Tutorial per omelette.

Dopo tanti mesi torna la rubrica Tu lo chiami cibo, ma io sto vomitando (sì, lo so che in Africa muoiono di fame).

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Sapevo avresti apprezzato.

Oddio, ancora non ho capito se l’omelette non mi piace per davvero o se è stata tutta colpa degli ingredienti infelici che ho scelto di usare. L’ho preparata due volte in una settimana: nella prima c’ho infilato dentro funghi e mozzarella fiordilatte, nella seconda prosciutto cotto ed Emmenthal.
Se chiedi a me, però, io ho mangiato uova con dentro polistirolo colorato. Nel senso che i sapori non li ho sentiti per niente e non perché la materia prima facesse schifo. Troppo poco contrasto e stanchezza delle fauci dopo un paio di morsi.

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Non dico di avere reagito così, ma quasi.

Però trovo che sia importante imparare a fare le omelette, almeno per assaggiarle una volta nella vita e poi decidere se fan cagare o se meritano.
Quando e se troverò un ripieno che riuscirò ad apprezzare, te lo farò sapere. Intanto apprendiamo le basi.

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Che pure le cose più semplici, se non te le spiegano bene, ti fan bruciare casa.

Ho rubato la ricetta dell’impasto a NoceMoscata ed in parte anche il procedimento. Poi ho trovato un mio metodo, facilissimo, che diventerà il tuo preferito perché – in sostanza – devi fare proprio un cazzo.

L’omelette è una roba pesantuccia, pure se siamo abituati a mangiare cinghiale e nutella. Quindi in teoria una a testa basta, per cenare. Ad esagerare, puoi farne un paio. Di più è follia pura.
Poi fai come credi, eh.

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E fai bene, vai tra.

Ti metto le dosi per una omelette. Il mio consiglio è di usare due scodelle se devi preparare due omelette, così non ti devi manco sbattere a dividere il composto.
E, nel caso dovessi prepararne due, imburra SEMPRE da capo la padella, con la quantità di burro che ti indicherò. Altrimenti si attacca e ti tocca bestemmiare.

Infine – e poi parte il Go, go, go! – un piccolo consiglio pure sulla padella da usare: di pietra e non grande. Più è larga e più avrai difficoltà a piegare l’omelette, quindi è meglio sceglierne una larga esattamente come l’omelette dei tuoi desideri.

Ma, anche qui, libera di non ascoltarmi e costruirne di mastodontiche.

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Quella volta che Picard costruì una Kaiju Omelette e gli diede pure un nome.

Go, go, go!

Per preparare una omelette hai bisogno di:

  • 2 uova;
  • 30 grammi di latte;
  • un pochino di sale;
  • 15 grammi di burro;
  • Un ripieno a tua scelta. Per ora non ti consiglio niente, giàssai il motivo. Ti sconsiglio però prosciutto ed emmenthal e funghi e fioridilatte, visto che mi han fatto cagare.

Se hai scelto un ripieno che necessita cotture particolari (come i funghi), occupati prima di quello. Poi quando hai finito torna qui.

In una ciotola di plastica rompi due uova, versa i 30 grammi di latte e sala leggermente.

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Mescola tutto brevemente con la frusta. Bastano 5, 10 secondi.

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Metti 15 grammi di burro nella padella che hai scelto e falli sciogliere, a fiamma bassa.
Aggiungi poi il composto di uova,

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Le regole dell’omelette sono le stesse della frittata: ci vuole tempo, pazienza e fiamma bassa. Bassissima.
Chiudi quindi col coperchio ed aspetta.

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Ogni tanto apri e guarda la superficie: se è troppo liquida, richiudi ed aspetta ancora.
Quando è rappresa, prendi una spatolina piccola per controllare com’è la cottura della parte inferiore.
Prima sollevi così:

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Poi alzi con le dita, per vedere bene il colore:

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Ovviamente quest’operazione puoi farla quando l’omelette è già a buon punto, altrimenti spacchi tutto. Se alzandola con la spatolina ti sembra troppo presto per giochi di prestigio con le frittate, chiudi col coperchio ed aspetta ancora.

Sappi che per cucinare una omelette ci vorranno minimo 10 minuti. Quindi non ti preoccupare se ti rompi i coglioni: è normale.

Quando la parte inferiore è colorata (un po’ più colorata della foto che ti ho mostrato poco più sopra) puoi iniziare a farcire.
Devi mettere il ripieno che hai scelto su una metà dell’omelette. In questa maniera:

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Ripeti l’operazione con la spatolina: alzi leggermente la parte senza ripieno e poi richiudi con le dita, formando la forma sofficini findus.

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Forma sofficini findus.

Lascia cuocere giusto il tempo per fare sciogliere il formaggio che hai scelto o per scaldare leggermente il ripieno e puoi spegnere la fiamma. Puoi anche richiudere meglio la tua omelette, con le dita, una volta che l’avrai posata sul piatto. Non ti sbattere ora, che in padella è tutto più complesso e bollente. 

Fai scivolare la tua omelette su un piatto. Se hai imburrato bene ed hai scelto una buona padella, non ci sarà bisogno di usare utensili particolari. 

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E niente, hai finito ed hai appreso uno dei tanti, numerosissimi e misteriosissimi segreti culinari.

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You nailed it.

Siediti e mangia, sperando che il tuo ripieno sia più meritevole del mio.

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Ciao e buon appetito!

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