Secondi

Come cuocere una bistecca.

Settimana scorsa mi è stato detto che non capivo un cazzo. Ed è un insulto che vale doppio, poiché arriva da Francesco che è un cuoco (e qui trovate la sua pagina Facebook). Ma io, incurante del pericolo e con la mia solita eleganza, ho risposto così:

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Arroganza a palate.

Il post incriminato era quello del Purè in scatola, dove davo dei consigli minimi per cuocere la carne. Ebbene: secondo Francesco tutto quello che dicevo erano stronzate.

Aveva ragione.

Dopo i primi cinque minuti di rifiuto all’ascolto e dopo aver discusso lungamente sulle mie cagate carnivore, sono riuscita a calmarmi. Sono andata dal macellaio ed ho preso una bistecca, un pezzo di filetto e una roba di maiale, pronta alla sperimentazione ed al level up.

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Prima o poi mi calmo, tranquilli.

Le istruzioni erano semplici e si riassumevano in una sola parola: Maillard.
Non mettere olio sulla griglia, non tagliare la carne per vedere a che punto è la cottura, raggiungi i 180 gradi e scotta un paio di minuti per lato. Finito.

Quindi ho preso il mio termometro e mi sono improvvisata Heisenberg.

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Say. My. Name.

No, non ho seguito proprio tutte le istruzioni. Eppure tutto è venuto alla perfezione, quindi ti passo i segreti segretissimi per avere una bistecca colorata fuori e cruda dentro.
Ho usato tre metodi di cottura per tre tipi di carne diversi.

Partiamo con una bistecca di manzo da circa 700 grammi.

Innanzitutto la prima difficoltà: la mia fiamma, pure dopo 15 minuti di accensione a tutta potenza, non ha mai raggiunto i 180 gradi. Può essere che sia il mio termometro ad essere una cinesata, fatto sta che la massima temperatura è stata centoventi. Quindi, scassatami bellamente i coglioni, ho iniziato a cucinare, incurante del pericolo.
Timorosa per l’attaccamento della bistecca ho messo un po’ di sale grosso sulla piastra, poi ho tagliato i pezzi più visibili di grasso della bistecca e l’ho fatto sciogliere. L’ho poi tolto e dato al gatto, poi ho messo la bistecca. Due minuti per lato ed il capolavoro era già pronto:

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Bistecca al sangue.

La bistecchina di maiale.

Non deve ovviamente essere al sangue ma ben cotta. Ho riscaldato di nuovo la stessa piastra con cui ho cotto la bistecca, senza aggiungere grassi di nessun genere. Ho fatto scottare le due superfici fino a che non hanno raggiunto il colore desiderato, poi l’ho tagliata per rendermi conto della cottura interna. Ho abbassato la fiamma per concludere (altrimenti l’esterno si carbonizzava) e questo è stato il risultato:

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Inutile dire che sto schiattando di fame.

Il filetto.

Questo era per me, che non mangio al sangue ma CRUDO. La mia cottura è davvero fintissima e se avessi raggiunto la stessa colorazione della bistecca, so già che non mi sarebbe piaciuta fino in fondo. In più l’ho cotto in padella, perché non avevo due piastre e non volevamo mangiare in differita.
Quindi la temperatura – vuoi per la padella, vuoi per la fiamma diversa, vuoi perché ho messo un filo d’olio – ha raggiunto i cento gradi scarsi.
Ma il metodo Jim Morrison (quello che prevede di bruciare in fretta e blablabla) ha funzionato lo stesso. Ho scottato il filetto per un minuto scarso a lato e l’ho levato.

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Filetto in padella.

Molto meno bello esteticamente, ma più per gusti personali, in questo caso. Già il lato più scuro è stato dato al gatto, perché per me era troppo cotto.

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La faccia di chi si domanda che senso abbia l’invenzione del fuoco.

Quindi, abbiamo il potere, SUPER LEVEL UP!

Aprire questo blog mi ha già insegnato ben due cose: grattugiato si scrive con una g sola e la carne necessita temperature da Torcia Umana. Grazie a tutti per partecipare, come sempre e grazie a Francesco per avere incassato i miei ‘sticazzi con noncuranza.

A questo punto domani parleremo di Cheeseburger, che ho cucinato dopo aver scoperto il metodo Jim Morrison ed è venuto più mondiale che mai.

Ciao!

 

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1 thought on “Come cuocere una bistecca.”

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