Risotti

Risotto con carciofi e stracchino

Imparato un risotto, imparati tutti. Quindi metterò un paio di varianti per le differenze sostanziali, ma questo qui è lo scheletro che potrai usare per ogni abbinamento che ti possa venire in mente.
Potrai urlare I HAVE THE POWER con potenza e tanto, immenso orgoglio.

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Partiamo dalla scelta del riso. Prima io compravo quei sacchi con scritto RISO, tipo Unione Sovietica dei bei tempi andati. Poi il supermercato ha deciso – come fa sempre, perché mi detesta – di smettere di venderlo e quindi sono passata a prendere roba a caso, a rotazione, bestemmiando in aramaico perché uno non si ingrossava, l’altro ci metteva sei ore e mezza, questo ha rotto tanto le balle che me lo mangio crudo. Poi ho scoperto che l’unica cosa che davvero conta è che si tratti di Riso Carnaroli.

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Le pubblicità di Madre Russia.

Non Parboiled, non Roma. Carnaroli e basta.

Parentesi per il brodo. Puoi certo fartelo in casa, ma tanto lo so che tutti abbiamo la signorina della Star che ci saluta ogni volta che apriamo il frigo. Quindi DADO e fanculo. Se poi hai delle verdure in frigo che ti avanza, puoi fare il brodo in casa e il tempo per farlo è più o meno lo stesso. Ma comprarle apposta per 4 mestolate di brodo a me sembra sempre un mezzo spreco.
Ovviamente gli Azzurri di Sci preparano sempre il brodo di pollo ed hanno cadaveri di gallina ammassati nel freezer, all’occorrenza.
Io no. DADO.

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Finite le premesse, possiamo iniziare.
Ho scelto il risotto con carciofi e stracchino. I carciofi li ho usati surgelati, perché è una rottura totale usare quelli freschi. Sono però meno buoni, ti avverto, ed usare verdura surgelata è altamente sconsigliato per la riuscita perfetta di un risotto. Quando uno già parte con i tutorial pensati male…

Per cucinare il risotto con carciofi e stracchino, per due persone, avrai bisogno di:

– 200 grammi di riso CARNAROLI;
– mezza cipolla;
– 1 cucchiaio d’olio, un po’ di burro;
– 300 grammi di carciofi surgelati (e visto che parliamo di marche, io uso quasi sempre Orogel) o 5 carciofi freschi;
– 150 grammi di stracchino (ma anche 100 sono sufficienti);
– 3 dadi vegetali;
– prezzemolo.

Prepara prima il brodo. Come ho detto, uso il dado e buona regola è usarne uno per ogni mezzo litro d’acqua. Hai bisogno di un litro e mezzo d’acqua, per stare sul sicuro, quindi tre dadi. Riempi una pentola di acqua fredda, cacciaci i tre dadi e chiudi col coperchio. Accendi la fiamma, eh. Io, per la regola degli ortaggi avanzati, avevo un sacco di gambi di asparagi selvatici, quindi ci ho infilato pure quelli.

Intanto in un’altra pentola metti un po’ di burro (l’ho pesato, ho usato circa 25 grammi) ed un cucchiaio d’olio. Olio e burro insieme di solito non hanno senso alcuno, ma l’olio in questo caso ci serve ad alzare la temperatura e a permettere al burro di non bruciarsi. Quindi mettilo, ché se il burro si brucia devi buttare via tutto.

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Accendi la fiamma medio-bassa e intanto taglia la cipolla. Mezza cipolla è più che sufficiente, se è piccola usala intera. In questo caso ho usato una cipolla bianca e manco tanto fresca, come puoi vedere:

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Quella roba gialla vuol dire che sta facendo i fiori, sì, denunciami perché ho le cipolle in frigo da sei anni.

Quando il burro si è sciolto, metti la cipolla e falla soffriggere per qualche minuto. Ci vorranno meno di dieci minuti, sempre a fiamma medio-bassa (purtroppo non posso fotografare la fiamma, altrimenti lo avrei fatto).

Appena la cipolla ti sembra pronta, mettici il riso e fallo tostare bene, alzando leggermente la fiamma.
Nel caso usassi carciofi freschi, prima di mettere il riso caccia dentro i carciofi. Due minuti i carciofi, poi due minuti il riso.

Nel mio caso si fa il contrario, perché i carciofi sono surgelati (faccine tristi da inserire a volontà). Mi ripetono dalla regia che usare ortaggi surgelati è altamente sconsigliato. Lo so, purtroppo il tutorial parte nel peggiore dei modi.

Se ti piace il vino (io lo uso pochissimo, solo quando mi sembra davvero necessario) metti 100 grammi di vino e fallo evaporare bene.

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Dopo il vino, è la volta del brodo.

Aggiungi delle mestolate di brodo (che deve essere bollente, ma a questo punto dovrebbe essere pronto e puoi lasciarlo chiuso col coperchio e tenere la sua fiamma bassa). Il brodo deve coprire tutto, così:

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A questo punto non devi stare dietro al riso più di tanto. Ogni tanto giralo sennò si attacca, ma non c’è bisogno di essere maniacale. Lascia perdere anche i minuti scritti sulla scatola del riso, che servono solo se lo vuoi fare bollire. La cosa sicura è che questa prima dose di brodo non basterà per la cottura, quindi quando vedi che sta evaporando del tutto, aggiungi un altro paio di mestolate.

Questo paio di mestolate vedrai che spariranno molto più velocemente (il riso sta assorbendo il brodo), quindi devi essere più presente. Quando arriva al punto della foto qui sotto, gira più di frequente per evitare che si attacchi:

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Come puoi vedere dalla foto, i chicchi si sono ingrossati e questo vuol dire che ci siamo quasi. Ti tocca assaggiare per capire se questi ultimi mestoli di brodo che hai aggiunto sono sufficienti. Se il riso è duro, ne avrai ancora per un’altra mestolata. Se è morbido devi solo girare e spegnere la fiamma prima che tutto il brodo evapori.

Adesso c’è la fase importantissima della mantecatura. Spegni la fiamma e aggiungi gli elementi previsti in questa fase (possono essere burro o formaggi vari). Nel nostro caso, dobbiamo cacciarci dentro lo stracchino.

Metti dunque 100 grammi di stracchino e mescola bene, sempre a fiamma spenta (io ne ho messi 150 perché sono drogata, se tu non sei come me 100 sono sufficienti).

Chiudi tutto col coperchio, lasciando riposare per due minuti.

Sull’uso del formaggio ci sarebbe molto da dire, ma in questo caso lo stracchino è un formaggio proprio cretino, con pochissimo gusto. Ma a me piace e il risotto solo coi carciofi sarebbe stato un po’ noioso. Così avrete ciccia a volontà e sarà cremoso. Ho scelto lo stracchino perché i carciofi hanno un gusto delicatissimo e un’altra roba li avrebbe massacrati.

Una buona regola per capire se il risotto è venuto bene: pianta il cucchiaio di legno per vedere se riesce a rimanere in piedi da solo. Così:

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Se fate riso per più di due persone, il cucchiaio starà in piedi pure al centro della pentola. In questo caso c’è poco spessore, quindi non accade (a meno che non siate i soliti Azzurri di Sci).

Sembra un passaggio fighetto, ma ti assicuro che questi due minuti di riposo fanno la differenza tra un riso decente ed uno perfetto.

Trascorsi questi tre minuti, buttaci pure il prezzemolo, mescola e basta, vai a mangiare.

Ecco un’altra foto inguardabile per noi che impiattiamo male e non abbiamo alcun senso estetico. Il fatto che il riso al carciofo abbia quel colore marroncino alla Human Centipede II non aiuta certo:

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Non è riso Carnaroli, quando rifarò questo risotto aggiusterò la ricetta.

Sì, mangio con le bacchette perché boh.

Bon, YOU HAVE THE POWER!!! 

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14 pensieri riguardo “Risotto con carciofi e stracchino”

  1. Ma che bello questo blog rinnovato. Per lo Stracchino io uso quello della marca Papetti. Non delude mai, meglio di altre marche blasonate scipite e senza consistenza, e costa anche poco.
    PS Spadello anche io, …

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  2. Mai provato il Papetti, purtroppo questa volta c’era solo un insipido stracchino Decò (manco il Nonno Nanni era disponibile, per dire). A questo punto se trovo il tuo, lo provo di sicuro.

    Ebbasta coi blog tristi e colmi d’arrrrrte, il cibo sì che è una cosa seria.

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