Secondi

Uova al tegamino.

Ma poi, diciamocelo: cosa sarebbe, di preciso, un tegamino? Impossibile rispondere.

Che uno può pensare che sia stupido parlare di uova al tegamino. Chi è che non sa fare le uova, ti chiederai? Ed io ti rispondo: hai mai chiesto delle uova in un bar o in un ristorante? No? Io sì. E sai cosa ti arriva? Seimila litri d’olio + bianco bruciato e rosso praticamente sodo. È una costante, così come la pasta scotta.

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Quindi parliamone, svisceriamo i segreti più torbidi della cucina nostrana.

Ci sono mille modi per cuocere un uovo, io ti spiegherò il più semplice ed indolore. Ti racconterò pure la versione più elaborata, che io raramente scelgo perché mi rompo troppo il cazzo.

Occorrente per preparare le uova:
– una padella bassa, senza bordi, sarebbe l’ideale. Io l’ho comprata perché esco scema per le uova al tegamino, ma ovviamente si possono cuocere pure con una padella normale. Con un po’ di difficoltà in più ma si può fare. In questa versione ho usato proprio una padella di merda, perché sì, perché tegamino è uno stato d’animo piuttosto che un luogo reale;
– un attrezzo di legno piatto per muovere le uova nei loro primi momenti di cottura e per staccarle alla fine, attrezzo che d’ora in poi chiamerò spatolina.

Ingredienti:

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Non l’avresti mai detto, vero?

– uova (a colazione 3, a cena 6 a testa);
– un cucchiaio d’olio. Al massimo un cucchiaio e mezzo.
– formaggio da grattugiare o da tagliare a pezzi. Qualsiasi.
– sale, pepe.

Comincia a mettere dell’olio nella padella. Le uova non dovranno FRIGGERSI là dentro, l’olio serve soltanto per non farle attaccare. Devi quindi oliare la superficie della padella nel modo più uniforme possibile. Ovviamente se decidi di preparare un uovo solo, usa un cucchiaino scarso di olio.

Rompi le uova una per una (aiutati col bordo di un bicchiere per spaccare il guscio) e distribuiscile nella padella.
Subito dopo aver compiuto quest’operazione, comincia a muovere i bordi dei bianchi con la spatolina per non farle attaccare. La fiamma non deve essere alta, ma nemmeno bassissima. Se fosse troppo alta bruceresti tutto, troppo bassa il bianco impiegherebbe troppo tempo nel solidificarsi e il rosso diventerebbe sodo. Cosa che noi non vogliamo.

Quando i primi momenti di cottura sono trascorsi, aggiungi sale, pepe ed un po’ di formaggio grattugiato.

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Attendi che il bianco sia solido a vista e togli subito le uova.
Con la spatolina fai scivolare tutto nei piatti (se si rompe qualcosa penso che possiamo farcene una ragione, non verranno sempre perfette).
Tutta l’operazione ti occuperà 5 minuti al massimo. E guarda qui:

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Il rosso è liquido, quindi missione compiuta.

Esiste una versione più complessa che ti permette di avere il rosso ancora più liquido.

Ma è più laboriosa e fa veramente girare i coglioni. Ogni volta che tento un po’ me ne pento. E comunque ne spacco almeno un paio.
Vediamo il procedimento, tra un porcodio e l’altro.

Go, go, go!

Rompi le uova, dividendo i rossi dai bianchi. I bianchi li metti tutti insieme, in un bicchiere.

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I rossi li lasci riposare nel loro guscio, rimettendoli nel portauova.

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Già compiere quest’operazione non è poi così semplice. Almeno uno mi si spacca in mano, ogni maledetta volta.

Metti il solito cucchiaio d’olio nella padella e, quando l’olio è caldo, rovesciaci dentro il bicchiere di bianchi.

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Muovi i contorni con la spatolina, per essere sicura che non si attacchi.
Quando i bianchi sono già belli solidi, aggiungi il formaggio. In questa versione si tratta di gorgonzola.

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Quando i bianchi sono pronti, appoggi i rossi sulla “frittata bianca” che hai ottenuto, conti fino a 30 secondi e spegni la fiamma.
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Sembra facile, vero?
Peccato che di solito i miei risultati siano sempre scadenti. Guarda questa volta come è andata:

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Su sei uova, tre si sono rotte. Certo, sono morbidissime pure spaccate. Però porca la madonna.

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Sono praticamente crudi, se li cuoci così. A me piacciono molto.

Ricorda sempre che l’olio è lì solo per non fare attaccare le uova.

Un vero cuoco si vede dalle uova al tegamino, signora mia, ed ora potrai scoattartela senza remore.

A domani, per i moscardini alla luciana!

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Ciao!
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4 thoughts on “Uova al tegamino.”

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