci il pomodoro meglio.
Aggiungi il sale, metti dentro anche un paio di foglie di basilico per insaporire.

Il pomodoro ha bisogno di 30 minuti di cottura, quindi usa una fiamma bassa, aggiungi dell’acqua se evapora troppo e nel frattempo occupati dei ravioli.

Taglia in 2 la palla di pasta.
Se prepari più pasta, il mio consiglio è quello di tagliare in tante parte uguali la palla quante sono le persone che mangiano. Perché? Perché la sfoglia è più gestibile, è tutta in parti uguali e se devi fare le tagliatelle non te ne vengono alcune lunghe ed alcune corte, ma tutte più o meno uguali.

Ora stendi la pasta con la tua macchina della pasta, allo spessore che vuoi tu. La mia macchina ha 7 spessori, ultimamente li uso tutti.

Mi raccomando: prima di appoggiare la sfoglia sul tavolo assicurati che il tavolo sia ricoperto di pangrattato, così lavorerai in maniera asciutta e sicura.

Con un cucchiaino prendi il ripieno e riempi la sfoglia per metà.
L’altra metà devi sollevarla per chiudere (è la parte di sopra dei ravioli. Non hai capito? Non temere: sotto metto il video dimostrativo).

Ora prendi la parte di sfoglia che non ha il ripieno e ricopri la parte col ripieno, come se stessi rimboccando le coperte.

Con le dita pigia tutto intorno ad ogni pallotta.

Otterrai questo:

Con la rotella taglia pizza (ma va bene pure un coltello), dividi i ravioli.

Poi prendi una forchetta e con le punte chiudi bene tutti i contorni (o per lo meno i contorni abbastanza grandi da poter essere chiusi). Non devi bucare la parte col ripieno e quest’operazione serve a due cose: chiudi bene i ravioli e li rendi meno brutti.

Poggia i ravioli su un piatto, anch’esso cosparso di pangrattato.
Ah, se ci fossero dei ravioli con TROPPA pasta in più, tagliala ma non buttarla: metti a bollire pure lei, è buonissima.
E se ci sono lembi di pasta molto grandi puoi riempirli il ripieno, se te ne è avanzato.

Ora il sugo dovrebbe aver cotto abbastanza, quindi puoi mettere a bollire i ravioli.
Inseriscili nell’acqua con delicatezza, sennò li spacchi.
L’acqua deve essere bollente ma non deve bollire di brutto una volta che li cacci dentro, sennò li spacchi.
Insomma, stai un attimo attenta ed andrà tutto bene, ma stai attenta.

I tempi di cottura non sono fissi. Minimo tre minuti, ma potrebbero volercene pure 5. Devi assaggiare e valutare.
Poi tiri fuori i ravioli con la schiumarola e li metti nel sugo caldo.

Mescola bene i ravioli nel sugo, piano piano, sennò li spacchi.
Se vedi che non riesci bene a mescolarli perché sei terrorizzata dall’idea di spaccarli, sbattetene e il sugo lo aggiungi direttamente sui piatti.

Prepara le porzioni e su ogni piatti metti un po’ di basilico, che ci sta bene.
Ed ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Pubblicità