E morirò con un barattolo di burro d’arachidi in mano (+ io vi odio voi salutisti)

Verrà il giorno in cui il meraviglioso mondo dei siti di cucina si renderà conto che le uova provengono da un culo di gallina e niente, scatteranno il panico e l’apocalisse.

La reazione di una blogger quando ha scoperto che le uova vengono cagate.

Veramente non ho capito che problemi abbiano e soprattutto cosa vogliano da me, queste persone. Ormai cercare di interagire in quel mondo lì postando una ricetta qualsiasi è diventato un incubo. Ci sono voluti anni, tuttavia sono riuscita ad abituarmi ai vari Azzurri di Cucina che ne sanno una più di Pazuzu ma non ti svelano i segreti perché boh: inutile che domandi la marca di passata di pomodoro preferita, loro non sanno manco che è, la passata di pomodoro. No, tutti – tutti – usano i pomodori che coltivano in giardino, mica si abbassano a comprare quella roba insapore del supermercato.

Ho sempre voglia di prenderli a pugni, quando fanno così.

Se questi soggetti ormai li conosco bene, ancora invece non ho capito cosa spinga l’essere umano a scassare l’anima col cosiddetto Junk Food.
Ogni giorno inserisco il mio pranzo spazzatura sui social ed ogni giorno mi arrivano decine e decine di commenti in cui mi mettono in guardia per la mia salute, perché di sicuro mi verrà il cancro (ma non è che vogliono portare sfiga?). Si guardano bene dal farne una motivazione di dieta. No, loro fanno i salutisti.

Salutisti il cui solo esercizio fisico potrebbe essere questo. FORSE.

Come se caffè the birra vino l’automobile una vita di merda le sigarette la pipa pisciare nei bar mangiare nei ristoranti comprare qualsiasi cosa di confezionato avere una famiglia terribile un lavoro orrendo esistere non fossero tutti elementi indiscutibilmente dannosi.
No, il danno arriva dalla confezione di merendine mangiate da Pizzakaiju.
E forse è così, per carità. Ma il punto è: ma a loro, precisamente, cosa importa?

Non mi risulta di andare casa per casa a sciogliere Mars nelle gole dei salutisti, facendoglieli ingurgitare con l’imbuto. No. Mi limito a mangiarmeli, a mettere le mie fotine, a farmi i fatti miei.
Cosa spinge questa gente a fingere di essere salutista e ad evangelizzare questa nuova religione? Chi ha fondato questa religione, poi? Da cosa nasce questo terrore per il cibo e questo desiderio di torturare chi non vuole entrare nel loro culto?

Sailor Moon GIF

L’atteggiamento costruttivo del salutista medio.

Che poi, nonostante tutto l’egocentrismo che mi contraddistingue, non credo proprio che le multinazionali stiano lì a guardare i miei profili social tutto il giorno e dicano Oh, vediamo se a Pizzakaiju piacerebbe un sandwich con dentro della banana alla liquirizia e carne di canguro fritta? Dai, dai, dai, produciamone a quintali, distribuiamoli nei supermercati di tutta Italia e vediamo se ne compra UNA confezione.
No. La realtà è che io me ne vado al supermercato, quella monnezza è già lì ed io la compro. E la compro non perché è buona, ma perché mi diverte. Mi diverte il cibo alla fallout, gli slogan scritti sui cartoni, le confezioni colorate.
E poi POSSO mangiarli, tanto non ingrasso.

Io.

Fino a qualche anno fa se mangiavo sei gelati in un anno era tanto: non facevo palestra, se dovevo sgarrare di certo non pensavo alle porcherie da scaffale. Andavo in pasticceria o in pizzeria o in polleria a mangiare robe grasse, unte e VERAMENTE buone. Ora però mi trovo in un momento in cui posso permettermi di ingerire la peggio merda, tanto la brucio tutta. E quindi sperimento, provo marche assurde, prodotti che io veramente non capisco come facciano ad esistere.

Quindi quella roba è lì proprio per tutti gli individui che – mi ci scommetto la collezione di magliette – con una mano acquistano sofficini findus e con l’altra commentano su Facebook GUARDA CHE TI FA MALE EH. Oppure con quell’altra espressione standard. Ti fai una foto con la pizza Cameo (che dimmi te se quella possa essere considerata una pizza) e loro commentano GUARDA CHE SE TE LA MANGI IN PIZZERIA È PIU’ BUONA.

Quando leggo quei commenti.

E tu lì, a commentare e poi cancellare la risposta delle risposte: Grazie al cazzo.

Detto questo, oggi niente ricetta vera e propria perché nei miei pranzi ho sperimentato tantissimo col burro d’arachidi ed è giusto che tu sappia che il limite del suo utilizzo, semplicemente, non esiste.
Il burro d’arachidi sta bene su tutto: salmone affumicato, cioccolata, miele, banane, pere, carne, pesce, maionese, salsa piccante. TUTTO.
Non ho ancora provato ogni abbinamento possibile, ma è proprio per questa ragione che oggi sono qui a scriverti di non avere paura e di cacciarlo autonomamente dove desideri. Non sbaglierai mai.

Che fame mi sta venendo…

Fermo restando che sto parlando sempre del burro d’arachidi fatto in casa, che non è né dolce né salato e si adatta a tutte le tue esigenze. Prima o poi dovrò provare a condirci una pasta, poiché sono sicura che anche così non deluderà.

Quindi Go, go, go! per l’ultima, minuscola vetrina a base di burro d’arachidi.

Per preparare qualsiasi cosa con il burro d’arachidi, magari in un panino, hai bisogno di:

  • 2 fette di pane;
  • 30 grammi di burro d’arachidi. Più o meno è la dose standard che utilizzo per qualsiasi sandwich. Né troppa, né troppo poca;
  • quello che ti pare. TUTTO. Pure i bastoncini di merluzzo, se lo desideri.

In questo caso ho costruito dei panini superfinti con hamburger confezionato e surgelato. Sì, Junk food.

Che devi fare?
Semplice. Tagli il pane a metà e metti il condimento che hai scelto.

Ricopri col burro d’arachidi.

Chiudi ed ammiri la bellezza.

Dalla foto non si vede, ma qui dentro c’era anche della salsa messicana. Ed indovina che han fatto la salsa messicana ed il burro d’arachidi insieme? Han creato un pranzo assurdamente meraviglioso, che ricordo ancora con gioia.

Perché, cari stronzi salutisti, io mangio con la gioia. O almeno ci provo.

Ora hai il potere, non sprecarlo.

Ciao e buona merenda!

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