Risotti

Risotto con carciofi e stracchino

Imparato un risotto, imparati tutti. Quindi metterò un paio di varianti per le differenze sostanziali, ma questo qui è lo scheletro che potrai usare per ogni abbinamento che ti possa venire in mente.
Potrai urlare I HAVE THE POWER con potenza e tanto, immenso orgoglio.

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Partiamo dalla scelta del riso. Prima io compravo quei sacchi con scritto RISO, tipo Unione Sovietica dei bei tempi andati. Poi il supermercato ha deciso – come fa sempre, perché mi detesta – di smettere di venderlo e quindi sono passata a prendere roba a caso, a rotazione, bestemmiando in aramaico perché uno non si ingrossava, l’altro ci metteva sei ore e mezza, questo ha rotto tanto le balle che me lo mangio crudo. Poi ho scoperto il Riso Gallo e mi sono fermata, perché non ha niente che non vada. I chicchi si trasformano mentre si cuociono e si vede pure a occhio quando è pronto, non si scuoce (non che abbia mai scotto il riso, anzi, di solito il problema qui è il contrario) ed è buono.

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No, le pubblicità non sono acccazzo, poiché a meno che non si voglia far finta di essere ipergreen spacciandosi per Azzurro di Sci con tanto di risaia dietro casa in cui, cantando gli inni tipici delle mondine, si raccoglie tutto l’occorrente per preparare il risotto… sempre al supermercato dobbiamo andare e le marche, checché se ne dica in giro, contano. Se conoscete una marca migliore avvisatemi, grazie.

Per il brodo, stesso discorso. Potete certo farvelo in casa, ma tanto lo so che tutti abbiamo la signorina della Star che vi saluta ogni volta che aprite il frigo. Quindi DADO e fanculo. Se poi avete della verdura in frigo che vi avanza, potete fare il brodo in casa e il tempo per farlo è più o meno lo stesso, ma comprarle apposta per usare 4 mestolate di brodo a me sembra sempre un mezzo spreco.
Ovviamente gli Azzurri di Sci preparano sempre il brodo di pollo ed hanno cadaveri di gallina ammassati nel freezer, all’occorrenza.
Io no. DADO.

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Finite le premesse, possiamo iniziare.
Ho scelto il risotto con carciofi e stracchino. I carciofi li ho usati congelati, perché è una rottura totale usare quelli freschi.
Le dosi sono per due persone e sono da pensare come piatto unico perché si sa che i Kaiju hanno sempre poco tempo e non si mettono a cucinare primi, secondi e contorni. È sostanzioso, quindi non avrete più fame fino al giorno dopo.

Per cucinare il risotto con carciofi e stracchino avrai bisogno di:
– 180 grammi di riso;
– mezza cipolla;
– 1 cucchiaio di olio, un po’ di burro;
– 300 grammi di carciofi congelati (e visto che parliamo di marche, io uso quasi sempre Orogel);
– 150 grammi di stracchino (ma anche 100 sono sufficienti);
– 3 dadi;
– prezzemolo.

Prepara prima il brodo. Come ho detto, uso il dado e buona regola è usarne uno per ogni mezzo litro d’acqua. Ti servono un litro e mezzo d’acqua, per stare sul sicuro, quindi tre dadi. Riempi una pentola di acqua fredda, cacciaci i tre dadi e chiudi col coperchio. Accendi la fiamma, eh. Io, per la regola degli ortaggi avanzati, avevo un sacco di gambi di asparagi selvatici, quindi ci ho infilato pure quelli.

Intanto in un’altra pentola metti un po’ di burro (l’ho pesato, ho usato circa 25 grammi) ed un cucchiaio di olio. Olio e burro insieme di solito non hanno senso alcuno, ma l’olio in questo caso ci serve ad alzare la temperatura e a permettere al burro di non bruciarsi. Quindi mettilo, ché se il burro si brucia devi buttare via tutto.

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Accendi la fiamma (quando cucini usa sempre la fiamma medio bassa, alta serve solo se il tuo risultato è quello di chiamare la pizzeria sotto casa) e intanto taglia la cipolla. Mezza cipolla è più che sufficiente, se è piccola usala intera. So che c’è una scienza sullo scegliere tra cipolle rosse, scalogni, bianche etc ma io me ne frego quasi sempre. In questo caso era una cipolla bianca e manco tanto fresca, come puoi vedere:

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Quella roba gialla vuol dire che sta facendo i fiori, sì, denunciami perché ho le cipolle in frigo da sei anni.

Quando il burro si è sciolto, metti la cipolla e falla soffriggere per qualche minuto. Ci vorranno meno di dieci minuti, sempre a fiamma medio-bassa (purtroppo non posso fotografare la fiamma, altrimenti lo avrei fatto).
Appena la cipolla ti sembra pronta, buttaci i carciofi. A questo punto, se fossero ortaggi freschi, dovresti aspettare un paio di minuti perché si sentano a casa, poi aggiungeresti il riso ed aspetteresti altri due minuti perché tutti si possano conoscere per bene. Metteresti anche del vino (che, se vuoi mettere, questo è il momento) ma a me non piace, lo metto solo quando mi sembra starci particolarmente bene (come nel risotto allo zafferano). In questo caso, comunque, si tratta di carciofi congelati, quindi caccia carciofi e riso insieme.

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Mescola tutto bene e aggiungi delle mestolate di brodo (che deve essere bollente, ma a questo punto dovrebbe essere pronto e puoi lasciarlo chiuso col coperchio e spegnere la  sua fiamma). Il brodo deve coprire tutto, così:

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A questo punto non devi stare dietro al riso più di tanto. Ogni tanto giralo sennò si attacca, ma non c’è bisogno di essere maniacale. Lascia perdere anche i minuti scritti sulla scatola del riso, che servono solo se lo vuoi fare bollire. La cosa sicura è che questa prima dose di brodo non basterà per la cottura, quindi quando vedi che sta evaporando del tutto, aggiungi un altro paio di mestolate.

Questo paio di mestolate vedrai che evaporeranno molto più velocemente, quindi devi essere più presente e, quando arriva al punto della foto qui sotto, continua a girare perché sennò si attacca:
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Come puoi vedere dalla foto, i chicchi si sono ingrossati e questo vuol dire che ci siamo quasi. Ti tocca assaggiare per capire se questi ultimi mestoli di brodo che hai aggiunto saranno sufficienti. Se il riso è duro, ne avrai ancora per un’altra mestolata. Se è morbido devi solo girare ed aspettare che tutto prenda forma. Una buona regola per capire quando fermare la cottura è piantare il cucchiaio di legno e vedere se cade, così:

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Se fate riso per più di due persone, il cucchiaio starà in piedi pure al centro della pentola. In questo caso c’è poco spessore, quindi non accade (a meno che non siate i soliti Azzurri di Sci).
Quando è pronto cacciaci dentro lo stracchino. Sull’uso del formaggio ci sarebbe molto da dire, ma in questo caso lo stracchino è un formaggio proprio cretino, con pochissimo gusto. Ma a me piace e il risotto solo coi carciofi sarebbe stato un po’ noioso. Così avrete ciccia a volontà e sarà cremoso. Ho scelto lo stracchino perché i carciofi hanno un gusto delicatissimo e un’altra roba li avrebbe massacrati. Cacciaci 100 grammi e falli sciogliere, a fiamma molto bassa (io ne ho messi 150 perché sono drogata, se tu non sei come me 100 sono sufficienti).
Quando vedi che tutto si è mescolato bene e che ha la consistenza compatta di un risotto spegni la fiamma e chiudi tutto col coperchio, lasciando riposare per due minuti.

Sembra un passaggio fighetto, ma ti assicuro che questi due minuti di riposo fanno la differenza tra un riso pronto ed uno che avrebbe potuto fare di più.

Trascorsi questi due minuti, buttaci pure il prezzemolo, mescolalo e basta, vai a mangiare.

Ecco un’altra foto inguardabile per noi che impiattiamo male e non abbiamo alcun senso estetico. Il fatto che il riso al carciofo abbia quel colore marroncino alla Human Centipede II non aiuta certo:

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Sì, mangio con le bacchette perché boh.

Bon, YOU HAVE THE POWER!!! 

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12 thoughts on “Risotto con carciofi e stracchino”

  1. Ma che bello questo blog rinnovato. Per lo Stracchino io uso quello della marca Papetti. Non delude mai, meglio di altre marche blasonate scipite e senza consistenza, e costa anche poco.
    PS Spadello anche io, …

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  2. Mai provato il Papetti, purtroppo questa volta c’era solo un insipido stracchino Decò (manco il Nonno Nanni era disponibile, per dire). A questo punto se trovo il tuo, lo provo di sicuro.

    Ebbasta coi blog tristi e colmi d’arrrrrte, il cibo sì che è una cosa seria.

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