Cacio e pepe.

Oggi prepariamo uno dei piatti di pasta più buoni che la storia ricordi.

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Il formato ideale.

L’avevo promessa eoni fa, quando ti ho passato la ricetta assoluta della carbonara e quella dell’amatriciana. Poi mi sono dimenticata. E tu lì, ad aspettare.

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Eh, scusa…

Meno male, però. Perché mi sono resa conto che la mia cacio e pepe era una schifezza: il metodo per dummy in cucina, quelli che si limitano a grattare il pecorino, cercare di formare una cremina con l’acqua della pasta e grattare un po’ di pepe.

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Se oggi vedessi quella che un tempo chiamavo cacio e pepe, ecco la mia reazione.

Tutto l’internet la fa così. Tutto l’internet non sa che si perde.
Indovina un po’ chi ha creato il tutorial definitivo della cacio e pepe? Luca Pappagallo, sempre lui. Ormai il mio cuoco preferito di tutto il multiverso.
Te lo dico: non cambierò una virgola, manco una. Quindi se vuoi affidarti al video, hai la benedizione di Pizzakaiju.
Se invece vuoi cazzeggiare, rimani e vediamo se riesco a spiegartela pure io.

Go, go, go!

Per preparare una cacio e pepe per due persone hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghetti;
  • 100 grammi di pecorino grattato a polvere;
  • un cucchiaio di pepe nero in grani (circa 10 grammi).

Partiamo dall’ovvio. Che tanto ovvio non è, visto che sono tipo trent’anni che bestemmio copiosamente. Anche tu, come me, affronti difficoltà inenarrabili quando ti tocca girare la pasta lunga nel sugo? Anche tu, alla fine, sospiri scazzata e dici Senti, il condimento ce lo giriamo nei piatti che mi sono rotta i coglioni?
Bene, da oggi i tuoi guai sono finiti perché, invece di usare forchettoni e cucchiai e boh, dovevamo usare le pinze.

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LE PINZE. E spoiler della ricetta.

Non so perché non ci abbiamo mai pensato prima. Non so quali turbe mentali abbiamo, che tipo di neurone si è perso per strada l’informazione. So solo che, una volta provato il metodo delle pinze, nulla sarà più lo stesso.

Ora possiamo partire sul serio con la ricetta.

Metti l’acqua della pasta a bollire. Salala poco o anche niente, poiché il pecorino è sapidissimo di suo.
Mentre attendi le bolle, gratta il pecorino. In polvere, mi raccomando.

Prendi il pepe in grani e tritalo grossolanamente. Se hai mortaio e pestello avrai la vita facile, altrimenti puoi usare il manico di un mattarello. Mi raccomando: movimenti circolari e ravvicinati alla base del contenitore che stai usando. Non devi pestarlo, l’unica cosa che otterresti è pepe sparso per la cucina.

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Metodo arrangiato, ma funziona.

Puoi anche usare un mixer, usandolo però a scosse: non dobbiamo ottenere una polvere (altrimenti perché comprarlo in grani?).
Devi ottenere questo:

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Appena l’acqua della pasta bolle, metti il pepe in una padella e fallo scaldare. Senza grassi aggiunti.

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Butta la pasta.
Caccia due mestolate della sua acqua nel pepe.

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Fai andare il pepe a fiamma alta per tutta la cottura degli spaghetti (che dovremo comunque tirare fuori tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione). Non dovrebbe accadere, ma se vedi che l’acqua si ritira davvero troppo (se rimanesse quasi solo pepe), aggiungine altra.

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Adesso dobbiamo formare una pappetta con il pecorino. Per farlo, dobbiamo bagnarlo con l’acqua di cottura della pasta, oggi ingrediente principale in ogni fase. Ne dovrebbe bastare mezzo mestolo, ma mettine poco per volta per essere sicura di non esagerare. In sostanza: metti l’acqua nel pecorino, mescoli bene con una spatola ed ottieni una pappetta densa e compatta. Questa:

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Quando mancano tre minuti alla pasta, prelevala con pinze, schiumarole o quel che vuoi e cacciala nel pepe.

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Fai andare gli spaghetti nel pepe a fiamma alta, aggiungendo acqua di cottura mano a mano che verrà assorbita. Girala con le pinze, come ti ho consigliato prima.

Trascorsi due minuti, leva la padella dal fuoco e lascia riposare per un minuto scarso. Sempre girando, per non fare attaccare gli spaghetti tra loro.
Solo a questo punto, sempre fuori dal fuoco, cacci dentro la pasta di pecorino.

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Sempre aiutandoti con la pinza, giri tutto finché il pecorino comincia a sciogliersi bene.
Rimetti sul fuoco, a fiamma medio bassa. Se ti sembra asciutta, aggiungi ancora acqua (ma non molta, abbiamo praticamente finito). Gira sempre con le pinze e concludi la cottura: si deve formare una crema. Né densa né liquida.

Direttamente nei piatti, se vuoi, puoi spolverare con altro pepe nero. Ecco il risultato finale:

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La crema che vedi non è densa come, purtroppo, in foto può sembrare. È una via di mezzo tra il denso ed il liquido (ti rilinko il video di Pappagallo, perché un video è chiaramente meglio di ogni possibile spiegazione verbale).
Ed ecco pure l’impiattamento fighetto, imparato sempre grazie al cuoco migliore del multiverso:

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Io una cacio e pepe così non l’avevo mai mangiata. Capolavoro, arte suprema, SPAZIALE.

In realtà è molto difficile da spiegarsi a parole, ma piuttosto semplice da preparare. Provaci e fammi sapere se sono riuscita a spiegarmi (nel caso, c’hai il video che ti verrà in soccorso).

Ciao e buon appetito!

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2 pensieri su “Cacio e pepe.

  1. Pingback: Pasta cozze e pecorino. | La cucina e le bestemmie di Pizzakaiju

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