Primi

Spaghetti all’amatriciana.

Siamo chiari una volta per tutte: se prepari una pasta con la panna e lo zenzero, non puoi osare battezzarla Pasta alla carbonara a modo mio.
Se unisci la ricotta con lo zafferano, mi fai il piacere di non dirmi che hai cucinato un’Amatriciana bianca. 
Così come se sciogli la caciotta di capra con il timo e la salvia non scassi le palle al mondo urlando che hai inventato una nuova versione della Cacio e pepe.
Infine no, salame milano e prezzemolo tritato non rappresentano una valida alternativa alla gricia.

Troppe stronzate.

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Perché bisogna essere sinceri.

È giunta l’ora di fare chiarezza ed imparare le ricette di questi classiconi che cucino almeno una volta a settimana, a rotazione.

Si parte con l’amatriciana.

Per una pasta per due hai bisogno di:
– 180 grammi di spaghetti;
– 100 grammi di guanciale tagliato a pezzi;
– un barattolo di pelati;
– un bicchiere di vino bianco (150 grammi circa);
– peperoncino, pepe se si vuole;
– pecorino romano grattugiato da mettere sui piatti.

Inizia mettendo su l’acqua per la pasta.
Taglia il guanciale a pezzetti e mettilo a soffriggere in padella. Non aggiungere olio, il guanciale sa provvedere a se stesso. Non hai neanche bisogno di tagliarlo a pezzi piccolissimi, poiché non è pancetta e quando lo mangerai si scioglierà in bocca.
Volendo, puoi anche usare pancetta cicciosa ma non è la stessa cosa: la pancetta ha un suo gusto, a noi serve solo grasso, grasso e ancora grasso. 

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Aggiungi il peperoncino e, quando il guanciale sarà trasparente, cacciaci dentro anche il vino e lascialo evaporare.
Ad operazione ultimata, unisci anche il barattolo di pelati e cuoci finché il sugo non si sarà un po’ asciugato.

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Una volta pronti gli spaghetti, schiaffali in padella, mescola bene e siamo quasi pronti. Sui piatti aggiungi una spolverata di pepe (se ti piace, puoi anche saltare il passaggio, c’è già il peperoncino, in fin dei conti) e soprattutto del pecorino grattugiato.

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Facilissima e mondiale, voto dieci, una pizza intera, 10 pollici in su.
A domani, con la tagliatelle alla salsiccia e noce moscata (e fave, ma le fave potrebbero anche estinguersi e nessuno noterebbe la differenza).

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1 thought on “Spaghetti all’amatriciana.”

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