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Tagliatelle fatte in casa

Te lo dico subito: se non hai la macchina della pasta sei un po’ fottuto.

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È disperazione quella che vedo sul tuo volto?

No, non è che non si possa fare. Però dovrai armarti di grandissima pazienza, cominciare un mini corso di culturismo e dimenare il mattarello come fossimo negli anni quaranta. Raggiungerai uno spessore maggiore di qualche millimetro, ma le tagliatelle saranno buonissime lo stesso. È soltanto meno comodo e avrai bisogno di un tagliapizza per formare le striscioline (ma che casa è una casa senza tagliapizza?).
C’è una differenza abissale tra la pasta all’uovo che ti spacciano in bottega e la pasta all’uovo che preparerai tu, in più non è per niente complesso imparare a farla e ci si impiega una decina di minuti. Quindi il mio consiglio è di provare a farla e poi comprare una macchina della pasta e farti il regalo delle tagliatelle almeno una volta al mese.

Occorrente per preparare le tagliatelle (o reginette o qualsiasi formato lungo):

– un mattarello;
– un coltello;
– una ciotola di plastica (tipo insalatiera);
– un tagliapizza se sei un bimbo povero e non hai la macchina della pasta;
– una macchina della pasta se invece sei un bimbo ricco.

Ingredienti:
– un uovo intero per persona;
– farina 00.

Consiglio di usare uova a temperatura ambiente, sono più facili da lavorare.

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Non ci sono regole sulla quantità della farina, ma ora cercherò di spiegarti come gestire quest’insidia.
In una ciotola di plastica metti dentro le uova (tante quante sono le persone che mangeranno) e circa 80 grammi di farina per ogni uovo. Comincia a lavorare con le mani questi due componenti. Mi raccomando: non aggiungere acqua o sale. 

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Come starai senz’altro capendo, la dose che ti ho dato di farina non è sufficiente. Hai le mani appiccicate? Non sai come levarti quella roba collosa dalle dita? Tutto a posto. Adesso comincia ad aggiungere altra farina, a piccole (PICCOLE!!!) manciate alla volta. L’impasto non dovrà essere appiccicoso, almeno all’esterno, e dovrà risultare uniforme. Così:

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Se dovessi per caso sbagliare (ma devi proprio impegnarti per fallire questa missione, eh) puoi aggiungere un goccio d’acqua, ma sappi che è una di quelle robe che fai solo perché bestemmiare questa volta non ti aiuterà. Il lavoro è mal riuscito, il gusto cambierà e pure la consistenza, ma almeno non butterai tutto. È normale sbagliare, soprattutto se è la prima volta (non ci crederai, ma è capitato perfino a Pizzakaiju!), ma già al secondo tentativo sono certa che l’operazione per te non avrà più segreti.

A questo punto taglia la palla che hai ottenuto in tante parti quante saranno le persone che mangeranno. Nel mio caso, le solite due:

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Come puoi notare, l’interno della palla è ancora umido; ciò è perfettamente normale. Ora dobbiamo appiattire con il mattarello le parti. Lavora sempre con la farina tra le mani e sul tavolo. La sfoglia non dovrà essere bagnata né troppo secca. Nel primo caso si spezzerà e si incollerà durante l’utilizzo, nel secondo sarà ingestibile durante l’operazione dell’appiattimento. Aiutati con la macchina della pasta settata sullo spessore più grande, devi cercare di raggiungere una forma semi rettangolare:

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In realtà la forma è soltanto per comodità, dato che bisognerà inserire la sfoglia nella macchina ed ottenere delle tagliatelle più o meno simili tra di loro. Se non usi la macchina della pasta, qualsiasi forma è grosso modo equivalente.

Chi non usa la macchina dovrà raggiungere, possibilmente, uno spessore minore di quello della foto. Ma non credo che ci riuscirà mai (sì, sono disfattista). Ha importanza? No. Quello che accadrà è che mangerai delle tagliatelle più massicce, no worry.

Chi invece è tanto fortunato da possedere questo prodigio della tecnologia contemporanea, dovrà ripetere l’operazione di appiattimento fino al raggiungimento dello spessore desiderato. Io sono abituata ad usare il livello 5, poiché la mia sfoglia tende sempre ad essere molto morbida e quindi si spaccherebbe a livelli superiori. Regolati tu a seconda dei tuoi risultati (e del tuo gusto, ricordalo sempre).

Ottenuta la sfoglia, bisogna:

  • se non hai la macchina, tagliala con il tagliapizza. Devi ottenere delle strisce, più simili possibile e più dritte possibile. Se ti vengono storte e tutte di dimensioni differenti, non fa niente, grazie per avere partecipato e la prossima volta andrà meglio. Saranno buone ugualmente, solo brutte da vedere.
  • se hai la macchina, la tua vita è facilitata. Dovrai solo accompagnare la sfoglia con il dorso della mano dentro alla forma che hai scelto (tagliatelle, reginette e così via). Così:DSC02302.JPG

Man mano che uscirà dall’altra parte, accompagna la sfoglia col dorso (o con il palmo) della mano. Non devi usare i polpastrelli poiché lasceresti dei buchi sulla sfoglia, che potrebbe rompersi.

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Posa le tagliatelle ottenute sul tavolo e lasciale riposare qualche ora. Più riposano e migliori saranno durante la cottura, ma nulla ti vieta di prepararle anche dieci minuti prima di mangiare. Il mio consiglio è di prepararle il giorno prima per il giorno dopo (coprendole con un panno) o almeno la mattina per la sera stessa. Tenderanno a non incollarsi tra loro, durante la cottura, se sono più secche.

Mentre le posi, le tagliatelle non devono essere ammucchiate una sull’altra, poiché calore e pesantezza tenderebbero a farle appiccicare, formando dei grumi che sputtanerebbero il tuo lavoro. Vendono dei cosi apposta per posare la pasta, ma li trovo inutili e pure poco pratici.
Ti faccio vedere come le faccio riposare io:

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Bordello a parte, se riesci a metterle dritte come una parte di quelle che vedi in foto, perfetto. Altrimenti anche aggrovigliate si seccheranno. L’importante è che non ci siano dei “nodi” all’interno del groviglio, perché si legherebbero tra loro formando i grumi (che noi vogliamo evitare). Importante anche che tutta la pasta sia ricoperta di farina, soprattutto se ti sembra ancora leggermente umida (può capitare).

Metodo di cottura.
Quando metterai l’acqua dove cuocerai la tua pasta, oltre al sale aggiungi un cucchiaio d’olio per commensale. Questo ti aiuterà ulteriormente ad evitare che le tagliatelle si incollino. La durata della cottura è davvero minima: una volta che bolle, ci cacci la pasta, attendi di nuovo le bolle (io rimetto il coperchio per accelerare l’operazione, ti consiglio di fare altrettanto) e poi conta un minuto. Basta. Mentre sono in acqua, con una forchetta di plastica separale tra di loro (ulteriore aiuto per evitare l’incollatura, unico vero problema della riuscita del piatto).

Con tutti questi accorgimenti non dovresti avere alcun problema di pappa collosa. Forse non saranno perfette e senz’altro ad ogni tuo tentativo il risultato sarà differente. Dipende da tante cose: le uova, la farina, la temperatura in casa.

Ultima ovvietà sul lavaggio del tavolo che hai usato per impastare.
Non gettarci l’acqua: raccogli semmai la farina nel contenitore che hai usato per impastare.

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Soltanto quando avrai compiuto quest’operazione lava il tavolo con dell’acqua. Questo perché altrimenti ti ritroveresti farina gommosa insopportabile, quasi impossibile da levare in modo indolore. Stessa cosa per il contenitore di plastica: butta via prima la farina nella spazzatura, POI lavalo.
Sono cazzate che se uno non ti dice ti ritrovi con Blob in casa.

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Non lavare la macchina della pasta con acqua (al massimo usa un pennellino per togliere la farina accumulata) e non lasciare il mattarello nel lavandino (io lo lavo una volta ogni tanto, proprio quando sono costretta).

La pasta all’uovo sta bene un po’ con tutto, di solito io non la uso soltanto per i piatti di pesce.
Nulla ti vieta di costruire maltagliati, invece di pasta lunga.
I maltagliati sono sostanzialmente dei pezzi di sfoglia tagliati a forma di rombo, di media grandezza e sono perfetti per le minestre (per esempio pasta e fagioli).

Bene, hai levellato pure oggi.

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Anche Charlie Sheen è fiero di te.

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3 thoughts on “Tagliatelle fatte in casa”

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